Menu Chiudi

Tag: paratici (pagina 1 di 3)

Il calciomercato è gossip? Povero Einaudi

É finito, finalmente! Il calciomercato/gossip é finito. Pensavo di non farcela, ma fortunatamente, o sfortunatamente per chi non mi sopporta, sono ancora qui.

Advertisment

Quest’anno é stato particolarmente snervante.

Abbiamo pregato, fatto voti, sperato che nessuno andasse via, in particolare Alex Sandro e Dybala e, con nostra grande felicitá sono ancora bianconeri. Allo stesso modo, abbiamo pregato, fatto voti, rituali al limite del woodo perché tre giocatori andassero via… dai due su tre, dobbiamo impegnarci di piú, ma finalmente abbiamo una panchina cazzuta, ora. Olé!

Peró il viaggio é stato costellato da tante fake, che purtroppo, vanno ad alimentare un sentimento popolare, non molto carino, l’Antijuventinismo. Ed io con questo mio umile e, spero, utile memorandum, vorrei riproporre le piú esilaranti.

Evitiamo tutti quei giocatori, che anche secondo i loro agenti, sono stati cercati da grandi squadre, tipo Cassano, il Ninja romano, Koulibaly napoletano e pescarese e ultimo,ma non per importanza, Hysaj, che hanno avuto la forza di dire NO, alla brutta e cattiva Juve. Chiamasi pubblicitá e, se rifiuti una grande squadra, di sicuro fai parlare di te, galvanizzi i tifosi, che comprano la maglietta e attiri, come api col miele, i giornalisti. Evitiamo. Facciamoci due risate, ma evitiamo. In fondo devono campare pure loro.

E voglio anche evitare tutti i giocatori accostati dai giornalisti, senza apparente motivo, ad una squadra, con trattative di scambio, al limite quasi, della pura fantascienza. Esempio Strootman/Manolas e Cuadrado. Una roba cosí, nemmeno Asimov poteva metterla in piedi. Cuadrado?! Ok, il ragazzo non é costante, ogni tanto va preso a schiaffi, ma il Panita, ha fatto carte false per tornare alla Juve. E voi, scienziati del calciomercato/gossip, mi volete far credere che Marotta e Paratici, vogliano dare la Vespa, in cambio di chi? Un Simultare Cronico, insulto alla sportivitá piú pura o, un difensore, bravo per caritá, ma con la soglia del dolore bassissima? Tifosa si, ma non scema! Rispetto! Poi non chiedetevi come mai i giornali, non si vendono piú!

Evitiamo pure i giocatori nominati, fino alla fine, solo per tenere in piedi, l’incapacitá di alcuni giornalisti di cercare la notizia, come il povero N’Zonzi. Poveretto, che pena! Abbiate pietá, mettetevi nei panni di un giocatore, che sente, che la squadra arrivata in finale di Champions, che ha sconfitto il Barcellona dei Marziani, lo vuole. Non avete alcuna pietá! Addirittura tutti, ma proprio tutti erano d’accordo: N’Zonzi preferito da Allegri. Poi si scopre che il Siviglia non ha mai parlato con i dirigenti Juve. E anche dopo le parole ufficiali del Siviglia, tutti, ma proprio tutti, erano d’accordo che la Juve avrebbe affondato su N’Zonzi. Poi é arrivato Matuidi e persino i tifosi del Barcellona ci hanno inviadiato questo acquisto. E voi, pseudo giornalisti, avete fatto sparire quel poveretto di N’Zonzi. Vi rendete conto che Luigi Einaudi (per chi non lo sapesse: economista, giornalista, politico, nonché secondo Presidente della Repubblica) si rivolterebbe nella tomba?

Fornire notizie non significa crearle!

Io voglio evitare tutto questo e parlare delle piú gustose, di quelle che piú ci hanno fatto ridere. Voi subito direte Messi all’Inter. Io potrei dire Bale o Iniesta alla Juve. Voi direte Cristiano Ronaldo al Milan (Peppe Di Stefano, luglio 2017), io potrei dirvi Modric, Kroos, Rakitic alla Juve. Cavolo, ma che isteria collettiva é presa a noi juventini? Ma ragionate, non fatevi prendere dalla gola. No! Questi sono solo piccoli assaggi.

Divertenti, ma non da scompisciarsi come… come… come le fideiusioni che la Juve non ha presentato per Szczesny e Bernardeschi… fonte? Milanworld 5 agosto 2017… siete seri? Szczesny acquistato in Inghilterra e fideiussione non richiesta, per Bernardeschi dico, ragionate! Una societá che affronta il mercato senza debiti, perché la Juve aveva pagato sia Higuain, che Cuadrado, che Benatia, sempre in attivo in borsa, con un fatturato di 550mln, puó avere problemi nel trovare una schifosissima fideiussione? Ovviamente, la notizia FALSA, é stata cambiata in “i contratti non depositati”, falso! Tutti depositati il giorno della firma. Risultato? Figuraccia del sito che evidentemente voleva vendicarsi, delle voci sulle fideiussioni del Milan, questa volta vere.

Com’era come antipasto? E non é finita!

Che ne pensate della prossima? Un noto giornalista, di cui non faró il nome, per non comprometterne la credibilitá, Pedullá, di un noto canale del digitale terrestre, di cui non faró il nome, Sportitalia, ha dichiarato che il Napoli ha rifiutato un’offerta, dal Barcellona di 100mln, per Lorenzo Insigne… giuro! Non mi credete? Su Youtube trovate il video datato 23 Agosto 2017. Voi dite, ma puó essere credibile… vero, ma se una notizia é un caso, due sono una coincidenza e tre sono un’indizio, qui a parte Pedullá nessuno, ma dico nessuno, ha riportato la notizia.  Non vi basta? Ok, allora che ne pensate di Criscitello e la mega, super, mastodontica bufala di Pepe e James Rodriguez all’Inter? Giuro! Anche qui trovate il video su Youtube, addirittura prima ancora che iniziasse il mercato, 26 maggio 2017. Dopo Cardiff, vedrete… e tutti i tifosi interisti gasati a twittare il video di Pepe che prende a calci un giocatore della Juve, sperando fosse Dybala…

Ma non vi vergognate a dare false notizie? Povero Einaudi…

Ancora non basta? Alex Sandro al Chelsea. Lo davano tutti per partente. Ma proprio tutti. E arriva il primo no. Il Chelsea resiste. L’offerta arriva a 70mln, ma niente la Juve resiste, eppure anche ieri c’era qualche disperato, che invocava un ultimo colpo del Chelsea con possibile trasferimento di Alex Sandro. Niente, la Juve ha detto no e voi, giornalisti da quattro soldi, avete detto solo boiate.

Non siete soddisfatti? Dybala al Barcellona. Tutti, ma proprio tutti aspettavano l’offerta, soprattutto dopo la partenza di Neymar. Peccato che nessuno ha scritto che Dybala e Neymar giocano in posizioni diverse e quindi era improbabile un’offerta. Addirittura si parlava di una clausola verbale pro Barcellona. Poi senti l’agente di Dybala e scopri che é una bugia. Ma niente, gli irriducibili, hanno inventato la notizia, che ieri ha fatto il giro del web: 160mln per la Joya. Anche Marca sperava in un tentativo. Domanda: ma all’ultimo giorno di mercato che big vuoi vendere, che non puoi sostituirlo? Geni assoluti delle fake. E non dimenticatevi di Don Ballon che affermava, con assoluta certezza che il Real lavorava sotto traccia con la Juve, per avere Dybala.

Advertisment

Altro genio é quello della Gazzetta sull’offerta del Galatasaray per Asamoha. Notizia arrivata subito in Turchia, che hanno iniziato a festeggiare… solo poverini, non conoscono la Gazza rosa, non sanno che racconta solo bugie…

Ancora non siete soddisfatti? Tenetevi forte. Marchisio al Milan….

E qui tocchiamo il fondo…

No, dico, si sono buttati tutti a pesce sulla notizia…

Sono ancora sconvolta… ma sono cosí disperati?

Un minuto di silenzio…

Potete scoppiare a ridere.

Ne volete un’altra? Keita. Tutti, ma proprio tutti, ancora una volta, sembra quasi che si mettano d’accordo, erano sicuri che la Juve avesse un accordo, per averlo a parametro zero. Tanto che ad un certo punto Lotito ha minacciato di denunciare la Juventus, per scorrettezza. Qualche tifoso laziale iniziava ad odiarci. Keita ha schifato tutti. Milan, Inter, il Napoli delle meraviglie. Un indizio che Keita volesse solo la Juve. Addirittura voleva solo la Juve anche quando, zitto zitto e cacchio cacchio, il Monaco é entrato in scena. Voleva la Juve, anche sapendo che non avrebbe giocato tanto. E infatti Keita é andato… al Monaco! Ma come?! Non voleva solo la Juve?! Ciarlatani!

Tralascio Shick, perché quando si mettono in dubbio esperti di un rinomato ospedale, come il Gemelli e c’é la testimonianza dell’agente, che parla di dolori al petto, é chiaro che si é lucrato sulla salute del ragazzo. Forse la Roma doveva rifarsi dopo la figuraccia di Marhez, ma diamine, il ragazzo merita piú rispetto. Tralasciamola, per favore. Buona fortuna, Patrick.

Tralasciamo anche Spinazzola. Potrei attirare le ire di qualche tifoso. Sono dalla parte dell’Atalanta. Il ragazzo si fará le ossa anche per la Champions, grazie all’Europa League. E non deve temere di perdere il treno, perché terzini italiani di valore non ce ne sono. Marotta ha detto di voler costruire un nuovo zoccolo duro. E fino ad ora, Marotta, ha sempre mantenuto le promesse fatte.

Sempre secondo questi geni incompresi, la Juve aspetta a zero Emre Can De Vrji. Porterá via di sicuro alla Lazio, quel talento pazzesco di Milincovic Savic. Detto tra noi, sarebbe fantastico, ma tra il dire e il fare, c’é sempre di mezzo un mare e, questo mare si chiama Lotito. Niente! La lezione Witzel non la imparano. A gennaio vedremo se per una volta avranno detto la veritá, oppure potremo godere nel chiamarli, ancora una volta, ciarlatani.

Io ci spero.

Ragazzi, non so voi, ma in realtá queste fake, non mi hanno messo allegria, anzi, mi hanno messo un magone addosso… che tristezza… povero Einaudi.

Ci risentiamo a gennaio…

- Articolo scritto da @fenicejuventina

Advertisment

Calciomercato Juventus: fra sogni impossibili e improbabili

Il calciomercato é quel sogno a occhi aperti che comincia ogni mattina alla lettura dei giornali. Tutti protagonisti: chi di calcio sa poco, chi di calcio non capisce niente, chi di calcio vive e capisce molto.

Advertisment

Via Vidal, dentro tanti soldi. Il quesito é: come spenderli? Cosa manca? Chi prenderesti?

Vidal é impossibile da rimpiazzare: nessuno al mondo é capace di unire con questa classe ed efficacia sostanza e qualità, corsa e tecnica, recuperi di palla e gol. Speriamo solo che la Juve abbia azzeccato ancora una volta i tempi della rivoluzione, come fu con Zidane e Inzaghi.

Allegri adesso cerca un 10, un trequartista puro capace di giocare fra le linee e sostituire le giocate che sono state di Pirlo e Tevez in fatto di regia offensiva. Fra lanci, dribbling, assist e gol, il nuovo talento che la Juve prenderà é chiamato a grandissime giocate.

Advertisment

Profili papabili? Goetze, per il dovere che impone la logica di considerare uno scambio asimmetrico di mercato fra Juve e Bayern. Poi Draxler, che rappresenterebbe una vera scommessa.

Ma non solo. Altri nomi che ad Allegri piacerebbero, fuori dall’impossibile trattativa legata a Oscar e Isco, fanno riferimento ai vari Pastore e Lamela, per esempio. Gente capace anche di giocare sulla fascia, o partire larghi per poi accentrarsi, e abili saltatori di uomini. Perfino Perotti, almeno come tipologia di giocatore, rientrerebbe in questa lista: dribblatori di professione in grado di garantire, da soli, la superiorità numerica lasciando al centrocampo il compito della quantità.

Ma esiste anche un’altra possibilità di mercato. Se non un top (tipo Goetze), Paratici e Marotta potrebbero anche virare su un doppio nome: un centrocampista di qualità, ma un centrocampista, e poi un esterno d’attacco. L’idea che circola a Vinovo é che lo staff bianconero stia ragionando su un concetto semplicissimo: se é impossibile arrivare a un classico 10, tanto vale cambiare pelle e tentare la via che Lippi promosse al suo rientro a Torino nel 2002: via un genio come Zidane, e dentro muscoli e corsa (più una tonnellata di tecnica) come quella di Nedved, con contestuale cambio tattico.

Corsi e ricorsi?

Advertisment

Calciomercato Juventus: si investe o no?!

Dunque nulla. Forse giusto un timido rinforzo in difesa. Il che sarebbe anche perfetto se tutti rientrassero in servizio e qualcuno decidesse di essere più incisivo e decisivo. Ma lato comunicazione verso i tifosi una posizione va presa. O chiarita.

Advertisment

Perchè il rischio è finire col dar retta ai giornali, fantasticando o disinformandosi, col risultato di dar contro a società, a Marotta, a Paratici e tutta la ciurma.

La Juve vuole crescere? Il dubbio del tifoso è questo. Andare su Sneijder considerandolo perno della svolta e non poter offrire nemmeno cifre modeste suona in senso contrario al senso di crescita. Poiché l’effetto si amplificherebbe poi in estate quando qualche campione sarà necessario e a quel punto non potremmo permettercelo.

Le scommesse sul mercato sono ormai ardue. D’accordo i conti in ordine, ma parliamo pur di azienda e impresa. Parliamo quindi di rischio. E i conti in ordine dipendono tutto dai risultati del campo. Per far risultato occorre investire, rischiare. Da un po’ ci pare invece di voler a tutti i costi cercare il mega-jolly dal mercato rimandando occasioni che ci sembrano ormai palesi e chiare. O investire e investire sui giovani che poi non trovano tuttavia la strada del ritorno a casa né spazio in campo (leggi Coman, leggi lo stesso Morata).

Advertisment

Per fare il definitivo e ultimo salto di qualità, la Juve di Allegri necessita di campioni già affermati e affamati, in grado di fare da traino a un gruppo che ci appare se non sazio, certamente mentalmente stanco o affannato. O non ancora pronto a reggere la pressione (leggi Morata).

Altrimenti bisogna ripartire dai giovani, ma occhio al contro-senso ancora una volta: un Coman in campo per 3 minuti ogni 10 partite è semplicemente non giudicabile; un Morata titolare per 5/6 partite di fila darebbe già un peso più importante a un voto semidefinitivo sulle possibilità di diventare una stella bianconera; un Rugani non riportato alla base, un Gabbiadini così facilmente ceduto, un Masi a invecchiare in B, un Berardi ancora in provincia non sono l’esatta idea di far crescere i giovani nella Juve e per la Juve. Per avere questo Marchisio è addirittura servito andare in B.

Il ManUTD di Sir Alex decideva a un certo punto di rischiare un paio di anni puntando su un ricambio totale della rosa con i giovani “costretti” a crescere con responsabilità, presenze e fatti. Questo è stato un modello importante: vogliamo perseguirlo? Altrimenti coi parametri zero o gli over 30 il rischio è quello di inceppare un meccanismo che con Conte si era rimesso con forza in moto.

Juve: che si fa? Basta chiarirsi.

Advertisment

Situazione Juve: caos calmo?

Ribadiamo una delle verità assolute: la Juve è pronta, con una rosa sulla carta migliore rispetto a quella dello scorso anno. Gli unici dubbi, che sono più sfide, riguardano l’assetto tattico.

Advertisment

A cinque giorni dall’esordio in campionato, che avverrà sabato alle ore 18, la Juve di Max Allegri fa la conta dei punti ancora in sospeso e si prepara alla battaglia. Con Marotta e Paratici vigili sugli ultimi potenziali colpi da mettere a segno.

Il sogno Falcao è destinato a rimanere tale. Nelle ultime ore si è fatta avanti un’ipotesi, ma fa ancora parte della cataegoria fantascienza. A Monaco il colombiano non è felicissimo. Complice una situazione poco chiara e solida del club. La società monegasca potrebbe allora, in assenza di offerte cash dalle big europee (cioè chi potrebbe permettersi di staccare assegni da oltre 30 milioni di euro), concedere il prestito per non perdere forza commerciale il prossimo anno. Pesa, in ogni caso, il lauto ingaggio dell’attaccante.

Advertisment

Più abbordabili altri nomi. Non Jovetic, certamente Hernandez su cui però pesano due domande: possibile che tutti gli allenatori del ManUTD non abbiano a cuore la sua causa? Davvero il ManUTD sarebbe così felice di trattare un prestito con la Juve dopo il non-affare Vidal?

Inutile pensare a Eto’o (età e costi), così resta da capire la priorità di Allegri per individuare il profilo last minute: più trequartista o un copia-e-incolla di Llorente?

Dubbi che non sussistono a centrocampo, dove c’è sovrabbondanza di elementi. Pensiamo a Padoin, per esempio. Mentre va capita la situazione dei giovani che andranno a rinforzare la rosa di Fabio Grosso in Primavera o verranno ceduti in prestito per continuare il percorso di crescita. Vitale e Mattiello su tutti.

Dubbi che si fanno più timidi in difesa, dove il recupero di Barzagli dall’infortunio e di Chiellini dalle squalifiche garantisce il giusto parco difensori per reggere un’intera annata. A tre o a quattro, l’unico su cui sussiste un punto interrogativo è Ogbonna. 12 milioni spesi un anno fa. Sarebbe un miracolo recuperarne poco più della metà in questa tornata di mercato.

Advertisment

Di Guido Rossi ce ne é 1 e la Juve ne ha 31

Ditelo a Pistocchi la prossima volta che lo incontrate: la Juve ha scritto 31 perché 31 sono gli scudetti. Proprio perché esistono sentenze di tribunali che lo hanno certificato. Il problema è l’ignoranza, e noi speriamo sia proprio ignoranza, altrimenti dovremmo propendere per la malafede (di cui comunque siamo certi). In ogni caso: buon 31esimo scudetto alle sorelle e ai fratelli bianconeri.

Advertisment

Sono 31, 1 di più dei punti di vantaggio sui nerazzurri che molti anni fa poterono mostrare e festeggiare (addirittura) uno scudetto mai veramente vinto.

Sono 31, perché dal 1905 questa Società incamera successi su successi, tutti sudati sul campo. Campo nel quale quest’anno sono cadute in molte squadre, massacrate a colpi di gioco, di cattiveria agonistica, di corsa, di qualità, di convinzione.

Sono 31 e 2 portano la firma, più grossa delle altre come poche volte nella storia bianconera, di Antonio Conte. Un condottiero, una sorta di top manager come lo descrisse inconsciamente Gigi Buffon qualche settimana fa. E questo secondo scudetto arriva dopo una cavalcata da paura.

Sono 31, non uno in meno.

Advertisment

Sono 31, con Marotta e non con Moggi. Con Paratici e non con Bettega. Tanto per confermare che si vince con un piano ben preciso, con alcuni fenomeni in rosa, con un campione assoluto in panchina (come lo furono Lippi e Capello, tanto per intenderci). E si vince senza Moggi, perché con Moggi solitamente si stravince.

Sono 31 ed è il secondo della dinastia Andrea Agnelli. Comprendiamo le difficoltà entro cui deve muoversi il Giovin Signore, ma guai a dimenticare i meriti di questo non ancora quarantenne Presidente della Juve. L’amore che dimostra per la maglia traspare dalla informalità con la quale scende negli spogliatoi ad abbracciare i suoi ragazzi. Sono cambiati i tempi, ma la Juve comanda con uno juventino al comando.

Sono 31 semplicemente perché la Juve è superiore. Quest’anno poi, non ce ne voglia la boria di Agnelli o la tracotanza di Stramaccioni, è stato davvero facile con questo livello di avversari e avversarie. Dove finiscono i meriti e cominciano i demeriti? Difficile dirlo, di certo c’è che sono limpidi i meriti e altrettanto limpidi i demeriti provocati dai meriti bianconeri. Contorto? No: limpido!

Sono 31 e presto saranno di più se solo Marotta piazzasse qualche buon colpo e cedesse al giusto prezzo giocatori che vanno ceduti.

Sono 31 da oggi, ma lo erano praticamente già febbraio quando i passi falsi bianconeri non vennero sfruttati da chi pensava, al sud come al nord, che raggiungere la Juve potesse essere possibile.

Sono 31 e… già pensiamo al prossimo.

Advertisment

La Juve, i giovani, i 20 milioni di euro e un dubbio

Oggi Tuttosport fa i conti in tasca alla Juve. Semplice farli, ogni tanto pure noi indaghiamo il livello economico dei bianconeri e quindi la somma viene facile. Il tema però è di quelli importanti: i giovani, cioè il futuro. Ed ecco il primo equivoco: futuro, non già presente.

Advertisment

Il mio personale nastro dei ricordi non può tornare indietro al 1993 quando un talentuoso Roberto Baggio, prossimo pallone d’oro, venne sostituito da un giovanotto con una montagna di capelloni ricci. Poi il ragazzo fu confermato e l’anno successivo, spesso col numero 16, subentrò parecchie volte al posto di quel numero 10. Giocò così bene, impressionò per classe e senso tattico, che Moggi e Giraudo decisero, rischiando parecchio, di vendere il Divin Codino Baggio e assegnare il numero 10 proprio ad Alessandro Del Piero. Comincia così una delle più belle storie del calcio. Il calcio che conta, quello che vede un uomo primeggiare per 18 lunghissimi anni.

Oggi può esistere un Del Piero? Un nuovo Del Piero? Tecnicamente no, a livello di personalità nemmeno, e a livello di storia? La sto prendendo larga e allora la dico bene.

Advertisment

Paratici ha lavorato stupendamente coi giovani. Il rapporto Nedved-Raiola può essere decisivo per il prossimo mercato bianconero (vedi il caso Pogba), così come l’appeal di Conte può giovare a tutta la Juve in sede di trattative. Fin qui i bianconeri hanno investito oltre 20 milioni di euro nell’acquisto di talentini dai 18 anni in giù. Contando la Primavera e la Prima Squadra Marotta ha chiuso ben oltre 60 operazioni di compravendita. Un numero mostruoso, ma ci chiediamo quali siano i risultati tangibili di questa mole di lavoro.

Chi fra questi giovani ha meritato un posto in Prima Squadra? Pogba e Marrone a parte, quale fra i giovani di talento sono stati lanciati dalla Juve? I vari Immobile e Boakye, o Ekdal e Masi, per non dimenticare la caterva di ragazzi cresciuti alla Juve, ebbene fra questi nessuno è riuscito a rimanere in Prima Squadra. Abbiamo sollevato più volte il dubbio che puntare su Lucio e far andare via Masi non sia stata una grande trovata. A meno che per forza di cose Masi debba tornare a Torino con 6 anni di esperienza fra A e B. Guarda il caso Criscito che era nostro e che l’abbiamo fatto andare via. E rischiamo le stesse situazioni su Gabbiadini e tutti gli altri.

Perché manca il coraggio di rischiare sui giovani? Del Piero non aveva mica 25 anni quando decisero di assegnargli la numero 10 (e non la 12: ogni riferimento non è affatto casuale). Forse si avrebbe anche più pazienza con un Masi piuttosto che un Peluso arrivato da un po’ di giorni e già sulla graticola per almeno tre gravissime disattenzioni (una delle quali è costata la qualificazione in Coppa Italia). Perdoneremmo di più la mancanza di qualità o di esperienza a giovanotto come Immobile piuttosto che continuare a sperare che Quagliarella e Matri (o Amauri e Iaquinta) si sblocchino definitivamente.

Perché la gestione Moggi mi aveva insegnato qualcosa di molto semplice. Quando la Juve faceva fatica a centrocampo, col solo Emerson a garantire quella qualità indispensabile per chi vuole dettare legge, piuttosto che cinque operazioni di medio livello, ne basta una per il definitivo salto di qualità. Maresca venduto in Spagna e Vieira comprato a Londra. Arrivarono così “91 punti, teste di cazzo!” (cit. Mughini). Così come il primo anno di Capello bastò prendere un Cannavaro (scambiato col secondo portiere Carini) e spendere appena 19 milioni di euro per Ibrahimovic per dominare due campionati di fila. E questa Juve di Conte cosa avrebbe fatto con un Ibra là davanti?

Advertisment

C’è un caso Nedved? Uhm, vediamo come stanno le cose

Pavel Nedved è forse una delle bandiere più apprezzate dai tifosi. Sicuramente più protetto e più amato, perché il campo ha sentenziato: Nedved fra i migliori giocatori della storia, nel suo specifico ruolo uno dei migliori in assoluto. Lippi lo definì “il prototipo del giocatore moderno” per la sua efficacia e la sua professionalità. Atleta come pochi, lui che tornava a casa correndo alla Mandria “quando non mi sentivo allenato a sufficienza”. Il povero magazziniere era costretto a guidare la panda (altro elemento che conferma una umiltà senza precedenti) fino a casa sua mentre il caschetto biondo correva e si sfogava. Lui che si allenava anche nei giorni più impensati, lui che curava come pochi il fisico e la mente per la vittoria. Lui che non mollava mai, lui che mi ha rattristato come poche volte nella vita per una finale scippatagli da un arbitro più permaloso di altri.

Advertisment

Ma tutto questo non basta. Per un ruolo in società tutto questo può non bastare. La domanda più opportuna non è “dove è finito Nedved?”, ma è la seguente: può un campione in campo diventare un campione pure dietro una scrivania?

Certo che no. Paratici vale molto molto molto di più rispetto a Nedved, perché le competenze e le conoscenze acquisite non possono essere sostituite da sgroppate micidiali sulla fascia e da numerose vittorie. Non ci si improvvisa dirigente, ma si studia da dirigente, ci si applica e quindi ci si prova. E non è detto che i risultati arrivino da sé. Occhio a non percorrere la strada maledetta di Moratti o altri Presidenti la cui eccessiva riconoscenza ha rovinato una società. Occhio a non cadere nel tranello di confondere l’amore per un giocatore per una sorta di bolla papale che ne attesti un qualche ruolo in società.

Advertisment

Per me Nedved doveva insegnare calcio ai bambini, ai ragazzini, o svolgere qualche ruolo di campo, tipo assistente o team manager. Carisma e grinta, intelligenza e capacità di trascinare non gli mancano di certo. Ma direttore sportivo o dirigente di alto livello, anche semplice direttore dell’area tecnica o il ruolo che fu di Bettega non sono semplici mansioni da curare il sabato davanti al caffé e a un buon libro.

Sto perciò tutta la vita con Andrea Agnelli che di gestione e direzione ne capisce più di tutti quanti. Parlano i fatti, parlano le scelte. Troppo comodo da un divano emettere sentenze e prendere decisioni sulla base di gusti e convinzioni personali. Come il campo di calcio, anche il campo dirigenziale non permette amatori o debutti rapidi. La preparazione è fondamentale. Se Nedved ha, avrà e ha avuto un ruolo marginale, allora state sicuri che AA l’avrà fatto con coscienza, reputando non pronto il mitico Pavel per un simile compito. E Pavel non dovrebbe disdegnare un ruolo da ambasciatore dei colori bianconeri, in attesa di rivelare mansioni più interessanti, ma solo dopo averle meritate sul campo. Così come la sua carriera insegna.

Aggiornamento: in fase di checkin c’era pure Nedved a Torino. E’ volato a Londra con la squadra, con Mazzia e Marotta al suo fianco.

Advertisment

Che punta compriamo?

Fiumi di inchiostro sulla necessità della punta che la metta dentro.

Advertisment

Ci permettiamo un consiglio, che forse a Conte, Paratici, Marotta ed Agnelli non serve perché già ci avranno pensato da soli.

La Juventus è una società che ha ritrovato la dignità, l’orgoglio, le vittorie. Gli equilibri economici.

Un attaccante come ce l’hanno il Barcellona, il Real Madrid, il Bayern, i due Manchester, il PSG, ci piacerebbe averlo e, se rispettasse anche le direttive di Conte oltre che segnarci trenta goals a campionato, ci farebbe molto comodo.

Ma pretenderebbe un ingaggio talmente superiore, ad esempio, a quelli di Buffon, Pirlo, Marchisio, Vidal, Chiellini e Vucinic che si creerebbe malumore nello spogliatoio. Ammesso che la Juventus abbia le capacità economiche per concedergli l’ingaggio elevato.

E una squadra fatta da undici fuoriclasse non in accordo tra loro non vincerebbe nulla.

Conte ha creato un gruppo. Andando contro noi tifosi che eravamo stanchi degli errori di Bonucci. Andando contro Tuttosport (leggi Vittorio Oreggia, quello bravo perché ad ogni articolo utilizza l’aggettivo “boiata”) che si chiedeva perché mai Giaccherini giocasse con la Juventus. Sfidando gli ultras che non volevano Borriello prima di vederlo giocare e ancor di più dopo averlo visto. Un gruppo. Dove 20-venti-20 giocatori sono andati a segno e dove, parole di Conte, non è importante che la punta segni ma che faccia i movimenti utili alla squadra.

Ma per vincere la Champions serve il fuoriclasse ……….

Asamoah è un fuoriclasse. Giovinco è un fuoriclasse. Pogba lo diventerà. Altri li avevamo già con noi e con noi sono rimasti.

Advertisment

Matri due anni fa ha fatto 20 goals. L’anno scorso era sulla stessa media fino a metà campionato, ma pareggiavamo troppe partite. Poi ha smesso di segnare ed abbiamo vinto 10 partite sulle 11 finali. Che non è un ragionamento matematico ma significa che Conte quando parla è difficile che dica stupidaggini.

Siamo così sicuri che Llorente o Dzeko siano più utili di Matri e Quagliarella? Di Matri e Quagliarella svogliati e demotivati, di certo. Altrimenti no. E poi a che prezzo? A che ingaggio?

Gli attaccanti fenomeni (Drogba, Ibrahimovic, Messi, Ronaldo, Rooney, ecc.) ce li hanno gli altri e se li tengono.

Se capita l’occasione che Conte gradisce, ben venga. Se non capita, sarà la squadra a dover fare la differenza.

A che serve vendere Lichtsteiner se con quei soldi non potremmo mai comprare un fenomeno?

Se è Lichsteiner che vuole andar via, vada. La Juventus è e deve rimanere un gruppo.

Vogliamo vincere tutto e abbiamo fretta di farlo. Ma non facciamoci prendere la mano dalla smania di acquistare tanto per poter dire che anche noi abbiamo un top-player.

La Champions è difficile da raggiungere, con Real, Barcellona e Bayern in giro. Ma anche facile visto che l’anno scorso l’ha vinta il Chelsea.

Tutto può succedere, ma non sarà un Llorente che sposterà gli equilibri.

Advertisment

Marrone e Masi: davvero nessuna chance per loro?

Abbiamo inseguito a lungo Verratti, ignorando del tutto le potenzialità di Luca Marrone. E scrivono i giornali che Marotta sia a caccia di un difensore, nonostante Alberto Masi sembra una specie di veterano arrivato alla Juve nel pieno della sua maturità. Abbiamo elogiato la Juve per il progetto sui giovani… non vorremmo ora criticarla per scellerate scelte di mercato. Argomentiamo con calma.

Advertisment

Luca Marrone gode della profonda stima di Antonio Conte. Ci permettiamo di dire che, conoscendo il carattere di Conte, difficilmente si riesce a conquistare la sua piena stima. Luca Marrone ci è riuscito. Scrivevamo di lui nel lontano maggio del 2010:

Luca Marrone ha giocato una ottima partita contro il New York e-qualcosa. Da centrocampista di quantità, da un simil-regista. Se l’è cavata bene perché ha corso e lottato, perché ha giocato con al massimo tre tocchi. Perché ha cercato di dare l’anima per quella maglia indossata.

[dall'articolo Indicazioni dall'America]

Avevamo visto lungo? Ora Luca può realmente essere considerato una certezza, un giovane maturo su cui si può fare affidamento. Pirlo non le può giocare tute e Luca può prendere il suo posto, magari in quelle partite cosidette non importanti, ma dove serve ugualmente essere al 100%. Noi ci crediamo: questo ragazzo ha talento e la mentalità giusta per emergere. Forse serve evitare un suo esodo in stile Marchisio e anzi farlo maturare facendolo giocare. Un po’ di coraggio può evitare esborsi di mercato che in questo caso ci sembrano davvero inutili.

Advertisment

E analogo discorso per Alberto Masi. Quando Paratici lo annunciò dicemmo che si trattava di un giovane interessante, il nuovo Nesta, ma non immaginavamo che conquistasse così velocemente il consenso dei tifosi. Provate a girare blog e forum e non troverete un-tifoso-uno che non sia d’accordo col nostro pensiero: Masi va tenuto e va fatto giocare. Ed ecco perché.

Ha una naturale predisposizione per il 3-5-2. Tecnica sopraffina e sangue freddo: con la palla fra i piedi non si scompone mai e pare sempre azzeccare la scelta di passaggio: lancio quando vi è un allarme, scarico sul centrocampista se non pressato, manovra larga per i terzini o per l’esterno di centrocampo quando la Juve prova a impostare. Nell’anticipo è fortissimo e il fisico è davvero sorprendente. Davvero qualcuno firmerebbe un bonifico milionario per un punto interrogativo di mercato? Che sia Astori (ma che ha fatto per meritare quella valutazione?) o Bruno Alves (esperto sì, ma ormai vecchio, abbiamo già preso Lucio).

La nostra paura è la mancanza di coraggio, che negli anni, ne abbiamo avuto palese dimostrazione, si è trasformata in fallimento: giocatori acquistati senza motivo (leggi Grygera) contro giovani che sono stati letteralmente esiliati o giocatori che avrebbero meritato una conferma (leggi De Ceglie e Balzaretti e Criscito). E la mancanza di coraggio di quegli anni si trasformò, lo ripetiamo, in fallimento con i vari Mellberg che dovevano fornire esperienza e invece ci hanno letteralmente affossato, rallentando peraltro la nostra rinascita.

Il motivo di questa scommessa è pure un altro: intanto è una scommessa a costo zero e perciò un errore di Masi è più perdonabile rispetto a un errore (o una serie di errori) di un eventuale acquisto milionario. Inoltre Masi ha davanti a sé tutta una carriera, contrariamente a chi arriverebbe dal mercato. Del Piero prese la maglia numero 10 giovanissimo, stesso discorso Boniperti e così è accaduto parzialmente per Marchisio.

No: caro Conte e caro Marotta è arrivato il momento di puntare sui nostri giovani che, stando al presente, ci sembrano davvero fra i migliori in Italia. Basta spendere sul mercato, tutto il tesoretto dovrà servire per l’unico rinforzo che ci serve davvero: il TOP PLAYER!

Advertisment

Abbonamenti Juve: tutto esaurito!

Al 23 luglio la Juve ha terminato la campagna abbonamenti. Una notizia sensazionale di questi tempi, soprattutto se si pensa alle avversarie. Merito della campagna di rafforzamento che ha portato a Torino tanti giovani e tante pedine che di fatto hanno potenziato la rosa. Merito soprattutto della credibilità di tutto lo staff tecnico. Ci fidiamo di Marotta, Paratici e di Conte, ci fidiamo del Presidente Andrea Agnelli e ci fidiamo di questa Juve.

Advertisment

Boom di abbonamenti e cifra limite raggiunta: sottoscritte 27.400 tessere. E qui ci ricolleghiamo con una polemica che avevamo innescato qualche giorno fa e torniamo volentieri sull’argomento per chiarire ulteriormente.

L’articolo che ha scatenato un po’ di bagarre è il seguente (proponiamo solo l’introduzione):

Proteste contro la sede della Juve: l’immagine becera di un Paese al macero

Dove erano questi tifosi nell’estate del 2006 quando pochi squallidi individui distruggevano la nostra società? Dove sono stati questi tifosi quando quei pochi reduci di quella Grande Società venivano regolarmente e ignobilmente massacrati dai media?

[Leggi tutto l'articolo]

La nostra provocazione, che in realtà era semplicemente un grido di allarme, è stato il seguente: perché scegliere quelle forme di protesta quando Andrea Agnelli ha dimostrato di poter tranquillamente dialogare con i tifosi? Perché andare alla guerra (per noi assurda) quando si potevano scegliere metodi più civili e certamente più intelligenti?

Advertisment

A noi è sembrata un’altra sparata da parte di chi desiderava visibilità. E ne abbiamo avuto prova in questi anni: curve che volevano condizionare il mercato, curve che volevano impostare la formazione. Noi abbiamo immensa fiducia in questa nuova società, che è poi vera Juve e perciò tendiamo a essere d’accordo con le scelte di Marotta e Andrea Agnelli (perché giustificate e logiche). In questo blog discutiamo, anche litigando, purché le giustificazioni siano tutte accettabili. In questa protesta non abbiamo visto nessun tipo di ragione.

La Juve ha effettivamente alzato i prezzi degli abbonamenti, ma non sforando mai certe cifre: fossero state sforate cifre importanti saremmo stati i primi a intervenire e scrivere alla Società. Questo innalzamento di prezzi è stato giustificato dalla Juve in tre punti: IVA, aumento degli impegni e dei costi, e una sana voglia di aumentare i ricavi interni. I primi due punti non sono in discussione, perciò ragioniamo sul terzo punto.

Abbiamo attaccato chi ha protestato con quegli striscioni perché nella vita si deve sperimentare una sorta di do ut des: volete il top player? Non capite perché la Juve non può pagare certi ingaggi? Volete i supercampioni? Bene, pagate un po’ di più e forse arriveranno. E’ anche quest’ultima una nostra provocazione, che però non è tanto lontana dalla realtà.

Chiusa la polemica, sperando che d’ora in avanti, vista la risposta degli abbonamenti, si parli solo di calcio e si difenda la Juve con ogni mezzo e senza alcuna condizione, sottolineiamo l’importanza di questo risultato alla luce delle altre squadre.

Prendiamo per esempio il Milan. Una class action è stata minacciata contro Berlusconi e Galliani per aver ingannato i loro tifosi tramite una campagna falsa, quella del “Grazie Presidente!” che ha trovato posto sul sito ufficiale. Gli abbonamenti sottoscritti dai pesciolini che hanno abboccato all’ennesima farsa propinatagli ora rischiano di tornare indietro. E quella che era una perdita di quasi il 50% degli abbonati rischia di diventare una disfatta in stile Waterloo. Con Galliani che è stato costretto a dire in pubblico “se vogliono restituire le tessere noi rimborseremo per intero il costo“. Una vera corazzata, un grande esempio di trasparenza e lealtà nei confronti dei loro stessi tifosi. Figuriamoci parlare di avversari o di giochetti politici di cui noi raccontiamo i retroscena venendo etichettati come complottisti o visionari. No, semplicemente abbiamo gli occhi aperti e teniamo il cervello vivo, sperimentando la libertà di pensiero tutti i giorni.

E visto che ci siamo volevamo fare i complimenti all’Udinese e all’Atalanta. I bianconeri friulani hanno avviato il progetto del nuovo stadio: la Juve, ancora una volta, è arrivata prima di tutte, ma ha già dimostrato che è questa la strada giusta. Mentre per i nerazzurri più onesti d’Italia (questi sì!) un lunghissimo in bocca al lupo per il campionato che sta per cominciare. Pierpaolo Marino ha ancora una volta compiuto un lavoro eccezionale e portare oltre 100.000 persone in piazza per la presentazione della nuova stagione è qualcosa di incredibile visto la realtà del calcio italiano.

Forse qualcosa sta cambiando. Forse, perché se guardiamo alle malefatte sul Calcioscommesse… non è cambiato nulla. Tranne che la Juve è tornata e questo disturba molti poteri forti.

Advertisment