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Tag: pasquato

Juve: passi avanti col Cuneo

I progressi sono evidenti e ora si attendono, per quanto comunque possano valere, gli scontri di più oggettiva difficoltà. La Juve di Conte mostra già un ottimo entusiasmo e buona conoscenza degli schemi più basilari del gioco del suo allenatore.

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Contro il Cuneo, al di là di otto gol che lasciano il tempo che trovano, i bianconeri hanno mostrato un sempre più convincente 4-2-4, mettendo in luce le doti di Matri, Vucinic, Krasic e di un centrocampo che viene dipinto in modo troppo negativo per quanto poi espresso.

Mi riferisco in modo particolare ad Andrea Pirlo, uno dei talenti più puri del calcio mondiale, uno dei pochi a custodire i segreti della regia nel calcio. Non spreca un pallone, dirige con maestria ogni tipo di azione, sia le uscite con palla dai difensori, sia gli attacchi, vedi gli assist pregiati ora per Krasic, ora per Vucinic, ora per Toni. Con Marchisio al fianco, e più tardi con Vidal, i centrali di centrocampo lavorano splendidamente la palla alternando il gioco corto, il tichi-taca che tanto piace a Conte, al gioco lungo, con i pressoché lanci perfetti di Pirlo a innescare le punte o le ali. In tal senso l’acquisto di Vucinic appare azzeccato.

Il montenegrino ha classe e corsa per interpretare la prima e la seconda punta e, come nei pensieri di Conte, per allargarsi cercando la superiorità numerica e quindi puntare la porta o servire l’attaccante in area. Sorprendente la naturalità con la quale ha scambiato di prima con Toni dando vita a giocate che hanno strappato sinceri applausi dei tifosi sugli spalti. Vucinic dà la sensazione di potersi integrare al meglio sia con Quagliarella sia con Matri. In più Conte può contare su un Toni sempre molto umile e impegnoso e un Del Piero che certo non potrà reggere il ritmo massacrante che il suo allenatore chiede agli uomini d’attacco.

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Da sottolineare la prova sempre più autorevole di Lichtsteiner (posto il basso livello degli avversari) e quella di Pasquato.

A proposito di giovani Marotta farà bene a valutare insieme all’allenatore le posizioni di Pasquato e Marrone. Il primo pare completamente a suo agio nel ruolo di attaccante esterno. Tecnica sopraffina, ottimo dribbling e buon palleggio, cui unisce una discreta velocità e resistenza. Farlo crescere insieme a Krasic, a Pepe e a chi verrà acquistato non é proprio una cattiva idea. Stesso discorso per Marrone che da Pirlo e con Pirlo può imparare l’arte della regia. Fisicamente pare peraltro già pronto per sostenere un campionato duro come quello italiano.

La difesa registra un’altra buona prova: i movimenti e il giro palla funzionano, adesso occorre un test contro attaccanti più probanti. Bonucci e Barzagli si giocano una maglia da titolare se non accadrà nulla sul mercato. L’ex Bari lancia segnali incoraggianti: l’anticipo è meno improvvisato, le sbavature diminuite. Ora è il caso di sciogliere un dubbio una volte per tutte: scommettere su questi due e rinunciare a un altro acquisto o andare dritti sul mercato?

A tre settimane dall’inizio del torneo italiano la Juve pare aver imboccato la giusta strada: Conte comanda (e basta leggere la sua rigidità in ogni allenamento) e il gruppo esegue.

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Le idee chiare di Conte e i soldi di Marotta: caos Juve?

Nel giorno della presentazione Antonio Conte disse a gran voce che

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[...] se non avessi avuto certe garanzie da parte della dirigenza non avrei certo accettato un simile incarico.

La traduzione è piuttosto semplice: la società, nelle persone di Andrea Agnelli e Marotta, ha garantito al tecnico leccese i rinforzi necessari per il suo 4-2-4. E fin qui la società ha risposto. Ma è una risposa ancora parziale.

Marotta si è dovuto muovere sul mercato con i soldi messi a disposizione dal prestito della Exor (da restituire al mittente al 31 dicembre 2011) e fra le enormi difficoltà di una rosa da sfoltire e da ricostruire. Numerose le falle tecniche, numerose le inconsistenze tattiche, due paroloni che potrebbero voler dire molto, e nulla!

A parametro zero sono arrivate tre pedine: Pirlo, Ziegler e Pazienza. Sulle qualità del primo discutere mi sembra anche volgare nei suoi confronti. Ziegler garantirà la copertura della fascia sinistra insieme a Paolo De Ceglie e mi pare un ottimo acquisto, sul piano qualità-prezzo. Mentre Pazienza scalderà la panchina, buono a essere sfruttato nei momenti di difficoltà, momenti che negli ultimi anni hanno condizionato, e non poco, il lavoro dei tecnici della Juve.

Marotta ha poi speso i primi soldi, ben 20 milioni di euro, portando a casa due ottimi giocatori: Lichtsteiner e Vidal.

Lo svizzero è uno dei migliori terzini destri dei due campionati finora disputati in Italia. E già dalle prime apparizioni si può dire che è uno degli acquisti migliori, grazie alla sua caparbia capacità di poter presidiare una fascia sguarnita ormai da troppi anni. Mentre il cileno fornirà fosforo a volontà a centrocampo, corsa e agonismo.

E adesso?

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E adesso si attendono le cessioni. Per la verità molte operazioni sono state concluse: Felipe Melo è in Turchia (15 milioni l’affare complessivo), Sissoko è del PSG (8 milioni di euro circa) e Amauri è quasi piazzato. Si attendono novità su Grygera e Grosso, Motta e uno dei secondi portieri (Storari o Manninger) e Iaquinta. Se arriva una seconda punta rischia seriamente Toni.

E allora?

E allora Conte sta lavorando ormai da qualche giorno e chi meglio di lui conosce le reali potenzialità di questa squadra? O di questa rosa, se volete. E chi meglio di lui sa quali ruoli sono ancora scoperti o andrebbero rinforzati?

Lo sfogo ultimo dall’America dà la sensazione che il tecnico bianconero abbia già stilato le sue priorità e la sua personale gerarchia. E che abbia già bocciato e promosso i vari giocatori che ha a disposizione. Ha esternato, come nel suo solito, alcuni dubbi e chiesto a gran voce qualche rinforzo.

Evidente il riferimento alla fascia sinistra: lì Marchisio si può adattare alla grande, così come Vidal, ma nessuno dei due è uno specialista del ruolo. Nomi non ne ha fatti, almeno alla stampa. Li avrà certamente girati a Marotta e Vucinic pare essere sulla lista segreta.

Evidente, per via degli esperimenti effettuati nelle prime uscite, il riferimento al centrale di difesa: Barzagli e Bonucci non lo convincono appieno. Serve esperienza e un giocatore di grande talento capace di guidare il reparto arretrato. Serve un Thuram e peccato che non ci sia in giro il suo erede. I nomi sinora fatti non mi entusiasmano.

Capitolo attaccanti: a Conte servono uomini interscambiabili nei ruoli d’attacco. Detto in altro modo: se Quagliarella non vuole fare l’esterno per tutto il campionato, a Conte interessa poco. In ogni caso Quagliarella verrà dirottato in corso d’opera a sinistra qualora il tecnico lo necessiti. E così come altri. Ecco perché Vucinic: perché può giocare largo e fare da seconda punta. Ecco perché meno-Giuseppe-Rossi: perché non potrebbe fare l’esterno se non in un 4-3-3. Ad ogni buon conto un’altra seconda punta serve come il pane: il campionato sarà lungo e faticoso e con i soli Matri e Quagliarella si rischia di non andare lontano. Del Piero non è in grado di giocare ad alto livello per 90 minuti filati, né può essere in grado di sopportare cicli di partite infernali, seppure di settimana in settimana. Coi soldi che rimangono (una 40ina di milioni, se abbiamo fatto bene i calcoli) Marotta dovrà operare due acquisti: un esterno di ruolo (che a questo punto potrebbe essere Perotti, perchè non credo ad Afellay) e una seconda punta agile e mobile (appunto Rossi o Vucinic).

A centrocampo è parso di capire che Conte non chieda altri movimenti: Pirlo e Vidal, Marchisio e Pazienza, con l’innesto di un giovane quale Giandonato (da far crescere all’ombra di Pirlo) il reparto è più che completo. A tal proposito si registra un’impennata delle quotazioni di Pasquato che, così come un anno fa con Del Neri, ha impressionato positivamente Antonio Conte. Spinta costante, dribbling micidiale, piedino fatato, destro e sinistro, capacità di inserimento in zona gol! Chissenefrega se ha 22 anni e non pesa 80 chili?!?

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Il 4-2-4 della Juve di Conte (con immagini)

Ore 16:50. Spengo tutto, una lattina di Coca-Cola e divano. Prima uscita stagionale della Juve: I M P E R D I B I L E.

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Ore 15:00 della domenica successiva (ieri, nda): altra uscita della Juventus. Altra occasione per aprire una nuova lattina di Coca-Cola.

Per la prima volta l’uomo più atteso non ha giocato, almeno per quanto mi riguarda. Quando esordì a Bari mi divertivo a vedere lo speciale di RaiTre. Ora me lo posso godere dopo aver visto circa 300 sue partite con la maglia bianconera. Mi ero perso i primi due anni per motivi di non-esistenza-della-pay-tv. Sto parlando di Antonio Conte.

In questo articolo cercheremo di capire come ha sviluppato il suo 4-2-4 con gli uomini a disposizione. Al di là di battute facili o facili entusiasmi riguardo al mero risultato dei due match (per la cronaca, 12-1 e 6-1) è importante capire come i ragazzi hanno assimilato le idee offensive dell’ex capitano bianconero.

Il primo tempo con la Juve titolare?

Quando le formazioni entrano in campo… un tuffo al cuore. Quella maglia bianconera addosso ad Andrea Pirlo mi vien voglia di fare due abbonamenti televisivi, così sono sicuro di non perdermi nemmeno un minuto di questo straordinario calciatore. Poi finalmente Matri e Quagliarella insieme.

Conte sceglie il primo 11 così composto nella prima partitella:

  • Buffon in porta;
  • linea difensiva che vede, da destra a sinistra, Lichtsteiner, Sorensen, Chiellini e Grygera;
  • centrocampisti centrali Pirlo e Pazienza;
  • a destra Krasic, a sinistra Marchisio;
  • Quagliarella e prima punta Matri.

Nel secondo match l’unica novità è Ziegler a sinistra al posto di Grygera. Praticamente la formazione titolare a meno di stravolgimenti incredibili in attacco (Aguero o Pepito Rossi) e sulla fascia sinistra (un acquisto avverrà di certo).

Comincio subito a capire qual è lo schema di Conte dal centrocampo in su: una sorta di diamante per costringere i terzini avversari a rimanere sull’uomo, Marchisio e Krasic, i due di centrocampo che si muovono all’unisono formando quasi una linea orizzontale a stringere verso la porta avversaria e rinculare all’indietro in fase di non possesso per garantire una buona copertura del campo, infine i due attaccanti. Qui sotto una piccola schematizzazione dei 6 uomini d’attacco.

Una mia prima idea è stata sbugiardata già nei primi 10 minuti di gioco. Pirlo non si muove esattamente come nel Milan e nella Nazionale, cioè nella linea verticale fra i difensori centrali, ma si muove insieme a Pazienza. Piuttosto è la seconda punta, e cioè Quagliarella, che si muove fra i due centrocampisti centrali, sempre in linea verticale. In questo modo Conte dà la possibilità di giocare palla in almeno quattro direzioni che, nel primo tempo, sono state costantemente applicate: il difensore a supporto che non ha cominciato l’azione, il laterale difensivo, la seconda punta che viene all’incontro occupando il ruolo della trequarti o l’esterno di centrocampo che rimane largo e sempre molto alto. Nella prossima immagine ecco una tipica azione di manovra con il pallone nei piedi di Pirlo: rispetto allo scorso anno si evita il passaggio in orizzontale e in linea gialla tratteggiata vengono schematizzati i 4 passaggi che Conte impone al portatore di palla. L’idea è semplicemente quella di trovare il miglior spazio possibile per costruire l’azione.

In questo modo il gioco offensivo della Juve si sviluppa come mai avevo visto in questi 5 anni. Pochi tocchi, molte vericalizzazioni a palla bassa e massima profondità garantita dal movimento della prima punta (sempre ad attaccare la porta) e dai due esterni (uno pronto a ricevere palla sui piedi, l’altro che parte come un fulmine per ricevere eventualmente il lancio). Conte riesce così ad avere 3 uomini costantemente in attacco, la seconda punta a supporto di Matri e i due centrocampisti pronti a salire vicino l’area di rigore.

Matri e Quagliarella hanno dialogato a meraviglia e con Pirlo dietro a dispensare i suoi magici palloni la Juve ne ha beneficiato in termini di velocità, imprevedibilità e capacità di arrivare costantemente al tiro.

Quanto detto in precedenza lo vediamo schematizzato nella prossima grafica (in blu i movimenti richiesti da Conte):

Badiamo bene: si tratta certamente di Val di Susa e Lucento, ma i movimenti sono proprio questi qui e in appena 7 giorni l’impronta di Conte appare chiara, molto limpida.

Il 4-2-4 disegnato nel primo tempo delle due sfide è quello che io preferisco, cioè asimmetrico. Se a destra si spinge da paura, con Lichtsteiner che sta prendendo le misure a Krasic (bellissima la sua intervista dopo il primo tempo) e col serbo che pare non subire la fatica della preparazione, a sinistra Marchisio garantisce più manovra e meno velocità e profondità. Non è un caso se dalla destra sono arrivati i migliori contropiedi e a sinistra sono arrivati i palloni più ragionati. Lì Marchisio mi piace da matti: ha dribbling e la qualità necessaria per operare da esterno sinistro. E’ chiaro però che per supportare al meglio l’idea di calcio di Conte lì serve un clone di Krasic.
Bene Pazienza, ma come evidente si tratta solo di una possibile pezza nei momenti più brutti della stagione.

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A conferma che con Conte si ragiona di più ecco uno schema da calcio d’angolo, curiosamente tutti partiti dalla destra con Krasic sulla bandierina. Ecco l’immagine:

Come si può leggere dalla grafica è successo più volte che Pirlo andasse incontro a Krasic e se c’era lo spazio la palla arrivava al regista bianconero che poi provvedeva a scaricarla verso il centrocampista o verso l’area. Marchisio in tal caso andava verso la lunetta fuori area pronto a raccogliere la respinta della difesa e i due attaccanti occupavano lo spazio ai limiti dell’area piccola.

Il secondo tempo senza Pirlo

La differenza principale dei due modi di interpretare il match fra il primo e il secondo tempo è l’assenza di Pirlo. Giuro che non presterò più ascolto a chi ancora solleva dubbi su questo fuoriclasse, uno che non ha rivali in quella posizione, forse giusto Xavi.

Senza di lui, con Marrone timido e Felipe Melo (o Giandonato nella seconda partitella), la Juve perde un sacco di qualità nella manovra e cominciano di nuovo i lanci. Sono serviti parecchi insulti di Conte per costringere Bonucci e Barzagli a ragionare e cercare i compagni con palla raso-terra. E infatti, dopo i primi 10 minuti (nella prima partita) piuttosto confusi, per via anche dell’11 nuovo (a eccezione di Matri e Quagliarella), la Juve ha provato a giocare.

Sorprendente la prestazione di Elio De Silvestro. A me lì è piaciuto Pasquato nel Modena (e il Pasquato della seconda partitella), e io penso che ci sarà spazio per il giovane talento nella trasferta americana (cosa che pare confermata dalle convocazioni ufficiali da cui sono stati esclusi Melo e Amauri e Iaquinta e Sissoko. Bene pure Pepe che ci ha messo un po’ a carburare, anche perché servito male dai centrali di centrocampo.

Alessandro Matri ne ha infilati 3+3 e comunque la sua prestazione è stata molto pesante in entrambe le occasioni, nel senso che questo ragazzotto è cresciuto tanto, troppo. Sempre autoritario e sempre pericoloso. Buon gioco di prima e buon affiatamento con Quagliarella. E’ sempre pericolosissimo e se quest’anno verrà servito a dovere potrà certamente confermare quanto di buono fatto in appena 4 mesi di Juve.

Nel secondo tempo la Juve ha sofferto più che nel primo. Barzagli e Bonucci vanno registrati, mentre Motta ha ancora una volta confermato lacune difensive gravissime.

Al contrario del compagno-flop della scorsa stagione, Reto Ziegler è entrato subito nei meccanismi di Conte. Spinta a volontà e due ottimi tentativi di sinistro dalla distanza. Se De Ceglie non si dà una mossa lo svizzero gli soffia il posto.

Luca Toni ha fatto doppietta. A conferma che l’organizzazione del gioco è tutto, le sue sponde sono state preziose per Matri prima e Quagliarella dopo (rientrato nel secondo tempo). Se sarà tenuto in rosa, come vice Matri, potrà sicuramente risultare utile in certe partite in cui occorre peso specifico là davanti. Ottime alcune azioni che transitano per le sue sponde, non ultimo il gol di Pepe allo scadere del match, con un filtrante splendido di Quagliarella che si è distinto per la qualità che riesce a dispensare sulla trequarti.

Menzione speciale (ma, purtroppo per lui, inutile!) per Felipe Melo, ma Conte non si fida al 100% del brasiliano. In 45 minuti ha fatto tanto, corso tanto, recuperato abbastanza e costruito in modo soddisfacente, ma non bastevole per quanto mi riguarda. La volontà c’è, ma non è un regista. E nonostante il gol non è nemmeno un trequartista o un centrocampista d’attacco. La non-convocazione per la gita americana è un chiarissimo segnale di rottura.

Con le formazioni rimaneggiate nel secondo tempo c’è poco da segnalare, se non le buone prestazioni dei giovanotti bianconeri. Al punto che mi sorge un dubbio e pongo quindi la domanda: conveniva prendere Pazienza? O era meglio far crescere Giandonato all’ombra di Pirlo? E soprattutto, quel Pasquato o quel De Silvestro non potrebbero realmente fare il quarto esterno della Juve, cioè la riserva di Mister X a sinistra o di Krasic a destra? Nella tourné americana avremo altre conferme.

Nel frattempo appare chiaro che Conte ha già un’idea di gerarchia all’interno del suo 11 titolare. Banale segnalare Lichtsteiner e Chiellini e Krasic e Matri e Pirlo. Piuttosto va segnalata la presenza costante accanto a Chiellini di Sorensen che non sarà tenuto. La Juve sta cercando un difensore centrale? Pare di sì. Barzagli e Bonucci sono stati provati insieme e l’indicazione mi pare evidente. O si giocano un posto accanto a Giorgione o partono entrambi dalla panca.

Altra indicazione per la fascia sinistra. Marchisio può starci in caso di difficoltà e assenze, ma come detto occorre qualcuno specialista del ruolo (tipo Nani o Ribery, per intenderci).

Accanto a Pirlo serve a questo punto Vidal, uno in grado di costruire, dialogare, fare l’interdizione e andare al tiro da fuori area. Quindi resta da capire la seconda punta: Quagliarella appare motivatissimo e in una forma splendida (il gol nella seconda partita è da cineteca). Pepito Rossi mi piace, mi piace più Aguero, ma mettere in panca uno come Fabio è durissima!

Consigli e suggerimenti sugli schemi? Qualcuno ha notato qualche giocata tattica particolare?

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Idea: Pasquato vice Krasic e Pepe vice Mister X. Che ne pensate?

Recita Wikipedia:

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Il suo ruolo naturale è quello di seconda punta ma può ricoprire anche il ruolo di esterno offensivo in un 4-3-3 o in un 4-2-4. È dotato di un’ottima tecnica individuale, molto abile nel dribbling e in possesso di un tiro preciso e discretamente potente che gli consente di essere anche un buon tiratore di punizioni.

Sembra averlo scritto Conte, invece è largamente accettato dai critici di calcio. Nell’ultimo anno di Serie B ha stupito tutti segnando 9 gol in 40 partite e firmando prestazioni davvero sorprendenti.

Piccolo di statura, velocissimo e molto agile, Pasquato si contraddistingue per l’arte del dribbling con la quale riesce sempre a garantire la superiorità numerica. Ecco perché nel corso della carriera gli allenatori lo hanno sempre sfruttato largo sulla fascia e in posizione comunque avanzata rispetto a un’ala comune.

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Il che lo rende appetibile per le idee di Conte. Non avendo ancora trovato sistemazione, Pasquato si aggregherà alla Juve in America e lì si giocherà le carte per trovare un club di A disposto a scommettere sul ragazzo. Fra i team interessati spicca l’Atalanta neo promossa che – perdonate la battuta – di scommesse se ne intende!!!

Marotta lo lascerà andare via tenendo il controllo del cartellino, dunque o compartecipazione o prestito oneroso.

Io però avrei un’altra idea, anche visto il De Silvestro che Conte sta usando come esterno: perché non scommettere su Pasquato come vice Krasic? Perché così tante remore nel lanciare i giovani? Del Piero in fondo esplose proprio così: crebbe alla luce intensa di Ravanelli, Baggio e Vialli e in appena 1 anno si guadagnò riconferma, maglia numero 10 e il ruolo di leader naturale che lo portò in vetta al mondo nel 1996!

Con Pasquato vice Krasic, Pepe potrebbe dirottare sull’altra fascia, come vice dell’esterno offensivo titolare che ancora Conte e Marotta non hanno individuato (o preso!).

E’ una pazzia?

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SportMediaset trucca i conti della Juve

Questa sera (13 giugno, nda) è andato in onda un particolare servizio a StudioSporc (ecco il link-senza-il-link: http://video.mediaset.it/video/studiosport/full/230960/edizione-ore-1900-del-13-giugno.html#tf-s1-c1-o1-p1) che illustrava le strategie e i conti della Juventus Football Club.

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Niente di più falso ovviamente, ed è un peccato perché fin quando si tratta di coprire le magagne dei due club milanesi… a me che mi frega… ma quando si prova a sparlare di Juve, beh questo mi tange!

Il servizio incriminato parla, così andiamo al sodo, di circa 50 milioni che la Juve dovrà sborsare per 4 giocatori.

In particolare chi firma il servizio asserisce che:

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  1. Alessandro Matri sarà acquistato a 18 milioni di euro;
  2. Fabio Quagliarella costerà a Marotta ben 16,5 milioni di euro;
  3. Simone Pepe ha un opzione di riscatto fissata da 10,5 milioni di euro;
  4. Marco Motta è valutato 4,5 milioni di euro.

Cosa c’è che non va?

Beh, alcune cifre sono corrette, le ultime due in particolare, mentre le prime sono un’autentica invenzione.

In ordine, e vado a memoria perché ho poco tempo per verificare e linkare i documenti ufficiali, le cifre reali sono le seguenti:

  1. Alessandro Matri è stato acquistato pagando 12 milioni di euro in tre anni, più i prestiti secchi di Marrone e Immobile, più la comproprietà di Pasquato e metà cartellino di Ariaudo già ceduto a gennaio (valutazione complessiva inferiore ai 18 milioni di euro);
  2. Fabio Quagliarella è stato preso per 4,5 milioni di euro pagati subito nell’agosto del 2010 per il prestito, mentre il diritto di riscatto è fissato a quota 10 milioni di euro, cioè in totale il cartellino verrà pagato 14,5 milioni di euro, e non è prevista dilazione di pagamento (ecco perché Marotta ha potuto abbassare il prezzo di Quagliarella);
  3. Simone Pepe è stato pagato 2,6 milioni per una strana compartecipazione, per il riscatto sono previsti circa 7,8 milioni di euro pagabili in tre anni;
  4. Marco Motta è stato invece pagato circa 1,2 milioni di euro e per l’intero cartellino si dovrà arrivare a quota 4,5 in totale, cioè ne servono 3,3 milioni di euro!

In sostanza la Juve dovrà tirare fuori SUBITO circa 25 milioni di euro se vuole tenerli tutti e quattro, con la possibilità di rivendere l’ultimo e inserire il terzo in qualche scambio. Oppure la Juve può tenere i primi tre e assicurarsi due ottimi attaccanti, gli unici ad aver reso veramente in questa torbida stagione, e un esterno duttile che può comodamente dare il cambio ai titolari quando bisogna.

Ben meno dei 50 milioni di euro di StudioSporc. In pratica, tenendo conto del tesoretto, Marotta avrà un margine di manovra di circa 30/35 milioni di euro cash da sfruttare per il top player. Gli altri soldi arriveranno dalle cessioni.

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La Juventus riscatta Matri: chi ha fatto l’affare fra Marotta e Cellino?

Alessandro Matri sarà un giocatore della Juve. Come evidente, come la logica impone per un talento del gol che quest’anno ha firmato la sua migliore stagione. Di più, proprio in bianconero l’attaccante ha dimostrato di poter reggere il peso di una maglia pesante, segnando pure gol importanti e decisivi.

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In un ambiente non proprio fertile per i professionisti del gol, cioè Torino, Matri ha segnato ben 9 reti che sommate alle 11 messe a segno con la formazione sarda fanno 20 gol tondi tondi, non male per un bomber.

Si dice che un attaccante che si avvicini a quota 20 gol a campionato sia molto importante. Un attaccante che ne segna 20 o più è invece indispensabile.

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Sicuramente Matri ha doti importanti che si sposano perfettamente con le idee di Conte. Ha un grande fisico e grande corsa, è molto capace nel saltare l’uomo e piuttosto freddo davanti il portiere. Con un buon gioco sulle fasce, con le geometrie di Pirlo e con un’ottima seconda punta può continuare a fare bene sotto la Mole.

E ora le cifre.

Al Cagliari dovevano andare circa 18/20 milioni di euro. In realtà Marotta chiuderà a quota 15. Metà cartellino di Ariaudo è già del Cagliari, la Juve sborserà circa 12/13 milioni in contanti (pagabili in tre rate), in più ai sardi andranno i giocatori Pasquato (occhio al talentino che ha ben impressionato nel campionato cadetto), Immobile e Marrone. Non si conoscono ancora le formule, ma l’idea è che uno dei tre verrà ceduto in comproprietà (Immobile?), mentre gli altri due, molto stimati da Conte, andranno in Sardegna in prestito secco.

Chi ha fatto l’affare fra Cellino e Marotta?

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Cesena-Juventus 2-2 Piccole riflessioni a caldo

Che il risultato sia deludente è un fatto ovvio. Che il gruppo abbia cominciato a rispondere è confortante. Che tali risposte arrivino sempre dai soliti uomini è ancora più confortante.

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Purtroppo non c’è partita che possa offuscare la mia idea di Juve e le mie speranze sulla gestione Agnelli. Non si può rivoltare una società come un calzino in appena 2 mesi (cioè quelli trascorsi dall’insediamento di Andrea Agnelli a fine agosto, giorno di chiusura del calciomercato e inizio attività agonistica). E’ stato fatto tanto, e non è stato mantenuto come critico il fattore qualità, piuttosto è iniziata una sorta di pulizia interna. Pulizia interna che è soltanto intuibile dall’esterno. Lo stesso Blanc è stato di molto ridimensionato, nonostante assuma un peso ancora notevole nel gruppo dirigenziale. Ma è solo questione di giorni, forse solo di 2 mesetti. Come è stata fatta pulizia all’interno della rosa.

Vale il discorso di Marotta: interverremo sulla qualità nel prossimo calciomercato. Ciò non significa che la Juve d’un tratto torni quella del 2005/2006, ma credo dovrebbe avvicinarsi a quella che fu consegnata a Marcello Lippi nel 1994. Bestemmia se si pensa a quali nomi componevano quella rosa e a quali nomi oggi possiamo leggere in questa Juve. Ma si dovrà passare per queste fasi se si vuole davvero ricostruire un ambiente forte e duraturo nel tempo.

Anche la partita di Cesena, al netto di un risultato comunque deludente, ha mostrato dove la Juve deve intervenire nella prossima sessione di campagna acquisti.

Intanto un plauso va levato nei confronti di Alessandro Del Piero. Si è detto e scritto tanto, come al solito con quella vena velenosa che è propria di noi italiani. Malignamente qualcuno lo vuole pensionato, qualcuno sbattuto in cantina, qualcun altro chissà dove, e invece il Capitano continua imperterrito nella sua opera: distribuisce calcio, nonostante l’età e il periodo nero di tutto il gruppo juventino. E’ ancora uno dei migliori, purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista. Assist e un palo clamoroso, tanta corsa e tanta passione, rabbia agonistica, perfino un accenno di allenatore al momento della sostituzione. E’ quello che incarna, forse l’ultimo baluardo in tal senso, i valori di una Juve che non c’è più e che, se non si resta tutti uniti, mai più ci sarà. E’ quello che più di tutti sa cosa significa Juventus epperò molti gli vanno ancora contro. Perfino chi quella bandiera dice di amarla, chi intona cori proJuve salvo poi sputare fango perché come un bambino odioso vorrebbe vincere senza fare i conti con una realtà che più chiara di così non si potrebbe avere.

E’ una Juve in ginocchio, certo, ma a cosa vale fischiare e imprecare, sbattere i pugni sul tavolo, se i risultati non dipendono da quanto casino fai? Piuttosto c’è da chiedere a molta gente perché un tale atteggiamento non è stato tenuto circa il Processo di Napoli e prima ancora a quando i vari signori del calcio buttavano in Serie B la società più forte e prestigiosa d’Italia, una delle prime al mondo nella storia del calcio. Questo proprio non lo capisco.

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E veniamo ai temi caldi.

Posto che la prova di Del Piero è inappellabile (mancherebbe solo il gol, non proprio un dettaglio), va sottolineato che l’acquisto voluto da Marotta sta dando i suoi frutti. Si chiama Alessandro Matri e ieri sera ha firmato la sua quinta rete in bianconero. Più tutta una serie di prestazioni che fanno ben sperare per il futuro. Fa gioco e corre, difende e attacca. Si è inserito benissimo nell’ambiente bianconero e pare dimostrare la personalità giusta per reggere il confronto con chi quella maglia l’ha indossata con onore. Più di quello che finora ha fatto proprio non si poteva chiedere. E con uno come Del Piero a fianco rende ovviamente di più rispetto a un Toni o uno Iaquinta impresentabile.

Ed ecco i cadaveri che Del Neri si ritrova in rosa, i flop che determinano negativamente le partite. Da Marco Motta a Martinez: rigioca la sfida senza questi due e otterrai un risultato differente dal pareggio. I due acquisti più negativi, imputabili a Del Neri e Marotta. Peccato: ci avevamo creduto, ma come Oliseh e Paramatti, Fresi e Henry (almeno quello che è stato fatto giocare terzino da Ancelotti nella sua esperienza bianconera), Kovacevic e tanti altri, verranno ceduti in fretta, con disonore e un sospiro di sollievo. Ai due menzionati vanno aggiunti Iaquinta (entrato perché doveva combinare molto di più e perché doveva offrire una freschezza che il povero Matri non aveva più dopo tanto sbattersi per 75 minuti) e Grygera (io mi sarei affidato ancora a Sorensen, ben più attento dei due terzini destri). Detto questo ho una domanda: i cambi esistono perché sono necessari lungo i 90 minuti. Del Piero non li poteva tenere, per di più con un uomo in meno già dal primo tempo. Così come Matri non poteva reggerli a quel ritmo. Così come era necessario sostituire un centrocampista e Krasic appariva come il più indicato fra i quattro ieri sera in campo. Se in panchina ti ritrovi cadaveri… cosa può inventarsi un allenatore che deve rinunciare a Quagliarella, Felipe Melo, Sissoko e un terzino degno di tale nome?

Chiellini e Bonucci hanno perso serenità e sono poco attenti, troppo frettolosi nelle giocate. Condizione esattamente opposta a quella ammirata durante la prima parte di stagione, dove, al netto dei gol presi, la retroguardia aveva trovato certi equilibri poi scomparsi col rientro di Buffon. Il portierone bianconero ieri ha firmato una prestazione eccezionale, come non succedeva da molto tempo. Riuscirà a mentenere questi ritmi? Già perché il suo uscire-di-testa dopo aver beccato il pareggio è roba che con Capello o Lippi in panchina… Che decida in fretta da che parte stare: o con una Juve che non è lontanamente paragonabile a quella in cui lui è nato e cresciuto, oppure con una Juve in costruzione dove c’è bisogno di ottimismo, serenità e tanta tanta lucidità.

In mezzo al campo criticare Marchisio e Aquilani e Pepe è un delitto. Soprattutto l’esterno tanto bistrattato ha giocato bene sulla sinistra, offrendo lo spazio per i traversoni e l’uno-contro-uno necessario per scardinare le difese avversarie. Krasic a destra necessita di un riposo a questo punto fisiologico. Inutile insistere: meglio averlo al massimo per le ultime partite, che a metà servizio per tutte le sfide che ancora mancano. Almeno questo è il mio parere.

Per il futuro converrà monitorare tanti giovani che si stanno mettendo in luce in varie parti d’Italia. Ieri per esempio mi è capitato di vedere Pasquato nel Modena: quando Del Neri si sbilanciò nel precampionato aveva visto giusto. Servirebbe un po’ di coraggio, ma credo di capire che in Italia manchi, e sia addirittura controproducente se poi non riesci a vincere lo scudetto.

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Il mercato Juve non è così scontato

A sentire certe persone competenti di calcio e di Juve (miei lettori, di cui mi onoro) il mercato Juve non è così scontato come logica impone. Con ordine.

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Giorgio Chiellini è uno dei centrali più forti in circolazione. Per meriti guadagnati sul campo, non stiamo qui a fare giornaletti faziosi tipo TuttoJuve o Gazzetta dello Sport. Giorgio Chiellini è uno dei giocatori bianconeri che guadagna meno (se 2 milioni di euro per allenarsi e giocare in Serie A, con quella vita che fanno, possono essere considerati “poco”), a dispetto dei senatori e dei big, categorie nelle quali lui ormai rientra. Giorgio Chiellini è forse il giocatore che da solo può garantire un ritorno economico incredibilmente allettante. Soldi freschi da reinvestire. Ma Giorgio Chiellini non è rimpiazzabile. Scelta tecnica e di cuore, o la malvagia logica aziendale? Come finirà questa storiella?

Vincenzo Iaquinta partiva, all’inizio della stagione, come l’attaccante inamovibile nella rosa bianconera. Poi una serie di disguidi hanno cambiato i piani di Marotta. David Trezeguet non accenna a smettere di giocare, e se va in campo solitamente segna. Di più, pare integrarsi a meraviglia con Diego. Lo stesso brasiliano pare aver cambiato marcia e dal mercato è uscito per meriti sportivi. Amauri non lo vogliono nemmeno in C, convinti di puntare piuttosto sul settore giovanile. Del Piero è indiscutibile, anche a fronte di una età che avanza e di un fisico che invecchia (nonostante si faccia fatica ad ammettere che è stato fra i più brillanti nelle due uscite: pur di andare contro il Capitano si ammetterebbe pure l’onestà di certi petrolieri, incredibile!). Allora che si fa? Si prova a vendere Iaquinta, che ha mercato soprattutto all’estero. Inghilterra e ultimamente Germania. Addirittura nei paesi tedeschi un team dal colore verde pare aver avanzato un sondaggio. Ma guarda un po’: pure Marotta apprezza un giocatore di quella squadra di colore verde. Lo sponsor mi pare sia una marca di auto. Mentre il giocatore proviene dai balcani. Come finirà questa storia? Iaquinta vale circa una decina di milioni di euro. Forse si può inserire pure Poulsen, magari perché no Grygera e abbassare ancora l’esborso di soldi liquidi. Vedremo, vedremo. Andrea Agnelli vuole regalarsi un big. E di quel big la Juve ha assolutamente bisogno.

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La coerenza non è mai andata troppo d’accordo con certi tipacci milanesi. Così il Real Madrid, dopo aver fatto la corte a Chiellini, pare aver puntato Felipe Melo. Strano, il bidone d’oro della passata stagione in una squadra di galattici. Tanto più che quella squadra di galattici è allenata da un certo tipaccio ex-milanese. Certo i 25 milioni di euro che gentilmente Blanc e Secco hanno elargito a quel volpone di Pantaleo Corvino non verranno restituiti alle casse bianconere, ma l’operazione potrebbe comunque fruttare una buona cifra. O uno scambio con qualche pedina che alla Juve interessa.

Marotta è stato chiaro: Elia e Aogo possono essere da Juve. Ma Elia e Aogo hanno un costo, sopra i dieci milioni di euro presi singolarmente. La Juve non dispone di quella cifra e Diego non vuole abbandonare Torino. Come finirà questa storia?

Intanto nel ritiro bianconero figurano due nomi sui quali la critica è apparsa piuttosto uniforme e cioè Ekdal e Pasquato. Per il primo c’è un accordo col Bologna. Manca da definire la data del passaggio ufficiale in prestito ai felsinei. Data che non accenna a stabilirsi. Del Neri è stato rapito dallo svedesino, apparso tra i più in forma e molto a suo agio nel ruolo di playmaker, dove pure ha dimostrato dosi di personalità soddisfacenti. La Juve ha in ballo la cessione di Poulsen (attualmente quarto centrocampista centrale) e di Felipe Melo (attualmente terzo centrocampista centrale). Intoccabili e indiscutibili Sissoko e Marchisio. La Juve quindi si cautela e rimanda la cessione di Ekdal. Per Pasquato vale lo stesso discorso, con una aggravante positiva: a Del Neri piacciono gli esterni d’attacco e Pasquato è stato semplicemente il miglior esterno d’attacco, con all’attivo anche due gol. Giovane, giovanissimo, ma chissenefrega dell’età quando c’è il talento? La Juve insegue un quarto esterno di centrocampo, possibilmente di sinistra. Lanzafame e Pasquato si sono interscambiati con risultati invariati e positivi. Vuoi vedere che se decidono di fare il super-sacrificio per quel bosniaco…

A Varese il nome di Giovinco non è un optional. C’è e Del Neri vuole provarlo. Provarlo dove? Magari esterno, in un ipotetico 4-4-2 con una fascia più avanzata dell’altra. Una sorta di Brasile anni 60′. Se Giovinco sta bene e se soprattutto qualcuno si degna di farlo giocare, Giovinco è Giovinco punto e basta. Per quanto mi riguarda è destinato a raccogliere l’eredità di Del Piero. E per quanto mi riguarda io punterei su di lui nel caso di una partenza di Diego. Vuoi vedere che ancora non è stato ceduto perché….

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Juventus-Al Nasr 5-0

Seconda sgambata, suggestiva e giocata sotto un sole cocente. Temperature disarmanti pure per chi stava sul divano a sorseggiare qualche bevanda ghiacciata, figuriamoci per i ragazzi in campo.

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La sensazione, netta, molto netta, è che la Juventus sia stata massacrata dai preparatori. Al di là del primo vero infortunio dell’era Del Neri (Manninger, out 20 giorni) la condizione è accettabile. Che pare un paradosso, ma non lo è. Vedere per credere la corsa e i chilometri macinati da Sissoko e Del Piero (alla faccia dei 35 anni). C’è molta attenzione a tutto, nulla di improvvisato. Legrottaglie (34 anni) alla fine giocherà per 94 minuti.

Una delle cose più stupide che un tifoso può fare è attaccarsi al risultato. In questi giorni e in questi periodi proprio non conta nulla. Piuttosto c’è da verificare la mentalità e la vogila, la corsa e i movimenti, lo schierarsi in campo secondo una certa logica e le idee. Per gran parte della ciurma tutto è positivo. Guardiamo ai singoli.

Alessandro Del Piero ha dimostrato ancora una volta che c’è. Ha voglia, più dei ragazzini, ha corsa e brillantezza nell’uno contro uno. Non potrà reggere una intera stagione, ma può risultare prezioso (come da 18 anni a questa parte) in molte serate. Gli manca un partner d’attacco perché Del Neri gli ha affiancato Amauri.

Ecco, Amauri. Il problema è grave. Segna alla fine del primo tempo un gol di testa, il suo solito gol di testa, ma per il resto non combina nulla. Appare nervoso e non si capisce il motivo. Appare fuori condizione, perché pesante e lento. Non va all’uno contro uno e sbaglia qualche sponda. Col suo gioco, che non dà profondità né appoggi al giocatore di fascia, Martinez e Lanzafame e pesino Del Piero sono penalizzati gravemente. Non è un caso se la Juve macina gioco con Trezeguet là davanti, in assenza di Amauri. A me il brasiliano non convince e sarei felice se fosse lui la contropartita per qualche big o scambio comunque utile.

Il migliore in campo è Sissoko. Impressionante il numero di palloni giocati e rubati, molto positivo e propositivo. E’ praticamente il più pericoloso nel primo tempo con le sue accelerazioni (fondamentali, a mio avviso, nello scacchiere di Del Neri) e rischia pure di trasformarsi in assist man. Con Marchisio dovrebbe integrarsi al meglio. Da non cedere, né vendere, né dismettere, né inserire in qualche trattativa. Se sta bene, nel suo ruolo, che certo non è quello di regista, è uno dei migliori.

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Se dovessi giudicare la prima uscita di Martinez con un livello di obiettività alto… evitiamo. Appare bloccato nelle gambe e nella testa. Per il primo problema la soluzione è il lavoro di scarico e l’allenamento. Per il secondo problema non esiste soluzione. In realtà qualche buona idea la mette in campo. Manca di rapiiità e perciò va valutato quando starà meglio. Certo Grygera non lo aiuta.

Inconsistente Grosso. E’ solo il fantasma di quello che Lippi utilizzò nel Mondiale del 2006. Lento, non spinge e difende male. Che ti succede Fabio? Del Neri ha già deciso, Marotta ha già deciso. Manca soltanto la sua firma su qualche tipo di contratto da netturbino o terzino che sia.

E veniamo alle due sorprese. La prima in realtà non lo è, ma il tifoso innamorato ama pensarla in questo modo.

David Trezeguet è il bomber più incredibile che la faccia della Terra abbia prodotto. Non si vede, tranne nelle sponde di prima in cui è maestro, e poi la palla entra e tutti corrono verso di lui. E’ la storia di Trezeguet, è il suo calcio. Essenziale e quanto mai pratico. La scorsa partita, con Diego partner e fasce funzionali, ne aveva messo dentro 2: di testa. Oggi si muove in verticale con Diego ispiratore e ne segna 2 di piede (uno di rapina, l’altro su meraviglioso assist del brasiliano) e 1 di testa (su cross di De Ceglie, apparso troppo timido sia da terzino sia da centrocampista). Come si fa a rinunciare a Trezeguet? Come si fa a preferirgli Amauri o qualsiasi altra prima punta? Mi auguro che Andrea Agnelli  e Marotta siano d’accordo con me e con altri 14 milioni di persone in Italia. Inoltre ci sarà pure un motivo se Lippi e Capello hanno puntato forte su di lui. Infine mi piace pensare al fatto che sia in campo sempre con Diego. C’è il forte sospetto che siano loro due il disegno tattico che meglio si adatta al 4-4-2 di Del Neri.

La seconda sorpresa (gira voce a Pinzolo che Del Neri straveda per questo ragazzo) si chiama Pasquato. Piccolo e veloce, rapido e tecnico, con quel maledetto vizio del gol. Sono già 2 in 2 partite. Pasquato è un laterale eclettico come piace a Del Neri, capace di sfornare l’assist o accentrarsi per tentare il tiro. Si inserisce sempre e dà profondità, aggredendo lo spazio con intellingeza. La Juve sta ancora cercando un esterno alto, ma questo ragazzo è da seguire fino a fine agosto. Soprattutto se non arriverà Krasic.

Da notare l’assenza di Zebina, Giovinco (con Ventura potrebbe sfondare, in attesa di prendere il posto di Del Piero alla Juve: sogno a cui non voglio rinunciare), Salihamidzic. Da notare la presenza in panchina di Bonucci, sul quale la Juve punta per il preliminare di Europe Leguague

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Juventus-Rappresentativa del Trentino 6-0

L’acquazzone finale, che ha sospeso la partita a una decina di minuti dal termine, potrebbe essere interpretato come un segnale di pulizia, di lavaggio di tutti quei difetti che hanno portato la NewVentus al 7° posto in campionato. La mano di Del Neri si vede già e considerando che mancano i pezzi pregiati questa Juventus sembra partita col piede giusto. O forse con la testa giusta.

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C’è Diego e ci sono cori e solo cori per lui. E’ osannato e la gente vuole concedergli fortemente una seconda chance. Una Juve col 4-4-2 e le ali che spingono alla maniera di Del Neri ha bisogno di un regista avanzato, di una seconda punta atipica capace di cucire gioco e andare al tiro. Ecco, questo tipo di giocatore è proprio Diego. Lo ha capito Del Neri che lo ha schierato per ben due volte dietro una unica punta (Trezeguet prima, Amauri dopo) e il brasiliano ha fatto bene. Anzi benissimo. Aiutato (quante volte lo abbiamo detto?) dal movimento costante degli esterni. Per la cronaca si trattava degli ottimi Pasquato e Lanzafame: tecnici, rapidi, già in forma, creativi, con un grande cuore. Occhio a questi ragazzi perché potrebbero rappresentare utilissime soluzioni.

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Il centrocampo, completamente under 23, ha impressionato per qualità e compattezza. Sembravano giocare da una vita assieme ed erano ben amalgamati. Fatta la tara col tasso tecnico nettamente inferiore degli attaccanti, i movimenti e le idee sono quelli giusti. Ottima la regia di Marrone (su questo ragazzo punterei tanti soldi, ha la fisicità e i piedi adatti a ricoprire il ruolo di costruttore/interdittore e ha una personalità incredibile) e di Ekdal (rappresenta ad oggi il quarto centrocampista capace di dare fiato a Marchisio e Sissoko e Melo (se il brasiliano rimarrà). Detto di Pasquato e Lanzafame va assolutamente sottolineata la prestazione di Marco Motta, che a me piace molto, anzi moltissimo. Sempre propositivo, con buona tecnica. Si è sempre proposto con regolarità e intelligenza, un po’ impallato sulla velocità (fisiologico e vale per tutti), l’ex-giallorosso potrà recitare la parte di protagonista il prossimo anno. Dall’altra parte De Ceglie è partito male, salvo poi far vedere di cosa è capace nei dieci minuti finali. Se riuscirà a sbloccarsi di testa e a proporsi con regolarità potrà fare la differenza su quella fascia. Ad oggi però la necessità è evidente: serve un terzino sinistro.

Marco Storari è assolto. Mai impegnato (magari fosse una costante) si è distinto per una uscita su cross e un recupero di posizione su un tentativo di pallonetto. L’unica nota degna di cronaca è la certezza che sarà lui il vice Buffon e quindi il titolare della cattedra fino al rientro del Numero Uno.

Capitolo attacco. David Trezeguet stavolta andrà via. Troppo scuro in volto, con ben due applausi che non sembravano proprio dei ringraziamenti, ma dei saluti. Grazie di tutto David, per me rimani uno degli attaccanti più forti in circolazione. E visto che il leit motiv della nuova Juve sono i cross dalle fasce non capisco perché dovremmo rinunciare al francese. Non è utile alla manovra, ma di testa ha infilato i soliti gol (2 per la precisione) e potrebbe sfruttare le verticalizzazioni di Diego. Nel secondo tempo si è visto Amauri. Anzi, qualcuno forse ha visto Amauri. Se è già in calo di forma e nervoso… siamo messi male. Fra lui e Trezeguet sceglierei David tutta la vita. Continuo a ripetere che il brasiliano va scambiato. A trent’anni mostra ancora delle lacune e limiti impressionanti. E’ una incognita troppo pesante e la Juve non può permettersi una simile zavorra. Serve Dzeko. Serve Dzeko come il pane, forse di più.

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