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Tag: pazienza (pagina 1 di 2)

La settimana calda di Beppe Marotta: che Juve sarà?

Sarà una settimana densa di appuntamenti per Beppe Marotta. Per la Juve non può che essere un bene.

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La Juve è molto attiva sul mercato, a conferma di come la Società di Andrea Agnelli vuole in fretta recuperare il gap dalle big europee. Regina in campo, regina pure sul mercato come ai bei tempi.

Questa settimana si dovrebbe definire il trasferimento di Isla e Asamoah dall’Udinese. I due ragazzi sono attesi a Torino per le visite mediche e quindi la firma. I dettagli li potete leggere in questo articolo.

Sempre in questa settimana è atteso a Torino Pogba, ormai un giocatore bianconero a meno di colpi di scena finali. In Inghilterra escludono un clamoroso dietrofront del ragazzo. Arriva a parametro zero dal Manchester United.

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Sempre a proposito di giovani Marotta incontrerà la dirigenza del Pescara, ma prima dovrà risolvere le questioni legate a El Kaddouri (affare praticamente già chiuso) e Gabbiadini (fonti bergamasche considerano la trattativa già chiusa). Uno dei due verrà girato a Pescara quale parziale pagamento del cartellino di Verratti.

Non trova conferme invece il viaggio di Pavel Nedved in Polonia nel tentativo di convincere Van Persie a scegliere la Juve.

In mezzo ci mettiamo pure le eventuali cessioni di Felipe Melo e Pazienza che non rientrano nei piani di Antonio Conte.

E’ tornata la vera Juve, e IoJuventino vi racconterà giorno per giorno il mercato bianconero!

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Calciomercato Juventus: a che punto siamo con le cessioni?

L’indice di salute di una squadra, si dice, è dato dal numero di cessioni effettuate nel mercato di gennaio. Una vecchia teoria di un vecchio teorico del calcio, quasi sempre azzeccata nel corso di questi anni.

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Spiegazione: se una squadra cede molti pezzi della sua rosa a gennaio, allora vuol dire che l’allenatore ha trovato i perni della sua idea di gioco.

Praticamente quanto accaduto alla Juventus di Antonio Conte. E a gennaio le cessioni in casa bianconera saranno numerose per diversi fattori: ambientali (leggi Amauri, Iaquinta), tecnici (leggi Toni, Motta), opportunità tattica (leggi Pazienza, solo se dovesse arrivare un centrocampista, Marrone, solo se Conte decidesse di farlo maturare altrove). Oltre che economici.

Al di là della teoria prima esposta, che tale è e tale rimarrà, in realtà ai tifosi bianconeri interessa molto il concetto di bonifica-della-rosa-bianconera. Detto in altro modo: alcuni cadaveri e alcune zavorre sul bilancio verranno fatti fuori.

I nomi che più infastidiscono i tifosi, me per primo, sono i primi due sopra citati: Iaquinta e Amauri. Non necessariamente in questo ordine. Considero Iaquinta molto utile quando sta bene, ma appunto non sta mai bene. Più infermeria che campo. E considero entrambi questi giocatori la prima rovina della Juventus postCalciopoli: l’illusione più cocente di una pronta rinascita mai avvenuta, se non quest’anno con Conte al comando. Per colpa di Iaquinta e Amauri abbiamo dovuto rinunciare a Trezeguet. Per colpa loro e dei loro assurdi stipendi abbiamo forte dovuto rinunciare a qualche grosso giocatore, il tutto per far quadrare i conti (non che poi siano quadrati così come dicono).

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Ma siamo agli sgoccioli. Entrambi verranno sbolognati da qualche parte.

Quanto al resto dei nomi, su Toni conservo sempre il rispetto per un giocatore che fin qui non ha mai creato problemi. Tenuto lì per il vecchio concetto del “non si sa mai”, in realtà Toni verrà ceduto per mancanza di spazio e di minutaggio. E al suo posto arriverà un altro attaccante, visto che il modulo tattico del futuro sarà sempre vicino al 3-5-2, nelle sue varianti magiche (4-5-1, 4-2-4, 4-4-2, 4-3-3).

Mentre su Marrone e Pazienza valgono i logici discorsi di opportunità e spazio. Spazio per il giovane Marrone che ha bisogno di giocare. Opportunità per il buon Pazienza, fin qui molto positivo, ma certamente la Juve sta pensando a una pedina di ben altra qualità in grado di dare il cambio ai tre tenori di centrocampo.

Resta poi da vedere il futuro di Krasic ed Elia, posto che Giaccherini, Pepe ed Estigarribia garantiscono una buona efficacia da qui alla fine dell’anno.

E noi attendiamo le lieti notizie.

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Juventus-Novara 2-0 Le pagelle di IoJuventino

Un due a zero senza storia. Partita assolutamente dominata e basta andare a guardare ancora una volta i numeri. Numeri che raccontano di una squadra capace di avere il controllo territoriale pressoché completo, di costruire facilmente occasioni da gol poi sciupate o non concretizzate (che ai fini del risultato è la stessa cosa, ma a livello di qualità cambia molto: magari ci torneremo!), di comandare costantemente il gioco con una intensità paurosa.

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E allora diamo i numeri ai bianconeri.

Buffon, 8: è tornato SanGigi. Già contro la Roma aveva dato ancora segno di onnipotenza. Ok che il gol di De Rossi non è colpa sua, stavolta la porta rimane immacolata. Chiamato in causa pochissime volte risponde presente. Miracolo assoluto su una capocciata di un puntero del Novara: si allunga, tira fuori la zampa destra e morbidamente toglie il pallone da dentro la rete. Quanti punti porterà in dote il numero 1 al mondo? Saracinesca.

Lichtsteiner, 7: il tagliando dei 10.000 Km è ormai vicino. Forse li ha pure superati. Impossibile tenere il conto dei 100 metri che lo svizzero asfalta in ogni sua discesa. Comprato nel ruolo di terzino, in realtà agisce come un fluidificante o un’ala vecchio stampo. Passo pauroso, muove le gambe a una frequenza inaudita. Uno dei migliori acquisti dell’era Marotta. Trenino.

Barzagli, 7: arrivato fra fischi e disappunti generali, Barzagli è oggi il centrale più affidabile in Italia. Per distacco. Prestazioni da capogiro, pressing e fisicità, senso dell’anticipo incredibile. Coi piedi, poi, è delizioso nell’avviare la manovra. Conte ci ha creduto e adesso chi lo toglie più dal campo? Costato, udite udite, solo 300.000 MILA euro. E adesso una preghierina di ringraziamento a Marotta. Muro.

Chiellini, 6,5: torna nel ruolo che preferisce. Il problema è che ci torna solo per necessità, vista la squalifica di Bonucci. Alcuni interventi da duro, a metter paura agli avversari. La sensazione è che non ha i tempi da centrale, ogni tanto si distrae e per fortuna che rimedia l’immenso Barzagli. Mercoledì tornerà a sinistra dove dà il meglio di sé. Forza bruta.

De Ceglie, 6,5: più propositivo. Pronti via, è suo l’assist per il gol di Pepe. Più autoritario, anche se davanti ha poco o nulla. Spinge e convince, migliora sensibilmente il cross, dialoga bene ora con Giaccherini ora con Estigarribia. In netta crescita, ma attendiamo prove più delicate, contro avversari più duri per dare un giudizio più reale. Prove di pendolino.

Marchisio, 6: fa il compitino, forse sta tirando il fiato e fisiologicamente la cosa è giustificabile. Si piazza al centro, quasi a fianco a Pirlo e prova a gestire il pallone. Un paio di guizzi interessanti, solita manovra attenta, ottima qualità nel calcio a trovare il compagno o il fraseggio. Poco incisivo là davanti, ma l’impressione è che sia stato un ordine di Conte nel tentativo di non disperdere l’equilibrio tattico. E’ umano anche lui, ma aspettiamo il miglior Marchisio per la chiusura d’anno. Appannato.

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Pirlo, 6,5: solito faro. Palla in banca, recita una famosa frase milanista. Proprio i milanisti oggi non si capacitano del fatto che Andrea veste il bianconero. E lo veste con una classa innata, con una serenità che è propria solo dei fenomeni. La Juve con Pirlo ha acquisito una maturità nel giro palla entusiasmante. Chiedere allo Juventus Stadium: quando la palla finisce nei piedi del numero 21… un sospiro di sollievo abbraccia tutti i supporters bianconeri. Provvidenza.

Giaccherini, 7: fa dell’agilità una religione. E tecnicamente pare migliorare di partita in partita. In realtà sta acquisendo sempre più fiducia e comincia a ripagare quella accordatagli da Conte. Falso trequartista, molto più esterno, ha il compito di allargare le maglie avversarie e ha il merito di saltare sempre l’uomo. Peccato che l’ultimo passaggio sia affetto sempre da imprecisione. Scarsa fortuna nella ricerca del gol che, comunque, verrà presto (Coppa Italia a parte). Moto perpetuo.

Pepe, 8: non ci sono dubbi che è uno dei migliori prodotti del campionato italiano, stagione 2011/2012. La cura Conte lo ha trasformato in una sorte di killer: fisico e corsa da metter paura al miglior centometrista, qualità a profusione sulla fascia destra. Annichilisce ogni terzino gli si pari incontro, sblocca la gara, ci ritenta per almeno altre quattro volte. Fallisce l’assist a Del Piero, lo riserve senza fortuna nel secondo tempo. Pressa e attacca come nel miglior manuale dell’ala nel gioco del calcio. Senza parole. Speedy Gonzalez.

Quagliarella, 7: si sbatte, si accentra, si allarga, dialoga e prende un sacco di botte. Si rialza, stacca e segna. Finalmente torna al gol, l’unica vera medicina alla lunga astinenza. In ogni caso la prova è confortante: molto mobile, il fiato stavolta regge, anche se fa capire come si trovi a suo agio non ingabbiato in un ruolo di prima punta che poco gli si addice. Conviene provarlo nel ruolo di Vucinic o, al più, a fianco di Matri. Ritrovato.

Del Piero, 6: il cinico analista di calcio dovrebbe ammettere che per la tattica di Conte il numero 10 bianconero è lentuccio. Non può avere certo lo spunto di Vucinic e infatti perde qualche uno contro uno. Ma se riceve palla e può giocare sullo stretto è ancora uno dei migliori talenti. Cerca il gol e… “maledetto il giorno che ti ho inseguito”. La palla non ne vuole sapere di entrare e Ale ci ride su. La speranza è che tutto questo nervosismo possa presto concretizzarsi in energia positiva. Sorte avversa.

Pazienza, 6: è il suo ruolo in questa Juve. Elemento prezioso per dare fiato ai titolari. Però ad avercene di riserve così. Michele Pazienza è uno di quegli elementi che una grande squadra deve per forza avere. Lo chiami e risponde sempre presente. Coi piedi non è poi così malaccio come da Napoli volevano farci credere. Assolve perfettamente al compito per cui Conte lo manda in campo. Soldatino.

Matri, 6: non poteva fare molto altro. E’ il centravanti che per caratteristiche è il più congeniale negli schemi di Conte. Ma anche lui dovrà ogni tanto tirare il fiato. Entra al posto di Quagliarella e comincia a lavorare per la squadra. Sfiora il gol con una girata super da calcio d’angolo. Forse è orfano del miglior supporto (leggi Vucinic), forse anche Conte sta pensando di affiancargli Quagliarella. Vedremo già mercoledì quando i tifosi vorrebbero vederlo esultare di nuovo. Torpore.

Estigarribia, 6: solita corsa e dedizione. Conte lo prova terzino, ma gli restituisce la fascia alta. Il paraguaiano è sempre più una risorsa nelle idee di Conte. Contro il Novara è autore di poche sgroppate, quasi a cercare i giusti equilibri in un centrocampo a tre dove Giaccherini si è sganciato dal momento del suo ingresso in campo per curare maggiormente la fase offensiva. Jolly.

Conte, 9: mancano tre titolari, fra cui due pezzi da novanta. Ma la Juve non molla e anzi rilancia. Corsa e idee, la forza di chi vuol diventare grande. Unito a una cattiveria e una ferocia che i tifosi avevano smarrito in questi anni. Sono questi i pregi della sua Juve che, senza possibilità di replica, gioca il miglior calcio in Italia. Azzecca ancora una volta la mossa: Giaccherini incursore, Quagliarella tenuto in campo fino al momento del gol. Ha ridato forza ai vecchi, ha insegnato ai nuovi cosa significa vestire la maglia della Juve. Condottiero.

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Juventus-Bologna 2-1 Marchisio SuperFantaGenio

Una gara difficile da interpretare. La Juve2 in campo, i migliori fuori, per la prima volta il centrocampo rivoltato come un calzino, senza gli esterni titolari e senza Matri là davanti. La domanda che si è voluto porre Conte è stata: “che razza di Juve ho in mano?”.

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Le risposte le gradirei da voi lettori. Io, nel mio piccolo angolo di ragionamento che vuole essere questo blog, voglio proporvi le mie… di idee:

  1. alcune seconde linee stanno uscendo per forza di volontà e applicazione/dedizione tattica. Conte ha plasmato alcuni di loro, imponendo una corsa intelligente. Il gesto col quale si rivolge alla tribuna stampa dopo il gol di Giaccherini è forse la chiave di questo inizio di stagione bianconero: “non so se mi spiego”;
  2. Giaccherini ed Estigarribia, Marrone e lo stesso Pazienza garantiscono il giusto apporto di corsa e qualità. Giaccherini sta migliorando partita dopo partita e le sue accelerazioni possono davvero far male alla difesa avversaria, qualunque essa sia. Non può essere il nuovo Vucinic, figuriamoci, ma un ricambio molto utile sì. Il paraguiano sta ingranando: ieri è entrato solo per mettere peso sulla sinistra riuscendovi. Ha doti atletiche importanti (vedi la sgroppata di 60 metri), ha una buona tecnica e migliorerà ancora; ottimo Marrone: Conte se lo sta coccolando ormai da 2 anni e il motivo per cui lo tiene in naftalina è banale: “studia da campione accanto a Pirlo e imparerai!”. Pazienza mi sembra uno di quei tanti giocatori che piacciono a Lippi: zitti, lavorano sodo e quando vengono chiamati in causa danno il loro apporto, molto positivo. Mi ricorda, per interpretazione del ruolo di seconda linea, un certo Zalayeta;
  3. il ritorno di Quagliarella si avvicina: non può essere il terminale di attacco in stile Matri perché gli manca un po’ di peso e il suo istinto lo porta in tutte le zone d’attacco. Non può essere nemmeno il Vucinic della situazione perché non ha le sue sgroppate spacca partita e spalle alla porta è meno bravo del montenegrino. Certamente può essere una carta interessante, importante. Vorrei vederlo in coppia con Matri in un 4-2-4 che a questo punto è sempre più probabile qualora Pirlo non dovesse farcela per lunedì sera;
  4. il Capitano Alex Del Piero merita più di un applauso: a 37 anni arriva in fondo al match, dopo 120 minuti tiratissimi, ancora lucido. Prende botte e va a contrastare di testa, lui che in testa ha un dolore ancora forte e ben 8 punti di sutura. Ci teneva ad esserci e insegue il primo maledetto gol stagionale che ieri non è arrivato per questione di centimetri. La sua voglia e la sua professionalità sono un esempio inimitabile: lo guardo e capisco cosa vuol dire la parola “campione”. Grazie Capitano;
  5. la difesa regge, nonostante De Ceglie e Sorensen mostrano ampi limiti, soprattutto l’italiano e questa è una bocciatura per quanto mi riguarda. Attacca poco, difende male. Non a caso Marotta sta cercando due terzini: uno a destra capace di sostituire l’insostituibile Lichtsteiner e uno a sinistra in grado di dare il cambio a Chiellini;
  6. la manovra è ancora buona. Spaventoso ancora una volta il possesso palla, con Marrone e Pazienza chiamati a un ordine tattico perfettamente rispettato: ciò significa che Conte è un vero maestro nella didattica perché cambiano gli uomini, tutti da metà in campo in su, ma lo spartito resta identico.

E ora non so che tipo di parole usare. Ho usato fenomeno e campione, ho usato genio e talento, ma ora sono finiti gli aggettivi. Qualcuno mi suggerisce un complimento per Claudio Marchisio?

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Entra alla fine del primo tempo e si mette a disposizione di un centrocampo orfano della qualità di Pirlo e Vidal. Entra come un veterano e dà il cambio a Marrone. Il telecronista non si accorge però che la differenza di età fra i due è veramente minima, eppure Marchisio viene percepito come un vecchio saggio. Entra e domina. Domina dall’alto di una classe infinita e di tonnellate di personalità.

Non un pallone sprecato e poi il sigillo, l’ennesima perla. Si tratta di perla perchè il gol non è semplice da realizzare. Riceve da Elia (pimpante, ma ancora disordinato e troppo arrembante: impari da Pazienza, faccia le cose facili e vedrà che può essere davvero protagonista) e la tocca di destra, quindi il tacco a farsi passare la palla da dietro le gambe e via di sinistro sul palo più lontano. Lo stadio si illumina di un lampo abbagliante e lui corre verso la bandierina, mentre in curva la gente si stropicciava gli occhi. Qualcuno ha pure esclamato: “ancora lui? Non ci credo!”.

Credeteci invece. Di nome fa Claudio, di cognome fa Marchisio e oggi, voti e numeri alla mano, è il più forte centrocampista al mondo. Made in Juve!

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Juventus-Bologna Conte sorprende tutti e schiera…

Antonio Conte sorprende tutti. Le formazioni date per certe sono state completamente cancellate e buttate via. Dopo la rifinitura la Juve scenderà in campo con un vestito molto diverso da quello indossato in campionato.

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Vuoi per le defezioni (Pirlo e Vucinic), vuoi per un po’ di stanchezza a questo punto legittima (Matri e Pepe e Vidal), vuoi perché lunedì a Roma c’è l’occasione per dare un altro strappo alla classifica, vuoi tutto e vuoi soprattutto perché Conte deve cominciare a capire sul serio su chi può fidarsi e chi andrà a giocare lontano, lontanissimo da Torino.

Restano a casa in parecchi come detto ieri sera. Restano fuori Buffon, Vidal, Pirlo, Lichtsteiner e Matri. Ciò significa, automagicamente, spazio per Storari (ma lo si sapeva), Pazienza, Sorensen e Quagliarella.

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Recupero lampo di Del Piero: la voglia e l’esempio possono far bene a tutto l’ambiente. Campione e professionista inarrivabile: come Te nessuno al mondo! Difficile vederlo titolare, ma le previsioni con Del Piero è meglio non farle.

Conte si affiderà di certo a Marrone per la regia, con Pazienza che andrà a sostituire Vidal e Marchisio in panchina a rifiatare un po’. Accanto a Marchisio dovrebbe sedere Pepe: al suo posto il caschetto biondo di Krasic all’ultima chiamata utile per non evitare la bocciatura nel mercato di gennaio. O si sblocca, o rientra nei ranghi tattici del tecnico, o è fuori e pazienza per la sua corsa e il suo dinamismo che potevano tornarci utili. Chance importante per uno fra Giaccherini ed Estigarribia e qui il concetto è il seguente: molta fiducia sul paraguaiano quale sostituto di Vucinic, dunque dovrebbe partire titolare Giaccherini contro il Bologna. Davanti appunto Quagliarella, con una difesa praticamente obbligata: la solita.

E qui veniamo al punto interrogativo. Con la pettorina gialla ieri la Juve si è allenata dando vita a una sorta di 3-4-3. Fuori un difensore (Lichtsteiner) e dentro un centrocampista in più, con Del Piero, Quagliarella e Krasic là davanti. Indicazione che anche Conte aveva dato in conferenza stampa: “Anche Giaccherini può giocare da interno, così come Estigarribia”. Ma indovinare la formazione è davvero opera dura.

Resta da capire comunque che tipo di partita farà la Juve. Senza i tre tenori, senza il faro Pirlo, senza il genio Vucinic e la corsa di Pepe e Lichtsteiner, cioè i fattori che hanno fin qui hanno ammutolito il campionato. Uscire fuori equivale a una grande, immensa figuraccia. Anche perchè, come dice bene Conte, non ci resta che la Coppa Italia. E quando Lippi si insediò…

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Ancora senza Pirlo: occhio ai ricambi

Conte giocherà la partita col Bologna ancora senza Pirlo.

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Pazienza lo ha sostituito alla grandissima contro il Cesena in campionato, e probabilmente potrebbe esserci spazio per Marrone. La Coppa Italia non è snobbata dal tecnico leccese, ma si deve pure considerare i ravvicinati impegni contro Roma, poi Novara e quindi la gara di Udine molto pericolosa. Con un organico che segna le prime defezioni.

Il recupero di Del Piero è praticamente un’utopia: c’è la voglia e la carica del Capitano, ma non può esserci l’ok dei medici visto il bruttissimo taglio vicino la fronte. Servirebbe un caschetto, ma al minimo contatto la ferita potrebbe riaprirsi.

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Vucinic sarà pronto solo nel 2012, mentre Quagliarella e Matri dovranno giocarsi gli affondi in attacco fra qui e le prossime settimane.

Spazio allora per gli esterni tanto cari a Conte. Simone Pepe sta giocando a ritmi molto elevati e speriamo regga. Krasic e Elia si giocano un posto da titolare e un posto in panchina, anche se Conte è stato chiaro: “devo fare delle scelte pure sulle alternative”. Dunque è confermato un serio problema di natura tattica e di lingua per i due esterni che sulla carta partivano titolari inamovibili.

Maggiori garanzie offrono Giaccherini e Estigarribia, col secondo favorito per una maglia da titolare in un 4-3-3 che lo vedrebbe largo a sinistra, con Pepe a destra e Matri in avanti. O Quagliarella al posto di Vucinic nel vecchio 4-2-3-1 con Vidal e Marchisio ancora in campo.

Di certo, ora più che mai, la Juve ha di fronte a sé esami importanti: defezioni, avversari di cui mi fido poco, fiato sul collo del Milan.

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Juventus-Cesena 2-0 Il genio Marchisio risolve la pratica

Mai vista una Juve così. In realtà l’ho vista poche volte. I temi da trattare sarebbero tantissimi: l’assenza di Pirlo che non ha pesato, una manovra ancora più significativa, un dominio territoriale pauroso, la scarsa vena di Matri rimpiazzata da un duo di centrocampo fra i migliori al mondo, il rientro progressivo di Fabio Quagliarella.

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E poi ci sono diversi dati: la difesa resta ancora imbattuta, Buffon inoperoso, l’esultanza di Conte che per poco, guarda il paradosso, non butta giù lo stadio, e i denti stretti di Andrea Agnelli prima del match. A significare il dettame più profondo di questo nuovo corso: tornare vera Juve.

Juventus-Cesena può essere letta in questi numeri:

  • 21 tiri in porta della Juve contro 1 solo del Cesena;
  • 10 calci d’angolo a 1 per i bianconeri;
  • 71% di possesso palla della banda di Conte, cifra record negli ultimi anni di campionato italiano.

Tutto questo nel giorno in cui Pirlo è assente. Cioè è assente il miglior regista al mondo. Al suo posto un ordinatissimo Pazienza: non spreca una palla e mette in pratica la più semplice regola del gioco del calcio. Pochi tocchi, giocata semplice e Pazienza porta a casa una gara da 6,5. In realtà è il centrocampo il vero grimaldello di questa Juve.

Stratosferico Vidal che è tornato al gol. Ma per lui ancora un assist decisivo e una partita di corsa e sostanza da paura. Costato quanto Alvarez è probabilmente uno dei centrocampisti più completi del campionato italiano. Oscurato soltanto dal suo compagno di reparto Marchisio.

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Che dire de Il Principino? Genio come pochi, assolutamente il migliore in campo per la capacità di interpretare il ruolo di leader, di interdittore, di costruttore e di finalizzatore. Sono 6 i centri in campionato, una rete ogni 180 minuti, anche meglio di certi attaccanti. Goleador stagionale insieme a Matri che ieri è incappato in una gara no. Poco male perché il 7-2-1 del Cesena viene frantumato da un colpo di genio di Marchisio: assist di Vidal, stop preparatorio per un sinistraccio sul primo palo su cui Antonioli non può nulla. E lì si scatena, come poche volte in questa stagione, Mister Conte. I vetri del palchetto subito dietro la panchina bianconera reggono a fatica l’urto di Antonio il Profeta. Carica agonistica incredibile, carica trasmessa a tutto il gruppo.

La Juve vola, segna ancora con Vidal su un rigore su ci sarà da riflettere perché le regole sono bislacche, sale ancora a +2 in classifica, risponde a Udinese e Milan e può preparare in tutta tranquillità la gara infrasetimanale col Bologna in Coppa Italia.

Non sta in piedi la giustificazione dell’assenza di Coppe: la Juve ha giocato sabato, martedì, domenica e giocherà di nuovo giovedì e lunedì. La verità è molto più semplice: questa squadra, fin qui, si è dimostrata ben al di sopra della media nazionale. Forte di un gruppo coeso e di grande qualità e di un gioco che in Italia non ha eguali. Il possesso palla del 71% è imbarazzante e perfino Arrigoni si è arreso all’evidenza: non ha funzionato nemmeno il 7-2-1 schierato dal Cesena.

Un appunto per Quagliarella: ancora lontano dalla forma migliore, per lui ci sarà il rientro da titolare giovedì in Coppa Italia, ma dovrà recuperare in fretta l’agonismo mentale. Fabio ti aspettiamo, ma affretta i tempi. Arrivare in fondo all’anno coi soliti noti è praticamente impossibile e la Juve ha bisogno di ricambi d’eccellenza.

Infine un augurio a Capitan Del Piero. Sfortuna incredibile per Alex, speriamo non ci siano complicazioni e che possa tornare abile e arruolabile per Novara.

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Juventus-Cesena – Conferenza stampa pre-gara di Antonio Conte

Antonio Conte sembra avere ancora le idee chiare. Difende il cambio di modulo col Napoli, ma nello stesso tempo suggerisce che domani potrebbe tornare al 4-2-3-1, con Pazienza favorito per sostituire il genio Pirlo. Rientra Marchisio.

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Come Capello dà indicazioni precise: la prossima partita è sempre quella più importante e non c’è spazio per ragionamenti sui diffidati o il risparmio di energia. Cosa che a questo punto sento di condividere: intanto arrivano i tre punti, poi al prossimo match si penserà.

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Subito il Cesena, poi trasferta a Roma contro i giallorossi.

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Chi al posto di Marchisio? Scegli tu!

Stasera mancherà Marchisio, praticamente il motivo per cui è stata rinviata la partita del 6 novembre quando a Napoli splendeva il sole e gli uccellini coloravano un azzurro cielo…

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Stasera mancherà Marchisio e Conte dovrà ridisegnare il proprio 11. Già, ma come?

Una soluzione che non altererebbe il quadro tattico è l’inserimento di Pazienza a fianco a Pirlo e quindi solito 4-2-3-1 con Vucinic e Pepe larghi, Vidal in mezzo dietro a Matri unica punta.

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Prende però sempre più corpo l’ingresso fra i titolari di Estigarribia. In tal caso le opzioni sarebbero due: ritorno al 4-2-4 con il paraguaiano largo a sinistra, Pepe a destra, Vidal e Pirlo centrali, Vucinic a fianco a Matri in attacco; o un 4-2-3-1 con Vucinic a fare il trequartista ed Estigarribia largo a sinistra.

Ultima soluzione: Quagliarella dietro Matri, Vidal in mezzo con Pirlo, Vucinic a sinistra e Pepe a destra per una formazione decisamente a trazione anteriore. Ma Conte non credo opterà per questo schema iperoffensivo.

Tu chi sceglieresti?

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Inter-Juventus 1-2 Le pagelle di IoJuventino

A freddo è sempre meglio esprimere alcuni pareri. Tipo i voti. Troppo forte l’emozione di aver visto una grande, immensa Juventus. A due giorni di distanza proviamo dunque a tirare un po’ le somme di questo match.

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Buffon: 6. Praticamente quasi inoperoso, epperò salta alla mente una domanda che ancora non ho risolto: sul gol di Maicon sono più i pregi del brasiliano… o i difetti di SuperGigi? E’ vero, la deviazione di Bonucci è più evidente grazie a un’inquadratura di Sky, ma lì, sul tuo palo, è sempre bene non prendere alcun tipo di gol! In ogni caso val bene sottolineare la voglia e la grinta di Gigi, molto lontano dall’oggetto estraneo di due anni fa e forse dell’anno scorso.

Lichtsteiner: 7. Il punto debole doveva essere lui perché… non è bravo a difendere. Vanno via in pochi, e qualcuno comunque, in 9 partite, doveva pur andare via. Ma il buon Licht è mostruoso: difficilmente lo si trova fuori posizione, difficilmente non lo si vede sbuffare su quella fascia manco fosse un treno. Spinge come pochi, accelera come pochi e i palloni che scaraventa in area sono sempre pericolosi. Insomma, la Juve ha di nuovo il suo terzino. Inoltre la voglia e il carattere che impone a tutti i compagni è forse più importante della prestazione in sé.

Barzagli: 7,5. Ho rivisto il match e sul mio taccuino non ho segnato nemmeno un episodio per cui può essere rimproverato. Di testa è praticamente imbattibile, sull’anticipo ricorda un napoletano che qui a Torino ha vestito il numero 28. Sempre puntuale e molto veloce, in condizioni entusiasmanti. Torno a ripetere il costo del suo cartellino: 300.000 euro. Trecentomila euro, così non c’è possibilità di essere frainteso. E’ un acquisto di Marotta e soprattutto è il diamante della difesa bianconera. Doveva essere riserva, a oggi è inamovibile e Prandelli si sente più sicuro.

Bonucci: 6. Ogni tanto torna il Bonucci dello scorso anno: disattento, troppo sicuro, pericoloso per il reparto. Però è soddisfacente il fatto che queste apparizioni sono sempre in numero minore, segno che Conte sta molto lavorando sul ragazzo. Piedi da regista, ma la tranquillità e la maturità va migliorata. Perde alcuni scontri con Pazzini e questo un difensore non può permetterselo.

Chiellini: 6,5. Dalla sua parte un Maicon in buona forma, ma Chiello regge bene. Ottimo in fase difensiva, meno in fase offensiva dove lo penalizza un sinistro non certo delicato. Sta tornando, questo è evidente. Il momento di appannamento è definitivamente tramontato, restano poche scorie e i meriti sono ancora di Conte. Perché la fisicità e il cuore di Giorgione sono importanti per questa Juve, e per la Juve del futuro.

Pepe: 6,5. Non capisco le critiche a questo ragazzo. E non capisco i troppi silenzi quando questo ragazzo firma partite come questa o come quella contro la Fiorentina, o come contro il Parma e il Siena o come contro il Milan. Uno dei migliori in assoluto in questo avvio di stagione. Probabilmente il giocatore che fa più felice Conte: attacca e difende, riparte e aggredisce, lo trovi ovunque. Dinamismo e anche, perché aver paura di dirlo, una discreta qualità. Dribbling e cross e anche il gol. Ma cosa si vuole più da Simone Pepe?

Vidal: 7. Petto in fuori, sorriso sempre presente, viso da bambino, gambe d’acciaio. Quanti polmoni ha King Artur? Corre senza sosta, pressa senza sosta e i piedi sono interessanti. Riesce bene a legare la fase di costruzione della manovra a quella in cui accompagna la fase di attacco. Come interdittore è probabilmente il migliore di questo campionato vista la quantità di palloni recuperati in ogni partita. Conte, per lui, ha di fatto varato un nuovo modulo. Che lo vede protagonista insieme a Marchisio.

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Pirlo: 6,5. Una delle sue peggiori partite… a sentire Piccinini e pochi altri. E io dico: magari le giocasse tutte così. Perde così pochi palloni che quando accade ecco che c’è il titolo in prima pagina: “Clamoroso: Pirlo perde palla!”. Dicevano erano incompatibile con le idee di Conte, mentre proprio Conte esclama “la Juve mi ha fatto il più bel regalo: Andrea Pirlo!”. Regia lucida, personalità da vendere, fa girare la Juve come vuole. Gli manca solo il gol, ma forse possiamo pure perdonarlo.

Marchisio: 8. Solito concetto: fosse brasiliano? O argentino? Fortuna è italiano. Ancora più fortuna: è juventino. Juventino vero, nella classe e nell’eleganza con cui veste quel numero. Siamo già a quota 4 gol, record personale, ma soprattutto gol di una pesantezza incredibile. Purga i cugini nerazzurri dopo aver schiantato i rossoneri. Centrocampista moderno, forse il vero erede di Gerrard. Ha trovato continuità e un ruolo da protagonista. Praticamente si è già guadagnato i gradi di capitano per l’intelligenza profusa in campo e uno stile fuori dal campo da… juventino vero. C’è poco da fare: è l’icona della nuova Juve.

Vucinic: 7. Spirito di sacrificio e continuità. Classe immensa e una delicatezza quando tratta il pallone da fuoriclasse. Antonio Conte ha fatto la guerra con la società per averlo e ora se lo coccola. Prima punta o attaccante esterno. All’occorrenza pure centrocampista perché Mirko ha forse capito che tutto quel talento non può essere sprecato con una partita giocata bene e quattro no! E il martello Conte può solo fargli bene. Sente la fiducia e ricambia. Assist e due gol, accelerazioni e tanto lavoro per la squadra. Fosse più cinico sotto porta a quest’ora staremmo a parlare di uno degli attaccanti più forti al mondo.

Matri: 7. Non ha segnato e la rabbia era leggibile al momento della sostituzione. Ma si è sbattuto come pochi, ha lavorato così tanto che merita per forza di cose un voto alto. Apre spazi dove si inseriscono i vari Vidal e Marchisio, Vucinic e Pepe. Fa a sportellate e difficilmente perde i constrasti. I gol arriveranno perché con un po’ di fortuna contro Castellazzi poteva entrare il primo tiro così come i due successivi. Anche Conte sembra essersi ricreduto sul suo ruolo: titolare là davanti. Inamovibile.

Estigarribia: 6. Entra quasi molle, ma poi si sveglia. E’ ancora un oggetto da identificare. Buono il dinamismo, buona la propensione ad attaccare la fascia. Appare ancora troppo timido, ma quando decide di scatenarsi è sempre pericoloso. Anche ieri mette lo zampino in un possibile gol: Castellazzi devia, ma come in tutto il secondo tempo, alla Juve non viene concesso l’angolo. Prezioso per il ricambio, da valutare non appena avrà metabolizzato gli schemi di Conte.

Del Piero: 7. Esagerato? No, assolutamente. Il Capitano entra come i ragazzini cui si vogliono concedere minuti di gloria. Entra con quell’umiltà che lo ha sempre contraddistinto in una carriera irripetibile. Entra e si rende utile, con quella voglia di uno che vorrebbe dare sempre quel qualcosa in più. Guadagna quattro preziose punizioni, sbaglia clamorosamente un gol davanti a Castellazzi e vorrebbe tirare una punizione dalla distanza che però batte Pirlo. Lo attendiamo nei finali di partita, ma sicuramente Conte gli concederà spezzoni ben più importanti.

Pazienza: 6,5. Entra e obbedisce. Come i migliori soldati, quelli che eseguono gli ordini senza fiatare. Perché davanti si trova gente come Marchisio, Pirlo e Vidal. Perché si trova in una Juve interessante. Perché si trova un Conte che valuta attentamente chi mandare in campo. E perché in questa Juve tutti sono importanti, basta farsi trovare pronti.

Antonio Conte: 9. Non sbaglia nulla. Forse non sbaglia nulla da quanto è arrivato. Veste la Juve con le sue tattiche e i suoi schemi, sceglie ogni volta l’abito più bello da indossare in serate in cui le foto si sprecano. Decide lui, decide tutto lui e gli altri devono solo obbedire. Alla Juve serviva un Conte praticamente dall’addio di Deschamps e finalmente è arrivato. Nessuno come lui sa cosa si deve fare per vincere e pare lo stia spiegando bene ai vari ragazzotti che vestono la maglia bianconera. Mediaticamente è molto maturato: sempre pacato e preciso, puntuale nelle risposte. Adesso si attendono le vittorie con le cosidette piccole: da lì arrivano i punti più importanti per il traguardo finale.

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