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Tag: pazzini (pagina 1 di 3)

L’Osservatore Bianconero: la terza giornata di Serie A

Accade di tutto. E ciò che sembra vero una domenica, non lo è più la domenica successiva. Un’altalena di emozioni, ma solo per qualche squadra sono sempre le stesse e positive. Per altre cambiano.

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Prendete i romanisti. La squadra giallorossa cantava sogni di scudetto già alla fine del primo tempo. Col calcio zemaniano la Roma si ritrovava a +2 sul Bologna di Pioli. Due gol sopra, almeno tre livelli sopra per quanto riguarda il controllo della gara e la capacità di farne ancora di reti. Ma tutti dimenticano Zeman, un mago dalla trequarti in su, semplicemente uno dei più mediocri allenatori per l’organizzazione di squadra. E capita allora che Gilardino viva il suo momento di gloria con una clamorosa doppietta gentilmente fornita dalla difesa giallorossa e che Diamanti sigli il gol del momentaneo pareggio. Un cappotto difficile da digerire e stavolta non ci si può attaccare a Zeman e a qualche complotto. Immaginare Petrucci, già vicePresidente della Roma, organizzare un blitz per impedire ai giallorossi di vincere è oltremodo ridicolo. Forse Zeman dovrebbe pensare più ad allenare e ad aprir bocca solo per sistemare meglio la retroguardia, l’attacco va bene così. Roma ferma, bloccata a quota 4 punti, che ha già sperimentato i tre risultati possibili in un campo di calcio. Fa solo paura negli scontri diretti, ma nell’arco di un anno non sembra rappresentare una concorrenza da temere.

Poi ci sono le milanesi. Un pugno a testa, uno schiaffo per uno, una volta io, una volta tu. Cascano i prescritti per mano del maestro Zeman, mentre Pazzini sigla tre gol buoni per il fantacalcio. Poi risegna Cassano epperò si blocca il Milan per mano di una Atalanta concreta sì, ma non in una condizione straripante. Una sta cercando la quadratura, anche se è costretta ad arginare le idee tattiche di Ventura, proprio come una provinciale nonostante questo non sia una bestemmia né un dispetto linguistico. Evidentemente serve intelligenza pure per capire i complimenti che arrivano dall’esterno. Pazienza! L’altra sta cercando di capire che toppe usare per tranquillizzare i tifosi e per dare una scossa a un gruppo privo di leader, a esclusione di Ambrosini che però si avvicina ai 40 anni e trascinare la truppa diventa dura. Abbiamo sempre sostenuto la mediocrità di Allegri in panchina e riteniamo che un allenatore lo si veda proprio nei momenti di difficoltà, quando deve tirar fuori il massimo dal materiale umano che si ritrova. Lo ha fatto Conte ovunque è andato, a parte la parentesi Atalanta, e continua a farlo Conte con le intuizioni (leggi Asamoah). Gli altri che fanno? Ti piaceva vincere facile? Ora ti piacerà meno veder vincere facile.

La sorpresa arriva dalla Sampdoria di Ferrara. Banale sottolineare i 9 punti in classifica (meno uno di bonus, valli a capire quelli della FIGC), più appropriato parlare dei meriti di un tecnico che a Torino ha solamente sbagliato i tempi per dire sì. Tanti giovani, con un portiere divertente da vedere, un attaccante vero come Maxi Lopez, e un 4-3-3 che è tutto da ammirare. Occhio a quel centrocampista di colore così bravo nell’interdizione quanto nella costruzione, e occhio al promesso sposo Poli che sta disputando un inizio di torneo non male.

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Se la Roma arranca, la Lazio vola. Anche qui, ci prendiamo un piccolo merito, se merito si può considerare: le critiche a Lotito non le abbiamo mai capite. Prende la Società Lazio in una condizione spaventosa, a livello di gestione umana ed economica, la porta a vincere in Italia quando vincere era proibito (leggi postCalciopoli) e continua a sfornare ottimi campionati senza investimento alcuno. Alzi la mano chi conosceva Petkovic: complimenti allo staff biancoceleste. Non sappiamo dove possa arrivare questa Lazio, ma la concretezza degli 11 che vanno in campo è davvero strabiliante. Senza considerare che Klose non ha ancora acceso il motore. Da tenere d’occhio per la zona Champions solo se non soffrirà l’impegno europeo.

Discorso analogo per il Napoli per il quale vale un concetto in più: l’atteggiamento di Mazzarri, tanto arrogante quanto comunque positivo per il gruppo. E con questo entusiasmo si può andare lontano. Come per la Juve, bisogna aspettare il girone europeo per capire quanto i carichi settimanali appesantiscano l’una o l’altra avversaria. Ci piacerebbe non ascoltare più le ridicole prestazioni al microfono di Mazzarri e De Laurentiis e sentirli parlare di calcio, ma è come chiedere la Luna. E allora vinca il migliore. Magari converrà dare credito anche alle proteste di Leonardi e Donadoni, o vale solo per la Juve?

Bene la Fiorentina di Montella. In Italia ci rimbambiscono con una finta esaltazione di Zeman e di chi per esso, quando invece i tecnici più giovani andrebbero sottolineati e premiati anche mediaticamente. Pioli per esempio, ma certamente Montella. L’aeroplanino sta sorprendendo tutti. Preparatissimo sul piano tattico e forse la cura (???) Capello lo ha plasmato anche nel carattere: tiene il gruppo come un condottiero. Arriverà lontano e se la Fiorentina facesse un intelligente mercato di riparazione a gennaio, allora per le zone alte se la dovranno vedere pure con la Viola. Come per il Napoli, conviene però tenere a freno i due fratelli Della Valle: lascino la politica fuori dal loro progetto Viola, e parlino di calcio.

La parte destra della classifica vede sorprese positive e negative. Fra queste ultime una conferma: il Palermo di Zamparini. Abbiamo terminato gli aggettivi, dai più ironici ai più rissosi, e sinceramente abbiamo poco da commentare. Sannino ha pagato a carissimo prezzo la leggerezza di aver accettato una piazza come Palermo. Una piazza che merita ben altro trattamento da parte di Zamparini. Non servono gli arabi, servono giusto un paio di idee. Auguri a Gasperini che fra qualche settimana potrà godersi uno stipendio pagato senza bisogno di lavorare.

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Mercato, facciamo il punto

Un mese fa, esattamente il primo di agosto, parlando di mercato avevamo sottolineato la grande partenza della Juventus, che con diversi acquisti aveva addirittura allargato la forbice di differenza e superiorità rispetto alle altre. Asamoah, Isla, Giovinco, Pogba, Leali, Masi, Lucio: tutti arrivati prestissimo, perché la Juventus si era mossa con netto anticipo. Chiaro che non avrebbe continuato così, e il mese di agosto ha visto la Juventus in sordina: unico obiettivo il top player, che pero non è arrivato. In compenso è arrivato Bendtner, tra scetticismo e speranza: non è il giocatore che cercavamo, testuali parole di Marotta, ma è stata una possibilità. Un rischio pari a zero, dal punto di vista economico, ma molto alto da un punto di vista del calcio giocato: è praticamente una scommessa, e non un top già affermato. Voto alla Juventus 8,5. Col top player sarebbe stato 9.

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Il Napoli ha fatto un grande mercato:emerge soprattutto l’attenzione negli acquisti, con movimenti oculati a coprire i ruoli scoperti. Insomma, il Napoli ha messo in piedi una rosa che assicura due giocatori per ruolo: mica male per una squadra che va a posizionare si tra le prime quattro, come pronostico, e che ha la migliore solidità del campionato. Mazzarri è ormai in pianta stabile da tre anni: in Italia il più longevo tra gli allenatori. Acquisti ben fatti: Berahmi, Insigne, Mesto, El Kaddouri, Uvini vanno a rinforza una rosa che era già buona. C’è da dire che il Napoli ha pure perso giocatori fondamentali: Lavezzi su tutti, era il motore di questa squadra, così come Gargano che correva per tre. Corto, bisognerà vedere se Insigne sostituirà al meglio Lavezzi, e se i rinforzi saranno all’altezza delle aspettative. Ma già aver creato una rosa con due giocatori per ruolo non è male. Voto 8.

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Il Milan invece ha rivoluzionato tutto: via Ibrahimovic e Thiago Silva (insostituibili), via Zambrotta, Nesta, Gattuso, Seedorf, Van Bommel, Inzaghi, Cassano, Aquilani. Presi Acerbi, Zapata, Montolivo, Constant, De Jong, Pazzini, Bojan, Traorè: insomma giocatori che non possono avvicinarsi nemmeno minimamente alla caratura di chi è partito. Allegri dovrà ricostruire in primis un gruppo, falcidiato anche psicologicamente da questa grande rivoluzione: non è facile, mancano i perni fondamentali e decisivi per puntare a vincere. Un mercato sicuramente non positivo per il Milan, che forse ha aggiustato il tiro negli ultimi giorni, quando ha preso la punta che serviva, e il mediano in mezzo. Voto 5,5

L’altra milanese, quella nerazzurra, ha dato il via all’esodo degli eroi del triplete: via Julio Cesar, Lucio, Maicon, oltre a Pazzini, Forlan, Zarate, Poli non riscattato. Un mercato partito con gli acquisti di Silvstre in difesa, Handanovic in porta, Palacio dal Genoa, e Mudingay dal Bologna. Insomma un mercato sotto tono. Pero anche l’Inter ha aggiustato la mira nelle ultim settimane, rafforzandosi ulteriormente con gli arrivi di Cassano, Gargano e Alvaro Pereira: anche qui, come per il Napoli, si è creato il doppio giocatore per ruolo. Unica pecca il vice Milito che non c’è. Voto 7

La Roma è tutto un programma, perché ha cambiato non solo tanti giocatori, ma anche sistema di gioco. Ha preso Piris, Castan, Balzaretti (tre titolari, quindi difesa nuova), Bradley, Destro, Dodò, Florenzi, Tallo. Ma ha comunque ceduto Borini, Bojan, Juan, Simplicio, Heinze, Pizarro, Rosi, Josè Angel. Un cambiamento totale perché, a differenza delle altre, molti titolari sono andati via. Questo porta veramente delle incertezze, perché è una squadra totalmente nuova: ben sei titolari sono arrivati quest’anno! Difficile dare un giudizio sul mercato, perché per giudicare il mercato ci dev’essere una naturale e indissolubile relazione col campo. Tutto sommato un mercato molto movimentato, con buone operazioni, vedi Destro, ma altre incomprensibili, vedi Bojan regalato al Milan. Voto 6,5

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Lo diciamo prima: ecco i parametri di promozione di Beppe Marotta

Voci, flash news, finti scoop, solita macchinazione mediatica. La Juve e il calciomercato infiammano da sempre le estati. A maggior ragione quest’anno quando la forbice di qualità fra la Juve e le altre potrebbe ulteriormente allargarsi a favore dei bianconeri.

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Tutti i flash su Marotta, con Paratici attore non protagonista, nonostante sia il vero top player dei dirigenti. Ricordate la frase di Conte durante la sua prima conferenza stampa qualche giorno fa?La 10 la darei a Paratici, per esempio“.

Parliamo prima, lo diciamo prima così da evitare future polemiche. E il pensiero è del tutto personale. Ecco i parametri per decidere della promozione di Marotta.

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Punto numero uno: guai a fare affari, di qualunque tipo, con le milanesi. Niente aiuti, niente soldi da queste due società. Che si adeguino da sé, che si arrangino coi loro amichetti e cioè i vari Cellino, Zamparini, Preziosi. Quindi niente Matri al Milan, a questo punto per nessuna cifra al mondo (certo con 18 milioni si firma!). Niente Krasic ai Prescritti.

Punto numero due: Giovinco non si tocca. Abbiamo imparato sulla nostra pelle che le partite le sbloccano i fuoriclasse. Pirlo e Vucinic sono stati i nostri migliori alleati in merito, nonostante il montenegrino non sia un bomber vero. Quagliarella e Matri ci hanno colpevolmente abbandonati per troppi match: il bottino di reti non è all’altezza dei veri bomber. Un po’ per colpa di infortuni (Quagliarella), un po’ per scelte gerarchiche precise (Matri). Perciò, a mio avviso, Giovinco è intoccabile: ci serve il suo estro, ci serve la sua capacità di saltare l’uomo e fornire assist, ci servono – magari – i suoi 12/15 gol all’anno fatti col Parma.

Punto numero tre: il top player sì, ma non a tutti i costi. Attenzione però: se altri riescono a chiudere trattative importanti, la Juve non può stare ferma. E non già per rispondere a livello mediatico e simbolico a eventuali colpi delle avversarie (ci credo poco!), ma proprio per mantenere il gap qualitativo con le loro rose. Il top player, indipendentemente da questo ragionamento, comunque ci serve. Ma chi è? Dovrebbe essere quello che si sposa meglio con le idee di Conte. Non cerchiamo quindi i colpi a effetto, ma puntiamo e prendiamo quello che serve a Conte. Serve un esperto e che l’ha buttata dentro, tecnico e forte fisicamente? Prendiamo Van Persie al costo di qualche sacrificio (del tipo qualche milioncino in più per il cartellino, ma fermiamoci a 6 milioni per l’ingaggio). Serve un tipino molto tecnico e agile, piccoletto, in grade di replicare la filosofia del Barcelona? Prendiamo Jovetic e convinciamo la Fiorentina ad accettare delle contrapartite tecniche per abbassare il denaro contante. Rimanere a bocca asciutta sarebbe davvero fastidioso. Altrimenti la società dovrebbe pubblicamente ammettere l’impossibilità reale di fare un gran colpo e chiedere ai tifosi di supportare Matri e Quagliarella, così evitiamo tutte queste discussioni su “chi va e chi resta”.

Punto numero quattro: come è possibile che non riusciamo a vendere? Se l’obiettivo numero uno è liberarci degli scarti e di pesi ingombranti, rinunciamo a qualcosina, ma mandiamoli via per denaro fresco e liberiamo la Juve dai loro stipendi. Quindi via i vari Iaquinta e Martinez, Melo e Motta, Pazienza e Ziegler. Che aspettiamo ancora?

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Il 3-5-2 allo stato attuale

Lo abbiamo già detto molte volte che il mercato della Juventus ha preso una direzione ben precisa, ossia quella di ricercare uomini che possano interpretare al meglio più ruoli, ma soprattutto uno in particolare: il 3-5-2.

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Ne è una conferma l’abbandono della pista Robben; oppure l’acquisto di Isla dall’Udinese; e anche la tratativa che nelle ultime ore sta di nuovo infiammando l’asse Torino-Udine, ossia quella che vede Armero nel mirino della Vecchia Signora. Tenendo conto degli uomini a disposizione di Conte, abbiamo ipotizzato questo tipo di formazione, con alcune variabili non indicate in grafica: il possibile arrivo di Armero sicuramente collocherebbe il colombiano sulla fascia sinistra al posto di De Ceglie; oppure l’acquisto di una punta, che sia Pazzini o Suarez o Van Persie, creerebbe grande competizione per la seconda maglia dell’attacco; in mezzo è chiaro che Asamoah può ritagliarsi uno spazio importante, visto che ha giocato così a Udine; infine sulla destra anche Lichtsteiner può ricoprire il ruolo come ha già fatto altre volte, ma sicuramente Isla ha nel suo Dna il 3-5-2, più dello svizzero.

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Passeremo a illustrare poi anche il 4-3-3, l’altro assetto che ha dato tante soddisfazioni alla  Juventus.

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Su Pazzini, Krasic e gli attaccanti bianconeri

E’ il tema caldo in casa Juve. Forse più nei forum, nei blog e sui social media: un top player o due buonissimi giocatori?

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Qualche giorno fa abbiamo proposto la coppia Destro-Jovetic: giovani, grande promessa il primo, grande realtà ormai il secondo. Più accessibili di un top player, visto che insieme guadagno pure meno del giocatore di grande rango. Marotta sta lavorando sotto traccia, crediamo, a un grande nome. Ma tale ipotesi è al vaglio dei dirigenti bianconeri. Una sorta di piano B, come lo fu la scorsa estate che ha comunque prodotto l’arrivo di Vucinic.

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E di ieri sera l’annuncio, nonostante la stramba smentita di Moratti, che Pazzini è sul mercato. La valutazione pagata un anno e mezzo fa è di fatto dimezzata. Oggi il Pazzo non può valere più di 6/8 milioni di euro. Qualche fonte vicina alle milanesi ha addirittura parlato di uno scambio con la Juve che prevede l’inserimento del cartellino di Krasic. La voglia di rifilare un pacco ai nerazzurri è forte, ma crediamo fermamente che Marotta debba cederlo solo all’estero, e per denaro contante (al più inserito in qualche proficuo scambio). Mentre Pazzini alla Juve scalzerebbe uno tipo Matri: come quarto attaccante potrebbe andare, ma Conte preferirebbe il ritorno di Borriello. Il giocatore non rimarrà alla Roma e la società giallorossa non potrà certo chiedere più di 3/4 milioni di euro. A Torino sono convinti che Marotta stia attendendo l’ultimo giorno utile per strapparlo a una cifra veramente ridicola. Conte è convinto di poterlo plasmare e usare al meglio.

La deduzione di questo ragionamento, al netto dei nomi citati, è che Quagliarella e Matri non sono assolutamente certi della permanenza in bianconero. Conte ha già Vucinic e Giovinco e sta cercando una grande prima punta. Su Destro si continuerà a trattare: a 21 anni conviene mantenere vivo il canale con Siena e Genoa. Piuttosto non si registrano passi ufficiali verso Jovetic: con lui Conte riproporrebbe uno schema molto simile al Barca. Attacco leggero, tutto tecnica e velocità. Da non disdegnare.

A questo punto l’attacco potrebbe essere completato da due ottimi giocatori. Per caratteristiche tecniche uno potrebbe essere proprio Quagliarella (che piace a Conte più di Matri), l’altro… Borriello o Destro. In generale il conteggio dovrebbe essere di 3 punte molto tecniche e di 2 punte pesanti.

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La supermoviola faziosa della 28esima giornata di campionato

Quando l’arbitro non incide la Juve vince. Stravince grazie alle immense qualità di questa squadra. E continuiamo perciò la mostra analisi della supermoviola. Val la pena rispondere a tono alla faziosità e allo sporco lavoro dei media.

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Fiorentina-Juventus. Giusto il rosso a Cerci. L’esterno rifila un calcetto a De Ceglie a palla lontana. Non si nota il famoso schiaffo di De Ceglie. Che poi… va bene Montero, ma attribuire a Paolino De Ceglie uno schiaffo… suvvia!

Da valutare Matri nel terzo gol bianconero. Di fatto lo scattino verso la palla lo si può considerare come la volontà di prendere parte attiva nell’azione, dunque posizione di fuorigioco. Gol da annullare. 2-0 per la Juve, guarda caso il favore arriva quando non serve. Clamoroso poi un fatto: non ci sono rigori non dati.

Stupida l’ammonizione di Lichtsteiner. Salterà i prescritti.

Parma-Milan. Cominciamo dal solito rigore. A destare scalpore è la grande nonchalance con la quale si assegnano i rigori ai rossoneri. Lo stesso episodio a loro favore non vale per gli altri. Il rigore dopo pochiminuti ci può stare, come potrebbe non starci. Nel dubbio… Banti fischia e la partita finisce. Finisce perchè Giovinco viene fermato scientificamente tre volte lanciato a rete: due volte in modo totalmente errato, una é da verificare.

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Il Milan chiede un secondo rigore, ma il tocco su Ibra che cade come abbattuto da un caccia è molto lieve. Troppo accentuato il volo del gigante. Soliti gialli abbonati ai centrocampisti rossoneri.

Inter-Atalanta. Quello non fischiato a Matri compensa quello fischiato a Pazzini. Ci risiamo: il regolamento non vale per tutti. Addirittura non vale nella stessa partita perchè il rigore su Gabbiadini è solare, scandaloso. Giornali e TV hanno nascosto il fatto. Con il prezzo della benzina alle stelle, meglio offrire un servizio utile al patron dell’Atalanta-di-Milano.

Scandalo a San Siro

Il rigore solare di San Siro: così Lucio su Gabbiadini.

La curiosità: sul rigore per i bergamaschi ci starebbe il rosso a Lucio, oppure il secondo giallo. Domenica invece potrà menare liberamente gli attaccanti di Conte.

Udinese-Napoli. Con la Champions sfumata, ma loro sono contenti, ecco confermato un sospetto che aleggiava già da qualche giornata. Il Palazzo punta sul Napoli al terzo posto. Difficile spiegare in altro modo la direzione di gara. Certo Guidolin dovrà imparare a gestire i cambi. Come contro il Milan toglie Di Natale con la partita in totale controllo eppoi la perde. Il 2-2 finale è di fatto una sconfitta alla luce del posizionamento finale.

Mazzarri e De Lamentis non si sono però lamentati. L’arbitro è stato jellato… mannaggia!

Evviva il nuovo calcio pulito.

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Non parliamo di moviola… e ti credo!

Oggi la Cazzetta Rosa e già ieri in TV è stato lanciato un invito: “parliamo di calcio giocato, basta polemiche”. Tutto corretto se non fosse che questo invito deve nascondere l’ennesima giornata a favore per le milanesi.

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Toni distesi, la Cazzetta rinuncia alla moviola per il Milan, mentre si dimentica un paio di cosette per l’Atalanta di Milano, quando per 5 giorni ci hanno massacrato i genitali con il mani di Pirlo.

Inoltre hanno ancora massacrato sul possibile rigore di Denis, che rigore non è, dimenticandosi un dettaglio: il fuorigioco di Denis nella stessa azione. Dimenticando pure il non fuorigioco di Matri, ma sono dettagli. Guarda caso tutti a favore nostro.

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E poi ci sono i dettagli dimenticati.

Il mani di Nocerino che trae enorme vantaggio (il Milan segna!), ma non è stato visto e se l’arbitro ha visto probabilmente non funzionava il fischietto; il fuorigioco di Pazzini non segnalato e il non fuorigioco di Klose segnalato; l’assenza di moviola sul gol di Robinho; il gentiluomo Lucio. Troppe coincidenze per non pensare a una regia.

Anche perché sui giornali non si dà spazio allo sfogo di Reja, né a quello di Tesser. Si sono dimenticati di stampare il tutto?

Ma tant’é: questa settimana non si parla di moviola. D’accordo, parliamo di calcio giocato. Perché allora, ancora una volta, al fogliaccio rosa preme sentenziare che la squadra più forte è il Milan? Non che mi interessi lo stupido gioco dei bambini “io sono più forte di te”, ma esiste una classifica, esiste un punteggio e una dignità. Ah ecco: ecco cosa manca in questo paese. Buon girone di ritorno a tutti i tifosi, noi ci siamo leggermente avvantaggiati, chiediamo scusa!

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La realtà distorta di Claudio Ranieri: due tiri in porta per la Juve, l’Inter ha fatto la partita!

Ci deve essere come un virus a Milano. Di quelli che attaccano le sinapsi. E forse anche l’apparato visivo di chi va in panchina con la giacca nerazzurra. E qui chiediamo subito scusa ai tecnici dell’Atalanta: purtroppo i colori sociali sono gli stessi, ma conosciamo bene la vostra storia e non ci permetteremmo mai un paragone così scomodo.

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Dicevo ci deve essere un virus.

Al termine di Prescritti-Juventus, terminata 2-1, il tecnico Ranieri si presenta davanti ai microfoni. Deve aver avuto un forte colpo alla testa perché delle due l’una: o crede ancora di essere il tecnico della Juve o, appunto, deve aver subito un forte trauma tale da non mettere un filtro fra cervello e bocca. Cervello e bocca devono essere slegati, e ci dispiace perché… la salute prima di tutto.

Le dichiarazioni che rilascia agli amici (leggi giornalisti al seguito di Moratti) sono da codice penale: falsa testimonianza. Si va in galera, ma tranquilli: questo agli interisti non può capitare, c’è sempre la prescrizione e ci sono gli uomini giusti nelle istituzioni giuste!

Quali sono queste dichiarazioni? La prima è la seguente:

Sono soddisfatto della prestazione, affrontavamo la squadra più forte del campionato. La squadra mi è piaciuta, abbiamo fatto la gara.

Ranieri è soddisfatto. A questo punto mi sfugge una cosa: quando non sarà soddisfatto… beh, non infieriamo. Evidentemente comunque due cose sensate non riesce a metterle insieme. Buona la prima: affrontavamo la squadra più forte del campionato (diretta conseguenza del suo licenziamento che ha poi innescato il licenziamento di Cobolli, Blanc e Secco). Male la seconda: abbiamo fatto la gara. Già, ma quale gara? Quella di ieri sera no di certo. Non c’è un numero, un solo maledetto numero che possa confermare questa ipotesi. Non ci sono nemmeno le immagini perché è difficile mettere insieme due fotogrammi che mostrino, anche solo per due istanti consecutivi, un fantomatico predominio nerazzurro. La stronzata non è stata nemmeno raccolta dalla Cazzetta-Rosa: troppo evidente la differenza in campo, troppo rischioso per costringere la Neuro a intervenire.

La seconda è demenziale, fuori moda proprio in questa settimana:

Ci dovremmo allenare, ma purtroppo con 3 partite a settimana questo è impossibile.

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Mi piacerebbe dare una notizia a Milano: martedì sera la Juventus è scesa in campo a Torino contro la Fiorentina. Mentre sabato era scesa in campo ancora a Torino. 3 partite anche per la Juve.

La terza è ancora più spettacolare, perché lì a Milano la farsa non conosce pause:

Hanno segnato in contropiede.

Questa è una mancanza tecnica, proprio di conoscenza. Oltre mezz’oretta di possesso palla non è proprio quello che si definisce “giocare in contropiede”. Che poi sia contropiede quello che messo in moto poco prima del primo gol è solo un dettaglio. Perché poi i cronisti hanno raccontato un’altra partita rispetto a quella sognata da Ranieri. Sveglia! Inter-Juve è già stata giocata ed è andata in un modo inconfutabile. Qui nemmeno Auricchio riuscirebbe a ribaltare la realtà, figuriamoci Narducci. Piaccia o non piaccia la Juve ha distrutto l’Inter nel gioco: il risultato è una semplice conseguenza, ed è anche un risultato molto buono per i nerazzurri che hanno limitato i guai.

La cosa più sorprendente è che perfino un bravo ragazzo come Pazzini si sia lasciato involgarire da questo strano clima:

Siamo stati sfortunati negli episodi.

Mah, gli episodi. Anche ieri sera si parla di episodi? Rileggendo le formazioni credo di non aver visto Iuliano, o sbaglio? Il piacchiatore Stankovic entrato per provocare l’ha svignata in almeno due episodi (in particolare l’entrataccia da dietro e a palla lontana su Vidal). Lucio ha potuto picchiare tranquillamente da dietro. Snejder si è esibito in schizzofreniche proteste. Ho visto Maicon piangere e buttarsi a terra dandosi pugni in testa per un fallo tattico fischiato e non giustamente punito col giallo.

Ah, l’episodio sì: il fallo di mani di Pepe non punito col giallo da Rizzoli? Azz… qui rischiamo la B. Qui si rischia la retrocessione.

Oppure Pazzini si è rincoglionito e reputo non da rigore e conseguente rosso Castellazzi-Karate Kid su Marchisio? Lì sono proprio stati sfortunati, perché magari in 10 Ranieri poteva riequilibrare un attimino la situazione difensiva… si sa, pochi siamo meglio stiamo.

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Il valore degli uomini: gente che va in Nazionale, gente che salta la Nazionale

Ho nelle orecchie le parole di Alex Del Piero:

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La Juve è la Juve, ma la Nazionale ha un fascino particolare. Alla maglia azzurra non si può rinunciare e non avrebbe senso non rispondere alle chiamate.

Chissà se è questo il pensiero di tanti ragazzi, oggi professionisti del pallone.

Di certo questo pensiero è condiviso da Claudio Marchisio, uno che con l’orgoglio, la passione e il lavoro si è costruito un presente mai troppo esaltato. Si fosse chiamato Marchisinho…

Certo è un pensiero che si fa fatica a legarlo con altri personaggi.

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Ok, non ci girerò intorno ancora per molto. La domanda è la seguente: alcune società possono contare su rientri importanti già questo lunedì, la Juve dovrà accontentarsi dello squalificato Vucinic e di Vidal. Tutti gli altri rimarranno nelle proprie Nazionali, con alta percentuale azzurra.

Compreso Marchisio che venerdì sera ha fatto venire il coccolone a 16 milioni di tifosi bianconeri. Infortunio sfiorato, caviglia gonfia. Eppure Marchisio si è già allenato e addirittura qualcuno lo mette in formazione per la sfida di martedì sera.

Fossi la Juve chiederei un parere allo staff medico dell’Italia per verificare la bontà delle condizioni di Marchisio. Non vorrei rischiarlo, né io, né chi tifa Juve, non dovrebbe voler rischiarlo nemmeno chi tiene alla Nazionale. Questo ragazzo serve tanto alla maglia azzurra, oltre a quella bianconera.

Poi apri il giornale, alcuni siti, e noti con dispiacere che gente che ha rinunciato alla Nazionale presentando “prognosi riservata” col benestare del proprio club… è convocabile e sarà in campo sabato sera, per esempio. Anzi sabato pomeriggio. Alquanto strano, fra l’altro, anche un caso che si ripete (Vieri docet).

Così Prandelli schiererà con tutta probabilità Osvaldo, anziché Pazzini. E in difesa Barzagli e Bonucci faranno gli straordinari perché Ranocchia, per esempio, aveva subito un gravissimo infortunio che gli ha fatto saltare la doppia sfida azzurra.

Si chiederebbe Sciascia: siamo uomini o… ominicchi?

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Rassegna(ta) stampa sportiva del 13 maggio 2011

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Continua la saga:

  • Juventus, Buffon: “Continuare insieme” – a fare queste figuracce? Contento lui!
  • Juventus: i soldi ci sono – sono le idee che mancano!
  • Di Marzio: “Moratti pazzo di Hazard” – il titolo corretto sarebbe “Moratti pazzo!” punto e basta!
  • Inter, Pazzini sicuro: “Coppa Italia a tutti i costi” – Moratti sta già trattando appunto sul prezzo!
  • Mondiali di calcio, gli interessati respingono accuse di corruzione – mentre cercano di capire come funziona un pozzo di petrolio!
  • L’Arsenal riapre a Nasri – l’avevano lasciato fuori di casa?
  • Poggibonsi, Soda non sarà riconfermato – questa sì che è una notiziona?!?
  • Buffon: «L’anno prossimo sarò ancora alla Juventus» – così partiamo malissimo!
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