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Tag: pechino

Conte e la Juve multati per dichiarazioni lesive

Si è conclusa la vicenda del deferimento di Conte da parte di Palazzi per le presunti frasi irriguardose nella memorabile conferenza stampa tenuta dal tecnico bianconero dopo la sentenza di secondo grado dello scorso agosto.

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I legali di Conte e della Juve si sono accordati con la Procura Federale della Figc e così la Commissione Disciplinare ha inflitto al mister bianconero 25 mila euro di multa, stessa cifra anche alla società per responsabilità oggettiva.

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Anche De Laurentis e il Napoli sono stati condannati a pagare 25 mila euro per la pagliacciata della premiazione disertata a Pechino in Supercoppa. Il presidente del Napoli dovrà anche pagare 12 mila euro per i più recenti insulti rivolti ai dei giornalisti a Milano durante una riunione in Lega Calcio.

Qualcuno temeva che la Commissione Disciplinare avrebbe potuto aggiungere una o due giornate di squalifica a Conte traendo come pretesto le “dichiarazioni lesive” ma a questo punto manca davvero un mese al meritato ritorno in panchina del mister.
Di farse ne abbiamo già viste abbastanza ultimamente, non sentivamo proprio il bisogno di aggiungerne un’altra alla lista.

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Pulcinella alla riscossa: da Pechino con furore

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Aurelio colpisce ancora. Il presidente del Napoli, orgoglioso produttore cinematografico, potrebbe utilizzare questo titolo per girare un film sulle sue proprie gesta. Nell’arco di soli due giorni, infatti, De Laurentiis è stato capace di stupire ancora la platea calcistica italiana. Giovedì sera, dopo la stesura del calendario di Serie A, ha detto che l’ultima giornata, in cui il Napoli dovrà giocare in trasferta contro la Roma, è stata pensata (e non sorteggiata) per favorire la Juventus e il Milan. Questo sfogo, forse dettato dalla voglia di lasciare nuovamente il segno dopo la fuga in motorino dell’anno scorso, però, è niente se paragonato a ciò che è successo nella serata di ieri.

Dopo mesi passati a dire che la Cina rappresenta la nuova frontiera da conquistare e che l’opportunità di giocare a Pechino è troppo ghiotta per lasciarsela scappare, il presidente partenopeo ha operato un improvviso quanto inaspettato dietrofront: il Napoli non vuole più andare a Pechino. In preda ad una rabbia irrefrenabile, De Laurentiis ha sbottato: “Perché affrontare un viaggio in Oriente nel pieno della preparazione?”, “Mi spiegate a cosa serve andare in Cina a pochi giorni dall’inizio del campionato?”, “E cosa rappresenta questa Supercoppa?”, “Mi dite a quanto ammonta la penale da pagare se salta la partita?”. Alt! Ma siamo sicuri che si tratti dello stesso De Laurentiis che, meno di una settimana fa, si è fatto intervistare da Sky Sport 24 con l’immagine di un dragone cinese ricamata sul giubbotto e stampata su di un pannello alle sue spalle? Lo stesso De Laurentiis che ha detto di augurarsi che i suoi nipoti imparino il cinese come prima lingua? Ma, soprattutto, lo stesso De Laurentiis che ha costretto la Juventus a disdire la tournée in America per potersi presentare alla sfida dell’11 agosto contro il Napoli? Aurelio adesso vorrebbe giocare in Italia e ha proposto di disputare due sfide, una di andata ed una di ritorno, il 4 e il 12 agosto. Noi non sappiamo a cosa sia dovuto questo repentino cambiamento, però ci azzardiamo a fare due ipotesi, una di carattere tecnico e l’altra di carattere ambientale.

Ipotesi 1 – De Laurentiis ha parlato con Mazzarri, il quale gli ha esposto tutte le controindicazioni legate ad una trasferta così impegnativa nel bel mezzo della preparazione estiva e a pochi giorni dall’inizio del campionato.

Ipotesi 2 – De Laurentiis ha ceduto alla pressione dei tifosi più caldi, che non hanno mai nascosto il loro malcontento di fronte alla soluzione cinese, e adesso vuole riabilitarsi ai loro occhi, tentando nuovamente di passare dalla parte della vittima del sistema.

Non potendo conoscere i meccanismi alla base di questa ennesima sceneggiata, noi ci auguriamo che la seconda ipotesi non sia quella giusta, altrimenti saremmo di fronte all’ennesimo esempio di sudditanza nei confronti degli ultras. Ciò che più ci interessa, comunque, è che stavolta la Juventus faccia la voce grossa e non ceda di nuovo alla volontà di questo arteriosclerotico personaggio. Ha voluto la Cina? Bene, adesso inforchi il risciò e pedali.

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