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Tag: pellé

Quando arrivavamo settimi c’era tanto silenzio intorno a noi

Soltanto da febbraio 2012 la stampa è tornata ferocemente a straparlare di Juve. Curioso, no?!? Quando si arrivava settimi certi scoop non uscivano, certe sparate non si facevano. Tutto molto calmo e tranquillo. Da febbraio 2012, cioè da quando si è capito che la Juve di Conte era qualcosa di più che una lieta sorpresa, la musica è cambiata.

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E più che musica oggi si può parlare di frastuono pazzesco, vigliacco e assurdo. Un turbinio di false notizie, di campagne stampa assassine. Ci chiediamo il motivo di tutto ciò. Perché è naturale, logico quasi, pensare che dietro a queste campagne di stampa ci sia una mano, una mano fraudolenta che pianifichi tutto con grande attenzione.

Da Bravo a Pellé, passando per alcuni presidenti. Emblematico il caso Carobbio: il nome di Conte, mai fatto nei mesi precedenti, improvvisamente diventa un’ossessione per il caro Pippo. E solo il 25 febbraio 2012, cioè da quella data in poi. La coincidenza del gol di Muntari è purtroppo matematica.

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E tutto sembra troppo simile a ben altre campagne stampa contro altri personaggi. In un altro settore, quale la politica, che in realtà è assolutamente identico all’attuale sistema calcio italiano. Sono perfino identici i protagonisti. E questo fa paura, oltre a far aumentare il tasso di verificabilità della precedente ipotesi.

Juve che vince deve essere massacrata, se non altro per aumentare la tiratura dei giornali e far parlare al bar i pazzoidi italici. Juve che vince deve essere massacrata, altrimenti certi concorrenti come potrebbero giustificare gli errori commessi?

Resta una brutta notizia da dare: la Juve settima, quest’anno, non ci arriverà. Quindi… continuate a starnazzare nei vostri giornali. Fino a che Calciopoli non ci separi! 

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Pulvirenti, Pellé, Fiocchetti: i nuovi inventori

Cellino è in galera, si dice ci sia posto nella sua cella. E certo di gente capace e meritevole di finirci non ne manca nel nostro bel paese. Gente che può permettersi la qualsiasi. Dalla truffa alla diffamazione, dalla dichiarazione falsa a alla falsa dichiarazione.

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In questa settimana altri attori si sono giunti alla scena del “tutto si può dire”.

Pulvirenti, quello di Catania, quello che contro Milan e Inter e Napoli non ha mai alzato la voce per obbedienza fedele, ma che contro la Juve ha sparato le peggio porcate, ha dichiarato che “con la Juve nessuna pace: non abbiamo mai litigato”. Mah, sarà vero, in attesa che qualcuno dalla Società o della Società (sarebbe preferibile questa seconda ipotesi) replichi dovremmo credergli. Nessuna lite, solo sparate che sono servite comunque alla stampa per montare il solito caso contro la Juve.

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E visto che nessuno se lo filava da un po’ di anni, Graziano Pellé, ha deciso di farsi un po’ di pubblicità, ben consigliato dal suo entourage probabilmente. In Italia o prometti di togliere l’Imu o spari contro la Juve: ecco le due facili soluzioni per finire sui giornali e in TV. E poiché siamo nel paese dove “tutto è possibile, ma niente deve essere verificato” le dichiarazioni di Pellé vengono raccolte a mo’ di inventario, presentate come verità bibliche e lasciate cadere così. Così che il pubblico le digerisca, le assimili e le prenda a riferimento di verità. Poi Pellé smentisce la dichiarazione, perfino l’intervista.

Il problema perciò ora si dovrebbe spostare su due semplici questioni: chi ha fatto l’intervista? E chi ha pubblicato il tutto? Perché delle due l’una: o Pellé ha detto quelle cose e allora dovrebbe risponderne a livello penale, o qualche giornalista ha provato a lavorare di fantasia e allora Pellé dovrebbe farne il nome e il giornalista risponderne in qualche modo.

Ma siamo in Italia, e allora un plauso a chi getta ancora fango sulla Juve. Meglio così, l’attenzione e la tensione aumentano.

Finendo col mitico Fiocchetti. Negli scorsi giorni ci sono arrivate mail chiedendo fotografie di Fiocchetti: non lo conosceva nessuno, ora invece è un idolo. Un consiglio, visto che col giornalismo fa un po’ di fatica visto che confonde le “fonti” con le “cazzate”: prometta un abbassamento di IRPEF o un innalzamento di un paio di punti di PIL e si candidi. A destra c’è posto, così come a sinistra lo accoglierebbero a braccia aperte. Lo stipendio è di certo migliore di quello percepito alla RAI.

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