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Tag: penta

Nicola Penta è ora il ricercato numero uno

Nicola Penta è un consulente. Nicola Penta è oggi il nemico numero uno di Moratti & Co. ed è il peggior nemico dell’(In)Giustizia Italiana. Nicola Penta è oggi ricercato per eccesso di controindagine. Nicola Penta è oggi uno dei personaggi più scomodi per l’italia-antibianconera. Nicola Penta è oggi uno degli eroi per Pieri e Gabriele.

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Ho letto le dichiarazioni degli arbitri assolti e come essere umano sento un profondo senso di tristezza e di angoscia. A leggere le parole, sentirle con le voci rotte dall’emozione e dalla rabbia, mi salta in mente una domanda: ok attaccare Moggi, ok attaccare la Juve, ma prendersi gioco delle vite di esseri umani che nulla c’entravano in questa vicenda è una barbarie degna dei peggio terroristi che l’umanità ha conosciuto. Scherzare con la vita delle persone non può avere nessun tipo di giustificazione, soprattutto su queste basi davvero insulse.

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Perché insulse sono le attività di magistrati come Narducci, di carabinieri come Auricchio, per non parlare della Telecom di Tronchetti e del CdA di Moratti. Quanto tempo ancora dovrà passare per certificare la farsa? Che tipo di Giustizia è stata? Che tipo di Giustizia è quella in cui si preferisce la via della menzogna e della truffa rispetto alla verità?

Procuratore Generale, Magistrato, Carabiniere: sembra una barzelletta tutta italiana, con un Presidente e un Amministratore Delegato “pelato e grassottello” in più. Il problema è che non fa ridere.

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Riflessioni su mercato, Totti e Processo di Napoli

Sono giorni interessanti, come del resto tutti quelli successivi alla prima giornata di campionato. Regna un equilibrio incredibile e sorprendente, a tratti anche logico perché sono sparite le corazzate di un tempo. C’è sempre meno differenza fra le grandi di nome e le grandi de facto. In realtà, e l’Europa pare confermare questa tesi, non ci sono più grandi squadre, solo ottime formazioni. E di questo il campionato ne beneficia in termini di spettacolo e buone partite. Classifica corta, ribaltoni, colpi di scena. Molti anni fa si assisteva a una Juve in fuga e difficilmente battibile (quella di Capello, tanto per intenderci), e ancora molti anni addietro c’era un Milan spacca-campionato (sempre quello di Capello, tanto per essere chiari). Poi ci fu la Roma di Capello (ancora lui?) ad ammazzare il campionato (e non tiriamo in ballo norme su extracomunitari cambiate in corsa) e un anno prima fu il turno della Lazio di Nedved e Nesta. Storia a parte, oggi si assiste ad un campionato di buon livello ed equilibrato: può accadere di tutto e questo aumenta lo spettacolo.

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Sono giorni interessanti per il mondo bianconero perché, fuori dalle vittorie, la rosa è decimata da infortuni stavolta di natura traumatica: detto in altro modo, non c’entra nulla la preparazione. Ancora tanta sfiga, speriamo comunque di preservare i veri fenomeni a disposizione di Del Neri (che si rompa Amauri e non Del Piero, Martinez e non Krasic, Sissoko e non Aquilani). Pensiero deciso, netto, cattivo, ma certo ampiamente condivisibile, posto che qualcuno prima o poi doveva (dovrà) rompersi. Si tornerà così sul mercato. L’Europe League, salvo improponibili sorprese, massacrerà la rosa con viaggi e partite extra. Servono rinforzi e la mancanza di Aquilani e Quagliarella si fa sentire. Servono rinforzi non solo per la Coppa, evidentemente. Bisogna puntellare le fasce con terzini (un sinistro, in attesa di Traoré, e un destro, in attesa di Grygera e del miglior Motta) ed esterni alti (Lanzafame starà fuori ancora un po’, Martinez ne avrà per due mesi). Soprattutto, c’è bisogno di una punta pesante, un bomber vero. Finora ci siamo appoggiati sui gol/prestazioni di Quaglia e Del Piero che non potranno reggere per un anno intero. Occorre un attaccante di quelli che piacciono a Del Neri: alto, forte, tecnico e che la butta dentro domenica dopo domenica. Amauri, sotto esame, sta fallendo, avendo retto solo per le prime tre partite di Europe League. Iaquinta sta più fuori che dentro. Ripeto: questa Juve non può permettersi di aspettare nessuno!!!

E via con i nomi, allora. In attesa del sogno Dzeko (a giugno?), a gennaio non ci sono molti fenomeni in vendita. Torres è non-comprabile (visto il prezzo), Benzema non si dovrebbe muovere, Gilardino non è prendibile (difficile che una Fiorentina in crisi rinunci al suo bomber). Gli altri nomi non mi entusiasmano, compreso il 31enne Forlan sul cui valore tecnico non si discute, ma sull’età sì. Ed è una incognita Maxi Lopez: reggerà l’urto Juve? Per la difesa si pensa a dei jolly: Zaccardo (può giocare centrale o esterno) e Bovo (più giovane di Legrottaglie, ma credo che il valore tecnico sia uguale), Johnson (del Liverpool) e chissà chi. Certo quel Cassani, lanciato proprio dalla Juve, farebbe molto comodo sulla destra.

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Caso Totti. Questo numero 10, uno dei più espulsi della storia, gode di un Lodo Alfano tutto particolare. Le cazzate vengono ridimensionate, la normalità viene elevata a magnificenza. Strano, molto strano. Si parla di dare l’esempio e questo ragazzone che ha confuso il teatro col campo da gioco (ultimamente, cioè negli ultimi anni, è più bravo come attore che come calciatore) dà prova di un equilibrio mentale che salta troppo spesso. Dal calcione a Balotelli allo sputo a Poulsen in mondovisione, dai cartellini rossi all’ultima espulsione contro il Lecce, con 5 uomini che lo tengono nei pressi del sottopassaggio perché il pupone voleva spaccare la faccia all’arbitro, a Il Pollo e a uno spettatore reo di aver sottoscritto un abbonamento con TIM. Scene da manicomio, coperte da un rosso che ancora oggi non ha giustificazione, ma nemmeno confutazione. Già perché le immagini non ci sono e l’audio non c’è. La provocazione è stata chiara ed evidente, la reazione scomposta e meritevole del rosso. Non prendiamoci in giro. Perfino ai ragazzini in trasferta viene ricordato di prendere le botte e non reagire, perfino in terza categoria, perfino al campetto della parrocchia. Figuriamoci in Serie A. E’ cascato nel trucco maledetto proprio dei sudamericani e ha beccato il rosso. Perché probabilmente ha reagito peggio di quello che l’unica immagine televisiva mostra (su 32 telecamere nessuna ha ripreso per intero la scena?) e ha detto cose che forse leggeremo sul referto dell’arbitro. Si è usato il razzismo per Krasic, si usa un altro metodo con Totti? Io non ci sto. E mi pare assurdo mettere in piazza una difesa per un episodio indifendibile. Del resto siamo stati chiari pure noi bianconeri: ok la simulazione, no all’uso monodirezionale della squalifica.

Nicola Penta ha dichiarato:

Entro qualche giorno la situazione sportiva relativa al titolo del 2006 sarà chiarita. Moratti al processo? Perdere altro tempo con certi personaggi non ha più senso perché le cose che si dovevano spiegare sono state spiegate e le cose che si dovevano capire sono state capite.

Per niente d’accordo. Per niente d’accordo. Va bene la restituzione, legittima e naturale, degli scudetti meritatamente vinti sul campo (parole di Saverio Zanetti sull’house organ La7), ma io Moratti e Tronchetti Provera li voglio in aula a testimoniare. Li voglio davanti al Giudice Teresa Casoria. Li voglio a parlare di fronte ai giornalisti e alle TV e alle radio. Rinunciare a questi personaggi vuol dire aver, sottobanco, concluso un accordo che sa di sporcizia.

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