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Tag: pepe (pagina 1 di 14)

Parma – Juventus 0 – 1 / Morata risolve il problema

E alla fine venne il gol di Morata. Come un colpo di spugna su un tavolo pieno di molliche: fastidioso. Fastidioso come un buonissimo Parma. Fastidioso come una Juve molle e per nulla concentrata.

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E’ a metà fra “l’abbiamo scampata” e “abbiamo sciupato fin troppo tempo per portarla a casa” il giudizio di una partita comunque noiosa, e per nulla spettacolare. Cosa è stata Parma – Juventus?

La nota lieta è Pepe: agonismo, corsa. Non è quello del primo anno di Conte, ma che già stia tornando a giocare con regolarità sembra quasi un miracolo. Potrà sicuramente darci una mano da qui a fine anno.

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La seconda nota lieta è certamente quella che riguarda Morata. Il talento spagnolo, finora mai compiutamente espresso, pare liberarsi da ansie quando entra a gara in corso, come a dare ragione ad Allegri quando dice “Alvaro è giovane, non ha mai giocato da titolare, quindi serve tempo”. Abbiamo tempo, abbiamo fiducia.

La cosa che invece preoccupa è Llorente: passi per l’ultimo pallone servito, fra l’altro decisivo, sul resto non ci siamo. Lento e pesante, molto poco efficace. Senza Tevez, la Juve perde tantissimo in fase offensiva e l’argentino non è eterno.

O, più semplicemente, era Coppa Italia.

Domenica pomeriggio lo scopriremo.

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Juventus – Chievo Verona / Battere il ferro finché è caldo

Alle 15 il Chievo. Poi ci sarà da attendere i 90 minuti dell’avversaria di turno, nel tentativo di capire se bisogna già mangiarsi le mani per i troppi punti sprecati fin qui in campionato (leggi Sassuolo, Sampdoria, Inter, fra i match buttati via).

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Per Juventus – Chievo Verona, Allegri rinuncia a Pirlo (influenzato), ma ritrova il guerriero Vidal che nel 2015 sembra di una spanna superiore al Vidal della prima parte di stagione. Sarà ancora Marchisio regista, in quello che probabilmente potrà essere il suo ruolo futuro, con la fascia di capitano al braccio quando SuperGigi smetterà con la Juve.

L’assenza di Pirlo apre le porte a Pereyra: titolare, nella posizione dove può più dare fastidio agli avversari e cioè la trequarti. Dovrà sfruttare le sue armi: uno-contro-uno e accelerazioni verticali improvvise. Allegri vuole 7 gol. Come a dire: colmatemi le lacune dell’attacco.

Già, quel reparto dove sulla carta i problemi non esistono, o non dovrebbero esistere. Discorso a parte merita Tevez (sono 32 i gol in 52 match con la Juve: raggiunto David Trezeguet), mentre Llorente e Morata sono due interrogati speciali.

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Uno, Llorente, deve tornare a segnare, oltre che faticare per la squadra. L’altro, Morata, deve decidere cosa fare da grande: il campione, e ne ha tutte le possibilità, o l’eterna promessa col rischio di andare a Toronto prima di compiere 30 anni?

Il pomeriggio di Juventus – Chievo Verona sarà speciale per Andrea Barzagli: la Nazionale lo ha più volte massacrato. Non tocca campo da luglio e finalmente torna in panchina. Ingresso graduale in rosa, lo sarà ancora di più l’ingresso in campo dove non si possono rischiare ricadute.

Finale dedicato a chi sulla destra sta scalpitando: quel Simone Pepe che da 2 anni coltiva sogni di vendetta nei confronti della mala sorte.

Avanti Juve. Avanti tutta.

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Juventus: la fame e la corsa delle seconde linee

Un risultato largo, netto. Contro il Verona in Coppa Italia la Juve deve però guardare alla prestazione complessiva, anche slegata dalla serata probabilmente disastrosa degli scaligeri. Due i fattori chiave: la fame di chi ha giocato poco, la corsa di chi aveva voglia di dimostrare di poter stare in questa Juve.

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E la mente corre a dei nomi precisi: le funamboliche accelerazioni di Giovinco, mai così cattivo come ieri in ottica di “tiro in porta per segnare”; il dinamismo ritrovato di Simone Pepe, e il Cielo sa quanto vogliamo bene a questo ragazzo; l’estrosità e le verticalizzazioni pungenti di Pereyra, uno che a centrocampo può risolverci parecchi problemi.

A rileggere perciò i commenti precedenti ai pareggi raccolti nell’ultimo mese, viene il sospetto di aver schierato chi a un certo punto era inconsciamente sazio, o svuotato di quel sano ardore della battaglia che è sempre più necessario. Tante volte, sopperisce anche al tasso tecnico, trasformando buoni giocatori in ottimi giocatori.

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Viene il sospetto, quindi, che a utilizzare meglio la panchina, motivandola, questa Juve poteva persino non attraversare quella che in molti hanno chiamato “crisetta”.

Così come è evidente il rischio di aver assistito a un fuoco di paglia. Il fatto è che Allegri reclama rinforzi, mentre la società non vuole spendere.

Si resta così, con un motivatore in più?

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Secondo Bargiggia Juve debole, secondo noi?

Deliri, ultimi rantoli di gufate, affannose parole per nascondere il deludente mercato bianconero: Pogba e Vidal sono rimasti, alcuni acquisti interessanti, mentre le concorrenti hanno acquistato ma anche ceduto pezzi importanti.

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Deliri, ultimi rantoli di gufate andati in fumo con l’ultimo giorno di calciomercato. Ma la Juve c’è.

C’è a tal punto che Arturo Vidal sembra perfettamente recuperato dall’infortunio primaverile. E Vidal in mezzo al campo vuol dire tanta roba, come testimonia anche la partita contro il Chievo. Con lui addirittura Pogba, apparso, se possibile, ancora più sicuro e forte rispetto allo scorso anno.

Mancherà Pirlo, per garantire un minimo di equilibrio in campionato già alla partenza, ma quel Marchisio è perfetto in quel ruolo. Aggiungiamo Pereyra e Romulo, validissime alternative, insieme a Evra e al recupero di Pepe. Forse è mancato un centrale difensivo, ma Ogbonna ha rifiutato tutto quello che è stato recapitato a Marotta.

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Coman e Morata da valutare, ma il francese è partito benissimo, mentre lo spagnolo è ormai quasi recuperato.

A tracciar una linea e dare una valutazione, su carta, del mercato bianconero non possiamo certo essere scontenti. Tutt’altro. Molti di noi erano preparati a scrivere dell’addio di questo o quel fenomeno. Sono rimasti tutti.

Di più non si poteva fare. 60/70 milioni per Falcao era impensabile. Così come gli oltre 80 per Di Maria. Per il tesoretto speso dal Real ha già portato a una clamorosa sconfitta in campionato, per di più in rimonta, con la lucida analisi di Cristiano Ronaldo contro il Presidente Perez.

Ora la palla passa a Max Allegri. Tocca a lui fare didattica, qualunque sia il ruolo, in base ai giocatori più in forma, a quelli che garantirebbero il massimo rendimento. Finora il gruppo si è espresso positivamente sul tecnico toscano.

Gli obiettivi? Campionato, andare più lontano possibile in Champions League e in Coppa Italia. E regalare altre delusioni ai Bargiggia di turno.

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Calciomercato chiuso, allora Antonio ci spieghi perché sei andato via?

Antonio ti scrivo col cuore. Non ho ancora smaltito quel comunicato. Non ho ancora ben compreso quel gesto, quella mossa. Più i giorni passavano, più mi interrogavo sui motivi dell’addio. Praticamente una vita con Conte. Tredici anni da calciatore, tre da allenatore. Fra i più amati in campo, fra i più amati in panchina.

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Sono juventino fino al midollo. Ci fosse l’Avvocato in vita, mi giocherei volentieri il titolo di più bianconero, se ce ne fosse la possibilità. E mi sembrava di aver capito che lo stesso amore lo provava Antonio Conte per la Juve. Troppo doloroso lo strappo. Inconcepibile. A meno che…

Prima o poi, per il rispetto che si deve ai tifosi, a chi ti ha donato così tanto amore, dovrai spiegare l’addio. Pur se dovrai dire qualcosa contro qualcuno. Ma l’addio va spiegato. Facciamo passare magari qualche altro mese, ma così non te la cavi. Pena, perdere la stima e l’affetto di chi ti ha amato, difeso, elogiato, premiato.

Vidal e Pogba in rosa: quindi?

Uno dei primi motivi che mi ha lasciato amareggiato del tuo addio è stato il pensiero di dover rinunciare, in estate, a Vidal o a Pogba o, addirittura, a entrambi. Un dramma. Una perdita tecnica incalcolabile. E allora ha ragione Conte, dicevamo al bar, se poi vendono Pogba o Vidal o entrambi.

Ma non è successo. Non solo. La sensazione è che la Juve abbia fatto scudo e abbia rinunciato a importanti opportunità per entrambi. Nel tentativo, oggi, di prolungare, di proteggere il proprio patrimonio tecnico.

Quindi?

Antonio che è successo? Vidal e Pogba sono lì. Marchisio e Pirlo sono lì. Il motore della Juve è ancora lì.

Rinforzi sulle fasce e recupero di Pepe

Come confermato da Evra, il francese l’hai indicato e voluto tu. A questo ci sommo il recupero di Pepe, più la permanenza di Lichtsteiner che sabato mi è sembrato perfettamente in forma e perfettamente sul pezzo (a scanso di “giocatori logori o da cambiare”).

Detto diversamente, con l’acquisto di Romulo in panchina, la squadra è stata migliorata. E può sopportare anche il cambio di modulo. Forse manca giusto un difensore, ma Ranocchia non lo cedevano dopo che tu hai suggerito la scelta di Ogbonna (costato 12 milioni di euro).

Certo mi sarebbe piaciuto Di Maria, ma non siamo così stupidi da non capire che le cifre per Falcao e Di Maria, per Rodriguez o per Sanchez, fra cartellini e soprattutto ingaggi, sono per noi insopportabili. Certo mi piacerebbe andare su Messi, trattare Cristiano Ronaldo, ma nella vita bianconera abbiamo sempre sopperito al calciomercato col DNA Juve. DNA che, mi pareva, scorreva nel tuo sangue.

Io pretendo. Poi però mi rifaccio alla logica e continuo a supportare la Juve perché così si fa.

Morata e Coman

Pare che con Conte in panchina, Simone Zaza sarebbe dovuto rientrare alla base. Pare che Morata l’hai suggerito tu ed è stato preso, convinto anche Max Allegri sulle qualità dello spagnolo.

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Pare che questo Coman, valutato da Allegri, sia un bel prospetto. Addirittura pure per il presente, tanto che il colpo last minute in attacco è stato giustamente ignorato.

Giovinco, che gode di tua immensa stima, è rimasta. Llorente e Tevez sono ancora lì. Quagliarella (con cui hai avuto un po’ di problemi) e Vucinic (che ha giocato 1 partita buona su 10) non più. A parer mio ci siamo rinforzati.

Certo mi sarebbe piaciuto Falcao. Certo mi sarebbe piaciuto Rooney.

Quel contratto Flash della Puma: trattativa pregressa?

E poi mi frulla in testa una strana idea. Per il bene della Juve, anche contro le resistenze di Marotta e Andrea Agnelli, non si comincia una stagione e la si molla dopo solo un giorno di ritiro. Sa di scelta già fatta. Sa di ripicca. Assomiglia a una coltellata per tutto quanto comporta sulla programmazione estiva. Sulla programmazione degli allenamenti. Della squadra che ami. Almeno così dici.

Hai detto che eri stanco. Senza motivazioni. Che è praticamente impossibile se alleni la Juve, da juventino.

La verità, che mi frulla in testa, dopo il contratto delicatissimo firmato da Puma (prima ancora che da Tavecchio e Conte), è che tutto era pronto da settimane. E non hai avuto il coraggio di dire che stavi giustamente pensando a un’altra panchina. Dico giustamente, ma basta parlar chiaro come hai più volte chiesto davanti il microfono.

Un contratto di quel genere, già solo per questioni legali, ha bisogno di essere ben studiato, ponderato, ben scritto. Possibile che in pochi giorni sia stato perfezionato? O c’era qualcosa in ballo? O l’ufficialità si è avuta solo dopo l’ufficialità di Tavecchio?

E ancora.

Che razza di sorriso è quello che hai quando sei accanto a Tavecchio, sponsorizzato da chi due anni fa quasi ti faceva fuori dal calcio. Così ipocriti, il primo De Laurentiis, a riconoscerti i meriti sulla panchina Juve, a trattarti da uomo prima ancora che professionista. Forse, un po’ ipocrita anche tu: prima chiedi vacanze, poi come se nulla fosse accaduto.

E adesso? Ti prendi una responsabilità enorme. Chiedi a Lippi.

Soprattutto, chiedi forse troppo a chi fra i bianconeri ti ha amato, ti ha difeso, ti ha elogiato, ti ha premiato. A oggi, per me la Nazionale è ancora qualcosa che ha poco senso. Per me esiste solo la Juve. Nella Juve non c’è più Conte.

Per me, storia bianconera degli ultimi tre anni archiviata, non c’è più Conte.

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Fra pochi giorni si parte: ecco la situazione in casa Juve

Ultimo fine settimana, poi ogni volta che la Juve scenderà in campo sarà ufficiale. Conterà per classifiche e passaggio di turni. Conterà per la storia.

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A oggi, con 10 giorni di calciomercato, fra cui l’ultima settimana scoppiettante e imprevedibile, la rosa in mano a Max Allegri sembra piuttosto completa. Rinforzata, soprattutto nelle alternative rispetto a un anno fa. Con la permanenza dei due big Vidal e Pogba, cosa che assomiglia a una sorta di doppio acquisto.

A voler provare a tirare una linea, facilmente si arriva a ipotesi di formazione incoraggianti. Una delle certezze è in realtà anche un dubbio: 3-5-2 di stampo conservativo o prevarranno le idee progressiste della difesa a 4 e di uno schieramento offensivo che prediliga alberi o diamanti?

Supponiamo di dare credito alle ultime uscite, e impostiamo allora quale potrebbe essere la prima formazione a scendere in campo contro il Chievo Verona.

In porta Buffon. In panchina Storari, a meno di clamorose svolte di mercato delle ultimissime ore, con la Juve che virerebbe su Sorrentino.

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Le assenze di Barzagli (infortunio) e Chiellini (che dovrà scontare ancora 2 giornate di campionato) costringono a scelte definitive: Lichtsteiner a destra, Evra a sinistra, in mezzo Caceres e Bonucci, con Ogbonna e Marrone a sorvegliare la panchina. In generale, l’affidabilità e la versatilità di Caceres garantiscono una batteria di difensori granitica, buoni per ogni tipo di soluzione tattica. Con Evra ottimo nelle vesti di fluidificante puro, in uno schieramento di tipo 3-5-2.

E adesso partono le fantasie tattiche. Allegri ne ha provati diversi di schemi. Nelle ultime uscite si è addirittura visto un 4-2-4 molto simile alla concezione di calcio di Antonio Conte, con Pirlo e Vidal (nel caso ideale) a fare da ragionatori e frangiflutti in mezzo, e una batteria di esterni a supportare i due centrali di attacco, per esempio Pepe, Tevez, Llorente, Marchisio. Resterebbe fuori Pogba e quindi scartiamo questa ipotesi.

Più probabile lo schema ad albero di natale o con un trequartista dietro le due punte. La certezza è l’uso della coppia Tevez-Llorente. A diamante, avremmo Vidal-Pirlo-Pogba con Marchisio (Pereyra in alternativa) dietro le due punte; ad albero avremmo Vidal-Pirlo-Pogba, con Tevez e Giovinco a supportare l’ariete Llorente. In ogni caso, centrocampisti e attaccanti permettono di tutto. Pure il 4-3-3, con Giovinco o Pepe, in attesa di Morata, nel ruolo di attaccante esterno.

Varianti tattiche interessanti, senza dimenticare Asamoah, Pepe e Romulo a garantire la giusta spinta sulle fasce laterali. Proprio gli esterni garantiranno ad Allegri il camaleontismo per mandare in campo i più in forma, o lo schema più adatto in relazione all’avversario da affrontare.

Pochi giorni ancora e queste ipotesi saranno una costante dei prepartita su questo blog.

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Cedere e cedere bene

Il mercato in entrata è da reputarsi più che soddisfacente. Al netto dei nomi e del campo, la squadra è stata rinforzata. Occhio però alle cessioni. I nomi in gioco sono importanti, le mosse sono importanti.

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Sembra definitivamente chiusa la telenovela Vidal. Resta alla Juve. Quasi come un acquisto. Di quelle pesanti, di quelle che danno energia all’intera stagione. Stesso discorso per Paul Pogba.

Importante invece la strategia in difesa. A quattro o a tre, il problema riguarda i centrali, dove Ogbonna non garantisce fiducia e qualità, a meno di una crescita sorprendente nell’anno che sta cominciando. Un’offerta è già stata rifiutata dal ragazzo. Ma la Juve non sembra aver mollato.

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Si parla anche di De Ceglie. Se Asamoah garantisce il giusto ricambio a Evra, sia a 4 sia a 3, senza dimenticare che Chiellini potrebbe ricoprire il ruolo di terzino sinistro, allora per De Ceglie si chiudono le porte del campo. Così si parla di Parma. Di prestito, più che di acquisoto a titolo definitivo.

Sempre con il Parma, voci delle ultime ore, si parla anche di Simone Pepe, e qui il discorso si fa piccante. L’esterno destro sembra recuperato. Pienamente recuperato. Così appare alquanto strano che si pensi a una sua cessione. Proprio dopo essersi privati di Isla, lasciando quindi quasi sguarnita la fascia destra, col solo Romulo nelle vesti di alternativa a Lichtsteiner.

Fra i giovani, Coman resta in squadra. Per giocare. Per giocarsi le proprie carte che fin qui sono positive. Ha sorpreso Allegri che ne ha parlato bene, ha sorpreso anche il gruppo, compresi i dirigenti che sperano in una crescita simile a quella di Pogba. Vedremo.

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Calciomercato: ecco il nuovo acquisto della Juve di Allegri

Entra e cambia il match. Con le accelerazioni, con l’assist, con il gol. Come ce lo ricordavamo. Esattamente con quel passo, con quelle idee, addirittura con più voglia. Simone Pepe è di nuovo un giocatore della Juve.

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Accostato al Sassuolo o al verona, Simone Pepe è a tutti gli effetti un nuovo giocatore della Juve. Due anni pesantissimi, di un calvario insopportabile per il jolly del primo anno di Conte. Attaccante esterno, centrocampista di destra, all’occorrenza pure terzino. Con una generosità impressionante e una qualità francamente inaspettata.

Ricordate la storia? Era la riserva di Krasic, tranne che Conte vide qualche lampo interessante e non tolse più Pepe. Diceva sempre l’allenatore bianconero che “il 4-3-3 lo posso fare solo con Pepe”. Poi però il bruttissimo infortunio e le ricadute. Due anni senza giocare. E adesso è tornato.

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Allegri si ritrova in rosa un giocatore eclettico, che a 31 anni ha così tanta voglia di rivalsa che privarsene sembra un delitto. Perfetto per fare l’attaccante esterno, perfetto nel ruolo di vice-Lichtsteiner nel 3-5-2, ancora prezioso in un 4-4-2. Dove lo metti sta.

Se torna quello del primo anno, la ricerca a destra è terminata e non serve un ulteriore investimento. Ecco la punta laterale, ecco il centrocampista esterno.

Senza dimenticare il lavoro nello spogliatoio, vista la simpatia contagiosa.

Col numero 7, di nuovo e finalmente in campo, Simone Pepe.

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Atalanta-Juventus 1-4 Buon Natale anche ai gufi

Un solo gravissimo difetto. Una pecca. Un’unica nota stonata in uno spartito quasi perfetto. Quel maledetto gol che ha interrotto il periodo di imbattibilità di Gigi Buffon. Giusto l’unico regalo a chi non può cullarsi di altro.

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Pogba si regala un gol di fronte a chi lo ha insultato. Chissà se gli ispettori avranno sentito stavolta? In ogni caso il ragazzo sta imponendosi come una delle pietre preziose in uno scrigno pieno di gioielli. Come quel Vidal che, anche col freno a mano tirato, riesce a fare la differenza. O come la caparbietà di Tevez nel voler firmare il gol. O come il pugno al cielo di Llorente, lo spagnolo etichettato come bidone un po’ troppo presto dalla critica felina e antijuventina.

Buon Natale dalla Juve, insomma. La Roma tiene il passo, ma le altre scricchiolano. Come il SuperNapoli di Benitez, la squadra più europea secondo molti. Ritmo infernale quello di Conte che dovrà tenere duro e non presentarsi più davanti ai microfoni. Fossi la Juve, fossi Andrea Agnelli, comincerei a vagliare serie reazioni ufficiali. Il silenzio, in questo Paese, fa più male di certe strane e volgari voci, specie quelle televisive, specie quelle scritte sui giornali.

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Buon Natale pure da Colantuono. Una grande Atalanta. Brava e, a tratti, bella la squadra bergamasca. Proprio questo dà il senso di prepotenza dei bianconeri. Tale prepotenza ha infastidito il pubblico, ma stavolta il carroarmato nerazzurro è stato polverizzato dalla corazzata di Conte.

Ora sarà tempo di mercato. Le trattative di gennaio potrebbero spostare qualche pedina e qualche equilibrio, ma difficilmente qualcuno reperirà pedine in grado di attaccare il predominio bianconero. Così l’unico avversario della Juve è… la Juve stessa. Conte dovrà essere bravo a tenere viva la fame dei ragazzi. L’acquisto importate, addirittura, ce l’ha Conte già in casa: Simone Pepe.

Nel 2014 si ripartirà col botto. C’è la Roma. Per adesso è un +5. Gli scenari sono semplici: resta tutto com’è, si chiude il campionato, o qualcuno si illuderà. Comunque vada… sarà un successo.

Buon Natale.

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Juventus-Avellino 3-0 Tutto semplice con Giovinco e Pepe

Tutto semplice, alla fine. Nonostante i cambi, nonostante i titolari siano stati messi a riposo. Prova importante di chi è andato in campo e questo è quello che fa felice Conte.

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L’allenatore può contare su seconde linee interessanti, ma certamente non sono queste a poterci dare la spinta in più per inseguire traguardi storici.

Storia a parte, il match con l’Avellino ha mostrato un Giovinco in palla e un Quagliarella sempre più voglioso di guadagnarsi il gruppo. Con un Marchisio che in fase di costruzione si è comportato piuttosto bene (cosa da replicare con maggiore convinzione quando mancherà ancora Pirlo).

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Il gol di Giovinco è una perla e non basta l’Avellino a renderlo meno bello. Traettoria geniale, grande sensibilità. Se solo Sebastian trovasse continuità e forza mentale. Un po’ come suggerivano a Neo in Matrix: una cosa è conoscere la strada giusta, altra cosa è imboccarla.

Conte ci crede, ci credo anche io, ma Giovinco deve diventare più efficace, magari meno bello.

Ma l’aspetto più importante di tutti è Simone Pepe. Che bello rivederlo in campo. Che bello sarà poterlo riutilizzare dal 2014 con costanza. “Senza Pepe non posso fare il 4-3-3″ ha sempre detto Conte. Vedremo.

Ora i bianconeri attendono il 9 gennaio quando scopriranno chi fra Sampdoria e Roma bisogna sfidare nei quarti di Coppa Italia. L’obiettivo è vincerla.

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