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Tag: pescara (pagina 1 di 2)

Vincere per convincere?

Gambe molli, un po’ di partite completamente sbagliate, un po’ di partite che hanno lasciato più di un dubbio su questa Juve. Non nascondiamoci: nel 2013 la Juve non è stata la stessa del 2012. Le cause sono diverse, compresa una nuova competizione, molto pesante sul piano nervoso, e probabilmente la necessità di rinforzi mai arrivati. Fermo restando che quest’anno è già straordinario.

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Io, poi, sono personalmente convinto del fatto che l’assenza di Simone Pepe abbia penalizzato molto il gioco di Conte, ma tant’é.

Oggi ci tocca il Pescara, mercoledì ci tocca il Bayern. Sotto a chi tocca.

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Bisogna vincere, per i 3 punti certo, ma soprattutto bisogna vincere e convincere. Solo così la mente umana si convince delle proprie forze, delle proprie potenzialità. E l’ottimismo e la consapevolezza fa da moltiplicatore delle forze a disposizione.

Conte in questo senso è un grande tecnico e su di lui sono concentrate le maggiori speranze. La fossilizzazione sul 3-5-2 non dovrebbe permettere nuove soluzioni tattiche, forse adatte alla Champions,  e allora tutto sta a trovare il giusto set di uomini da mandare in campo. A cominciare da pomeriggio quando inevitabilmente la mente correrà a preservare qualche pedina per mercoledì sera.

Avanti Juve!

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Convocati Pescara: fuori Anelka. Ok, e adesso?

Confesso che adesso mi tocca non pubblicare l’articolo di domattina. Lo cestino punto e basta. Una veloce lettura ai convocati di Conte per Pescara e una domanda che mi lascia perplesso. Sempre più.

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Contro il Pescara non ci saranno chance per Anelka, il francese che la Juve ha pagato, poco, per un paio di mesi di gita a Torino. Perché di gita si tratta. Una gita sotto la Mole Antonelliana, una gita a Vinovo, una sgambata ogni tanto, una partitella il giovedì con la maglia della Juve. A costo zero avrei voluto farla io quest’esperienza. E quindi la cosa non torna.

Marotta ha preso Anelka, ma Conte lo sapeva? Lo ha mai saputo?

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Finora non si contano nemmeno i minuti in campo, mentre non si capisce il suo inserimento in rosa. Quale migliore occasione Pescara per vederlo all’opera? Almeno per giustificare un ingaggio che a questo punto non solo non ha senso, ma ha del ridicolo. Anelka alla Juve per…?

Fra l’altro proprio Anelka poteva dare l’opportunità a qualcuno di rifiatare, sia esso Vucinic o Quagliarella o Matri. Perché mercoledì me la vorrei tranquillamente giocare, ma con tutte le forze. E questa Juve sembra avere le gambe scariche.

Ad Anelka i nostri migliori auguri. Guai però a ridicolizzarlo: di fatto non lo abbiamo mai visto all’opera!

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Tutto ancora in gioco?

Un due a zero che pare una condanna. Eppure qualcuno ci crede. Forse perché conoscono Antonio Conte, forse perché questa Juve ha ormai abituato a ogni tipo di miracolo. Forse perché proprio Antonio Conte ha risvegliato in noi tifosi bianconeri quel DNA vincente e mai arrendevole.

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L’impresa è ardua, molto ardua, ma tutt’altro che impossibile.

Intanto domani pomeriggio c’è il Pescara. Un piccolo ostacolo alla sfida di mercoledì. Una sfida che affronteranno… chi? In campo andrà la squadra più cauta in vista di mercoledì o Conte non risparmierà nessuno?

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Sarà interessante verificare l’11 iniziale di sabato alle 18:00. Un paio di uomini, quelli decisivi, non sono di certo piaciuti, o, almeno, non hanno pienamente convinto.

Una nota stonata pare mettere d’accordo tutti: questa Juve non riesce a correre come un anno fa. Poco fluida, troppo carica di lavoro, o semplicemente la cosa può essere spiegata con un notevole spreco di energie nervose?

Con un po’ di corsa in più questo Bayern è attaccabile, il che non vuol dire facilmente vincibile, ma di certo attaccabile. Ma serve il miglior Marchisio, perché in panca c’è Pogba, e serve pure il miglior Vucinic, magari esultante come col Celtic.

Prima però il Pescara. Una gara per volta.

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Inter: l’impresa epica e poi…

L’impresa epica e poi una serie di sonore figuracce. Diciamo pure che l’impresa epica è stata gentilmente regalata dalla Juve, grazie agli svarioni di Vidal e Asamoah, all’imprecisione di Buffon e al generoso rigore concesso dall’arbitro (che nel primo tempo aveva convalidato un gol irregolare della Juve). Samuel ha impresso i suoi tacchetti sul polpaccio di Vucinic, Ranocchia e Juan Jesus hanno finito la gara, così come Cambiasso e Zanetti autori di falli a ripetizione. Ma la Juve, per demerito proprio e solo per demerito proprio, ha meritato la sconfitta e poi è ripartita.

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Il cammino della Juve. Dopo la sconfitta i bianconeri hanno travolto il Nordsjaelland per 4-0 e il Pescara per 6-1. Partite pazzesche che non hanno trovato continuità contro la Lazio perché il Cielo aveva deciso che contro i biancocelesti la Juve non poteva segnare. Paradossalmente lo 0-0 casalingo contro la Lazio ha spaventato e impressionato più dei rumorosi risultati precedenti, a conferma di come la Juve sia effettivamente ripartita con la ferocia e la qualità che non hanno pari in Italia. Pochi giorni fa il 3-0 secco sul Chelsea campione d’Europa.

Il cammino dell’Inter. Una vittoria sovradimensionata ha di fatto nascosto tutti i difetti di questa squadra e del tecnico Stramaccioni. L’allenatore giovane non ha ancora risolto i problemi tattici di questa Inter che subisce quasi sempre l’avversario, anche in maniera pesante, concedendo contropiede e spesso cedendo il pallino del gioco al centrocampo avversario trovandosi in inferiorità numerica per larghi tratti del match.

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La vittoria col Belgrado è l’unica in un piccolo ciclo postJuve che vede 2 sconfitte (Atalanta, Rubin Kazan) e 1 pareggio che sul campo è molto vicino a una sconfitta (Cagliari). Risultato? COMPLOTTOOOOOOOOOOOO!!!

P.S.

Troppa luce può dare alla testa, specie a chi non è abituato alle luci della ribalta…

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Pescara – Juventus 1-6, le pagelle

La Juventus riprende il cammino in campionato e lo fa nel migliore dei modi dopo la sconfitta in casa con l’Inter: un 6 a 1 a Pescara che sottolinea la grande differenza tra i campioni e chi invece ha azzardato una serie A vendendosi i pezzi migliori, quelli che hanno portato il Pescara nella massima serie. Nulla da dire sulla gara, se non il fatto che la Juve ha dominato, lasciando una sola minima incertezza dopo il gol dell’uno a due.

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Buffon: il palo lo salva sulla punizione di Quintero, poi sul gol riesce solo a toccare. Non so perchè, ma da un pò di tempo a questa parte non mi ispira la sicurezza di un tempo. VOTO 5,5

Barzagli-Bonucci-Chiellini: ancora una volta li metto insieme, perchè a parte la dormita sul gol quelli del Pescara hanno fatto veramente poco. Posso segnalare errori in appoggio, o qualche passaggio errato di Bonucci. VOTO 6

Pirlo: ammonizione ingenua la sua, ma detta legge la in mezzo sempre con la solita sicurezza. VOTO 6,5

Marchisio: non si inserisce tanto, anzi lascia il compito a Vidal. Poco visto dai compagni, ma fondamentale nel recuperare palloni. VOTO 6

Vidal: apre le marcature, assist e ottime giocate. Appare ritrovato dopo la fase no. VOTO 7

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Asamoah: bello il gol in acrobazia, lo meritava dopo alcune prestazioni sotto tono. In leggero ritardo in due occasioni, quando Zanon gli prende il tempo sulla fascia. VOTO 6,5

Isla: anche lui fornisce l’assist per Quagliarella, grande corsa, sicuramente meglio di Lichtsteiner nel 3-5-2 soprattutto quando c’è da proporsi. Incerto in diverse occasioni quando ha la palla tra i piedi. VOTO 6,5

Giovinco: parte subito con un bel sinistro, in diagonale. E’ in palla, e lo dimostra con gli scambi nello stretto con Quagliarella. Assist a Vidal. Poi il gol stupendo. VOTO 7,5

Quagliarella: primo gol facile, Bocchetti si fa anticipare. Secondo gol da vero attaccante. Terzo gol da fuoriclasse. In mezzo l’assist per Asamoah, e un paio di incertezze davanti alla porta. Partita super la sua. VOTO 8

Bendtner S.V.

Marrone S.V.

Padoin S.V.

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Pescara-Juventus 1-6: pronti, ripartenza, via

La Juve feroce e spietata è tornata. Anche troppo viste le amnesie difensive che hanno permesso al Pescara di offendere più del dovuto. Ma fin quando l’attacco genera una simile mole di lavoro ecco che tutto passa.

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Un Quagliarella straordinario, quasi in stato di grazia, con un Giovinco pimpante e un centrocampo che è tornato a ruggire come ai vecchi tempi. Ma sono davvero vecchi questi tempi?

La risposta è evidentemente no e vediamo perché. La Juve fin qui ha saputo amministrare con dovizia ogni tipo di situazione, risolvendo anche nei minuti finali partite molto complesse (leggi Siena e Bologna). E’ calato il ritmo di corsa, ma giocare ogni tre giorni è dura e forse ha ragione Alessio quando dice che serviva uno schiaffo per ritrovare la cattiveria sopita alla luce dei risultati strabilianti. Fin qui la Juve non è stata altamente spettacolare, ma altamente efficace e cinica. Ora se diventa pure bella…

La Juve delle ultime due partite è semplicemente perfetta. Al di là dei 10 gol segnati, questa Juve aggredisce di più e meglio l’avversario e attacca a testa bassa. Contro il Pescara, nei primi 5 minuti, la Juve aveva già concluso 3 volte nello specchio e 1 fuori. Incredibile.

Giovinco e Quagliarella non hanno dato punti di riferimenti a una difesa comunque allegra, mentre Vidal e Marchisio erano costantemente alti sulla linea degli attaccanti. Pirlo in forma smagliante e finalmente due ali parallele: più Isla di Lichtsteiner nei 5, sebbene il cileno non sia ancora al top.

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Una Juve caparbia che si è concessa qualche confusione dietro. Bellissima la battuta di Buffon che i microfoni a bordo campo hanno regalato agli spettatori a casa: rivolgendosi a Bonucci, durante un momento di manovra complesso, ha gridato “non farmi autogol, eh?!?”. Nei minuti precedenti lo stesso Buffon si era particolarmente arrabbiato per l’atteggiamento svagato dei 3 difensori. Va bene comunque.

Sono 8 i gol di Fabio Quagliarella, così come sono 8 i gol di Vidal. I cannonieri di questa Juve, uno molto diverso dall’altro. Se questo inizio di stagione è stato altalenante per Vidal… vorrei fosse sempre così. Mentre per Eta Beta vale il principio di avere l’atteggiamento mentale giusto. A partire dall’intervista post-Nordsjaelland, a partire dalle parole prima di Pescara e quelle dopo Pescara. E sono gli occhi a dire tutto: cattivi, convinti, come le stilettate infilate alle spalle del povero Perin. Il terzo gol è un capolavoro balistico. Roba da… Quagliarella.

Accanto a lui Giovinco comincia a muoversi molto bene. Sempre puntuale, sempre disponibile, ieri sera ha toccato un numero spropositato di palloni. La mira migliorerà, ma è sempre l’attaccante più pericoloso. Con Conte potrà crescere ancora e bisogna incitarlo ancora di più perché può risolverci parecchi problemi. In attesa del miglior Vucinic che a questo punto troverà spazio contro la Lazio.

Contro la Lazio non ci sarà Pirlo: ammonito, squalificato. Spazio a… Marrone o Pogba? Il francese è in pole position, mentre Marrone ha di nuovo giocato al centro della difesa. Cintura marrone di… duttilità.

Il gol di Asamoah è regolare. Dispiace perché avrebbe potuto rendere la serata dei gufi un po’ più dolce.

Resta un unico dubbio: che tipo di soluzioni efficaci aveva pensato Stroppa?

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Sesta di campionato: rigori che non lo erano, proteste che non lo sono mai

Tutti affidati alle strategie di Zeman. Tutta l’Italia antijuventina unita in un solo nome. Sembrava la Nazionale ieri allo Juventus Stadium, con circa 30 milioni di tifosi sparsi in tutta la penisola. La Juve è abituata a tutto questo e forse si esalta pure. Così Zeman è stato asfaltato e oggi restava solo da capire se Lazio e Napoli riuscivano a rispondere.

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Non protesta mai Mazzarri, ma in fondo qui doveva capire che l’arbitro ha aiutato il suo Napoli: si sa che con un uomo in più i partenopei vanno in difficoltà. Il rosso poi arriverà uguale, su un fallo fuori area che Tagliavento trasforma però in un rigore che può pesare davvero tanto ai fini della Champions. Una Sampdoria defraudata di un più corretto pareggio e forse anche qualcosa di più. Ci immaginiamo già le moviole in azione per sottolineare il furto e i toni dei giornali di domani. Toni che non saranno mai casti e pii come quelli di  Mazzarri. Giustamente Ciro Ferrara ha fatto notare come certi atteggiamenti sono davvero indisponenti, ma Mazzarri è uno che non protesta mai. Tanto a lui le squalifiche le tolgono o le ammorbidiscono. A Walter comunque suggeriamo di non lamentarsi: dalla tribuna si vedono meglio certe gare e anzi andare in panchina alle volte è un deficit. Parole e musica di Dossena (costretto a emigrare in Africa per trovare una panchina) e di Boniek (che la panchina ha avuto l’onestà di abbandonarla). Curiosa la scelta tattica del Napoli: il vecchio metodo kick and run. Ma non dite a Conte che è stato Mazzarri a inventare il 3-5-2…

A Ciro Ferrara i nostri migliori auguri. Questa Samp è semplicemente magnifica. Pressa e corre, molto organizzata, con uno schema tattico molto particolare. Occhio a Obiang, un vero fenomeno: più di Poli io porterei a Torino proprio lo spagnolo che già Marotta e Paratici portarono alla Samp. Certo le assenze si sono fatte sentire: con Maxi Lopez in avanti gara in discesa. Punizione troppo severa… come punizione doveva essere per il Napoli e invece è stato rigore.

Il Torino vola. Grazie a un superallenatore, uno dei più preparati che non ha mai avuto la possibilità di arrivare in una grande e misurarsi col calcio che conta. Va e comincia ad avvicinarsi al derby. Sarà una bella sfida.

Esagerato il Bologna con un Gilardino tornato a ritmi interessanti. Così come esagerato è il Palermo che immediatamente dopo l’abbandono (nei fatti) di Zamparini sfodera una partita pazzesca. Tripletta di Miccoli e un 4-1 che sa di rinascita. La piazza rosanero merita una squadra all’altezza, non certo le folli scelte di Zamparini.

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Esauriti i dettami tattici di Zeman, il Pescara comincia a macinare gioco e risultati. Spazza via un Cagliari vittima della follia di Cellino che ha reso la squadra priva di uno schermo di serenità fondamentale per rimanere in Serie A.

Bene la Lazio che trova il primo gol di Ederson. Chissà quanto durerà.

Partita noiosa fra Udinese e Genoa: che succede in Friuli? Non sempre cedendo si può rimpiazzare con pari qualità. Fuori Isla e Asamoah, Cuadrado & Co. non si poteva pensare di ripetere lo scorso campionato. Con un Di Natale che continua ad aumentare gli anni anagrafici.

Segna il Faraone, segna pure facilmente l’avversario. Boateng dovrà prima o poi decidere: notte di fuoco con la bella Satta o gli scatti in campo? Mentre vedere rosicare Suma che chiede spiegazioni su Pirlo (basta la punizione e la partita di ieri sera?) e De Jong agire da vice Pirlo è una goduria pari solo ai risultati di un Milan che dovrà faticare e non poco per entrare nella prossima Europa. E non certo quella con la musichetta bella.

In serata Stramaccioni (sopravvalutato) sfiderà Montella (sottovalutato). Siamo in Italia e perciò può accadere di tutto. Resta da capire se la Viola ha sciupato il jolly della partita perfetta contro la Juve raccogliendo solo un pareggio a reti bianche. E’ probabile infatti che i bianconeri abbiano consegnato ai nerazzurri una formazione stanca.

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L’Osservatore Bianconero: la prima giornata di Serie A

Juve avanti di 4 punti: era finito così il campionato 2011/2012. Comincia con 3 punti di vantaggio dei bianconeri sui rossoneri il campionato 2012/2013. Tutto ok per la Juve, primo clamoroso passo falso del Milan a San Siro.

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Complimenti a Ciro Ferrara sul quale abbiamo sempre ribadito come i tempi per un suo approdo in bianconero non erano ancora maturi. Troppo presto, in una società veramente inadeguata. Ha fatto benissimo con l’Under 21 e ora comincia questa nuova e affascinante avventura alla Samp, con Peruzzi come suo assistente. Davvero i migliori auguri per tutte le partite… trenne 2!

Ferrara ha inguaiato Allegri con una semplice mossa: un 4-3-3 che si trasformava volentieri un 4-5-1, molta organizzazione e pressing a centrocampo e una migliore intensità. Nella metà campo non c’è stata partita: Montolivo non è Pirlo e non è nemmeno Van Bommel, Nocerino in ombra, Boateng fuori ruolo nella posizione di esterno d’attacco, assolutamente evanescente il Faraone. Ma dove è la mano di Allegri? Su Twitter ci hanno suggerito la risposta “in tasca” e probabilmente è l’unica vera risposta.

I cugini nerazzurri hanno avuto la meglio sul Pescara. Per coerenza, con quanto letto in queste 24 ore, gli onestissimi dovrebbero giustificare il rigore non assegnato sullo 0-0 al Pescara: piuttosto netto. Per il resto gli abruzzesi hanno conservato tutti i limiti di Zeman e perciò il 3-0 in casa ci può stare.

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A proposito di Zeman: se il Catania ci avesse davvero creduto e avesse avuto un attaccante vero… a quest’ora servirebbe il pallottoliere per tenere il punteggio di Roma-Catania. Sotto due volte, Osvaldo e Lopez hanno salvato il boemo dalla prima grande figuraccia. Quello schema, quelle idee, quel modo di allenare sembrano davvero una certezza per chi non considera la Roma come vera pretendente al titolo.

Male Gabbiadini e certo non per colpa sua. Benissimo invece Immobile: bomber vero, subito al gol, con un grande gol. La Juve si starà forse mangiando le mani perché se non dovesse arrivare il famoso top player allora era bene confermare Ciro e avere il coraggio di puntarci. Vede la porta come pochi e il suo movimento costante sfianca ogni tipo di difesa avversaria. Sarà dura mettersi d’accordo con Preziosi, secondo grande errore di questa strana e assurda trattativa.

Bene Petkovic col suo calcio molto pratico e pragmatico: tutti arroccati e poi via a fiondarsi contro la porta avversaria. Immensa qualità di Hernanes, grande fisicità di Klose, e un collettivo che è cambiato poco rispetto allo scorso anno. A me piace moltissimo Lulic che si conferma partita dopo partita come un grande potenziale esterno. Eccezionale partita di Marchetti che ha praticamente salvato il risultato. Per l’Atalanta nulla da fare contro la Lazio: gli orobici dovranno lavorare moltissimo, con diversi uomini ancora fuori forma (su tutti Denis).

Niente premiazione, ma semplice vittoria. Il Napoli fa fuori il Palermo di Sannino senza capo né coda. Schemi e uomini sono quelli giusti, Mister Sannino? Ormai gli allenatori dovrebbero aver capito che a Palermo si fa fatica ad allenare epperò il richiamo dei soldi è troppo forte. Gli azzurri hanno avuto così una giornata davvero molto facile. Strepitoso Cavani che riesce da solo a spostare gli equilibri del match e il gol è davvero l’ultimo dei meriti. A stupire è l’assenza di Gargano: a che pro la sua cessione?

Il Toro non va oltre lo 0-0: solo a sprazzi il gioco che vuole Ventura, diversi innesti che ancora devono integrarsi. I granata sono un autentico mistero che sveleremo di giornata in giornata.

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Verratti: è già malinconia?

Di ragazzi che giocano a calcio ne ho visti parecchi. Ogni bambino, ogni adolescente, almeno in Italia, ha il calcio nel sangue. E’ il nostro sport, quello nel quale ci distinguiamo, nonostante tutti i problemi che spesso lo affliggono. Giocare in serie A, o comunque ad alti livelli, è il sogno di tutti. Ma non è mai semplice, per nessuno. Perchè da un lato devi essere, nella maggior parte dei casi, baciato dalla fortuna, ovvero devi nascere con un dono, quello di saper giocare, quello di essere portato per questo sport. Dall’altro ci sono i sacrifici, che ogni ragazzo deve fare per raggiungere il suo obiettivo.

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Tanti ragazzi si dividono tra scuola e calcio, cercando di portare avanti le due cose: molti ci riescono, mentre invece altri no. I più preferiscono abbandonare il calcio per costruirsi un futuro. Ma c’è anche chi, come detto prima, baciato dal talento, abbandona gli studi per intraprendere la carriera calcistica. Marco Verratti è stato uno di questi, un ragazzo che è cresciuto col calcio, e che ha sempre sognato di vestire la maglia della sua squadra del cuore. E ci stava anche riuscendo. Ma un bel giorno, gli uomini che in parte gestivano il suo futuro, gli hanno spezzato il sogno, e lo hanno ceduto a una squadra diversa da quella tanto amata.

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Ho già parlato delle presunte responsabilità che sia il Pescara, sia l’agente del giocatore hanno cercato di addossare alla Juventus, e in generale a tutte le altre squadre italiane, colpevoli di aver lasciato andare via un ragazzo di soli 19 anni. Stavolta è proprio lui a parlare, dicendo che all’estero si punta molto di più sui giovani. Questa uscita mi ha fatto riflettere perchè, secondo il mio modesto parere, questo ragazzo è stato in parte “guidato”, per non dire forzato, a fare questa scelta. Lui voleva la Juve, invece si ritrova nel PSG, un club francese che può solo contare sulla forza economica di adesso, ma non certo su una gloriosa storia, oppure sul fascino che può esercitare. Le sue parole, che poi sono le stesse di chi lo ha gestito fino a pochi giorni fa, sembrano solo un luogo comune che sta serpeggiando negli ultimi tempi, e che tende a demonizzare le squadre italiane.

Bisogna puntare sui giovani, ma sembra che la Juve lo stesse facendo: lo seguiva da un bel pò! E non solo: i giovani della Juve sono tanti, vedi Immobile ad esempio. Sentir dire da un giovane di 19 anni che la Juventus e tutte le altre non puntano sui giovani è una vera contraddizione, perchè fino a due settimane fa lui era in stretto contatto con la Juve e voleva solo la Juve: tant’è vero che ha rifiutato il Napoli. La verità è che il Pescara ha badato solo all’aspetto economico, senza avere un minimo riguardo per la carriera e gli interessi del giocatore, ma soprattutto per la sua volontà: sono convinto che sia stato forzato a fare questa scelta, e a 19 anni è facile farsi convincere. Lo dimostra il fatto che, al posto di dire subito “ho scelto il PSG”, lui ha tuonato contro le italiane: le stesse parole del presidente del Pescara e del ds, ma io ci ho letto un grande differenza. I dirigenti lo hanno detto per scaricare le responsabilità sulla Juve e le altre, lavandosene le mani; Verrati invece lo ha detto con tanta malinconia, e nelle sue parole ho letto il rimpianto di non aver potuto vestire quella maglia a strisce bianche e nere che tanto sognava da bambino…

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Le presunte responsabilità nell’affare Verratti

Incredibile, ma vero: tutte le colpe portano alla Juventus. Che si parli di ItalJuve quando fallisce, oppure di campionato, o ancora di mercato, l’unica responsabile delle negatività è la Juventus.

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Così sembra, almeno, leggendo alcune pagine di diversi quotidiani sportivi. Diverse testate hanno seguito la telenovela Verratti in questi giorni, nelle ultime settimane, e sono arrivati alla conclusione più facile e meno conforme a quella che potrebbe sviluppare un essere pensante: se Verratti va al Psg, è tutta colpa della Juventus. La società torinese quindi è pronta ad accollarsi altre responsabilità, e a distanza di quasi un anno, è un altro dei tantissimi tentativi per screditare la Vecchia Signora.

Siamo partiti a settembre con la vicenda dello stadio non costruito in maniera conforme alla normativa, per passare poi al gol di Muntari, quasi come se il guardalinee fosse un dipendente bianconero (quando in Tribunale è stato dimostrato l’esatto opposto), per arrivare poi all’affare scommesse, che è totalmente estraneo alla società. L’ultimo è l’affare Verratti.

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La Juventus lo aveva seguito già da febbraio, ed era stata l’unica società, insieme alla Roma, ad arrivare sul ragazzo con netto anticipo. I patti erano che le dirigenze si sarebbero riviste a giugno per definire il tutto con calma: insomma un accordo di massima era stato già raggiunto. In realtà la differenza economica tra Juventus e Pescara era minima, ma nel frattempo si è inserito il Napoli, che come offerta economica superava di poco quella bianconera. Il giocatore però si è opposto alla trattava, e così il Pescara ha deciso di togliere dal mercato il centrocampista. In un primo momento. Ma negli ultimi giorni è spuntato il Psg, con una delle sue offerte folli: 12 milioni di euro, più due di bonus per un ragazzo di 19 anni che non ha disputato nemmeno un minuto in Serie A.

La “fuga del talento”, o meglio del cervello: sia il Pescara che il Psg, società protagoniste, se ne lavano le mani, addirittura accusando la Juventus di aver abbandonato la pista facendo emigrare un altro giovane promettente all’estero. “È una sconfitta del calcio italiano“, ha tuonato Donato Di Campli, procuratore di Verratti, quasi come se la Juventus avesse costretto il Pescara a vendere il giocatore all’estero. Anche il presidente Sebastiani ha parlato di mancanza di volontà della Juventus. Ora mi chiedo: quali responsabilità ha la Juventus che, in un libero mercato, ha deciso di non rispondere positivamente alle richieste del Pescara? E quali responsabilità ha la Juventus se Pescara e Psg decidono, in piena libertà e con la massima capacita di intendere e di volere, di trattare il giocatore?

Bisogna veramente finirla con questi vili attacchi alla Juventus, caratterizzati da uno scarico di responsabilità a catena: Pescara e Psg che trattano liberamente, in piena consapevolezza, e danno la colpa all Juventus! Stiamo veramente andando nell’assurdo, e se il Pescara ritiene che sia una sconfitta italiana far partire Verratti, ha non solo la libertà e il diritto, ma soprattutto il dovere di far crescere questo ragazzo in Italia. Evidentemente gli interessi economici non prevedono tutto questo, anzi, portano con se anche la libera accusa verso una società che ha deciso di non investire una determinata cifra su un giocatore, e lo ha fatto perchè era nelle sue facoltà. Non c’era ne un obbligo di acquistare da parte della Juventus, ne un obbligo di vendere al Psg. C’è solo la responsabilità che ognuno deve assumersi in questa vicenda. A partire dal Pescara, che aveva raggiunto un accordo verbale con la Juve, salvo poi scatenare un’asta alla quale la Juventus non ha voluto e non ha potuto partecipare.

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