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Tag: piazon

Piazon svela il suo perché a scegliere il Chelsea piuttosto che la Juve

Ricordate Piazon?

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Era una promessa quando la Juve lo seguì portandolo addirittura a Torino a visitare il centro di Vinovo e ad assistere a una partita dei bianconeri. Una stretta di mano e tutto sembrava fatto, tanto che perfino voci interne alla società davano per certo l’arrivo del baby giocatore.

Ma saltò tutto per l’inserimento del Chelsea.

Tuttosport, nella mente fervida di De Paola, raccontò ovviamente tutta un’altra storia. Nel mio piccolo ho cercato di difendere l’operato di Marotta, piuttosto coerente e, dal mio punto di vista, molto corretto. Potete leggere i dettagli qui.

La disinformazione continua.

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Pochi giorni fa Piazon ha rilasciato un’intervista al Daily Mail sostenendo che:

Abramovich ha saputo convincermi dicendo che sarei stato il suo giocatore ideale [...]

La verità, lapalissiana e ben spiegata da Marotta, è che per un 17enne tutti quei soldi sono semplicemente impensabili. Soprattutto per un club che deve fare dell’economia il suo stile di vita e che non può contare sulle liquidità del russo.

La verità è sempre la stessa, dunque: i soldi sono il progetto più convincente. Più ne metti, più riesci a convincere. Verità molto antica per altro.

La Juve ci guadagna: un mercenario in meno, magari un talento in più.

La cosa curiosa è la seguente: i giornali italiani parlavano di promessa quando fu accostato alla Juve, adesso invece scrivono già la parola “campione”. Mi sono perso qualcosa in questi due mesi?

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Disinformazione Tuttosport? Piazon al Chelsea, ecco la verità

Sembrava fatta e in vari blog e siti cosidetti istituzionali la notizia era stata data per certa. Affare concluso? Sì, ma non con la Juve.

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Il viaggio del ragazzo, accompagnato dal padre, a Torino aveva stupito tutti, confermando quanto appena detto. La Juve si era mossa per prima e per prima aveva trovato l’accordo col San Paolo sulla base di 6 milioni di euro circa. Mezzo milione in più o in meno non faceva e, di fatto, non ha fatto la differenza.

Il problema, e su questo problema l’affare è saltato, era trovare l’accordo col padre, prima ancora che col ragazzo. Ed è ecco ciò che non viene raccontato, soprattutto da Tuttosport che continua i personali attacchi alla Dirigenza Bianconera:

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Il nodo della figuraccia, vera o presunta, è tutta lì: il padre ha chiesto un contratto da fuoriclasse, quando sarebbe opportuno cominciare dal gradino più basso. Perché un conto è essere considerato un fenomeno, un altro conto è dimostrarlo alla Juve. Soprattutto dopo le recenti scottature di mercato che la vecchia e Nuova dirigenza hanno infilato una dietro l’altra.

Proprio nel biennio che vede la riduzione dei costi interni (ciò significa abbassamento degli stipendi, rinegoziazione dei contratti esistenti, rinnovi parsimoniosi e citiamo su tutti quello di Alessandro Del Piero) la Juve, cioè Marotta, non poteva permettersi di firmare un oneroso contratto a un ragazzo di 17 anni.

Detto fatto, chi poteva mai accontentare i desideri di Piazon? Abramovich. E così è stato.

Basta farsi un giro per i siti internazionali per leggere un po’ di notizie vere. Oggi, invece, a conferma del comunicato di Andrea Agnelli contro la testata Tuttosport, ogni occasione è buona per far la voce grossa contro la Juve. E qualche cretino pare trovarci gusto a leggere certe fesserie.

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Le prime mosse di mercato della Juve

C’è una Juve che sta tentando disperatamente di ritrovarsi. Almeno di ritrovare quel filotto che da ottobre a novembre le aveva permesso di incamerare così tanti complimenti e diversi punti in classifica. Pur nella difficoltà di dover rimediare continuamente a infortuni e stop di varia natura.

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E c’è una Juve, guidata da Andrea Agnelli e Marotta, che sta tentando disperatamente di spazzare via 4 anni di assurda gestione targata Blanc-Elkan. Quest’ultima Juve ha operato in modo difficoltoso nel mercato invernale per far fronte all’infortunio di Quagliarella, alla perenne assenza di Iaquinta e alla macanza di ricambi adeguati per Mister Del Neri. Sono perciò arrivati due attaccanti come Matri e Toni e poi Barzagli in difesa.

In questa settimana si sono susseguite diverse voci di mercato. Il solo modo forse per riempire i giornali nei 7 giorni dove si è parlato e si parlerà del prossimo derby d’Italia e delle amichevoli internazionali, buone solo per creare polemiche e nuove critiche.

In questa settimana la Juve registra alcune novità, e forse non si tratta di novità.

Lo scoppio più forte è rappresentato dalle dichiarazioni di Javier Pastore che ha detto:

Ho molti amici all’Inter, a cominciare da capitan Za­netti, sempre prodigo di con­sigli, e da Cambiasso. Però non mi dispiacerebbe se vin­cesse la Juve, una squadra che ha acquistato fra estate e inverno tanti nuovi gioca­tori e che si sta riassestan­do. Una squadra un po’ co­me il Palermo: in grado di battere chiunque sfoderan­do una gran partita, ma poi capace di perdere anche due gare di fila.

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[Via Tuttosport]

Ha poi precisato in realtà un concetto banale: al Real o al Barca Pastore farebbe panchina, mentre nella prossima Juve è probabilissimo un posto da titolare fisso e indiscusso. Il problema è rappresentato da una fortissima concorrenza e una mancanza di denaro, tanto denaro da versare nelle casse del Palermo. La Juve sa però di potersi giocare qualche cartellino importante: Sissoko, Palladino, Giovinco e qualche giovane come Ekdal o Marrone o Pasquato o Immobile.

Il discorso è assolutamente uguale nel caso di Sanchez, ma col Chelsea non si può competere. E poi ci sono le voci che si rincorrono sui talenti sudamericani, su tutti Neymar e Piazon (che sembra preso, ma tutti nicchiano e smentiscono).

Al di là di nomi è evidente come la prossima Juve dovrebbe rinforzarsi in qualità. Cambierà l’attacco, con Quagliarella a questo punto in bilico per via della sfacciataggine di De Laurentiis di non concedere uno sconto visto l’infortunio patito. Cambierà perché su Amauri la Juve non può puntare e Iaquinta si è praticamente quasi giocato le chance di una riconferma. E perché Del Piero, che rinnoverà per un altro anno ancora, rappresenta qualcosa di più di un semplice giocatore di calcio. Toni sarà il primo ricambio, di quelli affidabili.

E quindi ci sarà posto per un centrocampista.

I ruoli che mettono più paura sono ovviamente quelli legati alle corsie esterne. Tutto dipenderà dal finale di campionato di Martinez che non può tornare a rompersi: o esplode o la vedo durissima per lui a giugno. Discorso analogo su Pepe che è da riscattare, ma non al prezzo fissato in estate. Quindi serve un’ala sinistra di primissimo livello e un terzino destro di analogo valore.

I nomi che circolano sono quelli di Beck, per il secondo ruolo, mentre mi attendo qualche sorpresa a sinistra. Ma forse siamo troppo in anticipo. E c’è da giocare ancora un girone di ritorno!

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Tra colpi e prospettive si gioca Juve-Roma

Stasera c’è Juventus-Roma, da anni sfida più che infuocata. A Roma non passa giorno senza che venga ricordato Turone e il suo ormai famoso gol annullato. Tutto in pochi secondi, un’intera annata raccolta in un episodio, un po’ come giustificare anni di terzi e quarti posti con lo scontro tra Iuliano e Ronaldo. Roba da chi, insomma, autocritica… proprio nulla.

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Stasera c’è Juventus-Roma e lo stranissimo regolamento della Coppa Italia TIM ha imposto che Napoli, Samp, Juve e Palermo giocassero in casa il quarto di finale. La Roma ha già giocato sabato sera, mentre la Juve è andata di scena domenica pomeriggio al Marassi. Quindi, si direbbe, un giorno in più di recupero a favore dei giallorossi. Che poi avranno da affrontare la sfida in trasferta la prossima domenica. Bene, dove sta il problema? Eccolo qui, l’idiozia traspare dalle parole di Rosella Sensi:

La diversa considerazione provoca sconcerto.

[Via Tuttosport]

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Come dire: alla Juve manca Quagliarella, non si potrebbe tornare a giocare appena il napoletano sarà guarito? Piuttosto Rosella Sensi dovrebbe capire che lo spostamento a giovedì è stato reso necessario dalle maledette regole televisive: è il match clou, Samp-Milan è stata anticipata a pomeriggio per trasmettere il Napoli in prima serata, quindi Juve-Roma viene data come match singolo e finale. Tre giorni di recupero per tutti (uno in più alla Roma) e due giorni per preparare la sfida di campionato. Polemica inutile, fastidiosa e vuota di significato.

Se i big la Juve non li sta trattando, è pur vero che Paratici sta cominciando a inserire nel vivaio bianconero gente di cui si dice un gran bene. Non interesserà al vasto pubblico dei tifosi in chiave attuale, ma da quei nomi è probabile che esca fuori un prossimo fuoriclasse. Di quelli che ti ritrovi in casa e per il quale non devi spendere fiumi di denaro. Vale per il portiere di 16 anni Branescu e vale per Piazon, talento brasiliano di 17 anni che ormai sembra destinato alla Juve che ha sbaragliato la concorrenza di Real e Chelsea, su tutte. Fosse stato il Milan a bloccarlo a quest’ora si sarebbero stappate in TV e sui giornali intere casse di Champagne, invece oggi si legge di fortuna o di operazioni prive di senso. Ecco: da questi commenti capisco quanto bene ha lavorato Paratici che ha già portato in rosa Sorensen per 150 mila euro, tanto per dirne uno. E sono curioso di vedere la Primavera cosa farà al Viareggio. Serve un po’ di rispetto per chi sta tentando di lavorare per ridare onore alla Juve. Solo che serve tempo, maledettamente serve tempo.

Intanto stasera finalmente si potrà leggere una panchina che ispira sicurezza, o almeno una certa tranquillità. Manninger (Buffon starà a riposo), Grygera, Motta (e fin qui la paura è evidente), poi Krasic (magari entrerà nel finale), Iaquinta (piacevole ritorno), Sissoko e uno tra Pepe e Martinez.

C’è da sudare e lottare perché una sconfitta netta non è accettabile. A Del Piero il compito di segnare, ad Amauri il compito di trovarsi in fretta un’altra squadra, perché chiedere un gol è ormai assurdo. A centrocampo si rivede il trio delle meraviglie: Marchisio largo a sinistra, quindi Felipe Melo e Aquilani a dettare il gioco. Sorensen dovrebbe vincere il ballottaggio con Motta sulla destra, mentre a sinistra l’opzione Grosso è scontata visti gli infortunati Traoré e De Ceglie. La curiosità è tutta per Martinez, dato scalpitante, ma ancora fuori forma. Una cosa è certa: non si può sbagliare.

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