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Tag: pirlo (pagina 8 di 26)

Nemmeno nei migliori sogni

A un certo punto della conferenza stampa Antonio Conte ha tirato fuori questa frase: “Se mi avessero detto degli 11 punti di vantaggio a sei partite dalla fine [...]“. Frase che descrive perfettamente lo stato d’animo del tifoso juventino: eccessiva superiorità per eccessiva goduria. Con in più quel sano prendere in giro che fa il paio con lo sporco lavoro di certa stampa.

E’ un po’ questo il match di stasera: l’indiscutibile supremazia bianconera contro la supervalutazione generale. Da un Allegri sempre meno allegro, a uno Stramaccioni a cui manca di accusare Babbo Natale per la disfatta nerazzurra e poi i colpevoli sono stati tutti individuati (tranne che lui, ovviamente).

Complicato per gli stessi cronisti descrivere le atmosfere che precederanno Juventus contro Milan. Da una parte una squadra che sta programmando il futuro in attesa di capire quando stappare la bottiglia di Champagne, dall’altra una squadra che deve guardarsi più dietro.

Milan e Juve forti uguali? Beh, il geometra deve aver sbagliato anche stavolta qualche misura, ma ca va sans dire!

Via agli esperimenti allora. Pogba non si può tenere fuori (seconda ammissione pubblica di Conte), mentre né Vidal né Marchisio possono sedersi in panchina. Figurati poi se negli spogliatoi dici a Pirlo “Andrea, oggi tu riposi”. Maddai. E allora i sacrificati saranno Matri e Quagliarella, con Vucinic unica punta. Il dubbio da sciogliere riguarda la difesa: Chiellini dovrà rispondere alla semplice domanda “te la senti?”. Sarebbe stupido forzare i muscoli di Giorgione a questo punto della stagione. In caso di secco “no”, pronto Peluso. Per il resto, gli occhi sono puntati agli altri campi: cosa succederà dal secondo posto in giù?

Un Pirlo divertente e un Conte che diventa “una bestia”

Poche volte la Gazzetta è utile. Oggi lo era perché Alciato, giornalista sportivo, ha concesso un’anteprima del libro che Pirlo ha scritto per i suoi fan. E sono tanti.

Questi fan saranno sorpresi da un Pirlo anche molto diverso da quello che vediamo in campo. In realtà non tanto una sorpresa: l’intelligenza è totale e Andrea da Brescia ha dimostrato durante la sua carriera di averne a sufficienza, certamente più degli altri.

Intelligenza è per esempio abbandonare la discussione con Mister Bic (alias Galliani) perché “io mai mi sono sentito pensionato”. Ciao ciao Milan e firma con la Juve.

Alla Juve ha trovato Conte e qui il mio innamoramento subisce un peggioramento: adoravo Conte, ora di più.

E allora ho riletto il mio post su quel famoso Milan-Juve 1-0 quando avanzai diverse strane teorie. Pirlo rivela una delle frasi che scriverò sui miei muri di casa: “Con quelli là, non ci posso credere. Stiamo perdendo con quelli là, che giocano pure male”. Immenso Conte, immenso Pirlo.

Poco più di 24 ore alla sfida col Milan. Pirlo guiderà la regia, agli effetti speciali Vucinic. Di certo c’è che la Juve non saluterà Pirlo con una penna. Santo il giorno in cui Allegri decise che Pirlo doveva giocare a sinistra.

Verso il Milan col dubbio del modulo e una certezza

La Juve corre per vendicare la strana sconfitta dell’andata. Atteggiamento vergognoso della squadra di Conte, tanto da far pensare a cose brutte. Un fallo di schiena punito col rigore, anche se la foto di Isla e la sua schiena non è andata a finire sul cellulare di Galliani.

La Juve corre con un dubbio e una certezza.

Il dubbio riguarda il modulo da adottare. Ahinoi non dobbiamo più fare i conti con gli impegni del mercoledì o del martedì e perciò tutti gli uomini sono abili e arruolabili e si sceglierà in base ai fattori forma e carica mentale. Fra questi, ed ecco la certezza, il non escludibile è Pogba. Che va a sommarsi ad altre pedine di cui Conte non può fare a meno: Vidal, Vucinic, Pirlo e Marchisio.

Quattro fra i migliori centrocampisti in Italia e certamente l’attaccante più adatto a recitare il ruolo di faro dell’attacco. Anzi, pare che in questo modulo Vucinic sia più contento di giocare, più a suo agio grazie all’enorme tecnica da sviluppare in tutte le azioni d’attacco.

E se non puoi lasciar fuori uno fra quei quattro centrocampisti, allora è naturale pensare di togliere un attaccante. La comparsa Anelka è dimenticata, resta quindi un posto di alternativa per Quagliarella e Matri, con Giovinco fermo ai box.

Contro il Milan Conte scegliereà ancora il 3-5-1-1?

Juventus-Bayern Monaco 0-2 Grazie ragazzi

L’intelligenza si scontra spesso con la voglia del sogno che é per sua natura senza limiti. Mettiamola in pratica.

Uscire é giusto. Uscire cosí no, ma passa la piú forte indiscutibilmente. Fra le due squadre il Bayern é quella piú attrezzata, piú tosta, piú esperta.

Hanno addormentato il match quando volevano con un giro palla che sarebbe nelle corde della Juve, hanno colpito quando hanno voluto innescando le loro stelle, hanno controllato senza fatica le sfuriate avversarie. Chapeau, bisogna imparare.

In realtá la Juve ha facilitato tale compito di controllo. Pirlo e Marchisio sono stati i grandi assenti dei due match e il peso delle loro non-partite si é sentito tutto. Il Principino dovrà riflettere, mentre Pirlo magari dovrá capire cosa é successo. Perché ieri sera aggrapparsi quasi unicamente a Pogba e Vucinic vuol dire tanto. Tanto in negativo quanto in positivo. Ma va bene cosí, bisogna ringraziare questi ragazzi per il cammino che ci ha portati fin qui.

Ha ancora ragione Conte, forse. Parlare di triplete o di possibile vittoria Champions era piú un atto di stima che un pensiero razionale, ma si cresce anche cosí.

Un’altra sconfitta netta, giusta. La somma dei valori in campo unita alle esperienze dei singoli. Questa Juve dovrá ancora imparare, ma giá cosí risulta un bell’apprendimento. In soli 18 mesi Conte ha compiuto autentici miracoli che ora dovranno essere trasformati in realtá e certezze. Avanti Juve, avanti con Conte.

Inter-Juventus 1-2, le pagelle

La Juventus sbanca di nuovo San Siro, come l’anno scorso: identico il risultato, ma diversi i marcatori. Stavolta è il tandem di riserva a mettere il sigillo su una vittoria tanto bella quanto importante. Quagliarella-Matri, in mezzo il gol di Palacio: una grande gara in attesa del Bayern.

Buffon: nel primo tempo si allunga sul tiro di Cassano, poi smanaccia sul colpo di testa di Palacio. Nel secondo è attento sempre sul n°99. VOTO 8

Barzagli: una sola imbucata di Palacio, poi domina in lungo e in largo, e non dà scampo all’avversario. Si lancia anche in una poderosa progressione. VOTO 7,5

Bonucci: anche lui attentissimo, bravo a coprire quando gli attaccanti avversari si lanciano negli spazi. Ogni tanto però si lascia andare, e forse sull’azione del gol avrebbe dovuto anticipare il movimento verso Palacio. VOTO 6,5

Chiellini: rimedia un calcione da Gargano, ma non lo ferma nessuno. Chiude tutto! VOTO 7

Pirlo: nel primo tempo destro, sinistro: i suoi piedi sono uno spettacolo. Nel secondo cala, ed è lui a perdere la palla che poi dà all’Inter il pareggio. VOTO 7

Marchisio: meno inserimenti, ma maggiore utilità là in mezzo, soprattutto in fase di costruzione, quando la Juventus dialoga sulla trequarti nerazzurra: un paio di veli… VOTO 6,5

Vidal: il pallone che gli ha servito Pirlo non lo doveva sbagliare. Ma quanto ha dato in fase offensiva? Davvero tanto e rispetto alla gara di andata è stato molto più lucido. VOTO 7

Padoin: vince tutti i duelli contro Pereira, lo costringe al fallo in tre occsaioni, sempre in anticipo e sempre attento. VOTO 6,5

Asamoah: è ancora fuori forma, in fase difensiva non dà grandi garanzie, e in avanti si limita al compito basilare. VOTO 5

Matri: la giocata per Quagliarella, il gol del 2 a 1. Si incarta, ma fa due cose fondamentali. E anche un sinistro da dimenticare. VOTO 7

Quagliarella: appena ha avuto un pò di spazio, ha colpito: che gol! Poi ci crede su quella palla, e permette a Matri di segnare il gol vittoria. Bravo quando viene incontro. VOTO 7

Pogba: S.V.

Peluso: dà più fisico sulla fascia. VOTO 6

Giovinco: S.V.

Andrea Agnelli dacci conferma: stop ai Nazionali

In ottemperanza a un discorso semplice nella sua logica e giusto nella sua dignità, la Juve di Andrea Agnelli dovrebbe rispondere a tono alle solite provocazioni della Federazione.

Solo 2 giorni per preparare Bayern Monaco-Juventus, con l’inutile anticipo pomeridiano di Inter-Juventus alle 15. Alle 12:30 non si poteva: il motivo non esiste, si sa solo che non si poteva. Mentre al venerdì non si poteva: ragione di un calendario ottuso che vede le Nazionali occupare qualche campo.

E allora, visto l’ennesimo aiuto non concesso, in attesa delle scelte di Prandelli che saranno come al solito sostanziose, conviene mettere le mani avanti e per una volta rispondere… a tono: stop ai Nazionali. Abbiamo cose ben più importanti da affrontare.

Uno stop deciso, o almeno parziale, perché sappiamo bene che la difesa verrà impegnata tutta, perché Pirlo non sarà risparmiato, perfino Giaccherini sarà riconvocato. Con una gestione tutta da studiare sul piano dei minuti.

Andrea Agnelli, a te: per una volta, comportiamoci come loro e salvaguardiamo la nostra salute e la nostra stagione. Abbiamo già subito le Nazionali a febbraio e ora basta. Che se la facciano loro la Nazionale.

Senza alcun rispetto per questa FIGC,

un tifoso bianconero.

Bayern Monaco: pregi e difetti

Incontriamo il Bayern Monaco, in un quarto finale affascinante. E ce la giochiamo alla grande.

Il Bayern ha dimostrato quest’anno una forza pazzesca. Una forza d’urto, in particolare, e cioè quella che deriva dai suoi grandi giocatori. I soldi spesi per Martinez hanno dato frutti forse insperati ed è lui il perno di questo Bayern Monaco. Assieme a due ali di raro prestigio come Ribery e Robben. Nascono da questi tre ragazzi i maggiori pericoli.

Una sola sconfitta in campionato, una sola sconfitta in Champions. Sono 98 i gol segnati in appena 40 partite scarse: un dato impressionante, ma che non deve spaventare. Curiosamente il Bayern prende pochi gol in trasferta, ma anche questo dato non è così reale. Detto in altro modo: ho visto spesso il Bayern e ci sarà da approfittare dei momenti di buio in fase di non possesso palla.

Mandzukic è il cannoniere stagionale, seguito da Muller che si conferma uno dei centrocampisti d’attacco più prolifici. Poi, non in doppia cifra, tutti gli altri, con Gomez che col fisico fa un lavoro sempre importante. Basterà la difesa a 3 per arginare l’attacco tedesco? A Conte lo studio delle soluzioni tattiche.

A centrocampo si può fare molto. Pirlo deve far girare palla velocemente e l’inserimento di Vidal, Marchisio e Pogba dovrà essere più ficcante.

E’ un quarto di finale molto bello, roba da Champions. Sarà una guerra, sarà una battaglia. Avanti Juve!

Juventus-Celtic 2-0 Lennon ci ha provato, ma Conte è un mostro

Ci hanno provato. Probabilmente Lennon ha letto la Gazzetta, avrà saputo che lì tifano Chelsea, tifano pure Celtic e ogni avversario bianconero. Così ha pensato di attaccarsi a un ritornello trito e ritrito che in Italia, nella mediocrità generale in cui versa il Paese, trova terreno fertile: la moviola, l’arbitraggio.

Ma Conte è un mostro. In Europa specialmente. La Juve ritrita il Celtic spendendo poche energie, con un atteggiamento da squadra esperta, cinica: qualche sfondamento e due gol. Tutto il contrario di quanto accade in Italia.

La strana coppia Quagliarella-Matri ha timbrato il cartellino. Tutto il contrario di quanto accade in Italia, ma ne parleremo in un altro articolo. Funziona da paura la difesa, con un Buffon migliore in campo: non già per l’unica parata richiesta (il miracolo sulla deviazione fortuita di Hooper, magari per far capire il divario con Cech…), ma per le sfuriate contro i suoi e il voler tenere altissima la concentrazione. Se Pirlo gioca con gioia, Buffon gioca certamente con la convinzione che solo con umiltà, sacrificio e classe si può arrivare lontano. Lontanissimo.

Un po’ di numeri:

  • 490 minuti di imbattibilità europea per la Juve. Considerando Lucescu, il Chelsea e il doppio confronto con gli scozzesi non è male;
  • 74 palloni toccati per Pogba (grazie all’uscita di Pirlo): ha solo 19 anni ed è alla prima vera esperienza da professionista;
  • 9 italiani su 11: raccontatelo in giro, questo dettaglio non è mai sottolineato abbastanza;
  • 6 cambi rispetto al match col Napoli, roba che sembra vera la frase di Marotta nel pre-partita “qui non ci sono primedonne, Conte ha un gruppo di altissima qualità”. Un po’ bugia, un po’ verità;
  • quarto gol per Quagliarella nelle Coppe, 11 totali. Miglior marcatore europeo, migliore stagionale insieme a Giovinco: riuscisse a tenere alto il profilo durante l’anno sarebbe devastante;
  • secondo gol consecutivo per Matri che in questo 2013 ha invertito il trend rispetto all’intero 2012: continua così. Ne manca uno e anche lui andrà in doppia cifra, come Vucinic, Giovinco e Quagliarella: questa cifra dà il senso della delusione generale fra i tifosi, che è un po’ paradossale e certamente un po’ reale!

Ora aspettiamo il sorteggio, consci che chiunque capiti dovrà sudare tantissimo per entrare nel G4. Resta una sola domanda, avendo già sfogliato i giornali stamattina: ma cosa deve fare Barzagli per prendere un 10?

Napoli-Juventus 1-1 La vera analisi

Dalla quantità di commenti cancellati è evidente che il racconto del match di stamattina non è piaciuto. Troppi isterici, troppe persone che hanno realmente capito di vivere in un Paese di Pulcinella (di cui rappresentano la maggioranza assoluta, ahinoi!). E allora passiamo a discorsi più seri.

Il primo tempo è stata una lezione di Conte a Mazzarri. Il 3-5-2 della Juve funzionava meglio, girava meglio, semplicemente perché dietro il progetto tattico ci sono alcuni impegni molto precisi da parte di tutti. A cominciare dal pressing delizioso di Vucinic e Giovinco, supportati da Marchisio e Vidal. Poi nel secondo tempo questo ordine si è smarrito, tanto è vero che Pirlo si trovava spesso più alto dei due scudieri di centrocampo.

Le fasce hanno retto alla grandissima. Lichtsteiner, ma soprattutto Peluso: entrambi hanno vinto i rispettivi confronti con i colleghi avversari. Di fatto il Napoli non è mai riuscito a scatenare la sua corsa, dovendo insistere centralmente dove la cerniera bianconera ha sempre funzionato. Tranne un paio di volte e queste si contano facile perché sono gli unici tiri arrivati su Buffon.

Inler non è Pirlo, né lo sarà mai, perciò il giro-palla bianconero è stato più efficace. Sia in fase di costruzione, sia in fase di addormentamento della partita. Nuova fase per noi juventini: la Juve ha solitamente sovrastato l’avversario, ma il pensiero della Champions avrà indotto Conte a non forzare la mano e a far passare il match in modo tranquillo. Ci si è messo Bonucci che sfortunato ha segnato al suo portiere Buffon, altrimenti l’avremmo portata a casa facile.

In realtà ci si è messo l’attacco. Ancora in gol un non-attaccante e questo non va bene. Vucinic imperdonabile, Giovinco impreciso. Senza contare che l’azione del pareggio nasce da una porcata in attacco di Giovinco & Co. Purtroppo ci abbiamo fatto il callo: con un attaccante vero a quest’ora la Juve avrebbe già chiuso matematicamente ogni discorso scudetto. Di Matri si ricorderà un solo tiro in porta, mentre l’ostracismo su Quagliarella rischia di pesare sulle nostre fortune, visto che ogni tanto il Quaglia la butta dentro.

Non ci attacchiamo al rigore. La redazione di SkySport è ancora alla ricerca dei famosi due penalty a favore di Mazzarri, mentre quello su Lichtsteiner era chiaro, palese e netto: solo che il Corriere dello Sport ha preventivamente preparato questa scena e perciò il risultato, se volete, è giusto.

Non c’è spiegazione invece nel giallo a Cavani. Tirata di capelli o meno (c’era, ma suvvia: bisognerebbe dire addio ai vecchi gloriosi nostri attaccanti e difensori) la gomitata è stata perfino mimata dall’assistente di linea. Orsato come avrà ragionato? Come quello che ha presumibilmente letto gli attentati psicologici di De Paola: giallo, coscienza soffocata e giornalisti oggi cauti. Senza Cavani, con un uomo in più, la Juve avrebbe potuto sfogarsi in altra maniera.

La sensazione che si stia tenendo un campionato aperto per pure logiche commerciali è davvero idiota, ma al contempo non trovo spiegazione al secondo tempo bianconero. Mai in avanti, tranne in rare occasioni. Mai al tiro, eppure qualcuno poteva tentarlo. Perfino con un centrocampista in più e un attaccante in meno sul finale: cambio, in ogni caso, tardivo. Una Juve rinunciataria che ha voluto salvare la pellaccia, come qualcuno ha ipotizzato stamattina al bar? Siamo davvero arrivati al punto di non infierire per non prender le botte?

Perché la segnalazione degli attentati dei tifosi napoletani va fatta: sassi, cori, insulti, sin dalla sera prima. Anzi: i sassi solo sul pullman. Ma oggi si insiste nel ribadire, ancora una volta, che quello lì è il pubblico più bello d’Italia giustificando dunque simili comportamenti. Spiegatelo anche, per favore, a chi dell’Heysel conserva il ricordo di qualche parente scomparso…

Il pubblico più bello d'Italia

Il pubblico più bello d’Italia

Sol per questo dovevamo chiuderla 4-0. Peccato. L’unica fortuna è che questa trasferta ci toccherà fra un anno. Perché quest’anno il Napoli si salverà di nuovo. A noi invece tocca il Celtic.

Che partità sarà?

Due centrocampi per certi versi simili, dove però ovviamente cambia, e di molto, il tasso tecnico. A favore dei bianconeri. Due attacchi particolari, e stavolta il vantaggio è tutto del Napoli nella sola presenza di Cavani. Per il resto gli attaccanti bianconeri fanno più lavoro, permettendo tutto quello  che Conte ha potuto esprimere in campo. E la difesa?

Per me il punto cruciale sarà proprio la difesa. Della Juve, che non deve permettere ripartenze pericolose né farsi scappare qualche inserimento da dietro. Del Napoli, che non può certo sottovalutare i due incursori Vidal e Marchisio, né Vucinic e Giovinco comunque in doppia cifra.

La Juve dovrà poi fare attenzione alle palle alte, calci d’angolo o semplicemente il vecchio kick-and-run molto caro a Mazzarri, che ne dicano gli opinionisti che di tattica poco ci capiscono. L’irruenza con la quale il Napoli va in avanti può diventare però arma preziosa per le ripartenze bianconere. In questo caso molto dovranno fare Lichtsteiner e Asamoah nel tentativo di spaccare il match. Come già accaduto con il Celtic.

Il Napoli invece dovrà cercare di interrompere le trame preparatorie di Pirlo e compagni. Sebbene nel 2013 la Juve concede più possesso palla agli avversari per tentare di graffiare in fase di ripartenza, il giro palla bianconero non ha eguali in Italia. Gli azzurri hanno in Inler e Behrami due cagnacci importanti. Mentre Hamsik, ipotizzo io, farà la balia a Pirlo in fase di non possesso. Ma nel momento in cui la palla uscirà da questa zona del campo potrà accadere di tutto.

Barzagli, Bonucci e Peluso, contro Pandev e Cavani più Hamsik a rimorchio.

Se non fossimo il popolo becero che siamo ne verrebbe fuori una bella partita, maschia e aperta. Ma già qualcuno ha già cominciato a destabilizzare l’arbitro del match. E vien da sorridere se a lamentarsi è Mazzarri. Curiosamente si sfidano la squadra che di rigori non ne prende più nemmeno se viene fucilata e la squadra di che di rigori contro non ne ha da 33 partite. Ecco, ci sono cascato pure io. Buon campionato a tutti. Perchè l’unica verità è la seguente: il campionato non si chiude domani sera.