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Tag: pistocchi (pagina 1 di 2)

Tutti contro la Juve, senza apparente motivo: ecco cosa dicono Palmeri e Pistocchi

E’ partita la campagna. Studiata anche abbastanza bene, dobbiamo dire, gli va riconosciuto. Non si parla di contenuti tecnici o tattici, né si sciorinano statistiche che potrebbero indurre e dedurre l’ovvietà (ossia il risultato del campo). E tanto meno si presta attenzione a listare gli episodi di moviola. Il trucco è: ti prendo un episodio, lo gonfio, lo grido, e il messaggio è già passato. Che poi sia fasullo e falso, idiota e irreale… non importa.

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La Juve che macina punti con Fiorentina, Lazio e Sassuolo passa nella storia social con due uscite ai limiti della fantascienza, a firma Tancredi Palmeri e Maurizio Pistocchi, che a regola dovrebbero osservare quello strano concetto di deontologia professionale. Poiché trattasi di giornalisti sportivi (ammesso che tale professione abbia ancora senso di esistere), ci si aspetterebbe una narrazione oggettiva dei fatti. Invece questi anni di dominio bianconero hanno accentuato l’uso di Maalox e certamente il cuore dei due è stato messo a dura prova.

Perciò, anche in occasione di Juventus – Sassuolo (partita stradominata dai bianconeri su cui pende addirittura l’accusa di non aver infierito, anzi rallentato gioco e numero di gol) ecco le perle:

tancredi palmeri contro la juve

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E qualche ora più tardi:

pistocchi in Juventus Sassuolo

Peccato soprattutto per Pistocchi, poiché qualche minuto prima il buon Cesari, scuderia Mediaset Premium ma evidentemente ancora immune dal concetto proprietario di cosa-devi-dire-affinché-ti-pago, aveva listato gli episodi di Juventus – Sassuolo (che noi documentiamo nel nostro moviolone settimanale).

Sparisce il fuorigioco a Khedira (in gioco di oltre 1 metro e mezzo), sparisce il possibile rigore su Pjanic (stando a Sky e a Cesari), sparisce soprattutto il peso di una intera gara.

Resta la polemica. Il che ci porta a concludere alla solita maniera: il vostro odio idiota, la nostra goduria!

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E’ il calcio che avete costruito. E adesso ve lo tenete

Più di un velo di tristezza, ma è il calcio che avete costruito. Sono metodi e sensazioni che si leggono ogni giorno sui giornali. Sono le strumentalizzazioni ad aver vinto. Sempre e comunque. E poi via a festeggiare, mentre gli altri sono pronti con la lista dei colpevoli. In quella lista nessuno infila se stesso.

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E’ il calcio che avete costruito con le moviole sui falli laterali invertiti, invece che le moviole sulle azioni più spettacolari.

E’ il calcio che avete costruito con le polemiche costruite ad arte nel tentativo di fare più rumore, di vendere più copie.

E’ il calcio che avete costruito con le storielle raccontate a un paese credulone, perché la linea editoriale la dettano i gruppi forti dietro alcune società.

E’ il calcio che avete costruito con le analisi di leccaculo e ipocriti travestiti da esperti, funzionali a un gioco al massacro che ha prodotto più di un danno al nostro calcio italiano. Perchè il ranking è qualcosa che parte da lontano, esattamente dal 2006, guarda caso.

E’ il calcio dove Moratti viene continuamente messo accanto ad aggettivi quali “signore”, “galantuomo”. Dove Galliani è il più bravo-punto-e-basta. Dove Pulvirenti e Cellino sono decisori in Lega. Loro decidono, il calcio italiano intanto sprofonda.

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E’ il calcio dove Adriano è Imperatore, Balotelli migliore al mondo, Pistocchi commentatore, Paparesta moviolista, Icardi autentico idolo. Quindi Genny ‘a Carogna è perfetto come capo ultras.

E’ il calcio dove scopri dopo anni che l’unica cosa taroccata è la moviola nel famigerato gol de Turone.

E’ il calcio dove la vera Calciopoli non è mai approdata in TV o sui giornali.

E’ il calcio dove Garcia spara a zero e Conte e gli juventini devono stare muti.

E’ il calcio dove la Finale di Coppa Italia si gioca perché l’ha deciso Genny ‘a Carogna, mentre Renzi & Co. sono comodamente seduti in tribuna, dove Beretta “di questo non parlo” e dove Abete non si vede. Mentre il Napoli, stavolta sì, ritira la medaglia e parte coi festeggiamenti.

In fondo, Genny ‘a Carogna è esattamente il personaggio che ci serviva. Che sta bene nel contesto.

E’ il calcio che voi avete costruito. E adesso ve lo tenete.

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Dedicato a De Sanctis e Bergomi: un’Italia in ginocchio

La vogliamo dedicare a loro, principalmente. A loro e a chi dà voce alle loro trombe ormai sfinite, incancrenite da quel sentimento di antijuventinismo che pervade mezza Italia. Un’Italia in ginocchio, piegata in due dal dolore di una parabola malefica quale quella di Pirlo.

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La dedichiamo a De Sanctis, la vittoria della Juve contro il Genoa. A De Sanctis e al suo #ersistema. Fino a stasera, e fino a quando non decideranno che è il momento di terminare quel Parma-Roma, sono 17 i punti di vantaggio della Juve. E ieri #ersistema ha colpito ancora. La dedichiamo a lui e a quelli come lui, incapaci di riconoscere il merito altrui, nascondendosi dietro le cazzate da bar portate alla ribalta e solo in Italia poteva succedere.

La dedichiamo pure a Bergomi. Capiamo tutto, dall’essere gufo all’essere parziale, ma accettare scempi come la telecronaca di ieri è troppo. Troppo per chi sta scrivendo pagine di storia memorabili. Troppo per chi crede in un minimo di sportività. SkySport ha fallito. Con quel Bergomi lì a commentare ogni santa partita della Juve. Che andasse a lavorare sul serio, lasciando spazio a giornalisti e commentatori un pelino più seri. Resta la soddisfazione di vederlo invecchiare partita dopo partita. “Fabio, non ce la faccio più a rosicare così!”.

La dedichiamo ai quotidianacci di Milano e Roma. Scopro sempre un nuovo modo di comunicare il lunedì mattina. Se perfino trovano il modo di trasformare la partita di ieri sera come l’ennesima prova arbitrale pro-Juve, allora vuol dire che non hanno più antidoti, né rimedi, né idee. Gli aggettivi, le allusioni, l’accantonare le analisi a poche righe, quelle che difficilmente leggerai. I sommari ponderati, i titoli scelti accuratamente. E poi l’intervista a Preziosi e, stavolta sì, la sparata: “la punizione sul gol loro non c’era”. Pazienza se nella pagina accanto, scritto piccolo, in mezzo a due rigori uguali, ma dei quali viene concesso solo quello al Genoa, c’è scritto chiaro e tondo che quella punizione c’era. Intanto il senso è già passato con quel supertitolo.

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La dedichiamo a Pistocchi. Aveva appena finito di bestemmiare su Gigi Buffon, vaneggiando che non para rigori, che continua a respingere palloni senza bloccarli, che la sua carriera vale meno rispetto a Dino Zoff, che… che… che poi Gigi gli spara in faccia il rigore di Calaiò. Proprio mentre Pistocchi sta boccheggiando per il suo Milan sprofondato a -40, tentando di difendere a spada tratta Galliani e chi gli paga lo stipendio. Su dai, un altro anno sta finendo.

La dedichiamo pure a Paparesta. Sarà che l’abbiamo rinchiuso a Reggio, ma la linea editoriale Mediaset è troppo più forte perfino delle immagini. “Se proviamo a farci aiutare dalla linea dell’area di rigore, nonostante il movimento a incrociare dei due corpi, posto che non si fa più riferimento alla luce fra le due figure, allora dobbiamo solo analizzare la distanza fra il tacco dell’ultimo difensore rossoblu e la punta dello scarpino di Osvaldo che sta ricevendo il pallone dal suo compagno. L’incrocio rende difficile la valutazione di questo episodio, perché Osvaldo è lanciato mentre il difensore lascia la sua linea di competenza. L’arbitro di porta poteva farci poco, perciò Mazzoleni si è fidato del suo assistente”. Era regolare. Facile da vedere, facile da capire. Era regolare, caro Paparesta, ormai pronto per Cari Amici Miei: una supercazzola degna della storia comica del cinema italiano.

“Purtroppo sono in dovere di sottolineare i soliti cori contro il Napoli da parte dei supporters bianconeri” dice l’inviato di SportMediaset. Sono le ore 20 e non tutti i supporters bianconeri sono entrati allo stadio, ma lui è comunque in dovere. Poi però scompaiono i replay della gomitata di Gilardino, diventa “forse è in gioco” la posizione di Osvaldo, mentre perfino il commento di Sebino Nela “non me la sento di dire che è rigore” (su Bertolacci-Lichtsteiner) viene trasformato in sentenza contro la Juve. E poi c’è mani e mani. Dovere… di obbedire al padrone.

Ora aspettiamo una grande Juve giovedì sera. Troppo grande la soddisfazione di dare un colpo da ko a questi beoti che stanno uccidendo il calcio italiano. Basta dire che qualcuno sta sponsorizzando Balotelli-Cassano ai Mondiali. E magari, visto che c’è un summit oggi a Milanello, pensiamo pure al modo di liberarci di Marotta e Conte…

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Juventus-Sassuolo 4-0 ConTe verso il successo

E’ scappato il triplete e un po’ dispiace a tutti. Giù la maschera: delusione pazzesca, ma anche l’umiltà, ormai vana e unica più che rara, di riconoscere i propri e soli demeriti. La rabbia è stata trasformata in voglia, come annunciato in fase di prepartita.

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La Juve del campionato

La Juve in campionato è altra storia. Altra marcia, altro ritmo, altra convinzione. Come se l’obiettivo principe fosse stato in anticipo fissato come super prioritario: quel terzo scudetto di fila che è mancato a Capello (per ragioni politiche) e a Lippi (che al terzo anno aveva inseguito altro).

Ottava vittoria di fila, per giunta senza subire reti, ma a questo dettaglio ci arriviamo fra qualche rigo. Ottava vittoria consecutiva, con nel mirino un giro di boa a un ritmo vertiginoso. Record su record quelli di Antonio Conte che anche nei parziali comincia a mettere dietro un po’ di leggende autentiche bianconere, e non solo. Prossimo step: l’Atalanta di Colantuono. Poi Natale e poi si riparte col botto: supersfida alla Roma che stasera sfiderà… la fortuna.

L’importanza di Tevez

Pungolato da certa critica, difeso (in modo anche sorprendente) da certa tifoseria, coccolato da Conte. La risposta? Tre sberle a tutti, doppia cifra in campionato (alla Juve non accadeva da tempo che un giocatore toccasse quella cifra arrivati a questo punto della stagione).

Un leone, una voglia di rifarsi da grande combattente. Rientra e scatta, tira, ci prova, sbatte contro gomiti e schiene, si rialza, difende e attaca. Conte cercava il giocatore totale e l’ha trovato in questo argentino che è l’autentico trascinatore bianconero in campionato. Dicevano piantasse grane, dicevano. Conte ha sottolineato invece l’importanza dell’aspetto umano di Tevez.

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Altro stile, altri discorsi. Reali quelli di Conte, paraculisti quelli di Mancini che rivela “non avrei voluto giocare”. Ovviamente lo dice dopo la fine della partita. Non prima come Conte. E Pistocchi riduce l’intera analisi alla monumentale domanda “chi sarà il bugiardo?”.

Proviamo a scoprirlo così. E’ lo stesso Pistocchi che alle 17:30 sottolinea i problemi della Juve a costruire gioco, ad aver la meglio sull’avversario. Col solito rimando a un bilancio negativo. Visibilmente infastidito il conduttore di Mediaset Premium che gli ricorda come altre squadre abbiano bilanci peggiori e cifre in rosso ben più gravi. Un’ora più tardi la Juve cominciava la sua partita col Sassuolo rivelatasi un massacro. Chi sarà il bugiardo?

Buffon e il gol perduto

Gigi Buffon la deve aver presa malissimo. Le critiche piovutegli addosso, i quattro schiaffoni viola, il tentativo di pensionarlo. Così sono 730 i minuti in cui la palla non oltrepassa la linea di porta che difende. 730. E ora c’è l’Atalanta, poi la Roma. Ottavo posto nella storia della Serie A, con la possibilità di scalare la storia stessa già nel prossimo match.

Merito di tutta la squadra, merito di Conte, merito di Gigi che ha ritrovato gli occhi da leone. Duri a morire, recitava il titolo di un film.

Poveri bambini, usati per fini politici vili e vigliacchi

Poveri bambini. Sono il futuro del nostro Paese e il Giudice Sportivo e l’Italia antijuventina li usa per raggiungere fini vigliacchi. In novemila hanno applaudito e tifato. “Juve juve juve” a un certo punto del match, ma prevale più il famigerato “oooooh merda”. Chissà se anche loro, gobbi, possono essere bruciati: il Giudice Sportivo non ha di certo detto no a una simile possibilità.

L’applausometro lo vince Pogba. Il francese regala sprazzi di gran classe e i bambini sembrano apprezzare con scroscianti applausi. C’è pure la standing ovation per Tevez. Ma quel “ooooh merda” prevale: forse qualcuno si è sentito toccato nell’animo. E allora non è più un coro: è una dedica, un riconoscimento. Bocca della verità.

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I 21 centimetri di Llorente e i 39 di Rocco Siffredi

Non sai mai dove inizia la malefede e finisce il giornalismo. Vi suona strano, eh?!? Il punto è che ormai impossibile parlare di calcio o affrontare un argomento serio riguardo il calcio.

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Prendi Juve-Napoli terminata 3-0 per la squadra di Conte. Mettici un Pistocchi o una Ilaria D’Amico e otterrai il trash del trash. Roba che Barbara D’Urso, a loro confronto, diventa una sorta di giornalista investigativo d’assalto. Pazienza.

Questioni tecniche scomparse. Negli studi Sky c’è solo spazio per capire quanto hanno contato quei 21 centimetri di Llorente. Per carità: ha parzialmente ragione Conte quando dice “ma di che parliamo?” epperò ha pure parzialmente torto Conte perché in fondo il gol era irregolare. Almeno così pareva dalle TV che dovrebbero investigare invece servono. Servono ai soliti. Soprattutto a loro stessi e al loro desiderio perverso di antijuventinismo.

Il gol è regolare. Dalla Toscana, con amore, giunge silenziosa una immagine e una voce fuori dal coro a cui va la nostra immensa e incondizionata stima per il coraggio e la dignità intellettuale dimostrata.

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Llorente potrebbe non essere in fuorigioco

I 21 centimetri potrebbero essere stati semplicemente 0 centimetri in quanto, alle attentissime telecamere di Rai, Mediaset e Sky, è/sarebbe sfuggito un piccolo dettaglio. Il piede del difensore Fernandez potrebbe tenere in linea Llorente. Proprio l’assurdità di tale ragionamento la dice lunga sul fatto di voler ignorare l’estrema superiorità bianconera lungo 80 minuti di partita. Togliamo giusti i 10 minuti del secondo tempo quando Tevez e compagni hanno deciso di far toccare il pallone ai napoletani.

Regolare o meno, Photoshop o meno (come sa benissimo Galliani), il punto è l’onestà intellettuale. Noi stiamo dalla parte di Conte: siamo ai vertici da tre anni. Non ci risulta che Agnelli abbia potere, tanto meno che Marotta abbia potuto creare una cupola. Ci risulta invece che i vari Moratti e Galliani siano ancora in attività e che nessun governo societario sia stato asfaltato come accaduto alla Juve nel 2006. La logica impone dunque una sola conclusione. Gli altri rosicano, noi continuiamo a dettar legge. Da oltre 100 anni.

Così, giusto per ricordarlo…

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Juventus-Napoli 3-0 Siamo solo al 76%

La Juve asfalta il Napoli. Punto. Poco altro da dire. Anzi. A dire tutto ci pensa Conte in una frizzante intervista post-partita. La stessa intervista, rilasciata alle varie televisioni. Con tanti sassolini.

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Una critica va al sottoscritto: col 3-5-2 ha soppiantato le idee tattiche di Benitez che non hanno mai trovato applicazione contro la Juve. Di fatto, è la critica pesante ai vari Pistocchi: fenomeni (compreso me) senza mai scendere in campo, ovviamente. Comodi comodi su una poltrona di uno studio televisivo o sulla poltrona del mio ufficio.

La Juve è ai vertici del calcio italiano. Da almeno 3 anni. Lo ricorda con fermezza Conte “perché qualcuno fa finta di dimenticare”. Lo ricorda anche alla luce degli investimenti dei bianconeri “vogliamo davvero fare i calcoli”? Un Tevez preso a 9 milioni di euro e uno Llorente preso a parametro zero hanno fatto più e meglio degli acquisti milionari di Higuain e Callejon, tanto per capire dove voleva andare a parare Conte.

Panchina corta, ma panchina pensante se c’è lui in panchina. Lui che fra panchina e campo ha certamente vinto più di Benitez. Lui che esprime al massimo il desiderio perverso dello juventino “di vincere sempre, perché se quest’anno non vinco ci rimarrei malissimo”. Conte contro tutti, perché francamente ci siamo rotti le balle dei falsi opinionisti che inondano le TV ormai demenziali.

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L’unico a rilasciare commenti obiettivi, udite udite, è Arrigo Sacchi. L’unico con il quale si può veramente parlare di cosa questa Juve sta facendo da tre anni. Senza la squadra più forte, forse sulla carta. Senza gli acquisti più pregiati, certamente nel prezzo. Ma con la forza e la qualità di un lavoro enorme che ha un unico colpevole (è la parola più corretta pensando ai vari Porrà e Pistocchi di turno): Antonio Conte, da Lecce.

Il siluro di Pogba è solo il più bel gesto a suggellare una partita quasi perfetta. Il “quasi” è giustificato dal fatto che siamo in un mondo reale, e quindi imperfetto. Figurarsi se un po’ di delusione a non aver vinto 5-0 o 7-0 c’è, in fondo. Pogba costato zero euro. Pogba che ha solo 20 anni e tantissimi pregi.

Al di là dei meriti, al di là di un Pirlo che ha deciso di tornare Pirlo e quindi a livelli che per ogni mortale calciatore nemmeno lontanamente sfiorabili. I suoi 95 km/h sono stati battuti dal solo Pogba (102 km/h), ma la prodezza balistica è roba da far scattare Buffon a farsi 100 metri di campo per andarlo ad abbracciare. Dopo una partita così, di sostanza, di qualità, di intelligenza, di cuore.

E’ la Juve a essere tornata Juve. E se la Juve fa la Juve, come ha detto Llorente, c’è poco da fare. Con le assenze. Con la stanchezza. Con la forza di un’organizzazione maniacale.

Tre babà. Senza il rum. Sono gli altri a essersi ubriacati. Unico rimedio per curare l’antijuventinismo molesto. Buon campionato a tutti. E chissà se qualcuno, ieri notte, è fuggito via a cavallo di un motorino.

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La moviola-processo di Pistocchi parzialmente scremata

Perché dico “parzialmente scremata”? Cos’è: latte?

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No, semplicemente ho la partita intera dello scontro Juventus-Inter del 26 aprile 1998 con telecronaca in giapponese.

Ho anche il video della moviola di Pistocchi.

Ci sono aspetti di questa moviola (per non dire “tutta” la moviola) che non mi convincono.

Chi vide in diretta la trasmissione, quella sera, o chi ha visto il video in due parti che la ripropone su YouTube, ha visto una moviola che dava l’idea di un arbitraggio pro-Juve al di là dell’episodio tra Iuliano e Ronaldo.

Nulla di più falso. Già, anche qui. Come nell’articolo precedente.

Perché? Perché quella moviola non rispecchia la realtà. Perché per Pistocchi ogni fallo juventino diventa da ammonizione. Vedere come enfatizza due interventi di Torricelli. Eppure, tra questi due interventi, quello in cui vuole il cartellino giallo al bianconero per un fallo su Djorkaeff, non mi convince. A centrocampo, Djorkaeff intercetta un retropassaggio di Zidane, Torricelli cerca di calciarla, ma interviene con un attimo di ritardo e la manca. Ci sta il fallo? Dalle immagini si vede un Torricelli che toglie via subito la gamba per evitare di colpire Djorkaeff e il francese che cade senza essere stato colpito. A questo proposito, mancano le immagini riprese dall’altra parte del campo (dall’angolazione di bordo campo in cui, come vedremo, viene ripreso un intervento di Colonnese su Inzaghi, come spiegherò più avanti), che forse dimostrerebbero meglio che un contatto non c’è stato. Anche perché la gamba di Torricelli è più in alto del ginocchio di Djorkaeff. Djorkaeff solleva i piedi da terra e piega le ginocchia come fosse stato sgambettato sulla caviglia (quella sinistra, per la precisione). Ma ciò non avviene! Djorkaeff sembra anche darsi una spinta col piede destro per cadere.

Pistocchi si dimentica (o forse ha fatto un taglia e cuci delle cose che gli interessavano, quasi fosse un Auricchio) che diversi minuti prima del primo intervento di Torricelli che contesta (quello su Ronaldo), Fresi fa un fallo abbastanza deciso su Inzaghi (gli rifila una ginocchiata sulla coscia destra) al 10′ del primo tempo. Ceccarini non ammonisce il nerazzurro.

Sempre il tifosissimo Pistocchi propone due falli ravvicinati di Davids su Cauet al 38′ e al 40′, come se la mancata ammonizione del primo fallo avesse falsato l’intera partita. Fosse successo a parti invertite, probabilmente il primo fallo (che non è stato ammonito) non sarebbe comparso nella moviola. Oppure sarebbe stato minimizzato, togliendo fuori la scusa del riconoscimento di un certo margine di discrezionalità all’arbitro e che in questi casi il regolamento si interpreta (come ho sentito dire in RAI, durante l’intervallo del derby milanese della Supercoppa 2011, su un fallo di Gattuso non ammonito, mi sembra su Sneijder)…

Passiamo al secondo tempo. Secondo minuto. Intervento di Colonnese su Inzaghi e successivo fallo di Iuliano su Moriero. Pistocchi li definisce “molto simili”(?).

Pistocchi vuole il giallo per entrambi.

Guardiamo attentamente gli episodi. Prima di tutto, Colonnese su Inzaghi avviene circa 5 secondi prima di Iuliano su Moriero. È un intervento molto scomposto, palesemente in ritardo: Inzaghi spazza la palla e Colonnese gli stampa il piede a martello sulla caviglia. Come intervento sarebbe da rosso, senza se e senza ma, perché rischia di rompere la caviglia all’avversario. Ceccarini sbaglia, qui, a non fischiare e 5 secondi dopo fischia il fallo di Iuliano su Moriero. Questo fallo è un semplice pestone al piede, probabilmente meritevole di giallo (accontentiamo Pistocchi, qua). Ma è nato da un fallo (ben più grave) non fischiato giusto 5 secondi prima. Un po’ come la tirata di capelli di Chiellini a Cavani che è arrivata dopo che l’uruguayo aveva rifilato una ginocchiata al Chiello. È meglio dire, dunque, rosso a Colonnese e giallo a Iuliano. Ma il fallo di Iuliano non doveva esistere, questo è il punto!

Passiamo più avanti. Qualche minuto prima del “rigoresuronaldo”, Simeone commette fallo su Davids, che a sua volta reagisce, e si scatena un putiferio, con Colonnese assetato di sangue. A questo proposito, Ceccarini dirà, in un’intervista al Corriere della Sera dell’agosto 1998, “L’intervento di Davids non l’ho visto; per questo non l’ho espulso”. Notare come Ceccarini ammetta di aver sbagliato sull’episodio della reazione su Simeone e non sul primo fallo dell’olandese su Cauet al 38′ del primo tempo.

Poco prima, dopo l’ingresso di Zamorano (che rilevava Moriero in occasione di un calcio d’angolo qualche minuto prima), era avvenuto un fatto strano. L’Inter doveva battere una punizione. Per inciso, la punizione per la trattenuta di Iuliano su Ronaldo, che costa il giallo al n.13 bianconero. E anche qui Pistocchi mette il fatto sotto la lente di ingrandimento, che ha come protagonista proprio il buon Mark (probabilmente per dire che questa ammonizione, sommata a quella precedente che non è arrivata, l’avrebbe espulso). L’area della Juve è affollata, Birindelli rileva Montero e si può procedere con la punizione. Ma Ceccarini interrompe il gioco per un episodio poco chiaro avvenuto in area. Gli interisti, con Zamorano in testa, lamentano una gomitata sullo stesso giocatore cileno, che la mima. Pare, però, che lo stesso Zamorano avesse reagito su Iuliano. Di quel momento, purtroppo, ci sono solo le immagini dell’inquadratura televisiva, che non chiarirà mai quanto successo. Pistocchi aveva la moviola per chiarire quest’episodio. Poteva far spuntare le immagini da bordo campo (che invece compaiono per lo scontro Iuliano-Ronaldo del 70′). E invece non lo menziona nemmeno. Noi, non avendo le immagini più vicine possibile all’azione, non sapremo mai cosa sia successo.

Anche per il rigore su Del Piero, Pistocchi minimizza a livelli ridicoli. Non solo minimizza il contatto, facendo vedere solo il momento iniziale, in cui West ancora non colpisce Del Piero; ma non parla di cartellini (e West era ultimo uomo). Inoltre crocifigge Ceccarini per non aver fermato l’azione quando Simoni era entrato in campo a protestare. Dicendo così, fa questo ragionamento: il rigore su Del Piero è meno netto di quello su Ronaldo, ma non doveva nascere perché anche non fischiando quello su Ronaldo, l’azione, per regolamento, andava fermata perché Simoni era entrato in campo a protestare.

Ragionamento, se vogliamo, anche giusto, per quanto riguarda il rigore che non sarebbe dovuto arrivare. Ma non poteva farlo pure per il fallo di Iuliano su Moriero, allora?

Intanto il rigore di West su Del Piero è netto, perché il difensore colpisce Alex a livello della coscia e lo falcia in pieno. Anche qui, l’intervento è scomposto e West era pure ultimo uomo! Del Piero sbaglia il rigore che, così, non inciderà sul risultato.

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Guardando la partita, poi, ho notato un altro episodio meritevole di moviola. Siamo circa al 10′ minuto del secondo tempo. Del Piero in possesso palla viene seguito sul fondo da Fresi, il quale gli rifila un colpo al volto (probabilmente, una gomitata) per vincere il contrasto e sradicargli la palla. E questo, Pistocchi?

Pistocchi mette anche uno sgambetto da dietro di Deschamps su Cauet. A suo dire, anche qui ci voleva un giallo. Per Deschamps.

Ma, guardando la partita, ho visto sgambetti da dietro degli interisti sugli juventini. Anche in questi casi, non ammoniti.

Alla mezz’ora, su rimessa laterale, Fresi e Cauet chiudono Del Piero, con il francese che sgambetta Alex da dietro. Pistocchi, quest’altro episodio non era forse meritevole di finire sulla moviola?

Durante i minuti di recupero del secondo tempo, Fresi sgambetta malamente, anche qui da dietro, Pecchia a centrocampo. Anche qui, nessun giallo. E quest’altro, Pistocchi non l’ha visto?

Vorrei far notare che l’unico sgambetto da dietro che Ceccarini ammonisce è quello di Zamorano su Davids, avvenuto prima della reazione dell’olandese su Simeone.

Nel caso dei falli da ammonizione juventini, Pistocchi afferma che durante il campionato gli interventi da ammonizione sono sempre stati puniti col giallo. Al che, chiede conferma all’accondiscente Baggio, che conferma in maniera non troppo convincente le parole di Pistocchi.

Falso anche questo, perché se andiamo a vedere diversi falli molto decisi di Bergomi, Galante, West, Colonnese, Fresi in varie partite, certi loro interventi non sono mai stati ammoniti!

E questo è stato uno dei punti più disgustosi di questa moviola orientante.

E, per finire, vorrei chiudere con questo episodio curioso, avvenuto all’ultimo minuto di recupero, con Cauet che va a bloccare intenzionalmente Del Piero, il quale l’aveva saltato e si stava spostando verso destra per evitarlo…

Qui, Pistocchi si guarda bene dal citare quest’episodio, confrontarlo con quello di 25 minuti prima e dare ragione a Del Piero…

PS: Appena possibile, pubblicherò queste sequenze in video.

 

Aggiornamento 24/11/2014: Ho pubblicato il video su Zippcast, perché non mi è possibile caricarlo sul mio canale ufficiale di Metacafe.

Contromoviola

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Habemus Messi: i trucchi italiani non funzionano

Che mazzata. Una di quelle batoste che resteranno nella storia. Una figuraccia di livello mondiale. Il Milan viene sbattuto fuori dalla Champions a pesci in faccia. La colpa di chi sarà? Io ho una idea.

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Userò le parole che ho raccolto in questi due giorni di preparazione al match. Buona lettura.

Stefano Eranio, ex giocatore del Milan:

Questo Milan  è superiore alla Juve. Peccato aver perso punti all’inizio del campionato altrimenti a quest’ora sarebbe in lotta per il titolo.

Giovanni Galli, ex giocatore del Milan:

In Spagna sembrano sicuri, ma contro questo Milan non sarà facile. Ho visto Allegri concentrato e sicuramente avrà tirato fuori qualche soluzione per frenare il Barca.

Pistocchi, giornalista del Milan, prima della partita:

Il possesso palla che Allegri ha ridato al Milan non è così inferiore a quello del Barca. Vediamo che partita esce fuori.

Pistocchi, giornalista del Milan, dopo la partita:

Ma di che parliamo? Quando una squadra non tocca palla per il 30% del tempo e non ha mai occasione per tirare in porta… ma di che parliamo?

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Allegri, ex allenatore del Milan, a fine partita:

Peccato. E’ pur vero che non abbiamo concesso tante occasioni al Barcelona. Ai miei ragazzi non posso rimproverare nulla.

Flamini, giocatore del Milan, a fine partita:

Beh peccato per il palo. Poi non sapevo del fuorigioco di Messi e vorrei rivedere quel fallo di mano di Pique.

Ufficio Stampa del Milan ai vertici UEFA a fine partita:

Perché la TV spagnola non fa rivedere il fallo di mano di Pique?

Pellegatti, tifoso Milan, a fine partita, in polemica con Pistocchi (palesemente deluso negli studi Premium):

Io non ho visto un piccolo Milan. Abbiamo avuto occasioni e resta la partita di andata. Questa squadra crescerà in due o tre anni.

Che dire?! La colpa non è di Allegri, che di novità tattiche non ne ha portate nemmeno una. La colpa non è dei ragazzi che vestono il rossonero: quelli sono e quelli sono i limiti.

La colpa è semplicemente di chi pompa la propaganda mediatica pro Milan. La colpa è dei giornali che la realtà la nascondono a favore di campagne elettorali perenni. La colpa è della TV che racconta il falso. Poi capita che la Giustizia Terrena ti mette di fronte alle vere difficoltà. Capita che questa Giustizia si riprende, con gli interessi, tutti i debiti contratti fra un Braschi, un Kassai (comunque protettivo) e un Damato o Rizzoli di turno. E si torna così alla realtà, quella vera.

Restava solo una cosa da fare ieri: staccare la luce. Solo che Galliani non è riuscito a trovare l’interruttore generale del Camp Nou. Maledetta sfortuna.

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Milan e SportMediaset: guerra aperta in casa. Strategia o altro?

Il comunicato è lapalissiano, chiarissimo, così come l’antefatto. Cominciamo da quest’ultimo.

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Nella scorsa domenica al Milan viene concesso l’ennesimo rigore salva-3-punti. Una catena incredibile di regali su cui nessuno aveva aperto bocca, alla faccia della libertà di espressione e di pensiero del giornalismo sportivo italiano, o quel che ne resta. Eppure domenica pomeriggio, illuminato da un po’ di coscienza civile, il buon Pistocchi non poteva ancora una volta tacere sull’episodio di Pato e del rigore salva-match. Con Allegri in diretta televisiva e pronto all’intervista nasce subito un battibecco. Allegri, a dispetto del nome, è molto nervoso: per raggiungere la Juve in vetta il buon Galliani si è dovuto armare di tutti i più preziosi contatti e a furia di rigori segnati da Ibra ecco la parità di punti, anche se la Juve è in vetta, prima per via dello scontro diretto in cui aveva frantumato i rossoneri. La Cazzetta Rosa fa disinformazione e dà il Milan come primo in campionato, ma la realtà, come spesso accade in quella redazione rosa, è ben diversa.

Dopo Pistocchi è il turno dell’ex arbitro che Moggi chiuse negli spogliatoi per 40 giorni e per 40 notti. Altro diverbio, con un regolamento e immagini chiarissime… eppure per Allegri non c’è ragione di dire la verità.

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Bene, dopo questo che in un paese civile è la normalità perché i fatti non possono essere nascosti per sempre, ecco il comunicato di SportMediaset:

Con grande rammarico l’assemblea dei giornalisti di SportMediaset deve segnalare pubblicamente un episodio preoccupante sul fronte dei rapporti sport-comunicazione: nella settimana che precede il derby calcistico di Milano, l’Ufficio stampa del Milan ha fatto sapere alla redazione di Sport Mediaset che quest’ultima, contrariamente alla consuetudine, non potrà in questi giorni avere a disposizione interviste a tesserati del club dopo le divergenti valutazioni sul rigore concesso in Atalanta-Milan emerse durante il dibattito televisivo post partita tra l’allenatore rossonero e gli ospiti presenti nello studio di Premium Calcio. L’episodio si qualifica da sè‚ e purtroppo sono sempre più frequenti le ritorsioni delle società di calcio nei confronti dei media che esprimono opinioni non gradite.

C’è bisogno di commentare ulteriormente? Intanto è quasi ufficiale: il derby di domenica prossima partirà dall’1-0 del Milan, rigore di Ibra. Da lì si spera in una bella partita regolare…

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Lettera aperta a Maurizio Pistocchi: pensavo fosse un giornalista serio…

Il grandissimo Raimondo Vianello tendeva sempre ad aggiungere battute alle sue uscite da rossonero.

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Addetto alla moviola, molte volte si distrae oppure esagera. Esagera nella faziosità e certamente mostra poca terzietà di fronte agli episodi commentati.

Un anno fa il popolo bianconero insorse, qualcuno anche violentemente di fronte all’accusa razzista “è solo serbo” rivolta a Krasic dopo la simulazione col Bologna.

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Bene, molti tifosi oggi hanno scritto ai moltissimi blog bianconeri in giro per il Web, compreso IoJuventino, chiedendo rispetto ed equità di trattamento. Come mai, è la domanda, oggi Pistocchi non rimprovera Boateng? Come mai non si fa notare che il Milan sta beneficiando oltremodo di un occhio di riguardo da parte degli arbitri?

Ci piacerebbe chiedere a Pistocchi come mai questa serie di rigori a favore non genera alcun legittimo dubbio di cupola rossonera. O come mai nessuno si azzarda a insistere su questi episodi a favore: prima la pallavolo di Seedorf, ora il tuffo sincronizzato di Boateng. E’ ancora calcio o abbiamo cambiato sport?

Ci piacerebbe chiedere a Pistocchi questo e molto altro ancora, ma sappiamo benissimo che il contratto gli vieta ogni forma di libertà di pensiero in quegli studi. Epperò la smetta con questo auto inno alla professionalità e alla terzietà: non ci crede proprio nessuno. Si metta la maglia e giochi secondo le regole. Sarebbe anche più apprezzato.

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