Rimpiango in queste occasioni Luciano Moggi. Rimpiango i suoi metodi e il suo modo di gestire questa gente.

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Lo rimpiango perché qui il bene della Juve è stato sempre posto all’ultimo posto. Abbiamo aiutato gente che aveva bisogno, elargito denaro a gente che non lo meritava e tenuto gente che non poteva indossare la maglia della Juve. Nell’ordine abbiamo dato l’addio a Camoranesi, Nedved, Cristiano Zanetti, David Trezeguet, fra gli altri.

Per tenerci Amauri.

L’allora genio delle finanze Jean Claude Blanc andò a trattare con Zamparini e cedette alle trappole del presidente rosanero. Un lago di sangue per pagare il cartellino di Amauri, più la cessione di Nocerino che fino a quel punto era stato uno dei più positivi nella prima stagione del Torneo Aziendale Moratti & Co.

Pagato profumatamente, in realtà Amauri seppe conquistarsi la fiducia dei tifosi. 12 gol, reti pesantissime e prestazioni ottime all’inizio dell’anno. Giusto per arrivare a dicembre e guadagnarsi un aumento dell’ingaggio. Poi il buio, la clamorosa gita verso il baratro.

“E’ solo un momento, ci può stare. Colpa degli infortuni” dissero i tifosi all’inizio del secondo anno di Ranieri. E ci poteva stare, lo dissi pure io. E così non fu.

I numeri del secondo anno rappresentano, oggi, uno dei campanelli d’allarme più clamorosi: 40 partite e 7 gol. Roba da centrocampista di contenimento bravo nelle mischie. Roba da centrocampista esterno bravo nell’attaccare gli spazi. Non certo roba da una prima punta bianconera, per di più alla luce di un’esclusione di David Trezeguet senza alcun motivo di esistere. E la Juve affidata ad Amauri va giù, sempre più giù. Se non si segna si fa fatica a vincere le partite e meno male che c’erano Trezeguet e Del Piero.

Ma la Juve fa di peggio: contratto allungato e ritoccato, sino alla soglia dei 3,5 milioni di euro, che diventano quasi 4 con i bonus. Già, bonus!

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Nel 2010/2011 va ancora male. Illude tutti con Del Neri in panchina: 3 gol all’inizio dell’anno, prima ancora che cominciasse il campionato. Tre gol contro le corazzate dei preliminari di Europe League. E la Juve molla Trezeguet.

Nell’anno solare Amauri mette dentro solo e soltanto 1 rete e finalmente Marotta lo butta via. A Parma, perché nel frattempo a Torino arriva un certo Alessandro Matri.

Andrea Agnelli e Conte non hanno più in mente di dare altre possibilità ad Amauri. Comunicazione ufficiosa e ufficiale, ma l’agente del giocatore pare sordo. Marotta le tenta tutte: a parte la Juve Stabia (che mi sta simpatica) viene proposto a destra e a manca, ma Amauri rifiuta tutto.

Il retropensiero è abbastanza diffuso. Non l’ho scritto sul blog, ma certamente l’ho detto al bar: Galliani o chi per esso si è messo in mezzo, altrimenti non si spiega perché Amauri avrebbe dovuto rinunciare perfino al PSG che certo non aveva problemi a pagare l’ingaggio.

Morale della favola, Amauri è fermo ormai da maggio. Fermo e immobile, più o meno come quando giocava al centro dell’attacco bianconero. Non si allena con la prima squadra (non facciamo che il morbo attacchi i vari Vucinic e Matri) e non fa la foto, perché Amauri non fa parte del progetto, perché Amauri non rientra nei piani.

Perciò le parole di Pocetta sono anche assurde: di che “buon senso” sta parlando l’agente di Amauri? Più corretta di così! La Juve come doveva comportarsi? Conte come deve comportarsi? Farlo giocare ogni tanto? E che siamo l’Inter?

No. Gentilmente Amauri andrà via a gennaio, anche per liberare un armedietto, anche solo per non averlo più ufficialmente in rosa.

E ora torniamo un attimo coerenti. Amauri è un gran bel tipo di attaccante. Forte fisicamente e forte tecnicamente. In provincia può risultare davvero decisivo e Parma lo dimostra, così come lo aveva già dimostrato il Palermo. Ma stare alla Juve, stare a Torino, è diverso. Molto diverso. Serve pure una forte personalità, una caratteristica che non si allena: o ce l’hai o non ce l’hai. E se non ce l’hai non puoi vestire quella maglia. Mi pare che Conte lo stia dimostrando molto bene. Pocetta non lo ha ancora capito!

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