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Tag: pogba (pagina 2 di 21)

Mercato Juve: promosso o rimandato?

A pochi giorni dalla conclusione, e ancora in attesa per gli ultimi colpi in entrata e in uscita (ma tutta l’ansia è rivolta agli ultimi acquisti), viene da chiedersi se il lavoro di Paratici e Marotta è da completa promozione o qualcosa è mancato.

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Erano i primi giorni di giugno quando Allegri, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, annunciava il cambio di modulo e salutava l’arrivo di un trequartista puro. Una sorta di nuovo Zidane capace di fare da raccordo fra centrocampo e attacco, lontano dal trequartista muscolare che Lippi si inventò con Nedved. Ma a pochi giorni dal mercato, questa figura viene ancora a mancare. Con la difficoltà improvvisa dettata dagli infortuni a Marchisio e Khedira.

Padoin in campo in veste di regista e Sturaro in panchina hanno fatto storcere il naso perfino al più ottimista dei tifosi. Urge un rinforzo a centrocampo, pregando il Cielo che il danno a Khedira sia solo episodico e non un cattivo presagio. Che accadrebbe in Italia o peggio in Europa se un infortunio e una squalifica mettessero fuori gioco due pedine fra Marchisio, Pogba, Pereyra e Khedira?

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E resta ancora da definire la casella trequartista. Il gioco spostato sulle fasce con l’arrivo di Cuadrado non è sufficiente. Serve fantasia e serve sopperire all’assenza pesante di gente come Pirlo e Tevez in grado di trovare la formula magica in ogni giocata. Pena, avere un gioco lento e prevedibile come accaduto contro l’Udinese tutta a protezione della propria area.

Se le fasce servono per innescare un Mandzukic fin qui servito malissimo (l’idea è che il croato possa davvero stupire se solo fosse servito come veniva servito Trezeguet), il fantasista serve per far girare l’intera squadra aggiungendo imprevedibilità e la giocata singola di cui il solo Pogba sembra fornito.

Il punto però è l’essere arrivati in ritardo a questa chiusura di mercato, non avendo accontentato Allegri con la pedina che più di tutti serviva. Ok Dybala (anche se tenere in panchina 40 milioni di euro sembra un sacrilegio), bene Alex Sandro (che ora dovrà guadagnarsi i 26 milioni di euro spesi per un terzino) e Cuadrado (operazione in pieno stile Marotta), ma il trequartista meritava più attenzione e determinazione, senza troppi pensieri al portafogli.

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Senza fantasista non si parte?

Allegri sembra particolarmente in attesa del trequartista, fondamentale nel nuovo progetto tattico che prevede un centrocampo muscolare, un attacco senza Tevez, e appunto un 10 capace di apportare fantasia e scatenare gol.

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Attacco ben assortito, centrocampo che ha perso sì due fenomeni, ma trova la conferma di Pogba e Marchisio, la promozione di Pereyra, il ritorno di Asamoah, e l’inserimento di Sturaro e Khedira. Potrebbe bastare in Italia, ma in Europa è tutta da vedere.

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La difesa punta sulla crescita di Rugani, praticamente un must dopo gli infortuni a Barzagli e Chiellini. Il rientro di Caceres è prezioso, ma il ragazzo ha troppe volte alzato bandiera bianca (l’anno scorso solo 14 partite).

Così tutto ruota attorno al trequartista. Fantasia e assist, gol e dribbling. E’ il regista offensivo che ci serve tanto perché senza Pirlo e Tevez perdiamo molto in imprevedibilità, con l’ultima idea di poter usare un Pogba dietro le punte (ma su questo punto torneremo, perché l’idea non convince del tutto).

Serve il fantasista, senza farsi prendere per la gola.

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Tutti in difesa

Barzagli out è ormai la solita tegola. Chiellini salta un’altra finale. Ma non è solo il campo che deve preoccupare.

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La sfuriata di Allegri su un Morata poco applicato sta dando il via a una serie di approfondimenti giornalistici che hanno il solito obiettivo di disturbare l’ambiente, di influenzare parte della tifoseria troppo suscettibile allo strano modo di fare informazione in Italia.

Rugani e Caceres sono le pedine per tappare la falla delle assenze pesanti di Barzagli e Chiellini. Il giovane ex-Empoli ha un’occasione irripetibile: imporsi già a perno della Juve del presente. A volte il destino ti offre delle chance importantissime, e l’8 agosto è per Rugani un punto di svolta della propria carriera. Quindi nessuna paura in vista della Supercoppa.

Piuttosto, dirigenza, staff e giocatori devono arginare la troppa voglia di aver declassato la Juve a progetto dismesso. Via i senatori, manca la personalità? Via Tevez e Vidal, mancheranno i gol? I nuovi arrivati sono all’altezza dei quattro scudetti consecutivi? Il gap di svariate decine di punti è stato già colmato? Per la serie: se non puoi batterla sul campo, almeno provaci sui giornali.

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A Torino sono maturi abbastanza per non cascare in questo provocazioni e lasciar lavorare tranquillo Allegri. La stessa sfuriata contro Morata (al suo ultimo anno di Juve, come Pogba, scrivono un paio di giornali) è propedeutica a tenere altissima la tensione. Rivincere è sempre più complesso che vincere. Ma non certo così complesso se il livello di applicazione è quello degli ultimi anni.

“Tira una brutta aria” ha detto Allegri, che certo non si riferiva a Morata o a Vinovo, piuttosto a quanto stanno scrivendo e dicendo da settimane. L’anno scorso lo abbiamo accolto con calci e sputi alla macchina, salvo poi fargli quasi una statua a maggio. Oggi è l’unico uomo in grado di farci godere ancora, di più, sempre di più.

Tutti in difesa, attaccando. Con il ruolo più delicato che è quello dei tifosi: tutti uniti, a fare muro e schermo contro gli pseudo-approfondimenti di guru e opinionisti.

Tanto poi parla il campo, che ci dà spesso ragione.

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Pogba: costa troppo?

Il Barcelona. Quindi il ManCity, senza dimenticare il Real Madrid, il Chelsea, il PSG. Tutti vogliono Pogba. Ma nessuno è disposto a sborsare i famosi 100 milioni. Giusto?

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La storia probabilmente è differente.

La Juve ha detto più volte di voler tenere in casa i propri campioni. Anzi, aggiungerne. Per cui, a meno di clamorosi cambi di marcia, la Juve quest’anno terrà i suoi gioielli. Vale a dire terrà Vidal e Pogba.

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Il francese poi è un caso particolare.

Le valutazioni di Bale, Falcao, Rodriguez, Di Maria, autorizzano a parlare di oltre 100 milioni di euro per il suo cartellino. Età, fatti già acquisiti a curriculum, prospettive, mentalità, serietà fanno pensare di trovarsi di fronte una sorta di diamante purissimo, uno dei talenti che lascerà il segno nel gioco del calcio.

E allora, due domande:

  1. costa davvero tanto? O è normale dialettica per tentare di non scatenare un’asta che farebbe felice solo la Juve?
  2. per quale motivo la Juve dovrebbe allora privarsi di un simile fenomeno?
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Pogba è incedibile dal 2 settembre

Nel giorno del rinnovo a vita di Claudio Marchisio, il Presidente Andrea Agnelli ha voluto con forza puntualizzare un concetto di una semplicità imbarazzante: Pogba sarà incedibile dal 2 settembre. Vale a dire: chi ha voglia di spendere tanti tanti tanti soldi, si faccia avanti.

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La proposta indecente verrà ascoltata dalla Juve, ma vuol dire ragionare sulla base delle tre cifre elementari. Gli agognati 100 milioni di euro, che per molti nemmeno basterebbero dopo le valutazioni super dei vari Bale e Rodriguez, tanto per citare due nomi.

Altrimenti la Juve resta così, con Pogba in un centrocampo fra i migliori al mondo, pur con la partenza di Pirlo.

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Altrimenti la Juve fa la Juve e i campioni se li tiene. O ne aggiunge.

Perché il calcio dei giorni d’oggi è questo: legato ai numeri, legato maledettamente ai numeri. Restano pochissime bandiere.

Giusto quel Claudio Marchisio.

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Affaire Pogba: vendere o non vendere?

Se qualcuno si presentasse con 100 milioni in contanti? Se qualcun altro proponesse una rosa di giocatori da cui scegliere come contropartite per il cartellino di Pogba?

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Intrecci di mercato, incubi dei tifosi, pensieri per lo staff tecnico della Juventus.

Paul Pogba è gioia e dolore.

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Carta di identità e capacità tecniche porterebbero la valutazione stellare a oltre 100 milioni di euro, ma la Juve deve piuttosto decidere se è giusto provare a trattenere Pogba costruendo su di lui la Juve dei prossimi 10 anni, o monetizzare un 21enne adesso o il prossimo anno, preparando dunque un mercato faraonico.

Non una scelta semplice perché la sensazione è che il francese sia una gemma preziosa che rinascerà fra moltissimi anni, con ancora ampi margini di miglioramento.

Il Barcelona sembrerebbe aver raggiunto una sorta di prelazione per il 2016, anche se non si conoscono le cifre e l’eventuale accordo che porterebbe Paul in blaugrana. Solo soldi? E quanti? E se non Barca, certamente PSG e Chelsea e ManCity e Real Madrid potrebbero essere alla finestra, scatenando magari un’asta che farebbe felice – almeno economicamente – la Juve.

Riscoprendo la lista dei più pagati negli ultimi anni, da Rodriguez a Bale, passando per giocatori assolutamente mediocri, appare oggettivo dare a Pogba una valutazione ben superiore ai 100 milioni di euro. Per età, mezzi tecnici, prospettive e risultati già raggiunti, vale più o meno di Gareth Bale? E vale più o meno di James Rodriguez? Giusto per fare due veloci paragoni. La palla a Marotta che se dovrà vendere, dovrà riuscire a strappare il massimo prezzo possibile.

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Centrocampo Juventus: ecco come potrebbe cambiare

Pirlo dentro o Pirlo fuori? In attesa di avere una risposta certa a una domanda che la Juve deve porsi, Sami Khedira è stato ufficializzato. Rinforzo a centrocampo utile, forse necessario, certamente prezioso per andare a rinforzare un reparto già fortissimo e completo.

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Ma andiamo con ordine.

Già con Conte si era capito come il reparto chiave di tutti i successi bianconeri è (stato) il centrocampo. Completo in tutti i suoi aspetti: tattici (possiamo variare una infinità di moduli), tecnici (abbiamo quanto di meglio il calcio offre in giro per l’Europa), caratteriali (forza, agonismo, rabbia). Allegri lo ha schierato in modo differente da Conte, con un falso trequartista ad agire dietro le punte, ma il risultato non è cambiato, anzi migliorato.

Contiamo e valutiamo gli uomini.

Marchisio è destinato a prendere il posto di Pirlo in cabina di regia, con la capacità di abbinare alla qualità anche la sagacia tattica di un interdittore. Futuro capitano bianconero, Claudio Marchisio gode di immensa stima da parte di Allegri e appare come un jolly imprescindibile di reparto.

Arturo Vidal è tornato ai suoi livelli, dopo una stagione travagliata. Ma il suo apporto è fuori discussione: se sta bene, è un giocatore unico e impareggiabile, ottimo per ogni tipo di posizione, in ogni tipo di schema.

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Paul Pogba è il genio che deve ancora convincersi di esserlo. Gigioneggia troppo – come da rimprovero di Allegri – ma mezzi fisici e tecnici fuori la norma. È una sorta di caveau per le casse bianconere, e una lampada magica in campo. Deve stare bene fisicamente e migliorare l’approccio agonistico al match, senza correre il rischio di privilegiare l’estetica all’efficacia. Allegri dovrà essere bravissimo nell’uso di bastone e carota. A regola, uno dei prossimi Palloni d’Oro sarà suo. Speriamo lo ritiri da juventino.

Khedira è acquisto preziosissimo, perché in grado di sostituire ogni titolare oggi a disposizione di Allegri, spostando qui e là parametri fisici o tecnici. L’esperienza può essere incredibilmente utile in certe fasi della stagione. La paura è che la sua firma nasconda una sorta di precauzione nel caso di addio del cileno o del campioncino francese.

Pereyra è stata la sorpresa più piacevole. Non avesse avuto quella carriera, siamo sicuri che avrebbe strappato la maglia da titolare a Pirlo nella finale di Berlino per meriti acquisiti sul campo. Sta pure imparando a segnare. Tecnico, veloce, capace di ricoprire più posizioni in mezzo al campo: una manna per chi lo allena. Un peccato doverlo piazzare in panchina per eccesso di titolari.

Sturaro ha letteralmente convinto in pochi mesi di Juve. Arrivato in silenzio a gennaio, ha dimostrato sul campo che ha qualcosa di bianconero: forza, determinazione, una certa arroganza, e mezzi tecnici già buoni destinati a migliorare. Gran bel colpo per la Juve, che si rafforza ringiovanendosi.

Fin qui, un centrocampo di questa portata, Pirlo o non Pirlo, non ce l’ha nessuno in Europa. I punti interrogativi dipendono dalle condizioni di Asamoah, sempre più visto nel ruolo di terzino e fluidificante, e la ricerca di esterni puri. Oltre la possibile mega offerta che può arrivare per Pogba, o per Vidal.

Di certo c’è che il motore della prossima stagione sarà ancora una volta la mediana. Con un Khedira in più, e forse un Pirlo in meno.

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Di Matri, di Sturaro e del super calciomercato, ma solo a luglio

Guardiamo alla realtà delle cose: senza stupidi pareggi (leggi Sampdoria, Inter, Sassuolo), la Juve oggi volerebbe con un vantaggio irrispettoso. Ciò significa che il mercato di riparazione toccava ad altri.

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In ogni caso, qualche tassello è stato inserito. Disquisire su questi tasselli è il minimo.

Cominciamo da Alessandro Matri. L’operazione finanziaria non fa una piega: lo abbiamo venduto, ora lo prendiamo in prestito, con metà ingaggio pagato dal Milan. La goduria è irrefrenabile. Ma serviva? E se sì, qual é stato il ragionamento che ha spinto Allegri a chiedere a Marotta di prendere Matri? Seguitemi.

Max Allegri si è accorto che il suo gioco non giova a Llorente. Letta al contrario, Llorente fa fatica bestia nel modulo di Allegri dove serve corsa, vivacità e strappi in verticali: non proprio le caratteristiche del basco.

Morata è al punto di svolta: o incide adesso, o è destinato a dividere la maglia da titolare con qualcun altro.

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Ecco Matri. Giocatore da contropiede, giocatore di gran fisico, ma molto più mobile di Llorente.

Passiamo a Sturaro. Giovane di grandi speranze, centrocampista muscolare come ne servono in determinate partite, e in determinati mesi della stagione. La Juve sta pianificando il futuro, l’averlo portato subito a Torino potrebbe essere indizio di due cose:

  1. Marotta ha capito che in estate partirà un big: o Vidal o Pogba, e certamente Pirlo non è eterno, per cui bisognerà rimpiazzarlo. Più probabile lo spostamento di Marchisio in regia, e a quel punto un muscolare come Sturaro serve come il pane;
  2. Allegri vuole impostare un centrocampo di grande fatica e qualità, magari per un assetto da tridente, e allora ecco Sturaro come alternativa ai vari Marchisio, Vidal e Pogba, con Pereyra più-che-riserva.

Capitolo difesa. Il rientro di Barzagli sembra imminente e auguriamo ad Andrea il massimo della fortuna, visto che l’età non è dalla sua parte. A quel punto la retroguardia sarebbe al completo, grazie al rientro di Caceres. Per cui lì potevamo anche non intervenire, e così è stato fatto. Tranne l’aver certificato il rientro di Rugani in estate.

Unica nota negativa, visto che stravedo per Alberto Masi: aver ceduto il controllo del suo cartellino.

P.S.

Tello ha firmato. Ora assalto all’under 17 brasiliano che sta facendo impazzire gli opinionisti sudamericani. Bene il futuro, ma non dimentichiamoci il presente.

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Udinese – Juventus 0 – 0 / Quando diventiamo davvero grandi?

Una grande squadra non fallisce queste occasioni. Non già per i punti di vantaggio che aumentavano, quanto per l’effetto psicologico di certe sfide.

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La Roma pareggia, con aiutino. La Juve doveva vincere e convincere, per dare l’ultimo segnale a questo torneo, già alla seconda di ritorno di campionato.

Non ci sono scuse, né giustificanti. Udinese – Juventus è stata una scialba pagina in un libro che poteva già chiudere un capitolo.

Un Pogba che non ha retto alla marcatura di Allan. Ci sta che il tuo marcatore abbia più energie di te, ma perdere letteralmente la testa e annullarsi dal gioco non è da prossimo Pallone d’Oro. E Allegri doveva avere il coraggio di inserire anche Pepe.

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Senza Vidal e Marchisio, il centrocampo bianconero è apparso molle e poco dinamico, con un Pereyra forse emozionato?

Llorente è un problema: il gioco non è adatto alla stazza dello spagnolo, la cui velocità è una limitante per la manovra. Mentre non arrivano cross da sfruttare, per cui davvero poca roba. Meglio con Morata che può sfruttare gli allunghi e gli assoli e non è un caso se la Juve ha prodotto di più dopo l’ingresso del giovane spagnolo. Allegri dovrebbe prendere una decisione: chi è titolare?

Non certo Matri, la cui operazione sembra da ultima spiaggia circa idee e propositi. A meno che, l’operazione non è volta a rendere più gradevole e combattuto un campionato che ieri alle 16:55 doveva essere già finito.

Detto questo, si riparte. Con forza. Con rabbia.

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Juventus: scenari di mercato fra Zaza, Sturaro e Pogba

Febbrile attesa per tanti tifosi juventini. Il calciomercato è sempre affascinante per il tasso di intrecci misteriosi di procuratori, giocatori e idee. D’altronde, è proprio uno dei motivi per cui amiamo follemente questo sport.

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Investimenti in estate?

Conosciamo perfettamente la dialettica aziendale: “gli investimenti li faremo in estate”. E’ la dichiarazione standard, come a dire: per adesso le idee sono quelle che sono, e i soldi peggio, quindi rimandiamo tutto.

In soldoni: sono circa 60 i milioni di euro che arriveranno dalla UEFA, più le cessioni già completate dei vari Gabbiadini, più un piccolo tesoretto che possiamo costruirci con altre cessioni in estate.

Tradotto: non c’è budget in questa sessione, a meno di clamorosi affari. Ri-tradotto: non faremo nulla in questa sessione. Perché i clamorosi affari predispongono comunque a forti investimenti.

Porte girevoli in attacco: Giovinco e Zaza

Appurato quanto sopra, ci sono sol due nomi che possono vivacizzare le ultime ore di calciomercato, a rendere più adrenaliniche le puntate speciali dei vari Sportitalia, tanto per capirsi.

Uno è quello di Giovinco: andrà a Toronto in estate, ma a Vinovo l’idea che circola è un’altra. Stanno caldamente invitando Giovinco a prendere adesso l’areo per l’America, in modo da liberare un posto per un nuovo attaccante.

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Il nuovo attaccante dovrebbe essere Zaza, di rientro dal Sassuolo, anticipando l’approdo in bianconero di 6 mesi.

I motivi di questi spostamenti vanno ricercati in:

  1. non credono più ai vantaggi che Giovinco apporterebbe alla Juve, in questo ultimo scorcio di stagione;
  2. Allegri ha bisogno di più peso in attacco;
  3. i vari Llorente e Morata non hanno confermato le attese.

Sturaro: mossa preventiva nel caso Vidal e Pogba…

Il nome che invece arriverà a Torino da lunedì è Sturaro, il giovane centrocampista che la Juve ha parcheggiato a Genova quest’estate, sponda rossoblu. Per i problemi ad Asamoah e Romulo, Allegri ha chiesto un rinforzo e Sturaro potrebbe recitare il ruolo che Pereyra sta sino a qui ben interpretando.

La mossa suggerirebbe in realtà un altro progetto: che fine faranno Vidal e Pogba? Soprattutto: chi sostituirà e come sostituiremo Pirlo?

Sturaro dunque per il presente, ma soprattutto per il futuro, con 6 mesi di inserimento sereno in rosa, a partire appunto da lunedì.

La difesa torna serena

In difesa non arriverà nessuno. Caceres si è perfettamente rirpreso, mentre Barzagli dovrebbe poter tornare in campo a febbraio. Il che vuol dire che gli uomini in difesa torneranno a disposizione concedendo ad Allegri di poter far rifiatare qualcuno, di tanto in tanto.

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