In Italia si cerca sempre dove non serve. E dove servirebbe non si indaga mai. E quando si indaga si promuovono i delinquenti e si condannano, anche pesantemente talvolta, gli innocenti (o giù di lì).

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Avvertito da un amico che andrà a vedere Juve-Genoa, ho pensato “sarà uno scherzo!”. Ci farà una vignetta e mi ha gentilmente segnalato il contenuto? No, è bastato un piccolo giro sul Web per capire che si trattava di cosa seria.

Lo Juventus Stadium era sotto indagine. E la Juve rischiava grosso. Più o meno sono i titoli, grandiosi e magistrali, che ho trovato su alcuni siti.

Chiariamo subito la situazione: i 40 mila che ogni partita guardano la Juve e l’avversario di turno, prima ancora che tifosi bianconeri (e qui mi fermo perchè dovrei altrimenti sciorinare le peggiori volgarità contro delle bestie che si insinuano fra noi esseri umani) sono delle persone. Persone con vite proprie e che rinunciano a qualche piacere per pagare il biglietto d’ingresso allo Juventus Stadium. In qualità di persone andrebbero tutelate.

Detto ciò è alquanto curioso che dopo 6 partite si indaghi sullo stadio bianconero. Abbiamo rischiato qualcosa varcando i cancelli di quello stadio? Saltando a ogni gol bianconero? Facendo le ole e pestando i piedi per un’azione conclusa male? Gioiello architetturale, prima ancora che ingegneristico, e gioiello di puro fascino. Che l’abbiano tirato su con gli elastici e la colla vilinica…

Comunque, torniamo a noi. Nel pomeriggio salta fuori dell’indagine. A rispondere sarà la Società Juventus F.C. S.p.A. e gli ingegneri che dovranno consegnare e spiegare la documentazione. A occuparsi dell’indagine – e qui un brivido corre lungo la mia schiena – è la Prefettura di Torino.

Non che non abbia fiducia, intendiamoci, nella Prefettura piemontese, ma ho sempre nella mente un’indagine nata e morta a Torino e poi trasformatasi nella più grossa farsa sportiva degli ultimi 100 anni.

Tranquilli: lo stadio è agibile, probabilmente si andrà avanti con la storia dei materiali, ma piaccia o non piaccia qui la Juve è (sarebbe) parte lesa. E visto che lo scoop è fatto… vogliamo chiarire la situazione?

Certo è strano. L’unico modo per fermare la banda di Conte è qualcosa di extracalcistico… ed ecco servito!

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Io non ho competenza in materia e non mi azzarderò a entrare nel merito della questione, ma la domanda è questa: quando sono iniziati i lavori qualcuno avrà chiesto conto della bontà del progetto? Qualcun altro avrà seguito i lavori? La Juve chi ha pagato per la realizzazione dello Stadium? In corso d’opera… sono stati effettuati controlli per la salvaguardi delle persone di cui sopra?

Così, e sarò pure dietrologo, e sarò pure esagerato, e sarò pure fazioso, mi balza alla mente un unico grande immenso dubbio.

Ricordo l’ape di Cannavaro, il video di Cannavaro e prima ancora la storia di Buffon e Amauri in lotta per la Seredova (bufala più bufala di una mozzarella), e poi ancora la famosa lite fra Camoranesi e Nedved… per non parlare di doping, di posteggio in doppia fila e di bullismo… insomma: qui per destabilizzare la Juve salta sempre qualcosa fuori!

Curioso, eh!? Stavolta anche originale, anche perché si è visto che né con la storia del ritiro di Del Piero né buttando sui giornali ora l’esaltazione ora il mezzo esonero di Conte la Juve ha subito il colpo. Con Andrea Agnelli al comando lo scudo protettivo regge. Regge contro i media e contro i giornali, regge perfino contro i continui rinvii di TNAS, TAS, TAR, TIR, Qui, Quo, Qua e Zio Paperone.

Ora… speriamo pure reggano quei pennoni da 90 metri che dominano lo Juventus Stadium.

Fossi a Torino sabato sera, fossi in quello stadio e fossi tifoso bianconero… farei un tale bordello – chiedo scusa per la parola, ma intendo il suo equivalente di casino, di bolgia, nonostante così attuale come concetto in Italia – che non si dovrebbero sentire nemmeno i fischi dell’arbitro. Inciterei ogni ragazzo con la maglia bianconera in campo fino a sentirmi male. Perché è la Juve… e dobbiamo in fretta tornare a essere la VERA JUVENTUS!

Stadio o non Stadio, TNAS o non TNAS.

E comunque… io una indagine sull’agibilità della FIGC la farei…!

P.S.

Ogni volta che Baldini si muove a Roma… accade un terremoto a Torino. Delle due l’una: o è sfiga…!

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