Menu Chiudi

Tag: prescrizione

L’etica che non c’è: parole di Moratti, musica di Abete

Sarebbe una canzone stupenda per il famoso Festival di Sanscemo, la parodia a Sanremo che ha visto vincere comici di grande spessore e talento. Purtroppo perderebbero anche lì chi questa canzone l’ha praticamente inventata.

Advertisment

Dopo che il silenzio ha avvolto il caso Vieri e soprattutto i risvolti del caso Vieri (attenti alla sottile, ma decisiva differenza!) ecco che Abete si esprime. Si sarà sicuramente confrontato col padrone e così vomita al pubblico italiota la filastrocca che uno che sbandiera regole e lealtà non dovrebbe mai pronunciare:

La giustizia sportiva sul caso Vieri? Parliamo di fatti per cui la prescrizione sarebbe scattata a livello societario nel 2007 e per quanto riguarda le persone fisiche nel 2010.

Come vedete qui non sono più incompetenti, ma conoscono bene il fatto e i fatti. Al punto che sa perfettamente, il caro Abete, i termini di prescrizione. Come a dire: “avete visto che tempismo perfetto?“. Già questo basterebbe per sollevare un’ondata popolare fatta di proteste e di richieste che si faccia chiarezza sul caso. Tranne che non riguarda la Juve e quindi tutti muti, complici di un’altra truffa ai danni del calcio italiano.

Advertisment

Già perché Abete non è contento di quanto affermato, cioè che l’etica e la lealtà vanno in prescrizione senza la Federazione batta ciglio, no addirittura vale che:

Siamo al primo grado e non diamo valutazioni per quello che attiene i processi civili in cui esiste un raccordo diverso con la giustizia sportiva. Nei processi penali la federazione puo’ chiedere gli atti. Nei processi civili invece questo non avviene.

In realtà tutto ciò non avviene e non dovrebbe avvenire nei paesi civili. E tutto questo è uno schifo di cui siamo felici di non essere i protagonisti, benché ne siamo tutti vittima: Juve e juventini, e ovviamente tutti i cittadini (almeno quelli che si sentono ancora tali o che vorrebbero sentirsi tali) di questo strano paese.

L’Inter la fa ancora franca, la Federazione si china nuovamente a pi greco mezzi al suo padrone, l’Italia tutta è costretta a picconare la propria storia e sprofondare sempre più verso abissi di corruzione e illegalità francamente non più tollerabili.

Advertisment

Inter… una prescrizione che salva la vita

Onesti, puliti, esempio di lealtà… ma a processo non si va. Giammai, puliti e leali solo a parole, parole vuote e false già prima di uscire dalla bocca, perché in fondo il cervello pensa prima la terribile falsità e poi la bocca si presta per dirla. E se non è la bocca è certamente la tastiera, magari sul sito ufficiale o su uno dei tanti house organ travestiti da stampa libera e democratica.

Advertisment

E’ tutto questo l’ambiente nerazzurro: un covo di falsità, una produzione continua di frasi fatte che non hanno attinenza col mondo reale. Un mondo fantasioso che è stato messo davanti agli occhi dei tifosi per nascondere loro la verità: che sono schiavi, che vivono in una prigione che non conosce vittorie, solo menzogne e sconfitte.

Con un po’ di anni di ritardo, per nulla casuali, la società di Massimo Moratti cade ancora in un’aula di Tribunale. E lo fa con stile. Con molti anni di ritardo ecco arrivare anche la condanna sul caso Vieri. Che non è un caso semplice, perché è anzi una conferma, la più tremenda, di quanto già dimostrato da svergognati bianconeri che non hanno mai accettato la farsa raccontata in TV e sui giornali. Dimostrato coi fatti, gli stessi fatti che inchiodano Tronchetti Provera e Moratti.

Sono fatti semplici da raccontare perché si sa già tutto e fortunatamente qualcuno prova a tirare via dalla sabbia la testa e a metter bocca su qualcosa per cui l’Italia dovrebbe muoversi: Farsopoli. L’Inter cade vittima dei suoi stessi tranelli: lo spionaggio ai danni di Vieri è stato dimostrato, acclarato e punito in Tribunale. La Corte ha deciso che Bobo verrà risarcito con 1 milione di euro a fronte dell’attività illegale della Telecom pagata da Massimo Moratti. Ben inteso, per quanti fanno finta di non capire: l’indagine è stata commissionata e pagata dall’Inter, nella veste dell’allora presidente Giacinto Facchetti. Cosa abbiano a che fare queste cose con lealtà, coraggio, pulizia e santità… è un mistero!

Gli avvocati di Vieri, molto deluso da questa vicenda, vogliono andare fino in fondo, chiedendo la riapertura del processo sportivo. E perché mai? Una vendetta nuda e cruda? Assolutamente no!

Advertisment

Gli avvocati di Vieri vogliono riaprire il processo sportivo perché leggendo le sole carte riguardanti il Processo Telecom sentono, come Neo in Matrix, che il mondo descritto dalla Gazzetta è tutt’altro che reale e che molto ci sia ancora da dimostrare e indagare. Certo non possono dire in aula di sapere già tutto, di aver letto blog e forum su Internet, di aver letto le carte di un altro processo e aver scoperto che era tutto falso, tutto una Farsa!

Però, come già accaduto in passato, specie nella gestione Moratti, le aule di Tribunale, al contrario del campo, sono un terreno amico. Il petroliere sembra giocare in casa e le vince tutte. Senza seguire le regole, eludendole e piegandole al proprio volere… o portafogli che sia. Prescrizioni, regolamenti violati, galere evitate per falsificazione di bilanci, trucchi con le plusvalenze, riciclaggio documenti e via così. Prescrizione su Calciopoli quando la posizione di Facchetti e della Società era ben peggiore rispetto a quella bianconera. E ora, Prescrizione pure su questa vicenda come ci tiene a ricordare l’avvocato della società nerazzurra:

I fatti sono sepolti dalla prescrizione. Non si arriverà alla giustizia sportiva.

Più che una valutazione sembrerebbe una minaccia!

L’estate sta finendo, ma la paletta e il secchiello di Gazzetta & Co. sono pronti: insabbiare, insabbiare, insabbiare. Mai si arriverà alla Giustizia Sportiva: loro sono puliti, leali, onesti e coraggiosi. Sono interisti… e già questo è un paradosso con questi aggettivi!

C’è solo una domanda che vorremmo porre, solo questa: è lecito pensare che tale attività abbia procurato uno smisurato vantaggio alla società nerazzurra? Vantaggi in termini di ricattabilità degli intercettati (arbitri, designatori, giornalisti, giocatori, dirigenti)? Vantaggi di natura professionale (Moggi ha denunciato il fatto che molti suoi movimenti erano pedinati e molte sue attività di mercato avevano un che di misterioso in quanto UNA società sembrava leggere nel suo pensiero)?

Advertisment