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Tag: preziosi (pagina 1 di 4)

Genoa-Roma e i giornali Preziosi: #ersistema non vale sempre

Funziona così: gli house organ si muovono costantemente nella direzione che più conviene a determinati argomenti. E i direttori mettono colori e bandiere rispetto al giornale che stanno dirigendo. Funziona così da sempre, almeno laddove la libertà di informazione e la deontologia di critica giornalistica hanno ancora un valore.

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Così, ecco cosa si sta scatenando oggi sui giornali, quello rosa e quell’altro romano (e romanista).

Dopo il match fra Genoa e Roma, in cui la moviola potrebbe avere voce in capitolo, editoriali e articoli stanno cercando di ridicolizzare la sfuriata di Preziosi. Solitamente non accade quando di mezzo c’è la Juve, quando cioè si tende ad amplificare ogni minima voce di polemica proveniente dalla società che in quel momento ha sfidato la Juve.

Le parole di Preziosi sono state molto provocatorie, come al solito:

Stanno succedendo cose strane a Roma, non vorrei fosse coinvolto anche il calcio.

Fuorigioco sul nostro gol? Io non lo so se c’era, ma la decisione è molto dubbia. In 11 contro 11 non avremmo mai perso la partita.

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Ed ecco la risposta strepitosa di Baldissoni:

Le dichiarazioni di Preziosi credo siano un po’ sciocche, non meritano commenti. Sono sicuro che al presidente sono sfuggite, magari per l’amarezza e per l’emozione del post-partita.

Posso dire che se c’è stata una squadra aiutata in campo questa è stata il Genoa.

Da sempre noi preferiamo tenerci al di fuori delle polemiche.

Ricapitolando: Baldissoni ha già escluso la Roma come possibile obiettivo di critica, sia giornalistica sia giornalaia. Ha eluso la verità abilmente, sviato i sospetti, distolto l’attenzione sulle ultime due partite per cui la Roma si ritrova svariati punti in più in classifica.

La cosa bella è che i giornalai hanno seguito l’indicazione di Baldissoni ed è ripartita la polemica contro la Juve.

Antidoto possibile? Nessuno: abbiamo esaurito ogni briciolo di serietà come sistema Paese.

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Calcioscommesse – Palazzi di nuovo all’opera: non sarà un tantino in ritardo?

Altra brutta vicenda. Il secondo capitolo di un libro che FIGC e Palazzi stanno scrivendo da oltre due anni. Fin qui alcuni obiettivi sono stati centrati, ma di Giustizia poco o nulla.

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Leggiamo da Tuttosport:

Stefano Mauri e la Lazio deferiti per il calcioscommesse: il rinvio a giudizio sportivo del procuratore Figc Stefano Palazzi, formalizzato oggi, riguarda due match, Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio del 22 maggio 2011. Al club imputata la responsabilità oggettiva. La procura Federale guidata da Stefano Palazzi ha deferito alla Disciplinare otto tesserati per illecito sportivo: si tratta di Stefano Mauri, Omar Milanetto, Mario Cassano, Carlo Gervasoni, Alessandro Zamperini, Massimiliano Benassi, Stefano Ferrario e Antonio Rosati. A Mauri e Zamperini la Procura contesta anche la violazione dell’art.1, comma 1 (violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità) e dell’art. 6, comma 1 (divieto di effettuare scommesse) del codice di Giustizia Sportiva. Per responsabilità oggettivo sono state deferite Lazio, Genoa e Lecce. Due le partite sotto accusa: Lazio-Genoa del 14 maggio 2011 e Lecce-Lazio 22 maggio 2011.

Quello che ci stupisce – sconcerta è forse la parola corretta – è il prendere nota delle date: maggio 2011. Oggi il calendario segna luglio 2013. Che è successo nel frattempo? Due anni di indagini? La scorsa estate perché se la si è presa con Conte e Bonucci e Pepe producendo il nulla cosmico quando la vicenda più grossa è stata accuratamente ignorata?

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Purtroppo Palazzi non ci convince. Non convince la FIGC e la Lega. Non ci fanno star tranquilli alcuni personaggi che sembrano avere potere assoluto – occulto sarebbe la parola corretta – sul calcio italiano.

E allora via di altra figuraccia internazionale. Segnaliamo agli amici biancocelesti, che in questi giorni stanno gridando al complotto, che né Mauri né la Lazio sono stati intaccati da Palazzi sino a questo momento. Mentre ci sono stati ragazzi che sono stati rovinati dalle inchieste sui generisi di questo strano mondo del calcio italiano. Almeno da chi muove i fili. Prova ne sia che un tizio come Preziosi sia ancora libero di agire e operare.

P.S.

Della vicenda Calcioscommesse non si parla più delle partite che riguardano Milan e Inter. 

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“Non falsate il campionato” dicevano i milanisti: il piano del Diavolo

Nelle ultime 10 partite, a parte le outsider per le zone altissime della classifica, solo il Milan può vantare un ruolino impressionante, degno appunto della zona altissima della classifica. Un Milan stellare, cinico, completamente diverso da quello di inizio anno. Sarà vero… dopo Miss Italia avere un arbitro rossonero?

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In queste 10 partite abbiamo visto di tutto. Rigori inventati, anche se il più bello resta quello di schiena di Isla contro la Juve, e rigori non concessi agli avversari, gestione scientifica dei gialli e rossi e nessuna pressione di TV e stampa. Insomma: se nella Juve la mano di Conte si vede tutta, nel Milan quella di Berlusconi è fin troppo evidente. E un tizio come Galliani è ridiventato il numero uno. Meani avrà aperto un nuovo ristorante?

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La cosa più incredibile è che i rapporti “di fiducia” tengono saldamente. Ieri Preziosi non ha protestato, nonostante alcuni ragazzi in campo abbiano provato ad alzare la voce. Ma oggi verranno tutti ridotti al silenzio. Per esempio la Gazzetta titola inneggiando al Milan e nascondendo i rigori nel solito riquadratino, mentre De Paola deve troppo occuparsi dell’arbitro di Juve-Catania, magari stavolta non mandando al macello la Lazio. Così non ci sarà alcun titolo del tipo “Milan, così no!”.

Braschi giudicherà? Certo che no, ci prova oggi Foschi: povero illuso. Mentre attendiamo con ansia la reazione di De Laurentiis e Della Valle: il secondo posto è andato, lo avranno capito?

E fossi in Conte mi preoccuperei. Il mister sa già cosa è capace di fare Galliani quando qualcuno mostra una verità cristallina (come quella gridata in quel tunnel, in quella sera famosa del 25 febbraio 2012). Con le elezioni in corso, perché Berlusca è ancora in campagna elettorale, Balotelli e lo scudetto sono il miglior viatico per l’acquisizione di nuovi voti.

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Enrico Preziosi: la lista di furbate si allunga

Chissà quanto tempo ancora dovremmo sopportare gente come questa. Facciamo candidamente notare come dirigenti capaci sono a casa, mentre questo qui è ancora in attività. Come se nulla fosse, come se sul suo capo non pendessero già parecchie condanne.

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Ma Enrico Preziosi è uno che ha amicizie importanti, soprattutto amici nei posti giusti. Arrivano, in questa settimana, altre due succulenti news:

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  • inibizione di 1 mese per i fatti vergognosi di Genoa-Siena (la partita sospesa dai tifosi, con ritiro delle maglie e una rassegna stampa internazionale che ci ha posizionati agli ultimi posti della classifica “paesi più civili”);
  • indagine su mancato versamento di IVA.

Ancora due importanti voci da inserire in un già lungo curriculum, dunque.

La cosa sconvolgente è la seguente: è il Genoa stesso che aveva segnalato il mancato versamento, per un totale di 8 milioni di euro. Il GIP ha rigettato la richiesta della Procura di Genova. Alle persone per bene solitamente viene comminato un sequestro, ma a Preziosi, alleato prezioso in un perverso mondo di manager, viene concesso tutto. Forse perché serve ancora a qualcuno?

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Spettacolo poco edificante: già, ma quale?

Il Napoli arranca, ma ha la meglio sul Parma. La Lazio inciampa, la Fiorentina perde terreno, il Milan rientra. E la Juve decide che vincere in quel modo era troppo antipatico e allora ravviva la sfida. Insomma: si fa e si disfa, tutto noi, solo noi. Perchè se oggi il campionato è riaperto è solo per merito della Juve.

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Facciamo due conti al volo: 0 punti con la Samp quando i 3 punti erano più che a portata di mano; 1 punto col Parma quando a pochi minuti dal termine l’1-0 era cosa fatta e finita; vittoria con l’Udinese; pareggio sciagurato col Genoa (i numeri raccontano un dominio, ma se non segni il dominio è sterile). Quattro partite di campionato e 5 punti intascati sui 12 potenziali. All’appello mancherebbero, alla vera Juve, ben 7 punti. Il che significherebbe averne 10 di vantaggio sul Napoli che intanto ne ha recuperati 2 grazie alla FIGC.

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Ma vuoi vedere che la Juve lo fa apposta per farci godere di più a fine anno? Per vedere ancora milioni di fegati rovinati da un sogno chiamato rimonta.

Certo che gennaio è stato un mese pazzesco. Fra rigori non dati, brutte prestazioni, attacco spuntato… è il solito gennaio di Antonio Conte che già l’anno scorso diede segnali di resa pericolosi, salvo poi innescare la quinta marcia e buona notte a tutti.

Speriamo sia così, ma la conferma che contro il Genoa qualcosa sia accaduto lo danno i nauseabondi personaggi che oggi spolverano un po’ di etica: da De Sanctis a Preziosi, da Pulvirenti agli opinionisti. Il cammino è lungo, molto lungo: avremo modo di riprenderci. E se magari la Società si vuol degnare di dare una mano a Conte…

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Juventus-Genoa 1-1 E’ giusto così

Se voti Abete, se fai finta di dare battaglia, ma è solo fumo negli occhi dei tuoi stessi tifosi: è giusto così.

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Se una società di questo tipo non può permettersi nemmeno un 35enne Drogba relegato in Cina: è giusto così.

Se il direttore Marotta deve appellarsi a “Guida è di Napoli”: è giusto così.

Se perfino Preziosi può liberamente parlare, addirittura ripescando il gol di Muntari: è giusto così.

Mi dispiace perché in tre settimane la Juve ha buttato via un progetto niente male. E soprattutto mi dispiace per Antonio Conte: un allenatore che meriterebbe ben altra società.

Siamo piccoli, troppo piccoli e deboli. Passi l’assenza di un bomber, passi pure l’ennesimo rigore negato (anche su Pogba c’era rigore nel secondo tempo), ma qui siamo ormai lo zimbello italiano. L’app su Marchisio per “tutto il Napoli mi sta antipatico” e poi il grande De Laurentiis “la Juve è antipatica”: due frasi uguali, due comportamenti così diversi di stampa e tifosi. Mi vien quasi da pensare che Farsopoli ci ha anestesizzato.

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Ricordo ancora, con un po’ di dispiacere a questo punto, la frase di Mughini: “Ricordo che dopo Farsopoli i tifosi della Juve non hanno rotto nemmeno un bicchiere”. Fino a qui pensavo si fosse trattato di estrema educazione, invece oggi mi accorgo di quanto siamo deboli.

Risarcimento, risarcimento… continuiamo a gridare, e intanto Agnelli vota Abete. Gli scudetti, gli scudetti… e intanto Agnelli vota Abete. Messi, Cristiano Ronaldo? “Rientrano nei profili che stiamo cercando” dice Marotta… e intanto arriva Anelka.

Quasi quasi sfidiamo The Truman Show: domani mi alzo e scopro che in realtà questa è una sceneggiatura sul mio essere tifoso juventino.

Dopo Samp, Parma e Lazio, ecco un altro strepitoso risultato della banda di Conte. Ahimé, della banda di Conte che qualche segnale lo lancia: tipo Beltrame in campo (e per poco il ragazzino non risolve la gara). Ma della partita oggi non parlo: non so veramente cosa dire.

P.S.

Solo un applauso alla persona Marco Borriello. Personalmente odio la non esultanza, ma questa volta mi alzo in piedi. 6 mesi, fra critiche assurde e feroci polemiche. 6 mesi di bianconero, voluto fortissimamente da Conte e il timbro papale sullo scudetto dello scorso anno. Segna e non esulta Borriello: chapeau. Sembra più juventino lui di chi oggi si altera per un altro pareggio da stronzi.

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Castillo ottimo, ma non capisco la mossa

Che Castillo sia ottimo non ci piove. L’ho visto in azione e sottoscrivo. Se cresce bene può diventare un ottimo giocatore, se non lo è già. Certo in Italia il livello è differente e andrebbe visto proprio nel nostro Paese. La Juve è interessata, perché Paratici sonda e visiona videocassette e deve avere buoni informatori. La Juve è interessata e infatti gli emissari stanno per arrivare in Italia.

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Il problema resta la mossa bianconera. Boakye è a metà col Sassuolo, Immobile a metà col Genoa, Gabbiadini è a meta col Bologna, Buffon è a metà con la Seredova. Abbiamo un patrimonio di giovani che non esiste altrove, ma l’abbiamo sempre diviso coi più pazzi. E così faremo Castillo?

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Marotta deve trovare l’accordo con Preziosi per acquistare il 50% del cartellino di questo gioiellino sudamericano così la prossima estate faremo a botte col Genoa… perdendo. Perché fin qui la Juve ci ha rimesso. Da Criscito in poi ci siamo fatti sfuggire diversi giovani. Per fortuna che Marchisio non lo abbiamo mai barattato e forse è per questo che Conte pone il veto su Marrone.

Visto il personaggio Preziosi io non farei assolutamente affari. E non mi spiego il motivo per cui fare simili affari. Mi sfugge perché probabilmente non sono mai stato amministratore delegato della Juve, ma certamente lo capisco se fossi un amministratore delegato del Genoa. Con il vincolo del 50% di possesso la piccola squadra può permettersi di prendere per il collo una grande (o presunta tale) come la Juve.

Caro Marotta: vuoi Castillo? Prendilo tutto e poi prestalo. Le comproprietà ci stanno costando tanta fatica e forse ci hanno già fatto perdere denaro, tempo e qualche occasione.

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Da Drogba a Llorente, da Lisandro Lopez a… Gabbiadini

Fra tutti, a questo punto, prenderei Immobile. Ma Marotta non è in grado di prendere per il collo Preziosi, ridurlo al silenzio e portare in macchina Immobile da Genova a Torino. Triste, ma vero. Così prenderemo Gabbiadini, cioè il più facile. Ma anche il più simile a quelli in rosa perché il giovane del Bologna è più una mezza punta, più una seconda punta che un bomber. Così Marotta mi manda in confusione.

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E ci risiamo: si parte col nome grosso e si scende via via fino a quello più facile. Più facile e più utile? No a mio avviso, anche se si spera sempre di fare il botto prima o poi lì davanti.

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Il problema attuale è la totale emergenza. Prendi la partita casalinga di domani. No Marchisio, fuori Chiellini, problema per Vidal (che però scenderà in campo comunque), problema per Pirlo (in fortissimo dubbio), Vucinic a mezzo servizio, infortunio leggero per Quagliarella (recupera per la Lazio). Restano Giovinco e Matri in avanti, con Vucinic che verrà impiegato solo per un pezzo di match. Bella storia nel periodo più duro, con Udinese, Lazio, Genoa e Lazio nel giro di 10 giorni.

In tutto questo dovremmo inserire la testardaggine di Conte nell’insistere con un 3-5-2 che porta poco valore.

Tornando al mercato sai quanto bene ci farebbe un grande colpo? A livello di morale e a livello di campo. Un Drogba che arriva scuote l’ambiente, porta positività e forse porta pure qualche gol. Un Llorente che arriva non potrà fare peggio di Matri. Ma noi continuiamo a tifare i nostri, perché così si fa. E per uno strano scherzo del destino ci ritroviamo tutti aggrappati a Giovinco.

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Giornata numero 15: fra regali e finte proteste

Si chiude la giornata numero 15 che consegna una classifica interessante. Un trenino di squadre che la Juve non è riuscita a staccare viste le due sconfitte e il pareggio nelle ultime 5 partite di campionato.

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Si blocca la Fiorentina di Montella a cui pesa l’assenza di Jovetic, ma soprattutto l’assenza di un attaccante di peso. Ottimo il centrocampo, vero motore viola, tecnico e propositivo. Così come interessante è il pacchetto arretrato che ieri ha mostrato un Savic in versione goleador. Insieme a Conte, Vincenzo Montella è il miglior allenatore di questa Serie A per meriti conquistati sul campo. In breve tempo ha dato una forte identità al suo gruppo di ragazzi e un gioco ragionato e bello a vedersi. Quanto durerà?

Ciro Ferrara comincia la rincorsa alla riconferma. Molto paziente la dirigenza doriana che lo ha tenuto anche dopo una serie pazzesca di sconfitte consecutive. Ma questa Samp c’è: tanti ragazzi motivati, qualcuno davvero molto interessante, uno schema di gioco che prevede tanto attacco, ma che è mortificato dall’assenza di un finalizzatore. Occhio a Icardi, ma certo questo ragazzo è molto più seconda punta che bomber vero e proprio. Servirebbe Maxi Lopez e servirebbe pure il miglior Eder in appoggio a uno che segni, altrimenti Ferrara dovrà sempre sperare negli inserimenti da dietro. Benissimo Poli, meno bene Obiang, mentre Maresca alterna ottime prestazioni a opache performance. D’altronde è difficile fare il regista in una squadra sprovvista di ali forti e di punte vere.

Controllare i bonifici in entrata a Garcia, prego. Perché è fin troppo goffo l’autogol che consente a Stramaccioni di respirare. Oggi a leggere la rassegna stampa si ha l’impressione di una corazzata, quella nerazzurra, che ha vinto in modo netto. La realtà è di un progetto inesistente, un continuo ballare fra moduli e giocate solo tentate, un disequilibrio totale fra i reparti. Il Palermo ha rinunciato a giocare e si è infilzato da solo: speriamo lo faccia pure la prossima giornata.

Al Napoli va tutto bene. Rigore concesso, giustamente, a un maestoso Cavani: dove sarebbe il Napoli senza questo strepitoso giocatore? E rigore non concesso al Pescara nonostante il risultato al sicuro (si era sul 4-1). Dopo Chievo e Cagliari… ancora silenzio sui partenopei, con Mazzarri che continua non lamentarsi per questi regali ricevuti. Coerenza.

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Come la coerenza di Galliani che dopo la Photoshoppata di un anno fa contro il Catania dimentica di annotare il regalo, l’ennesimo, che permette al Faraone di pareggiare la partita. Partita che non ha mostrato un Milan in crescita, anzi: solo che al Catania mancava un Gomez in grado di pungere la difesa rossonera. Ma non importa: oggi si parla di effetto-Berlusconi e noi approviamo: a questo ritmo lo scudetto diventa davvero possibile.

Zeman ci ringrazi. Non leggerà questo blog, ma avevamo sottolineato come un ragazzo come Destro non poteva non giocare e infatti. Doppietta, terzo gol in due gare, soprattutto una prestazione come sarebbe piaciuta a Conte. E’ uno degli attaccanti da tenere in considerazione perché ha potenzialità incredibili. Solo che Roma non è l’ambiente ideale in cui crescere. Approviamo inoltre la doppia esultanza: la professione è professione, l’attaccante gioca per segnare, Siena è stata solo una parentesi nella carriera di Destro… per quale cavolo di motivo doveva rimanere immobile e non esultare? Ipocrisia di un calcio che ha perso ogni valore.

Chi ha capito l’intervista di Del Neri a fine partita è un pezzo avanti nel parlare una lingua sconosciuta. Non sarà tutta colpa sua, di certo Preziosi sta trovando negli allenatori il giusto appiglio per una stagione che non poteva certo essere migliore. Lo Monaco lo aveva capito e denunciato: non si può operare per conto di Moratti e Berlusconi e poi sperare che le cose vadano bene in casa propria. Nonostante la rosa sia qualitativamente di medio livello, a Genova si registra un ambiente completamente scarico dove non esiste un leader se non quel gruppo di ultras. Questi sono i risultati.

La legge dell’ex punisce l’Atalanta di Colantuono. I bergamaschi vengono soffocati da Gabbiadini che goleador non lo sarà mai, ma certo una buona seconda punta. Agile, ottima tecnica, ma deve crescere tanto a livello tattico. Come è cresciuto Diamanti: che giocatore! Si prende ogni tipo di responsabilità, realizza una punizione da urlo, ma occhio a non volare alto con i sogni: meglio essere un fenomeno in provincia che perdersi in una big.

Chiudiamo con Ventura. Cercare di trovare una giustificazione per rivendicare una espulsione sacrosanta la dice lunga su quanto a Torino, sponda granata, stia soffrendo. I discorsi sui primi 30 minuti trovano respiro solo a livello teorico. Ci sarà la gara di ritorno per rifarsi, ma la lamentela per non aver spostato la gara di Coppa Italia e il tentativo di gridare allo scandalo, fortunatamente tentativo mai cavalcato davvero, è un pessimo esempio di sportività. La stessa sportività riconosciuta alla Juve nel postpartita contro il Milan.

La stessa sportività che non registriamo in una redazione che dovrebbe far compagnia a Sallusti: lo striscione di Pessotto non vale l’approfondimento (giusto!) sul vergognoso telone su Superga. Noi rivendichiamo un nostro concetto: quelli lì non sono tifosi, e secondo me sono sempre gli stessi imbecilli che si travestono di bianconero, nerazzurro o rossonero per sentirsi importanti. L’importanza è data proprio da servizi giornalistici che ne cantano le lodi. Sui 39 angeli bianconeri non si intervista Don Albertini e non si scomoda praticamente mezza Italia, mentre su Superga sì. Spiegateci la differenza: noi non la vediamo. Bestie sono e bestie restano indipendentemente dai colori tifati. Così non è per certe redazioni. Sallusti è troppo solo, chi vuole seguirlo?

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Il caso Destro: “Con Zeman per giocare e vincere”

La giovane età ti fa dire cose che poi con la maturità non diresti mai, se non per farti due risate al bar. E purtroppo i procuratori tendono a guardare solo gli interessi economici del proprio portafogli, non certo l’interesse del ragazzo di cui curano la procura. Così come i Presidenti che continuano a ragionare di politica e mai di pallone. In questo mondo confusionario si inserisce il caso Destro.

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Vincere e giocare non possono andare nella stessa frase con Zeman: ecco l’errore nella dichiarazione che il ragazzo rilasciò al momento di firmare il contratto con Baldini.

In estate Antonio Conte aveva intercettato il ragazzo attirando la sua attenzione e stima. Probabilmente gli avrà spiegato come intendeva utilizzarlo, quali erano i piani tattici nella nuova Juve (quella attuale, n.d.a.) e come poteva cambiare il futuro del ragazzo. Mattia Destro era rimasto affascinato, ma poi Preziosi e il suo procuratore hanno fatto il resto, e hanno fatto male spingendolo alla Roma di Zeman.

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Abbiamo letto, io in particolare, numerosi articoli su un Destro già capocannoniere, su un Destro che poteva finalmente esplodere, su un Destro che avrebbe giocato in un certa maniera… invece siamo qui a raccontare tutta un’altra storia. Sono 8 le presenze di Destro e non scriviamo il minutaggio per non far arrabbiare gli estimatori dell’ex attaccante senese. Di certo c’è che un talento sta per essere bruciato nella Capitale dove Zeman ne sta combinando di tutti i colori. Per fortuna che Petrucci è riuscito a far approvare il 3-0 a tavolino in quel di Cagliari, altrimenti la Roma sarebbe ancora più indietro.

Un solo gol all’attivo per un ragazzo molto promettente e che aveva solo bisogno di un allenatore capace: capace di utilizzarlo a dovere, capace di gestirlo, capace di farlo crescere. Tanti gradoni, pochi chilometri in campo: ecco il resoconto dell’avventura di Destro con Zeman.

Tanti auguri Mattia, sai comunque che a Torino c’è qualcuno che ti stima. Di certo al posto di Matri questo ragazzo ce lo vedo bene.

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