Menu Chiudi

Tag: pulvirenti

E’ il calcio che avete costruito. E adesso ve lo tenete

Più di un velo di tristezza, ma è il calcio che avete costruito. Sono metodi e sensazioni che si leggono ogni giorno sui giornali. Sono le strumentalizzazioni ad aver vinto. Sempre e comunque. E poi via a festeggiare, mentre gli altri sono pronti con la lista dei colpevoli. In quella lista nessuno infila se stesso.

Advertisment

E’ il calcio che avete costruito con le moviole sui falli laterali invertiti, invece che le moviole sulle azioni più spettacolari.

E’ il calcio che avete costruito con le polemiche costruite ad arte nel tentativo di fare più rumore, di vendere più copie.

E’ il calcio che avete costruito con le storielle raccontate a un paese credulone, perché la linea editoriale la dettano i gruppi forti dietro alcune società.

E’ il calcio che avete costruito con le analisi di leccaculo e ipocriti travestiti da esperti, funzionali a un gioco al massacro che ha prodotto più di un danno al nostro calcio italiano. Perchè il ranking è qualcosa che parte da lontano, esattamente dal 2006, guarda caso.

E’ il calcio dove Moratti viene continuamente messo accanto ad aggettivi quali “signore”, “galantuomo”. Dove Galliani è il più bravo-punto-e-basta. Dove Pulvirenti e Cellino sono decisori in Lega. Loro decidono, il calcio italiano intanto sprofonda.

Advertisment

E’ il calcio dove Adriano è Imperatore, Balotelli migliore al mondo, Pistocchi commentatore, Paparesta moviolista, Icardi autentico idolo. Quindi Genny ‘a Carogna è perfetto come capo ultras.

E’ il calcio dove scopri dopo anni che l’unica cosa taroccata è la moviola nel famigerato gol de Turone.

E’ il calcio dove la vera Calciopoli non è mai approdata in TV o sui giornali.

E’ il calcio dove Garcia spara a zero e Conte e gli juventini devono stare muti.

E’ il calcio dove la Finale di Coppa Italia si gioca perché l’ha deciso Genny ‘a Carogna, mentre Renzi & Co. sono comodamente seduti in tribuna, dove Beretta “di questo non parlo” e dove Abete non si vede. Mentre il Napoli, stavolta sì, ritira la medaglia e parte coi festeggiamenti.

In fondo, Genny ‘a Carogna è esattamente il personaggio che ci serviva. Che sta bene nel contesto.

E’ il calcio che voi avete costruito. E adesso ve lo tenete.

Advertisment

Calcioscommesse: in dubbio pro reo, tranne se c’è la Juve

E siamo ai saluti finali. Buona estate a Stefano Palazzi che ha scoperto il suo bluff: senza la Juve di mezzo, con paletta e secchiello, con minuziosità, le prove scompaiono e i verdetti si ammorbidiscono a seconda della direttiva che arriva dal Palazzo.

Advertisment

Buona estate pure a Di Martino, il finto procuratore che fa finta di arrabbiarsi, facendo finta di aver veramente lavorato muovendosi nella direzione “La Giustizia è Uguale per Tutti”.

Buona estate alla FIGC e alla Lega Calcio. In quest’ultima, auguriamo una serena estate al VicePresidente Galliani, ai Consiglieri Cellino, De Laurentiis, Lotito e Pulvirenti. Bel lavoro ragazzi, grazie al supporto di RCS e di certi media.

Buona estate a Stefano Mauri: sei mesi di vacanza, Lazio salvata e poi potrà rientrare con la fascia di capitano biancoceleste. Ricordo Del Piero, oggi guardo Buffon e Marchisio: ognuno ha il capitano che si merita.

E buona estate a tutti quelli che hanno scritto e sciorinato opinioni e giudizi su questo secondo filone del Calcioscommesse. Anche oggi Gazzetta e Corriere hanno tentato di infilar dentro a un discorso vuoto e vergognoso il solito nome roboante: quello di Antonio Conte. Speriamo che il Mister abbia letto tutto, così la dose di incazzatura e fame aumenta e ne vedremo delle belle in questo 2013/2014.

Auguroni a tutti i tifosi che ancora oggi scrivono anatemi contro la Juve, contro Conte e perfino contro Leonardo Bonucci. Ciechi o, peggio, sordi o, più semplicemente, corrotti nella coscienza e nell’intelligenza, più di chi finora ha agito con i poteri conferitogli da uno Stato che sta interrogandosi se un pregiudicato, peraltro proprietario di una squadra di Serie A, può indire nuove elezioni come se nulla fosse o minacciare l’intera democrazia. Forse deve funzionare proprio così in Italia.

Advertisment

E se siete arrivati a leggere fin qui, sperando di vedervi uniti in questi auguri, permetteteci di scrivere due righe sull’annosa vicenda Scommessopoli.

Dal giustizialismo antibianconero al garantismo: cosa è cambiato?

Cosa è cambiato dall’anno scorso quando l’ondata giustizialista aveva quasi demolito Antonio Conte, sottovalutandone la forza interiore e la classe immensa di quello che prima di essere il miglior allenatore italiano è uno dei pochi uomini rimasti in questo schifo di Paese?

Cosa è cambiato, quest’anno, con questo strano senso di garantismo? Vien quasi da pensare che qui stavolta le prove c’erano, c’erano tutte e pure pesanti. E siccome a essere tirati in ballo sono società che hanno un certo peso nelle istituzioni, allora val la pena di metterci l’ennesimo mattone sopra e si guarda avanti. Con Inter, Milan, Genoa e Roma tirate via dalle indagini nonostante gli agganci negli interrogatori e qualche tassello molto chiaro che tirava tutte le squadre in ballo.

Parola d’ordine: derubricare. Dal carcere al campo di gioco, come se nulla fosse, con una naturalezza talmente surreale che nessuno ha mai alzato la voce per chiedere un chiarimento. Forse perché di chiaro qui non c’è nulla.

Chi conosce il reale numero di sentenze confermate dal TNAS nei recenti e soli 12 mesi? Il numero è 5. 5 su 63. Percentuale a parte, questo è il lavoro trasparente di Stefano Palazzi che ha visto demolire e che ha demolito il suo stesso lavoro. Il pane è pane e anche lui tiene famiglia, quindi va capita la sua condotta.

Abete in silenzio, lui che probabilmente avrà promosso se non già avviato molti di quei procedimenti che Palazzi ha brillantemente indirizzato per compiacere gli amici, e i padroni. Tutto il calcio che conta in silenzio, ammesso che conti davvero quel calcio.

E allora, a tutti voi, ripetiamo: buona estate. Fra un po’ di settimane si riparte ufficialmente: noi contro tutti voi. Che la Storia ci sia amica e permetta l’attuazione di una regola fondamentale di natura: i forti vincono. E gli altri emettono sentenze fasulle, almeno in Italia.

Advertisment

Una zitella isterica e in astinenza

Pulvirenti, presidente del Catania che andrà a far visita ai Campioni d’Italia allo Juventus Stadium, è una gran degna persona.

Advertisment

Pulvirenti ha fatto i soldi con la distribuzione alimentare (hard discount, cioè supermercati con prezzi bassissimi). Poi s’è impegnato nei voli low-cost (sempre il prezzo basso è alla base dei suoi affari). La sua Wind-Jet nel 2012 ha lasciato a casa 500 dipendenti e ha lasciato senza voli migliaia e migliaia di persone che ancora stanno chiedendo i danni. E mentre Wind-Jet metteva in mezzo alla strada 500 famiglie, Antonino Pulvirenti spendeva mezzo milione di euro per rinnovare il contratto a Barrientos e se la cavava con una frase che è l’immagine del personaggio: “ Se le cose in Wind Jet sono andate male, bisogna accettarlo, è il rischio di chi fa impresa. Ma i tifosi stiano tranquilli, il Catania non si tocca”. Va specificato che Pulvirenti è proprietario della holding finanziaria Finaria, la quale controlla sia la compagnia aerea praticamente fallita,  sia la società di calcio Catania. Ma evidentemente il Catania è più importante della vita di cinquecento famiglie.

Ma Pulvirenti è aduso a frasi fuori luogo. Dopo lo scandalo di Catania-Juventus 0-1 dell’andata (quale fu il vero scandalo è rintracciabile in un articolo su IOJUVENTINO), Antonino Pulvirenti fece fuoco e fiamme: «L’arbitro mi ha chiesto scusa a fine partita; gli ho detto che doveva chiedermi scusa due volte, primo perché ha annullato un gol regolare e secondo perché mi ha espulso senza motivo. È stato Pepe o la panchina della Juventus ad annullare il gol: qui si supera la sudditanza psicologica. È peggio, è semplicemente una vergogna. Più soggezione di questa? Cosa dobbiamo fare per giocare contro la Juventus? Pensavo che certi tempi fossero finiti, a quanto pare non è così». Il tutto condito con dei “minchia” inseriti al punto giusto. Va specificato che Pulvirenti non si era scaldato più di tanto quando contro l’Inter non era stato fischiato un rigore solare su Gomez, né si sarebbe scaldato più di tanto quando contro il Milan avrebbe subito un goal in netto fuorigioco. Ma tant’è.

Ma la frase di maggior classe l’ha riservata ad Andrea Agnelli in occasione della rielezione di Beretta in Lega: “Agnelli? Una zitella isterica e in astinenza”.

Advertisment

Domenica Pulvirenti, con una squadra low-cost e con 500 famiglie senza lavoro, cercherà rivincita e visibilità allo Juventus Stadium.

Occhi aperti e rispondiamo sul campo a questa gran degna persona.

Con stile.

 

Advertisment

Juve mia, tira ancora una bruttissima aria

Dopo il precedente pezzo, dopo questo fine settimana di calcio, sento ancora di più l’odore acre dell’aria che tira in Italia. E non è sensazione, ma una somma di fatti piuttosto eloquenti.

Advertisment

Con un attaccante vero questa Juve avrebbe chiuso i conti già a fine gennaio. Tant’é, molti dicono sarà più bello godere alla fine. Ma questo non giustifica alcune cose.

Galliani ormai è ridiventato padrone di un po’ di tutto. Mentre Pistocchi fa le sue veci a MediasetPremium vaneggiando un regolamento che cambia in base al colore della maglia, in RAI va proprio il boss pelato e grassottello, con più di 60 anni (… orca boia, pare l’identikit di Mister X descritto dagli zingari: quello che comanda il calcio italiano). E non uno che accenni all’espulsione di Candreva, forse affrettata, forse non corretta visto che il giallo era più appropriato. Anzi uno c’è.

Si tratta di Braschi che celebra le prestazioni di Orsato e di Rizzoli. Come a dire: lo stipendio a casa devo portare, al mio capo devo ubbidire. E meno male che non hanno scatenato i vari cagnacci su Chiellini. Prova TV evitata per miracolo, solo perché i gesti violenti, dopo tre notti insonni della redazione di Sky, non si trovano nemmeno con le controfigure e un po’ di effetti speciali.

Si troverebbe invece il rigore su Lichtsteiner molto palese, ma non viene fatto rivedere. Così come viene mostrato al volo il fuorigioco di Toni che permette alla Viola di vincere 2-1 sul Chievo. Ma che bella Fiorentina – e lo dico pure io, perché considero Montella uno scalino sotto Conte. Già, che bella squadra, ma fosse capitato alla Juve? I moviolisti che avrebbero tirato fuori?

Advertisment

Totti intanto festeggia. E mai episodio fu più divertente: ancora su rigore. De Rossi viene toccato e va giù. E’ rigore. Ci può stare. Solo che a questo punto, per dovere di equilibrio mentale, ci spieghi Cesari perché quello di Licht non era rigore. De Paola sarà felicissimo: lo dicono tutti. Ma tutti chi?

A Catania va in scena il far west. Spintoni su spintoni, fallacci, manate: vietato tirar fuori il giallo. C’è la Juve la prossima e Pulvirenti avrà bisogno di tutti.

Intanto qualche TG spiega che i fattacci del San Paolo sono stati provocati da oltre 50 tifosi juventini. Accidenti: sono stati loro a tirare sassi contro il pullman bianconero e sono stati loro a esporre la maglia numero -39 inneggiante all’Heysel. Prendeteli e bruciateli in pubblica piazza, maledetti bianconeri.

In tutto questo casino mediatico resta il tempo di chiudere la trattativa per il passaggio di Vidal al Real Madrid, di Marchisio al Manchester United, di Chiellini al ManCity e di Conte al Chelsea. Più, dopo un’attenta analisi che paradossalmente potrebbe essere l’unica veritiera, la vendita di tutto l’attacco. Questo… per dovere di informazione.

P.S.

Comprato oggi il DVD di Catania-Inter? Un’impresa che rimarrà nella storia…

Advertisment

Pulvirenti, Pellé, Fiocchetti: i nuovi inventori

Cellino è in galera, si dice ci sia posto nella sua cella. E certo di gente capace e meritevole di finirci non ne manca nel nostro bel paese. Gente che può permettersi la qualsiasi. Dalla truffa alla diffamazione, dalla dichiarazione falsa a alla falsa dichiarazione.

Advertisment

In questa settimana altri attori si sono giunti alla scena del “tutto si può dire”.

Pulvirenti, quello di Catania, quello che contro Milan e Inter e Napoli non ha mai alzato la voce per obbedienza fedele, ma che contro la Juve ha sparato le peggio porcate, ha dichiarato che “con la Juve nessuna pace: non abbiamo mai litigato”. Mah, sarà vero, in attesa che qualcuno dalla Società o della Società (sarebbe preferibile questa seconda ipotesi) replichi dovremmo credergli. Nessuna lite, solo sparate che sono servite comunque alla stampa per montare il solito caso contro la Juve.

Advertisment

E visto che nessuno se lo filava da un po’ di anni, Graziano Pellé, ha deciso di farsi un po’ di pubblicità, ben consigliato dal suo entourage probabilmente. In Italia o prometti di togliere l’Imu o spari contro la Juve: ecco le due facili soluzioni per finire sui giornali e in TV. E poiché siamo nel paese dove “tutto è possibile, ma niente deve essere verificato” le dichiarazioni di Pellé vengono raccolte a mo’ di inventario, presentate come verità bibliche e lasciate cadere così. Così che il pubblico le digerisca, le assimili e le prenda a riferimento di verità. Poi Pellé smentisce la dichiarazione, perfino l’intervista.

Il problema perciò ora si dovrebbe spostare su due semplici questioni: chi ha fatto l’intervista? E chi ha pubblicato il tutto? Perché delle due l’una: o Pellé ha detto quelle cose e allora dovrebbe risponderne a livello penale, o qualche giornalista ha provato a lavorare di fantasia e allora Pellé dovrebbe farne il nome e il giornalista risponderne in qualche modo.

Ma siamo in Italia, e allora un plauso a chi getta ancora fango sulla Juve. Meglio così, l’attenzione e la tensione aumentano.

Finendo col mitico Fiocchetti. Negli scorsi giorni ci sono arrivate mail chiedendo fotografie di Fiocchetti: non lo conosceva nessuno, ora invece è un idolo. Un consiglio, visto che col giornalismo fa un po’ di fatica visto che confonde le “fonti” con le “cazzate”: prometta un abbassamento di IRPEF o un innalzamento di un paio di punti di PIL e si candidi. A destra c’è posto, così come a sinistra lo accoglierebbero a braccia aperte. Lo stipendio è di certo migliore di quello percepito alla RAI.

Advertisment

Soli contro tutti: di che pasta siamo fatti?

A ora di pranzo va in scena uno scontro frontale. In fondo è bello anche così. Soli contro tutti, tutti i gufi di Italia che non tifano Napoli, tutti i gufi di Italia che tifano Napoli. Sciupati tutti i bonus, completamente disintegrato il maestoso vantaggio, la Juve ora deve cominciare ad accelerare e far ripartire un motore che ha qualità incredibili.

Advertisment

Chi affiancherà Giovinco in attacco? Anelka giocherà nel secondo tempo? A sinistra chi l’ha spuntata fra Peluso, De Ceglie e Giaccherini? Sono tutte domande che in realtà hanno poco senso in questa domenica. Una domenica in cui il tifoso, al di là dei nomi e dei numeri di maglia, chiede semplicemente una cosa: tornare a giocare da Juve. Se con Giaccherini o Peluso, con Matri o Quagliarella ormai importa poco. Importa solo recuperare le qualità che ci hanno portato fino a qui.

E’ un periodo nero fra infortuni, sfortune (chiamiamole così!), disattenzioni ed errori, ma una grande squadra deve saper convivere con simili periodi. Il mercato di riparazione sembra aver lasciato intatte le crepe della rosa, ma tant’é… si torna in campo. C’è il Chievo di Eugenio Corini, affamato di popolarità e quale miglior mezzo di battere la Juve per ottenerla?

Advertisment

Di contro Conte sta cercando di arginare la solita ondata mediatica che vorrebbe stritolare la Juve. Il silenzio imbarazzante della Società non aiuta certo il difficile compito del Mister. In conferenza stampa sembra aver lanciato un paio di messaggi. Io interpreto malignamente o Antonio Conte ha indicato in modo preciso cosa è successo in questi mesi? Il riferimento a “si vede che non avevamo idee per fare un investimento importante” lo vede praticamente assolto dalla ricerca della figura con scarse idee. Così come il riferimento “Anelka è da ottobre che non gioca, è arrivato in condizioni fisiche discrete, non partirà titolare” pare indicativo sul fatto che lui ha messo l’ok, ma quasi per sfinimento piuttosto che un’approvazione papale. E ancora il riferimento “io rispetto le regole, per cui niente ricorso” forse è rivolto a tutta l’italia pallonara.

Ma anche ieri sera il Catania, cioè l’avversario del Napoli, ha ricevuto un trattamento particolare. Zuniga può giocare con le mani nonostante di ruolo fa il terzino fluidificante, mentre il pugno vale quanto una carezza in stile Celentano. Né rigore né rosso, ma Pulvirenti ha evitato la sceneggiata già mostrata contro la Juve. Sono errori, è una sconfitta, che vuoi che sia! L’arbitro è umano e può sbagliare e se poi questo può indirettamente danneggiare la Juve allora perfetto così!

Anche per questo, per questa ipocrisia volgare, per questo modo di raccontare sempre prona a certi perversi desideri di certa stampa forse è il caso di riprendere a correre. Con Vidal e Pogba in mezzo al campo, con un Pirlo che torna titolare. Con la fame di sempre un po’ smarrita a gennaio, con quella ferocia che ha strapazzato i fegati di milioni di italiani. E’ il momento di tornare vera Juve. Assenze? Che assenze? La Juve è la Juve!

Advertisment

Spettacolo poco edificante: già, ma quale?

Il Napoli arranca, ma ha la meglio sul Parma. La Lazio inciampa, la Fiorentina perde terreno, il Milan rientra. E la Juve decide che vincere in quel modo era troppo antipatico e allora ravviva la sfida. Insomma: si fa e si disfa, tutto noi, solo noi. Perchè se oggi il campionato è riaperto è solo per merito della Juve.

Advertisment

Facciamo due conti al volo: 0 punti con la Samp quando i 3 punti erano più che a portata di mano; 1 punto col Parma quando a pochi minuti dal termine l’1-0 era cosa fatta e finita; vittoria con l’Udinese; pareggio sciagurato col Genoa (i numeri raccontano un dominio, ma se non segni il dominio è sterile). Quattro partite di campionato e 5 punti intascati sui 12 potenziali. All’appello mancherebbero, alla vera Juve, ben 7 punti. Il che significherebbe averne 10 di vantaggio sul Napoli che intanto ne ha recuperati 2 grazie alla FIGC.

Advertisment

Ma vuoi vedere che la Juve lo fa apposta per farci godere di più a fine anno? Per vedere ancora milioni di fegati rovinati da un sogno chiamato rimonta.

Certo che gennaio è stato un mese pazzesco. Fra rigori non dati, brutte prestazioni, attacco spuntato… è il solito gennaio di Antonio Conte che già l’anno scorso diede segnali di resa pericolosi, salvo poi innescare la quinta marcia e buona notte a tutti.

Speriamo sia così, ma la conferma che contro il Genoa qualcosa sia accaduto lo danno i nauseabondi personaggi che oggi spolverano un po’ di etica: da De Sanctis a Preziosi, da Pulvirenti agli opinionisti. Il cammino è lungo, molto lungo: avremo modo di riprenderci. E se magari la Società si vuol degnare di dare una mano a Conte…

Advertisment

Un anno stupendo, peccato per Pulvirenti

Il titolo è semplicemente una risposta all’intervista di Pulvirenti. Anche alla fine dell’anno non ci facciamo mancare le polemiche. Ci piacciono perché ci consentono di mettere in mostra tutto il peggio di questo paese e quindi di far vedere quanta disparità di trattamento ci sia nei confronti della Juve. Più nemici, più onore? Senza dubbio, ma in Italia con la Juve si tende sempre a esagerare.

Advertisment

A Pulvirenti dedichiamo perciò questo piccolo articolo.

E’ stato un anno semplicemente eccezionale. Proprio da gennaio 2012 la Juve comincia una rincorsa alla gloria che ancora oggi non conosce battute d’arresto. Con Conte in panchina la Juve non ha ancora perso in campionato e questa è la statistica più importante perchè da qui ricaviamo la deduzione che Conte è certamente l’allenatore italiano più capace. Ha preso una squadra da due settimi posti e l’ha trasformata in un’armata paurosa.

Da Vidal a Pirlo, due uomini arrivati a Torino con due storie ben diverse, ma con lo stesso scetticismo. Il genio da Brescia veniva descritto come logoro e finito, salvo poi scoprire che è il terzo uomo per chilometri percorsi in Champions e praticamente Pallone d’Oro in pectore per gran parte dei giurati e degli sportivi internazionali. Il cagnaccio dal Cile si è dimostrato invece un vero artista. Grinta e qualità che ben si sposano in un fisico mica da ridere. Recupera palloni e poi li gioca con una classe infinita. Corsa e grinta? Non ditelo a Conte perché vi risponderà che “qui si dimentica che questi ragazzi giocano il miglior calcio in Italia e con pochi pari in Europa, si vuole sminuire il grande lavoro fatto finora”.

Advertisment

Con un Marchisio scelto nel Top11 europeo, con prestazioni che hanno rasentato perfino la perfezione che un allenatore possa desiderare. Agile, veloce, cattivo agonisticamente, equilibrato, con tanta qualità in fase di possesso e di attacco, con tempi di inserimenti da vero bomber. E accanto a lui si sono contraddistinti gente come Pepe e Vucinic, come Lichtsteiner e Chiellini.

Una menzione particolare forse per Barzagli (300.000 euro il costo del cartellino) e Bonucci, scudieri di una difesa impenetrabile, con Buffon che è tornato a fare il Buffon. Serviva giusto una scintilla e Conte ha in realtà prodotto un incendio di proporzioni bibliche. Incendio per gli altri, perché noi respiriamo molto bene una juventinità finalmente ritrovata pure sul campo. Con un Andrea Agnelli che sta cercando di difendere i colori e l’onore facendo quel che può con una Famiglia che non dà più appoggi politici ed economici: non dimentichiamo questo piccolo particolare.

E’ stato un anno stupendo, ma anche complicato. Se Borriello ha segnato quando doveva segnare, Palazzi & Co. hanno rotto quando dovevano rompere. Imperdonabile, secondo Galliani, quella verità rivelata a tutti nel tunnel del 25 febbraio, durante la sosta di metà tempo di quel Milan-Juve 1-1 con gol annullato a Matri e il gol di Muntari. Da lì sono cominciati i guai di Conte, con Palazzi molto attento a rispettare gli ordini di scuderia.

A Trieste l’apoteosi, a Donestk il sigillo su un percorso di crescita devastante. Quanti sono i fegati che non hanno più retto? Primi in campionato, primi in campionato senza Conte, imbattuti con Conte in panchina, miglior attacco, miglior difesa e persino il primato nel girone di Champions quando tutti festeggiavano la vittoria del Chelsea o l’eliminazione bianconera (vero Bramardo?!).

Da primi a primi, con un 2013 che, Palazzi permettendo, dovrebbe filare liscio. Almeno si spera. Almeno così ha programmato Antonio Conte da Lecce, un profeta bianconero venuto tra noi a mostrare il gioco del calcio.

Advertisment

Quando il dito indica la luna l’idiota guarda il dito

Devo confessare che ho trascorso un periodo di crisi profonda nelle ultime settimane…dalle prestazioni poco convincenti in C.L. alle partite intercorse fino a domenica scorsa.

Advertisment

Poi mi sono detto: ma si, è la Juve, è sempre la tua Juve e non è certo possibile andare sempre a tavoletta e asfaltare chiunque ti si presenti davanti. E mi sono tranquillizzato.

In verità, però, qualcosa mi preoccupa più di Palazzi e dei sui deferimenti a orologeria, più di Palazzi e i suoi non deferimenti (Ranocchia che fine ha fatto?, Mauri gioca sempre vedo, e il Napoli con tutti i suoi casini?)… dicevo, qualcosa mi preoccupa più di tutto questo… si, è la concentrazione mediatica, studiata ad arte, messa in campo ogni volta che la Juventus fa capolino…

Certo, mi chiedo ancora oggi su quale base e con quale logica sia stato annullato il gol al Catania, ma la colpa è della Juventus??? E se invece della Juventus ci fosse stato il Roccalumera? e non potremo mai sapere cosa si sarebbe scatenato in questo caso… Ma il sig. Pulvirenti come può permettersi di dire, prima a caldo ( e lì diciamo che mezza scusante la trova… mezza, perchè è un presidente, quindi addentro al mondo del calcio e, quindi, un professionista…) e poi a freddo che siamo tutti vendittianamente “in un mondo di ladri”? E le domande idiote, da sputazzate in faccia, dei giornalai ad Alessio? come si può consentire che questo accada? E poi tutti a dire la propria su questa Juventus… tutti Soloni saccenti e con le verità (quelle di comodo) in tasca…

E il Moratto? che oggi getta benzina sul fuoco con il suo dire sibillino che letto da una parte e per il mondo degli illusi significa: si è stato un errore e ne sono convinto mentre letto dall’altra significa la Juve è stata, è e sarà sempre ladra? Minkia!!! proprio lui parla?

Advertisment

Il brutto di questa kafkiana situazione che pare senza fine è che la Società Juventus, il suo Presidente, continuano a fornire fuoriclasse alla Nazionale, a mostrarsi sempre educati, a elaborare idee per un calcio migliore quando, invece, alla maggior parte degli addetti ai lavori il calcio piace così com’è: brutto, sporco e infangato…

Scusate se mi permetto di suggerire un viatico… silenzio stampa assoluto, basta! non si parla più con i media e la carta stampata…basta Nazionale, che si faccia un discorso serio ai nostri giocatori dicendo loro che l’orientamento è quello, lasciandoli liberi di decidere naturalmente ma mettendo davanti a loro il concetto di “difesa” della squadra e quello del “bene comune italiota” e cioè la Nazionale…

Io, francamente, me ne infischio di vincere un mondiale o un europeo se poi tutti lanciano palate di merda a ogni piè sospinto… che se li vincano loro, se ci riescono.

Sono convinto che questa imbattibilità ci sta danneggiando oltre il dovuto…tutti giocano con il coltello in mezzo ai denti e a noi tocca faticare il triplo… ma è FANTASTICO!!! :-)

Così come è vero che nelle ultime 4 partite hanno tirato in porta 94 volte…per mettere nel sacco 4 reti…ehm… i numeri sono crudeli, raramente mentono, per cui non pigliateci per il culo anche a gennaio… ci vuole uno che la metta dentro sempre e da qualsiasi posizione.

E ora a Bologna.

Advertisment

Ripetiamo la partita?

Ripetiamo la partita? Da Mazzarri a Pulvirenti c’è la richiesta di rigiocare la partita. Volentieri, ma partiamo con 11 contro 10 visto il pugno di Spolli a Pogba, che dice il presidente del Catania? Magari anche in 11 contro 9 visto Legrottaglie su Giovinco lanciato a rete, che dice Pulvirenti?

Advertisment

L’ilarità di questo paese è molto divertente, oltre che sconcertante. Si chiede di ripetere Catania-Juve, ma non Inter-Catania o Napoli-Chievo: perché?

Advertisment

Perché la Juve è tornata ormai da 14 mesi, è tornata e la sensazione palese è che non se ne andrà più per molti anni, anche vedendo il triste avversario che ogni domanica è costretta ad affrontarla. Triste avversario dal punto di vista tecnico e morale. Le proteste cominciano già la settimana precedente e perdurano durante tutto il match. Si protesta perfino per un fallo a centrocampo, si protesta per i calci d’angolo (non quelli non concessi ovviamente) e la goduria dei tifosi bianconeri aumenta.

Aumenta la goduria perché è la dimostrazione della forza dirompente della creatura di Antonio Conte. Così l’allenatore cacciato durante la gara diventa un deficit per la squadra che subisce questa espulsione, mentre poi gli stessi opinionisti dicono che Conte è favorito a vedere le partite dalla tribuna “tanto non conta niente”. Un doppiopesismo e un equilibrismo da brividi, tutto italiano. E allora via… si gode ancora di più.

 

Advertisment