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Tag: quagliarella (pagina 1 di 25)

Si riparte con un solo obiettivo: vincere

La feroce dittatura imposta nei 3 anni precedenti è ancora l’obiettivo per la stagione che comincia oggi. La Juve si raduna agli ordini di Antonio Conte. Mancheranno i big, in vacanza dopo il mondiale giocato, mentre saranno regolarmente presenti i vari Storari, Llorente, Tevez, Giovinco, Pepe. Con l’aggiunta di Coman, strappato al PSG.

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Scatta la nuova avventura, con tre tasselli che entro fine settimana andranno regolarmente a posto: Evra, Iturbe, Morata. Anche se poi i tempi del calciomercato sono alquanto indecifrabili.

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Da una parte il mancato rinnovo di Conte, dall’altra la voglia dei tifosi di non mollare di un centimetro quanto faticosamente guadagnato dopo lo tsunami Farsopoli. Ferita che brucia, continua a bruciare e che deve servirci per alimentare le nostre voglie di dominio.

Riflettori accesi proprio sul tecnico e sui big. Tante le voci su Vidal e Pogba. Una la voce della società: non vediamo nessuno, a meno che non siano gli stessi ragazzi a chiederci di andare via. L’incognita è rappresentata dagli assegni che ManUTD e Real possono offrire proprio ai ragazzi. Speriamo bene, perché perdere anche solo uno fra Vidal e Pogba vorrebbe dire privarsi di uno dei segreti di questi anni.

Non ci sarà Fabio Quagliarella nel ritiro di stamane: valigia in mano, resta solo da capire la destinazione. Torino? Verona? Ha già salutato tutti Mirko Vucinic. La Juve si rinnova, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: vincere.

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L’importante è non sbagliare mossa

Da una parte ManUTD e Torino, dall’altra Vidal e Quagliarella. Sembrerebbe un accostamento esagerato, ma nei concetti non lo è. Adesso che un po’ di strada è stata fatta per il mercato in entrata, dopo aver intascato, diventa fondamentale vendere e non sbagliare la mossa.

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Arturo Vidal è incedibile. Il guerriero cileno è uno di quei giocatori di cui è impossibile privarsi. Un jolly, un fenomeno. Il ManUTD vorrebbe acquistarlo e si mormora di offerte superiori ai 40 milioni di euro. Guardando ai 50 di David Luiz, verrebbe da pensare che Vidal ne vale almeno il doppio. In ogni caso è importante resistere perché un sostituto di Vidal non ce l’abbiamo e non esiste. E per puntare all’Europa uno come Vidal serve eccome.

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Ma la Juve è veramente in grado di resistere? La paura dei tifosi è che si assecondi più il bilancio che la ragione tecnica, e diventa anche arduo capire quale delle due cose sia effettivamente necessaria.

La carta di Quagliarella, viceversa, riguarda quelle vendite che alleggeriscono il monte stipend e liberano un posto in rosa. Ma vale davvero 4 milioni di euro? Quanto Peluso al Sassuolo? O qualcuno sta sbagliando cifra? Lo vuole il Torino, che però vorrebbe anche che i bianconeri partecipassero al suo stipendio: grazie, se non potete, evitate di sognare. Lo vuole il Verona, che avrebbe lo stesso problema di pagarne l’ingaggio, tranne che qui il discorso si fa interessante sul fronte Iturbe.

E veniamo appunto all’argentino. Andasse in porto, sarebbe l’acquisto più oneroso dell’era Agnelli. 25 milioni per un esterno d’attacco che avrebbe spazio nel 4-3-3 ipotetico di Conte. Non crediamo al 3-3-4 perché la logica impone prudenza. Li vale tutti? O la sua valutazione è gonfiata? Ha disputato certo un buon campionato, ma a tal punto da valere 30 milioni di euro? Si chiamasse Ilturbo anziché Iturbe?

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Catania-Juventus Il momento del massimo sforzo

Uomini contati, voglia matta di superare ogni record storico, qualificazione ai quarti di Europe League. La Juve sta vivendo un momento molto positivo dal punto di vista dei risultati, ma accusa stanchezza e flessione fisica.

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Normale. Naturale. Conte ha fin qui spremuto i suoi, affidandosi quasi sempre agli stessi uomini, quelli che hanno permesso una notevole crescita circa qualità e mentalità. Forse servivano più ricambi. Senza forse.

La Juve è attesa da un numero importante di partite, da qui fino a fine stagione, sperando di giocarle davvero tutte, compresi i giovedì. Fra turni infracampionato e Europe League, la squadra è chiamato al massimo sforzo. Non sarà semplice.

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L’infermeria conta diverse importanti pedine. Barzagli e Ogbonna, per esempio, costringeranno agli straordinari Caceres, Chiellini e Bonucci. Il “chi l’ha visto” Pepe e l’infortunio di Peluso lasciano scoperte le alternative sulle fasce laterali. Così Conte dovrà inventarsi un turnover intelligente.

 Catania-Juventus Probabili Formazioni

Già stasera Isla darà fiato ad Asamoah, mentre Padoin sostituirà Pogba in mezzo al campo. Marchisio non verrà rischiato, buono magari per la gara di andata contro il Lione quando mancherà Vidal.

In attacco, con Vucinic non totalmente recuperato e Quagliarella ufficiosamente ignorato, toccherà a Osvaldo affiancare Tevez, con Llorente inizialmente in panchina.

Si replica mercoledì sera contro un ottimo Parma. Poi ancora campionato e quindi l’andata di Europe League. E’ il momento di stringere i denti.

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Lista UEFA: non c’è Quagliarella e non per febbre

L’ingresso di Mirko Vucinic contro l’Inter ha decretato un passaggio importante in casa bianconera.  Nei mesi che restano, Conte ha già operato alcune scelte di spogliatoio e di campo importanti. E’ nei suoi diritti fare queste scelte. Anzi: è nei suoi doveri.

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Il calciomercato è un po’ bastardo. Riesce a creare spiacevoli situazioni e specie negli ultimi giorni è artefice di molti strani destini. Ma è sempre il campo a decidere, in moltissime società, la direzione di talune scelte.

Vucinic aveva espresso il desiderio di giocare. Con questo Tevez e questo Llorente, alla Juve si sentono sicuri di aver trovato la nuova coppia titolare. Non ce l’avevamo da un po’, specie con quelle caratteristiche, ma non scomoderò paragoni illustri. Al montenegrino, cui spesso abbiamo rimproverato la non continuità, è toccata un po’ di panchina. Tanta panchina. Complice un infortunio fastidioso. Causa, in realtà, della crescita dei nuovi acquisti.

Il rientro di Vucinic è a metà fra uno sberleffo nei confronti della società che ha combinato il putiferio in termini di mercato, e fra la necessità di reintegrare un giocatore che può tornarci molto comodo.

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Ne fa le spese Fabio Quagliarella che, a Roma, si è giocato la permanenza in casa Juve. Parliamoci chiaro: Fabio è un talento, ma ha bisogno di giocare. Sempre. Perché è quel tipo di giocatore che deve provare più e più volte prima di centrare la giocata, il tiro impossibile, il numero d’alta scuola. Alla Juve la pazienza non è certo una virtù praticata. E 6 attaccanti son troppi. Così l’acquisto di Osvaldo, con determinate caratteristiche, ha costretto Conte a rivedere parecchi schemi.

Ne fa le spese sempre Fabio Quagliarella. Vucinic è un po’ un pallino di Conte. Giovinco una scommessa forse persa, ma su cui Conte sta insistendo. Mentre il sacrificabile è proprio Quagliarella.

Credo che Marotta e Conte siano stati chiari con il ragazzo e col procuratore. Non c’è più spazio. Lazio, Monaco e forse qualche altra squadra: tutte rifiutate dal napoletano. Che ora viene escluso dalla lista UEFA. Più chiaro di così, il messaggio di Conte non poteva proprio essere. Ci dispiace, ma così va il calcio. Così va il mondo.

E per Bozzo si prospetta un altro contratto da chiudere a giugno, quindi altri quattrini sul proprio conto corrente. Dire altro sarebbe ridicolo e irrispettoso. Questo sì.

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Analisi di un mercato invernale in cui la regina è…

E’ stata una sessione di calciomercato molto interessante. Con un paio di telenovele e un paio di colpi a effetto. Di soldi ne girano pochi, quindi largo alle idee e alle occasioni.

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Le capoliste… anche del mercato

Idee e occasioni che non sono di certo mancate a Marotta e Sabatini. Cominciamo dalla Roma che doveva provare a colmare il gap dei 6 punti dalla capolista. Bastos e Nainggolan sono da leggere come validissimi rimpiazzi, anche migliori, di Marquinho e Bradley. In più i giallorossi si sono assicurati alcuni giovani di prospettiva. La sfida in campionato continua.

E continua perché la Juve si è mossa. Via De Ceglie e Motta e dentro Osvaldo e diversi giovani (Fiorillo e Kastanos su tutti). La punta era ciò che Conte voleva e cercava e Osvaldo era una delle opzioni suggerite. Come già detto in uno scorso articolo, prevalgono molto le doti fisiche e la capacità di garantire un certo peso in attacco. Se in più Osvaldo si ricordasse di segnare gol a raffica, allora sarebbe proprio perfetto. Già perché il suo arrivo a Torino è valido fino al 31 maggio in prestito, poi si potrà trattare sul costo del cartellino fissato adesso a 18 milioni di euro circa.

L’arrivo di Osvaldo coincide però con le non partenze di Quagliarella e Vucinic. I due ragazzi hanno rifiutato l’impossibile in questi giorni e, a mio parere, la società è stata brava a imporre le proprie scelte. Estere per Vucinic, nessuna delle milanesi per Quagliarella. Nessun ricatto, piuttosto restano in panca attendendo il loro turno silenziosamente. A giugno via per un ricambio generale dell’attacco dove gli unici sicuri sono Tevez e Llorente. Dovrà essere bravo Conte a tenere in pugno lo spogliatoio.

Che hanno combinato le altre?

Aria tiratissima a Milano. Thohir è stato costretto a svenarsi per Hernanes, praticamente all’ultimo anno di contratto con la Lazio epperò pagato a peso d’oro. Decisivo il pianto del ragazzo all’uscita di Formello: a Mazzarri serve proprio uno con… queste caratteristiche! Arriva il brasiliano che pesterà un po’ i piedi a Guarin che, ricattando la sua stessa società, è riuscito a strappare un rinnovo di contratto. Il paradosso è che a Mazzarri serviva un attaccante che non è arrivato. Voleva Vucinic, poi aveva scelto Osvaldo, ma si accontenterà di Milito e Palacio, con Belfodil sbattuto a Livorno. Non è arrivato nemmeno il rinforzo in difesa, anzi è stato ceduto in prestito Ranocchia (l’unico nazionale).

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Il Milan invece si è mosso discretamente bene. Non ci sono più soldi, il bilancio è da ripianare senza le astute mosse del passato, e perciò via coi prestiti o parametri zero. Honda è da scoprire, Taarabt è potenzialmente un bravissimo giocatore, ma da vedere in Italia. Gli altri sono solo tappabuchi di una rosa non all’altezza delle grandi stagioni. Con un Seedorf che avrà moltissimo da lavorare.

“C’è solo un capitano” che è finito in panca e ora al Sassuolo. Si tratta di Paolo Cannavaro che dopo 8 stagioni è stato gentilmente accompagnato alla porta da Benitez. Sono arrivati i soliti nomi stranieri del tecnico spagnolo, molti di questi giovani promettenti. Il punto è capire quanto sono pronti per sopportare sin da subito il peso del calcio italiano. Con una Fiorentina che avanza imperterrita nonostante le defezioni da infortunio. Anderson, i suoi tre figli, e il belloccio Matri possono dare più di una mano a Montella che sta dimostrandosi, dopo Conte e Garcia, uno dei migliori tecnici in giro per l’Italia.

Delle altre val la pena di sottolineare la rivoluzione totale del Sassuolo. Undici o dodici acquisti, più il cambio dell’allenatore.

Il futuro è dei giovani? Da Berardi a Gabbiadini, passando per Kastanos e Fiorillo

In casa Juve ci si è mossi anche per il futuro. Il talento Kastanos è stato portato a casa: si dice un gran bene di questo ragazzino. Mentre Fiorillo, nel mirino di Paratici da un almeno due anni, è stato acquisito con la solita formula “metà a me, metà a te” (l’altra metà scambiata è quella di Beltrame, su cui dobbiamo continuare ad avere il controllo). Buffon non è immortale, e il portiere blucerchiato potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa quando si tratterà di cercare il sostituto del numero uno al mondo.

Nei mesi che seguono, fari puntati su Gabbiadini e Berardi. Anche su Immobile, ma l’attaccante di Sorrento sembra destinato a un clamoroso scambio o a fare cassa.

Il caso Cellino: cosa stiamo esportando?

Intanto all’estero continuano a mantenere alta l’ironia nei confronti del nostro Paese. Cellino, non contento degli affaracci sparsi in tutto il mondo, ha messo gli occhi sul Leeds. Prima mossa? Ordinare l’esonero dell’allenatore. I tifosi si sono imbestialiti e il chitarrista Cellino è stato salvato dalla polizia.

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Ultimi colpi di mercato: come sta la Juve?

Calciomercato, la passione più sfrenata per i tifosi di tutto il mondo. Specie in Italia, quando si diventa tutti esperti, tutti tattici, tutti psicologi. In fondo, è il bello del calcio e del calciomercato. La sessione invernale volge al termine, così ci chiediamo cosa sta la Juve.

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Osvaldo e gli attaccanti in esubero

Il reparto su cui l’attenzione è alta è, paradossalmente, l’attacco. Diciamo paradossalmente perché ci sembra il reparto che di più è stato migliorato quest’anno. Tevez e Llorente hanno dato la svolta agli schemi di Conte, garantendo il giusto apporto di reti. Questo ha generato un passo indietro, nelle gerarchie, rispetto a Vucinic, Quagliarella e Giovinco. Uno è di troppo. Forse addirittura in due.

Vucinic ha chiesto la cessione per giocare. Saltata l’ipotesi nerazzurra, è l’estero che può permettersi il montenegrino. Mentre per Quagliarella, su cui Conte in realtà pone un divieto di cessione, ci sarebbe la Lazio.

In entrata si parla di Osvaldo. Un 28enne con tanto talento, ma anche diversi problemi circa educazione ed equilibrio mentale.

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Guarin e Nani: occhio alla beffa

A centrocampo, vista la totale assenza di alternative ai titolari, si era pensato a Guarin. Magari per applicare altri schemi tattici. E certamente per generare uno scambio molto utile a livello di bilancio. Ma l’affare sembra totalmente saltato, nonostante il procuratore di Guarin spinga per Torino, così come il ragazzo.

La beffa potrebbe invece essere Nani all’Inter. E’ stata avanzata una richiesta di prestito con diritto di riscatto al Manchester United. Attenderemo risposta, dopo valuteremo il tutto.

In generale, Marotta dovrebbe proprio muoversi per cercare una validissima alternativa ad Asamoah e Lichtsteiner. Basti pensare a Roma-Juve per capire quanto pesano i titolari e quanto i panchinari. E una grande squadra non può permetterselo.

Abate… cioè?

Nelle ultime ore è stato proposto Abate alla Juve. Non commento. Mi fermo qua. Sperando si riveli solo una delle tante bufale di questo calciomercato.

In futuro Zappacosta e Baselli dall’Atalanta

Per il futuro si lavora principalmente sui classe ’92/’93/’94. Se Berardi avrà una chance per il prossimo anno, Baselli e Zappacosta potrebbero raggiungere Torino fra due anni. Due giovani molto interessanti, fra cui magari trovare il nuovo Pirlo.

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Roma-Juventus 1-0 Er Sistema e le bugie di Conte

Uscire così dispiace. Non già perché vorrei sottolineare i meriti della Roma, ma perché sono costretto a commentare una partita mai giocata dalla Juve. La Coppa Italia mi interessava, perdere non mi piace, dire addio a un obiettivo interessante mi disturba – stavolta sì – il fegato.

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Conte doveva essere chiaro

Contro la Sampdoria, in campionato, con 8 punti di vantaggio, va in campo la formazione migliore. Contro una Roma che sprizzava vendetta, in Coppa Italia, in una sfida senza ritorno, per l’obiettivo della Coppa Italia, Conte si affida alle riserve. Sarà un mio grosso limite, ma non lo concepisco.

Ecco perché l’unico pensiero che mi gira in testa è il seguente: Conte ha voluto mollare la Coppa Italia. Le semifinali si giocano in febbraio, quando riparte pure quella rottura della Europe League (che a questo punto diventa obiettivo importante). E allora via l’impegno della Coppa Italia, un po’ di ossigeno per i gufi, e noi si tenterà il prossimo anno.

Penso questo perché la squadra ha “detto” questo. Vidal molle, Pirlo lento, le due fasce scandalosamente inadeguate, la difesa con la testa chissà dove visti i disimpegni che nemmeno la Primavera…

Conte doveva essere chiaro e io l’avrei perfino appoggiato: non abbiamo risorse per lottare su tre fronti, vogliamo il terzo scudetto, tenteremo l’Europa, ma la Coppa Italia proprio dobbiamo mollarla. Onesto, chiaro, pulito, come sa fare lui. Perché poi, a me, essere preso in giro non va proprio. Ero sul divano convinto di vedere giocare la Juve, convinto che le mie sensazioni erano pari a quelle dei ragazzi in campo. Non è stato così, e certo non è colpa mia. Difficile pensare il contrario. Impossibile dire “Conte non vuole perdere nemmeno a carte”. Purtroppo ha dimostrato il contrario ieri sera, con cambi tardivi e una preparazione del match fatta proprio per aspettare il gol dell’avversario. Una squadra che vuole vincere, un tecnico che vuole vincere, cambia immediatamente Giovinco e Quagliarella o rivede l’assetto tattico inserendo Pogba (che poteva sfruttare il tiro da fuori).

Problema qualità panchina

A quanto detto sopra, si aggiunga, tristemente, l’ennesima prova di una panchina purtroppo inadeguata. Il che mette in dubbio, a questo punto, la vendita di Vucinic. Se non giocano Tevez e Llorente – più che fondamentali nell’economia di gioco di Conte – allora siamo nei guai. Quagliarella e Giovinco hanno sprecato una grande occasione. Palla a loro e manovra imballata. La Juve maestra nell’avanzare il proprio baricentro, ieri è stata più volte costretta, dagli attaccanti, a tornare indietro diventando prevedibile, lenta, abulica e per nulla creativa e pericolosa.

Così si va poco lontano perché gli stessi 11, per tutta la stagione, difficilmente reggeranno. Piccoli cambi li sopportiamo, ma fuori 4 titolari, fuori Pogba, e questa Juve comincia a soffrire.

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L’atteggiamento remissivo, l’essersi rinchiusi nel proprio centrocampo è roba da provinciale, certo non è roba da Conte. E non credo che la Roma, che ha solo tirato da fuori, praticamente, abbia tutti i meriti di questa non-partita della Juve.

Il problema mercato va perciò inquadrato così: o si prendono titolari assoluti, altrimenti bisogna cercare gente tosta capace di sostituire al meglio i titolari attuali.

Capitolo “er sistema”

L’ultimo capitolo è dedicato a Er Sistema di De Sanctis. Ieri, a quanto pare, non solo non è stato applicato, ma è stato vergognosamente ribaltato.

Il giallo a Benatia è talmente ridicolo quanto i dubbi dei telecronisti giallorossi su RaiUno. Giovinco, in vantaggio e solo davanti il portiere, viene atterrato. A termini di regolamento è fallo da ultimo uomo, quindi rosso. Il giallo è solo uno dei colori sociali della Roma, ma con l’episodio c’azzecca poco (come direbbe il buon Di Pietro).

Pure De Rossi ha ammesso che il gol di Peluso è più che regolare. Dal primo replay RaiSport si è visto che la traettoria resta dentro il campo. E la Gazzetta mente sul gioco fermo. Il gioco era assolutamente non fermo e il fischio ufficiale è arrivato quando Peluso era ormai alla bandierina col pugno alzato.

In generale stupisce la gestione della gara. Benatia l’ha completata, Castan ha preso giallo solo per proteste. Nel mentre, la mia Juve sta scrivendo il contro-comunicato per l’affaraccio con l’Inter.

Lo dico ora per non ripeterlo più: se non alziamo la voce, se non ci difendiamo, se non la smettiamo con questo atteggiamento british, come nel 2006 – e scusate la volgarità – ce se ‘nculano fortemente (esattamente come un anno fa contro la Lazio: ricordate l’intervista beffa di Conte ai microfoni Rai?).

E ora massacriamo la Lazio. Una grande squadra è grande SEMPRE. E non molla niente.

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Roma-Juventus Conte si affida alle seconde linee

Io vorrei passare il turno. Lo voglio con tutto il cuore. Troppo importante puntare il traguardo della decima in Coppa. Ecco perché non mi trova d’accordo il pur gentile pensiero di affidarsi alle seconde linee. Che poi, intendiamoci, soltanto in alcuni ruoli.

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Nell’ordine, Storari sostituirà Buffon perchè la regola di coppa è questa. E fin non ci piove. Barzagli, Bonucci (al rientro) e Chiellini tenteranno di difendere la porta bianconera.

A centrocampo Pogba osserverà un turno di riposo. Andrea Pirlo riprende il suo posto in cabina di regia. Al suo fianco Marchisio e Vidal. Le fasce laterali vedranno Isla, a destra, e Peluso, a sinistra. Proprio Isla e Peluso sono una delle incognite di questa sera. Conservare la supremazia sulle fasce laterali è troppo importante per limitare gli attacchi della Roma.

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In attacco la fiducia andrà nelle magliette di Quagliarella e Giovinco. Poche chance, ma fondamentali per giocarsi la riconferma in maglia bianconera. In campionato sia Tevez sia Llorente fecero un grande lavoro. Ora tocca a Fabio e Sebastian.

Roma-Juventus Conte si affida alle seconde linee

Il coraggio e la fiducia di Conte o il desiderio di vendetta di Garcia?

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Juventus-Avellino 3-0 Tutto semplice con Giovinco e Pepe

Tutto semplice, alla fine. Nonostante i cambi, nonostante i titolari siano stati messi a riposo. Prova importante di chi è andato in campo e questo è quello che fa felice Conte.

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L’allenatore può contare su seconde linee interessanti, ma certamente non sono queste a poterci dare la spinta in più per inseguire traguardi storici.

Storia a parte, il match con l’Avellino ha mostrato un Giovinco in palla e un Quagliarella sempre più voglioso di guadagnarsi il gruppo. Con un Marchisio che in fase di costruzione si è comportato piuttosto bene (cosa da replicare con maggiore convinzione quando mancherà ancora Pirlo).

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Il gol di Giovinco è una perla e non basta l’Avellino a renderlo meno bello. Traettoria geniale, grande sensibilità. Se solo Sebastian trovasse continuità e forza mentale. Un po’ come suggerivano a Neo in Matrix: una cosa è conoscere la strada giusta, altra cosa è imboccarla.

Conte ci crede, ci credo anche io, ma Giovinco deve diventare più efficace, magari meno bello.

Ma l’aspetto più importante di tutti è Simone Pepe. Che bello rivederlo in campo. Che bello sarà poterlo riutilizzare dal 2014 con costanza. “Senza Pepe non posso fare il 4-3-3″ ha sempre detto Conte. Vedremo.

Ora i bianconeri attendono il 9 gennaio quando scopriranno chi fra Sampdoria e Roma bisogna sfidare nei quarti di Coppa Italia. L’obiettivo è vincerla.

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Juventus-Avellino Rivoluzione nell’11 titolare

Le rivoluzioni mi spaventano. Soprattutto perché diventa poi complicato giustificarle se qualcosa dovesse andare storto. Da una parte l’Avellino, dall’altra una Juve che cambia quasi tutti gli uomini (solitamente titolari).

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Giovinco e Quagliarella avranno la loro importante chance. Entrambi sono a caccia di prestazioni confortanti per guadagnarsi la permanenza in maglia bianconera. Per loro è un’opportunità importante, visto che il duetto Tevez-Llorente continuerà a cantare per tutta la stagione.

A centrocampo sarà Marchisio a guidare una truppa di seconde linee. Padoin giocherà al posto di Vidal, mentre Asamoah viene riconfermato in mediana. La fascia sinistra è affidata a De Ceglie, mentre Isla farà staffetta con un clamoroso e tanto desiderato rientro di Simone Pepe. Il cileno ha in mano il proprio destino: o convince Conte o la Juve troverà acquirenti.

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In difesa spazio a Ogbonna nelle vesti di vice Bonucci. Ai suoi lati Peluso e Caceres.

Storari tenterà di perserverare l’imbattibilità di Gigi Buffon che in campionato dura da oltre 700 minuti.

Juventus-Avellino La rivoluzione delle seconde linee

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