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Tag: RAI (pagina 1 di 2)

Se RaiSport si confonde con InterChannel: Marchisio contro Cerqueti

Scoppia la polemica Marchisio. Il suo tweet che dava del cieco al telecronista RAI è stato salutato da Saxa Rubra, in particolare, con nervosismo e parecchia sorpresa nel notare come la Juventus Football club non abbia ancora multato il suo giocatore. Reo di aver espresso un opinione che in realtà era sulle “tastiere” di una milionata di tifosi (fra Twitter e Facebook).

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Chiariamo un paio di cose:

  • per l’ennesima volta, la Rai “servizio pubblico” ha espresso la peggiore telecronaca possibile, con la voce di Cerqueti a cui è mancato giusto un “Forza Inter e in culo alla Juve”;
  • per l’ennesima volta, l’oggettiva telecronaca faziosa ha colpito, con alcune osservazioni vergognose troppo sbilanciate verso l’irrazionale voglia di vedere la Juve eliminata;
  • per l’ennesima volta, il telecronista si è visto smentito in diretta, in modo anche stupito e stupefacente, durante il solito episodio commentato più con il cuore da antijuventino che da giornalista: dopo “Zaza ha scalciato il suo avversario” di Cerqueti, si è sentito un imbarazzato Tramezzani esclamare “ma in realtà non mi pare abbia scalciato, piuttosto voleva recuperare il pallone e alla fine ha travolto il difensore”.

Il punto è un altro: ci aspettiamo, noi tifosi, che la Rai riprenda Cerqueti e la sua banda di telecronisti, ricordandogli che il popolo bianconero che assiste alle partite della Juve in Coppa Italia e trasmesse dai canali di servizio pubblico della Rai sono tanti, sono milioni, e anche ieri incazzati neri per il modo stupidamente antijuventino di commentare partita ed episodi.

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Conte e il rumore dei nemici?

Stampa allineata nel tentativo di destabilizzare l’ambiente. Critici scelti a puntino per tentare di innescare costantemente la polemica. E un Conte che non le manda a dire.

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E’ il riassunto degli anni bianconeri di Antonio da Lecce, a oggi il miglior tecnico italiano, per distacco. A oggi uno dei migliori al mondo per stessa valutazione dei tecnici oggi in giro per l’Europa.

Il punto è che in Italia non si può più fare affidamento a redazioni giornalistiche terze e obiettive, a causa dei conflitti di interesse e scarsa professionalità di chi detta la linea editoriale.

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I record battuti da Antonio Conte, i cui meriti vengono sottolineati a forza ormai dal solo Arrigo Sacchi, vengono messi in secondo piano. Si parla solo della punizione post-Verona (come se la regola imponesse di offrire dolci e biscotti a chi ha pareggiato una partita scandalosamente dominata per larghi tratti), dei casini dialettici con Mazzarri e gli altri, della sfida con Capello, del rapporto con Marotta, del contratto da firmare.

Se Civoli chiede alla Juve di non far firmare fino al 2018 – ci piacerebbe conoscere le profonde riflessioni del giornalista RAI di scuola Inter per arrivare a una simile conclusione – allora da Conte arrivano risposte molto dure, ai limiti dell’educazione. In fondo, in larga parte, lo capisco. Se le domande ai microfoni sono sempre rivolte alla polemica, uno che sta dimostrando conoscenze tattiche e didattiche fuori dalla media, alla fine si rompe e non gli va nemmeno più di adempiere al dovere dello spettacolo. Uno spettacolo increscioso e vergognoso.

Purtroppo per tutti, Conte ha costruito qualcosa di magnifico, partendo da una base ridicola come quella dei due settimi posti bianconeri. Purtroppo per tutti, per abbattere la Juve non son serviti Farsopoli e poi Scommessopoli, né le campagne stampa su moviole, finte moviole e movioloni. Purtroppo per tutti, Conte sta avendo ragione su tutto.

La cosa più vergognosa – a mio modesto parere – è l’atteggiamento di certo tifo. Come se molti juventini godessero nei momenti di difficoltà mediatica della propria squadra. Troppo cioccolato fa male, qualcuno sente ogni tanto l’esigenza di ingerire fango, o qualcosa di peggiore. Probabilmente gli stessi che fischiano i ragazzi che stanno scrivendo pagine di storia che ricorderemo per anni e anni e anni. Ma che razza di tifo è?

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I 21 centimetri di Llorente e i 39 di Rocco Siffredi

Non sai mai dove inizia la malefede e finisce il giornalismo. Vi suona strano, eh?!? Il punto è che ormai impossibile parlare di calcio o affrontare un argomento serio riguardo il calcio.

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Prendi Juve-Napoli terminata 3-0 per la squadra di Conte. Mettici un Pistocchi o una Ilaria D’Amico e otterrai il trash del trash. Roba che Barbara D’Urso, a loro confronto, diventa una sorta di giornalista investigativo d’assalto. Pazienza.

Questioni tecniche scomparse. Negli studi Sky c’è solo spazio per capire quanto hanno contato quei 21 centimetri di Llorente. Per carità: ha parzialmente ragione Conte quando dice “ma di che parliamo?” epperò ha pure parzialmente torto Conte perché in fondo il gol era irregolare. Almeno così pareva dalle TV che dovrebbero investigare invece servono. Servono ai soliti. Soprattutto a loro stessi e al loro desiderio perverso di antijuventinismo.

Il gol è regolare. Dalla Toscana, con amore, giunge silenziosa una immagine e una voce fuori dal coro a cui va la nostra immensa e incondizionata stima per il coraggio e la dignità intellettuale dimostrata.

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Llorente potrebbe non essere in fuorigioco

I 21 centimetri potrebbero essere stati semplicemente 0 centimetri in quanto, alle attentissime telecamere di Rai, Mediaset e Sky, è/sarebbe sfuggito un piccolo dettaglio. Il piede del difensore Fernandez potrebbe tenere in linea Llorente. Proprio l’assurdità di tale ragionamento la dice lunga sul fatto di voler ignorare l’estrema superiorità bianconera lungo 80 minuti di partita. Togliamo giusti i 10 minuti del secondo tempo quando Tevez e compagni hanno deciso di far toccare il pallone ai napoletani.

Regolare o meno, Photoshop o meno (come sa benissimo Galliani), il punto è l’onestà intellettuale. Noi stiamo dalla parte di Conte: siamo ai vertici da tre anni. Non ci risulta che Agnelli abbia potere, tanto meno che Marotta abbia potuto creare una cupola. Ci risulta invece che i vari Moratti e Galliani siano ancora in attività e che nessun governo societario sia stato asfaltato come accaduto alla Juve nel 2006. La logica impone dunque una sola conclusione. Gli altri rosicano, noi continuiamo a dettar legge. Da oltre 100 anni.

Così, giusto per ricordarlo…

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Nel Paese della RAI che tarocca la moviola contro la Juve: rivelazione di Carlo Sassi

E finalmente ci siamo. Ci eravamo già dopo Farsopoli, dopo cioè che molti volontari sul Web avevano smascherato la farsa con numeri, cifre, dati, informazioni, documenti, filmati, file audio. E adesso ci risiamo.

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Una piccola bomba, sganciata con molto ritardo da Carlo Sassi. Una moviola taroccata, quella relativa a un episodio storico. Mi immagino la faccia di Liguori & Co. in questo momento. Tristi come triste è il loro pensiero che la Roma non ha vinto 20 scudetti perché la Juve… boh una volta rubava, una volta complottava contro la Roma, una volta rubava, una volta complottava contro la Roma… scusate per il ritornello.

Nel Paese dei Pulcinella, e nel Paese dei taroccatori. Carlo Sassi rivela che il gol di Turone era effettivamente irregolare. Perché? Lo dichiara a Circo Massimo (toh! guarda che titolo di trasmissione) alla Radio e c’è veramente da rimanere a bocca aperta per il contenuto della rivelazione:

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La moviola dimostrò che il gol era irregolare, che Turone era oltre la linea di Prandelli. Poi però a Roma con un marchingegno particolare dimostrarono che invece non era in fuorigioco, il ché non era vero perché hanno… non dico barato, per l’amor di Dio…. non era perfetto quel macchinario. L’hanno un po’ acchittato. Turone era in fuorigioco effettivamente.

Per l’amor di Dio. Non fossi buono come sono, non fossi una persona per bene, io mi armerei di un buon bastone, resistente, e comincerei una bella pulizia in quel della RAI. Senza eccezione alcuna. Ma sono una persona per bene, sono un tifoso juventino che sta godendo due volte: per quello che sta facendo la mia squadra, e per come stanno male gli antijuventini che non sanno più a cosa aggrapparsi.

Ok, il gol di Turone fu taroccato dalla RAI, non già dallo zio ingegnoso al bar. E ora la domanda è la seguente: quante altre cavolate ci hanno appioppato in questi anni?

Noi continuiamo a monitorare il bruttissimo lavoro dei vari Mediaset, RAI, Gazzetta, RCS e compagnia cantante. E forse non facciamo abbastanza.

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Pulvirenti, Pellé, Fiocchetti: i nuovi inventori

Cellino è in galera, si dice ci sia posto nella sua cella. E certo di gente capace e meritevole di finirci non ne manca nel nostro bel paese. Gente che può permettersi la qualsiasi. Dalla truffa alla diffamazione, dalla dichiarazione falsa a alla falsa dichiarazione.

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In questa settimana altri attori si sono giunti alla scena del “tutto si può dire”.

Pulvirenti, quello di Catania, quello che contro Milan e Inter e Napoli non ha mai alzato la voce per obbedienza fedele, ma che contro la Juve ha sparato le peggio porcate, ha dichiarato che “con la Juve nessuna pace: non abbiamo mai litigato”. Mah, sarà vero, in attesa che qualcuno dalla Società o della Società (sarebbe preferibile questa seconda ipotesi) replichi dovremmo credergli. Nessuna lite, solo sparate che sono servite comunque alla stampa per montare il solito caso contro la Juve.

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E visto che nessuno se lo filava da un po’ di anni, Graziano Pellé, ha deciso di farsi un po’ di pubblicità, ben consigliato dal suo entourage probabilmente. In Italia o prometti di togliere l’Imu o spari contro la Juve: ecco le due facili soluzioni per finire sui giornali e in TV. E poiché siamo nel paese dove “tutto è possibile, ma niente deve essere verificato” le dichiarazioni di Pellé vengono raccolte a mo’ di inventario, presentate come verità bibliche e lasciate cadere così. Così che il pubblico le digerisca, le assimili e le prenda a riferimento di verità. Poi Pellé smentisce la dichiarazione, perfino l’intervista.

Il problema perciò ora si dovrebbe spostare su due semplici questioni: chi ha fatto l’intervista? E chi ha pubblicato il tutto? Perché delle due l’una: o Pellé ha detto quelle cose e allora dovrebbe risponderne a livello penale, o qualche giornalista ha provato a lavorare di fantasia e allora Pellé dovrebbe farne il nome e il giornalista risponderne in qualche modo.

Ma siamo in Italia, e allora un plauso a chi getta ancora fango sulla Juve. Meglio così, l’attenzione e la tensione aumentano.

Finendo col mitico Fiocchetti. Negli scorsi giorni ci sono arrivate mail chiedendo fotografie di Fiocchetti: non lo conosceva nessuno, ora invece è un idolo. Un consiglio, visto che col giornalismo fa un po’ di fatica visto che confonde le “fonti” con le “cazzate”: prometta un abbassamento di IRPEF o un innalzamento di un paio di punti di PIL e si candidi. A destra c’è posto, così come a sinistra lo accoglierebbero a braccia aperte. Lo stipendio è di certo migliore di quello percepito alla RAI.

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La RAI si scusa per il servizio di Marco Fiocchetti sul doping e la Juventus

Marco Fiocchetti, giornalista di Raisport, si è fatto prendere la mano in un servizio sul doping.

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Ha ironizzato su Armstrong, su Nadal, e sulla Juventus di Moggi. Chiosando “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Il Direttore responsabile di Raisport, Eugenio De Paoli, ha chiesto ufficialmente scusa alla Juventus affermando tra l’altro

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Si è trattato di una spiacevole scivolata di gusto colpevolmente sfuggita al nostro controllo.

Sarà mia cura richiamare all’ordine l’autore del servizio in modo da evitare il ripetersi di episodi simili.

Marco Fiocchetti, giornalista poco informato, dovrebbe sapere che la Juventus è stata assolta dall’accusa di doping. E non si capisce come mai, parlando di Nadal ed Armstrong, gli sia venuta in mente la Juventus. Evidentemente, al pari di Moratti e Zeman, deve aver vissuto maledettamente male l’epopea della Juventus di Moggi: 1 coppa Intercontinentale, 1 Champions League, 1 supercoppa Uefa, 7 scudetti, 1 coppa Italia, 4 supercoppe italiane.

Si faccia prescrivere dal suo medico qualcosa per il fegato. Un medicinale. Non doping.

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Cara Juve, tira una bruttissima aria

Fa freddo, ma i miei brividi non riguardano le condizioni meteorologiche. Riguardano l’aria che tira qui in Italia. Una sinfonia magnifica quella suonata da Conte e i suoi ragazzi al Celtic Park. Un0 0-3 fuori casa netto, superbo, caparbio. Con quel meraviglioso “T’ammazzo!” rivolto a Bonucci quando mancavano pochi secondi alla fine della partita. Un gesto sublime, di una forza paurosa: la forza di chi ancora non è sazio per niente!

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A questo, che in Italia è fastidio, non certo orgoglio per chi ha il fegato rovinato da mesi di bocconi amari ingoiati domenica dopo domenica, aggiungo il brutto infortunio a Milito (forza e coraggio, Diego!) che inguaia l’Inter, aggiungo pure il bluff di Mazzarri che all’Europe League non ci ha mai tenuto, aggiungo la partita di questa sera del Milan… sì di venerdì, perché la Lega vuol bene alle squadre che giocano in Coppa. Ma, aspetta un momento: la Juve la mandano di nuovo di sabato? Dopo aver giocato di sabato la scorsa settimana e di martedì in coppa? Mmmh, brutta storia.

E poi aggiungo pure il silenzio su Fuentes. E le non risposte: Milan potrebbe significare in fondo qualsiasi cosa. Un nome di persona, una squadra dilettantistica di ciclismo di seconda categoria (che però si rifornisce come fosse una corazzata di 40 persone), persino una sigla. Magari, studiando per bene le singole lettere la Gazzetta riuscirà a ricondurre il nome Milan alla… Juve, perché no?!? Qualche collegamento dovrà pur esserci.

E per insabbiare il caso la RAI torna a parlare di doping associandolo proprio ai bianconeri. Ma quanto deve essere dura sotterrare la propria dignità di professionisti dell’informazione per garantirsi il pane quotidiano scrivendo cazzate? Chissà se allo specchio questa gentaglia con la tastiera e la penna velenosa riesce a guardarsi senza provare un senso di schifo e ribrezzo. Chissà.

Perché il doping alla Juve è un’associazione puramente fantasiosa. Esiste un Processo, esistono delle carte.  Nessuno le ha mai lette, ma tutti ne parlano. E’ il nostro modo mediocre di affrontare le cose qui in Italia: sparlare, inventare, fantasticare. Doping. Proprio ieri poi che ricorreva il nono anno dalla scomparsa di Marco Pantani. Esiste un termine per caratterizzare i giornalisti che lo hanno massacrato fino a portarlo alla morte: bastardi!

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Il giornalismo sportivo italiano è bastardo, termine molto poco onorevole e perfettamente integrato col lavoro che compiono questi giornalai.

Così, nell’ordine: il Milan può decidere di giocare quando gli pare, perfino cambiare arbitro quando si sente più al sicuro con un Doveri per esempio; la Juve è in balia di un calendario che per legge dovrebbe essere modificato (chi gioca in Coppa riceve solitamente un trattamento di favore, proprio per spirito campanilistico e per una logica davvero elementare); la RAI torna a macinare sul doping, quando in realtà dovrebbe aprire una indagine sia pur giornalistica sul Milan e gli appunti del Dottor Fuentes (questo al mio paese si configura come prova: ora cerchiamo quelle a discolpa!); la Gazzetta torna a calcare la mano sul Calcioscommesse infilando Conte laddove possibile.

Per non dimenticare che i cori su Balotelli li sentono tutti, ma i cori su Heysel e il coro “se saltelli muore un altro Agnelli” non se li fila nessuno. Come se fosse una gara a chi è più imbecille e in questo caso stanno comunque vincendo gli altri, non certo noi. In Scozia ci siamo andati per tifare e siamo tornati carichi a molla per una prestazione magnifica. Altri accoltellano, invece.

Infine, e qui godiamo davvero tanto, riusciamo finalmente a capire il motivo per cui hanno arrestato Cellino. Quello che qualcuno aveva eletto a martire dei bianconeri per le questioni di stadio e non si sa bene di preciso cosa, ma l’importante è dar contro alla Juve. Domani pubblicheremo tutto. Se Cellino è dentro, ma uscirà presto, Preziosi resta ancora fuori nonostante l’ennesimo fattaccio.

No cara Juve, tira una bruttissima aria. E io ho i brividi. E il meteo non c’entra nulla.

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Juventus-Cagliari 1-0: il dodicesimo uomo dal gol pesante

Qualcuno direbbe finalmente, io dirò semplicemente che va bene così. E’ il secondo gol pesante, seguendo la definizione di questo termine molto in voga nell’ultimo periodo quando si parla di Giovinco. Il nanetto di Beinasco infila tutte le manifestazioni: è il primo bianconero che riesce a segnare in Campionato (5), in Champions (2) e in Coppa Italia (1). Il gol vale i quarti, probabilmente contro il Milan.

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Non è stata una Juve brillante, frutto dei numerosi cambi, frutto anche di una serata complicata dal punto di vista climatico. Pronti-via e Giaccherini dà forfait. Il suo sostituto, Vidal, si fa male ed esce prima ancora della fine del primo tempo. Serata maledetta? Sembrava così quando pure Bendtner ha alzato bandiera bianca alla fine del primo tempo. Invece ci ha pensato lui.

La premiata ditta Bendtner-Giovinco non stava deludendo. Uno alto forte e grosso, uno piccolo rapido e molto tecnico. Giovinco ha costruito per Bendtner diverse azioni pericolose, ma il danese non vede proprio la porta. Clamorose due situazioni: ottimo servizio di Sebastian e tiro di esterno parato, gran cross di Sebastian e facciata del danese fuori. In mezzo un po’ di scambi molto buoni e positivi e un movimento molto simile a quello che vorrebbe Conte che infatti stava apprezzando questa inedita coppia. Poi è entrato Matri e la Juve ha giocato praticamente in 10.

Ci scusi Alessandro Matri, ma non lo riconosciamo più. Là davanti la Juve è abituata a gente come Inzaghi e Trezeguet, killer d’area, o a gente come Zalayeta e Padovano. Prime linee di assoluto livello o seconde linee che sono risultate molte volte decisive e molto importanti. Qui invece dobbiamo, per forza di cose, sottolineare l’assoluta pochezza e inconsistenza. Poche partite ancora, ma 1 solo gol e davvero scarsa utilità al gioco bianconero sono più di un segnale importante.

Finora Conte non ha espresso giudizi difendendo il suo gruppo, con un atteggiamento da padre che apprezziamo molto e sottoscriviamo. Ma siamo in guerra e la guerra, nel calcio, si vince con chi segna di più. Uno dei due, fra Bendtner e Matri, deve essere ceduto per far spazio a qualcuno che infili la porta di tanto in tanto. Per la Champions e per il campionato è assolutamente necessario.

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Tornando al match c’è poco da dire. La solita Juventus che in difesa non concede nulla, con un Marrone sempre più a suo agio nel ruolo di regista difensivo e un Barzagli a dir poco imbarazzante con la facilità con cui blocca ogni avversario. Con un Pogba che è stato incredibile in fase di contenimento, ma un po’ svagato  in fase di costruzione. Conte ci ha visto ancora bene e per lui è pronta la mediana alta visto la capacità di inserimento. Non è un regista puro, insomma. Bene Isla e De Ceglie, forse aiutati da avversari poco all’altezza. In particolare il cileno ha dimostrato una buona capacità aerobica, ma deve migliorare in fase di spinta, soprattutto circa la qualità delle giocate.  E bene Padoin che conferma la frase del Mister “sono fortunato ad avere in rosa gente come Giaccherini e Padoin”.

In generale un altro passaggio del turno che certifica un inizio di stagione spumeggiante. Ora sotto con l’Atalanta e l’ultimo match dell’anno per chiudere in bellezza.

Commovente il gesto di Conte di ringraziare tutti i settori dello stadio, con quel modo di portare la mano al cuore per offrirlo al suo pubblico. Forse qui non ci siamo capiti Antonio: non abbiamo più parole per esprimerti la nostra gratitudine e abbiamo infine esaurito i complimenti per il tuo lavoro.

P.S.

Giusto per il gusto della polemica e della segnalazione, se in RAI potessero bilanciare la moviola non sarebbe male. Non c’è fallo, nel finale di partita, su Ibarbo (l’intervento di Pogba è assolutamente perfetto), mentre c’è fallo su Giovinco come da segnalazione in diretta della telecronaca e come evidente anche a chi soffre di miopia. Poteva allora, il buon cronista da bordo campo, risparmiare a Pulga “quanto è nervoso per quell’episodio alla fine del match?”. Nervosi lì in RAI lo siete tutti, e questo ci fa godere di più.

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Zazzaroni vorrebbe la censura per “iojuventino”

Ivan Zazzaroni, il magnifico giornalista sportivo, il virtuoso ballerino, l’uomo con lo shampoo in tasca, stavolta ha superato la misura.

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Risponderemo per le rime.

Ieri sera, durante le amenità che si raccontano nella Domenica sportiva della Ferrari (quella con Mondonico, Bacconi, Collovati, Gnocchi e, appunto, Zazzaroni), l’uomo che vive, bene, grazie alla libertà di stampa ha lanciato una crociata contro i blog della rete.

Lo so, voi direte “ing, che cazzo ci facevi davanti alla televisione a vedere un programma come quello?”. Volevo sentire un po’ di cazzate. Appunto.

Orbene, dopo averci fatto vedere mezz’ora di giornalismo epocale su Sampdoria-Genoa, la Ferrari ha introdotto Inter-Cagliari preannunciando i veleni del dopo partita. Fatteci sentire le parole del presidente degli onesti ( “… non vorrei tornare a storie del passato…” ), ha mostrato la pagina del sito della Juventus con il NO COMMENT che spiccava sul fondo nero ed ha spiegato che la Juventusaveva messo in rete il comunicato del 2011 dove il Procuratore federale aveva accusato l’Inter di illecito sportivo (rapporti Facchetti-arbitri), dichiarandola peraltro non perseguibile per sopraggiunta prescrizione.

In studio si è visto e sentito di tutto.

Il giornalista Rai presente (mi scuso con l’esimio professionista, ma non ne conosco il nome), con un’espressione minacciosa, riprendeva la Ferrari per aver definito solamente “un po’ forte”  il comunicato della Juventus:  “Un po’ forte? Ma è un fatto gravissimo, mai visto prima. E poi Moratti, nelle sue affermazioni, non ha mai fatto il nome della Juventus!”.

Ma non siamo mica stupidi, signor esimio professionista!

Collovati aggiungeva un laconico: “Ma lo sapete che nel 2006 una squadra come la Juventus, giustamente, è andata in serie B? Comunque bisogna porre fine, una volta per tutte, a queste polemiche”.

Giustamente cosa, Collovati? Ma hai mai letto le sentenze? Se non le hai lette, leggitele. Nessuna partita falsata, campionato regolare.

Fine alle polemiche Collocati? Ridateci gli scudetti scippati e ripagateci il danno economico e vedrete che finisce tutto.

Interveniva allora il mitico Zazzaroni. Da non credere, se non l’avessi ascoltato con le mie orecchie.

Le polemiche non finiranno mai perché esistono i blog della rete”.

Noi giornalisti non possiamo fare nulla contro uno strumento come la rete”.

I giornali arrivano a centinaia di migliaia di lettori, la rete (purtroppo, avrebbe voluto aggiungere) a milioni di persone”.

I blog tolgono ai giornali la materia sulla quale scrivere”.

Con i blog si andrà avanti per sempre a parlare di rubentus e prescritti”.

Tutto questo succede per colpa dei blog”.

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Ripetuto più volte, in totale delirio da schermo televisivo.

Zazzaroni, qui non si balla sotto le stelle!!!

Noi blog, compreso il nostro “iojuventino”, siamo il motivo per cui le polemiche tra Inter e Juventus non finiranno mai?

Senza i blog, i giornali avrebbero già fatto terminare da tempo queste polemiche?

E certo che sì. Perché i giornali sono servi del potere.

Noi no. Fortunatamente per chi ama la libertà di stampa.

I giornalisti professionisti si sentono minacciati da noi “dilettanti”: loro hanno il diritto di indirizzare l’opinione pubblica, noi dovremmo tacere.

Alla faccia della libertà di stampa!

Zazzaroni, non l’ha detto ma è evidente, vorrebbe che ai blog venisse messo il bavaglio.

Così loro, giornalisti professionisti, potrebbero seguitare ad esercitare il mestiere senza il fastidio di concorrenti scomodi e per giunta più letti di loro.

E no, caro ballerino.

Nessuno ci puo’ censurare.

E, se non l’hai capito, noi siamo i veri nuovi giornalisti.

Liberi di scrivere la verità. Che è l’anima del giornalismo.

Non servi dello stipendio e del padrone. Non servi della tiratura.

Noi siamo il futuro, già presente.

Scomodo, ma onesto.

Giù le mani dai blog, signor Zazzaroni.

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Varriale ha detto che Palazzi ha lavorato bene: ora siamo tutti più tranquilli!

Io pago il canone della RAI. Mi hanno educato in famiglia a far così.

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Ho un’età per cui la televisione l’ho vista nascere, crescere, prendere colore, arrivare a quella attuale. Quella dove è difficile ascoltare un Telegiornale serio, quella dove esistono il Grande fratello, l’Isola dei famosi, i programmi della De Filippi ed amenità del genere. La TV dove tutti parlano di tutto e più l’argomento è tragico o scabroso più i giornalisti ci affondano le mani per fare audience. Sfruttando la parte meno nobile dell’animo umano. TV pattumiera.

Mi rifugio in Piero Angela e nei programmi sportivi.

Ma i programmi della RAI di Valenti, De Laurentiis, Martellini, Pizzul non esistono più.

Ora mi ritrovo a vedere partite della RAI, quelle che pago con il canone, dove in una postazione fanno la telecronaca un dipendente RAI ed un esperto esterno, in un’altra commentano un altro dipendente RAI ed un altro esperto esterno, a bordo campo, vicino alle panchine, mi ritrovo un certo Varriale ad osservare se gli allenatori si tolgono con le mani le caccole dal naso. Li pago tutti, anche Varriale.

Poi ci sono i tecnici addetti al suono, alle immagini, ecc.  che non compaiono in televisione. E magari quelli li pago volentieri. Ma 3 giornalisti (altro stipendio rispetto ai tecnici) e 2 esperti esterni per una partita, non vedo perché io debba pagarli. E se tra questi c’è Varriale, meno che meno. E poi magari ogni anno mi chiedono l’aumento del canone. E io, fesso, pago. Perché mi hanno educato così.

Chi è Varriale?

Si  riconosce subito. È quello simpatico, ma tanto simpatico, ma così simpatico che ogni tanto qualche allenatore o qualche calciatore lo manda a quel paese in diretta (vero Zenga?).

Immaginatelo con il grembiulino ed il fiocco delle elementari e vi trovate di fronte l’immagine del compagno di classe, insopportabile, che vuole sempre mettersi in mostra, che parla sempre e fuori luogo, che fa anche la spia alla maestra.

È napoletano. È tifoso del Napoli. A Pechino (Supercoppa) ha soggiornato, dopo regolare permesso richiesto alla RAI, nell’hotel extra lusso del Napoli. Tutto regolare? No, perché poi durante la partita tifava in diretta Napoli. E io gli pago lo stipendio.

Domenica 7 ottobre, mentre in televisione intervistava Abete, ossequiandolo come si conviene ad uno come lui quando ha a che fare con un uomo di potere, nel chiedere se erano in previsione modifiche all’ordinamento della Giustizia sportiva, si è lanciato in una sentenza definitiva : “PALAZZI HA LAVORATO BENE”.

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Perbacco, e noi coglioni che credevamo che ne avesse combinate di tutti i colori, Palazzi. Invece no, Varriale ci ha rassicurato che Palazzi ha lavorato bene. Ora siamo tutti più tranquilli.

Palazzi che è pappa e ciccia con Pippo Carobbio.

Palazzi che voleva tener fermo per più di tre anni Bonucci.

Palazzi che guarda le partite allo stadio in compagnia di Galliani.

Palazzi che manda in prescrizione gli illeciti dell’Inter.

Palazzi che istiga gli indagati a fare nomi grossi, promettendo in cambio sconti extra.

Palazzi che ha detto che Conte sapeva degli accordi tra i calciatori ma poi li spronava a vincere.

Palazzi che deferisce Conte per aver detto che in Procura Federale Carobbio è chiamato amichevolmente Pippo.

Palazzi che non deferì Moratti che lo chiamò “stupido”.

Tranquilli, Palazzi ha lavorato bene.

Lo ha detto Varriale.

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