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Tag: ranocchia (pagina 1 di 2)

Mercato Juve: Iturbe e i suoi fratelli

Mentre Iturbe twitta un messaggio che potrebbe apparire come una sorta di conto alla rovescia per la firma di un nuovo contratto, l’interrogativo che tutti si stanno ponendo è: andrà veramente alla Juve? E vale, nel caso, tutti quei soldi?

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Andiamo con ordine.

Speedy Iturbe è un giocatore che può tornare utile allo schema d’attacco di Antonio Conte. Non è Sanchez: non ne ha l’esperienza e sta maturando soltanto adesso. Ha le caratteristiche naturali del cileno: scatto breve, velocità, resistenza, capacità nel dribbling. L’impossibilità di arrivare a Sanchez ha spinto Marotta ad avanzare una ricca offerta al Verona.

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Qui sta un primo punto interrogativo: vale davvero 30 milioni di euro? Vale a dire: una ventina cash più il cartellino di Quagliarella?

La risposta purtroppo è nei 15 milioni di euro pagati dal Verona. Vorranno marginare, vorranno di sicuro speculare il più possibile, magari aprendo un’asta. L’avversaria in questa asta sarebbe il Milan. Che non ha certo 30 milioni di euro visto il bilancio. Non ha certo l’appeal di questa Juve. Marotta è stato chiaro: oltre l’ultima offerta (pare di 21 milioni più Quagliarella) non si andrà. Prendere o lasciare.

Ufficializzato intanto Coman, la Juve prova a pressare sul fronte Morata. Il gioiellino del Real Madrid piace a Conte. Problema: il Real vorrebbe mantenere la clausola di possesso. Detto diversamente: te lo prendi, poi fra un anno decido se controriscattarlo a una cifra prestabilita. La Juve diventerebbe un satellite del Real: ne va dell’immagine. A queste condizioni io mollerei.

Più che altro, il campanello d’allarme è in difesa dove Barzagli subisce per l’ennesima volta i traumi della Nazionale. Fuori fino a ottobre, con precarie condizioni fino a dicembre se il problema persiste e l’operazione non riuscirà completamente a risolverlo. Morale: si torna sul mercato. Alla caccia di un difensore centrale. Conte ha individuato Ranocchia, ma trattare con quelli là è praticamente operazione impossibile. Andremo all’estero, perché Paletta, titolare nell’esordio mondiale proprio accanto a Barzagli, proprio non si può…

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Analisi di un mercato invernale in cui la regina è…

E’ stata una sessione di calciomercato molto interessante. Con un paio di telenovele e un paio di colpi a effetto. Di soldi ne girano pochi, quindi largo alle idee e alle occasioni.

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Le capoliste… anche del mercato

Idee e occasioni che non sono di certo mancate a Marotta e Sabatini. Cominciamo dalla Roma che doveva provare a colmare il gap dei 6 punti dalla capolista. Bastos e Nainggolan sono da leggere come validissimi rimpiazzi, anche migliori, di Marquinho e Bradley. In più i giallorossi si sono assicurati alcuni giovani di prospettiva. La sfida in campionato continua.

E continua perché la Juve si è mossa. Via De Ceglie e Motta e dentro Osvaldo e diversi giovani (Fiorillo e Kastanos su tutti). La punta era ciò che Conte voleva e cercava e Osvaldo era una delle opzioni suggerite. Come già detto in uno scorso articolo, prevalgono molto le doti fisiche e la capacità di garantire un certo peso in attacco. Se in più Osvaldo si ricordasse di segnare gol a raffica, allora sarebbe proprio perfetto. Già perché il suo arrivo a Torino è valido fino al 31 maggio in prestito, poi si potrà trattare sul costo del cartellino fissato adesso a 18 milioni di euro circa.

L’arrivo di Osvaldo coincide però con le non partenze di Quagliarella e Vucinic. I due ragazzi hanno rifiutato l’impossibile in questi giorni e, a mio parere, la società è stata brava a imporre le proprie scelte. Estere per Vucinic, nessuna delle milanesi per Quagliarella. Nessun ricatto, piuttosto restano in panca attendendo il loro turno silenziosamente. A giugno via per un ricambio generale dell’attacco dove gli unici sicuri sono Tevez e Llorente. Dovrà essere bravo Conte a tenere in pugno lo spogliatoio.

Che hanno combinato le altre?

Aria tiratissima a Milano. Thohir è stato costretto a svenarsi per Hernanes, praticamente all’ultimo anno di contratto con la Lazio epperò pagato a peso d’oro. Decisivo il pianto del ragazzo all’uscita di Formello: a Mazzarri serve proprio uno con… queste caratteristiche! Arriva il brasiliano che pesterà un po’ i piedi a Guarin che, ricattando la sua stessa società, è riuscito a strappare un rinnovo di contratto. Il paradosso è che a Mazzarri serviva un attaccante che non è arrivato. Voleva Vucinic, poi aveva scelto Osvaldo, ma si accontenterà di Milito e Palacio, con Belfodil sbattuto a Livorno. Non è arrivato nemmeno il rinforzo in difesa, anzi è stato ceduto in prestito Ranocchia (l’unico nazionale).

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Il Milan invece si è mosso discretamente bene. Non ci sono più soldi, il bilancio è da ripianare senza le astute mosse del passato, e perciò via coi prestiti o parametri zero. Honda è da scoprire, Taarabt è potenzialmente un bravissimo giocatore, ma da vedere in Italia. Gli altri sono solo tappabuchi di una rosa non all’altezza delle grandi stagioni. Con un Seedorf che avrà moltissimo da lavorare.

“C’è solo un capitano” che è finito in panca e ora al Sassuolo. Si tratta di Paolo Cannavaro che dopo 8 stagioni è stato gentilmente accompagnato alla porta da Benitez. Sono arrivati i soliti nomi stranieri del tecnico spagnolo, molti di questi giovani promettenti. Il punto è capire quanto sono pronti per sopportare sin da subito il peso del calcio italiano. Con una Fiorentina che avanza imperterrita nonostante le defezioni da infortunio. Anderson, i suoi tre figli, e il belloccio Matri possono dare più di una mano a Montella che sta dimostrandosi, dopo Conte e Garcia, uno dei migliori tecnici in giro per l’Italia.

Delle altre val la pena di sottolineare la rivoluzione totale del Sassuolo. Undici o dodici acquisti, più il cambio dell’allenatore.

Il futuro è dei giovani? Da Berardi a Gabbiadini, passando per Kastanos e Fiorillo

In casa Juve ci si è mossi anche per il futuro. Il talento Kastanos è stato portato a casa: si dice un gran bene di questo ragazzino. Mentre Fiorillo, nel mirino di Paratici da un almeno due anni, è stato acquisito con la solita formula “metà a me, metà a te” (l’altra metà scambiata è quella di Beltrame, su cui dobbiamo continuare ad avere il controllo). Buffon non è immortale, e il portiere blucerchiato potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa quando si tratterà di cercare il sostituto del numero uno al mondo.

Nei mesi che seguono, fari puntati su Gabbiadini e Berardi. Anche su Immobile, ma l’attaccante di Sorrento sembra destinato a un clamoroso scambio o a fare cassa.

Il caso Cellino: cosa stiamo esportando?

Intanto all’estero continuano a mantenere alta l’ironia nei confronti del nostro Paese. Cellino, non contento degli affaracci sparsi in tutto il mondo, ha messo gli occhi sul Leeds. Prima mossa? Ordinare l’esonero dell’allenatore. I tifosi si sono imbestialiti e il chitarrista Cellino è stato salvato dalla polizia.

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Brivido Inter: Farsopoli 2 in arrivo?

Le dichiarazioni sono purtroppo simili a quelle che hanno accompagnato i primi 10 anni di vita dell’era Moratti. Quando non sai che succede, allora la colpa è di qualcun altro. Deve essere di qualcun altro.

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Nell’ordine, i tifosi nerazzurri stanno cercando di collegare le figuracce di Stramaccioni e Mazzarri con qualche nemico. FIGC? Lega? Juve? Qualche strana confederazione del male che ha preso di mira la terribile corazzata di Mazzarri? La difficoltà è associare il nome di Marotta a qualche oscuro presagio di dolosa operatività illegale. Tradotto: come avrebbe fatto Marotta a costruire la nuova Cupola?

In estate i giornali hanno esaltato il nuovo corso, guidato da Icardi e Belfodil: i nuovi Batistuta e Ibrahimovic, rispettivamente. 9 partite e 2 reti per il primo, 10 presenze e 1 rete per il secondo. Con l’argentino lanciatissimo verso una probabile carriera nel mondo hard.

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In difesa Rolando ricorda più il personaggio di Aldo, di Aldo Giovanni e Giacomo, piuttosto che un vero difensore. Mentre i 18 milioni di euro valutati per Ranocchia non trovano riscontro sul campo. Tanto per capire perché la squadra subisce così gli avversari, qualunque avversario, perfino il Trapani.

Il ritardo di 23 punti dalla vetta, già alla prima di ritorno, fa il paio con l’eliminazione dalla Coppa Italia. Gli arbitraggi sono la perfetta giustificazione all’assenza di controllo e di progetto. Comandano sempre gli argentini nello spogliatoio, mentre a livello societario bisogna capire solo se le decisioni vengono prese a dadi o a carte.

L’unico aspetto positivo è la cessione delle quote all’indonesiano che, a questo punto, si starà facendo parecchie domande su cosa abbia effettivamente acquistato, a parte i debiti e problemi in quantità industriale.

Alcuni anni fa, la pratica “delusione” venne risolta inscenando Calciopoli. Adesso che si inventeranno?

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Senti senti Masiello: “Ranocchia? Veramente…”

All’indomani dell’audizione di Antonio Conte un piccolo retroscena viene svelato. Il retroscena riguarda l’ennesima testimonianza a favore del tecnico leccese (“era all’oscuro di tutto: non l’avrebbe permesso”), mentre salta fuori una dichiarazione interessante.

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Parole di Andrea Masiello e musica di Stefano Palazzi. L’ex giocatore del Bari ha rivelato che quando nello spogliatoio biancorosso parlarono di possibili accordi un certo Ranocchia, oggi difensore interista, era puntualmente presente. Solo che a noi, tramite giornali, è arrivata un’altra storia. Addirittura è tutto sistemato secondo il difensore numero 23 nerazzurro. Tutto a posto?

In uno dei paesi più belli del mondo, dove tutto può accadere, abbiamo allora queste due posizioni a confronto.

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Da una parte c’è Conte, su cui pesano decine e decine di testimonianze giurate a favore della sua innocenza. Nonostante tutto Palazzi, su una base logica inesistente, l’ha condannato.

Dall’altra parte abbiamo giocatori poco importanti condannati ingiustamente e la posizione di Ranocchia che si aggiunge a quelle di Palacio & Co. mai del tutto chiarite. In particolare su Ranocchia grava la testimonianza di Masiello: secondo il difensore del Bari l’odierno giocatore nerazzurro era presente negli spogliatoi quando si consumavano gli accordi per le combine.

Praticamente, facendo un 2+2, questa è un’omessa denuncia bella e buona. Se non qualcosa di più, visto che non abbiamo né prove a favore né prove di colpevolezza di Ranocchia per mancanza di indagini.

Risultato? Conte verrà di nuovo deferito perché è l’unica via per penalizzare la Juve, mentre gli altri ne usciranno ancora puliti grazie all’insabbiamento giuridico e mediatico. E’ l’itaGlia bellezza!

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Di Martino: chi muove i fili della sua procura?

Non userò titoli per riferirmi a Di Martino: né giudice, né avvocato, né signore, né egregio. Non lo conosco personalmente e non mi interessa conoscerlo: avrei paura di scoprire che effettivamente non gli si abbini nemmeno uno dei titoli menzionati. E allora usiamo il cognome.

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Di Martino è quello che sta muovendo la Procura di Cremona in una direzione che piace: a pochi, ma piace. Della legalità nemmeno l’ombra, dell’equità e la trasparenza non vi è traccia, dei sintomi di giustizia figuriamoci. Dopo l’ennesima perla vien da farsi una unica stramaledetta domanda: Di Martino, ma chi muove i fili della sua procura?

Già perché aver chiesto una proroga per le indagini su Conte, Bonucci e Criscito appare anche fin troppo provocatorio.

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Di Inter-Atalanta? Di Inter-Chievo? Delle partite che coinvolgono il Napoli? Non si parla più di Ranocchia o di Palacio, del derby genovese o dello strano rapporto fra Preziosi, il Genoa e quelli che ancora chiamano tifosi?

Abbiamo l’idea che lo scandalo Calcioscommesse non sia mai partito e gli sia stato preferito un teatrino buono per far contenti le milanesi e Petrucci. Forse anche per nascondere il vero scandalo che riguarda appunto anche le milanesi su cui le notizie ci sono, ma non vengono né cavalcate né approfondite né trasmesse. Ancora su Conte, ancora su Bonucci e ancora su Criscito?

Ci aspettiamo una reazione stavolta forte non già dei tifosi, ormai ai limiti della sopportazione, ma della gente: che razza di Paese è questo? Siamo nel Far West moderno dove qualcuno ordina… e chi dovrebbe far rispettare la Legge ubbidisce. Peggio dei più tristi Paesi da quinto o sesto mondo che ci sembrano lontani e invece sono anche meglio di noi.

Vergogna, una vergogna profonda e insopportabile.

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Avv. Vieri all’attacco: “La FIGC ignora le carte, ma parla”

Non è una vendetta, né un ritorno importante da questo attacco. Che poi attacco è una parola usata dagli intertristi e dall’house organ ufficiale, cioè il giornale rosa. Più che attacco dovremmo parlare di “diritti”. In particolare il diritto di difendersi e far valere alcuni semplici principi: uno per tutti… la legalità.

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L’Italia non va molto d’accordo con un simile principio: basta guardare in politica per capire cosa succede, basta guardare alle caste che si sono create, che prosperano e che stanno radendo al suolo uno dei paesi più belli e fertili del mondo. Almeno lo era. Il calcio è solo lo specchio più opaco di questa situazione.

L’avvocato di Vieri è costretto a rispondere alle assurde parole di Abete. Lo fa su Telelombardia, così pochi hanno visto e ascoltato. La sua è una dichiarazione piuttosto eloquente:

Abete ha detto che la giustizia sportiva non può far nulla per la prescrizione? Gli organi federali dovrebbero esaminare gli atti prima di esprimersi. Noi ci limiteremo a mandare copia della sentenza a Palazzi ribadendo gli esposti che, contrariamente a quanto sostiene l’avvocato dell’Inter, sono stati depositati anche negli anni 2010 e 2011.

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L’avvocato mette in guardia la Federazione. La Federazione che dovrebbe vigilare e che invece si arma di paletta e secchiello per insabbiare le carte, mai veramente lette, e puntare a far tacere tutta l’opinione pubblica su un fatto gravissimo. Intanto la Giustizia Sportiva si accanisce su Conte, effetto collaterale della lotta contro la Juve, ed evita di occuparsi delle cose di cui dovrebbe invece prendersi cura. Domandiamo semplicemente, e scusate questa parentesi, che fine ha fatto il progresso di indagini sul calcioscommesse che riguarda Sculli e Mauri, Palacio e Ranocchia? Che fine ha fatto il boss che seguiva le partite del Napoli? Cosa ha confessato Gianello? Che ne é di Inter-Chievo e Milan-Bari, tanto per citare due partite su cui gli elementi sembrerebbero esistere davvero vista la mole di dati raccolti già a novembre 2011 grazie agli zingari?

Ma torniamo alla prescrizione, l’arma micidiale in mano ad Abete e Palazzi per salvare Moratti, e torniamo all’avvocato di Vieri:

Secondo noi quindi ci sono i presupposti per un’analisi diversa. Noi non vogliamo la revoca dello scudetto, noi vogliamo che venga fatta giustizia in merito a un illecito commesso a 180°. E’ giusto che l’organo che vigila sui suoi tesserati faccia luce sui questi fatti. Bisogna vedere anche la posizione dei dirigenti, al di là della società.

Quindi l’avvocato ne fa una questione di etica e correttezza, che certo non possono prescriversi se di mezzo ci sono scudetti regalati in quel modo a una società che non avrebbe mai potuto possedere i requisiti di limpidezza necessari per cucirsi addosso gagliardetti vari.

Ma sappiamo già la posizione della FIGC: accanto a Moratti, in questa perversione chiamata Farsopoli. Una storia tutta italiana dove le virtù sono state sepolte, e i vizi la fanno da padrone.

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Il paradosso Bonucci

Analizziamo uno dei tanti paradossi che stiamo vedendo da sei anni a questa parte: Bonucci e il calcio scommesse.

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Il suo grande accusatore, Andrea Masiello, ex bianconero difensore del Bari ai tempi del fattaccio. Masiello viene sentito dalla Procura di Bari due volte. Nel primo interrogatorio racconta che un titolare di un’agenzia di scommesse di Bari lo avrebbe contattato chiedendogli se poteva impegnarsi a fare in modo che la partita Udinese-Bari finisse con molti gol. Nel secondo interrogatorio Masiello precisa che dopo la richiesta di questo signore si era attivato nei giorni precedenti la partita contattando suoi compagni di squadra negli spogliatoi di Bari,tra i quali c’era anche Bonucci, riportando quanto detto anche alla procura di Cremona.

De Tullio, questo l’uomo che contattò presumibilmente Masiello, sentito a Bari, fa dichiarazioni divergenti rispetto a lui.Dichiara che prima di quella partita due amici di Masiello si erano presentati da lui per realizzare una puntata su quella partita, Giacobbe e Carella, a cui avrebbe consegnato in seguito la vincita. In un secondo interrogatorio dichiara invece che i soldi della vincita li avrebbe consegnati direttamente a Masiello. De Tullio in pratica smentisce Masiello sul fatto che sia stato lui a chiedergli di combinare la gara. Giacobbe, uno dei due scommettitori, viene sentito dalla Procura di Bari e riferisce che Masiello gli aveva detto che Udinese-Bari sarebbe finita in parità: 2-2. Giocò quindi per sicurezza sul pareggio e non sul risultato esatto. Ma prima di scommettere chiese conferma a Masiello, il quale gli riferì che erano in 9 del Bari ad essere d’accordo e questa confessione venne fatta da Masiello a Giacobbe nel bagno dell’aeroporto.

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Sembra chiaro quindi che la decisione di provare a taroccare Udinese-Bari venne presa da Masiello alcuni giorni prima della partita. Masiello ai PM di Bari e di Cremona afferma di aver contattato Bonucci, insieme ad altri nei giorni precedenti la partita. Bonucci, sentito a Bari smentisce Masiello affermando che la settimana precedente Udinese-Bari era stato in ritiro con la Nazionale ed era rientrato a Bari la sera di mercoledì, giovedì era rimasto a casa a riposo e si era presentato all’allenamento del venerdì pomeriggio. Il sabato poi erano partiti in aereo alla volta di Udine. Era quindi impossibile che Masiello lo avesse contattato nei giorni precedenti la partita, non trovandosi egli a Bari per l’impegno con la Nazionale. La Procura di Bari ha creduto a Bonucci e non lo ha rinviato a giudizio lo scorso 22 giugno, quando ha invece rinviato a giudizio Masiello, Carella e Giacobbe per associazione a delinquere e frode sportiva.

Ma se la vicenda penale di Bonucci era destinata all’archiviazione, la vicenda sportiva diventava invece una questione del tutto differente, guarda caso. La Procura federale, ricevute le carte dalla Procura di Bari, sente Masiello che modifica completamente le sue dichiarazioni rispetto alle tre precedenti. Dichiara infatti a Palazzi che Bonucci non era presente quella settimana a Bari e che si era aggregato in ritiro e venne contattato durante il tragitto dall’aeroporto di Udine all’albergo. Una nuova versione quindi che Masiello ricorda dopo essere stato rinviato a giudizio a Bari dopo aver preso visione di tutte le carte processuali, e che viene riferita solo a Palazzi e mai ai Pm che lo hanno interrogato in precedenza. Ma l’aver contattato Bonucci negli spogliatoi di Bari nei giorni precedenti o averlo avvicinato sul pullman che dall’aeroporto di Udine portava la squadra in albergo è una differenza che per il buon Palazzi ha davvero poco conto.

Masiello riferì che erano in 9 del Bari ad essere partecipi e che la partita sarebbe finita 2-2, prima di contattare Bonucci, secondo la versione fatta a Palazzi. Ci sono invece dichiarazioni di altri testimoni che asseriscono che né Bonucci né Ranocchia risultavano aver mai partecipato a taroccamenti. Ma il metodo della Procura federale come al solito lascia basiti e francamenmte non riesco a trovare nessuna affidabilità sull’operato di Palazzi. Bonucci viene tirato in ballo da una nuova versione che viene ricordata dal pentito di turno solo davanti a Palazzi, che rivede le precedenti dichiarazioni fatte ai PM, e la stessa cosa è successa a Conte con Carobbio.

Che credibiltà dà tutto questo al nostro paese? Masiello per quella partita incriminata avrebbe ricevuto 8000 euro da dividere con altri otto compagni. Chi per una fumata di sigarette si sarebbe giocato la carriera? Io purtroppo non riesco a darmi risposte a domande che ormai nel nostro circuito viziato sono all’ordine del giorno, e spero sempre più che il popolo bianconero, quello vero, finalmente possa far sentire non la sua voce, ma la sua rabbia!

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Della Valle blinda Jovetic, restano Van Persie e Dzeko. Si cerca un difensore

Confesso che la tentazione di scrivere sui recenti ed amari fatti riguardanti il calcioscommesse e i deferimenti, che vedono interessati molti tesserati bianconeri, era alta. Il rischio però di scadere nella volgarità, che non mi appartiene per nulla, era comprensibilmente elevato e quindi ho rinunciato.

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Purtroppo i nostri amati media non aspettavano altro, ed ecco che anche il calciomercato, nel vivo della sua imprevedibilità, diviene un argomento marginale. D’altronde quando si tratta di Juve, quando c’è da parlare male della Juve tutto passa in secondo piano. Trovato quindi il mostro da sbattere in prima pagina ( a dire il vero in prima pagina c’è già da un bel po’).

Ed ecco che, per addolcire anche il momento, sono investito da un irrefrenabile voglia di scrivere e parlare di calciomercato. Facciamo allora il punto della situazione. Partiamo da Stevan Jovetic, le cui quotazioni erano sensibilmente lievitate. Il fantasista montenegrino ha incontrato il presidente Della Valle che ha ancora una volta ribadito l’incedibilità del giocatore e la sua importanza nel progetto di rilancio della società viola. Non si conoscono le posizioni ufficiali del giocatore anche se si vocifera di una sua voglia di approdare in bianconero, ma ancora niente di ufficiale.

Per il reparto offensivo restano aperte le piste Van Persie e Dzeko con un importante avanzamento per il secondo. E’ da pochi giorni la notizia di un eventuale offerta di 20 milioni della Juventus ai campioni d’Inghilterra. Per il bosniaco la Juventus potrebbe incappare nella concorrenza del Milan anche se la preferenza del club rossonero sembrerebbe ancora Carlitos Tevez. Per Van Persie c’è da affrontare il capitolo ingaggio, esageratamente spropositato quello richiesto dall’asso orange. Anche in questo caso potrebbero registrarsi scomodi concorrenti.

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Si complica l’ipotesi Luis Suarez, pare che il nuovo tecnico dei Reds lo abbia completamente blindato.

Il centrocampo è il reparto più completo, puntellato anche con l’arrivo (finalmente) di Pogba sottopostosi alle visite mediche questa mattina.

Per la difesa il discorso può variare a causa del deferimento per illecito sportivo a Bonucci. Ovviamente è ancora tutto da dimostrare ma la società cercherà di tutelarsi in caso di squalifica del difensore toscano. I nomi più in voga sono quelli di Bocchetti del Rubin Kazan e Astori, con un recente interesse per Andreolli del Chievo. Potrebbe prendere corpo anche l’idea di una conferma di Masi, che ha positivamente impressionato nelle prime uscite precampionato.

Resta aperta, anche se debole, la pista Ranocchia. Non vorrei che con un suo arrivo alla Juventus fosse tirato in ballo nel calcioscommesse per il suo passato barese, visto che adesso è intoccabile.

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Il valore degli uomini: gente che va in Nazionale, gente che salta la Nazionale

Ho nelle orecchie le parole di Alex Del Piero:

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La Juve è la Juve, ma la Nazionale ha un fascino particolare. Alla maglia azzurra non si può rinunciare e non avrebbe senso non rispondere alle chiamate.

Chissà se è questo il pensiero di tanti ragazzi, oggi professionisti del pallone.

Di certo questo pensiero è condiviso da Claudio Marchisio, uno che con l’orgoglio, la passione e il lavoro si è costruito un presente mai troppo esaltato. Si fosse chiamato Marchisinho…

Certo è un pensiero che si fa fatica a legarlo con altri personaggi.

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Ok, non ci girerò intorno ancora per molto. La domanda è la seguente: alcune società possono contare su rientri importanti già questo lunedì, la Juve dovrà accontentarsi dello squalificato Vucinic e di Vidal. Tutti gli altri rimarranno nelle proprie Nazionali, con alta percentuale azzurra.

Compreso Marchisio che venerdì sera ha fatto venire il coccolone a 16 milioni di tifosi bianconeri. Infortunio sfiorato, caviglia gonfia. Eppure Marchisio si è già allenato e addirittura qualcuno lo mette in formazione per la sfida di martedì sera.

Fossi la Juve chiederei un parere allo staff medico dell’Italia per verificare la bontà delle condizioni di Marchisio. Non vorrei rischiarlo, né io, né chi tifa Juve, non dovrebbe voler rischiarlo nemmeno chi tiene alla Nazionale. Questo ragazzo serve tanto alla maglia azzurra, oltre a quella bianconera.

Poi apri il giornale, alcuni siti, e noti con dispiacere che gente che ha rinunciato alla Nazionale presentando “prognosi riservata” col benestare del proprio club… è convocabile e sarà in campo sabato sera, per esempio. Anzi sabato pomeriggio. Alquanto strano, fra l’altro, anche un caso che si ripete (Vieri docet).

Così Prandelli schiererà con tutta probabilità Osvaldo, anziché Pazzini. E in difesa Barzagli e Bonucci faranno gli straordinari perché Ranocchia, per esempio, aveva subito un gravissimo infortunio che gli ha fatto saltare la doppia sfida azzurra.

Si chiederebbe Sciascia: siamo uomini o… ominicchi?

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Rassegna(ta) stampa sportiva del 7 maggio 2011

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Inauguro questa nuova rubrica, sperando di poterla alimentare giorno dopo giorno. Nessuno si disturbi, è solo un gioco.

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