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Tag: RCS

Calciopoli: inchiesta sull’inchiesta e la bugia del materiale sparito

Non conto più gli articoli scritti. Non riesco nemmeno a conteggiare i commenti. Su Farsopoli abbiamo scritto tante e tante volte. Il problema per gli altri è che abbiamo scritto con coscienza: la coscienza di chi ha letto le carte, di chi ha usato il cervello, di chi ha messo da parte il tifo e valutato i fatti. Imperdonabile se vivi in Italia, uno dei paesi più corrotti al mondo.

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A Roma sta per partire l’inchiesta sull’inchiesta. A scatenare questo nuovo procedimento è stato un arbitro, tal Dondarini, reo di volere giustizia a tutti i costi e reo, soprattutto, di aver letto le carte e aver sottolineato illogicità mostruose. Chi doveva indagare non ha indagato, chi doveva garantire giustizia ha praticato l’aborto giuridico, e quindi è toccato a un imputato. Senza Red Bull, ma con un po’ di coscienza, sulle ali della giustizia.

Parte l’inchiesta sull’inchiesta: fu condotta nel modo giusto? La risposta la conosciamo tutti, e la conoscono pure quelli che oggi fanno finta di nulla. Fanno finta che in rete non siano stati pubblicati gli unici veri articoli su Farsopoli/Calciopoli. Ed ecco la grande bugia: il materiale sparito.

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Sparito non direi. E’ tutto online e parte di quel materiale è stato ampiamente pubblicato, a stralci, qui su questo blog. Sarà il caso nelle prossime settimane di fare un po’ di ordine e riproporlo? Magari. Magari anche solo per far capire l’inganno, la bugia.

Il materiale esiste, ed è facilmente reperibile da chi decide di accendere la coscienza, di praticare l’intelligenza e leggerlo. Il materiale racconta la vera Calciopoli. Quella di un gruppo, leggi RCS, fortemente intricato con alcuni CdA (due in particolare) con i quali ha condiviso la linea della menzogna e del megafono. Il megafono è un concetto molto semplice: sulla base di un popolo fortemente ignorante e piuttosto mediocre, più gridi una cosa, più quella cosa assume i contorni della verità. Più gridi, più riesci a trasformare una menzogna in verità. Sta tutta qui la vicenda Calciopoli.

Il materiale non è mai sparito, è stato solo occultato dai vari PM, perfino dai Giudici. Giudici e PM pagati con i soldi nostri. Non è mai sparito ed è online, ripetiamo. E racconta di una menzogna perché è soltanto con la menzogna che la Juve poteva essere rovesciata.

Sicuri che l’inchiesta produca soltanto silenzio, augurando buona fortuna a Dondarini, attendiamo con ansia le parole degli opinionisti. Ma sappiamo già quali sono le loro idee. Triste, vergognoso, puzzolente: l’itaGlia!

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Direttore Jacobelli le faccio osservare che…

Gentile Direttore Jacobelli,

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su questo blog l’abbiamo stimata per quanto osservato sul Calcioscommesse e sul caso Conte, ma abbiamo qualche segnalazione in merito a uno dei suoi editoriali sul sito Calciomercato.com. L’articolo in questione è il seguente, del quale estraiamo solo la parte che ci lascia particolarmente perplessi:

Casta vigliacca: giornalisti in galera, censura Internet. Calciopoli e altri scandali non sarebbero mai venuti a galla

Secondo le migliori tradizioni di una Casta vigliacca, ieri in Senato, con il voto segreto è stato approvato l’emendamento presentato da Lega al disegno di legge sulla riforma dei reati a mezzo stampa che prevede il carcere per i giornalisti. Hanno votato a favore in 131, contrari 94, astenuti 20. Lo schieramento liberticida è stato trasversale, rimpolpato dai rappresentanti di quei partiti i cui scandali e le cui nefandezze vengono quotidianamente denunciati su Internet, sui giornali, dalle tv e dalle radio.

[...] Se fossero state in vigore queste norme al tempo di Calciopoli, questo e altri scandali del calcio non sarebbero mai venuti a galla, il diritto di critica sarebbe stato fortemente limitato, la libertà di opinione sulle magagne pallonare fortemente intimidita.

[Via Calciomercato.com]

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Tutto perfetto, tranne il paragrafetto segnalato. Ci permettiamo di far notare come lo scandalo Calciopoli sia stato artatamente costruito proprio sui giornali in virtù dell’eccessiva libertà concessa agli editori e a chi sta dietro questi editori. Libertà che in realtà diventa ordine e subordine quando si tratta degli stessi giornalisti che di libero non hanno proprio nulla. Per portare a casa lo stipendio mensile ci si uniforma e appecorona serenamente a quelli che sono i pensieri di pochi, gli obiettivi dei soliti.

Calciopoli non è mai avvenuta, è invece avvenuta Farsopoli, costruita opportunamente per soddisfare i molesti desideri delle milanesi e di una società dai colori giallorossi, guarda caso le uniche società che hanno beneficiato da Farsopoli, le uniche mai toccate veramente (se non vogliamo credere alla favola del Milan penalizzato).

Libertà? Magari, libertà di informazione in particolare, libertà di pensiero e di scrittura in particolare, oggettività e obiettività. Ma dove sono queste cose? Non esiste legge che impedisce di raccontare la verità, di dire che Facchetti ha gravemente truffato, che Moratti ha falsificato bilanci e avviato operazioni illegali ormai certificate dai Tribunali Italiani, che Galliani ha illegamente agito per conto del Milan e operando attraverso i suoi subalterni (o dirigenti rossoneri), che i vari personaggi ospitati in RAI e Mediaset sono stati preparati a dovere per raccontare fandonie smentite dai Tribuanli, che Zeman & Co. sono solo fantocci e il campo purtroppo ne testimonia il reale valore domenica dopo domenica.

Sui giornali non leggiamo le notizie che dovremmo leggere: contro la Juve, quando ci sono notizie in questo senso, e soprattutto in virtù della completezza di informazione. Doping del Napoli con un medico indagato, ciò che emerso da Napoli nel Processo Moggi, moviole che funzionano solo quando sono gradite, processi esaltati (contro Conte) e gli stessi processi silenziati (quando si parla di Inter-Atalanta, Inter-Chievo, Milan-Bari, Napoli, Ranocchia, Palacio, Cannavaro, Grava, Gianello).

Che tipo di rischio esiste allora dopo questa nuova azione di un Paese davvero poco sano? Il rischio è dentro le redazioni, anzi il rischio è in chi le comanda. Chi controlla RCS? Che tipo di serietà dovrebbe uscire fuori da giornalisti che esultano al gol del Chelsea e dovrebbero informare i lettori sulla partita della Juve? Dove è l’oggettività? Si tratta di cronisti o di scagnozzi della Gazzetta e di altri giornalacci?

Se non ci fosse stata Sportitalia e molti interessanti e coraggiosi blog in giro per la rete (non certo questo) nessuno avrebbe saputo davvero i dettagli della Farsa Conte che continua a stare in tribuna mentre Mauri può regolarmente giocare, mentre l’Inter va in campo con Palacio e Ranocchia e addirittura la Società viene tenuta fuori da un Processo di Calcioscommesse che la vedrebbe imputata per partite falsate (Inter-Atalanta e Inter-Chievo su tutte). Chi risponde a tutti questi dubbi?

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Il biscotto nerazzurro e quello bianconero

Ci sono due biscotti, molto evidenti e sfacciatamente reali. Uno ha le sembianze di presa-per-il-culo per i tifosi bianconeri. L’altro è semplicemente una grossa presa per il culo per i tifosi di calcio. Le due cose, distinte, non hanno nulla in comune. Questo è bene capirlo fin dall’inizio. Per dovere di vergogna cominciamo dal secondo.

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Che io tifoso tifi contro la mia squadra può essere normale. Non lo è quando la mia squadra rischia la retrocessione e non può essere normale in un anno come quello in cui è incappata la Lazio. Non può essere, altresì, normale la situazione verificatasi domenica sera. In una Italia che ha punito la Juve per fare pulizia la serata di domenica fa pensare a tutto tranne che a un ambiente pulito. E per la prima volta mi trovo d’accordo con Rosella Sensi, che però evidentemente dimentica le iscrizioni fasulle della propria squadra. La vita, come vedi Rosella, in qualche modo ti fa pagare tutto. Incomprensibile poi la richiesta di vergognarsi ad una società che di vergogna proprio non ne prova. Nemmeno quando pure in Germania, ma più evidente in Inghilterra, si chiedono perché i Disonesti non stanno subendo il giusto processo per fatti gravissimi emersi nelle ultime settimane a Napoli. Ecco, in questo clima la vittoria, scontata prima ancora che studiata a tavolino nel luglio del 2006, ci sta tutta. Anzi, ci deve stare per diritto di vergogna. Tanto, lo sanno per primi loro che se li tengono stretti, questi scudetti valgono molto molto molto poco. Valgono giusto per il loro nuovo sponsor. Ora è ufficiale, come a firmare un atto di accusa che più netto di così proprio non potrebbe essere. La RCS diventa sponsor dei Disonesti. Queste cose possono capitare solo in Italia. E difatti capitano. Quindi, riepilogando, quello che fino al 2006 era il Campionato più bello del mondo, sponsorizzato da Telecom e raccontato da RCS attraverso le sue fonti di carta pesta, vede primeggiare, in questi modi, la società che vede Tronchetti come coproprietario e che nelle maglie stamperà RCS. Tutto normale. Secondo pochi. Secondo i soliti. Viva l’Italia!

E passiamo al secondo biscottone, quello che i tifosi hanno mangiato o fatto finta di mangiare per 4 anni 4 e che adesso proprio non riesce ad andare giù. Non bastano litri d’acqua. Lo stomaco rifiuta. Tutto l’organismo si rifiuta. E’ un sentimento generale di sconforto tramutatosi in rabbia. Rabbia violenta come si può leggere nelle parole dei tifosi. Rabbia oggettiva per una situazione non più sostenibile. Non è bastato un processo farsa. Non basta nemmeno assistere a quest’altro processo farsa dove ancora ci si chiede perché certe persone non vengano processate. La proprietà attende. E’ vigile ci fanno sapere. Vigile di che? A cosa? Ma perché questo immobilismo? Cosa c’è ancora sotto? Non bastano 4 anni regalati a chi sappiamo? Sia chiaro: o si mette un punto o per molti sarà la fine di un sogno durato ben 110 anni.

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