Menu Chiudi

Tag: real-madrid (pagina 1 di 4)

Juventus-Real Madrid 2-2 Non esistono partite perfette

Potrebbe essere una citazione quella del titolo. A firma di Martin Caceres. Senza il suo errore che partita sarebbe stata? Con che risultato finale?

Advertisment

Di certo c’è che la Juve ha dominato. Alla grande. Con un grosso sbandamento causato da un errore gravissimo di Martin Caceres. Il sudamericano non va massacrato, ma certo questo errore rischia di compromettere gran parte della qualificazione. Non tanto per il pareggio in sé, quanto per il passo indietro dal punto di vista della mentalità.

Da goduria profonda per una Juve quasi perfetta, a uno sconforto che in 8 minuti ci ha portati quasi alla sconfitta. Da un quasi a un altro quasi.

Advertisment

Un centrocampo così non ce l’ha nessuno. E il 4-3-3 convince molto di più rispetto al 3-5-2, proprio perché la Juve può giocarsela sfoderando tre varianti tattiche in una, con la base molto solida del 4-3-3 appunto. Ci pensi Conte e ci ripensi: più solidità, quasi più soluzioni che portano sì Tevez ad allargarsi, ma certamente ci permettono di usare meglio tutti i nostri quattro centrocampisti. Con un Pogba che continua a crescere dimostrando doti tecniche e mentali fuori dal comune. Forse si piace un po’, ma vuoi davvero rimproverare questo francese?

Conte batte Ancelotti senza dubbio. La Juve fa la Juve, il Real si organizza col catenaccio e le ripartenze affidate a un Cristiano Ronaldo rimesso in piedi solo dall’erroraccio di Caceres e da un Bale che sfrutta le solite amnesie di Asamoah (non abituato alla zona difensiva).

Ai punti non ci sarebbe storia, togliendo quei 10 minuti di assoluta follia bianconera. Ma Llorente rimette in carreggiata la Juve. Testata importante, testata molto importante. Non nei punti, ma nello spirito con il quale affrontiamo il Napoli e prepariamo poi la sfida al Copenaghen.

Poi sarà l’inferno turco a dirci se avremo ripetuto l’impresa dello scorso anno. Con la certezza che la Juve del primo tempo non è battibile. Conte ci pensi.

Advertisment

Esame di spagnolo per la Juve

Alla ricerca del modulo perfetto, con la speranza di ritrovare la Juve grintosa e battagliera dell’andata. Possibilmente con un Webb in forma e un Cristiano Ronaldo poco attore.

Advertisment

La Juve arriva dalle vittorie in campionato, ognuna con segnali molto positivi. Uomini in ripresa, uno su tutti Andrea Pirlo e cioè l’uomo che può far dirigere a meraviglia l’orchestra di Conte.

Pirlo, ma non solo, e ci mancherebbe. L’irruenza di Pogba e il dinamismo di Vidal potrebbero essere fondamentali per vincere gli scontri diretti a centrocampo e attaccare gli spazi in una difesa ben poco galattica. Stesso discorso vale per gli attaccanti.

Advertisment

Seguendo le logiche ferree di turnover, accanto a Tevez (l’unico che può essere sottratto alla logica) dovrebbe giocare Llorente. Serve fisico, serve sfruttare il gioco aereo. Vucinic non recupera, ma Quagliarella può sfoderare le sue armi. Chiedere al Parma per i dettagli.

Nuovo esame per il 4-3-3 quindi. Il cambio di modulo è propedeutico per una serie di motivi e discorsi. Discorsi tattici: val la pena sperimentare nuovi moduli in assenza di validi esterni di centrocampo? Discorsi di novità: la lentezza di gambe fa diventare il 3-5-2 molto prevedibile e scopre paurosamente la difesa (domani priva di Chiellini). E’ bastato recuperare un po’ di pressing per cementare la posizione di Buffon e renderlo inoperativo, ma Fiorentina e Real hanno avvisato.

Domani, è già tempo di vendetta.

Advertisment

Cambio di modulo in vista?

“Il 4-3-3 lo conosciamo bene perché lo abbiamo già applicato”. Parole di Antonio Conte che, negli scorsi mesi, aggiungeva poi “ma mi manca Pepe”. Stavolta non l’ha detto, si è fermato solo alla conoscenza del modulo tattico. Un modulo che ha giocato un ruolo importante nella bella prova contro il Real (bella, ma sfortunata).

Advertisment

In realtà a Madrid è andato in scena il 4-3-1-2, con Marchisio finto trequartista, spesso impiegato sulla fascia. Quindi di fatto, in fase offensiva, si attaccava col 4-3-3. Solo che Marchisio non ha perfettamente convinto. Forse meglio Pogba: più abile nel dribbling e molto più efficace dal limite o in fase di assist.

Marchisio o non Marchisio, senza esterni, la Juve gioca meglio col 4-3-1-2. Più coperta dietro, più equilibrata in fase di spinta. Tanto è vero che si è rischiato praticamente nulla col Real. Diversamente, data anche la scarsa vena di Pirlo in copertura, col 3-5-2 i rischi sono enormi e basta riguardare le immagini contro la Fiorentina. Squadra lunga, scoperta, poco equilibrata.

Advertisment

Viceversa, con la cerniera formata da Vidal e Pogba e i quattro difensori, Conte riesce a coprire meglio il campo. Con questo Caceres, e col prossimo rientro di Lichtsteiner, la fascia destra potrebbe dare enormi soddisfazioni. A sinistra siamo scoperti, ma con Bonucci centrale, Chiellini potrebbe tornare a giocare da terzino puro (così da fare meno danni in mezzo).

Paradossalmente, pure Asamoah potrebbe beneficiarne. Non è un esterno, non è uno specialista della fascia mancina. Troppe volte rallenta l’azione e rinuncia a puntare l’uomo tornando sempre verso il terzino o verso il centrocampista centrale, dando modo alla difesa avversaria di piazzarsi e regalando poche volte la superiorità numerica. Inammissibile per un esterno.

E ancora. La variante 4-3-1-2 potrebbe giovare a un ricambio migliore degli attaccanti o tentare una mia-personalissima-vecchia-idea e cioè quella di giocare con Giovinco e Tevez sulle fasce e uno fra Vucinic o Quagliarella o Llorente in mezzo. O, perché no, con Vucinic e Tevez sulle fasce e un Llorente in mezzo. Marchisio, Vidal e Pogba potrebbero offrire a centrocampo la sostanza di cui c’è bisogno.

Advertisment

Real Madrid-Juventus 2-1 Va già meglio

Va meglio. Non benissimo, ma certamente meglio. L’atteggiamento è quello corretto, purtroppo la sfortuna va a braccetto con altro, in questo periodo.

Advertisment

La Juve, in 10, mette paura al Real. Un po’ di stanchezza e un po’ di sconforto. Si poteva perfino osare, cosa che Conte ha fatto solo negli ultimi minuti. Ad averci più Tevez in questa squadra, ma la ripresa è iniziata.

Dal rosso di Chiellini all’idiozia di Chiellini sul rigore (evitabilissimo, perfino fin troppo fiscale se poi su Vidal non fischi nulla), passando per uno stupendo Caceres. A conferma che se gli esterni si propongono, allora le idee di Conte cominciano a girare.

Advertisment

Juve ferma a 2 punti in classifica, certamente indietro rispetto rispetto a Real e Galatasaray, ma nulla è perduto con questo tipo di atteggiamento. Verrebbe da dire “ripetiamo quello che abbiamo fatto lo scorso anno”.

Di sicuro questo Real Madrid non è il massimo della vita. Tante mancanze, poca sostanza nella fase difensiva, perfino molto disordinato. Insomma: la Juve al top, magari in 11 contro 11, avrebbe fatto pieno risultato. Ora bisogna continuare su questa strada. Che è la strada del recupero mentale: torniamo Juve se siamo convinti di voler fare la Juve. Di correre e pressare, di costruire trame di gioco interessanti, con volontà e gamba.

Conte può essere sereno. La stagione è ancora lunga, molto lunga. Il vero obiettivo, cioè il terzo scudetto di fila, è alla portata. Con i giallorossi che prima o poi si fermeranno. E con avversarie che irresistibili non lo sono. Tutto dipende dalla Juve: se fa la Juve, allora non ci sarà storia.

Advertisment

Real Madrid – Juventus Conte passa al 4-3-1-2 [FORMAZIONI]

E così Conte cambia. Dopo averlo anticipato stamattina, ecco la formazione che scenderà in campo fra pochi minuti al Bernabeu.

Advertisment

La difesa a quattro è scelta per contenere maggiormente gli attacchi dei blancos e rendere più protetto Buffon. La sorpresa potrebbe essere l’esclusione di Bonucci a favore di Ogbonna. Il dubbio è se Ogbonna vada a centro o a sinistra (con Chiellini in mezzo). Più il rientro di Caceres che andrà sulla destra.

Advertisment

A centrocampo spazio ai quattro moschettieri. Anche qui un piccolo dubbio: Marchisio in posizione da trequartista, o Marchisio decentrato in una delle due fasce a specchiare il 4-3-3 di Ancelotti. Pirlo in regia verrà protetto da Vidal e Pogba che avranno pure compiti offensivi.

In attacco Llorente supera Giovinco. Lo spagnolo dovrà lottare come poche volte contro la difesa del Real in ottica di aprire gli spazi dove si fionderanno i centrocampisti e Tevez.

Serve una grande partita. Di certo, non è la sfida più semplice per varare il 4-3-1-2. In ogni caso, la scelta appare sensata: se le fasce non funzionano, è oltremodo ridicolo insistere su un modulo che basa pesantemente lo sviluppo del gioco sulle fasce laterali. Stasera avremo risposte.

Advertisment

Real Madrid-Juventus: di necessità virtù

I grandi campioni sono quelli che ti tirano fuori da guai con i colpi di geni. Quando tutto sembra piatto, ecco la scossa del campione. Un gesto tecnico, un gol, un assist, un’azione che dà la svolta. Da Platini a Del Piero, passando per Zidane e altri geni del calcio.

Advertisment

Fare di necessità virtù. La necessità di affidarsi ai campioni. La virtù di affidarsi ai campioni.

Alla Juve, in trasferta a Madrid, servono proprio i campioni: nell’atteggiamento, prima che nelle proprietà tecniche. Attendiamo risposte in merito stasera. Attendiamo i migliori Vidal e Buffon, Pirlo e Marchisio.

Una prima novità è che “di necessità virtù” farà pure Conte, variando un modulo che non può contare sull’efficacia degli esterni. Ma ne parliamo meglio pomeriggio quando presenteremo la probabile formazione.

Advertisment

Intanto anticipiamo che il cambio di modulo è basato più sulla necessità di mandare in campo i più in forma e i migliori, rinunciando ad Asamoah e alle riserve poco affidabili di Lichtsteiner. Non certo prudenza, solo il bisogno di tentare una nuova chiave tattica.

Per 70 minuti, contro la Fiorentina, abbiamo visto una Juve molto positiva, poi il buio più profondo. Contrariamente agli ultimi due anni in cui la Juve rimaneva concentrata fino al momento della doccia post-partita. Serve coprire mentalmente pure i rimanenti 20 minuti.

Il palcoscenico europeo è il migliore per cercare il riscatto, trovandolo. Con ferocia. Con l’orgoglio di chi è Campione d’Italia e favorito in Italia. Con l’orgoglio di passare da “sorpresa” europea a “certezza” europea. Davanti ci sono i 520 milioni di fatturato del Real Madrid. C’è Bale, 100 milioni di euro, in panchina, contro Tevez, 9 milioni di euro in campo.

Forma contro sostanza. La sostanza, nella storia, è sempre stata bianconera.

#riprendiamocela

Advertisment

Una Juve in crisi: multe, cadute di stile, difficoltà tattiche e infortuni

A leggere i giornali, ogni mattina, si ha una impressione precisa del mondo Juve in questo momento: in piena crisi.

Advertisment

La caduta di stile di Agnelli che come-si-permette-questo-qui. Poi il ritardo di Vidal che sicuramente-avrà-festeggiato-in-qualche-disco e per fortuna nessuno ha avanzato ipotesi di crisi familiari. Quindi l’infortunio di Quagliarella che priva Conte di numerose soluzioni, anche se prima nessun giornalista lo inseriva fra i titolari. Finendo con Conte e i problemi tattici di non poter schierare una squadra competitiva, visto le assenze di Lichtsteiner e Vucinic.

Un dramma. Un delirio. E in questa settimana ci siamo salvati dal calciomercato: via questo, dentro quello, con Conte e Marotta a rigarsi la macchina a Vinovo.

Segni e segnali di una stampa insofferente. Magari capiterà anche una sconfitta o un altro pareggio, ma vuoi mettere la soddisfazione di destabilizzare l’ambiente, mettere uno contro l’altro i tifosi e ragionare di nulla per far accadere tutto? La linea editoriale è sempre la stessa.

Advertisment

Invece la realtà è molto diversa da quella descritta dalla Gazzetta dello Sport, tanto per intenderci.

La Juve attende il match di questa sera fra Napoli e Roma. Chi vince vola in classifica in prima posizione, aspettando la risposta bianconera. Soprattutto, la banda di Conte attende la supersfida di mercoledì con il Real Madrid. Ma prima c’è la Fiorentina.

Le condizioni bianconere non sono eccelse, ma se sei grande allora devi superare ogni difficoltà. Lo spera proprio Conte che da un po’ parla di maturità del gruppo.

“Oggi l’odio viola per i bianconeri è un po’ scemato” ha detto un illustre tifoso di Firenze. Già come no. E Babbo Natale esiste davvero.

Advertisment

Countdown per il ciclo terribile

Countdown per il ciclo terribile di sfide che attendono la Juve da domenica prossima. Con una rosa che soffrirà di alcune assenze, specialmente davanti.

Advertisment

Con Lichtsteiner sulla via del recupero, si ferma Quagliarella per un guaio muscolare. Questo vuol dire che a Conte rimarranno Tevez, Llorente e Giovinco. Non una grande notizia.

Advertisment

Fortuna che il centrocampo è al completo, svizzero a parte. Occasione più che ottima per tentare nuove vie tattiche, anche se l’unico assetto che Conte sperimenterà sarà il 4-5-1 contro il Real Madrid.

Tolte le defezioni, sarà importante per la Juve tornare a masticare il campo dopo la pausa della Nazionale. Pausa che dovrebbe essere servita per ribadire, ancora una volta, l’importanza dell’atteggiamento mentale corretto da tenere.

Troppe critiche piovute sulla Juve, qualcuna anche giustificata, altre ovviamente costruite per nuocere ai Campioni d’Italia. Questa è l’occasione buona per fare gruppo, affrontare sfide difficili e dimostrare che i bianconeri ci sono e hanno ancora fame.

Advertisment

Arriva la sosta: Juve non fermarti

La sosta è sempre stata la peggiore nemica per Antonio Conte. La Nazionale è un freno, è un danno enorme. Distoglie l’attenzione, fa calare la soglia di cattiveria e ogni rientro dalla Nazionale, i bianconeri hanno sofferto.

Advertisment

Questione di metodi, questione soprattutto di Antonio Conte.

Le partite che ci attendono sono durissime. Fiorentina, nel giorno dello scontro al vertice fra Roma e Napoli, e poi il doppio scontro col Real Madrid, fondamentale per coltivare il sogno Champions o accogliere il rischio dell’Europa che non conta.

Advertisment

L’obiettivo è certamente il terzo scudetto consecutivo, ma un po’ tutti avevano avuto il sentore che in Europa si poteva fare di più e meglio dello scorso anno. Coi blancos siamo tutti curiosi di vedere la reazione della Juve.

Nell’ultimo match contro i rossoneri, Conte ha potuto vedere tutto il repertorio di quest’anno: gol subito dopo 19 secondi, reazione rabbiosa che ha annichilito il Milan, pareggio, vantaggio e poi l’ultimo clamoroso errore. Con la riscossa di Giovinco e la conferma che Pogba non può essere tolto dal campo per evidenti vantaggi in termini tecnici e di efficacia.

Appuntamento fra 10 giorni. C’è la Viola di Montella.

Advertisment

Un sorteggio durissimo e per questo belissimo

Se vuoi essere campione, devi battere il campione.

Advertisment

Non c’è altro modo di descrivere il sorteggio che mette la Juve di fronte al Real Madrid di Carlo Ancelotti e al Galatasaray di tanti campioni recuperati al calcio. Più una trasferta a Copenaghen che rappresenta l’insidia ultima di un girone complesso.

La trasferta in Turchia in particolare è complessa: ambiente e rosa non lasciano tranquilli, ma noi siamo la Juve.

Advertisment

Il doppio confronto col Real Madrid è propiziatorio per confrontarsi con un club importante e una rosa ben assortita, quindi per scrivere nuove pagine di storia come direbbe Conte. Difficile, complicato, ma noi siamo la Juve.

Sulla carta si potrebbero fare intensi ragionamenti su cosa conviene, su come conviene, sul dove, sul quando. Ma sarebbe inutile. Dipende tutto dallo stato di forma, mentale e fisico, con cui giungi a ridosso delle sfide.

Superare un simile turno darebbe stimoli importanti per proseguire con le eliminatorie dirette.

Avanti Juve: ormai il grande calcio ti ha ritrovata!

Advertisment