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Tag: reja (pagina 1 di 2)

Lazio-Juventus 1-1 Senza ritmo e senza voglia

Una settimana a dir poco nevrotica. Almeno per me. Almeno per me che vorrei vincere sempre e che, dal divano, grinta e rabbia non mi mancano. Solo che grinta e rabbia sono rimaste sul divano. Non in campo.

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Purtroppo non so vedere il lato positivo quando ho intravisto scarsa lotta e poca lucidità. Lotta e lucidità che sarebbe state sufficienti per portare a casa i 3 punti ieri.

I germi di Roma-Juve hanno continuato a imperversare nell’ambiente bianconero. Il pericolo di alzare il piede dall’acceleratore, come fatto martedì sera, non è tanto per la partita in sé, ma per le partite che vengono. Ed ecco la frittata.

Prima osservazione: non parliamo di grande Lazio, di eccezionale partita di Reja. Qualche cross, qualche tiro da fuori. Con due grandi occasioni, per carità: Klose di testa e miracolo di Storari, palo di Keita con un bellissimo tiro a giro. Poi il nulla.

La Juve ha deciso di fermarsi, di farsi male da sola. Manovra lenta e svogliata, pochi inserimenti dei centrocampisti, difesa molto poco concentrata. La rabbia e l’attenzione che hanno portato 12 vittorie consecutive sono svanite di colpo. E così siamo stati infilati facilmente dagli avversari. Gervinho prima, Klose ieri.

Con un Conte un po’ in confusione e su cui ho da dire qualcosa. Non si discute nemmeno il valore di conoscenze tattiche e didattiche del Mister, ma queste due ultime partite mi lasciano l’amaro in bocca. Il 3-5-2, a mio modestissimo avviso, è applicabile solo e soltanto quando ci sono gli 11 titolarissimi. Ne mancasse anche solo uno, allora bisognerà pensare a moduli alternativi. Inoltre, ieri sera ha dimostrato una volta di più come non si fida della panchina e piuttosto spreme i ragazzi in campo fino all’ultimo secondo rinunciando ai cambi. Inaccettabile in una stagione lunga e logorante e con l’Europe League alle porte.

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Ieri sera si è vista la confusione dopo l’uscita di Asamoah. Si è passati da un 4-4-1 a un 4-3-1-1 per terminare con un 4-3-2. Senza contare che il momento migliore nella ripresa si è avuto con il 3-4-2, con Lichtsteiner sulla linea dei difensori e i centrocampisti centrali a scambiarsi spesso la posizione.

Al netto dei numeri tattici, ciò che è mancata è stata comunque l’applicazione. Da parte di Conte e da parte della squadra. In 180 minuti di una Juve abulica, Roma e Lazio non ci hanno mai messo davvero in difficoltà, se non con qualche cross e qualche tiro da fuori. Spacciandole per imprese, ciò che ne è uscito fuori è che sconfitta e pareggio sono stati determinati solo dalla Juve e dal fatto che non ha giocato le due partite.

Un periodo di appannamento ci sta, può anche pesare il fatto che la squadra abbia svolto un duro lavoro di richiamo della preparazione. Ci sta tutto, ma una grande squadra vince anche quando il fisico è giù, quando la mente cala. Non possiamo pretendere di giocare a mille, di correre sempre più degli avversari e di praticare un gioco sempre spettacolare. Dobbiamo imparare a vincere anche quando giochiamo male e quando abbiamo poca benzina.

E ora l’Inter. Non sarà accettata una prestazione come quella di martedì o come quella di ieri sera. Non sarà accettata una Juve molle. Proprio contro l’Inter, proprio dopo il caso Vucinic-Guarin, proprio dopo adesso che dobbiamo divertirci. Ritroviamo la gioia di lottare.

P.S.

Cambi, questi sconosciuti. Io me la sarei giocata in modo diverso ieri. Visto che Bonucci ha lanciato più palloni ieri che in tutto il campionato, in sofferenza per un regista puro, avrei inserito Pirlo al posto di Marchisio per sfruttare i suoi assist e lanci illuminanti. E nell’ultimo quarto d’ora, vista la rabbia nel cercare solo e soltanto il gol, avrei tolto Tevez per Quagliarella (non sia mai, come a Parma, ti tira fuori il solito tiro pazzo).

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Come al Totocalcio: bisogna fare 13

La Juve torna a Roma. Dopo l’allenamento di martedì sera, la squadra allenata da Conte torna nella Capitale e stavolta è campionato. Cioè ci si aspetta un atteggiamento da partita vera da parte dei bianconeri.

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Reja ha caricato i biancocelesti per cercare solo e soltanto la vittoria, senza nessuna paura. Mentre l’esperienza di Klose ha suggerito al tedesco di rilasciare frasi di falsa arresa del tipo “un miracolo pareggiarla”. Frasi di circostanza in entrambi i casi, frasi che non devono tranquillizzare la Juve.

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Sfida tosta, gara insidiosa. Conte cerca di allungare la striscia positiva di vittorie. In realtà si cerca di dare ancora uno strappo al campionato. Fra un mese comincerà il duro impegno di Europa League, competizione che, a questo punto, diventa focale per la crescita internazionale della Juve.

Non è e non sarà mai la Champions, né siamo in grado di calpestare la nostra dignità intellettuale considerandola come vera Champions (ricordate le frasi dei tifosi nerazzurri?), ma certamente un cammino importante di giovedì sera permetterà di crescere in autostima e valore internazionale. Senza contare che è un trofeo è un trofeo.

Conte ha evitato la conferenza pregara. La stampa continua a cercare occasioni per scombussolare l’ambiente juventino. Da Buffon e la D’Amico a un Conte lontano da Torino, dall’irrispettoso Marotta a “bisogna cedere uno fra Pogba e Vidal”. Trasformiamo queste bufale in rabbia. Rabbia agonistica. E riversiamola sulla Lazio. Stasera.

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La supermoviola della 31° giornata

Ancora una giornata particolare. Un po’ come dall’inizio ci sono squadre che possono beneficiare della benevolenza arbitrale e altre squadre che devono sudare. Va bene così, c’è più gusto. Enormemente più gusto.

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Juventus – Lazio

L’idiozia di Reja è tesa solamente a nascondere una superiorità straripante. Poco da segnalare:

  • c’è un rigore su Vucinic nel primo tempo: lo stop superbo mette fuori causa Scaloni che perde il tempo dell’intervento e trattiene e affossa il montenegrino che avrebbe campo libero per puntare verso la porta, seppure da posizione defilata. Damato incredibilmente fischia fallo contro all’attaccante bianconero: ci piacerebbe conoscere il motivo del fischio;
  • giusti tutti i gialli fischiati durante la gara. Diakité ha certo ecceduto nelle entratacce da dietro e il pubblico lo ha fischiato solo per questo motivo, almeno speriamo;
  • fra il minuto 46 e il minuto 54 arrivano 3 gialli per la Juve, tutti molto discutibili: l’intervento di Chiellini è duro, ma è uno scontro di gioco, non si conosce la causa del giallo a Quagliarella, mentre su Lichtsteiner sorvoliamo;
  • i falli laterali invertiti nel secondo tempo da Damato sanno di provocazione: davvero stupefacente;
  • Reja protesta per un rigore che nemmeno la Lazio ha richiesto: vergogna! Barzagli mette paura alla punta laziale che casca da sola e, ripetiamo, non protesta nemmeno;
  • Kozac sarà pure un bravo ragazzo, ma ogni volta che allarga i gomiti fa male. Stavolta è solo una capocciata a mandare in frantumi il naso di Bonucci, prima un intervento duro punito per giallo. L’espulsione è stata generata dai suoi vivaci modi di discutere. Cosa ha da protestare Reja?
  • l’espulsione di Reja, visto quanto aveva detto lui in precedenza, fa il paio con quella assurda rifilata a Conte molto settimane fa: l’età gioca brutti scherzi e il destino restituisce subito le assurde proteste degli antijuventini.

Chievo-Milan

Marchetti regala miracoli e interventi salva-risultato, mentre il granata Sorrentino regala a Muntari una grande gioia.
Ci sarebbe da discutere i cambi di Di Carlo: due difensori e un centrocampista, con rinuncia a Paloschi: probabilmente difendeva lo 0-1 milanista. E ci sarebbe da capire come si fa ad acquistare quel famoso giocatore rossonero che una sera Mughini chiamò così: “Gianmaria Kulovic”. Innumerevoli tiri del Chievo contro uno soltanto rossonero.

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Per fortuna milanista tutte le decisioni arbitrali prendono la direzione di Milano:

  • gol annullato a Paloschi: l’attaccante è forse al di là della linea (tenuta dal piede di Zambrotta) col ciuffo di capelli;
  • gol annullato ad Acerbi nel finale: giusto fischiare il fuorigioco;
  • rigore non fischiato per mani di Nesta: c’è un fuorigioco di rientro, ma è decisivo? L’intervento di Nonno Nesta è molto goffo;
  • i gialli per i vari Ambrosini e Gattuso sono come le condanne del loro Presidente: non possono essere dati.

Come dire: nel dubbio, si fischia a favore del Milan.

Inter-Siena

Toh guarda, ancora il Siena. La squadra che dovrà rispondere di un paio di cose sul calcioscommesse stavolta prova a combattere. Prova perché l’assist a Milito è di un difensore, mentre il rigore su Nagatomo è un gentile omaggio di Nicchi al buon Stramaccioni che batte un altro record: squadra più anziana della stagione 2011/2012. Alla faccia di uno che valorizza i giovani. Se il Napoli viene affossato dalle scelte di Mazzarri, la società di Moratti viene sospinta a gran voce dal Palazzo alla caccia del terzo posto.

Napoli-Atalanta

Niente, nemmeno la forza di protestare. Nemmeno il solito gusto della polemica perché quando il Napoli perde è sempre colpa degli altri. Noi sottolineiamo soltanto un dato: il costo di Edu Vargas pareggia quella di Vidal. Grazie Marotta!

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Idiozia Reja: “meritavamo di più”

Senza vergogna, senza alcuna dignità. Si apre bocca per dare aria a un cervello in panne. Si apre bocca solo per il gusto della futile polemica. E forse l’età comincia a pesare.

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La freschezza di idee di Conte è lapalissiana. Pure nel prepartita quando il tecnico leccese manda a scaldare… 11 uomini di movimento. Sì, 11. Stanno tutti bene, ma Conte sta studiando un’alternativa al 3-5-2 che dovrebbe scendere in campo. E infatti: fuori De Ceglie, dentro Lichtsteiner, difesa a 4, Pepe sulla linea degli attaccanti. Lazio in scacco.

Alla fine del match si contano queste statistiche:

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  • Pirlo ha toccato da solo circa 140 palloni, la Lazio tutta poco più di 400;
  • la Juve ha tirato nello specchio una dozzina di volte, la Lazio ha tirato in totale 3 volte;
  • 1 la parata di Buffon su punizione di Ledesma da 30 metri; numerosi gli interventi di Marchetti;
  • 72% di possesso palla, col picco di 76% a fine primo tempo, per la Juve;
  • dominio territoriale davvero imbarazzante: sempre nella metà campo avversaria, con la Lazio schierata con l’8-1-1.

Signor Reja, le serve un medico?

Detto questo non dimentichiamo i dubbi fischi di Damato che, purtroppo per Reja, sono sempre contrari alla Juve:

  1. nel primo tempo Vucinic si libera con un giochetto di Scaloni, potrebbe affondare, ma il difensore lo tiene e lo atterra: qualcuno spieghi quest’azione e il fallo fischiato contro Vucinic;
  2. il gol della Lazio nasce da una punizione invertita: Pepe la tocca sì di mano, ma è stato letteralmente ingroppato dal centrocampista laziale;
  3. la punizione vincente di Del Piero nasce dopo l’ennesimo fallo da dietro su Pirlo, fra l’altro in 2-contro-1;
  4. i falli laterali invertiti e i 3 gialli in 4 minuti per la Juve nel secondo tempo, un atteggiamento assolutamente intimidatorio e stucchevole.

Signor Reja, si vergogni. Tenere la bocca chiusa è sempre meglio di sparare cazzate!

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Guardate che idiozia: classifica virtuale senza sviste arbitrali e la moviola di Lazio-Juve

Molto carina l’idea di Calciomercato.com di stilare settimanalmente la classifica del campionato al netto degli errori arbitrali.

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La cosa che non si capisce è chi è giudicare l’errore e se conteggiano tutto, ma proprio tutto. Evidentemente no a leggere appunto questa classifica:

Milan 26 24 (-2)

Juventus 24 25 (+1)

Udinese 24 24 (0)

Lazio 19 22 (+3)

Palermo 19 19 (0)

Napoli 18 16 (-2)

Roma 17 17 (0)

Siena 16 14 (-2)

Parma 16 15 (-1)

Chievo 15 15 (0)

Genoa 15 15 (0)

Cagliari 15 14 (-1)

Catania 14 17 (+3)

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Inter 14 14 (0)

Bologna 13 11 (-2)

Fiorentina 12 13 (+1)

Novara 12 10 (-2)

Atalanta* 10 14 (+4)

Cesena 10 9 (-1)

Lecce 7 8 (+1).

Niente di meno la Juve ha 1 punto in più, anche se poi dimenticano una partita in meno. La Juve che ha goduto di un’infinità di rigori in questo campionato, la Juve che è forse l’unica formazione che non ha proprio avuto bisogno di fischi: i palloni in rete ci sono finiti grazie a magie e gol capolavoro.

Curioso come al netto la società Atalanta-di-Milano finisca in parità: mmmhh, se la vede Paolillo fa chiudere il sito.

Ancora più curioso è che il Milan è addirittura penalizzato di 2 punti: ma Catania e Roma, tanto per citare solo le ultime uscite dei rossoneri, sono state conteggiate?

Sono finito su questo sito grazie a una perla segnalatami da un autore di questo blog.

Roba che Mai Dire Gol avrebbe fatto una puntata intera:

Ho letto giudizi molto positivi sull’arbitraggio di Rocchi ma io vado controcorrente. E’ vero che la distanza è minima ma è anche vero che se non lo prende Barzagli il pallone va dentro o comunque è destinato ad essere giocato da qualche giocatore della Lazio perché Bonucci, qualora Barzagli non lo avesse preso con il braccio, non ci sarebbe mai arrivato. Magari non l’avrei espulso ma avrei dato il il rigore e l’ammonizione.

Non è Scherzi a Parte, è tutta verità. Questo signore che ha firmato la frasetta faceva l’arbitro, però non era nella scuderia Moggi, dunque era sicuramente in qualche altra scuderia… piaccia o non piaccia. Ora, non conviene soffermarsi sull’episodio perché per poco Barzagli rischia l’impiccagione in pubblica piazza, quanto su un episodio che solo lui ha visto e su cui nemmeno quello sportivone di Reja ha messo becco:

La Lazio dovrebbe reclamare anche per un fallo di Chiellini su Diakitè in area, anche quello meritava il rigore. Al laziale è stato addirittura fischiato il fallo contro. Chiellini lo trattiene da dietro mentre Diakitè sta per andare. Il difensore bianconero interviene in maniera furba, si vede nettamente la maglia del laziale che viene strattonata.

Viva la RAI!

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Ritorna il vecchio ritornello

Siamo tornati, è ufficiale orami.

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Lo si vede da come i media trattano oggi la Juve, quella Juve che per due anni ha vinto il premio per la simpatia perchè ovunque andava veniva ridicolizzata e schiaffeggiata da tutti.

Lo si vede da come Reja, quel drago di Reja, uno degli allenatori più vincenti in Italia… o forse mi sbaglio con la testa canuta di qualche altro allenatore… va contro regolamento reclamando un rigore netto che più netto non si può, rincarando ancor di più la dose affermando che contro la Juve ci sono sempre episodi poco chiari.

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Eccoci, ci siamo, ritorna il solito vecchio ritornello, quando la Juve inizia a vincere, quando la Juve inizia a far paura, lo fa solo grazie agli aiuti arbitrali.

Che sia in atto una nuova cupola? Stavolta chi sarà il padrino capo della cospirazione?

Certo è che una squadra prima in classifica, ancora imbattuta, con il secondo miglior attacco del campionato (vuol dire che qualche volta in area avversaria ci entriamo) e che ancora deve vedersi assegnato un calcio di rigore a favore mi sembra davvero aiutata dagli arbitri. Resta il fatto che tutto questo è un chiaro sintomo di quanto siamo tornati a far paura e allora ben vengano i Reja di turno: fin quando si vince e si convince tutto il resto sono parole al vento!

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Su Lazio-Juventus, su Pepe e su Conte

Ci sono così tanti argomenti da sviluppare che riesce persino complicato a redigere una sorta di priorità. Parli di Pepe e rischi di dimenticare un fenomeno come Pirlo. Parli di Buffon e oscuri il talento cristallino di Marchisio. Citi Vucinic, ma non puoi certo dimenticarti di Matri. Per non parlare poi di Vidal e Lichtsteiner e la difesa tutta.

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Insomma, a questa Juve non riesci a trovare un difetto.

Che la Juve stia facendo non bene, ma benissimo lo capisci dal modo in cui la TV tratta il tema bianconero: un po’ di fortuna, certo quelle coppe… e che dire del fatto che Conte ha azzeccato tutto e chissà come mai e perché? Che Lazio-Juventus sia ancora una partita che testimonia la forza reale di questa Juve te ne accorgi da come i canali Mediaset, quelli in chiaro, hanno trattato l’argomento: sigla, le immagini e quindi il commento “ma il tutto è viziato da un rigore non visto dall’arbitro e conseguente mancanza espulsione di Barzagli. Poi palo sfortunato di Hernanes”. Tutto qui, così laconico e cinico. Molto simile al lamento vergognoso di Reja che non rende onore a questa grande Lazio, forse troppo attaccata ai singoli quali Hernanes e Klose.

Il servizio si è dimenticato di almeno mezzo quintale di informazioni, sicuramente più decisive: il rigore non c’è, la palla andava sì in porta, ma la stessa porta era coperta da Bonucci, e certo non è questo l’episodio a cambiare la storia della partita. Semmai si poteva insistere sul puro spettacolo offerto da Buffon, Pirlo, Vucinic, Matri e Pepe in questa sequenza. Sequenza racchiusa in appena 7,2 secondi dal momento in cui la palla lascia le mani sicure di SuperGigi e arriva in porta, 100 metri più in là. Una lezione di verticalizzazione come il miglior calcio europeo dell’Olanda che fu.

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Il servizio dimentica poi che un palo la Juve lo prende pure: con quell’autentico carroarmato di Alessandro Matri, in girata che ricorda tanto uno dei gesti tecnici che fu caro a David Trezeguet. Da serpente velenoso, da cobra, da uno cui non puoi mollare nemmeno un centimetro. E oltre il palo, per Matri, che sarà pure figo, ma questo è un calciatore vero, ci sono chilometri e chilometri di pressing e di azioni solitarie, di tanto supporto alla manovra, di sgomitare con i difensori, di lottare come – perdonatemi – faceva Vialli nella prima Juve di Lippi.

Accanto a lui, sempre ricordando il paragone con la prima Juve di Lippi, un certo Ravanelli cuciva il gioco dalla fascia. Come ora Vucinic: non ha segnato, ma ridurre a questa informazione la prestazione di Mirko è indecoroso per l’intelligenza che si deve a un uomo di calcio. Ancora una giocata d’effetto, ancora efficace, ancora decisivo.

La Juve è vera Juve perché in mezzo al campo, Barcelona a parte, non esiste altro terzetto più forte di Vidal-Pirlo-Marchisio. E’ un peccato che non siano stranieri e indossino la maglia bianconera, altrimenti oggi si parlerebbe in ben altro modo dei tre. Soprattutto del cileno ubriacone che corre forse più di Davids. Con quell’andatura che pare che primo o poi vada a terra e invece a terra non ci va mai. E quante palle recupera pur afflitto dall’alcolismo cronico? E che lucidità nell’appoggiare il gioco offensivo e rompere ogni ripartenza avversaria con un pressing asfissiante? Soprattutto: che tipo di alcol ingurgita per essere così in forma domenica dopo domenica?

Tornando seri (almeno noi!), questa Juve è vera Juve perché Conte in panchina è uno spettacolo, meglio di Fiorello e Jovanotti messi insieme. Per poco non prende a schiaffi Pepe reo di non inserirsi al meglio. E quando Pepe ascolta il tecnico da Lecce succede che va in gol. Ancora una volta, ancora lui. Non sento scuse, non leggo passi indietro di stupidi tifosi che lo volevano fuori da questa Juve sol perché si chiama Simone e non Leandro Da Silva Do Nascimento, sol perché si chiama Pepe ed è nato nei pressi di Roma e non a Rio o a Santiago de Compostela. Siamo fatti così in Italia, razzisti con i nostri ragazzi. Chi mi trova un esterno che corre più e meglio di Pepe in queste giornate di campionato? Chi mi trova un esterno, in questo periodo, più efficace di Pepe? Fortuna che in panchina c’è Conte, uno che a quanto pare di calcio ne capisce un po’. Capirà pure lui che Pepe non è al pari di Cristiano Ronaldo o Iniesta, intanto però è una pedina più che fondamentale in attesa che qualche esterno si svegli da un lungo letargo…

Difetti. Si parlava di difetti e invece uno c’è: è il giallo, affrettato, e non dico altro, recapitato a Marchisio. Domenica 6 novembre avevo detto “di sicuro qualcosa cambierà fra venti giorni”. Altro stimolo in più per rompere le ossa… sportivamente parlando.

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Lazio-Juventus 0-1 Ancora un putt di Pepe [highlights]

Troppa euforia, rivedrò la partita con calma per analizzarne qualche aspetto interessante.

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A voi le immagini di Lazio-Juve, un’altra vittoria di forza e di classe, di sacrificio e corsa. Con un Matri semplicemente impressionante, un Buffon sulla via dell’Olimpo e un Pirlo da un cuore d’oro. Pensare che il bresciano era stato dato per finito. Più o meno come accaduto con Davids nel 1997.

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E io non riesco a smettere di godere, anche alla luce dell’incredibile uscita di Reja davanti ai microfoni di SKY e Mediaset Premium. Sì, stiamo tornando…

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Niente paura, siamo la Juve!

Siamo alla quasi vigilia di una delle partite che costituiscono il ciclo di ferro della Juventus.

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La Lazio di Mister Reja aspetta a pie’ fermo la truppa bianconera, convinta ora più che mai di potersela giocare alla pari.

E’ l’ennesimo esame di maturità che la squadra di Antonio Conte da Lecce dovrà superare, consapevole però che poi l’attendono altre due partite complicate ed insidiosissime. Insomma vedremo se la Juventus avrà recuperato nel suo dna quelle caratteristiche che l’hanno sempre contraddistinta, e cioè l’indomabilità e il carattere vincente.

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Potremo vedere se questa potrà essere finalmente la stagione della definitiva rinascita o se il lavoro è ancora ben lungi dall’essere completato. Indubbiamente quello che abbiamo visto fin qui ci è piaciuto in larga parte, se si trascurano appunto certi passaggi a vuoto che hanno causato la perdita di punti in classifica davvero importanti, che potrebbero pesare e non poco alla fine delle ostilità, ma adesso è vietato pensarci, rimuginarci troppo su, molto meglio concentrarsi sulle prossime avversarie da affrontare, vivendo giorno per giorno, settimana per settimana, con la consapevolezza di dover affrontare ogni partita da qui alla chiusura del campionato, come fosse una finale di Champions.

La Lazio è avversario tosto e pericoloso, nelle sue fila sembra essere quasi certa la presenza di Klose, giocatore fin qui determinante per le sorti della compagine romana, un’avversario da tenere sotto stretto controllo,continuo e asfissiante. Ma la Lazio non è solo Klose, c’è anche Cisse che se giocherà come noi crediamo, sarà animato da una rabbia pericolosa dopo le tante critiche piovutegli addosso causa il suo inizio di stagione non proprio brillante.

Per dirla tutta una partita tutta da godere e da soffrire. Lo snodo fondamentale della stagione molto probabilmente inizia adesso, guai a farsi trovare impreparati, Conte questo lo sa benissimo, speriamo che anche i suoi giocatori se ne rendano conto.

EUGENIO SALVATORI
Fondatore e coordinatore di PersempreJuve Alta Fedelta’
Collaboratore di AnimaJuve.it
Collaboratore di IoJuventino.net

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Rassegna(ta) stampa sportiva del 9 maggio 2011

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Continua la saga:

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