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Tag: ribery (pagina 1 di 2)

Juve-Bayern: #iocicredo

Ancora 24 ore e sarà il fischio iniziale di una gara molto stimolante. Passeranno loro? Sì, forse, ma che se la sudino la qualificazione. Sembra la direttiva di Antonio Conte che ha caricato e sta caricando a molla chi scenderà in campo domani sera.

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Il tecnico bianconero è talmente carico che ieri pomeriggio ha fatto provare una serie di cinque rigori: che sia profezia?

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Modulo a parte, la Juve che scenderà in campo dovrà mostrare ben altro agonismo rispetto alla gara d’andata. Migliore oltre che maggiore corsa, più cattiveria contro la difesa bavarese. Serviranno perciò i migliori attaccanti: Vucinic sicuro, molto sicuro anche Quagliarella per le caratteristiche più idonee a gare indecifrabili come quella di domani sera.

Se l’attacco sarà fondamentale, la difesa allora lo sarà anche di più. Obiettivo: non prendere gol, e sarà dura con quei diavolacci di Ribery e Robben. Ecco perché la scelta del modulo e dell’uomo sulla destra saranno due mosse importanti.

Intanto un piccolo significativo gesto da parte della Juventus su Twitter: l’hashtag #iocicredo. E ci crediamo un po’ tutti. Sotto col Bayern!

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Ancora 3-5-2 per mercoledì sera? Alcune considerazioni logiche

Mercoledì sera mancheranno due delle pedine che quest’anno si sono rivelate quasi insostituibili: Vidal e Lichtsteiner. Un jolly di qualità incredibili e un esterno insaziabile di corsa e di agonismo.

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Se l’assenza di Pepe ha reso di fatto lo svizzero imprescindibile, la crescita mostruosa di Vidal l’ha eletto a Nuovo Guerriero dai tempi di Davids. Equilibrio, corsa, agonismo, perfino gol se prendiamo i loro numeri. Mancheranno contro il Bayern per squalifica e saranno due assenze pesanti.

In ragione di questa constatazione sollevo allora un dubbio sul solito classico 3-5-2 di Conte. Né Isla né Padoin possono sostituire Lichtsteiner (perchè ciò vorrebbe dire accettare tutti i limiti di entrambi contro Ribery, con tutto ciò che ne consegue), mentre Vidal in realtà potrebbe essere sostituito da Pogba. In realtà proprio gli esterni mi preoccupano e allora ecco la mia soluzione.

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Il Bayern è fortissimo sulle corsie laterali e io piazzerei la difesa a 4: Barzagli e Bonucci in mezzo, Chiellini a sinistra e qualcuno a destra (???). Poi a centrocampo inserirei i tre: Pirlo in regia, Marchisio e Pogba. Non abbiamo nulla da perdere, per cui gli esterni di difesa potrebbero trasformare in 5 questa linea di centrocampo in fase di non possesso o di spinta.

E veniamo allora alla vera giustificazione per cui sceglierei il 4-3-3: le tre punte. Dobbiamo fare gol, ne dobbiamo fare almeno due senza prenderne alcuno per andare ai supplementari. Perciò: trazione anteriore, con i tre attaccanti tutti in campo allegramente. Vucinic e Quagliarella dietro Matri. La giocherei senza dubbio così, perché sia Vucinic sia Quagliarella hanno nelle corde il dribbling e l’inventiva necessaria, mentre Matri dovrà solo cercare di fare pressing e puntare sempre la porta. Anelka in panchina.

Poco da perdere, tanto da guadagnare: la prudenza, in Europa, difficilmente paga. Almeno per quanto mi riguarda!

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Bayern Monaco-Juventus 2-0 Il famoso gap di Antonio Conte?

Alla fine ci può stare e ci sta. Più preparati, più esperti, più calmi quelli del Bayern nell’affrontare la sfida di Champions. Contratti quelli della Juve, con significative differenze soprattutto sulle fasce.

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Qualche giocatore sottotono, qualche ruolo scoperto, un po’ di fiato tirato, ma in fondo va bene così. Può andare bene così per questo ritorno fra i grandi. Un primo gol regalato, un secondo gol che poteva essere evitato (se non dal guardalinee, sicuramente da una migliore diagonale o respinta di Buffon).

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Paradossalmente è questa la migliore situazione per affrontare il ritorno fra un po’ di giorni. O tutto o fuori. Serve ritmo, serve una migliore organizzazione, serve magari un Marchisio in campo.

Robben e Ribery contro Lichtsteiner e Peluso: lì abbiamo fortemente pagato dazio, con un Barzagli che è andato, dopo 2 anni di partite, in difficoltà per la prima volta. E qualcosa di simile è accaduto in avanti dove la coppia bianconera non è riuscita a impensierire quasi mai la seppur macchinosa difesa tedesca.

Tanto da rivedere, ma chiedere di più era forse troppo per un giocattolino costruito solo 18 mesi fa?

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Bayern Monaco: pregi e difetti

Incontriamo il Bayern Monaco, in un quarto finale affascinante. E ce la giochiamo alla grande.

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Il Bayern ha dimostrato quest’anno una forza pazzesca. Una forza d’urto, in particolare, e cioè quella che deriva dai suoi grandi giocatori. I soldi spesi per Martinez hanno dato frutti forse insperati ed è lui il perno di questo Bayern Monaco. Assieme a due ali di raro prestigio come Ribery e Robben. Nascono da questi tre ragazzi i maggiori pericoli.

Una sola sconfitta in campionato, una sola sconfitta in Champions. Sono 98 i gol segnati in appena 40 partite scarse: un dato impressionante, ma che non deve spaventare. Curiosamente il Bayern prende pochi gol in trasferta, ma anche questo dato non è così reale. Detto in altro modo: ho visto spesso il Bayern e ci sarà da approfittare dei momenti di buio in fase di non possesso palla.

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Mandzukic è il cannoniere stagionale, seguito da Muller che si conferma uno dei centrocampisti d’attacco più prolifici. Poi, non in doppia cifra, tutti gli altri, con Gomez che col fisico fa un lavoro sempre importante. Basterà la difesa a 3 per arginare l’attacco tedesco? A Conte lo studio delle soluzioni tattiche.

A centrocampo si può fare molto. Pirlo deve far girare palla velocemente e l’inserimento di Vidal, Marchisio e Pogba dovrà essere più ficcante.

E’ un quarto di finale molto bello, roba da Champions. Sarà una guerra, sarà una battaglia. Avanti Juve!

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Sergio Aguero alla Juve: sogno di una notte di mezza estate!

Marotta sta provando a forzare l’Atletico che può fare mercato se e solo se vende Aguero, altrimenti sarà tutto bloccato visto che il club naviga su acque non proprio tranquille dal punto di vista economico.

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C’è un problema, però: l’Atletico non vuole fare sconti e si fa forte della possibilità di scatenare un’asta folle. Chelsea e ManCity sono in allerta, più il solito Florentino Perez.

La Juve, da parte sua, non intende partecipare ad aste e quindi la corda si sta spezzando.

L’ultima offerta bianconera sfiora i 35 milioni di euro cash, più eventualmente una contropartita tecnica da scegliere su una rosa ampia di nomi.

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Aguero rischia perciò di rimanere un bel sogno. E il top player promesso? Certo non può essere Vucinic, come già detto in questo blog. E non può essere Bastos o l’esterno sinistro, a meno che non ci si fiondi su Ribery, unico vero sogno di Antonio Conte.

E la piazza che dice? La piazza mormora. Il ritiro sta per cominciare e la rosa va sfoltita. In realtà la Juve farebbe bene a sbrigarsi dal punto di vista delle cessioni.

Sarebbe un brutto colpo dover rinunciare ad Aguero dopo questo lungo corteggiamento. Posto che Giuseppe Rossi è comunque un gran giocatore, ma leggermente diverso da El Kun. A suo vantaggio gioca il fatto di un costo inferiore all’argentino di quasi 20 milioni, perché col Villareal si può chiudere a 25 e addirittura sarebbe possibile inserire Felipe Melo per abbassare l’esborso di denaro contante.

Vedremo. Ma a furia di vedremo… si rischia di creare un pasticcio che non giova certo al lavoro di Conte.

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Calciomercato Juventus: il top player sarebbe Vucinic?

E’ di ieri pomeriggio (15 giugno, nda) l’incontro fra Lucci, procuratore di Mirko Vucinic, e Beppe Marotta.

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Obiettivo concreto?

Se lo chiedono in molti, su tutti i tifosi bianconeri.

Premessa. Mirko Vucinic, se sta bene, può essere davvero un gran bel cavallo da far correre sulla trequarti e da innescare col lancio lungo o da servire sui piedi. Il montenegrino è abilissimo nel dribbling ed è dotato di buona velocità. Con la Roma, negli ultimi campionati, prima ancora che col Lecce, è sempre andato in doppia cifra, questo per dire che garantirebbe un certo numero di gol. Non tali da giustificare il bomber che alla Juve serve e che probabilmente ha già: Alessandro Matri.

Ragionamento. Se però Vucinic rappresentasse il top player promesso, allora si porrebbe un serio problema. E non vorrei stare al posto di Marotta. Perché Vucinic è un buon giocatore, se sta bene un grande giocatore, ma non certo quel fuoriclasse che serve a questa rosa. Uno tipo Aguero o Tevez, tanto per capirci, uno che possa raccogliere lo scettro di Alessandro Del Piero.

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Vucinic avrebbe le caratteristiche per soddisfare Conte sulla sinistra, ma è più attaccante che centrocampista o ala, soffrirebbe, e non poco, sul piano difensivo e nei compiti di rientro. E non voglio nemmeno lontanamente immaginare di scambiarlo con Fabio Quagliarella.

Io penso seriamente si tratti di una operazione destabilizzante. Si va su Vucinic per scardinare una difesa estrema sui top player, per dirla come Marotta. Su Aguero il pressing del Real Madrid si è allentato, su Tevez esiste il problema di un ingaggio enorme, e via così.

Insomma, la paura è quella di ritrovarsi unicamente Vucinic come colpo di mercato, non certo un’operazione da 110 e lode.

Così mi permetto di dare qualche buon consiglio.

Sarebbe opportuno investire una grossa cifra per un fuoriclasse assoluto. Tevez guadagna troppo, Aguero sarebbe l’ideale. Posto che Ribery appare realmente incedibile. E con i danari derivanti dalle cessioni (Iaquinta, Amauri, Grosso, Grygera, Motta, Martinez, Felipe Melo, Sissoko) comprare un centrocampista centrale di grande quantità/qualità (Lass Diarra? Inler, ma non a quel prezzo?) e un’ala sinistra di grande spinta capace di fare più il centrocampista (Bastos semmai dovesse ricevere il passaporto da comunitario? Elia, che però è tutto da verificare nel campionato italiano? Nani, che però costa? Lennon, che però il Tottenham non vende?).

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Telenovela Bastos: la Juve lo prende o lo ha mollato?

Bastos è della Juve! Anzi, no: Bastos è stato bocciato da Conte. Bastos si avvicina alla Juve, Bastos si promette alla Juve, Bastos aspetta la Juve.

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Ma che fine ha fatto Bastos?

La trattativa, per bocca del suo agente, è semplicissima. La Juve si è mossa prima e ha la totale approvazione del giocatore che, a Torino, avrebbe vita facile in merito a una maglia da titolare. Viceversa, benché la Juve abbia puntato su Bastos, Marotta vuole attendere la ridicola decisione di aprire il mercato a due extracomunitari.

Al momento Michel Bastos è un giocatore extracomunitario e, dunque, imporrebbe alla Juve la rinuncia a eventuali colpi di mercato. Precludersi, già ora, già a giugno, la possibilità di trattare una pedina importante sarebbe delittuoso. Ecco perché la Juventus ha messo in stand by la trattativa per Bastos.

Il Lione avrebbe accettato, ufficiosamente, l’offerta bianconera intorno ai 15 milioni di euro. Ma si attende il passaporto da comunitario.

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Troppo semplice?

Forse sì, perché in fondo vale un concetto e cioè il seguente: Antonio Conte spinge per avere un top player in quel ruolo, quindi Sanchez piuttosto che Ribery. Perciò Marotta dovrà dedicare ogni sforzo su questi obiettivi, tirando dentro il discorso pure Nani del ManUTD, e solo in caso di fallimento dovrà dirottare le attenzioni su Bastos. Col rischio, però, di perdere anche il brasiliano.

Oppure vale un altro concetto: prendere comunque Michel Bastos perché la Juve di Conte, nel 4-2-4, avrà bisogno di almeno 4 ali di spessore, da alternare proprio durante la partita (visto che Conte cambia, solitamente, le due ali e uno fra un centrocampista e un attaccante).

L’ultimo aggiornamento riguarda la possibilità di abbassare i soldi liquidi da pagare al Lione con l’inserimento del cartellino di Sissoko, appetito in Francia.

http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=271425

http://www.calciomercato.com/juventus/juve-bastos-fine-di-un-amore-mai-nato-715450

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Juve, Marotta… ti mette le aliiiiiiiii!

Nello spregiudicato 4-2-4 di Conte, ammesso che riesca a portare questo modulo a Torino, di fondamentale importanza sono gli esterni di centrocampo. Nella sostanza si tratta di veri e propri attaccanti, con caratteristiche ben precise: grande corsa, grande resistenza, tecnica sopraffina. Durante la partita i due esterni possono essere cambiati per far spazio a forze fresche. Ciò significa che di esterni, una squadra di Conte, ne deve avere ben 4. Quattro elementi validi tali da non pregiudicare la qualità delle corsie laterali.

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Ecco perché la Juve sta muovendosi con insistenza alla ricerca di due potenti ali. In realtà in casa ce ne sarebbero già due: Krasic, che ha alternato prestazioni a dir poco allucinanti con partite scialbe (e per il quale esiste la parziale giustificazione del fatto che non ha mai riposato da 2 anni a questa parte), e Pepe, che nonostante tiri una brutta aria nei suoi confronti si è dimostrato utile ed efficace, ben tenendo a mente che non si tratta di un Cristiano Ronaldo o di un Giggs.

Servono allora due giocatori di fascia. Totale delusione Martinez, che verrà ceduto pur segnando a bilancio una minusvalenza, e praticamente mai usato Lanzafame, pupillo di Antonio Conte che lo lanciò a Bari ottenendone prestazioni sensazionali.

Serve un top player e un comodo rimpiazzo. Sulla sinistra Del Neri ha potuto contare sulla duttilità di Marchisio, che all’inizio del campionato aveva trovato i giusti equilibri tattici trovando pure la via del gol con estrema facilità. Ma Marchisio non ha le caratteristiche per soddisfare le richieste di Conte, ragion per cui la palla passa a Marotta.

In primis bisognerà, di comune accordo con Conte, stabilire se riservare gran parte dei liquidi per l’esterno sinistro o per l’attaccante. Quagliarella e Matri sono due punti fermi, Del Piero è stato riconfermato, a rischio c’è Toni. Aguero, Tevez e Benzema sono punte e non riguardano certo la corsia sinistra.

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Viceversa i nomi di Ribery e Nani sono quanto di meglio un allenatore possa desiderare, al momento. Esiste un altro fuoriclasse del dribbling che risponde al nome di Robben, ma è stato dichiarato incedibile.

 

Tuttosport continua a ripetere una storiella che non ho ancora verificato: la clausola rescissoria di Ribery è a quota 30 milioni di euro, il che mi pare un grosso errore del club bavarese. E non credo all’errore. Se così fosse non aspetterei un solo minuto per staccare un simile assegno e provare a convincere il marsigliese a trovare casa a Torino. Ribery a sinistra e Krasic a destra garantirebbero superiorità numerica costante e giocate da urlo, a tutto beneficio dell’incursore centrale (Marchisio? Inler? Aquilani?) e dei due attaccanti centrali (mi riferisco principalmente alle abilità aree di Matri e Quagliarella).

In naftalina i nomi di Bastos e Walcott. Il primo era già dato per bianconero. Si attende il passaporto comunitario, o forse Conte ha dato l’altolà alle operazioni. Il secondo stuzzica una domanda niente male: ma si integrerebbe facilmente nel campionato italiano? Il fisico non è quello dei corazzieri, mentre la velocità e la capacità nel dribbling non generano dubbi. Inoltre l’Arsenal è sempre stata una bottega cara per tutti.

Altri nomi che sono stati fatti riguardano trattative di secondo piano (Elia dell’Amburgo, già trattato da Marotta lo scorso anno, in concorrenza con Krasic, e Lennon del Tottenham) o trattative impossibili (Gareth Bale, forse il miglior tornante di fascia attualmente sulla terra).

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Il mercato della Juve: dove sono i campioni?

Bene i primi acquisti, ma la Juve è sempre stata fatta da campioni. Campioni autentici, di livello mondiale. Dove sono? Che intenzioni hanno Marotta e Andrea Agnelli?

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Sono le paure dei tifosi bianconeri alla luce delle recenti e scottanti delusioni sul campo e delle belle parole spese dagli attuali dirigenti ai microfoni. Come in molte cose, la verità sta esattamente in mezzo. Marotta, in particolare, ha promesso acquisti di livello mondiale, a più riprese e pareva piuttosto serio. Non mantenere queste promesse lo metterebbe in una posizione difficile agli occhi dei tifosi. Confido perciò nella serietà del mio Direttore Generale.

Fiducia sì, ma cautela e tanti fatti. Pirlo e Reto Ziegler sono affari ormai fatti. Nel momento in cui scrivo Pirlo ha finito di sostenere le visite mediche a Torino e domani a pranzo [n.d.a. oggi] verrà presentato alla stampa, mentre lo svizzero sosterrà le visite mediche fra la giornata di mercoledì [n.d.a oggi] e giovedì, in relazione ai suoi impegni.

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Due affari a costo zero, ma di buona efficacia. Personalmente ritengo Pirlo un ottimo acquisto, e lo stesso dicasi di Reto Ziegler, un fluidificante di grande forza fisica e buona tecnica che può tornare comodissimo ad Antonio Conte. Col suo arrivo la fascia sinistra può dirsi completa, stante la conferma di Paolo De Ceglie.

Ma ora servono i fatti. Cioè quei campioni promessi. Principalmente uno in attacco – e specificatamente uno fra Aguero, Tevez e Benzema – e uno sulla fascia sinistra – da Nani a Ribery, da Walcott a Lennon – senza dimenticare le trattative legate a Bastos, al riscatto di Aquilani, all’acquisto di Montolivo.

Infine, e questo è il passo principale per migliorare la rosa da consegnare a Conte, bisogna vendere. Vendere bene, cedendo i cadaveri che hanno troppo spesso condizionato le recenti stagioni bianconere con le loro mortificanti prestazioni. Mi riferisco ai vari Grygera e Grosso, Motta e Martinez, Iaquinta e Amauri. Basta, basta con questa gente. Sotto con i fuoriclasse.

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Mercato Juve: i colpi già fatti, i colpi che verranno!

Finito il campionato al bar l’argomento preferito è il calciomercato. O il fantamercato, come sarebbe meglio definirlo. Nomi e cifre e poi ancora nomi e sogni. E soprattutto tattiche, con milioni di italiani che si improvvisano direttori tecnici o allenatori. In fondo, è il bello di questo sport. Quando le squadre non scendono in campo, la soglia dell’attenzione sembra crescere, a dispetto della logica. E’ l’amore per la nostra squadra.

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Fra tutte le squadre sicuramente la Juve pare quella messa peggio. La gloria del recente passato è stata spazzata via da Calciopoli e le Dirigenze che si sono alternate insieme agli allenatori hanno creato più confusione che soluzioni. Ma Andrea Agnelli è diverso. E io credo alle sue idee e capisco il suo modo di condurre questa Nuove Juve, che è incommensurabilmente più debole rispetto a quella di Capello o di Lippi o anche quella di Ancelotti.

Marotta ha già portato a termine qualche operazione. E ha promesso colpi importanti. Vediamo di che cosa si tratta.

Il primo nome è stato quello di Michele Pazienza. Un interdittore puro, classe ’82, quest’anno si è reso prezioso per il Napoli di Mazzarri. Tanta corsa e tanto cuore, Pazienza si accomoderà comodamente in panchina. La Juve non potrà farsi trovare scoperta nel caso di infortuni e squalifiche, come più volte capitato quest’anno (quando Del Neri è stato costretto a impiegare Giandonato, Buchel, o addirittura Pepe e Salihamidzic). E’ costato zero euro, mentre per il contratto si vocifera di una cifra poco inferiore a 1,5 milioni di euro a stagione. E’ chiaramente una seconda linea, in attesa del colpo grosso o delle conferme.

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Sergio Aguero è nei pensieri di Conte e Marotta. Il Capitano Bianconero ha le idee chiare per il reparto avanzato. Mancando la coppa internazionale, alla Juve servono circa 4 punte. Matri e Quagliarella verranno confermati a furor di popolo: per loro parlano i numeri, ma soprattutto la piena e totale compatibilità con le tattiche di Conte. Del Piero ha rinnovato per l’ultima volta, mentre Toni è in bilico. Paradossalmente le caratteristiche del bomber ex-Bayern sarebbero ottime, ma a far storcere il naso sono gli anni e forse anche la voglia di rimettersi in gioco. Così non resta che giocarsi la carta del fantasista. Appunto Aguero, in grado comunque di garantire un certo numero di gol a stagione. In modo da alternare Quagliarella e Matri nel ruolo di prima punta, e Aguero e Del Piero nel ruolo di seconda punta. Per lui sarebbero pronti circa 30/35 milioni cash, ora si attende una risposta da Madrid. Il presidente dei biancorossi è apparso piuttosto deciso: “Mai al Real”. Il problema è che non manca la concorrenza.

L’altro affare concluso porta il nome di Andrea Pirlo. Colpo da novanta, per il modo in cui Marotta è arrivato al forte regista di Prandelli e per la quantità di personalità e qualità che aggiungerà al centrocampo bianconero. Giù la maschera: su Pirlo l’anno scorso si era scatenata un’asta incredibile, ma il Milan aveva deciso di tenerlo. Quest’anno la Juve si è mossa meglio e prima di tutte e ha convinto Andrea Pirlo ad accettare la maglia della Juve. Propongo di assegnargli la maglia numero 21 e non vedo l’ora di vedere le sue geometrie al servizio di Conte. Anche lui arriva a parametro zero, con un contratto ancora tutto da descrivere: la cifra difficilmente sarà sotto i 3 milioni di euro, cui vanno aggiunti i bonus legati al rendimento di squadra e personale.

Accanto a Pirlo si sta scatenando la guerra. Conte preferirebbe un lottatore puro, tipo quel Sissoko che al suo primo anno fece letteralmente impazzire i suoi tifosi, con un rendimento a dir poco eccezionale. Riuscirà Marotta a riesumare quel Sissoko? Sì perché Conte pare voglia provarci. Più lui che Felipe Melo, con Marchisio a completare un reparto che a questo punto può dirsi quasi completo. Perché quasi?

Da Liverpool si attende una risposta. La Juve vorrebbe trattenere Aquilani, ma non alle cifre pattuite un anno fa. 16 milioni sono tanti e Marotta sta cercando di strappare un forte sconto. A poco più di 10 si chiude. Viceversa, da Firenze rimbalzano le voci di un divorzio, ormai palese e ufficiale, fra Montolivo e la Viola. Altro centrale di centrocampo che alla Juve servirebbe come il pane. Pirlo, Montolivo, Marchisio e Sissoko? Quartetto supremo, staremo a vedere. Con la Viola la Juve potrebbe giocarsi qualche carta importante, nel tentativo di abbassare l’esborso di denaro contante: da Martinez a Amauri, dallo stesso Iaquinta a Marco Motta.

Finiamo con i sogni. Visto che serve un esterno di qualità assoluta, preferibilmente sinistro, stante la conferma di Krasic a destra, i giornali hanno sputato fuori parecchi nomi. Da Nani a Ribery, passando per Sanchez e Afellay. Ci si dimentica di Bastos, su cui pende la spada di damocle della regola sugli extracomunitari. Per il nazionale verdeoro si attende l’arrivo del passaporto da comunitario. Prima arriva prima si chiude la faccenda. Altrimenti la Juve dovrà tirare la trattativa per le lunghe, in attesa di ponderare bene come riempire quell’unico posto da extracomunitario. Di quei nomi, comunque, facile dire che Ribery batte tutti, mentre Sanchez metterebbe d’accordo gran parte dei tifosi.

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