Dura la vita se ti chiami Andrea Agnelli o Beppe Marotta e di mestiere fai il Presidente e il Direttore Generale della Juve. Non tanto per i ruoli ricoperti, di prestigio assoluto, quanto per i troppi tifosi accecati da impazienza e da quello strano senso di dare contro alla propria società che è proprio di un club che si è reso più ridicolo vincendo di quanto non lo era già perdendo! Ammesso che queste vittorie abbiano un qualche significato.

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La situazione della Juve è semplicissima. Beppe Marotta e Fabio Paratici avevano individuato quattro pedine per dare il cambio di marcia a una società, non una squadra, bensì una intera società, ridotta allo sbando da 4 anni di gestione senza senso! Le quattro pedine portavano i nomi di Krasic, Bonucci, Aquilani e Quagliarella. Con metodi differenti la Juve li ha acquistati tutti e quattro. E gradirei capire chi cacciereste dei quattro e per quale motivo.

E visto che il mercato in uscita è stato piuttosto vivace (fuori Camoranesi, Diego, Trezeguet, Poulsen, Tiago, Molinaro, Zebina fra gli altri) ecco alcuni innesti di riparazione, necessari perché il budget, già limitato, era finito a quei quattro nomi e perché serviva una sorta di rinnovamento nei nomi e nelle età. Ecco allora i prestiti di Pepe (che io riconfermerei senza esitazione) e di Motta (andrà via, tanto è costato solo 500 mila euro) e di Traoré e di Rinaudo e gli acquisti di Martinez (ingiudicabile fino a questo momento) e di Sorensen (18 anni, 150 mila euro per il cartellino e un futuro promettente) e di Storari (esperimento: rigioca la stagione senza Storari e prova a immaginare cosa sarebbe accaduto!). Di questi Traoré sta cominciando a giocare soltanto ora, Motta ha fallito, Pepe ha fatto benissimo, non considerando che molti si aspettavano Cristiano Ronaldo o il vecchio Giggs, Martinez va valutato, Storari è stato uno dei migliori in Serie A e Sorensen sarà preziosissimo in questa stagione e nelle prossime!

Come valutare una parte di stagione? Semplice. A bilancio devi mettere quanto di buono fatto e le stronzate accumulate. Ed eccole:

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  1. vittorie contro Milan e Lazio danno il senso di una Juve che, a ranghi completi, se la può giocare con tutte;
  2. i pareggi in Europe League sono stati determinati, per quanto mi riguarda, da scarso impegno collettivo, da stanchezza per mancanza di turnover e dalle pesanti assenze di Quagliarella e Aquilani; chiaramente vanno ascritte alla voce “perdite”;
  3. i pareggi con Bologna, Brescia e Chievo (cioè 6 punti persi, che sommati agli attuali 34 fanno giusto giusto 40) sono stati dettati da blackout spiegabili da una crescita mentale che è ancora in corso e alla quale Del Neri dovrà lavorare moltissimo, ma è evidente che queste partite non hanno mostrato limiti tattici o tecnici, ma limiti di concentrazione assolutamente da correggere, almeno io vedo questo lato positivo se ripenso ai match;
  4. per il resto l’andamento bianconero ha offerto alti e bassi, assolutamente corretti vista la gestione in emergenza di Del Neri (spesso con due soli attaccanti, spesso con gente costretta a giocare) e il dispendio di energia per il modulo tattico impostato (la differenza con le grandi squadre e la Juve del passato è che in condizioni pessime poi c’era Nedved che batteva la Lazio, o Del Piero che stendeva il Messina, o Mutu che risolveva la pratica Palermo, o Ibra che vinceva da solo, o Trezeguet che trovava la zampata finale).

Questi quattro punti per me sono inattaccabili. E andrebbe risolto soltanto il punto 3, visto che giochiamo a calcio per davvero e non abbiamo a che fare con dei robot!

Capitolo mercato

Amauri va o Amauri resta? L’arroganza di questo ragazzo è non più accettabile. Non c’è persona che non desideri mandarlo a quel paese. Qualunque paese purché non più Juve. L’eventuale arrivo di una punta (Luis Fabiano o Forlan, tanto per sognare) è subordinato alla sua partenza. Se parte, ne arriverà uno più forte di lui. Altrimenti la Juve è vittima di quel contratto da 3,8 milioni di euro annui che la precedente gestione gli aveva offerto!

Ti piace sognare facile? Luis Fabiano o Forlan? Beh, basti che ne arrivi uno. Per la manovra delneriana è preferibile il giocatore dell’Atletico: mobile e capace di ragionare palla al piede lontano dalla porta. L’altro, il brasiliano, è più uomo d’area, uno che la mette dentro se l’assist è buono, uno che non si emoziona se veste il bianconero. Uno che in crociera, tanto per dirne una, non dovrebbe andarci!

Il “no grazie” a Floro Flores è un tocco da meastro. Una mossa per stanare? Un depistaggio? Boh, io la penso così. Perché è assurdo che la Juve si butti sull’attaccante dell’Udinese che a Udine fa panchina. Servono i gol e allora i nomi sono quelli pocanzi scritti. O loro o si resta così, perché il colpo vero sarà a giugno, come ampiamente promesso. E a giugno il nome più gettonabile è Pazzo Pazzini. Con l’eventuale riscatto di Quagliarella (torna a aprile? impossibile!).

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