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Tag: robben

Juve-Bayern: #iocicredo

Ancora 24 ore e sarà il fischio iniziale di una gara molto stimolante. Passeranno loro? Sì, forse, ma che se la sudino la qualificazione. Sembra la direttiva di Antonio Conte che ha caricato e sta caricando a molla chi scenderà in campo domani sera.

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Il tecnico bianconero è talmente carico che ieri pomeriggio ha fatto provare una serie di cinque rigori: che sia profezia?

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Modulo a parte, la Juve che scenderà in campo dovrà mostrare ben altro agonismo rispetto alla gara d’andata. Migliore oltre che maggiore corsa, più cattiveria contro la difesa bavarese. Serviranno perciò i migliori attaccanti: Vucinic sicuro, molto sicuro anche Quagliarella per le caratteristiche più idonee a gare indecifrabili come quella di domani sera.

Se l’attacco sarà fondamentale, la difesa allora lo sarà anche di più. Obiettivo: non prendere gol, e sarà dura con quei diavolacci di Ribery e Robben. Ecco perché la scelta del modulo e dell’uomo sulla destra saranno due mosse importanti.

Intanto un piccolo significativo gesto da parte della Juventus su Twitter: l’hashtag #iocicredo. E ci crediamo un po’ tutti. Sotto col Bayern!

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Bayern Monaco-Juventus 2-0 Il famoso gap di Antonio Conte?

Alla fine ci può stare e ci sta. Più preparati, più esperti, più calmi quelli del Bayern nell’affrontare la sfida di Champions. Contratti quelli della Juve, con significative differenze soprattutto sulle fasce.

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Qualche giocatore sottotono, qualche ruolo scoperto, un po’ di fiato tirato, ma in fondo va bene così. Può andare bene così per questo ritorno fra i grandi. Un primo gol regalato, un secondo gol che poteva essere evitato (se non dal guardalinee, sicuramente da una migliore diagonale o respinta di Buffon).

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Paradossalmente è questa la migliore situazione per affrontare il ritorno fra un po’ di giorni. O tutto o fuori. Serve ritmo, serve una migliore organizzazione, serve magari un Marchisio in campo.

Robben e Ribery contro Lichtsteiner e Peluso: lì abbiamo fortemente pagato dazio, con un Barzagli che è andato, dopo 2 anni di partite, in difficoltà per la prima volta. E qualcosa di simile è accaduto in avanti dove la coppia bianconera non è riuscita a impensierire quasi mai la seppur macchinosa difesa tedesca.

Tanto da rivedere, ma chiedere di più era forse troppo per un giocattolino costruito solo 18 mesi fa?

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Bayern Monaco: pregi e difetti

Incontriamo il Bayern Monaco, in un quarto finale affascinante. E ce la giochiamo alla grande.

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Il Bayern ha dimostrato quest’anno una forza pazzesca. Una forza d’urto, in particolare, e cioè quella che deriva dai suoi grandi giocatori. I soldi spesi per Martinez hanno dato frutti forse insperati ed è lui il perno di questo Bayern Monaco. Assieme a due ali di raro prestigio come Ribery e Robben. Nascono da questi tre ragazzi i maggiori pericoli.

Una sola sconfitta in campionato, una sola sconfitta in Champions. Sono 98 i gol segnati in appena 40 partite scarse: un dato impressionante, ma che non deve spaventare. Curiosamente il Bayern prende pochi gol in trasferta, ma anche questo dato non è così reale. Detto in altro modo: ho visto spesso il Bayern e ci sarà da approfittare dei momenti di buio in fase di non possesso palla.

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Mandzukic è il cannoniere stagionale, seguito da Muller che si conferma uno dei centrocampisti d’attacco più prolifici. Poi, non in doppia cifra, tutti gli altri, con Gomez che col fisico fa un lavoro sempre importante. Basterà la difesa a 3 per arginare l’attacco tedesco? A Conte lo studio delle soluzioni tattiche.

A centrocampo si può fare molto. Pirlo deve far girare palla velocemente e l’inserimento di Vidal, Marchisio e Pogba dovrà essere più ficcante.

E’ un quarto di finale molto bello, roba da Champions. Sarà una guerra, sarà una battaglia. Avanti Juve!

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Il 3-5-2 allo stato attuale

Lo abbiamo già detto molte volte che il mercato della Juventus ha preso una direzione ben precisa, ossia quella di ricercare uomini che possano interpretare al meglio più ruoli, ma soprattutto uno in particolare: il 3-5-2.

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Ne è una conferma l’abbandono della pista Robben; oppure l’acquisto di Isla dall’Udinese; e anche la tratativa che nelle ultime ore sta di nuovo infiammando l’asse Torino-Udine, ossia quella che vede Armero nel mirino della Vecchia Signora. Tenendo conto degli uomini a disposizione di Conte, abbiamo ipotizzato questo tipo di formazione, con alcune variabili non indicate in grafica: il possibile arrivo di Armero sicuramente collocherebbe il colombiano sulla fascia sinistra al posto di De Ceglie; oppure l’acquisto di una punta, che sia Pazzini o Suarez o Van Persie, creerebbe grande competizione per la seconda maglia dell’attacco; in mezzo è chiaro che Asamoah può ritagliarsi uno spazio importante, visto che ha giocato così a Udine; infine sulla destra anche Lichtsteiner può ricoprire il ruolo come ha già fatto altre volte, ma sicuramente Isla ha nel suo Dna il 3-5-2, più dello svizzero.

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Passeremo a illustrare poi anche il 4-3-3, l’altro assetto che ha dato tante soddisfazioni alla  Juventus.

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Euro2012: flop Olanda, top Germania

La prima sorpresa. La prima vera sorpresa di Euro2012 è il flop clamoroso dell’Olanda. Un flop molto netto e pressoché totale.

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La squadra orange non riesce a confermare tutte le bontà mostrate in fase di preparazione di questo Europeo. Abulica, contratta, slegata fra i reparti. Una accozzaglia di singoli che però non risultati una squadra.

A cominciare da Robben e Afellay, fortissimi nell’uno-contro-uno, ma totalmente inefficaci. Passando per Snejder, insufficiente, e Van Persie, svagato e isolato. E’ questa una delle favorite per la vittoria finale? No, troppo brutta per essere vera. Aspettiamo la reazione nella prossima sfida, a questo punto già decisiva. Per quanto riguarda Van Persie ricordiamo ai tifosi di non limitare l’analisi a questi brutti 90 minuti.

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Sì perché in serata la Germania ha fatto la… Germania. Dura, solida, organizzata, molto equilibrata. Fin qui la squadra più squadra di tutte, anche se mancano gli altri due gironi. E’ mancata forse sotto porta, ma ha creato diverse occasioni contro un Portogallo che ha confermato la mancanza cronica di un bomber. Ci chiediamo il perché della scelta bizzarra di allontanare Cristiano Ronaldo dalla porta, praticamente l’unico in grado di buttarla dentro. In realtà il fenomeno portoghese non ha combinato molto, anzi ha sciupato un paio di buone occasioni. Non è questa la strada per il Pallone d’Oro.

Ozil e Khedira, ma soprattutto gli esterni tedeschi creano tanto. E Gomez prima o poi fa gol. Con un Klose scalpitante, apparso in grande condizione.

La Germania si conferma come una delle pretendenti al titolo finale, con già un bel vantaggio su Portogallo e Olanda nel gruppo infernale di questo Euro2012.

Questo pomeriggio tocca all’Italia, poi si attendono gli squilli di Francia e Inghilterra.

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Idiozia Condò: “Robben non è forte!”. Hanno forse paura?

Curioso. Lascio il bar parlando di come Conte potrebbe sfruttare l’estro e il dinamismo di Robben, maestro di dribbling, gol e assist. Lascio il bar con quel sorrisetto maligno, con in testa il pensiero “se Marotta mi compra Robben, nelle mani di Conte rischiamo di distruggere le partite”.

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La logica impone il precedente ragionamento: se con Pepe l’allenatore bianconero è capace di far girare la squadra in questo modo, assolutamente stupendo, con Robben cosa farebbe?

Ed ecco che, forse impauriti, di certo sempre originali pur nella loro idiozia, arriva la genialata di Paolo Condò. La Gialappa’s gli avrebbe tributato una puntata de “Un uomo, un perché”:

Robben è limitato. Non l’ho mai visto passare un pallone ed è un giocatore che va ad una sola velocità, quella massima. Lo dice pure Valdano.

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Fatico a comprendere le parole, a mettere assieme, nello stesso rigo, l’aggettivo “limitato” e quello che poi è a tutti gli effetti un complimento e cioè “va a una sola velocità, quella massima”.

Io credo che un giocatore che di professione fa l’esterno di centrocampo, al più esterno d’attacco, e che segna oltre 100 reti in carriera, a fronte di poco più di 350 partite giocate, sia un gran bel giocatore. Uno di quelli capaci di risolvere più di una partita. In particolare al Bayern ha raggiunto la piena maturità tecnico tattica e i numeri sono mostruosi: 51 gol in 82 partite. Da attaccante vero.

Che non passi mai il pallone è un concetto tutto di Condò che non deve vedere molto la TV. E’ un amante del dribbling e del gioco in solitaria, ma al Bayern lui e Ribery sono la pietra filosofale di Gomez e dei compagni che girano attorno, proprio per gli assist che riescono a servire.

No, la verità, caro Condò, è un’altra. La solita. Campagna di disinformazione. E le vendite diminuiscono. Dopo che il giocatore ha espresso parole dolci nei nostri confronti, ecco l’idiozia. Schema classico, schema da Gazzetta dello Sport.

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