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Tag: robinho

Juventus-Milan Conte non cambia e sceglie questo 11 titolare [PROBABILI FORMAZIONI]

Fuori Vucinic e Lichtsteiner, Conte aveva il solo dubbio di chi schierare a destra, visto che la condizione di Quagliarella è da sfruttare assolutamente.

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Quagliarella affiancherà Tevez, mentre secondo le ultime indiscrezioni sarà Padoin a correre sulla destra. Bocciatura sonora dunque per Isla. A sinistra Asamoah mantiene la leadership, anche perché le alternative sono Peluso e De Ceglie.

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A centrocampo riposerà Pogba. Più per far giocare Marchisio, in realtà. Il francese fin qui non ha mai deluso e anzi è sembrato una di quelle armi fondamentali che ogni allenatore vorrebbe avere. A dispetto di quanto qualcuno ha scritto in settimana.

La difesa rimane intatta. Si troverà di fronte un falso tridente, con Birsa alle spalle di Matri e Robinho. L’ex-attaccante del Cagliari ha già detto che esulterà in caso di gol. Abbiamo sostenuto che i gol vanno sempre esultati e festeggiati per rispetto ai propri tifosi, facciamo solo notare che la doppietta contro il Cagliari, in maglia bianconera, non venne festeggiata. Questione di stile e di coerenza.

Chiudiamo con la speranza che nessun fallo di schiena venga punito col rigore e che semmai dovessimo ricevere un favore, allora verrebbe raccontato come “sfortunato errore” (come il rigore concesso ieri sera alla Roma) sui giornali. Sarà forse che di vento ce ne è poco…

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Non parliamo di moviola… e ti credo!

Oggi la Cazzetta Rosa e già ieri in TV è stato lanciato un invito: “parliamo di calcio giocato, basta polemiche”. Tutto corretto se non fosse che questo invito deve nascondere l’ennesima giornata a favore per le milanesi.

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Toni distesi, la Cazzetta rinuncia alla moviola per il Milan, mentre si dimentica un paio di cosette per l’Atalanta di Milano, quando per 5 giorni ci hanno massacrato i genitali con il mani di Pirlo.

Inoltre hanno ancora massacrato sul possibile rigore di Denis, che rigore non è, dimenticandosi un dettaglio: il fuorigioco di Denis nella stessa azione. Dimenticando pure il non fuorigioco di Matri, ma sono dettagli. Guarda caso tutti a favore nostro.

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E poi ci sono i dettagli dimenticati.

Il mani di Nocerino che trae enorme vantaggio (il Milan segna!), ma non è stato visto e se l’arbitro ha visto probabilmente non funzionava il fischietto; il fuorigioco di Pazzini non segnalato e il non fuorigioco di Klose segnalato; l’assenza di moviola sul gol di Robinho; il gentiluomo Lucio. Troppe coincidenze per non pensare a una regia.

Anche perché sui giornali non si dà spazio allo sfogo di Reja, né a quello di Tesser. Si sono dimenticati di stampare il tutto?

Ma tant’é: questa settimana non si parla di moviola. D’accordo, parliamo di calcio giocato. Perché allora, ancora una volta, al fogliaccio rosa preme sentenziare che la squadra più forte è il Milan? Non che mi interessi lo stupido gioco dei bambini “io sono più forte di te”, ma esiste una classifica, esiste un punteggio e una dignità. Ah ecco: ecco cosa manca in questo paese. Buon girone di ritorno a tutti i tifosi, noi ci siamo leggermente avvantaggiati, chiediamo scusa!

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Viste Argentina e Brasile? Servono davvero i super top player?

Il titolo, immagino, farà storcere il naso a molti. Di fatto, però, è una constatazione piuttosto oggettiva.

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E’ partita la Copa America 2011 che vede, gerarchicamente, tre formazioni al comando: Argentina, Brasile e Uruguay. Subito dopo tutte le altre. Almeno questo era quello che si pensava-che-fosse, sulla carta. Da Messi-Tevez-Aguero a Pato-Neymar-Robinho, passando per Forlan-Cavani. Otto uomini d’oro, otto super top player, come va di moda oggi. Risultato? Beh, è sotto gli occhi di tutti.

Batista, capo argentina, è ormai quasi del tutto compromesso: una carriera in fumo per colpa dell’overflow di tecnica e di talento. L’Argentina rischia seriamente di non superare il gironcino e non oso immaginare cosa potrebbe accadere. L’Argentina ha pareggiato due volte su due, segnando un solo gol, peraltro con Sergio Aguero cui la Juve è da tempo interessata.

L’Argentina ha deluso profondamente, nei suoi uomini migliori. Né Lavezzi, il cui spessore internazionale è purtroppo ben altra cosa rispetto al livello mostrato nella casa del San Paolo. Né Tevez, troppo distratto dalla vicenda ManCity: me ne voglio andare, me ne andrò, non so dove, ma me ne andrò. Né Higuain, né soprattutto il fantagenio Messi sul quale ho una mia precisa idea: quel 10 è pesantissimo, quel modo di essere usato dai suoi compagni… ma è un altro discorso.

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L’Argentina delude, il Brasile delude nella delusione. Vorrei sottolineare che in appena qualche settimana Neymar si è reso protagonista di due vergognosi episodi di violenza: e questo ragazzino coi capelli dritti sarebbe un esempio? Sarebbe quello da pagare 5, 6 o 8 milioni di euro l’anno. Scusate, ho una idea del calcio umana.

Ma rimaniamo sul campo: Neymar, Pato, Robinho e chi più ne ha… Tutti a secco, tutti deludenti. Zero gioco e spazio a chi in campo corre e suda per davvero, tutti nomi poco conosciuti ai più, ma che rendono di più di chi effettivamente possiede doti tecniche fuori dal normale.

E allora mi scappa un pensiero: siamo sicuri, visto con quanto accaduto con Diego, che a questa Juve serve un super top player?

Chiarisco subito: io vorrei Aguero, vorrei, ma non posso. Costa troppo, purtroppo, posta la pazzia del calciomercato, costa il giusto, e per questo Marotta non potrà mai staccare un assegno di quella portata. Però vorrei Aguero. Se non lui, Giuseppe Rossi, ma il punto è questo: serve gente che abbia voglia di Juve, realmente voglia di Juve. Voglia di correre e soffrire, voglia di lavorare per quella maglia. L’ha dimostrato Quagliarella l’anno scorso e il pubblico l’ha capito. L’ha dimostrato a forza di sudore Matri e questo la gente l’ha percepito.

Chi è a Bardonecchia vi potrebbe raccontare di sguardi feroci, attenti e dediti al lavoro di Conte. Da Melo a Del Piero, da Buffon ai nuovi arrivati. Marotta farebbe bene a valutare attentamente il desiderio di Juve degli obiettivi di mercato.

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Tuttomercatoweb: i conti sul Milan non tornano!

Leggo da un po’ Tuttomercatoweb, un discreto portale che fa incetta di link e paragrafi recuperati su vari siti Internet e propone editoriali molto discutibili di gente che al bar avrebbe scarso diritto di parola. Ma è il mondo nuovo del giornalismo italiano.

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Oggi è il turno delle cazzate sparate da Luca Marchetti che riassumo in questa lista:

  1. [parlando di Juve-Milan] Una partita che dal 1993 al 2006 ha significato scudetto. In quegli anni su 12 titoli assegnati 5 ne sono finiti in bianconero, altrettanti in rossonero;
  2. [parlando del marcato rossonero] Senza peraltro doversi svenare: Ibra, Cassano e Robinho sono costati (per questa stagione, ingaggi a parte) 16 milioni di euro;
  3. [parlando del bilancio bianconero] 40 sono invece i milioni di passivo che il CdA della Juventus ha certificato qualche giorno fa;
  4. [parlando del torneo aziendale in corso] In campo però la Juventus ha fatto fatica a ingranare.

Rispondo per punti, confidando nell’uso oggettivo di numeri ampiamente reperibili in via ufficiale tramite Internet, cioè lo stesso strumento che dovrebbe aver usato Luca Marchetti.

Una partita che dal 1993 al 2006 ha significato scudetto. In quegli anni su 12 titoli assegnati 5 ne sono finiti in bianconero, altrettanti in rossonero

Prendete un album di figurine o qualunque almanacco. Dovreste ritrovare questi dati e cioè che il Milan dal ’93 al 2006 ha vinto 4 scudetti: 93/94, 95/96, 98/99, 2003/2004. Mentre la Juve ha portato a casa ben 7 titoli: 94/95, 96/97, 97/98, 2001/2002, 2002/2003, 2004/2005 e 2005/2006. In mezzo vanno pure conteggiati gli scudetti delle romane.

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Senza peraltro doversi svenare: Ibra, Cassano e Robinho sono costati (per questa stagione, ingaggi a parte) 16 milioni di euro

E’ facile constatare come Ibrahimovic sia costato 24 milioni di euro (pagabili in tre rate): ma tale discorso deve valere pure per la Juve (Krasic è costato solo 5, Martinez solo 4, Aquilani 0, Quagliarella solo 4), invece così non lo è nei conti di Luca Marchetti. Robinho è costato 18 milioni di euro più bonus che, visti i risultati rossoneri, verranno sicuramente pagati al ManCity. Cassano è venuto gratis, ma il suo ingaggio non viene pagato a noccioline. Proprio gli ingaggi sono i nodi più importanti per riferirli alle difficoltà di Marotta: Ibra costa quanto 4 neogiocatori bianconeri, Robinho ha uno stipendio fuori budget per l’odierna Juve, mentre Cassano viene pagato quanto un senatore juventino. Non ho capito bene da dove esca fuori la cifra di 16 milioni di euro, ai quali andrebbero aggiunte le cifre relative agli acquisti di gennaio (cash e ingaggi di Emanuelson, Didac Vilà, Van Bommel, Legrottaglie. Per gli ultimi due sono stati pagati solo gli ingaggi). Marotta ha smosso a gennaio solo 300.000 euro cash per Barzagli.

40 sono invece i milioni di passivo che il CdA della Juventus ha certificato qualche giorno fa

Non commento. I 39,5 milioni di euro del passivo bianconero hanno cause che vanno al di là del mercato. In quella cifra rientrano alcuni numeretti legati al nuovo stadio e a perdite vecchie (in particolare le rate per i vecchi acquisti e le minusvalenze relative a Poulsen e Diego, per fare due esempi). Sul bilancio rossonero si potrebbe invece scrivere un libro intero, con numeri nemmeno lontanamente positivi e illeciti piuttosto ingegnosi sempre taciuti dalla stampa e poi convertiti in assoluzione dai soliti giudici, che a questo punto, proprio comunisti non sono.

In campo però la Juventus ha fatto fatica a ingranare

La storia dell’attuale Torneo Aziendale è inversa: la Juve ha ingranato bene, restando incollata alle prime fino a dicembre. Poi gli infortuni hanno avuto la meglio e il mese di gennaio, con Del Piero e Martinez e Del Piero e Pepe come coppia d’attacco, rimane il grosso buco di classifica. Mi sarebbe piaciuto vedere il Milan senza Robinho e Ibra per un tempo pari a quello in cui la Juve ha dovuto rinunciare a Quagliarella e Iaquinta, tanto per citare due nomi.

Il lettore converrà con me che questi non sono proprio dettagli ininfluenti in una stagione calcistica.

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