Lo stile è assente, i contenuti sono semplicemente vergognosi.

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Lui fa, lui disfa. Il richiamo alle regole e il conto presentato a Braschi è una delle cose peggiori di questo ultimo turno di campionato.

Moratti non conosce limite e dalla sua bocca escono concetti abbastanza incoerenti. Innanzitutto esiste un regolamento, palesemente violato proprio dai nerazzurri già dal 2003. In secundis l’arte di ricusare è ormai un vizio insopportabile: dalla Casoria a Rocchi, chi sarà il prossimo giudice ricusato?

Ma a destare – almeno in me, bestia bianconera – scalpore è la scarsa attitudine al rigore morale di chi va in TV in veste di presentatore e mediatore o opinionista. Nessuno ha sottolineato la gravità delle affermazioni, roba da deferimento puro. Già, deferimento: ormai Massimo Moratti è abituato a questa sanzione e tanto a lui, e agli amici suoi, non accade mai niente. Giusto una pacca sulla spalla.

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Perché per loro, lì a Milano, è così: le regole sono fatte per essere infrante.

Di Inter-Napoli viene perciò ricordata la prestazione di Rocchi, autore di una prestazione scandalosa:

  1. scandalosa perché ha annullato un gol a Pazzini. E pazienza se il replay ha confermato il fuorigioco di quest’ultimo;
  2. scandalosa perché il primo giallo a Obi è eccessivo e a darlo è proprio Rocchi che contro il Chievo, appena un anno fa, non cacciò via Eto’o per una tremenda testata a un avversario, dunque non si registra un accanimento di questo arbitro che poi non ha espulso un isterico Julio Cesar;
  3. scandalosa perché all’epoca di Mourinho questo arbitro si permise di espellere qualche interista e allora, a distanza di anni, quell’arbitro, questo arbitro non poteva permettersi di espellerne un altro, per una regola che non sta scritta da nessuna parte, se non in chi della malafede ne ha ormai fatta una professione;
  4. scandalosa perché il rigore, davvero inesistente, in realtà è frutto di un errore del guardalinee che non vede da dove parte il fallo e poi Maggio è furbo (si dice così, no?) a cadere praticamente sulla linea di fondo campo;
  5. scandalosa perché poi Rocchi, una volta che ha espulso Obi che ha abbattuto, perché il fallo è netto, Maggio lanciato verso la porta (pur da angolazione defilata) non ha aiutato la squadra nerassurra, per uno strano gioco di compensazione che – ripetiamo – ha senso di esistere solo nella mente di questo esuberante presidente.

Senza dimenticare le terribili sentenze, offensive e poco eleganti, emesse sopra una macchina, pronto a fuggire perché perdere è un grande esercizio di umiltà e serietà, e dunque traete voi le conclusioni.

Ma tant’é, dare in pasto Rocchi alla folla nerazzurra faceva comodo. C’è da tappare il ritorno della Grande Inter di Moratti. E pazienza se qualcuno pensa che il Palazzo sia contro: sarebbe da buffoni anche solo ipotizzarlo visti tutti gli aiutini per la squadra del petroliere e per il petroliere medesimo. C’è da coprire le magagne di una proprietà che non ha saputo più truffare il campionato e ha dato modo alle avversarie di uscire dai blocchi ben più preparate che negli anni postFarsopoli.

E fa specie sentire e vedere quel Ranieri. Sempre pacato, fin troppo, almeno era questa una delle accuse a Torino, ce lo ritroviamo isterico e con gli occhi di fuoco. Mister Claudio, le chiedo con sincerità e curiosità, davvero lei pensa che qualcuno vuole il male dell’Inter? Se la risposta, come prevedibile e come da lei anticipato, è sì… allora vuol dire che a Jean Claude Blanc va ascritto il merito di averla cacciata da una panchina che lei, certo, non ha meritato.

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