Menu Chiudi

Tag: rodomonti

Assolto Giraudo, ma condannato

Tranquilli, il titolo è presto spiegato. La sentenza del rito abbreviato ha sentenziato che Giraudo viene condannato per 1 anno e 8 mesi per frode sportiva e reato associativo. E fin qui tutto bene, tranne che la lettura di questa sentenza è davvero un pezzo di bravura in questa Italia. Bravura che nemmeno Asimov o Greg Bear hanno mai mostrato. Con calma, preparatevi una tazza di the caldo e mettetevi comodi.

Advertisment

Primo appunto. Su Rodomonti ci sarebbe da segnare tutta una serie di paragrafi col pennarello rosso in quanto sparisce la logica. Rodomonti, ex arbitro, non è imputato nel processo che oggi ha partorito questa fanta-sentenza. Era imputato in Calciopoli dove però è stato assolto. E su Rodomonti esistono diverse telefonate, scoperte solo dalle difese, che mostrano tutto tranne la fantomatica associazione imputata a Giraudo. Assolto in Calciopoli, nemmeno giudicato in questo rito abbreviato, prove non conteggiate epperò facente parte della Cupola?

Andiamo avanti. Lanese e Pieri e Dondarini, praticamente il presidente dell’AIA e due arbitri, sono stati assolti. Anche qui la domanda sorge spontanea: ma chi si è mosso per favorire la Juve? Giraudo con…? Con Moggi lo sappiamo, ma chi era in combutta con questi due se tutti vengono sistematicamente assolti?

Ha dell’incredibile quella che è a tutti gli effetti una accusa del PG di questo strazio di processo che indicando gli avvocati difensori rimprovera il fatto… rullo di tamburi… di aver prodotto prove portate in aula allo scopo di suscitare un “effetto teatrale”. Le prove in questione sono le famose telefonate finalmente ritrovate e che mostrano un quadro di Calciopoli sempre più vicino a Farsopoli, con ben altri protagonisti a delinquere, non di marca bianconera PIACCIA O NON PIACCIA. Ma che Giustizia è quella in cui si difende viene addirittura rimproverato da chi dovrebbe far rispettare la Legge?

Advertisment

Un piccolo assaggio di cosa accadrà dopo ce lo concede un nostro amico: partiranno denunce penali per le trascrizioni che invece l’accusa ha portato in aula un po’ monche o addirittura artatamente tagliate proprio per incastrare qualche individuo e scagionare qualche altro individuo che invece andava processato.

Pieri è stato assolto, ma perché? In sostanza, anche se non è andata giù al PG, si è mostrata una telefonata di una evidenza lapalissiana: dopo il match fra Juve e Bologna quel diavolaccio di Bergamo telefona all’arbitro Pieri per rimproverarlo. Già, il cuore rossonero di Bergamo non poteva sopportare che Pieri avesse assegnato una punizione alla Juve poi risultata decisiva. E’ un tipico atteggiamento di un affiliato alla Cupola di Giraudo e Moggi? Assolutamente no e infatti Pieri assolto, ma… Giraudo condannato. E sempre in questo caso il PG se ne sbatte della sentenza della Casoria in Calciopoli che ha già cancellato la farsa delle ammonizioni preventive, cioè la motivazione per cui Giraudo viene condannato per frode sportiva. Chi trova un collegamento in questo vortice di pazzia?

Intanto in assoluta anteprima siamo in grado di mostrarvi la foto della Camera di Consiglio che ha partorito quest’ennesimo aborto:

 

Advertisment

La coda di paglia

Eccola. E’ tornata. Ci mancava, lo ammetto. Perché davvero se non ci fosse, e non ci fossero i suoi dirigenti e quei fantastici tifosi che si ritrova, beh … credo ci sentiremmo tutti un poco orfani. Chi potremmo prendere in giro al bar tra una briosche e il cappuccio? E alzi la mano chi non ha simpaticamente deriso il collega tifosissimo di quella simpaticissima squadra davanti alla macchinetta del caffè in ufficio. O gli sfottò a scuola.

Advertisment

Anche perché loro stessi sono i primi a saperlo. E  ridersi addosso. Come si può dimenticare le parodie a Zelig con i mitici Ficarra & Picone che ridevano della panchina lunga composta da un centinaio di giocatori che neanche si conoscevano tra loro? O Giacomo di Aldo, Giovanni & Giacomo che in ospedale mette come pigiama la maglietta di Sforza. Dicesi SFORZA! (e poi si lamentano che non vincevano, ndr).

Poi però hanno cominciato a vincere sul serio e ci hanno preso gusto. Certo. Se dovessimo andare a sindacare su come hanno cominciato a vincere altro che post. L’enciclopedia Britannica dovremmo scrivere. Ma tant’è. Hanno vinto e tanto. Addirittura la coppa con le orecchie grandi. Quella più bella. Quella più prestigiosa. Quella che dà lustro e gloria. Quella che il presidente petroliere voleva  più di tutto, sopra a tutto. L’ultima volta che l’avevano vinta mio padre stava facendo il militare di leva. Un miliardo di anni fa. Ma loro sono riusciti ad eguagliare e perfino superare quell’impresa. Loro sono riusciti a fare il triplete! E gli sfottò si sono rigirati su di noi. Loro sul tetto dell’Europa. Anzi del mondo (mitica la vittoria col Mazembe, ndr).

Noi… lasciamo perdere.

Ovviamente durante quegli anni fantastici per i colori nerazzurri guai a parlare di favori arbitrali, sviste colossali, cene con GAGG (non gags alla Ficarra & Picone), di gesti delle manette e soprattutto di ben 58 (leggansi CINQUANTOTTO) giornate consecutive SENZA un rigore contro.

Sabato prossimo ci sarà Atalanta di Milano – Juventus, la partite delle partite, e i nostri cari amici hanno pensato bene di mettere le mani avanti.

Ha cominciato l’allenatore più vincente della storia mondiale (dopo Zeman ovviamente): “Spero finisca… L’arbitro non aveva fischiato, non si era preso questa responsabilità, se l’è presa il guardalinee. Pazienza, quest’anno va così. All’ottava giornata già cinque, è una cosa che fa notizia. Non ce n’è uno netto.”

Advertisment

Ha rincarato la dose il dirigente: “Quello che mi lascia perplesso sono i troppi rigori contro di noi: cinque in otto partite, mi sembra un record. E ancora più perplessità mi lascia il fatto che quasi tutti questi rigori sono perlomeno dubbi: sembra diventato molto facile dare rigori contro l’Inter, quasi ci fosse una gara. Non vedo lo stesso atteggiamento arbitrale in altri campi, per episodi analoghi a quello del rigore che ci è stato contro oggi”. 

Non ha ancora parlato il petroliere presidente. Ma è questione di minuti …

Casualità? Proprio alla vigilia della partita più sentita? Con l’atalanta milanese a 8 punti dalla Juventus? In piena crisi di gioco e con una difesa ieri sera ridicolizzata da un ragazzino di un metro e sessanta?

E vabbè, allora ditelo voi Juventini che avete la coda di paglia.

Può darsi ma in testa mi risuonano le parole di Bergamo a Rodomonti: “Le fatiche che hai durato non le devi mettere in discussione, fa la tua partita, non ce n’è per nessuno, e, se ti dico proprio la mia, in questo momento, se hai un dubbio, pensa più a chi è dietro piuttosto che a chi è davanti, dammi retta!”

Ma cosa volete juventini? Bergamo stava solo eseguendo gli ordini.  “la partita onesta, per carità, ma che non faccia errori a favore della Juventus, per carità eh…”.

E allora hai visto che avete ragione? ABBIAMO LA CODA DI PAGLIA.

Può darsi. Ma Andreotti non disse una volta: “a pensar male qualche volta ci si azzecca”?

Advertisment

Le telefonate scoop non riguardano Carraro

La Stampa era andata incontro a uno strafalcione bello e buono. Avevo scritto giusto due righe. E non intendo riaprire quel dibattito sul perché questo strafalcione era stato presentato come scoop.

Advertisment

La realtà è chiaramente diversa da quella dipinta dai giornali. Manca ormai poco e verrà svelata.

Ai tifosi più incarogniti e ai tifosi bianconeri basterà sapere che sì, la partita in questione è proprio il derby d’Italia, ma le telefonate in questione sono altre e di altro tipo.

O meglio: dello stesso tipo. Chi dovrebbe favorire la Juve pare disporsi in senso inverso, occupare un ruolo non già di complice, ma di oppositore.

Advertisment

Ambedue le telefonate dovrebbero riguardare il designatore Bergamo: nella prima è al telefono con chi dirigerà il match, nella seconda l’interlocutore esprime chiaramente i propri desideri. Tale interlocutore oggi è scomparso, pace all’anima sua. L’identità resta al momento ignota, almeno per chi ha deciso di mandare il cervello all’ammasso. Ciò non vuol dire che i fatti non siano gravi e che non si può intervenire in qualche modo.

Perché

l’onestà non può essere prescritta.

Andrea Agnelli

Advertisment

Calciopoli: una bufala e una notizia clamorosa

La redazione de La Stampa pubblica una notizia un po’ strana, di quelle che sembrano riesumate da un cassetto vecchio e polveroso, magari non pubblicata molti anni fa. E la pubblica presentandola come scoop o nuova. Ecco un piccolo stralcio dell’articolo:

Advertisment

Questa la ricostruzione dei fatti. Due giorni prima di Inter-Juve del 28 novembre 2004, gara finita 2 a 2, in un colloquio fra l’allora presidente della Federcalcio Franco Carraro (che sarebbe stato prosciolto da ogni addebito sia sportivo che penale) e Bergamo, il designatore spiega che sarà Rodomonti a dirigere a San Siro. «Mi raccomando, che non aiuti la Juventus per carità di Dio eh? Che è una partita delicatissima, in un momento delicatissimo, della Lega, eccetera…Per carità di Dio che non aiuti la Juventus. E faccia la partita onesta, per carità, ma che non faccia errori a favore della Juventus, per carita…», così Carraro al telefono, sottolineando a più riprese il contesto politico generale in cui si sarebbe svolta la partita.
La Stampa – 18 settembre 2011

Il dubbio forte è il seguente: che razza di lavoro giornalistico è questo. Sì perché guardate un po’ giù questo video…

Qualcuno si è perso molte puntate di questa vicenda. Ora, si dovrebbe quanto meno essere onesti e scrivere qualcosa come “chiediamo scusa ai lettori se non siamo informati, se non ci siamo informati, o se ci hanno espressamente proibito di informarci” prima di presentare un articolo su Calciopoli.

Sono state dette e scritte molte stronzate, perché il termine tecnico è esattamente questo.

Ma mettiamo pure che La Stampa ha fatto lo scoop e che Moggi porti questa intercettazione in aula. Quale sarebbe il risultato?

Advertisment

Ragioniamo.

Perché mai Carraro insiste nel chiedere il non aiuto della Juve? Interessa a me, tifoso bianconero, capire allora se prima c’era un progetto per aiutare la Juve. E come mai proprio contro i nerazzurri questo progetto naufraga?

Come mai l’interlocutore di Carraro – lo conoscete? – si affretta ad affermare che Rodomonti non arbitra la Juve da tanto tempo? Qualcuno è a conoscenza del ruolino di marcia della Juve con Rodomonti?

Di più. Mi interessa capire la sottile differenza fra il non aiuto e il danneggiare. Che un arbitro non debba aiutare una squadra piuttosto che l’altra è talmente palese che rimarcarlo fa appunto sorgere il dubbio che la regola, evidentemente, è proprio l’aiutare. In tal caso è  bene capire chi ha promosso questa regola, come si è manifestata lungo TUTTO l’arco del campionato e chi ne ha beneficiato maggiormente. E poco importa chi ha vinto il campionato e chi l’ha perso, perché, come sempre abbiamo detto, se truffi e perdi… allora l’aver truffato è una sorta di aggravante e non certo un reato depenalizzato dalla sconfitta. Semmai sei scemo due volte: perché hai truffato e perché, pur truffando, hai perso.

In ultimo: questa telefonata, inserita in un equo processo, che valore avrebbe? Detto in altro modo, qui ci sono due persone che sono da sempre state considerate – e pazienza se due Processi hanno smantellato l’ipotesi, anzi dimostrando l’esatto contrario – sodali, se non proprio sudditi, di Luciano Moggi. Ma questi sudditi tramano contro il loro imperatore. Perché è evidente la richiesta di Carraro: che non aiuti la Juve, cioè che favorisca l’avversario. Il “per carità faccia una partita onesta” stride a forza col concetto precedente.

La verità è che qui non c’è mai stato un impero, né sudditi né imperatore. Sarebbe questa, per quanto mi riguarda, la notizia clamorosa e chiedo scusa se qualche lettore resterà deluso. C’è stato un ring di battaglia con regole strane, molto particolari, forse per nulla regolamentari. E in mezzo a tanti imbrogli (perché o lo facevano tutti, da intercettazioni e fatti, o non lo faceva nessuno, oppure si guarda a chi è stato contestato l’articolo 6 e a chi è stato contestato l’articolo 1, please!) una squadra riusciva pure a sconfiggere i pieni perversi avversari. Sul campo, perché il campo non mente mai.

Di imperi io non ne vedo, tranne quello sportivo costruito dal Milan a cavallo degli anni ’90 e dalla Juve fino al 2006.

Esiste piuttosto l’impero del sesso, l’impero della moda, l’impero del petrolio… ops!

Advertisment