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Tag: rolando

Calciomercato Juventus: Sneijder e Rolando? Meglio i campioni!

Al volo: Sneijder potrebbe essere un nuovo Pirlo, quanto a rendimento in rapporto a prezzo ed età. Ci mette la mano sul fuoco Paratici. Io conservo qualche dubbio, soprattutto per il carattere dell’olandese.

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Sempre al volo: non capisco Rolando. L’unico Rolando che mi viene in mente è il personaggio di Aldo in Mai Dire Gol. E certamente non mi viene in mente Rolando se voglio sostituire Barzagli e rinforzare la mia difesa che dovrà proteggere scudetto e ogni altra partita da giocare.

Eppure sono i nomi caldi del mercato invernale bianconero. Il primo indicato specificatamente da Allegri che vuole un trequartista specialista. Il secondo chissà chi lo ha indicato e, francamente, poco mi interessa.

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Il punto è sempre lo stesso: per crescere, per crescere in qualità, per diventare grandissimi, occorrono i campioni. Occorre investire. Si parla di offerte al ribasso per Sneijder e Rolando, coi soliti meccanismi del prestito e la novità del non-lo-voglio-il-riscatto-obbligatorio. Si parla di pochi milioni di euro di budget, quando ci risulta che la Champions porti nelle casse svariati milioni di euro, e il solo Gabbiadini addirittura 6,5 milioni in questa tornata.

Il punto è capire come ci stiamo muovendo sul mercato invernale, oggi che la difesa preoccupa (che il Cielo protegga i tre difensori che ci rimangono e con i quali abbiamo costruito questa parte di stagione) e a sinistra c’è un buco enorme. Oltre che dopo Tevez e Llorente sembra esserci il vuoto assoluto, compreso un Morata poco utilizzato e quando utilizzato dall’inizio assolutamente deludente.

Insomma: si cresce o si vivacchia?

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Brivido Inter: Farsopoli 2 in arrivo?

Le dichiarazioni sono purtroppo simili a quelle che hanno accompagnato i primi 10 anni di vita dell’era Moratti. Quando non sai che succede, allora la colpa è di qualcun altro. Deve essere di qualcun altro.

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Nell’ordine, i tifosi nerazzurri stanno cercando di collegare le figuracce di Stramaccioni e Mazzarri con qualche nemico. FIGC? Lega? Juve? Qualche strana confederazione del male che ha preso di mira la terribile corazzata di Mazzarri? La difficoltà è associare il nome di Marotta a qualche oscuro presagio di dolosa operatività illegale. Tradotto: come avrebbe fatto Marotta a costruire la nuova Cupola?

In estate i giornali hanno esaltato il nuovo corso, guidato da Icardi e Belfodil: i nuovi Batistuta e Ibrahimovic, rispettivamente. 9 partite e 2 reti per il primo, 10 presenze e 1 rete per il secondo. Con l’argentino lanciatissimo verso una probabile carriera nel mondo hard.

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In difesa Rolando ricorda più il personaggio di Aldo, di Aldo Giovanni e Giacomo, piuttosto che un vero difensore. Mentre i 18 milioni di euro valutati per Ranocchia non trovano riscontro sul campo. Tanto per capire perché la squadra subisce così gli avversari, qualunque avversario, perfino il Trapani.

Il ritardo di 23 punti dalla vetta, già alla prima di ritorno, fa il paio con l’eliminazione dalla Coppa Italia. Gli arbitraggi sono la perfetta giustificazione all’assenza di controllo e di progetto. Comandano sempre gli argentini nello spogliatoio, mentre a livello societario bisogna capire solo se le decisioni vengono prese a dadi o a carte.

L’unico aspetto positivo è la cessione delle quote all’indonesiano che, a questo punto, si starà facendo parecchie domande su cosa abbia effettivamente acquistato, a parte i debiti e problemi in quantità industriale.

Alcuni anni fa, la pratica “delusione” venne risolta inscenando Calciopoli. Adesso che si inventeranno?

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La supermoviola? No, “parliamo di calcio”

Parliamo di calcio. Ora che non conviene a nessuno. Ora che conviene a tanti. Parliamo di calcio.

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Dai microfoni della radio a quelli della TV, passando per l’inchiostro sciupato nei giornali di ogni mattina. Polveroni, episodi nascosti, trafiletti, sommarietti opportunamente scritti. Da Varriale a Porrà, dai moviolisti Sky a quelli Mediaset. Parliamo di calcio?

Ci sta provando Conte. Da almeno tre anni, fin quando non sbotta come l’altro giorno contro la D’Amico. Fin quando non se ne può più. Il limite della pazienza e dell’educazione lo stiamo spostando sempre più in là, sempre più distante, fissando record mondiali inimmaginabili.

Il giochetto di istigare solo quando fa comodo a certi personaggi regge sempre in Italia. Solo in Italia.

Parliamo di calcio? Ok.

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I centimetri di Asamoah contro il Genoa sono ancora in fase di analisi. Intanto è passato il concetto che la Juve rubba, continua a rubbare. Solo che in quella domenica ci furono i due aiutoni al Napoli. Chiamiamoli aiutoni. Nessun motorino ha permesso però a De Laurentiis di scappare. Con Benitez che urlava ai microfoni “Napoli aiutato? Non scherziamo!”. E chi scherza, caro Rafa?

Già ieri sera non scherzavamo quando chiedevamo lumi sul rigore non dato a Cuadrado. Per dirla come i nostri amici tifosi antijuventini hanno fatto, e fanno, da anni: due piccioni con una fava, cioè favore al Napoli che ha portato a casa i tre punti e favore al Milan che Cuadrado non se lo ritroverà contro. Il Milan che si lamenta per la gestione arbitrale dei match: l’assenza di Meani pesa, a quanto pare. Perciò la colpa è di Parolo che anziché tirare da 40 metri ha fatto il furbo tirando da 38, mentre Montolivo continua a picchiare imperterrito senza possibilità di vedere sventolato il cartellino color rosso.

Eppure stamattina la Gazzetta non ha titolato “Napoli non così!”, né i tifosi hanno esclamato parole quale “scandalo”, “vergogna” e via così. Senza Juve, questa parole fanno poco effetto. Fanno vendere pochi giornali. Fanno meno numeri in tv e fanno fare meno caffè ai bar.

E mentre Rolando dà UNA MANO all’Inter di Mazzarri che continua a lamentarsi degli arbitri, episodio passato in sordina, qualcuno fa notare come la Fiorentina sia massacrata dagli arbitri (ma guai a far notare che il rigore contro la Juve non c’era, secondo il regolamento; e guai a far notare che Aquilani andava espulso). Campionato già deciso, dice qualcuno. Da chi e per chi è questione ancora ignota, almeno fino a quando Conte non prenderà la vetta del campionato. A quel punto sarà chiaro il “chi”.

Resta un dettaglio: “alla Juve manca un rigore: netta la spallata su Tevez” (fonte: Gazzetta dello Sport). Ma è un dettaglio: il rigore non concesso è solo per sviare le indagini. E poi… parliamo di calcio.

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