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Tag: roma (pagina 1 di 6)

Siamo la Juve e risvegliamo i morti

Scudetto praticamente in tasca. Solo imitando Ancelotti dei tempi migliori si potrebbe davvero sperperare il largo vantaggio. Che non è solo dei 9 punti, o 10, ma è puramente mentale. C’è comunque un problema.

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Nel pareggio con la Roma, e i pareggi del 2015, la Juve sta peccando di mollezza. Scarsa capacità di tenere alta la tensione mentale, scarso killer istinct che contraddistingue il nostro DNA. Quel maledetto senso di strapotere, quel maledetto senso di ammazzare situazioni, partite e avversario per imporre il proprio dominio, la propria forza.

Il pareggio di Roma lascia invece un piccolo lumicino, evitando alla Roma una mazzata psicologica goduriosa. Su questo Allegri deve enormemente lavorare.

Senza Pirlo e Pogba, con un Vidal ancora lontano dai suoi livelli, e con un 3-5-2 che si dimostra inadeguato per le idee di Allegri, la Juve non ha sofferto. Se non per colpe proprie. Colpe assolutamente proprie.

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C’è solo merito e demerito della Juve. Difficile capire i meriti dei giallorossi, attaccati stavolta ai 20 centimetri della palla arretrata da Tevez sulla punizione vincente. Tradotto: siamo ormai oltre il ridicolo, oltre al più insano pudore.

Proprio per questo serviva la mazzata. Per poi dedicarsi al tour de force che ora ci attende, fra Coppa nostrana, campionato e Coppa europea.

Serve diventare ancora più cinici e cattivi. Perfino bastardi.

Perché a godere non c’è mai limite.

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Genoa-Roma e i giornali Preziosi: #ersistema non vale sempre

Funziona così: gli house organ si muovono costantemente nella direzione che più conviene a determinati argomenti. E i direttori mettono colori e bandiere rispetto al giornale che stanno dirigendo. Funziona così da sempre, almeno laddove la libertà di informazione e la deontologia di critica giornalistica hanno ancora un valore.

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Così, ecco cosa si sta scatenando oggi sui giornali, quello rosa e quell’altro romano (e romanista).

Dopo il match fra Genoa e Roma, in cui la moviola potrebbe avere voce in capitolo, editoriali e articoli stanno cercando di ridicolizzare la sfuriata di Preziosi. Solitamente non accade quando di mezzo c’è la Juve, quando cioè si tende ad amplificare ogni minima voce di polemica proveniente dalla società che in quel momento ha sfidato la Juve.

Le parole di Preziosi sono state molto provocatorie, come al solito:

Stanno succedendo cose strane a Roma, non vorrei fosse coinvolto anche il calcio.

Fuorigioco sul nostro gol? Io non lo so se c’era, ma la decisione è molto dubbia. In 11 contro 11 non avremmo mai perso la partita.

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Ed ecco la risposta strepitosa di Baldissoni:

Le dichiarazioni di Preziosi credo siano un po’ sciocche, non meritano commenti. Sono sicuro che al presidente sono sfuggite, magari per l’amarezza e per l’emozione del post-partita.

Posso dire che se c’è stata una squadra aiutata in campo questa è stata il Genoa.

Da sempre noi preferiamo tenerci al di fuori delle polemiche.

Ricapitolando: Baldissoni ha già escluso la Roma come possibile obiettivo di critica, sia giornalistica sia giornalaia. Ha eluso la verità abilmente, sviato i sospetti, distolto l’attenzione sulle ultime due partite per cui la Roma si ritrova svariati punti in più in classifica.

La cosa bella è che i giornalai hanno seguito l’indicazione di Baldissoni ed è ripartita la polemica contro la Juve.

Antidoto possibile? Nessuno: abbiamo esaurito ogni briciolo di serietà come sistema Paese.

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Sappiamo come ha fatto la Roma

E’ finita da pochi minuti Roma-Sassuolo. Un pareggio beffa per i neroverdi che avrebbero anche meritato una giusta vittoria.

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Altra figuraccia per la Roma che comunque ha mostrato grande forza nella protesta.

Niente violino per Rudi Garcia stavolta che può vantare un rigore molto dubbio (per Cesari, Mediaset non c’era; analogo ragionamento per lo studio Sky) e un pareggio viziato da fuorigioco iniziale (non un metro, ma pur sempre fuorigioco) di Destro.

A Roma, si sa, protestare non è importante, ma è l’unica cosa che conta.

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Chissà che la strategia non sia corretta. Ci riferiamo a quel mostro di fair play che è De Sanctis che aveva ben illustrato la tecnica bianconero dell’influenzare l’arbitro. Mentre Garcia e compagnia bella aiutano spesso l’arbitro: con cadute, con vigorose proteste, con l’aiuto degli ululati del pubblico che protesta già al fischio iniziale dell’arbitro.

Così sappiamo bene come ha fatto la Roma a mantenere la scia della Juve che pure ha offerto più volte il fianco alla rincorsa giallorossa.

Aspettiamo le prime pagine di domani di Gazzetta e Corriere dello Sport, ma sappiamo già di non poter leggere scandalosi titoloni o editoriali che inneggiano alla regolarità del campionato. Figuriamoci: questi non sono furti, solo sfortunate sviste che – addirittura – fanno male proprio alla Roma. Figuriamoci!

E quel mani di Pizarro poi…

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De Sanctis, la Volpe, l’Uva e il complotto europeo contro la Roma

Esopo sarebbe stato felicissimo di poter scrivere una fiaba su Morgan De Sanctis. E probabilmente gli avrebbe dedicato “La volpe e l’uva”. O meglio, la mitica favola “Al lupo! Al lupo!”. Perché a Morgan ormai si fa fatica a credere.

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Brucia tanto il pareggio del CSKA, ma tant’è: il calcio è bello proprio perché anche crudele, proprio perché la logica ferrea non trova applicazione alla realtà dei fatti. Non bisogna però perdere la lucidità.

Così dopo il match, intervistato da SKY, il buon Morgan si è lanciato nella solita figura del piangina:

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Non lo faccio mai, ma il gol in fuorigioco… non protesto mai, ma era in fuorigioco… non sono abituato, ma avevo tre giocatori davanti…

La conosciamo a memoria questa storia. Non è mai colpa sua. E’ sempre colpa d’altri, e magari è un dolo strumentale di qualche tipo di complotto: in Italia c’è il famigerato ER SISTEMA ad aiutare la Juve, mentre in Europa siamo in attesa di capire quale oscuro organismo internazionale abbia preso di mira ‘A MAGGICA ROMA.

Nemmeno Caressa, cuore giallorosso, ha retto all’ennesima figuraccia di De Sanctis puntualizzando la non esistenza del fuorigioco e la totale inconsistenza del pianto di Morgan.

Ma Morgan è Morgan: non si smentisce mai. E sì che magari il pareggio pagava tanto alla SNAI…

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Finché c’è il Bayern, Roma sempre seconda?

7-1. Sette a uno. Altro record, purtroppo in negativo. E dopo sproloqui, e dopo tanto fango, ecco altro materiale marrone, stavolta dritto sulla testa della Roma e dei giallorossi. In Champions, quando le immagini fanno meglio il giro del mondo.

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Il destino sa essere molto duro, e così ti piazza una batosta, una umiliazione. Diciamola, dai: una specie di vergogna. Che è del calcio italiano, ma fortunatamente è soprattutto della Roma. Dispiace, ma sono fatti, anche se in Italia in pochi sono ormai abituati ai fatti.

Totti e il suo non presentarsi ai microfoni, da buon capitano

Col Bayern è sempre la stessa storia!

Esiste ciò che si chiama immagine, dignità, intelligenza. Ho amato per 18 lunghi anni Capitan Del Piero, uno che ci metteva cuore e soprattutto testa. Uno che ci ha sempre messo la faccia. Fortuna per lui, molte vittorie, poche sconfitte. Perciò suona strano non vedere Totti dire qualcosa dopo una tremenda tranvata.

Troppo facile uscire e sputare fuori sentenze, lui che agli sputi ci ha abituato. Troppo arduo presentarsi ai microfoni ieri sera? La vita però riserva cose belle e cose brutte. Vincere o perdere, l’importante è farlo da uomini. Ecco.

De Sanctis e il complotto europeo: er sistema in Europe

Sette volte si è chinato per recuperare quel pallone. Sette gol, cinque nei primi 35 minuti. A voler fare il calcolo esatto: 5 in 28 minuti. E’ certamente un record e questa è l’unica cosa che può insegnare a Buffon.

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A fine partita il buon Morgan stavolta non ha sparato contro il Bayern: nessun complotto, nessun sistema europeo, eppure il Bayern ha un suo stadio di priorità, eppure fattura milioni di euro a palate, eppure ha una storia politica forte.

Soprattutto, sembra profetica la sua stessa frase: “in Europa si vedono i veri valori”.

Umiltà e silenzio: lezioni da Guardiola per la Roma urlona!

Ma cosa vuol significare questa umiliazione? Soprattutto dopo due settimane di rompimento su complotti, sistemi, massimi sistemi, scuse, scandali, polemiche?

Le aree sono tornate a essere di 17 metri, ma purtroppo per Garcia i tempi erano di 45 minuti, anche se già dopo la mezz’ora la sua Roma ne aveva già presi 5. Troppo facile, caro Rudy, fare dell’ironia becera. Troppo più importante lavorare, con dedizione, passione e senza dimenticare la cultura dello sport che prevede pure la cultura della sconfitta.

Significa che non bisogna mai sottovalutare l’umiltà e il silenzio, nel tentativo di non soccombere all’arroganza e di non dire sproloqui.

Significa lavorare e accettare le sfide della vita che possono portare a vittorie, come possono portare a sconfitte. Il campo è l’unico giudice e purtroppo non mente mai. Non ha mentito a Manchester nel 2013, non ha mentito nelle due finali perse consecutive fra il 1997 e il 1998, e non ha mentito in Italia negli ultimi 3 anni, come negli ultimi 100 anni.

Bisogna solo recuperare un po’ di cultura, certamente molta educazione, di sicuro un minimo di dignità.

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Interrogazione Parlamentare: c’è il rischio che abilitino il risarcimento di Farsopoli?

E via, di polemica in polemica, di delirio in delirio. Se la politica non fa la politica, allora il calcio è certamente un argomento utile su cui rinvigorire la discussione. Sterile, futile, inutile, dannosa. E’ il caso dell’interrogazione parlamentare.

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Il caso è talmente divertente che rischia di trasformarsi in un boomerang per chi non riesce più a curarsi col Maalox. Con calma, partiamo da capo.

Juventus-Roma è finita, e al triplice fischio comincia il piagnisteo giallorosso. Se non puoi battere l’avversario, allora annuncia il complotto, denuncia il complotto, costruisci una storia con cui giustificare l’inferiorità ormai centenaria. Garcia usa il violino, ma alcuni parlamentari preparano una interrogazione. Già perché la Roma è quotata in Borsa. Anche la Juve, ma qui il punto non è né la Roma, né la Borsa, né il calcio. Il punto è l’odio profondo verso la Juve e quindi l’impulso irrefrenabile nel peggiorare la situazioni di fegati già malconci.

Al netto dell’antijuventinismo più sfrenato, l’interrogazione è perfino corretta: società quotate in Borsa rischiano di ricevere un danno diretto da situazioni non direttamente finanziarie. E qui viene il bello.

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Ma durante Calciopoli, perché nessuno ha mosso un dito visto che la Juve era quotata in Borsa?

Soprattutto: adesso, metti che l’interrogazione parlamentare venga effettivamente presa in consegna, con tanto di richiesta di risarcimento pronta da parte della Juve per le note vicende di Farsopoli, non è che si corre il rischio di giustificare proprio la richiesta di risarcimento bianconera?

Pensiamoci bene. Interrogazione chiama indagini. Le indagini faranno flop, perché sfidiamo chiunque a provare che Marotta è il nuovo Cupolaro e che Andrea Agnelli, alla berlina in Lega Calcio e in FIGC, regga il controllo di non si sa bene quale tipo di oscuro sistema che permetta di truccare le partite. Altro buco nell’acqua, altra vittoria bianconera, non bastasse il campo.

Allora: a che punto è questa benedetta interrogazione parlamentare?

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Totti: la Roma non è arrivata sempre seconda!

Dice Totti: “Con la Juve di mezzo noi arriveremo sempre secondi”. Purtroppo, ilarità a parte, è una dichiarazione falsa. Falsa come la pulizia di Totti e della Roma. Vediamo perché.

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Ripercorriamo gli ultimi anni della Roma in Serie A, mettendo in parallelo gli anni bianconeri.

Anno di grazia 2013/2014. Conte vince il campionato con 102 punti, mentre Garcia scrive il record di tutti i tempi in Serie A fermandosi a quota 85. 17 punti di ritardo. Roma seconda in classifica.

Anno di grazia 2012/2013. La Juve vince il suo secondo scudetto consecutivo con 87 punti. La Roma si ferma a 62 punti, sesta, ed è fuori dalle coppe europee. Ritardo in classifica: -25 punti.

Anno di grazia 2011/2012. Primo scudetto di Conte con 84 punti davanti il Milan di Allegri. La Roma chiude settima con 56 punti. Ritardo di 28 punti.

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Anno di grazia 2010/2011. E’ il quarto anno dopo Calciopoli. E’ la Juve di Del Neri che chiude settima a 58 punti. La Roma la precede di appena 5 punti, sesta. La Roma segna dunque un +5 in classifica e può accedere all’Europe League.

Anno di grazia 2009/2010. E’ la disfatta di Jean Claude Blanc. La Juve finisce settima a 55 punti. La Roma è seconda con 80 punti. Vantaggio di 25 punti.

Anno di grazia 2008/2009. Juve seconda a 74 punti, Roma sesta a 63 punti. Ritardo di -11 punti in classifica.

E possiamo scorrere indietro l’almanacco. Troveremo la Roma seconda solo pochissime altre volte, con sole 3 edizioni in cui primeggerà la classifica.

In definitiva, dal 2008 in poi, in 6 campionati, la Juventus è arrivata prima della Roma in 4 occasioni, segnando un complessivo vantaggio di punti di 51 lunghezze.

Caro Totti: che eri piangina lo sapevamo da un pezzo; che eri falso lo abbiamo riscoperto adesso!

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Juventus – Roma 3 – 2 / Finché ci sarà la Juve… tutti dietro!

Ha ragione Francesco Totti: “Finché ci sarà la Juve noi arriveremo sempre secondi”. Vero, verissimo. E lo scriva per bene sulla pietra, nella memoria, ovunque. Soprattutto negli almanacchi. Violini e racchette non servono. La Juve è sopra e ha già provato a dare una forte strattonata alla Serie A. Juventus 18, Roma 15, staccate Milan (11), Napoli (10) e Inter (8).

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Distanze da colmare già proibitive per le milanesi e gli amici di Pulcinella. Perché questo dovrebbe essere il tono con cui conviene scrivere simili articoli.

La Juve prova ad andarsene, con la forza del gruppo, magari con meno esasperazione di gioco come con Conte in panchina, ma i risultati fin qui non sono per nulla da buttare.

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Non accenneremo alle polemiche: francamente futili, ridicolizzabili alle battute di Garcia. Cominci a imparare la chitarra: è più divertente del violino e permette più agevolmente di cambiare musica.

I commenti non li risparmiamo. Juve troppo sorniona, ai limiti della pigrizia tecnica: poco incisiva coi centrocampisti (ormai sono due partite che soffriamo tratti del match in quella zona del campo, che è stata sempre a nostro appannaggio), con un Llorente in meno (lo spagnolo è in debito di condizione e di tiri in porta), e con una manovra molto lenta. Avevamo lanciato la paura dello stress, cosa che puntualmente è avvenuto: Pogba che non ha giocato da Pogba, Marchisio ovviamente stanco, Pirlo al rientro non al 100%, Vidal non ancora in perfette condizioni, e Pereyra in panchina. La lettura delle formazioni di Allegri non ha brillato negli ultimi due match.

E ora contiamo i pezzi recuperati (per Pirlo c’è spazio per mettere minuti d’allenamento), i pezzi che andranno via (compreso Vidal: qui la Juve dimostra veramente zero potere politico) e i pezzi che perdiamo (Barzagli 1 mese, Caceres chissà per quanto).

Lecchiamoci le ferite, ma godiamoci il primato solitario e l’ennesimo record messo in cassaforte (22 vittorie consecutive in casa).

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Juventus – Roma / La resa dei conti?

Allegri contro Garcia. Vale a dire: la nuova vecchia Juve contro una Roma indiscutibilmente in crescita. O ancora: una Juve in cerca di rivincita contro una Roma in cerca di conferme.

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Presentatela come volete, oggi pomeriggio si gioca la sfida delle sfide. L’anno scorso il record giallorosso ha voluto significare arrivare dietro di 17 punti. Quest’anno le due formazioni viaggiano in piena sintonia, a punteggio pieno, e con tanta voglia di staccare il più in fretta possibile l’avversario di turno.

C’è la Champions di mezzo, ma obiettivamente non sta apportando problemi. Non bisogna ovviamente incappare nell’errore di appaiare i due cammini tentando di sintetizzarne le differenze assolute fra le due squadre.

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Tevez contro Totti, ma non solo. E’ una sfida fra le difese meno battute del campionato, vale a dire oggi segnare sarà dura. E’ anche una sfida di condizione: Iturbe recuperato, Pirlo non ancora; De Rossi acciaccato, Barzagli ancora fuori.

La speranza è che le polemiche stiano fuori dai giudizi finali fra una dicotomia di campionato ormai acclarata: Roma e Juve, Juve o Roma.

Una cosa su cui entrambi i tecnici hanno le idee molto chiare: non è, non sarà e non può essere una sfida decisiva per lo scudetto. Di certo, in questo preciso periodo della stagione, lo è per il morale.

Ore 18. Juventus Stadium. Supersfida Juventus-Roma. Vinca il migliore.

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Serie A: la seconda giornata regala emozioni e verdetti

Una seconda giornata di Serie A con tante emozioni. Risultati a sorpresa, risultati sorprendenti. Gol a raffica, fatti e presi, protagonisti sugli scudi, qualche fischio di troppo partito dalle tribune a segnalare insoddisfazione.

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Tre squadre al comando, con modalità molto differenti. Con alcuni ritardi già clamorosi, o sintomatici delle distanze di forza.

Juve, Roma e Milan si contendono il primato. Bianconeri e giallorossi confermano lo strapotere, anche se in maniera diversa. I milanisti gongolano con Inzaghi in panchina, ma le riflessioni da fare sarebbero tante.

Perdono terreno Napoli e Fiorentina. I partenopei addirittura stanno vivendo più di una crisi: di gioco, di rapporti fra squadra e tifoseria, di equilibri fra presidente e allenatore. Non semplice, ma pompare troppo un ambiente senza prima averne verificato la reale forza implica anche questo tipo di rischio. La vittoria va al Chievo, la stessa formazione battuta dalla Juve 14 giorni fa. Lo shock Pepito Rossi sembra invece aver travolto Montella e la sua banda.

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Tutto facile, troppo facile, per le milanesi. I regali del Parma risultano decisivi, con un rigore in più e un rosso generoso (quello a Felipe). Ne va dell’umore comunque: Berlusconi è tornato e se ne vedono i frutti, a ogni livello, mediatico e non. Mentre Mazzarri può continuare a sfoggiare frasi che ricorderemo per sempre, scolpite nella pietra, nella categoria “ma davvero ha detto una tale stronzata?”. Chissà quanto durerà quest’effetto positivo. Certo, non sarà sempre Sassuolo. A proposito, provando a giocare con la perversione degli antijuventini: quante probabilità c’erano di ripetere lo stesso risultato di un anno fa, cioè 7-0?

Cade il Torino. Andare in Europa senza averne meritato il diritto sul campo sta costando caro ai granata. Involuzione di gioco, minore peso offensivo dopo la partenza di Immobile e Cerci, una nuova identità da costruire. Ventura avrà da lavorare, anche se la rosa pare ottima, a quel livello, e con quegli obiettivi.

Roma e Juve, dicevamo. Chiudiamo con le prime della classe. La Juve continua la striscia di ferocia chiusa a 102 punti lo scorso campionato. Identità tattica notevole, tasso tecnico migliorato, panchina lunga, gioco addirittura più bello a vedersi. Resta la favorita per un numero enorme di fattori. Il dubbio era: quanto perderà in sicurezza e voglia dopo l’avvio di Conte. Sembra averne guadagnato.

Mentre la Roma si avvicina sempre di più. Più sicura, più compatta. E’ venuta fuori da due partite complesse, il cui risultato ha forse raccontato meno di quello visto in campo. Se l’Empoli e la Fiorentina avessero avuto anche un solo attaccante in campo, probabilmente staremmo a raccontare dello sbocciare di un nuovo epico duello Juve-Milan.

Sarà un campionato eccezionale. Meno male. Sai che noia averlo chiuso già alla seconda?

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