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Tag: ronaldo

La scorrettezza di Galliani e il paraculismo di Mourinho

Troppo grosse per restare in silenzio. Così in questa mattina di domenica affrontiamo due semplici argomenti.

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Il primo riguarda il tweet del VicePresidente della Fiorentina. Un attacco chiaro e tondo ad Adriano Galliani. In questo caso vorremmo sottolineare due diversi tipi di atteggiamento da parte dello staff viola.

L’affare che ha fatto imbestialire il VicePresidente della Fiorentina riguarda il rinnovo di Ljajic. Il talento di Montella è frastornato dalle voci di mercato, soprattutto dalle promesse rossonere che sono arrivate direttamente in casa sua da un procuratore che a quanto pare non lo è ufficialmente. E’ Ramadani che sta conducendo le danze, mentre Galliani – furbo per qualcuno, scorretto per altri – ha agganciato il vecchio procuratore. La cosa principale che sottolinea la Fiorentina è che nessuno dei Viola ha dato l’autorizzazione a Galliani a trattare Ljajic. Scorrettezza smorzata da Della Valle.

Chissà perché i Della Valle abbassano i toni quando non si tratta di Juve.

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Il secondo caso riguarda Mourinho. Due sono le frasi ai limiti dell’idiozia:

Io ho allenato Ronaldo, quello vero e cioè il brasiliano.

A me Perez non ha voluto prendere Bale.

I soliti attacchi da chi di calcio non parla mai. L’attacco a Ronaldo, cioè il portoghese che ha tenuto a galla l’intero Real Madrid in questi anni, è veramente beota. Che abbiano o no avuto frizioni sono affari loro, ma almeno spieghi i motivi il caro Mourinho di una simile dichiarazione. Anche perché, riferendosi al suo periodo blaugrana quando portava le borse degli allenatori in prima, il buon Mourinho dovrebbe pure accennare ai dubbi di doping che hanno massacrato il Ronaldo vero, quello brasiliano (leggere Paura del buio, di Enzo Palladini; sentire Bernardino Santi).

Inoltre Mourinho sembra giustificare il flop al Madrid col mancato acquisto di Gareth Bale. Suvvia caro Mourinho, che figuraccia, l’ennesima. Il Real, sotto la sua gestione, ha speso vagonate di milioni di euro e ha portato a casa un campionato, una Coppa di Spagna e una Supercoppa di Spagna, quando l’obiettivo vero era l’Europa. Ci risiamo, insomma: mentre il popolo lo accusa di aver sporcato lo stile blancos e inficiato la storia del Real con atteggiamenti poco sportivi ed edificanti, con parecchie giustificazioni legate alla qualità del gioco espresso, lui si giustifica col mancato acquisto plurimilionario di un esterno sinistro. Cerchi di fare la persona seria.

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La moviola-processo di Pistocchi parzialmente scremata

Perché dico “parzialmente scremata”? Cos’è: latte?

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No, semplicemente ho la partita intera dello scontro Juventus-Inter del 26 aprile 1998 con telecronaca in giapponese.

Ho anche il video della moviola di Pistocchi.

Ci sono aspetti di questa moviola (per non dire “tutta” la moviola) che non mi convincono.

Chi vide in diretta la trasmissione, quella sera, o chi ha visto il video in due parti che la ripropone su YouTube, ha visto una moviola che dava l’idea di un arbitraggio pro-Juve al di là dell’episodio tra Iuliano e Ronaldo.

Nulla di più falso. Già, anche qui. Come nell’articolo precedente.

Perché? Perché quella moviola non rispecchia la realtà. Perché per Pistocchi ogni fallo juventino diventa da ammonizione. Vedere come enfatizza due interventi di Torricelli. Eppure, tra questi due interventi, quello in cui vuole il cartellino giallo al bianconero per un fallo su Djorkaeff, non mi convince. A centrocampo, Djorkaeff intercetta un retropassaggio di Zidane, Torricelli cerca di calciarla, ma interviene con un attimo di ritardo e la manca. Ci sta il fallo? Dalle immagini si vede un Torricelli che toglie via subito la gamba per evitare di colpire Djorkaeff e il francese che cade senza essere stato colpito. A questo proposito, mancano le immagini riprese dall’altra parte del campo (dall’angolazione di bordo campo in cui, come vedremo, viene ripreso un intervento di Colonnese su Inzaghi, come spiegherò più avanti), che forse dimostrerebbero meglio che un contatto non c’è stato. Anche perché la gamba di Torricelli è più in alto del ginocchio di Djorkaeff. Djorkaeff solleva i piedi da terra e piega le ginocchia come fosse stato sgambettato sulla caviglia (quella sinistra, per la precisione). Ma ciò non avviene! Djorkaeff sembra anche darsi una spinta col piede destro per cadere.

Pistocchi si dimentica (o forse ha fatto un taglia e cuci delle cose che gli interessavano, quasi fosse un Auricchio) che diversi minuti prima del primo intervento di Torricelli che contesta (quello su Ronaldo), Fresi fa un fallo abbastanza deciso su Inzaghi (gli rifila una ginocchiata sulla coscia destra) al 10′ del primo tempo. Ceccarini non ammonisce il nerazzurro.

Sempre il tifosissimo Pistocchi propone due falli ravvicinati di Davids su Cauet al 38′ e al 40′, come se la mancata ammonizione del primo fallo avesse falsato l’intera partita. Fosse successo a parti invertite, probabilmente il primo fallo (che non è stato ammonito) non sarebbe comparso nella moviola. Oppure sarebbe stato minimizzato, togliendo fuori la scusa del riconoscimento di un certo margine di discrezionalità all’arbitro e che in questi casi il regolamento si interpreta (come ho sentito dire in RAI, durante l’intervallo del derby milanese della Supercoppa 2011, su un fallo di Gattuso non ammonito, mi sembra su Sneijder)…

Passiamo al secondo tempo. Secondo minuto. Intervento di Colonnese su Inzaghi e successivo fallo di Iuliano su Moriero. Pistocchi li definisce “molto simili”(?).

Pistocchi vuole il giallo per entrambi.

Guardiamo attentamente gli episodi. Prima di tutto, Colonnese su Inzaghi avviene circa 5 secondi prima di Iuliano su Moriero. È un intervento molto scomposto, palesemente in ritardo: Inzaghi spazza la palla e Colonnese gli stampa il piede a martello sulla caviglia. Come intervento sarebbe da rosso, senza se e senza ma, perché rischia di rompere la caviglia all’avversario. Ceccarini sbaglia, qui, a non fischiare e 5 secondi dopo fischia il fallo di Iuliano su Moriero. Questo fallo è un semplice pestone al piede, probabilmente meritevole di giallo (accontentiamo Pistocchi, qua). Ma è nato da un fallo (ben più grave) non fischiato giusto 5 secondi prima. Un po’ come la tirata di capelli di Chiellini a Cavani che è arrivata dopo che l’uruguayo aveva rifilato una ginocchiata al Chiello. È meglio dire, dunque, rosso a Colonnese e giallo a Iuliano. Ma il fallo di Iuliano non doveva esistere, questo è il punto!

Passiamo più avanti. Qualche minuto prima del “rigoresuronaldo”, Simeone commette fallo su Davids, che a sua volta reagisce, e si scatena un putiferio, con Colonnese assetato di sangue. A questo proposito, Ceccarini dirà, in un’intervista al Corriere della Sera dell’agosto 1998, “L’intervento di Davids non l’ho visto; per questo non l’ho espulso”. Notare come Ceccarini ammetta di aver sbagliato sull’episodio della reazione su Simeone e non sul primo fallo dell’olandese su Cauet al 38′ del primo tempo.

Poco prima, dopo l’ingresso di Zamorano (che rilevava Moriero in occasione di un calcio d’angolo qualche minuto prima), era avvenuto un fatto strano. L’Inter doveva battere una punizione. Per inciso, la punizione per la trattenuta di Iuliano su Ronaldo, che costa il giallo al n.13 bianconero. E anche qui Pistocchi mette il fatto sotto la lente di ingrandimento, che ha come protagonista proprio il buon Mark (probabilmente per dire che questa ammonizione, sommata a quella precedente che non è arrivata, l’avrebbe espulso). L’area della Juve è affollata, Birindelli rileva Montero e si può procedere con la punizione. Ma Ceccarini interrompe il gioco per un episodio poco chiaro avvenuto in area. Gli interisti, con Zamorano in testa, lamentano una gomitata sullo stesso giocatore cileno, che la mima. Pare, però, che lo stesso Zamorano avesse reagito su Iuliano. Di quel momento, purtroppo, ci sono solo le immagini dell’inquadratura televisiva, che non chiarirà mai quanto successo. Pistocchi aveva la moviola per chiarire quest’episodio. Poteva far spuntare le immagini da bordo campo (che invece compaiono per lo scontro Iuliano-Ronaldo del 70′). E invece non lo menziona nemmeno. Noi, non avendo le immagini più vicine possibile all’azione, non sapremo mai cosa sia successo.

Anche per il rigore su Del Piero, Pistocchi minimizza a livelli ridicoli. Non solo minimizza il contatto, facendo vedere solo il momento iniziale, in cui West ancora non colpisce Del Piero; ma non parla di cartellini (e West era ultimo uomo). Inoltre crocifigge Ceccarini per non aver fermato l’azione quando Simoni era entrato in campo a protestare. Dicendo così, fa questo ragionamento: il rigore su Del Piero è meno netto di quello su Ronaldo, ma non doveva nascere perché anche non fischiando quello su Ronaldo, l’azione, per regolamento, andava fermata perché Simoni era entrato in campo a protestare.

Ragionamento, se vogliamo, anche giusto, per quanto riguarda il rigore che non sarebbe dovuto arrivare. Ma non poteva farlo pure per il fallo di Iuliano su Moriero, allora?

Intanto il rigore di West su Del Piero è netto, perché il difensore colpisce Alex a livello della coscia e lo falcia in pieno. Anche qui, l’intervento è scomposto e West era pure ultimo uomo! Del Piero sbaglia il rigore che, così, non inciderà sul risultato.

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Guardando la partita, poi, ho notato un altro episodio meritevole di moviola. Siamo circa al 10′ minuto del secondo tempo. Del Piero in possesso palla viene seguito sul fondo da Fresi, il quale gli rifila un colpo al volto (probabilmente, una gomitata) per vincere il contrasto e sradicargli la palla. E questo, Pistocchi?

Pistocchi mette anche uno sgambetto da dietro di Deschamps su Cauet. A suo dire, anche qui ci voleva un giallo. Per Deschamps.

Ma, guardando la partita, ho visto sgambetti da dietro degli interisti sugli juventini. Anche in questi casi, non ammoniti.

Alla mezz’ora, su rimessa laterale, Fresi e Cauet chiudono Del Piero, con il francese che sgambetta Alex da dietro. Pistocchi, quest’altro episodio non era forse meritevole di finire sulla moviola?

Durante i minuti di recupero del secondo tempo, Fresi sgambetta malamente, anche qui da dietro, Pecchia a centrocampo. Anche qui, nessun giallo. E quest’altro, Pistocchi non l’ha visto?

Vorrei far notare che l’unico sgambetto da dietro che Ceccarini ammonisce è quello di Zamorano su Davids, avvenuto prima della reazione dell’olandese su Simeone.

Nel caso dei falli da ammonizione juventini, Pistocchi afferma che durante il campionato gli interventi da ammonizione sono sempre stati puniti col giallo. Al che, chiede conferma all’accondiscente Baggio, che conferma in maniera non troppo convincente le parole di Pistocchi.

Falso anche questo, perché se andiamo a vedere diversi falli molto decisi di Bergomi, Galante, West, Colonnese, Fresi in varie partite, certi loro interventi non sono mai stati ammoniti!

E questo è stato uno dei punti più disgustosi di questa moviola orientante.

E, per finire, vorrei chiudere con questo episodio curioso, avvenuto all’ultimo minuto di recupero, con Cauet che va a bloccare intenzionalmente Del Piero, il quale l’aveva saltato e si stava spostando verso destra per evitarlo…

Qui, Pistocchi si guarda bene dal citare quest’episodio, confrontarlo con quello di 25 minuti prima e dare ragione a Del Piero…

PS: Appena possibile, pubblicherò queste sequenze in video.

 

Aggiornamento 24/11/2014: Ho pubblicato il video su Zippcast, perché non mi è possibile caricarlo sul mio canale ufficiale di Metacafe.

Contromoviola

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Iuliano-Ronaldo, dopo 15 anni non è ancora rigore

Questo 2013 è un anno particolare. Passerà alla storia come l’anno in cui è crollato il mito del gol di Turone.

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Pensate, ci sono voluti quasi 32 anni (10 maggio 1981 – 24 febbraio 2013) prima che Sassi dicesse che quella moviola era stata “acchittata” dalla RAI quella stessa sera.

E allora, perché non proviamo anche noi, a far crollare un altro mito dell’antijuventinismo?

Oggi è 26 aprile. Come ben ricorderete, 15 anni fa, si giocò lo scontro scudetto Juventus-Inter a 3 giornate dalla fine (31a giornata) del campionato di Serie A 1997-98.

Questa partita, per nulla decisiva per lo scudetto (che si decise, infatti, ben due giornate dopo!), è la partita del leggendario “Rigore su Ronaldo”, uno dei pilastri su cui è stata costruita la Farsopoli raccontataci dai media e dalla stampa nel 2006 (cioè quella del risarcimento all’Inter).

Bene, oggi questa leggenda diventa teenager!

La partita finì 1-0 per la Juve, la quale, pur non giocando una partita spettacolare, riuscì a tenere a bada una compagine nerazzurra che si affidava solo a calci piazzati e a qualche folata, con Ronaldo che nel primo tempo passa solamente una volta la difesa e tira fuori.

Oggi c’è una disinformazione tale, sulla contestualizzazione di quell’episodio (e della partita stessa), per cui molti sono ancora convinti che il presunto “rigore” su Ronaldo e quello successivo dato a Del Piero abbiano deciso la partita.

Nulla di più falso. La Juve aveva già trovato il vantaggio con un gol (arrivato da un’azione spettacolare) di Del Piero già a metà primo tempo. L’episodio di Ronaldo avviene al 25′ del secondo tempo (70′)!

Ah, e per la cronaca, Del Piero si è fatto parare il rigore che ci poteva portare sul 2-0.

Ma andiamo nel dettaglio. Mancano 20 minuti alla fine della partita, su un lancio lungo si avventano Torricelli e Ronaldo, col bianconero che respinge di testa; a questo punto, Zamorano raccoglie la palla ed entra in area e viene chiuso da Birindelli; la palla viene raccolta nuovamente, questa volta da Ronaldo, che vede arrivare Iuliano, la sposta all’ultimo momento e i due si scontrano. Torricelli spazza e da lì nasce un contropiede della Juve, portato avanti da Davids, che innesca Zidane sulla fascia sinistra, il quale a sua volta trova Del Piero, steso da West ultimo uomo.

Su YouTube potete trovare un filmato con commento di TMC in diretta in cui si dice “Qui c’è quantomeno un fallo di ostruzione di Mark Iuliano”.

Si riferisce a questa telecronaca, probabilmente, Pistocchi, quando, la sera stessa, si cimentò in una faziosissima moviola di distorsione antijuve (ma di questa, ne parlo nel dettaglio in un altro articolo).

Pistocchi, durante la sua “esibizione” (che poi ha orientato milioni di tifosi), ebbe a dire:

“[...] Ho sentito a questo proposito, oggi, qualcuno dire, con scarsa conoscenza del regolamento, evidentemente, che si tratta di un’ostruzione. Ricordo che, da casistica del regolamento del calcio, l’ostruzione c’è solamente quando non c’è contatto fisico. In caso di contatto fisico, c’è il fallo [...]“.

In realtà, Pistocchi dice le cose a metà. È fallo se il contatto avviene per volontà del difendente (che, sempre volontariamente, ostruisce). In caso di involontarietà, se è una casualità che deriva dalla dinamica dell’azione, rimane ostruzione anche quando c’è il contatto fisico. Qui non c’è volontarietà, perché Iuliano si accorge che Ronaldo sposta la palla, rallenta, allarga le braccia (per chiamarsi fuori dall’azione) e si gira a guardare il pallone. Nel frattempo, il brasiliano, invece di rallentare a sua volta e cambiare direzione, continua dritto sul difensore bianconero e lo travolge. Qui, più che ostruzione (sanzionata con la punizione a due in area) o fallo da rigore, c’è un fallo in attacco di Ronaldo. Molti dicono che è sfondamento. Dire “sfondamento” è improprio, in quanto lo sfondamento esiste nel basket e non nel calcio. Anche se il concetto del fallo di Ronaldo su Iuliano è più o meno quello. Ronaldo sposta la palla, è vero. Ma avrebbe dovuto spostare anche il corpo per subire fallo, qualora ci fosse stato contatto anche dopo il suo spostamento. Dalle immagini di bordo campo, sembra anche che Iuliano stesse tentando di spostarsi a sinistra all’ultimo momento per evitare l’attaccante. Sia dall’inquadratura televisiva standard, che da quella di bordo campo, si può notare il movimento delle gambe di Iuliano, atte a rallentare immediatamente e platealmente la corsa.

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Inoltre: come mai, se il fallo lo commette Iuliano, è proprio il bianconero a cadere per primo e, per giunta, in malo modo e più velocemente rispetto al brasiliano? Questo accredita ulteriormente il fatto che Iuliano aveva rallentato, e che è il Fenomeno ad andargli addosso (e NON il contrario). Si faccia il dovuto confronto con uno scontro simile che vede protagonisti Cauet e Del Piero al 95′, a pochi istanti dalla fine della stessa partita: Del Piero avanza nella metà campo interista, vede Cauet, sposta il pallone e si sposta verso destra; Cauet, quasi da fermo, porta avanti la propria gamba sinistra e blocca intenzionalmente il bianconero, che cade molto prima del francese. Ceccarini concederà il vantaggio perché sarà Zidane ad appropriarsi della palla, sulla trequarti.

Insomma, più che disinteressarsi della palla, sembra che il buon Mark si sia disinteressato dello stesso Ronaldo! Ribadiamo: il n.13 della Juve aveva allargato le braccia e si era già girato a guardare il pallone, perché era la sfera che seguiva, e non l’attaccante per fermarlo a tutti i costi (come, invece, afferma faziosamente il celebre spezzone video di un minuto e diciassette secondi del sito dell’Inter, che su YouTube compare in ogni dove).

La cosa veramente scovolgente di quella moviola è che si fece un vero e proprio processo all’imputato (Iuliano era in collegamento con lo studio di Mediaset, anche se non doveva commentare per la linea scelta dalla Juventus) in clima da caccia alla strega bianconera, con un Baggio totalmente accondiscente e che dava ragione a Pistocchi (e anche Galli, ex-milanista ed altro esibizionista della serata) su qualunque cosa, compreso il dogma del “rigore”.

All’episodio si diede da subito un’enfasi incredibile, solo perché avvenuto nell’area della Juve e durante la sfida contro l’Inter, la meravigliosa armata-scudetto di quell’anno (il “Napoli” di allora, per intenderci) che doveva vincere solo perché aveva Ronaldo, tanto che in Italia si scatenò un putiferio. Litigi nei bar, nelle scuole, ci fu anche un’interrogazione parlamentare!

E anche il povero Ceccarini, l’arbitro di quella partita, ne subì di tutti i colori. Su YouTube sono presenti video di giornalisti fastidiosi che lo accerchiano nel pre-partita (ovviamente, la partita era stata caricata da settimane prima, da parte meneghina, ricordiamo anche Peppino Prisco dopo la partita con l’Udinese: “Speriamo che domenica ci sia un arbitro ‘daltonico’, che non si faccia influenzare dal colore delle maglie”; insomma, dichiarazioni dettate dalla paura di perdere, in perfetto “stile” Inter), mentre era arrivato allo stadio per arbitrare, ma anche nel post-partita. Per non parlare delle minacce ricevute da lui stesso e dalla sua famiglia.

Insomma, si creò una “fine del mondo” (altro che millennium bug o profezia dei Maya) semplicemente perché non fu fischiato un rigore (“rigore”, perché questa divenne la vulgata ufficiale ed eresie non ne erano ammesse!) all’Inter nell’area della Juve durante lo scontro scudetto. Rigore che poi non c’era.

In diretta, su Telepiù, l’ex-arbitro Massimo Chiesa, guardando il replay, disse “No.. Per me, non è da calcio di rigore”. Lo stesso Ceccarini ammise di aver sbagliato. In un’intervista del 2009 disse: “Ero troppo vicino all’azione. Sembra un paradosso, ma qualche volta ti penalizza.  Ho perso gli ultimi due passi di Iuliano: nei miei occhi, lo juventino è fermo e Ronaldo gli piomba addosso come un tir. Non ho avuto nessun dubbio a lasciar proseguire; così come 30 secondi dopo non ho avuto dubbi a fischiare il rigore per la Juve. Il giorno dopo ho rivisto l’azione. Ho sbagliato. Cos’avrei fischiato a posteriori? Punizione a due in area. Non vorrei sembrare presuntuoso: per me è ostruzione”.

E, se vogliamo far dire la sua anche all’ “imputato” Iuliano, questi afferma: “Io ancora oggi dico che è stato sfondamento tutta la vita. Ero fermo e lui mi ha travolto come un tir, guardavo la palla. Dopo è successo il casino perché sul ribaltamento dell’azione Ceccarini diede un rigore a noi. Ma ripeto, per me non c’era assolutamente fallo”.

In ogni caso, a vederlo istantaneamente, a velocità normale e seguendo tutta la partita, l’episodio pare più uno scontro fortuito, anche se rimane la furbata di Ronaldo di cercare il contatto per il rigore. Furbata, probabilmente, partorita dall’ambiente della “pinetina” (durante quel campionato, andandomi a esaminare video delle loro partite, più della metà dei falli fischiati a favore di Ronaldo sono simulazioni di quest’ultimo), in cui non c’era certo il clima che invece si viveva nello spogliatoio della Juve di Lippi, squadra straordinaria che ricevette persino gli elogi di Ferguson.

Ancora oggi, Simoni e Pagliuca vanno a dire che quello scudetto fu “rubato al 100%” (sic!) e che Iuliano-Ronaldo decise il campionato.

Peccato che la matematica dica tutt’altro. Lasciando da parte la questione regolamentare (quella per cui, al massimo, ci poteva stare una punizione a due in area, volendo dare ragione a loro, e cioè fischiando a favore loro), ammettiamo che venisse concesso loro il rigore. Il rigore, solo qualora realizzato, avrebbe portato la partita sull’1-1. E non è detto che l’Inter avrebbe rimontato il risultato, dato che successivamente sciupa delle occasioni con lo stesso Ronaldo che calcia alto in curva. Oltretutto, anche la Juve ha avuto le sue occasioni di 2-0 dopo quell’episodio, in 20 minuti. La partita era il classico big match non spettacolare in cui la Juve, comunque, aveva controllato la partita. La Juve ha finito il campionato con 5 punti di distacco sui nerazzurri, vincendo lo scudo con una giornata d’anticipo.

Qualora Juve-Inter fosse finita 1-1 per questo rigore, il dato matematico ci dice che il campionato sarebbe finito con la Juve a quota 72 e l’Inter a 70, con la Juve che avrebbe vinto in ogni caso con una giornata d’anticipo. Se in caso di 1-1 ci fossero state motivazioni diverse per entrambe le squadre, questo non lo sapremo mai.

L’unico dato incontestabile è quello matematico.

Come il gol di Turone di 17 anni prima e come il gol di Muntari di 14 anni dopo, il rigore su Ronaldo è diventata la scusante degli avversari della Juve per giustificare il proprio fallimento nella corsa al titolo (sapendo di avere i media e la stampa a favore). E la moviola di Pistocchi fu un episodio di mistificazione della realtà che spacciò un fallo dell’attaccante per il rigore più netto della storia scandalosamente mai assegnato. Ladies and gentlemen, that’s Italy!

 

Vorrei creditare Ju29ro.com, dal quale ho attinto, in parte, per realizzare questo articolo.

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Doping e Milan: il caso Fuentes

Complotto? Con Berlusconi in campo la parola è sempre ben accetta, benché tutta da verificare in ogni sua sfumatura. Ci sono le elezioni e tutto è utile quando una storia può contribuire a incrementare il numero di voti. Compreso quest’ultima news.

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Arriva dalla Spagna lo scoop che tira in ballo il Milan nel caso Fuentes, il medico sotto processo a Madrid per doping. Fra le sue carte spunta il Milan accanto al nome della Real Sociedad.

Che Fuentes abbia avuto un ruolo significativo in Spagna, in merito al doping, non vi sono più dubbi. La Real Sociedad, indicata nel foglietto sequestrato con la sigla Rsoc, ha confessato. Ben 320mila euro per dotarsi di ormoni della crescita. Una confessione che ha spiazzato i giornalisti e soprattutto confermato le brutte storie legate al medico spagnolo. E sotto la sigla Rsoc spunta il Milan.

Riscontri? Sebbene il dottore sia legato molto al ciclismo, non si ha memoria dell’esistenza di squadre ciclistiche col nome Milan. Tutto il resto è da confermare.

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Resta il fatto che chiarezza andrebbe fatta, mentre abbiamo come il sospetto che la storia cadrà nel dimenticatoio molto presto. Per esempio oggi nessun titolo sui giornali, solo un trafiletto sulla Gazzetta. E non uno dei giornalisti senior a commentare.

Sul foglietto, datato 2005, si capisce pure che tipo di prodotto sia legato a quest’operazione: Insulin Growth Factor, ormone della crescita, identificato con la sigla Ig.

Ora molti cercano riscontri. Intanto basterebbe aprire una inchiesta, tipo quella che ha portato la Juve sotto processo per ben 10 anni e che ha portato al nulla assoluto. Anzi no: eccesso numero di farmaci. Fra questi nessuna traccia di doping. Probabilmente il processo era giusto, era l’obiettivo sbagliato. Bastava forse spostarsi da Torino a Milano.

Già perché in entrambe le sponde ci sarebbe da indagare. Da Ronaldo (il Fenomeno) a Georgatos, dalla Grande Inter di Herrera dopata col caffé alla censurata intervista di Javi Moreno. Per finire coi casi Gattuso e Pato. Ma siamo in Italia: interessa solo la Juve. Non la salute di tutti i ragazzi.

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5 maggio 2002: godo ancora oggi!

Mai una squadra aveva potuto contare su così tanto supporto. Trasferta a Roma contro una Lazio sfiduciata dai propri tifosi e completamente svuotata di obiettivi. Di più: i tifosi biancocelesti decisero di tifare Inter quel giorno e l’Olimpico sembrava San Siro.

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Moratti e Cuper giunsero a quel pomeriggio con 2 punti di vantaggio sulla Roma e 1 punto di vantaggio sulla Juve. Esisteva solo una remota possibilità per perdere lo scudetto: giocare da Inter. E così fu!

La Juve di Marcello Lippi, alla sue seconda avventura in bianconero, parte fortissimo in quel di Udine: gol di Trezeguet e gol di Del Piero. Poi tutti alla radiolina a seguire la partita di Roma. La Roma avanza anche lei: vince, ma a quel punto i sogni tricolore sono annientati dalla doppietta della Juve. E a Roma che succede?

Succede che l’Inter di Vieri e Ronaldo al minuto 12 è già in vantaggio. Clamoroso errore di Peruzzi, già ex bianconero ed ex nerazzurro, e grande regalo a Bobo Vieri. Uno a zero per la squadra di Cuper e tutto sembra risolto. Già, sembra!

Perché quell’accozzaglia di figurine riesce nell’impresa di dar vita a Karel Poborsky, venuto a Roma per far rivivere i fasti di Nedved e riuscito solo a farsi odiare al punto tale che quando questi pareggia al minuto 19 tutto lo stadio gli grida contro frasi irripetibili. Pazienza. 1-1 e per quanto mi riguarda la partita finisce qui. Perché una vera corazzata quella partita non poteva né perderla né pareggiarla, perché una Lazio in quelle condizioni, in uno stadio in quelle condizioni, doveva essere distrutta dimostrando una forza fino a quel punto mai veramente espressa, tranne nei soliti spunti dei singoli. L’Inter si scioglie.

E sì che la Lazio decide di regalare un altro gol: stavolta è Di Biagio a metterci la testa in un nuovo calcio d’angolo dubbio e la squadra nerazzurra è di nuovo avanti. Riscoppia la festa nelle tribune. Ma è un fuoco di paglia. Zero personalità e zero coraggio. Vincere non è semplice.

Apoteosi sul finale del primo tempo: uno dei terzini più graziosi della storia del calcio dà un’altra pompata di ossigeno a Poborsky. E’ doppietta ed è 2-2. La Lazio riagguanta il match e a 45 minuti dal termine del campionato la Roma è terza a pari punti e la Juve è prima. L’Inter è seconda a pari punti con la Roma. Ma non è finita.

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Sono sempre stato curioso di capire cosa Cuper ha detto ai suoi negli spogliatoi. Ma in fondo, chissenefrega. Quello che va in scena nel secondo tempo è la storia di Moratti figlio: ridicola.

Toldo non riesce a opporsi a Simeone che infila il 3-2. E Materazzi comincia a piangere, mentre Ronaldo non riesce a fermare le lacrime in panchina. Lo stadio è ammutolito e non gioisce nemmeno quando Simone Inzaghi firma il definitivo 4-2. Lazio batte Inter e poco prima la Roma aveva messo il sigillo sul secondo posto imponendosi a Torino (guarda tu che storia?!).

In tribuna Moratti ha finito il pacchetto di sigarette, mentre Tronchetti Provera è una statua, inerme.

Di questo giorno ricordo una terribile goduria: vincere è bello, così è impagabile. Perché per quanto la si voglia girare, la Juve ha incamerato più punti di Roma e Inter e ha vinto il campionato. Perché solo l’Inter poteva perdere quel campionato e la situazione era fra le migliori. Perché non si trova traccia di arbitraggio sospetto o di accordi Lazio-Juve (figuriamoci). Eppure… molti sostengono che l’inizio di Calciopoli sia proprio questa data.

E non uno che ricordi a quell’imbecille convinto di diventare Campione d’Italia che proprio quel giorno doveva rassegnare le dimissioni, perché il calcio è una cosa seria. Perché quel giorno doveva decretare il suo personale fallimento nel mondo del calcio. Perché gli errori commessi in fase di mercato sono enormi. Semplicemente… perché non aveva classe per vincere, e non bastano i soldi per portare a casa i trofei. Cosa che sarà in realtà smentita dai fatti dal 2006 in avanti quando i trofei non sono stati vinti… ma comprati!

Ma la memoria è talmente lucida e lineare… che godo ancora oggi, come 9 anni fa!

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