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Tag: ruggiero-palombo

E dopo Juve-Roma, caro Conte scordati l’assoluzione

Chissà Petrucci come avrà seguito il match. Chissà la sua faccia al 19esimo minuto di gioco quando già la Juve viaggiava tranquilla sul 3-0. Chissà la sua reazione quando Rizzoli ha mandato tutti sotto la doccia con 1 minuto di anticipo rispetto alla tabella di marcia.

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Chissà se avrà alzato il telefono per assicurarsi che a Conte non venga concesso alcun processo equo, né serio. Chissà se avrà fatto le sue solite pressioni ora per salvare il figlio da omicidio colposo con foglio rosa e macchina CONI, ora per l’amico Moratti che necessitava di prescrizione, ora per mettere fine alla farsa Conte… perseverandola.

Caro Antonio, miglior allenatore d’Italia pur lontano dalla panchina, scordati l’assoluzione. L’hai combinata grossa anche stavolta. Dopo 50 partite l’hai combinata grossissima. Ancora una vittoria, ancora una supremazia schiacciante, con qualche titolare fuori, con una forza d’urto spaventosa.

E se Zeman dice sempre la verità, anche scomoda, eccotela servita caro Petrucci:

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Questo è uno stadio molto bello, la prima volta che venivamo, stadio per fare spettacolo, ma l’ha fatto solo la Juve. Non abbiamo fatto calcio, loro sono più forti.

Il calcioscommesse sembra non aver scalfito la Juve, anzi pare averla resa ancora più cattiva e desiderosa di vendicare l’ignobile trattamento riservato al condottiero Conte.

Petrucci e Abete, Abete e Petrucci. La conferma di Palazzi è solo la testimonianza più diretta del vero sistema mafioso, per dirla come nel Processo GEA dove la fantomatica cupola è stata smontata già in primo grado. Lo scritto patetico e assurdo di Ruggiero Palombo sulla serietà di Palazzi non fa altro che aumentare la libidine… doppia libidine… libidine coi fiocchi (cit. Gerry Calà) che i tifosi juventini tutti stanno provando. Ormai siamo ridotti a far parlare il quarto allenatore di turno dopo che Conte, Alessio e perfino Carrera sono stati silenziati dalla Società per ammorbidire i toni e mostrare uno stile immenso che cozza con la bassa moralità di questa itaGlia.

E dopo questo 4-1, questo cappottone che poteva anche essere più largo, di almeno due o tre taglie, caro Antonio… scordati l’assoluzione.

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Il caso Criscito: sicuro non aver rovinato un ragazzo?

Attenderemo le indagini, ammesso che qualcuno conservi ancora un po’ di fiducia nella magistratura italiana, e valuteremo. Valuteremo soltanto dopo, senza per questo aver messo in croce Mimmo Criscito.

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La vergognosa campagna stampa, lo stucchevole, quanto vomitevole, blitz delle 6 e 30 del mattino a Coverciano, lo sciacallaggio mediatico che lo ha investito hanno poco a che fare con termini quali “informazione”, “etica”, “coerenza”.

L’itaGlia purtroppo è ormai composta da squallidi individui in possesso del tesserino da giornalista. Incapaci di lavorare al meglio, incapaci di redigere vere inchieste, incapaci di esercitare la libera professione del “penso, dunque scrivo” si rifuggiano nel vecchio e classico metodo de “la caccia al mostro”. Chiunque esso sia, l’importante è puntare un obbietivo e distruggerlo. Questo per il bene della tiratura, unico vero padrone di questi individui in possesso del tesserino di giornalista.

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Così gente come Mensurati e Ruggiero Palombo, tanto per citarne due, possono permettersi, penna alla mano, di scrivere quel che gli passa per la mente, senza riscontri, senza aver mai veramente indagato, senza usare la logica. Solo il vile gusto per il protagonismo: per una firma sul giornale si fa veramente di tutto.

E così sul giornale ci finiscono i soliti, se juventini meglio visto chi comanda e gestisce, de facto, la linea editoriale di quei giornali. Ma i soliti, tipo Buffon e Conte, hanno spalle larghe a sufficienza per reggere e respingere il fango che gli viene lanciato contro. Ma poi ci finisce pure Criscito, per una fotografia che può dire tutto e, sinceramente, può dire anche poco. Molto poco. Ma che importa? Il mostro è in prima pagina, anche forse per coprire altra gente, magari altri nomi, magari più grossi, magari più vicini a quella linea editoriale di cui sopra.

Risultato: la carriera di Criscito, per un semplice gusto personale degli autori di quegli articoli, è a rischio. Perché se qualche imbecille segue fedelmente queste firme il povero Mimmo Criscito si troverà ormai segnato, nonostante la giustizia, forse fra poco, probabilmente fra qualche anno, lo assolverà o ne limiterà di molto la posizione.

Basti pensare a quello che alcuni imbecilli stanno facendo girare su Facebook: ridurre Criscito a ex juventino, quindi ladro, quindi uno da ammazzare. Senza contare che appena un anno fa era nei desideri di Napoli e Inter, tanto per citare due squadre che in questo scandalo ci sono dentro fino al collo, nonostante Repubblica e Gazzetta hanno già assolto tutti. Siamo veramente ridotti a questo? Sì, pare proprio di sì e in un paese del genere non vorrei abitare. Così chiudiamo con un semplice desiderio: speriamo che chi ha imposto questo possa soffrire le stesse pene, anche di più, di quelle sofferte da Criscito. Saremo qui a scrivere e sproloquiare sul loro conto… o forse no.

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Guido Rossi e le sue stronzate. Dette e fatte!

E’ un tipo strano Guido Rossi. Interista ed ex-consigliere d’amministrazione interista messo a capo del calcio italiano. Tutto solo, senza controlli e regole. E lui le regole le ha scavalcate, violentate, pestate e messe da parte per un orgoglio tutto personale: anni e anni di insoddisfazioni e batoste prese sul campo vendicate in perfetto stile nerazzurro.

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Guido Rossi è proprio un tipo strano. Lo chiamano “Professore” e capisci subito perché la scuola italiana è andata a putt**e!!!

Ma è la nostra itaGlia è c’è sempre posto e spazio per tipi come lui. Che infatti tornano a parlare, a sproloquiare liberamente senza che un cronista, un giornalista, un addetto delle pulizie delle redazioni nazionali ponga al Professore qualche domanda:

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  • perché sono state modificate al volo le regole giurisprudenziali nel 2006 eliminando un grado di giudizio ed eliminando la possibilità di difesa per gli imputati?
  • perché le intercettazioni nascoste sono rimaste tali?
  • perché si è evitato l’uso di filmati come prova documentale dei reati e delle frodi?
  • perché la squadra che aveva poco di etico ha ricevuto un regalo uno scudetto che non era stato minimamente sfiorato dalle indagini?
  • perché non è legittimo sospettare un conflitto di interessi fra Guido Rossi tifoso nerazzurro ed ex membro del CdA nerazzurro col ruolo di Commissario Straordinario Supremo Assoluto della Federcalcio?

Ma soprattutto che razza di persona è uno che a distanza di anni, con quanto emerso in un processo a Napoli, dice queste cose:

Sono stufo di queste cose e quelli che dicono le stronzate vanno fatti tacere.

Bene allora taccia e si vergogni. Ah già, con quel curriculum la vergogna non è ammessa: è talmente palese…

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Altri 3 saggi valuteranno l’esposto della Juve sulla revoca dello scudetto all’Inter: ecco chi sono!

Sarà un punto di svolta?

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Un altro? Un altro ancora? In realtà non ci crede nessuno, ma la vicenda è interessante. O imbarazzante, dipende qual è il vostro livello di dignità intellettuale. Di certo, sarà comunque una farsa. Un’altra ancora.

Antefatto

Il 10 maggio 2010 Jean Claude Blanc, uno e trino della Juventus Football Club, firma un esposto clamoroso. La Juve chiede, con quel documento, la revoca dello scudetto di cartone che Guido Rossi rifilò all’Inter arrivata terza in quel campionato.

Andrea Agnelli nel frattempo diventa Presidente di una società allo sbando più totale e in meno di 1 mese prova a rivoltare rosa e dirigenza. Ci riuscirà soltanto nel corso dei mesi. Ma l’esposto è cosa fatta e, anche solo per dovere di rappresentanza, deve difenderlo. Lo difende tramite conferenze stampa e dichiarazioni del tipo “attendiamo una risposta”, “aspettiamo il lavoro della federazione” e concetti analoghi. Mendicava, fra l’altro, premura e fretta.

Bene, 13 mesi dopo, anzi 14 ormai, si attende ancora una risposta da parte del SuperProcuratore Palazzi e da parte di Abete, una sorta di estroflessione di quel Carraro che da Calciopoli se la cavò con pochi euro di multa.

Da dicembre 2010 a aprile 2011 Palazzi ha lavorato sulle carte in attesa di una relazione che ancora deve essere presentata. Forse pure scritta, vista la clamorosa e sospetta lentezza del SuperProcuratore. Quali siano le carte e quali le conclusioni, con questo personaggio molto ambiguo e che sprizza fiducia anche meno di Giuda all’Ultima Cena, non lo sa nessuno, proprio nessuno! Ci si attende perciò un colpo da novanta quando finalmente vorrà pronunciarsi sull’esposto. Intanto ha chiesto la radiazione di Moggi, fermandosi de facto al 2006, come se un Processo a Napoli non sia stato fatto, come se avvocati e periti non abbiano portato alla luce un nuovo mondo di intercettazioni dalle quali emerge chiaramente la posizione poco etica e pulita della squadra del petroliere più potente del calcio italiano.

Sì perché intanto si è scoperto che l’Inter parlava con gli arbitri e intratteneva rapporti NON AMMESSI E PUNIBILI CON ESCLUSIONE DAL CAMPIONATO DI COMPETENZA con un arbitro in attività, trattava e parlava con i designatori e dirigenti federali, aveva strani rapporti con la Telecom di Tronchetti Provera e chissà ancora cosa non sappiamo!!!

Cosa c’è dentro l’esposto?

Ma l’esposto, che non tutti hanno letto, o che molti hanno letto e occultato opportunamente, dice una cosa ben più importante della semplice verifica della idoneità etica dell’Inter a ricevere uno scudetto mai realmente sfiorato in campo. L’esposto contiene un paragrafo molto molto interessante: la richiesa di parità di trattamento con tutte le società già coinvolte in Calciopoli o tenuto fuori da Calciopoli (abilmente, aggiungo io!).

In caso di accoglimento delle richieste bianconere, e non si capisce il motivo di un eventuale rigetto, la Federazione sarà costretta ad applicare un articolo previsto dal Codice di Giustizia Sportiva, ossia il Numero 39. Un numero che probabilmente è negli incubi più tremendi di Moratti e dei tifosi intertristi.

Abete sta cominciando a sentire la famosa voce del silenzio. Tredici mesi sono tanti, sono lunghi e sono vergognosi. La risposta tarda ad arrivare… dunque la Federazione ha la coscienza sporca, come disse il Nostro Presidente Andrea Agnelli. E allora ecco il colpo di genio di Abete, una persona che prima viene cacciata, meglio è per il movimento calcistico italiano.

Ancora saggi!

Nel 2006 Guido Rossi, padre padrone di una intera federazione lasciata in balia di mezzo CdA intertrista, dettaglio sfuggito ai più, varò il comitato dei saggi, tre figure importanti e altamente qualificato che espressero totale dissenso a un’azione vergognosa e molesta di questo signore che fu premiato dalla Exor con un contratto di consulenza. Pazzesco, eh!? No, semplicemente una storia italiana!

I famosi saggi! Che ora ritornano, visto che Abete, impaurito dall’esposto e dall’immobilismo di Palazzi, è deciso ad affidare un consulto a un nuovo comitato di saggi. Probabilmente tale comitato sarà composto da Moratti, da TopoGigio Paolillo, da Tronchetti, perché no?, e da qualche altro componente del CdA nerazzurro, in perfetta continuità col 2006.

Sì perché per leggere e valutare le carte emerse da Napoli occorre semplicemente un po’ di tempo libero e un po’ di coscienza morale. Dubito che i signori che comodamente trafficano la Federazione Italiana/Interista Giuoco Calcio siano dotate di coscienza morale. Perciò non capisco l’utilità di un comitato di nuovi saggi. Ma tant’é, è l’ennesimo tentativo di allungare i tempi.

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Doveva essere tutto ok per il 30 di giugno, cioè oggi, invece si andrà per il 18 di luglio, anche se l’anno non è stato specificato.

Un paio di stranezze le possiamo però già sottolineare:

  1. perché le telefonate dell’Inter sono saltate fuori soltanto nel 2010 e soltanto grazie al tremendo sforzo degli avvocati di Moggi? Perché erano state abilmente occultate da Palazzi & Soci?
  2. perché non erano state avviate indagini sull’idoneità etica dell’Inter PRIMA CHE LE FOSSE REGALATO UNO SCUDETTO NON SUO?
  3. perché Guido Rossi, a 5 anni di distanza, rifiuta di rispondere a domande legittime sul suo operato in Lega Calcio?
  4. perché Palazzi sta perdendo così tanto tempo per esaminare un materiale che ai più pare essere limpido, chiaro e molto molto semplice da capire?

L’iter dell’esposto

Cosa avverrà?

Semplicemente Palazzi trarrà le sue conclusioni presentando una accurata relazione, speriamo non priva di riferimenti, dettagli e giustificazioni nei passaggi chiave, almeno! E trarrà soprattutto le conclusioni di natura giuridica.

Successivamente sarà compito del Consiglio Federale mettere la parola fine a questa farsa. Probabilmente revocando lo scudetto all’Inter e NON ASSEGNANDOLO! Perché restituirlo alla Juve, a 5 anni di distanza, dopo la distruzione della Juve medesima… beh non voglio immaginare le mie possibili azioni.

Abete, in ogni caso, si farà un nemico: o il buon Moratti che ha minacciato di dimettersi, come un semplice buffone che getta la maschera e scende giù dal palco conscio di non aver divertito il pubblico, o il buon Andrea Agnelli che andando contro la Famiglia ha comunque portato a termine un lavoro oneroso e dovuto. Anche se questo è solo un piccolo, piccolissimo passo verso una naturale rivalsa.

Nel frattempo la Cazzetta Rosa, quella specie di comitato di leccaculo noti col termine, improprio, di giornalisti sportivi, sta cominciando la campagna pro prescrizione. Scoperto cioè l’inganno, ora tentano di insabbiare il tutto, come ampiamente fatto nel corso di questi 10 anni. Con Palombo che improvvisamente si è risvegliato da un torpore lungo 1 anno e che è tornato a scrivere ignobilmente seminando stronzate e cazzate.

Ma Abete deve una risposta: al popolo bianconero, ai tifosi di calcio (almeno quelli che credono ancora in questo sport, e non sono molti in Italia). Mentre gli intertristi stanno già pensando a come sviare i discorsi. Ma per fortuna, a fare le loro veci, ci pensa Palombo, Arturi e i malfattori-travestiti-da-giornalisti della Cazzetta dello Sporc!

Moratti si ribella

Come in una commedia riuscita male, di quella che non ti fa ridere né riflettere, Moratti ha commentato l’arrivo imminente della relazione di Palazzi e ha rilasciato queste dichiarazioni da neuro-dramma:

Non è possibile e non è giusto che ci venga tolto lo scudetto del 2006

Alcuni smemorati ricorderanno come finì quel torneo:

  • Juventus, 91 punti;
  • Milan, 88 punti;
  • Inter, 76 punti.

La Juve vinse 2-0 a Torino, con gol di Nedved su punizione e Trezeguet, e andò a vincere pure a San Siro con Ibrahimovic servito da Camoranesi e punizione magica di Del Piero. Fu lo scudetto 29, l’ultimo mai assegnato nella storia italiana. L’anno successivo venne inscenato un Torneo Aziendale sponsorizzato dalle due squadre milanesi tuttora in vigore.

Viva l’Italia dei Saggi!

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Tu juventino che compri la Gazzetta dello Sport… vergognati profondamente e pentiti!

Provo molta pena per chi, a patto che non sia costretto per professione a farlo, compra ogni mattina la Gazzetta dello Sporc, giornalaccio rosa costretto a inchinarsi al volere del duo Moratti-Galliani e prono a una RCS che certamente terza e obiettiva e non-schierata non lo è mai stata!

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Provo molta pena, soprattutto, se colui che dona 1 euro al giornalaio di fiducia tifa Juve. Un po’ come Emilio Fede che compra Il Fatto Quotidiano o Bossi che grida “Forza Napoli!”. Un controsenso allucinante.

Perché poi il tifoso si fa abbindolare dalle chiacchiere futili e volgarmente moleste, intellettualmente parlando, dei vari Palombo, tanto per citarne uno. Gente che la professione del giornalista non sa cosa sia perché non conosce il significato della deontologia, figuriamoci onestà intellettuale e dignità professionale. Gente platealmente schierata e convinta di azionare ogni giorno una macchina del fango sempre pronta a sparare a zero sulla Juve e su chiunque si frapponga fra i successi rossoneroazzurri.

Una sorta di quotidiano degenerato a house organ.

Se non fosse per i barbieri e i bar costretti a comprarla per richiamare al caffé un po’ di lettori della mattina appassionati… i numeri della Cazzetta Rosa sarebbero ben diversi da quelli attuali. Tant’é, ogni giorno molti si recano a comprarla. E quelli che poi la leggono, quindi esclusi i muratori che ci fanno i cappellini, le casalinghe che ci incartano il pesce, e altri che che ci foderano i sacchetti della spazzatura, rimangono infinocchiati dalle terribili stronzate scritte in ogni angolo dei fogli che costituiscono il quotidiano rosa.

A ogni azione corrisponde una reazione: semplice concetto della fisica che la Cazzetta Rosa applica a ogni uscita di Marotta o Andrea Agnelli.

Se Marotta, per esempio, si dice sicuro di poter elevare il grado di qualità della Juve, la Cazzetta esce il giorno dopo con nomi quali Cerci, Bastos, perfino Guberti, Mantovani e qualche sconosciuto sudamericano che fa sostanza. Cioè punta immediatamente a far incazzare il tifoso medio, quello che non sa che esiste Internet e che esistono tanti professionisti dell’informazione (e non sono io, tanto per essere chiari!) che attraverso portali e blog informano di più e meglio rispetto al giornalaccio rosa.

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Poveri loro, i tifosi juventini che leggono quella cosa. Li riconosci subito al bar o in piazza: sono quelli che sparano ragionamenti senza nemmeno conoscere la realtà dei fatti. Ecco, quello è il tifoso bianconero che legge, ahilui, la Cazzetta Rosa.

Chiunque abbia un amico, un conoscente, un vicino di casa in questa terribile e tragica situazione… è pregato di riportare la pecorella smarrita a casa, nuovamente fra noi tifosi per bene che quel giornalaccio nemmeno lo tocchiamo.

Tu, tifoso juventino che compri la Gazzetta dello Sporc, non ti vergogni nemmeno un po’? Così aiuti il sistema che ha distrutto la tua squadra del tuo cuore, ammesso che la Juve lo sia veramente.

Provo a convincerti, tifoso juventino che compri la Gazzetta dello Sporc.

Una domanda facile facile: quanti scudetti ha vinto la Juventus?

Seconda domanda facile facile: qual è l’ultimo trofeo vinto dalla Juventus?

La Gazzetta dello Sporc risponde così: 27 e 2003 (SuperCoppa Italiana contro il Milan a New York).

Tu, tifoso juventino che compri la Gazzetta dello Sporc, vuoi dirmi davvero che domani comprerai di nuovo la Cazzetta Rosa???

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Lettera aperta a Palombo della Gazzetta dello Sport

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Caro dott.Palombo, mi è sembrato di capire che Lei vuol paragonare l’atteggiamento e le telefonate di Facchetti con quelle di Meani. Per quest’ultimo però, dimentica, che venne riconosciuto l’art.6. Il problema del Milan si ammortizzò enormemente poiché questo Meani era solo un passante che agiva in solitaria e il Milan schivò astutamente l’incubo della retrocessione. Se la logica non mi inganna e le informazioni in mio possesso sono esatte, Facchetti era l’allora Presidente nerazzurro. Dunque la sua condotta è ascrivibile all’art.6, quello che punisce l’illecito sportivo. Se di illecito sportivo si tratta allora la conclusione mi sembra delle più ovvie. A meno che, Lei gentilmente, si decida a spiegare in fretta questo strano paragone da Lei creato.

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