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Tag: salvagno

Tra appunti e interrogatori farsa

La farsa continua. Anzi deve continuare. Lo spettacolo è solo all’inizio. Sembra il secondo atto. Una radiazione mai ufficializzata, ma voluta a gran forza dal solito ridicolo giornale. Magari riusciranno anche in questo. Fra l’altro questa richiesta è a doppio taglio: rischiano grossissimo tutti gli altri dirigenti coinvolti. Una sorta di diario che sembra redatto proprio ieri, nel mezzo delle intercettazioni saltate fuori dal cassetto. Se Facchetti riusciva a prendere questi appunti, beh c’è da encomiare il suo essere giornalista d’assalto. Ma non era un giornalista e fatico pure a credere che molte pagine le abbia potute scrivere proprio nel 2006. Se confermato la domanda successiva sarebbe: come faceva Facchetti a conoscere fatti che si scopriranno solo nel futuro? Anzi, ribaltando la domanda: Facchetti prevedeva il futuro? Evidentemente la risposta è no e allora la deduzione è che abbiano organizzato questa pantomima ad arte.

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Facchettino è stato interrogato. Gioia, timido e lucido. Ricordando il padre la voce trema un po’. “Come state in famiglia?”, “Chi vi sostiene adesso?”, “Come immagini il tuo futuro?”. Domande semplici, altrimenti Facchettino si confonde. Mi raccomando, nessun interrogatorio che possa sconfessare quanto di brutto detto da questo ragazzo che – ripeto, perché mi pare importante – col cognome che porta non è riuscito nemmeno a infilarsi nelle partitelle del giovedì sera. Sarei curioso di annotare le sue risposte incalzato da Trofino.

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Ecco, Trofino. In due puntate, che potete benissimo riascoltare integralmente in rete, ha praticamente distrutto Auricchio, una specie di colonello di latta visibilmente in difficoltà, e quindi Salvagno. Quest’ultimo è in lizza per vincere il premio di “peggior teste della storia dell’accusa”. Quando inghiotte una saliva che gli scolerebbe a litri dalla bocca è esaltante per chi conduce un controinterrogatorio. E sì che io considero Trofino un modesto avvocato. O forse il suo modo di agire, allo stato attuale, è una linea di difesa morbida. Con quanto ha in mano l’avvocato di Moggi potrebbe far saltare il banco all’istante. Ma, come detto in precedenza, lo spettacolo deve continuare e ascoltare i processi e i consigli della Presidente è eccezionale. Una botta di vita come poche!

In mezzo si inserisce la notizia di Andrea Agnelli Presidente di cui ho già detto. La novità di giornata è duplice:

  1. è pronto un esposto in cui la Juve chiede, con prove certe e accertate, lo smantellamento dello scudetto assegnato ignobilmente da Guido Rossi ai Disonesti; esposto che andrà a segno altrimenti la Rivoluzione Francese sarà di scena presso le sedi competenti del calcio italiano;
  2. sarebbe in via di correzione un ulteriore esposto della Juve per chiedere un risarcimento danni.

Questo secondo punto è il più complesso e visto che in società mi ritrovo gente come Blanc e Elkan mi pare anche un azzardo troppo grosso per Andrea Agnelli. Di certo ci sono tutte le carte in regola per chiedere i danni. Specie se dovesse accadere una cosa che in un altro paese, paese semplicemente normale, sarebbe naturale. Attendiamo. Infine mi piace sottolineare quanto segue, e mi pare un fatto importante. Andrea Agnelli ha chiesto il passaggio ufficiale solo a fine campionato: “Mi piace iniziare, non finire”. Non so se vi è chiaro, cari bianconeri!

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Salvagno in grossa difficoltà e Moggi ride

Potete sentire e leggere, di certo l’unica grossa novità dell’avanzamento del processo farsa Calciopoli 2 è che i presunti mostri iniziano a ridere. Pure nei confronti di PM che, nonostante gli onorevoli sforzi, sono ora costretti a rigar dritto di fronte ad una Legge, quella Italiana, che ancora permette l’onestà e la giustizia. Ride Moggi, a tratti indisponente, e ride pure Trofino. Imbarazzanti certi passaggi del controinterrogatorio di Salvagno, colui che ha trascritto e di fatto selezionato per conto terzi (terzi perché in quel campionato arrivarono terzi), le telefonate contro Moggi. Telefonate che oggi sono a favore di Moggi visto tutto quanto è uscito.

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Prioreschi chiede e Salvagno non risponde. Non sa nulla circa i numeri. Eppure dal 2006 quei numeri sono più conosciuti di molti altri, comprese alcune importanti date storiche. Il controinterrogatorio ha avuto un ruolo molto importante: c’è stata una macchinazione dietro allo scandalo costruito ad arte contro Giraudo e la Juve. Si defila, per certi versi, la posizione di Luciano Moggi servito come mostro da sbattere in prima pagina e da alibi perfetto dai veri ladroni e criminali del calcio italiano. Che adesso dovranno rispondere.

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Il prossimo passo è infatti la chiamata del Disonesto in aula. E questa signori sarà una giornata incredibilmente bella, anche perché alcune risposte si conoscono. Molte altre invece sono attese: “perché ha insistito  a dire che voi non telefonavate? Che non chiedevate nulla di griglie e di arbitraggi? Che non avete organizzato cene? Che non facevate regali?”. Queste risposte saranno la chiave di tutto, almeno processualmente. Perché la realtà la conosciamo benissimo.

Caduto Auricchio e massacrato Salvagno che è sembrato in difficoltà pure sui nomi e su certi eventi sui quali però aveva redatto appunti e, peggio, rapporti, non capisco proprio chi possa andare più in aula. Forse Paperino, di certo Gambadilegno. A questo punto però una domanda sorge spontanea: con chi cazzo l’aveva costruita la Cupola Moggi? Mi spiego meglio: tutti assolti tranne Moggi, e allora la Cupola? Sarebbe equivalente a: Riina condannato, Provenzano, Brusca, Bagarella e compagnia bella assolti. E quella Cupola?

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