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Tag: san siro

Ah le regole, contano solo quando servono (a qualcuno)

Giorni deliranti. Un fine settimana senza Juve è duro da trascorrere. Fortuna che ora comincia un periodo che ci vedrà protagonisti.

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Nel frattempo è accaduto qualcosa. La regola che tiene fuori Berardi dall’Under 21 e che ha tenuto fuori diversi giocatori dalla Nazionale Maggiore, non vale per Balotelli. A questo ragazzo, che uomo ancora non è e forse non lo sarà mai, tutto è concesso. Può tutto. Gli si perdona tutto. Balotelli può fare le peggio cose e passare ora da vittima, ora da perseguitato, ora da indifeso. Quando la realtà è sotto gli occhi di tutti.

E stessa sorte è toccata a San Siro: la curva potrà riempirsi, anzi no, di certo lo stadio è aperto. Per carità: giusto così, ma l’opera di persecuzione al tifoso bianconero razzista e violento vale solo se il tifoso è – appunto – bianconero. Se è rossonero, i cori razzisti diventano goliardici e quindi chi di dovere chiude un occhio, la solita pacca sulla schiena e via al prossimo giro di cori.

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Le regole, quindi, valgono solo per alcuni. E solo se serve applicarle. Anche quelle etiche.

Già, perché anche Zeman la passa liscia. Dalla storia di Maurizio Schillaci arriva infatti la notizia che Zeman sapeva, nel suo passato di allenatore, di alcune partite truccate e non ha mai parlato né denunciato. Anzi, gli sono stati proposti pure dei match da truccare, lui ha gentilmente rifiutato, ma nessuna denuncia. Conte linciato e con l’etica sporca – secondo alcuni – mentre Zeman è un eroe.

E’ la solita Italia. Quella che tenteremo di dominare sul campo. Contro tutti.

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Si va a Milano, ma non da amici

Bello scambio di battute fra Galliani e Andrea Agnelli. Il Presidente navigato – quello pelato – e un Presidente giovane, vincente e che la sa lunga su come si gestisce il mondo Juve. Da una parte uno che ne ha combinate di cotte e di crude e che ha potuto contare sulla protezione pressoché totale della banda Berlusconi, l’altro che ha dovuto lottare contro tutto e tutti per restituire alla Juve quella dignità che la storia impone.

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Stasera si affronteranno in quello che molti chiamano big match, ma che big match non lo è affatto. E siamo di nuovo alle differenze: da una parte la prima della classe, una squadra che sta tritando e giocando su livelli impareggiabili in Italia, dall’altra una squadra che arriva con meno della metà dei punti dell’avversaria. Che big match sarebbe?

Berlusconi ha già minacciato: “Segno personalmente le righe del campo”. Potrebbe sembrare una battuta, ma quando Silvio si muove in prima persona son dolori: ha risorse inimmaginabili, per dirla come Indro Montanelli, e queste risorse mi fanno paura.

Restiamo sul campo dove le due squadre arrivano in ottimi momenti di risultati, sebbene molto differenti. I rossoneri sono freschi della qualificazione agli ottavi di Champions e dal pareggio raggiunto contro il Napoli, mentre i bianconeri sono reduci da un pareggio clamoroso con la Lazio e da una strepitosa vittoria contro i campioni d’Europa in carica. Stessi punti, ma differenti modi di portarli a casa.

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Non ci sarà Chiellini e questo è un vantaggio incredibile per il Milan che da quella parte piazzerà sicuramente Robinho. Conte dovrebbe rispondere in agilità con Caceres. Per il resto la formazione bianconera è cosa fatta: tutti confermati, con Lichtsteiner favorito su Isla e Vucinic regolarmente in campo. Giovinco potrebbe diventare davvero, in certe partite, l’arma micidiale da innescare a match in corso.

La Juve giocherà conoscendo il risultato della seconda in classifica, chissà che complotto ci sarà oggi?!? Il Milan conoscerà il risultato delle sue dirette avversarie per non retrocedere e potrebbe essere un grosso acceleratore di emozioni.

In settimana molti si sono affannati a trovare gli argomenti per stuzzicare i bianconeri, ma alla fine si sono arresi tutti: lo Juventus Stadium non ha eguali in Italia, la campagna di rafforzamento bianconero stona con la campagna di indebolimento dei rossoneri. Ma in queste partite le differenze non contano più. Contano le motivazioni, conta capire quanto vuoi vincere una simile partita, conta vedere sul campo quanto aggredisci l’avversario tentando di avere la meglio con la tattica e l’organizzazione, con la classe e il talento.

Arbitra Rizzoli, una scelta particolare perché a dirla come Moggi “nel dubbio favorirà i rossoneri”. Accipicchia, e il complotto oggi qual é?

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