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Tag: sassuolo

Juventus – Sassuolo / Non Witsel, ma Hernanes

Non Witsel, ma Hernanes. Il marketing non ha trovato il coraggio di ribadire questo concetto in salsa social, quindi Allegri dovrà arrangiarsi. E si pregherà il Cielo affinché conservi in buonissima forma Khedira, aspettando Marchisio, confidando in Lemina.

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La Juve che esce dalla sessione di calciomercato è certamente rinforzata, tranne in quella zona dove il regista fa sempre la differenza. Addirittura, sulle fasce c’è abbondanza e a pagare è stato Lichtsteiner non inserito in lista UEFA (anche per far capire che alla Juve comanda la Juve, non il procuratore).

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Sassuolo, poi Siviglia, poi la sfida ai cinesi. 7 gare in 22 giorni, senza sosta, con Higuain sulla via del pieno recupero di una forma che sarà essenziale per avere la meglio in quelle partite scorbutiche che solo i campioni sanno risolvere.

E in attesa della prima da titolare del Pipita, l’interrogativo che ci accompagnerà fino al calcio di inizio di sabato sarà: ma Pjanic?

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Sappiamo come ha fatto la Roma

E’ finita da pochi minuti Roma-Sassuolo. Un pareggio beffa per i neroverdi che avrebbero anche meritato una giusta vittoria.

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Altra figuraccia per la Roma che comunque ha mostrato grande forza nella protesta.

Niente violino per Rudi Garcia stavolta che può vantare un rigore molto dubbio (per Cesari, Mediaset non c’era; analogo ragionamento per lo studio Sky) e un pareggio viziato da fuorigioco iniziale (non un metro, ma pur sempre fuorigioco) di Destro.

A Roma, si sa, protestare non è importante, ma è l’unica cosa che conta.

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Chissà che la strategia non sia corretta. Ci riferiamo a quel mostro di fair play che è De Sanctis che aveva ben illustrato la tecnica bianconero dell’influenzare l’arbitro. Mentre Garcia e compagnia bella aiutano spesso l’arbitro: con cadute, con vigorose proteste, con l’aiuto degli ululati del pubblico che protesta già al fischio iniziale dell’arbitro.

Così sappiamo bene come ha fatto la Roma a mantenere la scia della Juve che pure ha offerto più volte il fianco alla rincorsa giallorossa.

Aspettiamo le prime pagine di domani di Gazzetta e Corriere dello Sport, ma sappiamo già di non poter leggere scandalosi titoloni o editoriali che inneggiano alla regolarità del campionato. Figuriamoci: questi non sono furti, solo sfortunate sviste che – addirittura – fanno male proprio alla Roma. Figuriamoci!

E quel mani di Pizarro poi…

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Dritti verso il nostro destino

Manca da troppo tempo. E con quella finale a Torino sarebbe un delitto non sudare le classiche sette camicie per andarci a prendere l’ultima partita.

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La Juve di Conte si gioca stasera un pezzo di qualificazione. L’altro pezzo si giocherà allo Juventus Stadium. Occhio ai diffidati: Tevez, Bonucci e Marchisio. Tre pezzi fondamentali viste le condizioni di Vidal (in dubbio anche per il ritorno, se in condizioni non certamente ottimali) e degli altri attaccanti bianconeri.

Juve contro Benfica. Due deluse. O due orgogliose. Dipende la lettura, o il giornalista che scrive il pezzo. Di certo c’è che sono due formazioni forti, nel panorama dell’Europe League 2013/2014. E arrivato a questo punto, difficilmente si trovano avversarie comode.

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Se Tevez vuol provare a rovesciare il tabu gol-europeo, Vucinic si gioca le ultime chance per una riconferma che comunque non arriverà. Ultimi scatti di orgoglio con la maglia bianconera per un talento purissimo, che si accende solo quando gambe e testa decidono di giocare a calcio. A quel punto è uno spettacolo e uno veramente forte, capace di spostare gli equilibri di un match. Ma questa altalena di prestazioni e voti non ce la possiamo più permettere.

Guarda Llorente e guarda Tevez. La continuità di rendimento ha fatto volare la Juve. E’ il differenziale rispetto all’anno scorso, i gol che mancavano, le vittorie che erano pareggi.

Il prossimo sforzo è lunedì sera. Contro il Sassuolo. Che giocherà, come al solito, con il sangue agli occhi. Non abbiamo mica la fortuna di Rudi Garcia, noi.

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Analisi di un mercato invernale in cui la regina è…

E’ stata una sessione di calciomercato molto interessante. Con un paio di telenovele e un paio di colpi a effetto. Di soldi ne girano pochi, quindi largo alle idee e alle occasioni.

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Le capoliste… anche del mercato

Idee e occasioni che non sono di certo mancate a Marotta e Sabatini. Cominciamo dalla Roma che doveva provare a colmare il gap dei 6 punti dalla capolista. Bastos e Nainggolan sono da leggere come validissimi rimpiazzi, anche migliori, di Marquinho e Bradley. In più i giallorossi si sono assicurati alcuni giovani di prospettiva. La sfida in campionato continua.

E continua perché la Juve si è mossa. Via De Ceglie e Motta e dentro Osvaldo e diversi giovani (Fiorillo e Kastanos su tutti). La punta era ciò che Conte voleva e cercava e Osvaldo era una delle opzioni suggerite. Come già detto in uno scorso articolo, prevalgono molto le doti fisiche e la capacità di garantire un certo peso in attacco. Se in più Osvaldo si ricordasse di segnare gol a raffica, allora sarebbe proprio perfetto. Già perché il suo arrivo a Torino è valido fino al 31 maggio in prestito, poi si potrà trattare sul costo del cartellino fissato adesso a 18 milioni di euro circa.

L’arrivo di Osvaldo coincide però con le non partenze di Quagliarella e Vucinic. I due ragazzi hanno rifiutato l’impossibile in questi giorni e, a mio parere, la società è stata brava a imporre le proprie scelte. Estere per Vucinic, nessuna delle milanesi per Quagliarella. Nessun ricatto, piuttosto restano in panca attendendo il loro turno silenziosamente. A giugno via per un ricambio generale dell’attacco dove gli unici sicuri sono Tevez e Llorente. Dovrà essere bravo Conte a tenere in pugno lo spogliatoio.

Che hanno combinato le altre?

Aria tiratissima a Milano. Thohir è stato costretto a svenarsi per Hernanes, praticamente all’ultimo anno di contratto con la Lazio epperò pagato a peso d’oro. Decisivo il pianto del ragazzo all’uscita di Formello: a Mazzarri serve proprio uno con… queste caratteristiche! Arriva il brasiliano che pesterà un po’ i piedi a Guarin che, ricattando la sua stessa società, è riuscito a strappare un rinnovo di contratto. Il paradosso è che a Mazzarri serviva un attaccante che non è arrivato. Voleva Vucinic, poi aveva scelto Osvaldo, ma si accontenterà di Milito e Palacio, con Belfodil sbattuto a Livorno. Non è arrivato nemmeno il rinforzo in difesa, anzi è stato ceduto in prestito Ranocchia (l’unico nazionale).

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Il Milan invece si è mosso discretamente bene. Non ci sono più soldi, il bilancio è da ripianare senza le astute mosse del passato, e perciò via coi prestiti o parametri zero. Honda è da scoprire, Taarabt è potenzialmente un bravissimo giocatore, ma da vedere in Italia. Gli altri sono solo tappabuchi di una rosa non all’altezza delle grandi stagioni. Con un Seedorf che avrà moltissimo da lavorare.

“C’è solo un capitano” che è finito in panca e ora al Sassuolo. Si tratta di Paolo Cannavaro che dopo 8 stagioni è stato gentilmente accompagnato alla porta da Benitez. Sono arrivati i soliti nomi stranieri del tecnico spagnolo, molti di questi giovani promettenti. Il punto è capire quanto sono pronti per sopportare sin da subito il peso del calcio italiano. Con una Fiorentina che avanza imperterrita nonostante le defezioni da infortunio. Anderson, i suoi tre figli, e il belloccio Matri possono dare più di una mano a Montella che sta dimostrandosi, dopo Conte e Garcia, uno dei migliori tecnici in giro per l’Italia.

Delle altre val la pena di sottolineare la rivoluzione totale del Sassuolo. Undici o dodici acquisti, più il cambio dell’allenatore.

Il futuro è dei giovani? Da Berardi a Gabbiadini, passando per Kastanos e Fiorillo

In casa Juve ci si è mossi anche per il futuro. Il talento Kastanos è stato portato a casa: si dice un gran bene di questo ragazzino. Mentre Fiorillo, nel mirino di Paratici da un almeno due anni, è stato acquisito con la solita formula “metà a me, metà a te” (l’altra metà scambiata è quella di Beltrame, su cui dobbiamo continuare ad avere il controllo). Buffon non è immortale, e il portiere blucerchiato potrebbe rivelarsi una preziosa risorsa quando si tratterà di cercare il sostituto del numero uno al mondo.

Nei mesi che seguono, fari puntati su Gabbiadini e Berardi. Anche su Immobile, ma l’attaccante di Sorrento sembra destinato a un clamoroso scambio o a fare cassa.

Il caso Cellino: cosa stiamo esportando?

Intanto all’estero continuano a mantenere alta l’ironia nei confronti del nostro Paese. Cellino, non contento degli affaracci sparsi in tutto il mondo, ha messo gli occhi sul Leeds. Prima mossa? Ordinare l’esonero dell’allenatore. I tifosi si sono imbestialiti e il chitarrista Cellino è stato salvato dalla polizia.

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Juventus-Sassuolo 4-0 ConTe verso il successo

E’ scappato il triplete e un po’ dispiace a tutti. Giù la maschera: delusione pazzesca, ma anche l’umiltà, ormai vana e unica più che rara, di riconoscere i propri e soli demeriti. La rabbia è stata trasformata in voglia, come annunciato in fase di prepartita.

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La Juve del campionato

La Juve in campionato è altra storia. Altra marcia, altro ritmo, altra convinzione. Come se l’obiettivo principe fosse stato in anticipo fissato come super prioritario: quel terzo scudetto di fila che è mancato a Capello (per ragioni politiche) e a Lippi (che al terzo anno aveva inseguito altro).

Ottava vittoria di fila, per giunta senza subire reti, ma a questo dettaglio ci arriviamo fra qualche rigo. Ottava vittoria consecutiva, con nel mirino un giro di boa a un ritmo vertiginoso. Record su record quelli di Antonio Conte che anche nei parziali comincia a mettere dietro un po’ di leggende autentiche bianconere, e non solo. Prossimo step: l’Atalanta di Colantuono. Poi Natale e poi si riparte col botto: supersfida alla Roma che stasera sfiderà… la fortuna.

L’importanza di Tevez

Pungolato da certa critica, difeso (in modo anche sorprendente) da certa tifoseria, coccolato da Conte. La risposta? Tre sberle a tutti, doppia cifra in campionato (alla Juve non accadeva da tempo che un giocatore toccasse quella cifra arrivati a questo punto della stagione).

Un leone, una voglia di rifarsi da grande combattente. Rientra e scatta, tira, ci prova, sbatte contro gomiti e schiene, si rialza, difende e attaca. Conte cercava il giocatore totale e l’ha trovato in questo argentino che è l’autentico trascinatore bianconero in campionato. Dicevano piantasse grane, dicevano. Conte ha sottolineato invece l’importanza dell’aspetto umano di Tevez.

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Altro stile, altri discorsi. Reali quelli di Conte, paraculisti quelli di Mancini che rivela “non avrei voluto giocare”. Ovviamente lo dice dopo la fine della partita. Non prima come Conte. E Pistocchi riduce l’intera analisi alla monumentale domanda “chi sarà il bugiardo?”.

Proviamo a scoprirlo così. E’ lo stesso Pistocchi che alle 17:30 sottolinea i problemi della Juve a costruire gioco, ad aver la meglio sull’avversario. Col solito rimando a un bilancio negativo. Visibilmente infastidito il conduttore di Mediaset Premium che gli ricorda come altre squadre abbiano bilanci peggiori e cifre in rosso ben più gravi. Un’ora più tardi la Juve cominciava la sua partita col Sassuolo rivelatasi un massacro. Chi sarà il bugiardo?

Buffon e il gol perduto

Gigi Buffon la deve aver presa malissimo. Le critiche piovutegli addosso, i quattro schiaffoni viola, il tentativo di pensionarlo. Così sono 730 i minuti in cui la palla non oltrepassa la linea di porta che difende. 730. E ora c’è l’Atalanta, poi la Roma. Ottavo posto nella storia della Serie A, con la possibilità di scalare la storia stessa già nel prossimo match.

Merito di tutta la squadra, merito di Conte, merito di Gigi che ha ritrovato gli occhi da leone. Duri a morire, recitava il titolo di un film.

Poveri bambini, usati per fini politici vili e vigliacchi

Poveri bambini. Sono il futuro del nostro Paese e il Giudice Sportivo e l’Italia antijuventina li usa per raggiungere fini vigliacchi. In novemila hanno applaudito e tifato. “Juve juve juve” a un certo punto del match, ma prevale più il famigerato “oooooh merda”. Chissà se anche loro, gobbi, possono essere bruciati: il Giudice Sportivo non ha di certo detto no a una simile possibilità.

L’applausometro lo vince Pogba. Il francese regala sprazzi di gran classe e i bambini sembrano apprezzare con scroscianti applausi. C’è pure la standing ovation per Tevez. Ma quel “ooooh merda” prevale: forse qualcuno si è sentito toccato nell’animo. E allora non è più un coro: è una dedica, un riconoscimento. Bocca della verità.

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Juventus-Sassuolo Rabbia e concentrazione

La rabbia per l’esclusione dalla Champions League è tanta. Bisogna trasformarla in grande concentrazione e voglia di ammazzare il campionato.

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Davanti c’è il Sassuolo di un ex-giallorosso come Di Francesco. Proprio la Roma attende un regalo.

Non ci sarà Berardi nelle fila verdenero, ma ci sarà Marrone. L’esterno è in procinto di trasfrirsi a Torino da giugno, apprezzato da Conte per il suo modo eclettico di interpretare un ruolo a cui il tecnico leccese tiene parecchio.

Nella Juve non ci sarà Marchisio. Mancando pure Pirlo, ecco che la Juve si affiderà ad Asamoah interno, con Peluso titolare a sinistra. A destra toccherà a Isla: importante la chance che Conte gli concede.

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Almeno inizialmente, sarà Pogba a guidare la regia, con la possibilità di interscambiarsi con Vidal nel corso del match.

Davanti appare intoccabile la coppia Tevez-Llorente, mentre la difesa è la migliore possibile.

Obiettivo: 3 punti. Poi ci sarà la Coppa Italia e poi si chiuderà con l’Atalanta.

Juventus Sassuolo Formazioni

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Il vero razzismo è quello del giudice sportivo

Ok, forse nemmeno il Faletti dei tempi d’oro avrebbe scritto una cosa così divertente. Mentre sarebbe un giallo mal riuscito quello di un Camilleri impegnato nel racconto che segue.

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Trofeo estivo. Squadre partecipanti: Milan, Sassuolo (padrone di casa) e Juventus.

La prima sfida vede la Juve contro il Milan. Finisce come finisce. Finisce ai rigori. Seconda partita: Juve contro Sassuolo. Anche qui finisce ai rigori. E poi si chiude con Sassuolo-Milan ed è qui che tutto comincia.

Constant, ex Genoa, si arrabbia. Si ferma. Esce dal campo. Lui non ci sta. Tutti attorno a lui a cercare di capire la causa: sta male? Si è fatto male? Si è solo stancato? No: Constant rimprovera i tifosi sugli spalti di razzismo. Ha sentito fischi. E ora non vuole più giocare. Scene da manicomio perché la pelle nera ce l’ha lui, come ce l’avevano molti altri in campo insieme a lui. Si vede che era questione pure di simpatia.

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Il giorno dopo i soliti titoloni. Le solite opinioni di opinionisti opinanti sul caso razzismo. Milan ancora tristemente protagonista, in versione calimero. Che poi due giorni di fuoco a difendere Constant, a scrivere paginate sulle attività sociali rossonere, a scrivere, a scrivere, a scrivere. Solita propaganda perché sin da subito si è notatto che di razzismo poteva starci ben poco.

Prima domanda: possibile che i fischi siano arrivati alla terza partita? Possibile solo verso Constant?

Dubbi legittimi che hanno richiesto l’intervento della Digos. E la Digos ha sottolineato che si trattava di fischi da “presa in giro”. Guarda te che razza di rapporti ci tocca leggere, fino a che punto siamo caduti in basso. Le conclusioni della Digos sono semplicissime:

  • durante la lotteria dei rigori, nella prima partitella, i tifosi bianconeri posti dietro la porta hanno intonato cori contro tutti. Evidentemente trattasi di sfottò;
  • i giocatori con la pelle nera in campo erano diversi, molti hanno ricevuto fischi che non sarebbero identificabili con il razzismo.

Chiaro, no?! A quanto pare no perché il giudice sportivo ha comunque punito i tifosi della Juve. Fra i mille fischi, il giudice sportivo è riuscito a riconoscere quelli bianconeri e, fra questi, quelli più neri di tutti.

Se questo non è razzismo…

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Il calendario Juventus della Serie A 2013/2014

La prima cosa da sottolineare è che nessuno dei dirigenti bianconeri è scappato in motorino. Sono andati via tutti tranquilli, forti delle parole di Mr. Conte, per esempio. Così come quelle di Petkovic e via via degli altri direttori, amministratori o portaborse. Perché il calendario può incidere fino a un certo punto, alibi di chi deve far comunque spettacolo o trovare scuse a qualche insuccesso.

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La Juve parte forte, fortissimo. La prima è fuori casa, a Genova, contro i blucerchiati di Delio Rossi. Non sarà facile, tanto più che troveremo contro Manolo Gabbiadini, uno che vorrebbe ben figurare. Poi Lazio e quindi Mazzarri con la sua nuova Inter. Da verificare il calendario della Champions, per capire meglio come si incastrano le sfide.

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Le altre date da segnalare sono le seguenti, posto che ogni domenica sarà una battaglia:

  • 6° giornata, Torino-Juventus;
  • 7° giornata, Juventus-Milan;
  • 8° giornata, Fiorentina-Juventus;
  • 12° giornata, Juventus-Napoli.

Le ultime quattro sfide riguardano Sassuolo, Atalanta, Roma e Cagliari.

Tutto il calendario è scaricabile a questo indirizzo.

Commenti? Pareri? Impressioni?

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Il pagellone del Trofeo Tim 2013

Il risultato non conta, ma fino a un certo punto. Altri punti sono da valutare e questo faremo. Il Trofeo Tim, seconda uscita ufficiale della stagione, consegna un paio di semplici, quanto banali, verdetti.

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Razzismo? Sicuri?

Kevin Constant e uno strano trofeo

Per prima cosa: siamo sicuri che i fischi a Constant erano di stampo razzista? Troppe volte la gente si nasconde dietro un fanciullesco atteggiamento, perché fa audience, perché si esce più facilmente sui giornali, perché si possono giustificare così tante cose. Appare infatti strano che nella prima sfida, con Ogbonna e Boateng in campo per esempio, non siano arrivati fischi. In realtà sono arrivati, ma erano chiaramente fischi di natura “sfottò”. Ergo, mi tengo il dubbio e vado avanti.

L’analisi sulla Juve: condizione e condizioni

Ci si attendeva la coppia Tevez-Llorente. L’argentino è ancora pesante, soffrendo terribilmente la preparazione massacrante di Conte. Altro che chili in più, qui manca totalmente elasticità e agilità. Pesantissimo nell’uno contro uno, quasi mai riuscito, e perfino legnoso nel calcio per l’assist. Si dovrà adattare agli schemi di Conte, ma diamogli un po’ di giorni per smaltire il luglio di fatica.

La nuova coppia juventina Tevez-Llorente

Lo spagnolo invece, pur se meno brillante che nella prima uscita, appare praticamente quasi perfetto per il ruolo che Conte gli chiede e gli chiederà. Fisico robusto, grande mobilità, ottimo spalle alla porta con una buonissima tecnica. Sempre presente in area, manda alto un cross al bacio di un ritrovato Isla. Crescerà anche lui, d’altronde è solo la seconda uscita.

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Proprio Isla è la nota positiva della serata. Già veloce, con gli occhi di chi vorrebbe riprendersi una grande rivincita dopo l’anno disgraziato e improduttivo appena trascorso. Sulla destra si sono viste le sgroppate che piacciono a Conte, con una buona qualità nel cross finale che è pane dolcissimo per i denti di Llorente e compagni. Bene così: val la pena investire in Zuniga se il cileno dà concreti segnali di risveglio?

Autorevole Ogbonna al centro della difesa. Si muove con disinvoltura, ma deve migliorare, prima che limitare, i lanci lunghi alla Bonucci. Gran fisico, ottima personalità: che Conte ci abbia visto lungo? Attendiamo prove più performanti, ma la difesa non desta alcuna preoccupazione col rientro dei Nazionali.

Matri o Quagliarella sul mercato? Secondo il minutaggio e la maglia da titolare… sembrerebbe Quagliarella l’indiziato. Anche perché Matri è di fatto la copia di Llorente. Innescato in verticale nel modo corretto, l’ex cagliaritano può tornarci utilissimo nel cambio allo spagnolo. Mentre Vucinic conferma il suo essere croce e delizia: colpi di genio di classe assoluta misti ad atteggiamenti di indisponenza. Appare stimolato dalla concorrenza e basterà davvero limitare le pause per ritagliarsi uno spazio importante nella Juve di Conte. Se non arriva una mega offerta, resterà in bianconero.

Il Sassuolo e il Milan

Delude un tantino l’altro bianconero Zaza. Il numero 10 è apparso tirato: preparazione o emozione? Molto più sciolti i compagni di reparto Kurtic (a Palermo non serviva?) e Berardi (occhio a questo esterno). In realtà molto più sciolto il Sassuolo delle due big. Senza l’inter, il Trofeo ha beneficiato. I neroverdi di Di Francesco hanno mostrato un calcio frizzante, sorprendente, bello a vedersi. Curiosi di vedere in azione il Sassuolo in Serie A dove il terzetto avanzato potrebbe far divertire.

Berardi, il talento del Sassuolo

Il Milan? Ha battuto la Juve e Galliani è al settimo cielo. Approfitterà della vittoria ai rigori per ricordarla durante la stagione qualora i rossoneri non siano in vetta. D’altronde sono i più titolati al mondo, sono i più belli, come Calimero subiscono il razzismo, negli ultimi 6 anni hanno fatto più punti della Juve (?) e l’hanno battuta al Trofeo Tim. Più chiaro di così…

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