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Tag: scommessopoli (pagina 1 di 12)

Calcioscommesse: in dubbio pro reo, tranne se c’è la Juve

E siamo ai saluti finali. Buona estate a Stefano Palazzi che ha scoperto il suo bluff: senza la Juve di mezzo, con paletta e secchiello, con minuziosità, le prove scompaiono e i verdetti si ammorbidiscono a seconda della direttiva che arriva dal Palazzo.

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Buona estate pure a Di Martino, il finto procuratore che fa finta di arrabbiarsi, facendo finta di aver veramente lavorato muovendosi nella direzione “La Giustizia è Uguale per Tutti”.

Buona estate alla FIGC e alla Lega Calcio. In quest’ultima, auguriamo una serena estate al VicePresidente Galliani, ai Consiglieri Cellino, De Laurentiis, Lotito e Pulvirenti. Bel lavoro ragazzi, grazie al supporto di RCS e di certi media.

Buona estate a Stefano Mauri: sei mesi di vacanza, Lazio salvata e poi potrà rientrare con la fascia di capitano biancoceleste. Ricordo Del Piero, oggi guardo Buffon e Marchisio: ognuno ha il capitano che si merita.

E buona estate a tutti quelli che hanno scritto e sciorinato opinioni e giudizi su questo secondo filone del Calcioscommesse. Anche oggi Gazzetta e Corriere hanno tentato di infilar dentro a un discorso vuoto e vergognoso il solito nome roboante: quello di Antonio Conte. Speriamo che il Mister abbia letto tutto, così la dose di incazzatura e fame aumenta e ne vedremo delle belle in questo 2013/2014.

Auguroni a tutti i tifosi che ancora oggi scrivono anatemi contro la Juve, contro Conte e perfino contro Leonardo Bonucci. Ciechi o, peggio, sordi o, più semplicemente, corrotti nella coscienza e nell’intelligenza, più di chi finora ha agito con i poteri conferitogli da uno Stato che sta interrogandosi se un pregiudicato, peraltro proprietario di una squadra di Serie A, può indire nuove elezioni come se nulla fosse o minacciare l’intera democrazia. Forse deve funzionare proprio così in Italia.

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E se siete arrivati a leggere fin qui, sperando di vedervi uniti in questi auguri, permetteteci di scrivere due righe sull’annosa vicenda Scommessopoli.

Dal giustizialismo antibianconero al garantismo: cosa è cambiato?

Cosa è cambiato dall’anno scorso quando l’ondata giustizialista aveva quasi demolito Antonio Conte, sottovalutandone la forza interiore e la classe immensa di quello che prima di essere il miglior allenatore italiano è uno dei pochi uomini rimasti in questo schifo di Paese?

Cosa è cambiato, quest’anno, con questo strano senso di garantismo? Vien quasi da pensare che qui stavolta le prove c’erano, c’erano tutte e pure pesanti. E siccome a essere tirati in ballo sono società che hanno un certo peso nelle istituzioni, allora val la pena di metterci l’ennesimo mattone sopra e si guarda avanti. Con Inter, Milan, Genoa e Roma tirate via dalle indagini nonostante gli agganci negli interrogatori e qualche tassello molto chiaro che tirava tutte le squadre in ballo.

Parola d’ordine: derubricare. Dal carcere al campo di gioco, come se nulla fosse, con una naturalezza talmente surreale che nessuno ha mai alzato la voce per chiedere un chiarimento. Forse perché di chiaro qui non c’è nulla.

Chi conosce il reale numero di sentenze confermate dal TNAS nei recenti e soli 12 mesi? Il numero è 5. 5 su 63. Percentuale a parte, questo è il lavoro trasparente di Stefano Palazzi che ha visto demolire e che ha demolito il suo stesso lavoro. Il pane è pane e anche lui tiene famiglia, quindi va capita la sua condotta.

Abete in silenzio, lui che probabilmente avrà promosso se non già avviato molti di quei procedimenti che Palazzi ha brillantemente indirizzato per compiacere gli amici, e i padroni. Tutto il calcio che conta in silenzio, ammesso che conti davvero quel calcio.

E allora, a tutti voi, ripetiamo: buona estate. Fra un po’ di settimane si riparte ufficialmente: noi contro tutti voi. Che la Storia ci sia amica e permetta l’attuazione di una regola fondamentale di natura: i forti vincono. E gli altri emettono sentenze fasulle, almeno in Italia.

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Orologi con fusi orari diversi…

Sono gli orologi di una certa giustizia sportiva che pur essendo sullo stesso meridiano segnano ore diverse.

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E li porta in entrambi i polsi tal procuratore Stefano Palazzi.

Quando guarda il polso destro l’orologio bianconero è preciso, perfetto, i tempi addirittura vengono precorsi e allora la “sua” giustizia diventa implacabile per tempistica e (in)efficienza, tanto da stilare richieste di pronunciamenti preconfezionati e dettati solo da prezzolato qualunquismo, pur smentito da una marea di persone nella farsa Scommessopoli, ha inquisito a destra e a manca prima i giocatori della Juve e poi è riuscito con la colpevole complicità del “sistema” a far condannare Antonio Conte per non aver commesso il fatto… solo perchè non poteva non sapere.

Abbiamo mandato giù a furia di malox questa perversa decisione e alla faccia loro abbiamo stravinto il secondo scudo consecutivo, il 31esimo della storia bianconera.

Attendevamo che un rigurgito di dignità sportiva lo affogasse e lo convincesse a procedere con la stessa prezzolata solerzia sugli episodi seri del calcioscommesse.

Poveri illusi!

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Noi!

Ora, a campionato concluso, l’esimio azzeccagarbugli chiede la condanna a 4 anni e mezzo per Mauri, capitano della Lazio per inconfutabili e provate porcherie commesse da quest’ultimo in combine con altri.

Se la memoria mia non è fallace, la partita di andata di Coppa Italia finì 1 a 1 con gol di Peluso e pareggio di Mauri… già…proprio lui!

E il ritorno ce lo mangiammo noi per mancanza di buoni realizzatori pur avendo dominato la partita.

Ma come si dice dalle mie parti:” acqua passata non macina più”.

Ma l’incazzatura non è passata, è ancora viva e, oggi, si è addirittura arroventata per questa decisione del procuratore Stefano Palazzi che ha guardato l’orologio al polso sinistro e che è fortemente in ritardo rispetto al meridiano di Greenwich.

Adesso cosa faranno? Revocheranno la Coppa Italia alla Lazio?

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Calcioscommesse: “contro ogni ragionevole dubbio”

Dura la vita se fai il Procuratore. Ancora più dura se fai il SuperProcuratore. Il mondo là fuori è cattivo e bisogna lottare per la giustizia. I nemici sono tanti e tanto è il rumore. Ok, cambiamo registro e torniamo alla realtà.

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Il buon Palazzi ha tirato fuori l’ennesimo ritornello estivo. Vale più lui che una decina di rapper che si spremono le meningi per mesi per tirare fuori un tormentone.

L’anno scorso ballavamo al ritmo di “Conte non poteva non sapere” e sulla base del nulla, anzi di prove di segno contrario alle elucubrazioni di Palazzi, per poco non si spinse lo stesso Conte verso la pensione anticipata. Rischiò tantissimo il povero Leonardo Bonucci, danno collaterale di una guerra intestina che la Lega ha attivato da anni contro la gente bianconera.

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Quest’anno è il turno del “ragionevole dubbio”.

Esiste un ragionevole dubbio sul caso Mauri. Un tizio, centrocampista della Lazio, che ha potuto liberamente operare nel calcio pur se è andato in prigione, pur se il processo chissà-come-è-andato, pur se dopo un anno siamo ancora qua a chiederci se in quel 2011 sono successe cose per cui Stefano Mauri, capitano della Lazio, andrebbe giudicato o meno. Dal 2011 al 2013 perché nel frattempo Inter e Milan non interessavano in materia di Calcioscommesse, Criscito ha ceduto il passo in Nazionale, Conte e la Juve sono stati legnati per benino e il Napoli per poco non becca punti in più in classifica perché Gianello risultava un infiltrato in Scommessopoli… e quindi il tempo è andato via per sceneggiare queste farse.

“Ragionevole dubbio” contro “non poteva non sapere”. Per carità: non ci interessa il caso Mauri. Abbiamo stracciato tutti lo stesso, con tanto orgoglio, con tanta più goduria. Non ci interessano le questioni che  lo riguardano, ma certo quel senso di logica a cui siamo aggrappati crolla sempre più. Qui manca la logica delle azioni di questo Palazzi, o meglio manca un minimo di dignità per il ruolo che sta giocando. In barba a tanta gente onesta, in barba a milioni di tifosi che comunque vengono presi costantemente in giro. E mancando la logica, ci chiediamo a che serve anche solo pensare a un processo. Si fa così: diteci con quali tipi di penalizzazioni dobbiamo giocare ed eliminiamo tutte queste sovrastrutture al soldo di pochi, dei soliti. Così da evitarci figuracce internazionali di proporzioni pari ai fallimenti nerazzurri, tanto per intenderci.

E forse, parlando da tifoso, è proprio questo che ci meritiamo: gente di questo tipo, SuperProcuratori che lottano e corrono nell’oscurità per sconfiggere la malvagità. Altro che Batman…

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Il PM Di Martino, il nuovo one man show!

Se non ti fidi della giustizia, forse la colpa non è solo tua.

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Soprattutto se alla guida di certa giustizia c’è gente come Roberto Di Martino, uno che sui giornali sembra il nuovo sceriffo che pulirà l’intero sistema calcio, ma che poi nella pratica riesce solo a combinare poca roba. E di questa roba non tutto è così limpido.

Ai microfoni RAI dice:

Siamo sempre a caccia del famoso mister X, ma ormai la situazione ci è abbastanza chiara. Il problema è che più s’indaga e più emergono spunti. E la cosa non è proprio che faccia piacere.

Soprattutto se di questi spunti nemmeno uno riguarda la Juve.

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Su Mister X concedetemi una piccola nota: “grassottello, sopra i 60 d’età, pelato, uno potente a Milano”. Fatemi riflettere: una persona mi viene in mente, ma meglio che non faccio nomi.

Torniamo a Di Martino. Il 4 luglio c’è il dibattimento o qualcosa del genere. Il filone è quello barese: Conte resta fuori, forse perché sarebbe stato troppo coinvolgerlo per il solo dato “nato a Lecce”. Curiosi di capire come andrà.

Intanto i temi caldi, le rivelazioni forti degli zingari sono tutte questioni dimenticate: l’Inter, il Milan e altri top club. Se non c’è la Juve di mezzo, meglio coprire tutto con la sabbia, alzare il tappeto, riversare lo sporco e ricominciare.

Sempre ai microfoni RAI, Di Martino rivela:

Ci sono molti segnali ciò che accadeva prima, accade anche adesso.

E lui continua a ritagliarsi spazio sui giornali anziché applicare la legge. Prego, leggere gli appelli dei giocatori condannati appena 1 anno fa.

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Ancora una volta: Kutuzov scagiona Conte

L’ex giocatore del Bari, sentito da Palazzi, scagiona ancora una volta Antonio Conte.

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Ribadiamo il concetto di “ancora una volta”. L’ex barese aveva già rilasciato simili dichiarazioni in estate, quando alcuni pseudogiornalisti lo avevano intercettato a proposito del loro lavoretto di eliminare Conte. Solo che la dichiarazione non venne riportata. Ora assume i contorni dell’ufficialità.

Kutuzov scagiona Conte, ma io non mi sento tranquillo. Palazzi ha già avuto modo di dimostrare da che parte sta, cioè perché prende quello stipendio. Se ne  già fregato della logica e della Legge per condannare in modo idiota Antonio Conte. Sfortunatamente per lui e le squadre che lo alimentano non è servito a molto.

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La dichiarazione di Kutuzov è stata confermata poi dal suo agente:

Assolutamente, ha confermato come Conte fosse all’oscuro di tutto.

Finisce qui, finalmente, o la netta superiorità bianconera è la sola prova di colpevolezza di Conte?

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Audizione Conte: “E’ andato tutto bene”. Io non sarei così sicuro…

Antonio Conte, uscito dall’audizione palazzinara, si è espresso con positività. Fa parte del suo stile, fa parte della storia di un grande uomo prima ancora che grande campione. Non si indossa la fascia di Capitano della Juve senza possedere queste due qualità.

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L’audizione, già di per sé vergognosa perché intanto si sono aggiunte un’altra decina di testimonianze a favore di Antonio Conte, servirà per giustificare un altro assurdo deferimento per il tecnico bianconero. L’obiettivo non sarebbe lui, ma certamente la Juventus che sul campo purtroppo non è battibile. Battibile sul lungo periodo, intendiamoci. Perché in fondo si può sempre trasformare un fallo di schiena in un rigore e vincere il singolo match.

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Conte si è detto “positivo: non temo un deferimento perché ho risposto a tutto”. E quindi, caro Antonio?

Abbiamo già ampiamente commentato le vergognose azioni della FIGC, con un Palazzi in preda ai peggiori istinti servi. E così dopo Damato un altro colpo va a segno questa settimana. Ogni riferimento non è assolutamente casuale.

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Commovente letterina di Trofino: rispondiamo noi

Commozione: forse cerebrale, perché qui il sentimento poco c’azzecca (cit. Di Pietro). E ‘ quella di Trofino che scrive al Presidente Agnelli circa la rinuncia all’eventuale prossimo scudetto.

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La teoria di Trofino è valida, anche interessante perché apre scenari importanti. Trofino in sostanza dice che il Napoli è stato penalizzato in corso d’opera e questo non va bene. Che su Cannavaro e Grava bisogna far luce. Che Mauri continua a giocare e la Lazio non è stata toccata. Tutto giusto, noi abbiamo cominciato a scrivere sulla vicenda Calcioscommesse da quando abbiamo sentito puzza di bruciato.

Così Trofino lancia la sua sfida:

La sentenza, così com’è oggi, permette alla Juve di avere una vita più facile di quella che dovrebbe avere, un vantaggio assurdo. Chi decide quanti punti togliere e quando? Questo sistema consente di governare un vantaggio nei confronti di una squadra. Se la Juventus dovesse vincere con due punti di vantaggio, il presidente Agnelli rinunci allo scudetto e si giochi il campionato in una partita contro il Napoli. Il titolo si vince sul campo. E noi, si sa, alle vittorie sul campo siamo affezionati.

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Io faccio un passo indietro, chissà se Trofino avrà voglia di rispondere.

Antonio Conte è stato tenuto lontano dai campi per diverse settimane. Settimane che di fatto sono state falsate: Mauri in campo, altri personaggi in campo (fra i quali Cannavaro e Grava, è bene ricordare), Conte ai box. Juve senza allenatore, Juve senza vice allenatore (leggi Alessio e una squalifica che ancora non ha giustificazione né penale né civile). Non ricordo però simili letterine. Tutto normale? Era tutto normale?

Andiamo ai trofei vinti sul campo. Noi sul campo vinciamo e perdiamo, grazie al Cielo la storia ci ha premiato più di tutte le altre e ne andiamo fieri. Ma che razza di letterina è quella di Trofino? Decide lui perfino le strategie bianconere? Che poi ci sarebbe da discutere pure sulle strategie.

Di campionati falsati ne abbiamo raccontati, praticamente quelli dal 2006 in poi, compresi quelli revocati.

Facciamo così caro Trofino: scrivi una letterina per farci restituire i due titoli che A NORMA DI LEGGE DEVONO TORNARE A CASA PERCHE’ LE INDAGINI HANNO DIMOSTRATO LA LORO LEGITTIMITA’ e noi proviamo a vincere con più di 2 punti di vantaggio. Forza Juve: lo dici con noi?

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Perché il Napoli non ha ragione

Prima che la Corte faccia le sue valutazioni, ammesso che tali risultino agli occhi della logica più elementare e civile, chiariamo un punto su cui si è fatta volontariamente una confusione che giova solo a chi della polemica è padrone e tifoso.

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Il Napoli non può che avere torto a difendere i propri giocatori. La questione è semplice e quindi andiamo per gradi.

Tutto parte da Gianello, primo o secondo o terzo portiere del Napoli (poco importa), che sostanzialmente rivela alcune informazioni sulle combine. Combine che forse coinvolgono le partite del Napoli e per le quali Grava e Cannavaro sono stati chiamati in causa. Ed ecco l’inghippo.

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Primo: devono essere verificate le testimonianze di Gianello. Secondo: purtroppo la legge è legge e le Società pagano anche le colpe dei singoli. Terzo: Gianello non ha mai detto che Cannavaro e Grava hanno truccato partite, ma che erano stati messi al corrente che esisteva la possibilità di farlo. Anzi: a Cannavaro e Grava, dice Gianello, era stato proprio offerto di partecipare alla combine e loro hanno rifiutato. Questi sono i fatti.

Ora, un plauso a Cannavaro e Grava per l’onestà, ma è proprio qui il punto dolente: sapevano e non hanno denunciato.

Facciamo un passo indietro. Nell’affare Conte nessuno ha mai detto che Conte sapeva, né che a Conte era stata proposta una combine. Anzi, dagli interrogatori emerge una figura di un Conte che se solo avesse avuto il sospetto di combine avrebbe appeso al muro i propri giocatori. Emergono anzi discorsi improntati alla grinta, alla ricerca della vittoria. Conte non sapeva e poteva non sapere, a dispetto di una strana teoria mai provata e che vale solo per Conte in questo fantoccio di processo chiamato Calcioscommesse.

Restiamo perciò curiosi nel leggere la sentenza di secondo grado, convinti che con le carte in mano il Napoli potrebbe ridurre drasticamente la squalifica dei propri giocatori solo davanti al TNAS. E sarebbe clamoroso visto come si sono comportati con Conte. Equilibrio cercasi…

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Calcioscommesse: che tipo di indagini si sono effettuate?

A leggere le parole di Antonio Conte vengono i brividi. Mi ero promesso di non toccare il documento che è liberamente scaricabile, ma non ce l’ho fatta. Ignaro di tutto, convinto anzi di poter superare certi “trucchi” con la sua solita voglia di vincere, con la carica di intimare a ogni ragazzo di dare il meglio. Sarà proprio così?

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E’ legittimo anche solo pensarlo. A leggere e a ripensare alla carriera di Antonio Conte viene in mente solo un set di vocaboli dall’alto chiaro contenuto: sacrificio, umiltà, dedizione, lavoro, sudore. Tecnica non certo sopraffina, non i piedi di Zidane, ma un cuore e un’anima che ha stupito Trapattoni prima e ogni altro tecnico poi, da Sacchi a Lippi tanto per citare due fenomeni della panchina. E visto come agisce da tecnico bianconero sono pronto a mettere la mano sul fuoco per difendere la pulizia di questo ragazzo.

Poi però passo ad altre carte e mi scappa pure il mouse su un sito del nord, uno di quelli molto vicini alle faccende bergamasche. E scopro perciò le parole di Doni che riassumo di seguito:

Lo sapevamo che noi dovevamo arrivar primi e che altre squadre si erano dette disposte a favori.

Evidentemente Doni parla dell’anno in B, stagione 2010/2011, ma resta il dubbio di quali altre squadre si erano dette disposti a favori. Ora, andare in Serie A è molto importante, per cui vorremmo capire se con il termine “altre squadre” Doni intende tutto: dirigenza, dirigenti, giocatori. Non è un dettaglio da poco e incrociando i dati già raccolti dalle indagini con queste parole viene naturale pensare che i dirigenti siano in parte esclusi da questo giochetto. Perché di allenatori coinvolti non ce ne è uno, uno che sia uno. Mentre esiste un bell’elenco di dirigenti, fra vice allenatori e altro, altamente coinvolti. E poi esistono le disparità: Mondonico poteva non sapere, Conte invece c’è dentro fino al collo.

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Bisognerebbe torchiare Doni e tentare di ricostruire il tutto, perché dalle nuove carte continua a emergere forte il sospetto che tanti calciatori sono coinvolti in quello che sembra una sorta di campionato parallelo: quello delle scommesse e delle partite vendute. Un nome su tutti? Sculli: perché su questo ragazzo, che torna di moda in ogni tipo di indagine sul calcioscommesse, non si fa completa luce?

Bisognerebbe torchiare Doni e tentare pure di capire se l’Atalanta – alla dirigenza attuale vanno i nostri migliori auguri e complimenti per l’aspetto tecnico, soprattutto per il lavoro egregio del suo immenso direttore – ha veramente pagato il silenzio di Doni come emerge da una sua risposta:

Tu devi essere una persona intelligente, secondo te, ora che sono quaggiù e che le acque si sono calmate, vengo a raccontarti certe cose?

Sì, devi raccontarle certe cose. Per il piacere di pochi alcuni ragazzi hanno rischiato grossissimo in questa vicenda e penso soprattutto a Bonucci e Criscito (uno si era giocato la carriera, l’altro un Europeo da protagonista). Caro Doni devi parlare.

Infine mi chiedo come siano state condotte le indagini. Più si va avanti, più buchi di informazione compaiono. Altarini ancora intatti, manovre e personaggi che continuano a navigare in acque che sembrano splendide. Mauri in campo, giocatori innocenti (così dicono le carte) che hanno subito processi e squalifiche: distonie di un sistema che non funziona in nessuna sua parte. C’è sempre il sospetto di figli e figliastri, di colori che contano più di altri, di personaggi che possono decidere, in barba alla logica, alla giustizia e al senso civico, le sorti di questo o quell’altro individuo. Una autarchia illegale davvero imbarazzante.

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Il verbale di Conte: testo integrale

Qualcuno lo sta cercando, qualcuno lo ha già letto. Il verbale di Antonio Conte a Bari è stato desecretato.

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Servono davvero pochi commenti, basta usare un po’ di dignità intellettuale quando si leggono queste pagine per non accorgersi dell’assoluta pulizia di questo allenatore. Allenatore che sul campo ha già dimostrato da che parte sta e per cosa lavora quotidianamente. Assillato così tanto da quel concetto che ha chiamato pure sua figlia con quel nome: vittoria.

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Buona lettura a tutti da IoJuventino.

Il verbale di Antonio Conte: testo integrale.

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