Menu Chiudi

Tag: scudetto-2006

Calciopoli: niente prove, zero testimonianze, solo reato di tentativo. E’ sempre più Farsopoli!

Questo è il Paese più bello del mondo. E’ il Paese in cui gli inventori fanno i giudici che, a loro volta, sono romanzieri. Altro che Giulio Verne, altro che Camilleri.

Advertisment

Il più grande spettacolo dopo Zelig è… la Giustizia Italiana. Che giusta lo è solo per chi ha le tasche piene di soldi e gli amici nei posti giusti.

Non c’è verso di leggere in altro modo le 561 pagine dell’assurda sentenza di Calciopoli. E qui fermo le mie considerazioni lasciando spazio ai virgolettati. Trovate ormai il documento in rete, liberamente scaricabile, quindi se vi armate di un po’ di tempo e delle giuste dosi di calmanti (onde evitare di distruggere a mani nude ogni tipo di istituzione pubblica di questo bellissimo Paese), potete trarre da voi le conclusioni. L’italiano è italiano, dunque capibilissimo anche da chi non ha sostenuto l’esame di quinta elementare.

Cosa che quelli di Cazzetta e Repubblica e CorSport non hanno fatto a quanto pare. In realtà non dò la colpa a loro: poveretti, hanno il guinzaglio, hanno un collare stretto al collo. Devono solo ubbidire e tacere, mettere la firma su concetti che non pensano nemmeno. Ma è il gioco, bellezza: la stampa serve a chi ha soldi e potere. Nulla più. Per fortuna c’è la rete, c’è Internet e con i documenti non si può più mentire.

La sentenza assurda: nessun campionato alterato

Cominciamo dalla prima frase:

il processo non ha in verità dato conferma del procurato effetto di alterazione del risultato finale del campionato di calcio 2004-2005 a beneficio di questo o quel contendente

La traduzione o la parafrasi di questo testo è semplice: non esiste un campionato alterato. Vale per quello 2004/2005 e vale a maggior ragione per quello 2005/2006 oggi ufficialmente di merda e di cartone secondo il Tribunale di Napoli. Questi due scudi torneranno a casa a breve.

Nessun accenno da parte della stampa che ha stravolto il “procurato effetto” e “alterazione”. Vergogna!

La sentenza assurda: difesa ostacolata

Un Paese civile è tale se permette ad accusa e difesa di poter operare in modo equilibrato, senza propendere per l’una o per l’altra. L’itaGlia non è un Paese civile se si legge

la difesa è stata molto ostacolata dal metodo adoperato per il loro [delle telefonate] uso, indissolubilmente legato a un modo di avvio e sviluppo delle indagini per congettura

Traduzione: indagini parziali, indagini a unica direzione. E’ il vestito della condanna preconfezionata, di un modo di agire da parte di Carabinieri e investigatori… a servizio di qualcuno. Questo qualcuno è facile da individuare e non è solo il petroliere, ma anche il pelatone e due o tre presidenti che proprio col calcio non dovrebbero averci a che fare.

Traduzione due: la difesa non ha potuto fare il proprio lavoro, e in tal caso risuona come un grido nelle tenebre il “accettiamo la Serie B” dell’Avvocato Zaccone, su mandato di Franzo Grande Stevens evidentemente. Non posso pensare che l’Avvocato dell’Avvocato non abbia dato il suo ok alla tragedia del 2006.

Advertisment

La sentenza assurda: il reato di tentativo

Immagina di venire catturato a casa tua, mentre pranzi a tavola. Al Processo l’accusa dirà che avevi un coltello in mano e, dunque, essendo questo utilizzabile come un’arma… ecco che si configura il reato di tentativo di omicidio.

Non è una barzelletta perché accade realmente, accade ora a Napoli, con la Casoria che dà il suo assenso. Accade in Italia, ops in itaGlia, questo grande Paese dove ogni cosa prende vita, soprattutto le stronzate.

Così si scopre che quello che condanna Moggi è un reato di tentativo. Più o meno vale come l’illecito strutturato e l’isola che non c’è di Bennato. Cioè: aveva i contatti con la Federazione? Sì. Aveva i cellulari? Sì. Aveva comprato le schede? Sì. Dirigenti e direttori sportivi avevano cellulari? Sì. Perfetto, ecco il reato.

Quale che sia… nelle carte non c’è scritto. C’è scritto solo che Moggi avrebbe potuto confezionare l’alterazione dei campionati che però… qualche riga prima viene palesemente accertato… non c’è stata. Avrebbe, ma non è successo. Vorrei, ma non ho fatto. E’ questa la condizione di pietà nella quale è caduto questo Paese.

Complimenti.

La sentenza assurda: la Juve fuori da tutto

La farsa diventa perfetta quando si legge che

il Tribunale stima che non può essere accolta la domanda nei confronti del responsabile civile Juventus spa

Traduzione: la Juve non poteva essere tirata dentro ad alcuna pena o procedimento, se non al pari delle altre società che se ne sono uscite addirittura con premi: Lazio penalizzata, ma niente retrocessione, così come Fiorentina. Per non parlare del Milan promosso in Champions.

Briamonte sfrutterà questa riga per dare l’attacco. Ma a questo Paese non credo più, quindi sarò un buco nell’acqua.

La sentenza assurda: ecco Farsopoli nelle carte della Casoria!

L’autore di questo articolo e blog non può essere responsabile delle azioni dei lettori che leggeranno qui di seguito:

non può essere trascurato il dato del ridimensionamento della portata dell’accusa che deriva dalla parzialità con la quale sono state vagliate le vicende per correre dietro soltanto ai misfatti di Moggi

Questo evito di tradurlo. Mi fa troppo male pensare di essere un itaGliano.

Signori, la Farsa è servita!

Advertisment

La FIGC era competente: sa di presa in giro

Di fatto lo è: è una grossa volgare e immensa presa in giro. Molto volgare perché si presume che le regole vengano fatte rispettare. Non proprio tutte, si intende: per gli amici più intimi alcune regole vengono serenamene calpestate. Almeno in questo Paese. E senza che nessuno alzi mai la voce. Figuriamoci.

Advertisment

Stavolta la presa in giro però potrebbe essere sfruttata dalla Juventus, Juventus intesa come Società per Azioni, come molti dimenticano in questa vicenda. Fingono di dimenticare perché lì le regole sono molto chiare, fin troppo: prima di bastonare una S.p.A. servono prove certe e fatti dichiarati. Di fatti dichiarati nemmeno l’ombra, esclusi i piagnistei che fatti non lo erano già in partenza; figurarsi le prove che si sono rivelate infondate al Processo di Napoli e anzi ne sono state prodotte tante di segno contrario.

Proprio in questi giorni si attendono le assurde motivazioni che hanno spinto la Casoria ad abbassare la testa alle due nemiche di reparto: una storia che nessuno racconta per far vivere tranquilli i tifosi e per far piacere ai capi. Va bene uguale, leggeremo e commenteremo le motivazioni con la solita attenzione.

Altri saggi, non bastavano quelli del 2006 che comunque diedero parere negativo all’assegnazione del titolo alla società di cui Guido Rossi era Consigliere (mah!), dispongono come segue:

[...] i consigli federali sono competenti sul tema di assegnazione e revoca degli scudetti.

Un italiano complicato forse per Giancarlo Abete e perciò tentiamo di essere ancora più chiari noi: LA FIGC E’ COMPETENTE IN MATERIA DI SCUDETTI RUBATI, ASSEGNATI, CARTONATI E FALSATI.

Advertisment

Gli ultimi due vocaboli sono d’accezione squisitamente milanese: l’Inter ha fatto del cartone il suo pezzo pregiato, mentre sembra, dalle carte emerse da La Repubblica e non solo, che i cugini abbiamo intascato lo scorso scudetto che è

[...] completamente irregolare per le innumerevoli partite falsate.

[fonte La Repubblica]

Ci permettiamo di far notare come La Repubblica e Il Corriere della Sera sono le stesse firme che hanno de facto condannato la Juventus, ponendo la Gazzetta dello Sport a mero zerbino della RCS.

Ok, la FIGC è competente, visto che il tabaccaio sotto casa non può certo prendersi la responsabilità di decidere sulle sorti del calcio italiano. E adesso?

Tornando seri, la Juventus S.p.A. userà certamente questa conclusione dei saggi italiani per dare forza alle proprie azioni. D’accordo, sono azioni legali partite in ritardo, ma giova ancora ricordare come Andrea Agnelli sia a capo della Juve praticamente soltanto da gennaio 2011.

Advertisment

A volte tornano

A volte tornano.

Advertisment

A volte certi dinosauri della prima repubblica calcistica pensi fossero scomparsi ed invece eccoli di nuovo a pontificare.

In un intervista Franco Carraro, ex presidente della FIGC, in una trasmissione televisiva (La Signora in Giallorosso) bacchetta la Juventus, rea di reclamare ingiustamente i due scudetti revocati a tavolino dopo Calciopoli:
“Nel 2004 commisi un errore di politica sportiva, volevo sostituire Bergamo e Pairetto con Collina, il quale rimandò il passaggio a designatore. Avrei evitato lo scandalo, però mi dimostrai pigro. Non la chiamerei Calciopoli, ma arbitropoli, almeno stando alle sentenze attuali. La responsabilità oggettiva è un male necessario nello sport: il comportamento dei dirigenti della Juve non offusca il valore della società, ma oggi i bianconeri sbagliano a considerare nella propria bacheca 29 scudetti. Così l’Inter potrebbe chiedere anche lo scudetto del rigore su Ronaldo e la Roma quello del fuorigioco di Turone. La Juve fa parte di un sistema, quindi gli scudetti sono 27?.

Prima un po di amarcord. Lo conoscete il curriculum di Franco Carraro? Eccone uno stralcio (Fonte Wikipedia):

“La figura di Franco Carraro è legata a molti aspetti controversi, a causa del suo doppio ruolo di banchiere e dirigente sportivo, per il fatto di essere molto vicino ai gruppi bancari che controllano alcune società calcistiche, come ad esempio Capitalia (che, mediante Italpetroli controlla la Roma, ed è anche creditrice del Parma) e Mediocredito, di cui era ed è tutt’ora presidente. Mediocredito è la società del Gruppo Capitalia ed è stata uno dei maggiori azionisti di alcune società di Serie A e B, come Roma, Napoli, Perugia e Lazio, consentendo al club biancoceleste di iscriversi al campionato 2002-2003 nonostante un debito di 110 milioni di euro: al mattino Carraro, nelle vesti di presidente di Mediocredito, garantì la ricapitalizzazione, mentre la sera stessa, nelle vesti di presidente federale, ne certificò l’iscrizione.
L’economista Victor Uckmar affermò che la situazione finanziaria del calcio italiano, durante la gestione Carraro, era peggiorata; Carraro in un primo momento lo smentì, affermando che il calcio italiano non era messo malissimo, salvo poi affermare che molte società avrebbero dovuto fallire, ma che non era il caso di prendere provvedimenti per le eventuali reazioni degli ultrà.”

Bella questa! Ci torneremo dopo.

Advertisment

Comunque in data 8 maggio 2006, con il delinearsi dello scandalo del calcio italiano del 2006, Carraro si dimise da presidente della FIGC perchè coinvolto nello scandalo, in quanto venne intercettato mentre parlava con il designatore arbitrale Paolo Bergamo, pregandogli di favorire a livello arbitrale la Lazio, fu squalificato per 4 anni e 6 mesi nella sentenza della CAF (primo grado), per poi essere multato di 80.000 € nella sentenza della Corte federale.
A livello penale il 29 maggio 2009 è stato prosciolto dall’accusa di frode sportiva. (fonte wikipedia).
Da che pulpito potremmo dire.

Sui 29 scudetti potremmo parlare per ore e scrivere miliardi di pagine. Non entrerò nel merito. Da Juventino per me sono 29. Per qualcun altro sono 27. Opinioni. Come si può credere in Dio o in Mammona.

Ma sentirmi dire “oggi i bianconeri sbagliano a considerare nella propria bacheca 29 scudetti. Così l’Inter potrebbe chiedere anche lo scudetto del rigore su Ronaldo e la Roma quello del fuorigioco di Turone” se permettete mi fa girare le balle.

E di brutto anche.
Egregio sig. Carraro potrebbe gentilmente spiegare a me e ad altri 14 milioni di tifosi cosa centrano adesso il rigore su Ronaldo o “er gol de Turone?”
Ma siccome siamo a Natale voglio essere buono allora io gliene faccio un’altra: con il metro di giudizio da Lei proposto allora la Juve non dovrebbe richiedere indietro lo scudetto scippato nella gara di pallanuoto di Perugia dove guarda caso arbitrava il suo arbitro preferito?

Oppure non dovrebbe riavere lo scudetto 2000/2001 quando le regole sugli extracomunitari cambiarono in corsa avvantaggiando proprio la Roma che vinse la sfida scudetto con un gol di Nakata, giocatore che non avrebbe potuto giocare con le regole in vigore solo 2 giorni prima della sfida?

Ah… ma la Roma era del gruppo Unicredit e Wikipedia scrive che lei era molto vicino alle società del gruppo … Ahi ahi …Boccaccia mia …. È meglio che sto zitto va.
Torno un attimo sulla frase “molte società avrebbero dovuto fallire, ma che non era il caso di prendere provvedimenti per le eventuali reazioni degli ultrà”
Col senno di poi credo avremmo dovuto mettere l’Italia a ferro e fuoco nel 2006, ma un’informazione di parte e una FGCI schierata ci fecero credere che quella Juve non vinceva perché stratosferica ma per i maneggi di Moggi & Co. E ci abbiamo creduto. Io ci ho creduto, lo ammetto.
Nel 2006 abbiamo sbagliato ma per ignoranza. Ora caro Carraro non siamo più nell’ignoranza. Abbiamo saputo come stavano le cose e come sono andate le cose e pertanto le diciamo solo una cosa, a lei e agli politicanti maneggioni che ancora popolano questo mondo bastardo: NOI NON STAREMO ZITTI E CONTINUEREMO RECLAMARE CIO’ CHE E’ LEGGITTIMAMENTE NOSTRO.
GLI SCUDI VINTI SONO 29.
VI PIACCIA O NO!

Advertisment

Guido Rossi e le sue stronzate. Dette e fatte!

E’ un tipo strano Guido Rossi. Interista ed ex-consigliere d’amministrazione interista messo a capo del calcio italiano. Tutto solo, senza controlli e regole. E lui le regole le ha scavalcate, violentate, pestate e messe da parte per un orgoglio tutto personale: anni e anni di insoddisfazioni e batoste prese sul campo vendicate in perfetto stile nerazzurro.

Advertisment

Guido Rossi è proprio un tipo strano. Lo chiamano “Professore” e capisci subito perché la scuola italiana è andata a putt**e!!!

Ma è la nostra itaGlia è c’è sempre posto e spazio per tipi come lui. Che infatti tornano a parlare, a sproloquiare liberamente senza che un cronista, un giornalista, un addetto delle pulizie delle redazioni nazionali ponga al Professore qualche domanda:

Advertisment

  • perché sono state modificate al volo le regole giurisprudenziali nel 2006 eliminando un grado di giudizio ed eliminando la possibilità di difesa per gli imputati?
  • perché le intercettazioni nascoste sono rimaste tali?
  • perché si è evitato l’uso di filmati come prova documentale dei reati e delle frodi?
  • perché la squadra che aveva poco di etico ha ricevuto un regalo uno scudetto che non era stato minimamente sfiorato dalle indagini?
  • perché non è legittimo sospettare un conflitto di interessi fra Guido Rossi tifoso nerazzurro ed ex membro del CdA nerazzurro col ruolo di Commissario Straordinario Supremo Assoluto della Federcalcio?

Ma soprattutto che razza di persona è uno che a distanza di anni, con quanto emerso in un processo a Napoli, dice queste cose:

Sono stufo di queste cose e quelli che dicono le stronzate vanno fatti tacere.

Bene allora taccia e si vergogni. Ah già, con quel curriculum la vergogna non è ammessa: è talmente palese…

Advertisment

Non parliamo di ridicolo…

Massimo Moratti parla di ridicolo riferendosi alla richiesta di danni da parte della Juventus, rivolta alla F.I.G.C. e alla sua società. Ma bravo, complimenti, il “signor” Moratti ha perso un’altra bella occasione per stare zitto, l’ennesima occasione. Abete e Moratti farebbero meglio a farsi un serio esame di coscienza (sempre che ne abbiano una, evidentemente) e a domanda specifica sul tema Farsopoli” cercare di non mostrarsi cosi’ sprezzanti ed offensivi, e ci riferiamo in modo particolare al presidente della seconda squadra di Milano.

Advertisment

Farebbero bene invece a starsene in silenzio per non far montare ancora di più la marea di indignazione che pervade 14 milioni di tifosi presi bellamente per i fondelli, e ci piace pensare che oltre quei 14 milioni di tifosi, ci sia anche qualcun’altro, non di parte, ma che abbia sufficientemente buon senso per unirsi allo sdegno provocato da questo impicciaccio brutto che risponde al nome di Farsopoli.

Advertisment

Il signor Moratti dice che non gli passa neanche per l’anticamera del cervello di riconsegnare lo scudetto assegnatogli dal suo compagno di merende Guido Rossi nel 2006. Noi rispondiamo che si dovrebbe soltanto vergognare di avere in bacheca un simile “trofeo” e se fosse una persona con un minimo di dignità (purissima utopia lo sappiamo), non solo lo riconsegnerebbe, ma rinuncerebbe anche alla prescrizione per dimostrare a tutti la sua correttezza sportiva.

Ma naturalmente non sapendo neanche di cosa si sta parlando quando si cita la “correttezza sportiva” è impossibile sperare in un simil gesto da parte sua e della sua combriccola di intrallazzatori. Non sperino grazie a queste dichiarazioni a dir poco patetiche di passare per le “vittime” della situazione, perchè oramai tutto quello che è venuto fuori dal processo di Napoli, grazie a Luciano Moggi, non lascia scampo alcuno agli ex onesti del calcio italiano.

Solo grazie a chi ha interessi importanti a mescolare le carte in tavola, solo grazie a quelli che Moratti e compagnia la stanno per il momento facendo franca, ma a noi piace un certo proverbio cinese dove si fa riferimento all’arte della pazienza e ad una riva di un fiume…

Advertisment

TNAS, di rinvio in rinvio: FIGC e Inter scappano

E’ molto molto recente la dichiarazione di Abete circa l’esposto bianconero all’UEFA. La posizione e la grinta di Andrea Agnelli, forte di una situazione che appare chiara pure agli arabi che parlano male pure l’arabo, spaventa e non poco la FIGC. E, di riflesso, per uno strano riflesso condizionato dettato da una commistione di interessi paurosa, spaventa pure la società del petroliere Moratti.

Advertisment

Si attendevano novità ieri dal TNAS, ma a quanto pare le regole democratiche sono fuori dalla logica di questo Paese.

Cerchiamo di tacere per un attimo le leggi giurisprudenziali e poniamoci una domanda: se la FIGC, massimo organismo del calcio in Italia, si dichiara incompetente su una materia per la quale dovrebbe esserlo, quale dovrebbe essere il prossimo passo di una società che chiede chiarezza? Un tribunale ordinario! Ça va sans dire.

Eppure scattano le eccezioni. E continuano i rinvii.

Advertisment

Ieri a Roma, arroccati nelle proprie contigue posizioni, vi erano gli avvocati Medugno e Mazzarelli, Torchia, Capellini e Raffaelli. I primi due rispondo alla FIGC, gli altri tre alla società milanese. Di fatto pare che tutti e cinque rispondano a un’unica persona. Come dice Gallinelli, avvocato dell’arbitro De Santis al Processo di Napoli, vi è più di un indizio, concreto e incontrovertibile, che tutta la farsa sia stata orchestrata da un personaggio molto potente e molto conosciuto nel calcio italiano. Vedremo più avanti!

Eh già, vedremo.

Intanto, continuano i rinvii. Pare che in Italia l’incompetenza regni sovrana. Il che però dovrebbe portare a una nuova domanda, se non a una concreta proposta: li cambiamo questi dirigenti del calcio italiano, per loro stessa ammissione incompetenti?

Il prossimo appuntamento sarà il 18 ottobre, a ridosso di un altro importante appuntamento e cioè quello col Processo di Napoli, con Trofino protagonista assoluto.

Sarà altro rinvio? Quale tipo di prescrizione sta inseguendo il TNAS? A favore di chi?

Advertisment

Ecco la risposta della FIGC alla lettera dell’UEFA

Cara UEFA,

Advertisment

qui in Italia tutto bene. I problemi sono tanti, ma cerchiamo di governare nel migliore dei modi possibili.

Non mi stupisce affatto la richiesta della società bianconera di indagare: questi juventini non si arrendono mai. Nemmeno di fronte all’evidenza di un direttore generale che si è rivelato un mostro.

Velocemente Vi spiego i fatti che hanno portato la Juve in B nel 2006 e hanno consegnato il calcio italiano nelle mani nerazzurre.

Sapete, il Presidente Moratti nel corso di 11 anni ha speso cifre paurose per stipendi e mercato. Erano cifre spese per giocatori mediocri, ma era quel diavolo di Moggi a imporre questi acquisti. Già perché il Direttore della Juventus arrivava sempre prima, e prima di ogni altro mediatore di mercato, su obiettivi tipo Zidane (comprato a soli 5 miliardi), Ibrahimovic, Inzaghi, e poi ancora Buffon, Cannavaro (scambiato con Carini, lo conoscete?), Thuram, Nedved, Camoranesi (preso per un paio di noccioline e fatto diventare campione del mondo), Trezeguet. Che diavolaccio: tutti lui li prendeva i campioni lasciando all’Inter di Moratti i vari Cauet, Gresko, Vampeta (per il quale sono stati spesi 40 miliardi di vecchie lire), Sukur, Emre, Karagounis, Pistone, Mezzano, Ze Elias. Come si può chiamare questa una sana concorrenza, cara UEFA? Da una parte uno che prende campioni a pochi soldi rivendendoli poi con valori spaventosi, dall’altra un Presidente onesto cui toccano solamente le scartine.

E poi, cara UEFA, non parliamo dei campionati. L’Inter, sapete, arrivava sempre vicinissima all’obiettivo di vincere il titolo, ma c’era sempre quel diavolaccio di Moggi a impedirlo. Voleva tutti gli scudetti, tutti a lui, tutti a Torino. Lasciateci ripercorrere gli ultimi anni:

  • nel ’97 la Juve vinse lo scudetto davanti al Parma, l’Inter arrivò terza;
  • nel ’98 vinse ancora la Juve, secondo posto per Moratti staccato di 5 punti;
  • nel ’99 fu il Milan a vincere, la Juve arrivò addirittura sesta, mentre l’Inter si fermò a quota 46 punti, ottavo posto, ben 8 punti sotto i bianconeri;
  • nel 2000 fu il turno della Lazio campione d’Italia, la Juve arrivò seconda nel naufragio di Perugia (col cupolaro Collina), per l’Inter solo quarto posto con un ritardo di 13 punti dai bianconeri;
  • nel 2001 lo scudetto andò alla Roma, Juve ancora seconda e l’Inter chiuse con un distacco di 22 punti dai bianconeri finendo quinta;
  • nel 2002 Lippi riportò il titolo a Torino. Quel 5 maggio, sapessi, cara UEFA, quanti magheggiamenti di Moggi, l’Inter che arrivava in testa alla classifica nell’amico Olimpico riuscì nel miracolo di arrivare terza, alle spalle della Roma di Capello. Ah che dolore, cara UEFA, una vera ingiustizia. Da una parte Conte, Del Piero, Trezeguet, Montero, Ferrara, Buffon, dall’altra Gresko, Di Biagio, un Materazzi in lacrime: una vera ingiustizia!
  • nel 2003 fu ancora Juve, con 7 punti di vantaggio sulla squadra di Moratti;
  • nel 2004 il Milan battè la Roma, Juve terza e sotto di 10 punti l’Inter;
  • nel 2005 la Juve stracciò il Milan: 86 punti contro i 79 dei rossoneri e i 72 dei nerazzurri;
  • nel 2006 fu ancora record: Capello chiuse a quota 91, l’Inter arrivò terza a 76 punti.

Cara UEFA, non si poteva continuare così. No, non fatevi ingannare da queste classifiche: quel diavolo di Moggi controllava tutto e non permetteva a Moratti di lottare per il titolo. Dovevamo fare qualcosa.

Così, cara UEFA, nel 2006 scoprimmo, grazie a una serie di magistrati e ufficiali delle forze dell’ordine, che con quel telefonino il diavoletto Moggi telefonava a tutti. Ma che vergogna: telefonare a quel modo a Bergamo e Pairetto, ai giornalisti, a Biscardi, ai procuratori. Ma che vergogna!

Dovevamo fare qualcosa. Così abbiamo dato le chiavi della Federazione a Guido Rossi. Non state ad ascoltare questi stupidi tifosi bianconeri, ma quale conflitto di interessi. Noi non sapevamo che Guido Rossi era tifoso interista e che era membro uscente del CdA dell’Inter. E questo che significa? Bisogna agire secondo le regole.

Ora, Lei capirà cara UEFA, che il tempo era poco. Dovevamo fare in fretta nel giugno 2006. Così approcciammo un processo equo e giusto. Purtroppo dovevamo fare in fretta per cui abbiamo deciso di:

Advertisment

  • ridurre a 2 i gradi di giudizio, saltando il dibattimento;
  • smantellare alcuni componenti della Federazione accentrando i poteri a Guido Rossi, e basta con questo conflitto di interessi. Come, faceva parte pure di Telecom? La Telecom di Tronchetti Provera azionista dell’Inter? Suvvia, cara UEFA, non cadrà nel tranello dialettico?
  • evitare che le difese potessero difendersi cominciando così dalla richiesta di condanne nei confronti di Lazio, Fiorentina, Reggina, Milan, Juventus;
  • e le risparmio il resto.

Cara UEFA noi abbiamo agito secondo queste regole. Poi durante il Processo abbiamo scoperto che Moggi e la Juve non avevano commesso alcun illecito. Ci siamo andati a guardare tutte le partite dei campionati, eppure nessun articolo 6. Strano pensammo, ma dovevamo andare avanti. Però c’erano alcuni articoli 1. Ma che vergogna, mancanza di lealtà sportiva. Ma che vergogna, cara UEFA. Così di tre articoli 1 ne facemmo un articolo 6. Come, tre scippi non valgono un omicidio? Ma c’entra cara UEFA, ancora con queste dialettiche diaboliche?

La Juve venne mandata in B perché era stata cattiva. Come, non ci fu illecito, già allora nel 2006? Ma noi infatti inasprimmo le regole e ci inventammo l’illecito strutturato. Ma non mi chieda cosa è questa cosa, perché francamente non lo so. Ci hanno pensato i nostri avvocati e giuristi, gente che ha studiato, gente che ha esperienza. Come, non ha senso un simile illecito? Beh, questo è un Vostro parere, cara UEFA. E gli articoli 1 dove li mettiamo? E la partita Bologna-Udinese con Moggi che pilota i cartellini gialli?

Come, le diffide si sono rivelate una bufala? Se abbiamo controllato pure le altre squadre? Mah, come ho detto, cara UEFA, bisognava fare in fretta. Certo, certo, abbiamo approfondito minuziosamente tutte le altre squadre. Come, perché l’Inter non venne coinvolta? Ma l’ho già detto: quel diavolaccio di Moggi aveva già fatto spendere tanti, troppi soldi a Moratti. Pensi, più di 1000 miliardi andati in fumo e non un trofeo. Tutti Moggi li voleva con i suoi Trezeguet e Ibrahimovic, Emerson e Vieira, Camoranesi e Nedved, Buffone e Del Piero. Ma che arroganza, cara UEFA!

L’Inter si è sempre comportata in maniera elegante, secondo le regole. Sì, un po’ di umanità. Qualche piccolo errore dettato dal profondo rispetto che Moratti nutre per le persone: sa, riuscì ad aiutare Recoba facendo in modo che avesse un passaporto falso. Pensi che in Italia ebbero il coraggio di mandarlo a Processo e poi Oriali patteggiò. Ma che bella storia di umanità, però, cara UEFA. Come potevamo applicare la stupida regola di penalizzare l’Inter ogni volta che Recoba aveva marcato visita. Suvvia, un po’ di clemenza.

E poi non si faccia intestardire con questa storia dei bilanci falsi e delle plusvalenze fittizie. Le ricordo che fu Moggi il diavolo e Moratti in qualche modo doveva difendersi. Troppi, tanti soldi buttati via per colpa di quel Direttore della Juventus. Dovevamo intervenire cara UEFA. E l’abbiamo fatto, secondo le regole e l’ordine morale che dovrebbe animare una Federazione.

Poi la Juve non vinse più. Certo, la rosa non era più quella di prima, ma i campionati furono tutti regolari da quel momenti in poi. Anzi, in Italia si vive proprio meglio oggi, senza quel diavolaccio di Moggi. Sapete c’è equità di giudizio, tutte le partite sono tranquille. Come, il calcioscommesse? Ma no, che c’entra? Come, i deferimenti ritardati e taciuti di Preziosi e Moratti? Ancora, cara UEFA, ancora, ma le ripeto che Moratti qui è la vittima.

E che razza di domanda è questa, cara UEFA: Moratti e Facchetti telefonavano e Palazzi ha attribuito loro un articolo 6? Intrattenevano rapporti esclusivi con un arbitro in attività, tale Nucini? Ma cara UEFA Lei è imparziale. Facchetti e Moratti dovevano difendersi, quante volte lo devo ripetere. Hanno commesso illecito? Perché telefonavano allo stesso modo di Moggi e non sono stati deferiti o indagati? Mah, non saprei rispondere. Alla Juve non è stato contestato l’illecito, mentre all’Inter sì. Mah, non saprei rispondere. Sa, noi siamo incompetenti in questa materia.

Chi e perché ha protetto l’Inter nel 2006? Mah, Le ripeto, cara UEFA: noi non c’entriamo. Come sono state condotte le indagini? Ah, beh, guardi, cara UEFA, in modo limpido. Gli accertamenti sono stati effettuati sui tabellini della Gazzetta dello Sport, un giornale indipendente. Come, la RCS? Di nuovo, cara UEFA: questi sono trucchi da bar dello sport, non dia retta a queste voci. La Gazzetta è un giornale indipendente e i suoi giornalisti sono professionisti impeccabili dell’informazione. Comunque, Le ripeto che le indagini sono state condotte grazie al talento investigativo di Maurizio Galdi della Gazzetta dello Sport che forniva le sue analisi. Come, non tornano i conti? Molte accuse sono smontate perfino dalle intercettazioni? Beh, Lei dà un’interpretazione faziosa, cara UEFA, se lo lasci dire.

Insomma, per chiudere, cara UEFA. La Juve è stata punita perché era stata cattiva. L’Inter finalmente ha ricevuto giustizia. Ha visto poi che campionati regolari. C’è stato finalmente spazio per tutti. Come, chi ha vinto dopo Calciopoli. Beh, l’Inter, l’avevamo detto no?!? Senza quel diavolaccio di Moggi e della Juve, senza il Milan vecchio e penalizzato, senza la Roma in difficoltà, l’Inter dominò quei campionati. Tutti regolari, anzi, pensi che Mourinho si è più volte arrabbiato per gli arbitraggi.

Come, il Processo di Napoli? Il Processo GEA? Mah… noi… siamo incompetenti. Ora devo scappare, cara UEFA… devo scappare…!

Advertisment

Monsieur Abete, s’il vous plait, ci dia spiegazioni sullo scudetto 2006

La FIGC, nella persona di Giancarlo Abete, ha subito attaccato: “E’ un atto dovuto, l’UEFA sa che la Federazione ha agito nel rispetto delle regole”.

Advertisment

E fin qui tutto chiaro, se non fosse che quelle regole di cui parla Abete poco hanno a che fare con le regole dell’UEFA. Mettendo da parte ogni tipo di dietrologismo ed evitando di tirare in ballo il nome di Walter Gagg o di Collina, proviamo a ricapitolare i fatti.

La FIGC si dichiara, qualche settimana fa, assolutamente incompetente in materia di Scudetto 2006. Probabilmente la Juve doveva rivolgersi al tabacchino sotto casa o allo studente di giurisprudenza appena immatricolatosi in una qualunque università italiana. Perché sia il proprietario del tabacchino sia lo studente matricola erano ben più competenti di Abete & Soci.

Agire nel rispetto delle regole: regole frantumate per buttare all’inferno la Juve, regole eluse ed evase per salvare l’Inter. Strano concetto di rispetto.

Dopo l’incompetenza il club bianconero ha fatto sapere di non essere per nulla meravigliato: cosa si pretendeva da un pugno di dirigenti di simile credibilità e trasparenza e correttezza?

Platini, qualche giorno fa, è stato autore di un’uscita antipatica, ma dovuta: “Noi non interveniamo nelle questioni interne”. Il che è corretto: il Presidente dell’UEFA non dovrebbe interessarsi di quanto accade nelle singole federazioni, in quanto si presuppone un’assoluta terzietà delle stesse nei confronti delle società locali.

Ma Platini conosce bene il territorio italiano. Sì perché il territorio italiano è fortemente viziato da conflitti di interessi e collusioni pazzesche, roba che in altri paesi proprio non capiscono. Così lo Scudetto 2006 non è già – caro Tardelli – uno sfizio di Andrea Agnelli e di qualche milione di tifosi esaltati. No, tutto il contrario: è sete di giustizia, non già di vendetta, è amore per l’equità, non prepotenza.

Advertisment

Concludere con “scurdammoce ‘o passato” è volgare, vigliacco e potrebbe scatenare un pandemonio in Italia. Perché darebbe il la a mille altre Calciopoli, con altre mille vittime in balia del sentimento di pochi presidenti a gestione fallimentare. E purtroppo in Italia di presidenti così ne abbiamo fin troppi.

Tant’é, dalla Svizzera è arrivata una pronta risposta. Anzi, è arrivata una domanda cui la FIGC dovrà dare una risposta. Chiara, formale, scritta.

L’UEFA ha deciso di aprire un’indagine. Sia chiaro: questa indagine partorirà un topolino, un nulla di fatto. Ma l’obiettivo è uno solo: stimolare l’attenzione verso quanto è successo nel 2006 e negli anni a seguire e provare a riportare un minimo di ordine etico in questo stramaledetto Paese dove la normalità è l’illegalità, la supremazia degli imbecilli, l’esaltazione degli arroganti arricchiti.

Cosa è successo 5 anni fa? E’ regolare o meno l’assegnazione dello Scudetto 2006? Perché la società F.C. Inter viene pesantemente indicata nel rapporto di Briamonte come la principale sospettata di quanto accaduto in quell’estate?

Ecco quali sono le domande. Ci aspettiamo ora le risposte e occhio ai magheggiamenti. Occhio agli arzigogoli buoni a confondere le idee e i fatti. Noi siamo qui a vigilare.

Di certo non ci aspettiamo l’esclusione di alcuna squadra perché siamo consapevoli del fatto che il campo ha parlato e ha detto che in Champions potevano andare ben 4 squadre. L’Udinese purtroppo è uscita con un grande Arsenal, quelli che sono migliori del Barcelona hanno appena avuto la meglio contro la corazzata Besiktas, il grande Napoli sta ammaliando i suoi tifosi e poi c’è l’Atalanta di Milano che continua a farci ridere.

Ma in Svizzera hanno poca voglia di ascoltare le barzellette.

Monsieur Abete, s’il vous plait, che cosa è successo nell’estate del 2006?

Advertisment

Ecco cosa pensa un’interista dello Scudetto 2006 e di Calciopoli

La particolarità del personaggio è tale… che mi rifiuto di rilasciare commenti o scrivere la solita presentazione di due righe. Direttamente e senza preamboli ripubblico un piccolo, ma straordinariamente lucido pensiero di un tifoso interista che verrà d’ora in avanti censurato e sbeffeggiato col solito metodo Boffo tanto caro ai milanesi più potenti d’Italia:

Advertisment

VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA, TRE VOLTE VERGOGNA.

ALL’INTER NON RESTA CHE RESTITUIRE LO SCUDETTO 2006 E A MORATTI NON RIMANE ALTRO CHE ANDARSENE DAL MONDO DEL CALCIO, VISTO CHE LE TANTO SBANDIERATE VERGINITA’, PUREZZA E INNOCENZA SONO VENUTE MENO.

SECONDO LA RELAZIONE DI PALAZZI IL COMPORTAMENTO DI FACCHETTI VIENE CONFIGURATO COME ILLECITO.

QUELLO DI MORATTI INVECE COME VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 1 DEL CODICE DI LEALTA’ SPORTIVA, LO STESSO PER IL QUALE E’ STATO CONDANNATO MOGGI E POI RADIATO.

Advertisment

UNO SPUTTANAMENTO ASSOLUTO, TOTALE E SENZA OMBRA DI DUBBIO.

[...] MORATTI NON HA PIU’ ALIBI E LA SUA ONESTA’ POTREBBE RIABILITARSI SOLO SE RINUNCIASSE ALLA PRESCRIZIONE PER SOTTOPORSI LIBERAMENTE IN UN PROCESSO DAVANTI A UN GRAN GIURI’.

CON QUALE FACCIA (SI PUO’ PRESENTARE) UN UOMO CHE PER CINQUE ANNI HA SBANDIERATO AL VENTO NON DICO L’INNOCENZA, MA PERSINO UNA VERGINITA’ CHE SECONDO PALAZZI NON GLI APPARTIENE.

FACCHETTI E MORATTI SECONDO PALAZZI FACEVANO LE STESSE MAIALATE CHE FACEVANO GLI ALTRI E SE NON POSSONO PIU’ PAGARE PERCHE’ IL REATO E’ PRESCRITTO C’E’ UN DOVERE MORALE DA RISPETTARE.

[Fonte: francorossi.com]

Advertisment