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Tag: sebastiani

Zeman, Mazzarri, Sebastiani: grazie di tutto

L’estate che ha visto la Juventus festeggiare il suo trentesimo scudetto è stata ricca di emozioni. Il ritorno al trionfo, un mercato straordinario, l’entusiasmo ritrovato a Villar Perosa, come ai vecchi tempi, proprio come quando la Juve dominava in lungo e in largo in Italia. Tutto molto bello. Emozioni, ma anche grandi e gravi grattacapi, a partire dalla vicenda Conte: sembra ormai storia vecchia, visto che il mister tra poco meno di un mese riprenderà il suo posto. In realtà parliamo di vicende di tre mesi fa. Proprio a Villar Perosa arrivò la risposta di John Elkann a Zeman: “Carrera ha già vinto più di lui in carriera“. Secca, decisa, pungente la risposta di Elkann al tecnico boemo, che aveva addirittura azzardato frasi del tipo: “Un allenatore squalificato non può allenare”, riferendosi al fatto che Conte non avrebbe dovuto seguire gli allenamenti nemmeno durante la settimana. Oppure: “Gli scudetti della Juventus al massimo sono 22-23″. Il nostro Conte aveva promesso: “Parleremo sul campo”. E il campò ha parlato: 4 a 1 allo Juventus Stadium, e tutti a casa. Per la cronaca, dopo 19′ la Juventus conduceva tre a zero. Grazie Zeman.

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L’11 di agosto del 2012 è stata un’altra data trionfale per la Juventus: battuto il Napoli in Supercoppa, 4-2 dopo i tempi supplementari. Polemiche infinite per l’espulsione di Pandev, reo di aver insultato l’arbitro. Il Napoli non si presenta alla premiazione, dimostrando così poca sportività nel non accettare la sconfitta. Mazzarri e i suoi parlano di complotto, addirittura restano in silenzio per una settimana, promettendo fuoco e fiamme alla prima occasione nella quale avrebbero poi reincontrato i bianconeri. In questo sostenuti dalla stampa. Il Corriere dello Sport titola all’indomani: “Super Vergogna”, a caratteri cubitali, chiaro. Ma non avevo scritto una riga sul rigore non assegnato a Marchisio nella finale di coppa Italia del venti maggio, a Roma. Coerenza. Berhami aveva segnato la data sul calendario: “Aspettiamo questa gara da Pechino: daremo battaglia”. Detto fatto, due a zero e tutti a casa. La Juve stacca il Napoli di tre punti, Mazzarri ci rimane malissimo. Peccato, forse mandando un paio di spie a Vinovo avrebbe potuto fare meglio. Sarà per la prossima volta.

Il 6 a 1 a Pescara è una goduria. Non perchè il Pescara fosse una macchina da guerra, tutt’altro. Solidarietà a Stroppa, al quale la società ha lasciato le briciole della squadra che in serie B aveva incantato con i vari Immobile, Insigne, Florenzi e…Verratti. Si, proprio il gioiello cresciuto a Pescara è stato al centro di una trattativa tra Juve e Pescara, col terzo incomodo, il Napoli, e col quarto che ne ha approfittato, cioè il PSG. Clamoroso Sebastiani, all’indomani della cessione: “Le società italiane hanno fatto partire un talento”, come se avessero avuto delle colpe, in questo riferendosi in particolare alla Juventus, “colpevole” di aver voluto trattare a lungo il giocatore, chiedendo uno “sconto”. In realtà a venir meno agli accordi era stato proprio Sebastiani, visto che in gennaio era stata raggiunta un’intesa di massima per portare Verratti alla Juve, cosa graditissima al giocatore, il quale ha poi deciso di trasferirsi al PSG a soli 19 anni. Non sappiamo se in questo sia stato forza, ma come scritto allora presumo che il giocatore abbia accettato il PSG in primis per le pressioni della società (a 12 milioni il Pescara non vende più nessuno, neanche il nuovo gioiello Quintero), poi perchè non avrebbe mai accettato Napoli: il sogno era la Juve. E’ andata bene nel mercato, ma è andata male sul campo: punteggio tennistico, partita chiusa dopo mezz’ora. Potevano essere anche 7, 8, chissà, vista la differenza tra le due squadre. E non ha nemmeno giocato un certo Pogba, preso a zero ed esploso già nelle prime giornate: forse con Verratti non avrebbe trovato questo spazio. Grazie di tutto Sebastiani. Una bella batosta. E stavolta è stata la Juventus a non fare sconti…

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Marotta: lavoro eccezionale, ma ha un piccolo difetto. Ecco quale!

L’avevamo detto quando era stato presentato: dategli tempo e tutto si aggiusterà. Non pensavamo, a onor del vero, che in un solo anno avrebbe potuto raccogliere i frutti del suo lavoro, grazie alla magia di Antonio Conte, ma ne siamo molto felici. Avevamo pure detto che arrivare a maggio, in quelle condizioni, non gli avrebbe permesso di lavorare bene. E ci avevamo azzeccato. Già a gennaio avevamo avuto prova di un buon fiuto: Matri e Barzagli (in estate era arrivato Quagliarella autore di uno strepitoso girone d’andata, con la Juve seconda). Poi si sono aggiunti Pirlo, Vidal, Lichtsteiner, Vucinic. Insomma, un buon mercato. Buonissimo dal nostro punto di vista, considerando le risorse economiche della Juve e i paletti imposti GIUSTAMENTE dalla Società.

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Per noi Beppe Marotta è elemento essenziale per il lavoro di Andrea Agnelli e buon compagno per Antonio Conte. Nei limiti: occorre rimarcarlo e non dimenticarlo mai. La Juve ha grossi limiti finanziari perché i tempi dei mercati faraonici (Buffon, Thuram, Nedved, Salas in appena 25 giorni) sono finiti. C’era pure una carenza oggettiva di appeal, viste le stagioni disastrose firmate Cobolli Gigli e Blanc e Secco. E forse la Juve farebbe bene a essere chiara con i tifosi, senza magari lanciarsi in annunci di obiettivi di mercato importanti.

Non tocchiamo qui il tasto top player: non vogliamo illuderci, perché sappiamo che la Juve non pagherà (e fa bene) ingaggi da 7, 8 o 12 milioni di euro netti all’anno. Fantascienza, a noi che già 4 o 5 ci sembrano proprio tanti per giocare a calcio e vestire la maglia della Juve.

Piuttosto rimproveriamo a Marotta il troppo attendismo. Un atteggiamento che è utile se fai il difensore (saper temporeggiare è un arte nobile in quella posizione di campo), ma è il peggior difetto per chi deve fare mercato. Proprio Marotta lo sa bene: se avesse temporeggiato avrebbe di sicuro perso Pirlo e Vidal lo scorso anno. Mentre quest’anno abbiamo probabilmente perso uno dei più grandi talenti del prossimo centrocampo. Tale Marco Verratti, un numero 10 atipico, un regista che a tratti ricorda davvero Andrea Pirlo. Per carità: deve ancora dimostrare tutto, ma le basi ci sono e mente chi dice il contrario (o semplicemente non ne ha seguito le geste nel campionato cadetto).

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Forse era arrivata prima la Roma sul ragazzo di Pescara, a gennaio, ma non se ne fece nulla. I giallorossi non volevano spendere 3 milioni di euro. Ora la sua valutazione è un bagno di sangue. Perché Sebastiani, il presidente del Pescara, è solo uno dei tanti sciacalli che stanno rovinando questo povero calcio azzurro. Un’asta furibonda a cui la Juve non può partecipare più e non deve, viste le cifre. 13 milioni di euro per un ragazzino che conta 0 (zero) minuti in Serie A non sono pagabili. 1,5 milioni di euro a un ragazzino dell’Under 21 che non ha ancora messo piede in un vero spogliatoio di calcio sono un pugno allo stomaco per gente che non ha ancora portato il cervello al macero. Impensabile staccare un simile assegno.

Roba da sceicchi, roba quindi da PSG. Complimenti a loro se il ragazzo accetterà tale destinazione. E non cadiamo nel gioco di accusarlo di zingaraggio o di voltagabbana: provate voi a rifiutare un contratto simile! Che poi sarebbe pure la prova del nove. Come lui stesso ha confessato in una intervista a Sky e poi censurata dalla Gazzetta dello Sport, il ragazzo preferirebbe la Juve a tutte le altre. Può ancora tenere vivo il sogno: rinunci al PSG e le porte della Juve si spalancheranno per assenza di concorrenti. Ma sarebbe chiedere davvero troppo a un ventenne che vede profilarsi un grande futuro (almeno dal punto di vista economico). A onor del vero Ancelotti potrebbe riproporlo proprio nelle vesti di nuovo Pirlo, ma non crediamo a questa possibilità parigina. Non subito.

Piuttosto ce la prendiamo con Marotta che ha certamente la colpa di aver temporeggiato, di aver atteso troppo. Così come per Aguero un anno fa, così come per Dzeko due anni fa. Probabilmente così come per Van Persie o chi per esso quest’anno. Alla Juve purtroppo attendere è un delitto: se i soldi ci sono e le idee sono chiare occorre mettere subito la firma. Purtroppo i paletti economici pesano e inducono prudenza. Ma la prudenza sta forse limitandoci. Un mese fa bastava presentarsi a Pescara con una comproprietà e un assegno da 2/3 milioni di euro per assicurarsi la metà di questo ragazzo. Abbiamo regalato Ekdal a Cellino, potevamo regalarlo al Pescara in cambio di uno sconto per Verratti.

Davvero un peccato aver perso Verratti, davvero un peccato aver trascinato una situazione che sembrava (e lo era!) favorevolissima. Con la benedizione del ragazzo, tifoso juventino sin dalla nascita, e una corsia preferenziale col Pescara fino allo scorso mese. Poi è cambiato tutto: l’inserimento assurdo e inutile del Napoli (letteralmente silurato da Verratti) e ora la collezione del PSG.

A Verratti auguriamo le migliori fortune, perché un conto è prendere il posto di Pirlo negli schemi di Conte, un altro è scaldare la panchina nella Ligue 1. A Marotta chiediamo un po’ più di coraggio nelle scelte: inutile attendere le ultime ore di mercato per Cavani (che non verrà!), puntiamo l’attaccante che può farci fare il salto di qualità e compiamo quello sforzo economico che, stante la situazione in Italia, rischia di essere abbondantemente ripagato dalla stagione che sta per iniziare. Forza Beppe!

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Quanto conta la volontà del giocatore?

Destro e Verratti. Verratti e Destro. E’ il segreto di Pulcinella che entrambi hanno dato la preferenza alla Juve. Questione di appeal, questione di progetto, probabilmente questione di fascino. Il fascino del calcio di Antonio Conte, capace di esaltare le caratteristiche di questi due ragazzi. Questione, sicuramente, di un’idea di gruppo e di squadra molto più forte rispetto a ogni altra formazione della Serie A.

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Marotta si sta muovendo bene e Paratici è sempre a caccia di giovani talenti. La Juve li ha puntati e ora prova a portarli a casa. Due storie molto diverse che proviamo a riassumere.

Verratti: la Juve lo ha scelto a febbraio

Gli osservatori bianconeri avevano inviato rapporti soddisfacenti già alla fine del 2011, quando in realtà l’osservato speciale era Ciro Immobile. Poi nel 2012 ecco la scintilla. La Juve, per stessa ammissione del presidente del Pescara, si è mossa prima di tutte, mostrando grande interesse. Una giocata d’anticipo che però non è servita, almeno fino ad adesso.

Molte le squadre che hanno messo gli occhi sul talento del centrocampo, per molti il nuovo Pirlo. L’ultima è il Napoli che sembra aver trovato una qualche bozza di accordo col Pescara. In realtà non è così. Il Presidente Sebastiani aveva chiesto alcuni giocatori, dopo la felice esperienza con Immobile (gran parte della Serie A conquistata è proprio merito del bomber bianconero, ora a metà col Genoa) epperò questi giocatori (Bouy? Chibsah?) non hanno dato il loro assenso al trasferimento in Abruzzo. Da qui la rottura, tutta del Presidente Sebastiani che sta valutando in modo eccessivo il cartellino di Verratti. Marotta non si fa prendere per la gola e, forte della volontà del ragazzo di vestire la maglia per cui tifa, ecco che ha rallentato.

Lo sviluppo della trattativa andrà sicuramente avanti, magari verrà ripresa nei prossimi giorni. Conte ha chiesto Verratti che nel prossimo futuro sostituirebbe Pirlo nelle sue idee tattiche. Basta questo per convincere il ragazzo che a Napoli rischierebbe di trovare una situazione depotenziata: quanto potrà resistere De Laurentiis su Cavani e Hamsik senza Champions?

Mattia Destro: l’attaccante del futuro

Gran campionato agli ordini di Sannino. 12 gol, non tantissimi, ma buoni per un ragazzo di 21 anni. Soprattutto, quello che ha notato Conte, il giocatore mostra ampi margini di miglioramento.

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Cartellino conteso fra Genoa e Siena. Preziosi, che praticamente sta facendo il mercato di Moratti e Galliani – converrebbe chiarire meglio la posizione del Genoa, visto che non si capisce questo generoso elargire regali – era già d’accordo col Prescritto, ma la Juve si è inserita. Anche infastidita dall’atteggiamento dei nerazzurri nella vicenda Giovinco. Destro interessa, non a tutti i costi, ma interessa, così il Siena ha pensato di riscattarne la metà, convinta di poterla poi rivendere. Al Genoa questa mossa, del tutto legittima, non è piaciuta ed ecco le allucinanti frasi pubbliche di Preziosi (attenzione: frasi pubbliche, perché lontano dai microfoni questa è la normale dialettica fra chi tratta):

Che se lo godano al Siena. Destro va dove dico io.

Da cultore dell’illegalità, qui potete leggere la sua grande carriera giudiziaria, Preziosi trova il tempo per un’uscita senza senso. La Juve è disposta a trattare il prezzo di Destro, stimato nell’ordine dei 12/14 milioni di euro. Al ragazzo fa piacere la stima di Conte e preferirebbe i bianconeri. L’atteggiamento di Preziosi rischia di bloccare il tutto. Col risultato che fra 12 mesi la situazione rimarrebbe inalterata, probabilmente con una Juve ancora più forte dal punto di vista del fascino e dei risultati.

Conclusioni

Paradossalmente il complicarsi di queste due trattative favorisce un certo pensiero. Quanto vale la volontà di un giocatore? Lo vedremo.

Nel pomeriggio di ieri c’è stato un tentativo maldestro nel convincere Verratti ad accettare Napoli. Quanto resisterà il ragazzo? Se vuole veramente la Juve, ma soprattutto se vuole davvero vincere in futuro, non gli resta che resistere e imporre la Juve alla sua attuale squadra. Viceversa, la Juve ne avrà beneficiato in milioni di euro risparmiati.

Stesso discorso per Destro per il quale però c’è la variabile pazza, ossia Preziosi. Auguri ragazzi, qualunque sia il vostro futuro.

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