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Juventus 102 punti: agghiacciande!

E’ agghiacciande.

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102 punti, centodue punti. Record europeo. Messi in fila Benfica, Barcellona, Real Madrid.

E’ agghiacciande: record di punti in assoluto in Serie A.

E’ agghiacciande: record di vittorie in assoluto in Serie A.

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E’ agghiacciande: record di punti in casa.

E’ agghiacciande: record di vittorie in casa.

E’ agghiacciande: record di partite consecutive in gol (30).

E’ agghiacciande: miglior attacco e miglior difesa del campionato.

E’ agghiacciande.

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Juve europea e Juve italiana: trova le differenze

La Juve sta macinando tutto. E tutti visto che la stagione è ben inoltrata. Campionato di Serie A e Champions. Competizioni che vedono brillare la nostra Juve.

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Un girone di andata di campionato eccellente, con Conte praticamente silenziato e allontanato dal campo perché così credevano di limitarci.

Un girone di qualificazione di Champions esaltante, con le tre vittorie nelle ultime tre partite contro Chelsea e Shakhtar in particolare. E poi gli schiaffoni dati a Lennon e al Celtic negli ottavi.

Scaliamo il ranking in Europa e continuiamo a dettar legge in Italia. Ma le storie sono differenti.

La velocità della Juve sembra diversa in Europa rispetto all’Italia, specialmente in questo 2013. La psicologia, si sa, gioca brutti scherzi e non puoi certo programmare determinati pensieri.

In Italia si pensava, si pensa tuttora, di poter vincere a mani basse, senza troppo sudore. Mai pensiero fu più errato. In Europa la Juve ha un passo più deciso. Più organizzata, più cinica, più europea. Come se Conte avesse lavorato su due mentalità.

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Le ragioni in realtà sono anche tattiche. In Europa si gioca a calcio, in Italia spesso la Juve deve giocare contro 11 uomini nella propria metà campo e contro un gioco più distruttivo che alternativo (alternativo all’avversario, si intende). Questo permette alla Juve di sfogare tutti i suoi cavalli solo a giornate alterne. In più mettiamoci pure una certa “sfortuna” in certi ambiti.

E’ l’attacco in particolare che desta impressione. Andiamo ai numeri:

  • quattro reti per Quagliarella che addirittura vanta una media gol superiore a Messi;
  • tre reti per Vidal;
  • due reti per Matri e Giovinco e Marchisio e Vucinic;
  • un gol per Bonucci.

In pratica gli attaccanti hanno segnato tutti nelle otto partite, con buona alternanza. Più il solito apporto del centrocampo (cinque gol fra Vidal e Marchisio) e un gol dalla difesa.

In campionato la storia cambia, pur essendo migliore rispetto allo scorso anno. E allora la domanda è: perché in Italia gli attaccanti faticano così tanto?

Forse torniamo ai discorsi tattici. Come ha ben spiegato Conte i suoi ragazzi d’attacco sono costretti a un lavoro molto pesante in fase di costruzione e di non possesso. Soprattutto è fondamentale per il tecnico leccese l’apertura di spazi in cui si fiondano i centrocampisti e i laterali. Puntualmente questo accade. E forse si spiegano così i numeri discreti dell’attacco in campionato. Con in più l’arroccamento delle squadre avversarie che rinunciano spesso a giocare.

Con queste medie e queste prestazioni è lecito allora sognare, pur sapendo da dove si viene.

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Juventus-Chievo I precedenti

Quarta giornata di campionato, allo Stadium alle 20e45 si presenta il Chievo Verona di Mimmo Di Carlo; la Juve arriva da 3 vittorie su 3 partite disputate mentre il Chievo con una vittoria alla prima giornata e 2 sconfitte.

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Avversari da non sottovalutare i gialloblù, l’ultima vittoria dei bianconeri infatti risale alla prima giornata del campionato 2009/10, quando sulla panchina c’era Ciro Ferrara, vittoria che arriva grazie al gol di Vincenzo Iaquinta. Nei 5 incontri che seguono la Juve non riesce ad andare oltre il pareggio, perdendo addirittura a Verona il 17 Gennaio. Juventus e Chievo si sono affrontate 20 volte in incontri ufficiali, 12 vittorie bianconere, 7 pareggi e una sola vittoria dei Clivensi. Da ricordare la sfida del 15 Settembre del 2001 che vide il Chievo in vantaggio di 2 reti dopo venti minuti, grazie alla doppietta di Marazzina, poi TacchinardiTudor e Salas su rigore diedero i 3 punti alla squadra allenata da Marcello Lippi.

Partita molto sentita dai gialloblù viste le dichiarazioni di più giocatori convinti di poter infliggere la prima sconfitta alla Juventus, a partire dal portiere Sorrentino, passando per l’ex Rigoni e arrivando all’attaccante Di Michele, tutti convinti di poter fermare l’11 di Mister Conte, purtroppo ancora rinchiuso in tribuna.

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Genoa – Juventus Informazioni cronologiche

Parlando di GenoaJuventus e andiamo ad analizzare due società tra le più vecchie, 1897(Juve) e 1893(Genoa); la prima sfida risale addirittura al 13 Aprile del 1903 dove i liguri si imposero per 3 a 0.

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Gli incontri disputati dalle due società a Genova sono 70, una sola volta in Serie B nell’anno che tutti noi conosciamo bene, 62 volte in Seria A una di queste vinta a tavolino, 5 di Coppa Italia, 1 di Coppa Federale e 1 nel vecchio Campionato Alta Italia.

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Il bilancio in campionato sta dalla parte dei Genoani con 26 vittorie casalinghe, 15 pareggi e 21 vittorie Juventine in trasferta; l’unico incontro in Serie B disputato a Genova finì 1 a 1 con le reti di Nedved e Juric. In Coppa Italia la Juventus è scesa in campo a Genova portando a casa 2 pareggi e 3 vittorie su 5 incontri disputati, l’unico incontro di Coppa Federale finì 1 a 1 mentre nello scontro che valeva per il vecchio Campionato Alta Italia i Liguri si imposero per 2 a 0.

L’ultimo incontro a Marassi, l’11 Marzo 2012, vede la Juventus dominare la partita ma portando a casa solo un misero punto con i soliti strascichi di polemica per un mancato rigore in favore del Genoa e un gol annullato a Pepe per fuorigioco (?).

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La Juve comincia col Bari

Sono usciti i calendari, in una serata resa ridicola da una conduzione clamorosamente in bianco. Tutti elegantissimi, ma scarso livello di dialogo.

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La Juve comincia col Bari, al San Nicola. Trasferta molto complessa. Ad aprire le danze, fuori dalla vecchia sede della Borsa, è Galliani. Come mai questa persona può camminare liberamente ed essere invitato a simili manifestazioni e Moggi invece rischia la pena di morte? Ma si sa, quando il gatto non c’è, i topi ballano. E chi meglio di TopoGigio-Paolillo? E’ lo show-man della prima mezzora, a dispensare saggi della sua intelligenza, a discutere di trasferte più o meno lontane. E alla fine fa bella e migliore figura Galliani che intelligentemente ha detto:

I calendari adesso non hanno senso. Come sai in che condizioni arrivi a un determinato match? E come sai la condizione della squadra avversaria?

Complimenti Adriano, ora però spiegaci con la stessa logica il ruolo di Meani.

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Immancabile il grande Paolini, che in molti avevano confuso con l’amministratore delegato dell’Atalanta di Milano, salvo poi chiedere scusa a Paolini per l’infame scambio di persona. Paolini ha insultato Lippi rovesciandosi addosso un qualche tipo di liquido rosso. Ecco, la perfetta dimostrazione dell’Italia Pallonara. Siamo questi e dobbiamo rendercene conto per mettere una grossa pezza e ripartire.

A proposito di ripartire a un certo punto De Laurentiis, molto ben pettinato, ha sparato la sua solita cazzata: fuori i politici dal calcio e facciamoci un torneo europeo. Scusa, caro De Laurentiis, ma esistono già due tornei europei. Uno si chiama Champions League e vi partecipano le prime quattro squadre italiane (la quarta tramite preliminari). L’altro si chiama Europe League a cui il tuo Napoli partecipa. Non è che se il Napoli non va in Champions puoi organizzarla per te e per i tuoi amici, capito?

Beretta se la prende con la FIGC e a questo punto fatico a capirci qualcosa: ma decide solo Abete? Cioè si sveglia di mattina e con quella vocina detta le regole?

Alcune date da segnare rosso sul calendario:

  • Seconda Giornata: Juventus-Sampdoria;
  • Sesta Giornata: Disonesti-Juventus;
  • Nona Giornata: Milan-Juventus;
  • Dodicesima Giornata: Juventus-Roma.

Divertente il mistero su Lazio-Inter: per non dare nell’occhio l’hanno messa alla quindicesima giornata. Semmai ce ne fosse bisogno!

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