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Tag: shakhtar

Shakhtar-Juventus: i probabili 11 di Conte FORMAZIONE

Ci sarà da lottare, da aggredire ogni metro di campo cercando anche di offendere, segnare e portare a casa una vittoria. Senza troppo sbilanciarsi perché potrebbe perfino bastare un pari. Una cosa certamente non bisogna fare: prestare l’orecchio a quel che succede a Londra. Siamo padroni del nostro destino e quindi avanti da soli.

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E’ l’ultima senza Conte e allora… vinciamo anche per lui.

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Rispetto a sabato sera cambia il modulo col ritorno di Chiellini. Solito 3-5-2 con Asamoah che riprende il posto a sinistra. Lo squalificato Marchisio verrà sostituito da Paul Pogba alla sua prima da titolare in Champions. Il ragazzino è il futuro bianconero, ma deve essere sempre più il presente. Torna Vidal e lì in mezzo al campo ci sarà da lottare.

Dubbio in avanti, in realtà il dubbio è puro gusto infatti Giovinco e Vucinic si spartiranno le ultime due maglie da titolare. Quagliarella in panchina: un po’ perché Conte crede nel montenegrino che sta faticosamente recuperando la migliore condizione, un po’ perché crede in Giovinco, un po’ perché vuole usare il pugno duro con Quagliarella e secondo me fa bene.

Ultimi novanta minuti, poi se sarà passaggio nelle casse bianconere verranno versati circa 10 milioni di euro. Utili per un buon mercato di gennaio.

Shakhtar-Juventus: i probabili 11 di Conte

Shakhtar-Juventus: i probabili 11 di Conte

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Si torna al campionato: che Juve sarà?

E’ una domanda a cui sappiamo già rispondere, ma la facciamo ugualmente e la giriamo ai nostri lettori alla luce delle prestazioni europee. Al di là del livello dell’avversario, Nordsjaelland o Chelsea (agli antipodi del ranking europeo), stupisce l’approccio errato dei bianconeri alla gara del mercoledì. Strano, quale sarà la vera causa?

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Potrebbe essere l’assenza di Conte? Sembrerebbe proprio di sì. Il condottiero, su quella panchina, avrebbe di sicuro trovato le giuste mosse per cambiare marcia, per ridurre l’entrata in partita dei suoi ragazzi, magari anche la giusta sfuriata per accendere una miccia che è stata scatenata solo dopo aver preso qualche schiaffo.

Volendo guardare al bicchiere mezzo pieno non si può osservare come la Juve abbia recuperato per tre volte gare che sembravano perdute. Col Chelsea si è rischiato pure di vincere dopo essere stati sotto per 2 gol, mentre con gli ucraini di Lucescu la reazione è stata immediata. Col Nordsjaelland un buon secondo tempo, ma si è letteralmente buttata via una prima frazione di gioco non all’altezza della Juve.

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In campionato è tutta un’altra storia e allora viene da chiedersi quanto conta l’esperienza. Gente come Marchisio e l’intera difesa, benché protagonisti assoluti in Nazionale, hanno poche presenze nelle coppe epperò non sono certo loro a essere mancati clamorosamente nelle tre uscite in Champions. Perciò lo sguardo è rivolto agli altri individui della rosa. L’exploit di Quagliarella a Londra è rimasto fine a se stesso, Matri non sta esprimendosi a livelli accettabili, Bendtner ancora non inserito, Vucinic e Giovinco unici salvabili. Il peso d’attacco della Juve manc del famoso e ormai famigerato top player.

Storia diversa in difesa dove certo il livello europeo è molto più performante rispetto alla povera Italia. In ogni caso la difesa non ha fatto disastri, reggendo bene e addirittura proponendosi ancora come strumento di manovra. Bene pure il centrocampo dove ultimamente sta mancando Vidal. Male le fasce: Lichtsteiner e Asamoah, De Ceglie e Caceres e Isla non stanno offrendo quelle prestazioni che a Conte servono terribilmente.

Ma per fortuna… c’è il campionato.

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IoJuventino.net torna in vita: cosa è successo alla Juve?

Chiediamo scusa ai nostri lettori, ma gli inconvenienti tecnici sono sempre dietro l’angolo. Non abbiamo il dono dell’imbattibilità della nostra amata Juve e perciò qualche giorno di inattività ci ha privati di questo spazio libero in cui discutere. Cosa è successo nel frattempo?

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La Juve dopo aver distrutto la Roma in campionato ha rischiato grosso con Lucescu. Un po’ la stanchezza, un po’ la troppa facilità con cui si è liquidata la delicata sfida ha di fatto decontrato i ragazzi di Conte che hanno subito, per la seconda volta in stagione, l’avversario. In modo anche preoccupante. Grande merito va attribuito a Lucescu che ha poi spiegato per bene le mosse: davvero geniali in certi casi, ma remissivo e addirittura impaurito l’atteggiamento dei bianconeri.

Lo Shakhtar gode di una storia recente davvero niente male. In Italia siamo soliti a esaltare in eccesso un avversario o a ignorarne la reale forza. Il campionato ucraino non sarà quello italiano (dove certo il derby milanese non ha dimostrato questo livello eccelso di cui si parla), ma 25 vittorie di fila sono sempre 25 vittorie di fila. Con qualche interprete da tenere d’occhio e un collettivo interessante.

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La Juve non può giocare al massimo tre partite di fila, e anche il Siena lo ha dimostrato. Le energie nervose e quelle fisiche vengono indubbiamente sciupate e depauperate nel corso dei match. Resta un dato singolare: la Juve non perde, minimo pareggia e comunque vince. E’ allora complicato cominciare una sequela di critiche che Carrera ha provveduto a rispedire al mittente. Se l’avversario che produce il massimo sforzo (Shakhtar, Siena, Chelsea) non riesce a scalfire la corazza bianconera o se bastano pochi minuti per ribaltare una situazione pericolosa (leggi Genoa) allora i meriti di Conte e del suo staff sono elevatissimi.

A Siena sono servite due magie per liberarsi dei bianconeri toscani, ma la magia è necessaria in una grande squadra. La Juve può attingere a diversi interpreti del mestiere. Sono 11 i bianconeri già a segno in queste prime gare di stagione: un dato entusiasmante che conferma, se ce ne fosse bisogno, come sia il collettivo l’arma micidiale di Antonio Conte. Pur senza quel bomber da un gol a partita, pur se l’attacco, rispetto a un anno fa, è già molto avanti nel programma. Vucinic, Quagliarella, Giovinco e Matri hanno timbrato il cartellino, il centrocampo ha esultato per ben 12 volte, mentre in difesa Lichtsteiner e Bonucci si sono aggiunti ai goleador stagionali. Non male, anche contando il numero di gol fatti.

La verità è che si cerchi comunque un pretesto per criticare la Juve, per cercare di innervosirla e indebolirla. Tentativi a vuoto sinora e crediamo fermamente che non riusciranno in questo intento i vari giornalacci. Piuttosto, cosa ben diversa, ci sarà da argomentare sul livello di calcio mostrato. Altalenante, ma certo vale ancora una frase di Carrera: “Non si può certo distruggere l’avversario in ogni partita: giocano pure gli altri“. Ecco, questo concetto è la migliore fotografia per quella che è stata sin qui l’impresa bianconera: distruzione totale dell’avversario. Ora lo facciamo semplicemente respirare di tanto in tanto, ma davanti ci siamo ancora noi. Inesorabilmente noi.

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