Menu Chiudi

Tag: siena (pagina 1 di 3)

Conti, conferme e sorprese dell’ultima giornata

Un altro campionato é andato via. Solo che questo finisce in un modo particolare, con diversi verdetti, qualche conferma, alcune sorprese.

Advertisment

Assist di Bergonzi al Milan Balotelli tira meglio i rigori, secondo Montella. Cosí i rossoneri vannoin Champions per il rotto della cuffia. Nel finale di partita va tutto liscio: appena 60 secondi di inferioritá numerica (qualcuno spieghi a Terlizzi il motivo del giallo), poi uno svenimento di Balotelli che diventa penalty, poi confusione che consegna a Mexes la copertina dei giornali. Un trionfo, echissenefrega della limpidezza. Complimenti peró al Siena e alla sportivitá, lo stesso Siena che fu di Conte e che appena qualche mese fa é stato oggetto di Calcioscommesse.

Stra…figuraccia dell’Inter Io ventaglio delle scuse é stato esaurito. All’appello di Stramaccioni mancano solo sinusite e aumento dell’IVA e poi la collezione di giustificazioni é completa. La veritá, palese nei numeri dei nerazzurri, é la fragilitá di un progetto che chissá mai se veramente esistito. Piú gol presi che fatti, record di sconfitte, imbarcata finale, niente identitá né gioco, sistema difensivo tragico che va al di lá di assenze e demoralizzazione. Bentornata Inter, ci sei mancata nascosta come eri nel trappolone di Farsopoli. Ora l’unico nome in grado di salvare la baracca é quello di Guido Rossi.

Advertisment

Il Napoli anche ieri ha vinto Direbbe questo De Laurentiis: il Napoli non ha perso, anzi ha vinto. E la Roma ha perso perché fra 2 anni ci sará il Fair Play finanziario. Appunto, fra 2 anni. Intanto incassa l’addio di Mazzarri che avrá visto lungo (e quando mai ripeterai un anno cosí?) e si prepara a qualche cessione eccellente e pericolosa. Dovrá essere bravo il DeLa a scegliere la giusta sceneggiatura per l’anno prossimo, riducendo il rischio di implosioni.

Alta tensione Roma Sará un derby infuocato. Chi vince accede alla Seconda Europa. Petkovic e Andreazzoli (prima Zeman) hanno illuso la piazza, partendo peró da posizioni differenti e con un cammino differente. Avessero consegnato al primo un attaccante in piú oggi forse la Lazio avrebbe piú punti. Avessero ragionato in serietá i giallorossi, la scelta Zeman l’avrebbero capita tutti: mediatica e spettacolare, ma insufficiente e inadeguata per un vero progetto di rinascita.

Capolavoro Montella e Guidolin Il primo é subito dietro Conte per qualitá. Il secondo, dopo l’infinita gavetta, meriterebbe qualche libro per la maniera di governare gruppo e idee tattiche. Fiorentina e Udinese si confermano piacevoli sorprese di questo campionato. La Viola é andata vicinissimo al traguardo grosso (ma Bergonzi ha detto no!) mentre l’Udinese guadagna l’accesso alla Europe League con uno strappo finale da gran velocista (come piacerebbe al ciclista Guidolin). Solo meriti per entrambi.

Complimenti infine a tutte le altre squadre. Al Catania e al Bologna, all’Atalanta e al Chievo, al Cagliari e alla Samp. Bravo chi é riuscito a salvarsi e un presto ritorno in A per chi é retrocesso. Come sempre, 1 volta su 4 nella storia della A: veniteci a prendere. Firmato: la Juve!

Advertisment

Juve a caccia di punti e di punte

A caccia di record. A caccia di punti e punte. Difficilmente i giorni che seguono, e fino a fine estate, non vedranno la parola mercato associata alle parole bianconero e “top player”.

Advertisment

Razionalmente si fa fatica a non dar ragione a Matri: gli attaccanti hanno fatto un buon lavoro. Tutti sopra la decina quanto a reti firmate. L’inghippo é proprio l’aggettivo usato: “buon” non é positivo se giochi in casa Juve.

Advertisment

Obiettivamente vien da pensare che con due attaccanti piú prolifici questa squadra avrebbe potuto far meglio, molto meglio. Che é quanto dire visto la marcia trionfale che ha fatto sprofondare gli avversari a distanza siderale.

Cosí una domanda si fa spazio: con Conte gli attaccanti potranno mai segnare tanto? Un veloce riepilogo delle coppie-gol di Mister Conte. Nella stagione a Bari la migliore coppia gol fu composta da Barreto (25 reti) e Caputo (10 reti). Col Siena la migliore coppia gol fu Calaiò (18 reti) e Mastronunzio (9 reti). Lo scorso anno Matri e Vucinic siglarono 10 reti a testa. Al di là di Barreto, con Conte gli attaccanti non sono mai estremamente prolifici, contrariamente ai centrocampisti che vanno sempre in gol. Nei primi anni, con il 4-2-4 segnavano tantissimo gli esterni (Reginaldo al Siena, Guberti a Bari, tanto per fare due esempi), mentre con la Juve si sono affermati Marchisio e Vidal (a raffica entrambi) con gli inserimenti centrali.

Semplice deduzione: il duro lavoro che vede gli attaccanti di Conte protagonisti rischia di offuscare le idee quando arrivano vicino alla porta. La fase di pressing che devono sostenere per tutto il match li costringe a un importante spreco di energie. D’altro canto, un top player é un top player avrà pensato Conte che ormai non si accontenta proprio più.

Advertisment

Juventus-Siena: alziamo il volume [FORMAZIONI]

E’ l’appello del nostro capitano, del nostro condottiero. La Juve deve alzare il volume. In sede di conferenza stampa l’ha espressamente chiesto ai tifosi (“voglio la bolgia, non siamo a teatro“), ma in realtà il messaggio era rivolto ai giocatori che scenderanno in campo.

Advertisment

Nessun calcolo, va in campo la Juve migliore. In questo ha ricordato molto Capello che non faceva riferimento ai diffidati e schierava sempre la formazione migliore. E allora questo vuol dire che vedremo in campo Pirlo, Barzagli e Matri, fra gli altri.

La lieta notizia è il rientro di Chiellini. Quanto è mancato alla Juve in questo 2013? Tanto, tantissimo. Giorgio La Roccia tornerà probabilmente in campo contro il Napoli e sarà un vero nuovo acquisto per Conte, in un finale di stagione mozzafiato.

Siena, in grandissima forma, e poi Napoli venerdì sera. In pieno stile farsesco De Laurentiis tenterà di spostare la partita a sabato, ma non dovrebbe riuscire nel suo intento. Se la cantano e se la suonano: pensassero piuttosto a farci giocare in un campo decente al San Paolo!

Advertisment

Corsie affidate a Lichtsteiner e ad Asamoah. Il ghanese è chiamato ad aumentare i giri del motore in una fascia che non è parsa all’altezza. Da De Ceglie a Peluso (che comunque è in crescendo e oggi sostituirà Caceres), la Juve non è riuscita a trovare la freccia mancina giusta per scardinare parecchie partite.

In attacco, con Matri sicuro titolare, il ballottaggio è fra Vucinic (che riposerà un po’) e Giovinco (favorito). Il talento di Beinasco è chiamato all’ennesimo esame. Indifendibile pure dal sottoscritto – che pure ha battagliato per difenderlo, forse perché semplicemente credo fermamente nelle sue qualità assolute – per Sebastian è arrivato il tempo di decidere: grande fra i grandi e quindi nella Juve, o grande fra i piccoli e quindi tornare in provincia. E’ il dilemma di chi ha rischiato di bruciarsi una prima volta (con Ranieri e con Ferrara) e ha poi trovato la giusta dimensione altrove (a Parma). C’è un solo modo per convincere tutti: gol pesanti, prestazioni pesanti. Le qualità, paradossale, non gli mancano, anzi. Deve crescere in personalità e in autostima.

Nessuna chance per Anelka, forse solo nella ripresa. Così facendo, però, torna inevitabile una domanda: che l’abbiamo preso a fare?

Infine sarà Pogba a sostituire Vidal. Giusto, giustissimo, ma anche qui una semplice domanda: non staremo trascurando un tizio che si chiama Giaccherini? A destra o a sinistra o da interno non potrebbe dar fiato ai titolari… di tanto in tanto, specie in queste partite?

Juventus-Siena: Pogba al posto di Vidal, Giovinco in avanti?

Juventus-Siena: Pogba al posto di Vidal, Giovinco in avanti?

Advertisment

Contro il Siena pericolo giallo e relax

Sono due i pericoli maggiori per Antonio Conte: la doppia importante sfida contro Napoli e Celtic, il numero di diffidati. Problemi non da poco.

Advertisment

La Juve del 2013 è svagata, incostante, incoerente. Partite stupende, da incorniciare, e partite vergognose, tristi, strane. Conte deve saper raddrizzare una situazione che ai tifosi non piace. Perché tanta differenza di prestazioni?

E’ certamente un problema psicologico, non fisico. Stimoli e voglia sono eccezionali quando affrontiamo determinati avversarsi, mentre vengono completamente a mancare. Non è la Juve che siamo abituati a vedere. Non è la Juve di Conte che nonostante un 2013 da brividi è riuscito a incorniciare un periodo di partite con pochissime sconfitte, fra i periodi più belli della storia bianconera. E ora bisogna accelerare.

Advertisment

Il Siena è in un periodo semplicemente fantastico. Uomini col morale alle stelle, uomini decisivi, un attacco interessante. Basterà essere accorti in difesa per frenare il loro dinamismo e soprattutto basterà comportarsi da Juve in avanti. Basterà?

Dobbiamo tornare ad aggredire le partite e gli avversari epperò stavolta dobbiamo stare attenti al pericolo giallo. Occhio all’arbitro e al suo atteggiamento, ma non aiutiamo chi vuole farci fuori. Il problema diffida e quindi squalifica riguarda colossi come Barzagli e Chiellini (che torna arruolabile, ma andrà in panchina), Pirlo e Vidal, e poi Matri. Ma Conte non è intenzionato a fare turnover, forse solo tenere un po’ a bada Vidal che verrà sostituito da Pogba.

Nel frattempo il Napoli sta cercando di posticipare la sfida del primo marzo alla serata successiva. Noi intanto stiamo muti e incrociamo le dita: ormai ci abbiamo fatto il callo.

Advertisment

Rischio neve? Le situazioni di potenziale rinvio

Ondata di gelo e di neve in tutta Italia, in particolare il Nord ovviamente. E questo potrebbe influire su alcune gare di Serie A che rischierebbero il rinvio. In Russia riescono a giocare, in Italia no.

Advertisment

Paradossi climatici a parte, a Torino si rischia il rinvio e il Milan può così respirare. Resta il problema di quando recuperare le gare. Perché anche Atalanta-Parma e Siena-Catania e Bologna-Lazio non promettono nulla di buono.

Advertisment

Freddo, ma clima ben più mite a Palermo dove la Juve vede il ritorno di Conte in panchina.

Situazione curiosa invece per Inter-Napoli. Fosse stata giocata al San Paolo il rischio rinvio, anche con il sole, sarebbe stato forte, ma si gioca a Milano e lì la neve scende davvero. Si gioca o non si gioca? Entrambe hanno praticamente riposato e allora decideranno Moratti e l’amico De Laurentiis.

Zeman intanto sta già assaporando una nuova vittoria a tavolino. Con questo ritmo lo Scudetto non è più utopia…

Advertisment

Incredibile menzogna su Conte nelle motivazioni del Tnas

Ieri abbiamo commentato le motivazioni del Tnas relative alla squalifica per omessa denuncia di Conte e ci era rimasto un grosso dubbio.
Infatti, oltre alle varie e ormai solite amenità dei vari non poteva non sapere, Carobbio credibile, le condanne in base a probabilità soggettive e il “principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza oltre ogni più ragionevole dubbio”, le motivazioni si concludevano con un incomprensibile passaggio:

Advertisment

come ammesso dalla stessa difesa di Conte, quest’ultimo avrebbe avuto conoscenza dell’illecito accaduto in data 08 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 08 marzo 2012.

In pratica le motivazioni si concludono con una sorta di certezza da parte del Tnas che si potrebbe parafrasare così: riteniamo che ci siano alte probabilità che Conte avesse saputo della combine ai tempi in cui allenava il Siena dato che Stellini era un suo collaboratore e lo condanniamo per questo pur non avendone la certezza, perché non è necessario essere certi della colpevolezza di un imputato di fronte alla giustizia sportiva. Tuttavia, anche ammettendo che Carobbio abbia mentito e Stellini non abbia davvero mai detto nulla a Conte ai tempi del Siena (cioè a fine campionato 2010/11) sulla combine, Conte è comunque da dichiararsi colpevole di omessa denuncia dal giorno 8 marzo 2012. Questo perché in quella data la sua difesa avrebbe ammesso che il tecnico bianconero avesse saputo da Stellini la verità sulla combine con l’Albinoleffe e dunque doveva andare a denunciarlo.

Advertisment

Ieri sera siamo caduti giù dal pero di fronte a questa conclusione. Quando mai la difesa di Conte ha ammesso che Stellini a un certo punto ha raccontato a Conte certe cose? Mai, ma quel verbale secretato non si riusciva a trovare. Oggi, grazie a Guido Vaciago di Tuttosport, abbiamo potuto leggere la parte di quel verbale dell’interrogatorio di Conte dal quale il Tnas ha pensato di carpire una presunta ammissione da parte del tecnico bianconero. Ammissione che appunto non esiste e non è mai esistita:

Non mi accorsi di nulla in particolare in occasione di Siena-Albinoleffe dell’8 gennaio 2011, in quanto essendo molto arrabbiato per il gol subito nei minuti finali andai via velocemente: Stellini solo recentemente, a seguito delle notizie stampa che lo indicavano come coinvolto in presunti accordi presi dal Carobbio per la partita di ritorno, mi ha riferito che, al termine della gara in oggetto, vi era stata una rissa fra i calciatori delle due squadre alla quale il medesimo aveva partecipato e pertanto essendo preoccupato che potessero accadere incidenti nella gara di ritorno sollecitò Carobbio, quale ex dell’Albinoleffe, a parlare con i suoi ex compagni per cercare di stemperare gli animi. Lo scrupolo di Stellini derivava dal fatto di essere rimasto coinvolto in prima persone nella rissa e pertanto si sentiva ancora più responsabile.

Che sono poi le stesse parole usate da Conte per spiegare la situazione creatasi con Stellini durante la famosa conferenza stampa del 23 agosto che gli è costata 25 mila euro di multa per le sue considerazioni sul modus operandi dell’attuale (in)giustizia sportiva.
Direi che c’è una bella differenza tra scrivere nella motivazioni che Conte ha ammesso di aver saputo da Stellini della combine con l’Albinoleffe, quando in realtà lo stesso Conte aveva solo dichiarato che Stellini gli aveva detto che aveva incaricato Carobbio di dire ai suoi ex compagni dell’Albinoleffe di evitare una rissa come nella partita di andata anche nel match di ritorno (quello incriminato). Tra il sapere di una combine e il sapere (con quasi 1 anno di ritardo tra l’altro) che Stellini si era mosso per evitare il ripetersi di una rissa in campo intercorre un’enorme differenza. Che poi Stellini abbia mentito a Conte è assodato, ma qui si ragiona su cosa potesse sapere Conte. E appare un ennesimo mostro giuridico questo travisare le parole di un interrogatorio solo al fine di condannare un imputato senza prove.
Vedremo cosa succederà a questo punto, se ci saranno i margini per ricorrere in qualche sede per far emergere questa menzogna.

Quel che è certo è che nessuno darà mai indietro questi 4 mesi di squalifica a Conte, come è altrettanto certo che un sistema di diritto non può sottostare a simili aberrazioni in un paese che dovrebbe essere democratico.
Non si può andare avanti con una simile giustizia sportiva, che arriva a falsare le sue stesse motivazioni nel disperato tentativo di reggersi in piedi.

Advertisment

Il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza”: le motivazioni del Tnas per Conte

Sono state pubblicate le motivazioni del Tnas relative alla conferma della condanna a Conte per omessa denuncia relativa ad Albinoleffe-Siena e la contemporanea riduzione della squalifica a 4 mesi. Idem per quanto riguarda Alessio.

Advertisment

La frase che fa gelare il sangue e compare più volte all’interno delle motivazioni riassume da sola le ragioni per cui è giunto il momento di riformare un sistema marcio come quello dell’attuale (in)giustizia sportiva: “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio”.

Conte è stato condannato senza prove certe, ma solo in termini probabilistici (o soggettivi) è stato ritenuto colpevole. Questo perché con l’attuale giustizia sportiva non è necessario avere la certezza della colpa di una persona per condannarla. E fa niente se lo stesso Tnas qualche giorno fa nel prosciogliere l’ex giocatore del Novara Gheller dalla condanna di omessa denuncia (sempre basata sulle accuse di Carobbio), abbia deciso di venir meno giustamente a questo principio ignobile, assolvendo il giocatore dato che non esistevano prove contro di lui, ma solo la parola appunto di Carobbio, detto Pippo da chi ha svolto le indagini.

Con Conte no. Con Conte hanno anche voluto (e dovuto) scrivere dei motivi per la sua condanna.
Innanzitutto la squalifica viene ridotta perché il Tnas ha ritenuto vero che Mastronunzio fosse infortunato e non messo fuori rosa da Conte perché contrario alla combine, come invece era stato scritto nelle motivazioni precedenti.

Advertisment

Per il resto ci si attacca ancora alla veridicità delle accuse di Carobbio. Lo stesso Tnas scrive che “pur prendendo atto di alcune contraddizioni in cui è incorso il teste (cioè Carobbio, ndr) nelle diverse deposizioni, non ritiene che le dichiarazioni rese da quest’ultimo siano il frutto di un accanimento perpetrato da questi a danno del Conte”. Quindi il Tnas ammette che spesso Carobbio si contraddice, ma nel caso di Albinoleffe-Siena avrebbe detto il vero. A favore di questa versione di Carobbio, che dunque lo rende attendibile ai giudici in questa occasione, c’è l’interrogatorio di Stellini datato 29 luglio 2012 in cui l’ex collaboratore di Conte ammette la combine della partita contro l’Albinoleffe. Ma Stellini, diversamente da Carobbio, non dice mai che Conte era a conoscenza del fatto. I giudici lo fanno notare, ma scrivono anche che sarebbe comunque superfluo chiederglielo. Questo perché ritengono improbabile che Conte non sapesse le azioni di uno dei suoi collaboratori (ecco l’intramontabile “non poteva non sapere” che vale solo per Conte e non, ad esempio, per Mondonico in una situazione identica), mentre è credibile che non potesse conoscere le azioni di tutti i suoi giocatori (quindi anche di Carobbio).
Stellini viene utilizzato come scusa per confermare Carobbio in pratica. Ma tutto in via probabilistica, qui vige il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio”. Ci dicono che “in via presuntiva […] tra le due ipotesi (cioè che Conte sapesse o meno, ndr) l’una appare più probabile e plausibile dell’altra”.

Ma è a questo punto che le motivazioni ci regalano il colpo di scena finale, uno spettacolo pirotecnico in onore delle probabilità, dell’aleatorio, e dell’assenza di ogni ragionevole dubbio.
Ricordano ancora che non è necessario chiedere a Stellini se Conte fosse o meno a conoscenza dell’illecito ai tempi del Siena, sarebbe “superfluo” anche se Stellini scagionasse Conte. Questo perché, secondo il Tnas, Conte sarebbe venuto a conoscenza delle azioni illecite di Stellini a Siena nel marzo 2012 e quindi sarebbe dovuto andare a denunciare il fatto:
“come ammesso dalla stessa difesa di Conte, quest’ultimo avrebbe avuto conoscenza dell’illeccito accaduto in data 08 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 08 marzo 2012”.
Quindi, secondo il Tnas, è inutile chiedere a Stellini se Conte sapesse o meno perché la sua confessione è avvenuta a luglio, mentre Conte aveva scoperto tutto da marzo e avrebbe dovuto denunciare. Ammettendo che questo possa essere vero, ma ve lo immaginate come sarebbe stato accolto Conte a denunciare nel pieno delle indagini a marzo? Sarebbe stato ritenuto lui stesso colpevole, semplicemente, e non solo di omessa denuncia ma anche di illecito. Sarebbe stato visto come un tentativo disperato e mal riuscito di tirarsi fuori dalle sabbie mobili una volta fiutata l’aria che tirava.
La confessione di Stellini a luglio serve solo a rafforzare l’attendibilità di Carobbio su quella partita sostanzialmente per il Tnas, quindi anche le sue accuse a Conte. E fa niente se in altre occasioni (ad esempio il caso Gheller o semplicemente la partita contro il Novara per la quale era stato accusato Conte per la famosa riunione tecnica) Carobbio sia stato ritenuto non credibile, o più semplicemente bugiardo, anzi calunniatore.

Per condannare Conte basta meno, basta basarsi su ciò che viene ritenuto soggettivamente più probabile perché vige il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio” come ricorda più volte, quasi con orgoglio o forse per giustificarsi, anche il Tnas.

E poi non diteci che questo sistema non è marcio e non è da rifondare. Al di là delle fede calcistica che uno può avere, infatti, in casi come questo a perdere sono solo la Giustizia e la Verità.

Advertisment

Mondonico, patente di onestà e nuova Wanna Marchi della tattica

Chissà perché in Italia esiste una brutta abitudine: in TV e sui giornali hanno più diritto a parlare le Wanna Marchi di ogni settore. Politica o calcio, economia o letteratura, non trovi mai i veri esperti del settore, ma solo i marchettari che per motivi molto lontani dalla meritocrazia trovano il loro spazio e la loro paghetta. Non fa eccezione Mondonico.

Advertisment

Cremonese, Como, Atalanta, Torino, Fiorentina, Napoli, Cosenza, Albinoleffe, Novara: queste le squadre allenate. Nel palmares solo una Coppa Italia nel lontano 1993 e qualche campionato di B. Certo molto meglio di Zeman, ma non giustifica la qualifica di esperto. Ci fa piacere rivederlo arzillo e vivo dopo quanto accadutogli dal punto di vista della salute, ma questo è un altro discorso.

Alla Domenica Sportiva sta collezionando una serie di figuracce mostruosa. Dal litigio con Stramaccioni (colpa divisa a metà) alle previsioni tattiche completamente lontane dalla realtà. Ha un’ossessione Mondonico: l’uomo su Pirlo. Cosmi? “Metterà un uomo su Pirlo e così bloccherà la Juve”. Pioli? “Metterà sicuramente un uomo su Pirlo cercando di bloccare il gioco di Conte”. E via così. Strani questi tecnici italiani che non riescono a trovare contromisure per bloccare la Juve.

Ma sai chissenefrega dell’opinione di Mondonico. Quando parla di Juve bisogna stare attenti: lui cuore granata, con un passato viola e una passione per l’Inter… è perfetto per parlare di Juve o straparlare per meglio dire.

Il problema invece lo percepisco quando Mondonico rilascia questa dichiarazione:

Advertisment

La Juventus sta pagando l’assenza di Conte, ma appena l’allenatore rientrerà dalla squalifica tornerà ad essere quell’armata schiacciasassi dell’anno scorso.

Ci sono due problemi in questa frase. Uno di ordine oggettivo, uno di ordine educativo. Cominciamo dal primo.

La Juve è ancora più schiacciasassi rispetto allo scorso anno, non fosse altro che basterebbe leggere i punti in classifica, il numero di gol fatti e il numero di gol subiti e il fatto di aver già incamerato un trofeo.

Arriviamo al discorso Conte. Il migliore tecnico d’Italia è squalificato e sta pagando a carissimo prezzo l’imbattibilità in campo. E’ stato squalificato per la partita Albinoleffe-Siena e la motivazione è che “non poteva non sapere”. Cosa? Dell’Albinoleffe il tecnico era proprio Mondonico: lui a Processo non c’è mai andato. Troppo forte la sua vicinanza ai colori nerazzurri per entrare in un’aula di Tribunale.

Ora, il fatto che dica che la Juve sta pagando l’assenza di Conte mi dà i nervi: stia muto, stia zitto, straparli di tattiche che non conosce, parli della Fiorentina o del Torino, ma non tocchi la Juve: ammiri soltanto e se può… prenda appunti da Conte. Non è mai troppo tardi per imparare.

Advertisment

Allarme De Ceglie: tre errori gravissimi

Peccato perché avevo scommesso forte su Paolino. Avevo pensato che questo fosse l’anno della consacrazione, e come me lo pensava Conte che infatti non aveva chiesto esterni di ruolo. Ma già l’aver avuto l’intuizione (la necessità?) di spingere Asamoah a sinistra poteva essere un campanello d’allarme. Ora l’allarme è suonato per davvero: De Ceglie, ma che combini?

Advertisment

Cresciuto nella Juve, gol con debutto in Serie B con Deschamps al Lecce, ottima stagione al Siena con Conte viceallenatore, e poi il rientro a Torino fra alti e bassi (di squadra e personali). Questo è De Ceglie che a oggi rischia seriamente l’esclusione dalla rosa. Per carità, nessuna punizione ufficiale, non è nelle corde di Conte, ma certo un forte andare indietro nelle gerarchie di campo. Serve infatti tanto coraggio per rilanciarlo dopo quello che ha combinato. Ci dispiace sottolinearne gli errori, ma è bene pure analizzare le tre partite che lo hanno visto coinvolto per meglio capire lo stato di forma della Juve.

Siena-Juventus, campionato. I bianconeri più famosi dominano, strapazzano il Siena che però non crolla. Vantaggio juventino e poi ecco l’errore: De Ceglie si lascia superare alla fine del primo tempo in modo troppo facile e il suo uomo sarà l’assist-man per il gol di Calaiò. Botta psicologica incredibile per una squadra che doveva solo amministrare. Certo la Juve ha avuto il difetto di non chiuderla subito, ma riaprirla così fa male. Marchisio sistemerà tutto solo nel finale.

Nordsjaelland-Juventus, Champions League. Partita complicata con una Juve sottotono. Primo tempo che scivola via e poi ancora il dramma nella ripresa, con una Juve entrata in campo più tosta. De Ceglie appoggia in modo blando per Chiellini che è costretto a ricorrere al fallo per non far scappare l’attaccante. Punizione magica e Buffon battuto. Secondo erroraccio da parte dell’esterno che rischia di compromettere una intera qualificazione. Ci penserà Vucinic nel finale a evitare la sconfitta.

Advertisment

Juventus-Bologna, campionato. La partita era finita già al minuto 20 quando la Juve ha fatto registrare numeri mostruosi nel possesso palla e nel conto dei tiri in porta. Bologna mai pericoloso. Pogba regala a Giaccherini una palla favolosa e ne beneficia Quagliarella con un gol facile facile. Minuto 70, disimpegno Juve, palla larga per De Ceglie che deve solo allontanarla vista la pressione dei rossoblu, ma dal suo piede esce fuori il migliore degli assist per Taider che si ritrova solo al limite dell’area. Taider troverà poi il jolly della sua carriera trovando l’angolo più lontano. Colpo devastante. La Juve che si stava riposando è costretta ora ad accelerare e spendere tutte le energie per ritrovare la vittoria. Ci pensa Pogba a 60 secondi dal fischio finale.

Tre partite raddrizzate, tre partite che in realtà erano già chiuse. Errori gravissimi, errori di chi non è in sintonia con la concentrazione di tutto il gruppo. Errori che hanno rischiato seriamente di provocare un danno enorme. Mettiamo che Marchisio, Vucinic e Pogba non fossero riusciti a pareggiare o vincere… che sarebbe accaduto?

A esclusione degli errori di De Ceglie non mi sento di criticare la Juve che ha avuto la partita sempre nelle proprie mani e proprio con le proprie mani (o meglio, con i piedi di De Ceglie) ha complicato la storia dei match. Crisi? Ma non scherziamo giornalacci! Vince, ma non convince? Ma non scherziamo giornalacci!

Troppo cattive le nostre critiche? Forse sì, ma siamo stati abituati bene. Se l’avversario va in gol deve essere solo per suo grande merito. Bastano già i regali che la Federazione concede ai club affiliati, dai nostri ragazzi non devono arrivare favori. E adesso… in bocca al lupo a De Ceglie: con Conte si può migliorare e recuperare in fretta, basta lavorare sodo.

Advertisment

IoJuventino.net torna in vita: cosa è successo alla Juve?

Chiediamo scusa ai nostri lettori, ma gli inconvenienti tecnici sono sempre dietro l’angolo. Non abbiamo il dono dell’imbattibilità della nostra amata Juve e perciò qualche giorno di inattività ci ha privati di questo spazio libero in cui discutere. Cosa è successo nel frattempo?

Advertisment

La Juve dopo aver distrutto la Roma in campionato ha rischiato grosso con Lucescu. Un po’ la stanchezza, un po’ la troppa facilità con cui si è liquidata la delicata sfida ha di fatto decontrato i ragazzi di Conte che hanno subito, per la seconda volta in stagione, l’avversario. In modo anche preoccupante. Grande merito va attribuito a Lucescu che ha poi spiegato per bene le mosse: davvero geniali in certi casi, ma remissivo e addirittura impaurito l’atteggiamento dei bianconeri.

Lo Shakhtar gode di una storia recente davvero niente male. In Italia siamo soliti a esaltare in eccesso un avversario o a ignorarne la reale forza. Il campionato ucraino non sarà quello italiano (dove certo il derby milanese non ha dimostrato questo livello eccelso di cui si parla), ma 25 vittorie di fila sono sempre 25 vittorie di fila. Con qualche interprete da tenere d’occhio e un collettivo interessante.

Advertisment

La Juve non può giocare al massimo tre partite di fila, e anche il Siena lo ha dimostrato. Le energie nervose e quelle fisiche vengono indubbiamente sciupate e depauperate nel corso dei match. Resta un dato singolare: la Juve non perde, minimo pareggia e comunque vince. E’ allora complicato cominciare una sequela di critiche che Carrera ha provveduto a rispedire al mittente. Se l’avversario che produce il massimo sforzo (Shakhtar, Siena, Chelsea) non riesce a scalfire la corazza bianconera o se bastano pochi minuti per ribaltare una situazione pericolosa (leggi Genoa) allora i meriti di Conte e del suo staff sono elevatissimi.

A Siena sono servite due magie per liberarsi dei bianconeri toscani, ma la magia è necessaria in una grande squadra. La Juve può attingere a diversi interpreti del mestiere. Sono 11 i bianconeri già a segno in queste prime gare di stagione: un dato entusiasmante che conferma, se ce ne fosse bisogno, come sia il collettivo l’arma micidiale di Antonio Conte. Pur senza quel bomber da un gol a partita, pur se l’attacco, rispetto a un anno fa, è già molto avanti nel programma. Vucinic, Quagliarella, Giovinco e Matri hanno timbrato il cartellino, il centrocampo ha esultato per ben 12 volte, mentre in difesa Lichtsteiner e Bonucci si sono aggiunti ai goleador stagionali. Non male, anche contando il numero di gol fatti.

La verità è che si cerchi comunque un pretesto per criticare la Juve, per cercare di innervosirla e indebolirla. Tentativi a vuoto sinora e crediamo fermamente che non riusciranno in questo intento i vari giornalacci. Piuttosto, cosa ben diversa, ci sarà da argomentare sul livello di calcio mostrato. Altalenante, ma certo vale ancora una frase di Carrera: “Non si può certo distruggere l’avversario in ogni partita: giocano pure gli altri“. Ecco, questo concetto è la migliore fotografia per quella che è stata sin qui l’impresa bianconera: distruzione totale dell’avversario. Ora lo facciamo semplicemente respirare di tanto in tanto, ma davanti ci siamo ancora noi. Inesorabilmente noi.

Advertisment