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Sissoko si congeda dalla Juventus: fuori uno!

E’ arrivato sorridente, occhiali da sole e l’aria di chi è sicuro.

Solo che la sicurezza non è quella che si aspettava Conte. L’allenatore bianconero vorrebbe puntare su Momo perché è il profilo di mediano che serve accanto a Pirlo, ma il maliano ha intenzioni di segno contrario.

Sissoko partirà. Probabilmente per il ritiro juventino, ma alla prima offerta decente farà la valigia e saluterà.

Unica intuizione di Ranieri, Sissoko è arrivato alla Juve nel 2008, durante la campagna acquisti invernale. Squadra di provenienza: Liverpool. Costo del cartellino: 11 milioni di euro. Difficilmente recuperabili, anche se le rate sono già state pagate per intero. Sei mesi da incorniciare, coincisi con un finale di campionato stratosferico di Del Piero, Trezeguet (capocannoniere e vice) e compagni. Sostanza e quantità, quantità e sostanza. Corsa e generosità che lo hanno subito eletto a beniamino dei tifosi. Che fino all’anno scorso lo hanno difeso. Poi, però l’arrivo di Del Neri, i problemi fisici e i 24 milioni di euro spesi per Felipe Melo gli hanno fatto perdere posti nella gerarchia del centrocampo bianconero.

Sissoko perciò è quel tipo di giocatore che alla Juve serve, ma se andrà. Al miglior offerente, cioè Spagna o un ritorno in Francia.

Fuori uno. Dopo di lui mollerà Felipe Melo e quindi Marotta potrà ingaggiare Vidal che, a oggi, è certamente l’indiziato numero uno per il centrocampo.

Buona fortuna Momo!

Chi affiancherà Pirlo? Sissoko, Melo o Mister X?

Nella Juve di Conte, muovendoci nell’ipotesi di un 4-2-4, il reparto di centrocampo è popolato da tre tipi di giocatori:

  1. due ali vecchia maniera, in grado di saltare l’uomo e con una grande capacità di corsa e grande resistenza;
  2. un regista, uno che sa alternare il gioco corto al gioco lungo (fondamentale in tal senso la profondità garantita dalla prima punta);
  3. un cagnaccio rabbioso che sappia coprire le spalle al compagno di reparto e fare la diagonale sulla fascia scoperta.

La rosa attuale vanta un grandissimo regista, Andrea Pirlo, un duttile centrocampista di nome Claudio Marchisio, e ben due giocatori che i più danno in uscita: Felipe Melo e Sissoko. Sulle ali torneremo in un altro articolo.

Il brasiliano è stato acquistato per 24 milioni di euro e ha reso poco il primo anno, ha reso bene il secondo anno. Certo il suo carattere è un limite fortissimo. Quando Del Neri lo ha avuto in pugno Felipe Melo si è rivelato prezioso alleato di una Juve equilibrata e molto tosta in mezzo. Ricordo alcune allucinanti prestazioni, forse su tutte quella contro il Milan. Il processo di crescita è in atto, ma da Torino giungono voci di una fiducia molto parziale di Antonio Conte nei riguardi di una personalità altalenante. E la Juve non può permettersi simili punti interrogativi.

Il maliano sarebbe invece il tassello mancante. Paradossalmente, la soluzione più semplice e più utile la Juve ce l’ha in casa con Sissoko. Ma gli infortuni degli ultimi due anni e la testa-altrove potrebbero essere i due più grossi ostacoli. Perciò Sissoko è più out che in, con un mercato in uscita che ancora stenta a decollare. E come potrebbe visti gli ingaggi e il fatto che comunque la Juve non può spenderli.

Non credo alla pedina Vidal, un centrocampista molto offensivo e poco propenso alla fase difensiva. Vidal è tutto, tranne che un mediano di rottura. Né mi convince, del tutto appieno, Inler, che reputo costoso.

Sarebbe pressoché perfetto Lass Diarra, ma il giocatore non ne vuole sapere di Torino e non costa certo quei 12 milioni che la Juve vorrebbe spendere per il mediano.

Sono perciò convinto del fatto che Antonio Conte vorrà prima toccare con mano Sissoko e Felipe Melo e soltanto a ritiro iniziato deciderà chi dei due rimarrà nella rosa bianconera, chi andrà via e, soprattutto, se ci sarà bisogno di tornare sul mercato.

In quest’ultima ipotesi, quali sono le vostre idee in merito?

Calciomercato Juventus: quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Mai sentiti così tanti numeri in vita mia. Ma saranno giusti? Somme e sottrazioni sono corrette?

La Juventus ha varato l’aumento di capitale, ossigeno puro per le casse e per una situazione complessiva deprimente.

La Vecchia Dirigenza ha sperperato un patrimonio costituito da soldi e parco giocatori. L’attuale dirigenza deve invece riparare vecchi danni, non crearli e addirittura migliorare la struttura dell’intera rosa con un mercato oculato e preciso. Di qualità, come amano dire opinionisti e Marotta.

Ma quanti sono veramente i soldi a disposizione di Marotta?

Demenza pura i 190 milioni di euro millantati e scritti in prima pagina da Tuttosport. A proposito: Andrea Agnelli ha concesso un’intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport! Chi ha orecchie per intendere… intenda! E non ha certo risparmiato colpi bassi, il Nostro Presidente.

Incredibile pensare che Marotta possa firmare assegni per 120 milioni di euro: è un oltraggio all’intelligenza del tifoso. Così proponiamo, a  scopo puramente estetico, a mo’ di esercizio di economia casalinga, il seguente prospetto. Suggerimenti e correzioni sono ben accette!

Operazioni d’acquisto completate.

La Juventus ha recentemente riscattato 4 giocatori:

  1. Alessandro Matri per 15,5 milioni di euro;
  2. Fabio Quagliarella per 10,5 milioni di euro;
  3. Simone Pepe per 7,4 milioni di euro;
  4. Marco Motta per 3,5 milioni di euro.

Sebbene il totale della spesa sia di 37 milioni di euro, in realtà la Juve pagherà solo la prima delle tre rate. Tale rata, per l’anno 2011, sarà di euro 12,6 milioni di euro (5,2 per Matri, 3,7 per Quagliarella, 2,5 per Pepe, 1,2 per Motta).

Quindi a oggi la prima spesa ammonta a 12,6 milioni di euro. Il primo dato è tratto. Ora passiamo alla successiva spesa.

Operazioni d’acquisto da completare.

Diamo per fatti gli acquisti di Bastos e Lichtsteiner. Lo svizzero della Lazio verrà pagato intorno ai 10 milioni di euro, mentre Michel Bastos verrà chiuso a 13 milioni di euro.

Ipotizziamo un pagamento netto in un’unica rata (in realtà così non sarà) e scriviamo quindi ben 23 milioni di euro come spesa preventivabile nella prossima settimana di affari.

Secondo dato: 23 milioni di euro. Ora entriamo nel campo delle ipotesi.

Ipotesi di acquisto.

Alla Juve serve un top player (tipo Aguero o Giuseppe Rossi) e perciò si è deciso di stanziare una cifra non superiore ai 35 milioni di euro per avviare e chiudere una simile trattativa.

Per quanto concerne il mediano da affiancare a Pirlo, Marotta sta cercando di convincere Lass Diarra. In alternativa resta la pista Inler o una new entry tipo Fernando del Porto o Vidal dalla Germania. Per il mediano la spesa prevista è di 15 milioni di euro, non un centesimo di più.

Per i 2 giocatori che andranno, più di tutti, a rinforzare la Juve si prevede perciò una spesa massima di 50 milioni di euro. Ed ecco il terzo dato.

Passiamo dunque alle probabili cessioni, operazioni necessarie per sfoltire la rosa, continuare il processo di pulizia dello spogliatoio bianconero, e per rimpinguare le liquidità a disposizione della società. Ancora, dobbiamo muoverci lungo le ipotesi di mercato.

Cessioni probabili.

A centrocampo i sicuri partenti sono Sissoko e Felipe Melo. Il maliano sembra avere perso ogni stimolo a vestire la maglia bianconera e negli ultimi due anni è stato massacrato da infortuni. Il brasiliano non gode della fiducia di Conte. La Juve spera di incamerare 12 milioni di euro per Melo e 6/8 milioni di euro per Sissoko.

Il nome da vendere è poi Martinez. La richiesta non potrà essere superiore ai 6 milioni di euro.

In difesa si dovrebbero risparmiare gli ingaggi di Grygera e Grosso. Probabilmente riuscendo a intascare qualcosa come 2 milioni di euro.

Per l’attacco si punta a fare cassa con Iaquinta (valutazione intorno agli 8 milioni di euro) e Amauri (valutazione intorno ai 6/8 milioni di euro). Senza contare poi gli onerosi ingaggi dei due.

Resta il dubbio del secondo portiere. Storari potrebbe essere ceduto per una cifra vicina ai 4 milioni di euro e Manninger essere promosso a vice Buffon.

In totale quindi la Juve potrebbe intascare 43/48 milioni di euro. Ma è forse mezza follia, perché la non esaltante stagione dei protagonisti qui elencati ha di fatto creato un vuoto di compratori. Ma proviamo a ragionare positivamente.

A questi soldi vanno aggiunti, da subito, i 3 milioni di euro derivanti dalla compartecipazione di Giovinco col Parma. Quindi saliamo a 46 milioni di euro, al minimo (o al massimo?).

Bilancio

Stiliamo un bilancio, dunque.

Gli acquisti potenziali costringerebbero a sborsare 86 milioni di euro (12,3 per prima rata dei riscatti, 23 per terzino ed esterno sinistro, 50 per il top player e il mediano).

I proventi dalle cessioni sarebbero in totale 46 milioni di euro.

Al netto occorrerebbero 86-46 = 40 milioni di euro!

L’aumento di capitale ha stimato in 120 milioni di euro la somma a disposizione della Juve, ma non tutti i soldi serviranno per il mercato.

Innanzitutto occorre sottolineare come 70 milioni di euro saranno subito prestati dalla Exor, ma tali soldi devono essere restituiti entro il 31 dicembre 2011 con gli interessi (tasso al 2,8%, in totale ammonteranno a poco meno di 2 milioni di euro). Di questi soldi 30 servono subito per ripianare i debiti contratti nel precedente esercizio (chiuso il 31 marzo 2011). Ne restano dunque 40!!! Acquisti e cessioni in questo modo si pareggiano.

Ma non è ancora così semplice. Faccio ancora notare come questo sia un puro esercizio algebrico, probabile, ma scarsamente vero. Vi è da considerare infatti l’esborso per i contratti  (a fronte, in realtà, dei risparmi per chi se ne andrà) e il fatto che l’aumento di capitale riguarda un arco di 5 anni (tanto vale il piano industriale).

Ora il punto è che la Juve non deve per forza dividere i 120 milioni di euro in 5 anni, ma può liberamente usarli quando ritiene utile farlo.

A mio parere converrebbe tentare di attuare il piano pocanzi stilato. E incrementare le liquidità con gli introiti dello nuovo stadio, con la prossima partecipazione alla Champions League e con la ricerca di un nuovo sponsor.

Juventus: c’è una squadra intera da vendere

Eccola qua: Storari; Grygera, Salihamidzic, Motta, Grosso, Martinez, Tiago, Sissoko, Felipe Melo, Amauri, Iaquinta. E’ una vera e propria formazione, ma è un po’ particolare. Sono infatti gli uomini in uscita da Torino e che Marotta deve vendere al meglio.

Cominciamo dal portiere: dovrebbe rimanere, per tenere le spalle coperte a Gigi Buffon all’ultima chiamata. Oppure Storari può essere girato in Italia o Spagna (Atletico Madrid?) per abbassare il prezzo di qualche cartellino (Lichtsteiner o Aguero).

Grosso è ormai diretto a Dubai per bocca del suo procuratore. Mentre Motta dovrebbe accasarsi in Spagna dove l’esterno ha mercato, a meno che qualche italiana non decida di puntare su di lui. Terza ipotesi: la Juve se lo tiene e Conte proverà a rianimarlo, anche se per lui è prontissima una lunga militanza in panchina, dietro gerarchicamente a Lichtsteiner. Grygera è invece a un passo dalla Turchia. Brazzo è a fine carriera.

Il capitolo centrocampo è quello più spinoso. Aquilani non verrà riscattato. Martinez, costoso acquisto, verrà girato da qualche parte in ottica scambio o in ottica di recupero crediti. La sua valutazione è evidentemente inferiore ai 12 milioni pagati al Catania. Sissoko e Felipe Melo possono dare ossigeno alle casse bianconere: 8 milioni per il maliano rischiesto in Francia, 12/14 milioni per il brasiliano che starebbe pensando di tornare in Spagna (Atletico Madrid?). Sempre all’Atletico è destinato a rimanere Tiago.

Amauri e Iaquinta hanno floppato in casacca bianconera. Ingaggi pesanti, valutazioni ammissibili per le varie pretendenti (già, quali?).

Vedremo. Di certo non si può acquistare senza aver già piazzato questi nomi.

Felipe Melo esige rispetto. Nel frattempo Marotta tenta di scambiarlo con Lass Diarra

Antonio Conte è alla ricerca della giusta pedina da affiancare ad Andrea Pirlo.

Il regista della Nazionale è/sarà il regista della Juve. Il geometra delle manovre di Conte ha bisogno di un guerriero a fianco, capace di fare il cosidetto lavoro sporco. Un recupera-palloni, insomma. Ma non solo!

Il giocatore che serve a Conte dovrà avere i piedi buoni. Un interdittore capace di avviare la manovra, capace di dettare i tempi. Ecco perché Momo Sissoko non convince appieno, mentre la tenuta mentale di Felipe Melo ha subito nel corso di questi due anni pericolosi contraccolpi.

Sono stato e sono ancora uno dei primi difensori di Felipe Melo. 25 milioni di euro il costo del suo cartellino, mai veramente dimostrati sul campo, ammesso che quella era la reale/obiettiva valutazione del giocatore. Ma tant’é, Felipe Melo è arrivato alla Juve e Del Neri è riuscito a disciplinarlo. Non del tutto, però.

Il suo primo anno è passato via con uno degli errori più clamorosi di Ciro Ferrara: scambiare un interdittore con un regista puro. Felipe Melo è un guerriero, dotato di un grande fisico, ma occorre accanto a lui una persona in stile Deschamps, capace di sottrargli compiti di costruzione e di leadership.

Sostanzialmente Felipe Melo è uno dei più importanti comprimari che la Juve ha avuto negli ultimi anni, tenendo a mente solo il periodo postCalciopoli. Si pensò, io per primo, che Aquilani potesse assolvere al primo compito, cioè a leader della manovra e del centrocampo, ma ciò è accaduto solo in parte. Cosa che spiega gli alti e bassi del gioco bianconero di Del Neri.

Felipe Melo è pure un ragazzo difficile da gestire: umorale e istintivo, se gli parte la capoccia… non lo fermi più. E questo aspetto preoccupa, e non poco, Antonio Conte.

Il problema è dunque semplice: Felipe Melo via, al suo posto un giocatore più idoneo per la Juve.

Impossibile rientrare dell’oneroso valore di mercato che i geni della Juve gli hanno attribuito. Più o meno la valutazione di Felipe Melo si aggira intorno a 12/14 milioni di euro. Gli estimatori non mancano.

Per esempio il Real Madrid, cioè la squadra proprietaria di Lass Diarra, un tipo di giocatore che interesserebbe molto a Conte. Un primo tentativo è stato già fatto, in quel famoso pranzo. Ora si tratta di convincere il giocatore. Ecco perché lo stop alle trattative per Inler, il cui prezzo è esagerato, troppo alto.

La prossima settimana se ne saprà di più.

Juve: chi sarà ceduto?

Si attendono giustamente i colpi di Marotta, ma non bisogna dimenticare che la Juve deve prima, e forse soprattutto, vendere. Il che non è semplicissimo. Vediamo caso per caso quali grane deve risolvere Beppe Marotta.

Partiamo dai portieri. Marco Storari ha giocato un campionato eccezionale: sminuirne il valore ha senso solo per chi ama il gusto di dare contro alla Juve, e lascia il tempo che trova. Gigi Buffon è ancora, teoricamente, il numero 1 al mondo fra i numeri 1. Sembrerebbe un reparto più che completo, ma ci sono problemi. Storari vuole giustamente giocare, anche perché sono gli ultimi anni di carriera. Su Buffon esistono, inutile nasconderlo, diversi dubbi sulla sua tenuta fisica e sulle sue reali motivazioni di voler ancora faticare in campo. Entrambi avrebbero mercato e la Juve dovrà decidere in fretta cosa fare. Antonio Conte pare abbia parlato con Buffon sentenziando che il portierone potrà ancora dare tanto alla Juve. Mi fido, quindi resta da piazzare Storari, se non accetterà il ruolo da comprimario. La sua partenza sarà legata presumibilmente a un acquisto di profilo basso.

Difensori. Grygera e Motta e Grosso sono in partenza. Il primo non ha mai convinto e, anzi, è stato oggetto di durissime critiche. Pensare che l’abbiano tenuto rinunciando ai vari Balzaretti e Criscito… Il secondo verrà riscattato, ma Marotta lo utilizzerà in qualche scambio o lo venderà. A Grosso non verrà rinnovato il contratto e sarà libero di accasarsi dove meglio crede. Traoré tornerà all’Arsenal per fine prestito, mentre su Sorensen il dibattito è apertissimo: quarto centrale, dietro Chiellini-Bonucci-Barzagli, o in prestito a farsi le ossa? La situazione dei tre centrali invece appare chiara: impossibile (o quasi) rinunciare a Giorgione, Barzagli ha convinto e può tornare utilissimo, mentre su Bonucci, dovesse arrivare qualche succosa offerta dall’estero…

Centrocampo. Se Conte non metterà il veto, Sissoko sarà certamente ceduto. Il maliano ha mercato in Spagna e in Francia e bisognerà giocarsi bene questo cartellino. Felipe Melo rischia grossissimo: Conte non lo vede e l’arrivo eventuale di Inler significherebbe proprio la rinuncia al brasiliano. Costato 25 milioni di euro, oggi la Juve non potrà accaparrarsi più di 16 milioni. Anche lui potrà essere importante in qualche scambio di livello (Real? Liverpool? Arsenal?). Occhio anche a Pazienza, il cui eventuale ingaggio a me è incomprensibile: finirà come Marco Motta? Martinez è in uscita, ma chi su di lui?

Attacco. Iaquinta e Amauri hanno rappresentato il flop della scorsa dirigenza. Il primo condizionato dagli infortuni, il secondo condizionato da una incapacità di sopportare le pressioni. Entrambi sono però ostaggi di onerosi ingaggi, che ne precludono alcune trattative. Staremo a vedere. Per il resto il quartetto Del Piero-Matri-Quagliarella-Toni pare confermato, a meno che…

Sbaragliata la concorrenza del Napoli, Inler è a un passo dalla Juve

Sembra proprio che quest’anno la Juve abbia deciso di fare sul serio. Ben diversa la campagna avviata rispetto a 12 mesi, quando in tutta fretta Andrea Agnelli e Beppe Marotta dovettero insediarsi, presentarsi, conoscersi e mettere le mani su un qualcosa di talmente contorto… quale la situazione bianconera.

Dopo 12 mesi la situazione pare essere nettamente cambiata. C’è stato il tempo di cambiare e ragionare, di programmare e quindi di agire. Pirlo e Ziegler sono affari già completi, col centrocampista che è già stato presentato, a inaugurare nel migliore dei modi una campagna di rafforzamento che prosegue spedita. La Juve non può perdere tempo per tutta una serie di fattori. E le promesse di Marotta devono essere rispettate.

L’ultimo nome sul quale giornali e portali si stanno scatenando è quello del talentuoso mediano friulano Gokhan Inler che sembrava destinato al Napoli di De Laurentiis.

In queste ultime ore si sono rincorse voci, indiscrezioni, dichiarazioni più o meno ufficiali di moglie, procuratore e agenti vicini al mercato partenopeo.

La situazione appare chiara, paradossalmente: può succedere di tutto se Marotta si è mosso. Le ipotesi sono due:

  1. Marotta ha lanciato un succulento bocconcino alla famiglia Pozzo, tentando di capire i margini di manovra per arrivare allo svizzero e, magari, per saperne di più sulla situazione di Alexis Sanchez, l’esterno che potrebbe fare molto comodo al 4-2-4 di Antonio Conte;
  2. Marotta ha rotto gli indugi, ha mollato definitivamente Aquilani virando su un centrocampista diverso dal romano, di comune accordo con Antonio Conte, prossimo allenatore bianconero.

Delle due è più probabile la seconda, visto che Sanchez è un gioiellino che costa e che probabilmente partirà solo per un’offerta choc che ancora non è pervenuta ai Pozzo (se è vero che hanno già rifiutato ben 35 milioni di euro).

Di certo c’è poi un altro fatto: se il procuratore ha dato l’altolà alla trattativa col Napoli, un fondamento di verità sull’appeal e sul fascino ancora intatto della Juve ci sarà, o no? Senza Champions, vero, ma con l’assoluto obbligo di allestire una formazione forte, promettente e con la possibilità di allenarsi comodamente tutta la settimana per preparare di volta in volta la sfida domenicale. Forse è questo il progetto che ha stuzzicato la fantasia già di Pirlo, e forse anche dei big tirati in ballo in queste settimane.

Se dovesse arrivare Inler a questo punto il centrocampo bianconero verrebbe rivoluzionato. Un cervello come Pirlo ha bisogno di gente che sappia mixare fra interdizione e costruzione, appunto gente come Marchisio (intoccabile!) e Inler, più di Sissoko e Aquilani. Con l’ultima domanda riguardante Felipe Melo: ceduto per rimpinguare la cassa? In tal caso anche la mossa Pazienza mi suona strana: pedina di scambio o panchinaro buono per tappare eventuali buchi di squalifiche e infortuni?

Esclusiva IoJ: Sequi, manager di Aguero, parla con la Juve

Giusto una telefonata del solito amico per capire che qualcosa si sta muovendo. Ieri a Milano Marotta e Paratici hanno avvicinato Conte, oggi a Torino è sbarcato José Sequi, manager della IMG per conto di Aguero.

Vero, è il manager pure di Sissoko sul quale si parla ormai di un possibile trasferimento da tanto tempo. Troppo tempo per non capire che forse qualcosa, a Torino, c’è. La Juve deve rilanciarsi e aprire il calciomercato con un grosso colpo.

L’Atletico Madrid è disposto a trattare, alla luce della parallela stagione fallimentare in Spagna. Come la Juve infatti, la seconda squadra della capitale spagnola non andrà in Champions né, forse, in Europe League.

Resta da capire quali siano i margini della manovra bianconera. Si tratta da 25 milioni di euro in su.

A rafforzare l’ipotesi dell’interessamento per Aguero è il fatto che Andrea Agnelli e Nedved sono stati visti, di corsa, entrare in sede a Torino. Insomma, i 4 maggiori dirigenti per trattare una cessione… appare una forzatura che non sta in piedi.

Sampdoria-Juventus 0-0 Il morale sotto i tacchi

Fischio iniziale e dopo 49 secondi Traoré alza il braccio: Fabio Grosso si prepara per entrare. Vuoi pure che la Juve vinca una partita scialba e brutta come poche altre questa domenica?

Gigi Del Neri è costretto a schierare le due punte che non proveresti nemmeno in allenamento: il fantasma Amauri e il buon Pepe. Con Krasic che, secondo fonti vicine al serbo, sta mendicando un paio di pomeriggi di riposo. Sono oltre 50 le partite senza sosta cui il biondo ha partecipato da ormai 13 mesi. E non può essere nemmeno aiutato da quel gioco arioso che la Juve aveva mostrato tra ottobre e novembre.

L’indice di una Juve malconcia, e termometro dell’attuale situazione tecnica, è Sissoko. La voglia sembra esserci, ma la testa ha già mollato. Errori troppo banali per non far venire il dubbio che il maliano si senta fuori dal progetto bianconero. Va bene la dedizione, ma a livello di qualità non ci siamo. Te lo dice Aquilani costretto a fare il doppio movimento: indietro alla ricerca del pallone e la mezzaluna propria dei trequartisti quando devi cercare lo spazio tra le linee. Solo che Aquilani i movimenti li fa in mezzo al campo per colmare il gap di Sissoko sotto il profilo della costruzione. Cosa ben diversa dalla presenza di Felipe Melo (quanto scommetti che il rientro del brasiliano sarà prezioso per una veloce ripresa di una Juve apparsa anche depressa?).

In avanti Amauri è devastante (in senso negativo, ovviamente): almeno stavolta ha mandato ko un avversario e lo dico in maniera cinica, perché è l’unica cosa che potrei dire su questo attaccante. Avrebbe in realtà tre palloni d’oro. Al suo posto Quagliarella avrebbe fatto doppietta: due di testa (un tiro alto e un liscio clamoroso) e una girata di destro (con pallone mancato).

Per poco non ci scappa la beffa, ma una zolla maledetta ha tradito Capitan Del Piero, con gli occhi lucidi e le gambe inchiodate da una influenza che lo ha debilitato in questa settimana. Eppure ha servito due palloni e rischiato il gol su un buon destro.

Pazzini ha graziato Buffon: clamoroso l’errore sotto porta. Chissà: è un segno?

Capitolo terzini. Urge intervento sul mercato. Marco Motta è utile quando si attacca, perché ha gamba e mette dentro buoni cross, ma è un disastro in fase difensiva. Nervoso e a tratti goffo, si becca un giallo assurdo e rischia nel finale di regalare i migliori palloni alla Samp. Come dire: esperimento di Marotta fallito. Peccato, ma non abbiamo perso nulla.

Il rientro di Martinez procede. Se è tutto ok per marzo/aprile dovremmo rivedere il vero Martinez, cioè un esterno veloce e pratico, capace di saltare l’uomo e servire assist (tipo quello a Del Piero nel finale). Chissà in che posizione saremo a marzo/aprile.

E adesso la domandona finale: a che punto è Iaquinta? No perché c’è Immobile libero che non parteciperà al Viareggio e si sta accordando con Grosseto. Almeno ne prendiamo uno capace di resistere per due settimane di fila. Adesso la palla passa a Marotta. O qui arriva un attaccante di grande qualità o i soldi della Champions ce li possiamo sognare.

Sissoko e 7 milioni per Huntelaar? La Juve ci pensa!

In tempi non sospetti, e parlo ormai del 2006, avevo messo gli occhi su Klaas Jan Huntelaar, attaccante prodigio dell’Ajax e della Nazionale olandese. Me ne innamorai vedendolo all’opera sui canali SportItalia e agli Europei Under 21 di quell’anno. Europei che videro in azione gente come Drenthe e appunto Huntelaar poi laureatosi capocannoniere del torneo.

Sempre nel 2006 l’attaccante olandese riuscì nell’impresa di segnare 33 gol nel campionato arancione (titolo di capocannoniere) e per questo venne eletto giocatore dell’anno (fra i più giovani).

All’epoca, e Calciopoli era alle porte, si disse pure di una opzione che Moggi strappò all’Ajax contestualmente all’acquisto di Ibra. Opzione che non fu esercitata dagli abili strateghi che presero il posto di Moggi-Bettega-Giraudo quando scoppiò la farsa di cui tutto sappiamo.

Huntelaar, che fino all’approdo maledetto a Madrid, segnava a raffica (104 gol in poco più di 130 presenze con l’Ajax, 40 reti in 64 presenze con l’Heerenveen) e divenne, appunto, una figurina del Real! Mai acquisto fu più maledetto: rarissime presenze (20 per la precisione, ma con un minutaggio ridicolo) eppure 8 reti, alcune anche pesanti. Via da Madrid venne acquistato dal Milan come dolcino per ammorbidire l’amarezza dei mancati colpi di mercato e la cessione di Kakà al Real. Non brillò, ma per colpe non sue, nonostante qualcuno si affretterà a ricordare che non riuscì mai a inserirsi in meccanismi ormai arrugginiti di un vecchio e logoro Milan. I rossoneri lo hanno scaricato, in estate, allo Schalke 04 dove il ritmo prolifico dell’olandese è tornato a crescere come ai bei tempi. Poco più di 20 presenze e ben 10 gol. Più la rinascita clamorosa in Nazionale dove il bottino è di 10 reti in 7 presenze.

Tuttosport non ne ha parlato, mentre Corriere dello Sport e Cazzetta-Rosa hanno solo sfiorato l’argomento. Il che significa, se le mie fonti sono oneste, che l’affare potrebbe davvero andare in porto.

Momo Sissoko è più di un caso a Torino. Quando il maliano serve… non c’è mai (salterà la Samp!). O ha mal di denti o è svogliato, o è sudato e non vuole giocare o chissà quale strana malattia si fa venire per mancare il prossimo appuntamento in campionato. Curiosamente torna disponibile quando la Juve non ne ha necessità, cioè quando Marchisio, Felipe Melo e Aquilani sono abili e arruolabili. A questo punto io sto con Marotta e una volta per tutta serve che Sissoko parli chiaro: cosa ha il maliano? Perché le continue visite mediche dimostrano la sua buona salute e il suo cervello dice il contrario? Di rendita, alla Juve, non campa nessuno, figuriamoci il centrocampista ben sostituito da Melo e Aquilani. Conviene monetizzare e portare a casa un talento sicuro.

Ho un debole per Huntelaar, e per pochi altri in giro, e sarei felicissimo se la trattativa andasse in porto. Sissoko e 7 milioni possono bastare per convincere lo Schalke, ma ancora non capisco perché il club tedesco dovrebbe privarsi del Cacciatore. Ai miracoli non ci credo, ma ai colpi di scena vorrei…