Menu Chiudi

Tag: sky

I 21 centimetri di Llorente e i 39 di Rocco Siffredi

Non sai mai dove inizia la malefede e finisce il giornalismo. Vi suona strano, eh?!? Il punto è che ormai impossibile parlare di calcio o affrontare un argomento serio riguardo il calcio.

Advertisment

Prendi Juve-Napoli terminata 3-0 per la squadra di Conte. Mettici un Pistocchi o una Ilaria D’Amico e otterrai il trash del trash. Roba che Barbara D’Urso, a loro confronto, diventa una sorta di giornalista investigativo d’assalto. Pazienza.

Questioni tecniche scomparse. Negli studi Sky c’è solo spazio per capire quanto hanno contato quei 21 centimetri di Llorente. Per carità: ha parzialmente ragione Conte quando dice “ma di che parliamo?” epperò ha pure parzialmente torto Conte perché in fondo il gol era irregolare. Almeno così pareva dalle TV che dovrebbero investigare invece servono. Servono ai soliti. Soprattutto a loro stessi e al loro desiderio perverso di antijuventinismo.

Il gol è regolare. Dalla Toscana, con amore, giunge silenziosa una immagine e una voce fuori dal coro a cui va la nostra immensa e incondizionata stima per il coraggio e la dignità intellettuale dimostrata.

Advertisment

Llorente potrebbe non essere in fuorigioco

I 21 centimetri potrebbero essere stati semplicemente 0 centimetri in quanto, alle attentissime telecamere di Rai, Mediaset e Sky, è/sarebbe sfuggito un piccolo dettaglio. Il piede del difensore Fernandez potrebbe tenere in linea Llorente. Proprio l’assurdità di tale ragionamento la dice lunga sul fatto di voler ignorare l’estrema superiorità bianconera lungo 80 minuti di partita. Togliamo giusti i 10 minuti del secondo tempo quando Tevez e compagni hanno deciso di far toccare il pallone ai napoletani.

Regolare o meno, Photoshop o meno (come sa benissimo Galliani), il punto è l’onestà intellettuale. Noi stiamo dalla parte di Conte: siamo ai vertici da tre anni. Non ci risulta che Agnelli abbia potere, tanto meno che Marotta abbia potuto creare una cupola. Ci risulta invece che i vari Moratti e Galliani siano ancora in attività e che nessun governo societario sia stato asfaltato come accaduto alla Juve nel 2006. La logica impone dunque una sola conclusione. Gli altri rosicano, noi continuiamo a dettar legge. Da oltre 100 anni.

Così, giusto per ricordarlo…

Advertisment

La supermoviola? No, “parliamo di calcio”

Parliamo di calcio. Ora che non conviene a nessuno. Ora che conviene a tanti. Parliamo di calcio.

Advertisment

Dai microfoni della radio a quelli della TV, passando per l’inchiostro sciupato nei giornali di ogni mattina. Polveroni, episodi nascosti, trafiletti, sommarietti opportunamente scritti. Da Varriale a Porrà, dai moviolisti Sky a quelli Mediaset. Parliamo di calcio?

Ci sta provando Conte. Da almeno tre anni, fin quando non sbotta come l’altro giorno contro la D’Amico. Fin quando non se ne può più. Il limite della pazienza e dell’educazione lo stiamo spostando sempre più in là, sempre più distante, fissando record mondiali inimmaginabili.

Il giochetto di istigare solo quando fa comodo a certi personaggi regge sempre in Italia. Solo in Italia.

Parliamo di calcio? Ok.

Advertisment

I centimetri di Asamoah contro il Genoa sono ancora in fase di analisi. Intanto è passato il concetto che la Juve rubba, continua a rubbare. Solo che in quella domenica ci furono i due aiutoni al Napoli. Chiamiamoli aiutoni. Nessun motorino ha permesso però a De Laurentiis di scappare. Con Benitez che urlava ai microfoni “Napoli aiutato? Non scherziamo!”. E chi scherza, caro Rafa?

Già ieri sera non scherzavamo quando chiedevamo lumi sul rigore non dato a Cuadrado. Per dirla come i nostri amici tifosi antijuventini hanno fatto, e fanno, da anni: due piccioni con una fava, cioè favore al Napoli che ha portato a casa i tre punti e favore al Milan che Cuadrado non se lo ritroverà contro. Il Milan che si lamenta per la gestione arbitrale dei match: l’assenza di Meani pesa, a quanto pare. Perciò la colpa è di Parolo che anziché tirare da 40 metri ha fatto il furbo tirando da 38, mentre Montolivo continua a picchiare imperterrito senza possibilità di vedere sventolato il cartellino color rosso.

Eppure stamattina la Gazzetta non ha titolato “Napoli non così!”, né i tifosi hanno esclamato parole quale “scandalo”, “vergogna” e via così. Senza Juve, questa parole fanno poco effetto. Fanno vendere pochi giornali. Fanno meno numeri in tv e fanno fare meno caffè ai bar.

E mentre Rolando dà UNA MANO all’Inter di Mazzarri che continua a lamentarsi degli arbitri, episodio passato in sordina, qualcuno fa notare come la Fiorentina sia massacrata dagli arbitri (ma guai a far notare che il rigore contro la Juve non c’era, secondo il regolamento; e guai a far notare che Aquilani andava espulso). Campionato già deciso, dice qualcuno. Da chi e per chi è questione ancora ignota, almeno fino a quando Conte non prenderà la vetta del campionato. A quel punto sarà chiaro il “chi”.

Resta un dettaglio: “alla Juve manca un rigore: netta la spallata su Tevez” (fonte: Gazzetta dello Sport). Ma è un dettaglio: il rigore non concesso è solo per sviare le indagini. E poi… parliamo di calcio.

Advertisment

Idiozia Bergomi: Zeman e Conte attuano sempre lo stesso modulo

Che sia molto poco intelligente lo dicono i suoi stessi fan. E’ di questi giorni una singolare protesta su SKY per dire basta a Bergomi: la parzialità così spudorata infastidisce perfino i tifosi nerazzurri. Questo la dice lunga su quello che un esperto lo è solo per il contratto SKY.

Advertisment

E’ lo Zio d’Italia, quel Beppe Bergomi che dopo 45 secondi di un Inter-Juve commentava “Fabio, i nerazzurri stanno dominando” o quel Beppe Bergomi che di consueto esclama “non me la sento di dire che è rigore” su un Marchisio falciato da Castellazzi o da un Gomez steso da Guarin.

Questa volta Bergomi, intervistando Pioli dopo Bologna-Lazio, ha fatto proprio un concetto che ovviamente poi non si è preoccupato di giustificare:

Userai sempre lo stesso schema come Zeman e Conte?

Su Zeman non dirò nulla. Su Conte invece mi prendo due righe per rispondere a Bergomi.

Advertisment

Antonio Conte si laurea nel calcio con una tesi intitolata “Personalità dell’allenatore” e si laurea sul campo applicando il 4-2-4. Schema magnificamente implementato a Bari, poi a Siena. Arriva alla Juve e sorgono già i primi dubbi: l’acquisto di Pirlo, la mancanza di un ariete mobile come piace a Conte, Vucinic e fasce molto poco di qualità. Poi in realtà Pepe risultò uno dei migliori centrocampisti esterni per rendimento.

Il 4-2-4 fu praticamente subito abbandonato dopo l’esordio col Parma per passare a un 4-5-1. Vucinic spostato a sinistra per garantire la giusta qualità sulle fasce, Pepe a destra, in mezzo al campo un trio formidabile.

Durante lo scorso anno Antonio Conte si rese poi conto di aver bisogno di uno schema anche più offensivo e allora varò il 4-3-3 con Chiellini a sinistra e Lichtsteiner a destra, in mezzo Barzagli e Bonucci. In realtà la Juve riusciva abilmente a passare agevolmente dal 4-3-3 al 4-5-1 e questo consentì ai bianconeri di giocare un magnifico girone di andata.

La svolta avvenne col Napoli. Sotto di 2 gol la Juve riuscì ad assorbire perfettamente il 3-5-2 di Conte: Barzagli-Bonucci-Chiellini in difesa, solito trio a centrocampo, quindi due fasce muscolari e un attaccante mobile. La Juve cominciò a correre forte e non si fermò più fino allo scudetto.

Questo schema è quello che ha accompagnato la Juve in questo avvio di stagione e c’è una ragione per cui la Juve non lo ha mollato: Antonio Conte non era in panchina e sfido chiunque a governare da lontano una squadra di calcio.

Ora, chiedo a Bergomi: qual é lo schema che Conte applica sempre? Forse lo schema è quello “vincente”: purtroppo Bergomi non lo conosce, ma non si azzardi più a tirare dentro alle sue stronzate la Juve. Lo faccia con l’Inter, viene meglio…

Advertisment

La supermoviola della 31° giornata di Serie A

Continuiamo la nostra analisi dei casi di moviola, giornata dopo giornata. La costante è il rigorino al Milan, proprio quando serve. Per correttezza non parleremo più dei nerazzurri, mentre è interessante il lamento del Napoli.

Advertisment

Palermo-Juventus

La Gazzetta è stata costretta a riempire il trafiletto con un paio di falli a centrocampo che “potevano essere puniti col giallo”. Sì, non è un refuso, c’è proprio scritto “giallo”, il colore del sole. Probabilmente un giallo evitato a Vidal, roba da ripetere il match.

Ci piace sottolineare come quando l’arbitro non incide… la Juventus vince e stravince in modo limpido e chiaro, netto e senza appello. Nessuna polemica al Barbera, Zamparini non ha nemmeno avuto il coraggio di aprire bocca per sparare una delle sue tante genialate. Più vittoria di così!

Milan-Fiorentina

Un’ottima Fiorentina, lontana anni luce dalle recenti prestazioni. Caparbia, sicuramente scossa dal proprio pubblico, certamente caricata dal Presidente che vorrebbe evitare la retrocessione. Milan alle corde sotto il profilo della personalità: più cattiveria nei viola, più idee lucide. Così per sbloccare un match difficile ecco che arriva il solito incredibile e vergognoso aiuto. Utilizzeremo le parole di una redazione palesemente juventina, quella di SKY:

Su Maxi Lopez non c’era rigore, sono sempre più convinto che non fosse da sanzionare, non c’è trattenuta, l’argentino va giù con troppa facilità.

Advertisment

- Riccardo Gentile

In realtà, per coerenza, dobbiamo evidenziare una trattenuta: quella di Maxi Lopez sul marcatore Nastasic, la prima, da cui poi scaturisce la trattenuta lieve del difensore sul rossonero che cade come abbattuto da un caccia. Fra l’altro stessa dinamica (ma con scelta arbitrale opposta) di Barca-Milan. Ecco la differenza fra l’Europa e l’Italia.

Di più. L’ammissione di colpa di Maxi Lopez si fa evidente quando al termine del primo tempo un giornalista lo avvicina e dopo un paio di domandine veloci sulla condizione del Milan gli chiede del rigore. La risposta è la seguente: testa bassa, giro di tacchi e via in silenzio. Almeno l’onestà di non aver sparato cavolate.

Per fortuna la Fiorentina ha saputo reagire, ma non tutte le squadre se la sono così cavata: nelle precedenti 11 volte, infatti, l’avversaria si è arresa. Più all’evidenza dei fatti che alla forza del Milan ieri apparsa veramente debole. Lanci lunghi nella speranza di un’invenzione di Ibra, diciotto attaccanti in campo e tanta ipocrisia in TV: la squadra più forte e più completa, ahivoi, è in prima posizione. I numeri non possono mentire. Certo con questo tipo di aiuti il Milan rientrerà facilmente in gioco.

Lazio-Napoli

Mazzarri che si lamenta è strepitoso. La Champions ha condizionato pure questa partita, nonostante gli ottavi di finale siano lontani di qualche giorno. E poi c’è quell’arbitraggio maledetto, non già l’errore clamoroso di Inler che regala praticamente il rigore a Rocchi. A conti fatti gli errori proNapoli e contraNapoli si annullano a vincenda o, come dice qualcuno ignaro di onestà intellettuale, si comensano. C’è solo una squadra, numeri alla mano, per i quali non si sono compensati e fortunatamente non stanno incidendo più di tanto.

Comunque, per correttezza, c’era un rigore per il Napoli.

Advertisment