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Tag: sorensen (pagina 1 di 2)

Calciomercato Juve: diamo senza ricevere?

Purtroppo non riesco a tenere la bocca chiusa – o la tastiera inattiva, come preferite – e allora torno sui temi del calciomercato. Mentre da Spagna annunciano di fatto il trasferimento di Llorente alla Juve a giugno (guadagnerà circa 4,5 milioni di euro all’anno), la stessa Juve sta cercano disperatamente un rinforzo in attacco. Immobile? Gabbiadini?

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Abbiamo già detto della scarsa forza contrattuale di questa Juve, però non posso nemmeno accettare il fatto di dare-senza-ricevere. Diamo giovani, li prendiamo addirittura assieme, poi però siamo sempre con coltello puntato contro. Mai a prenderlo per il manico quel maledetto coltello.

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Perciò Immobile non si muoverà da Genoa, nemmeno Borriello che a questo punto potrebbe essere una sorta di talismano, intanto Ziegler andrà a rinforzare la rosa rossoblu.

Gabbiadini forse si muoverà da Bologna e certamente qui rischiamo di perderci qualcosa: Sorensen, soldi, un altro giovanotto?

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Juventus-Bologna 2-1 Marchisio SuperFantaGenio

Una gara difficile da interpretare. La Juve2 in campo, i migliori fuori, per la prima volta il centrocampo rivoltato come un calzino, senza gli esterni titolari e senza Matri là davanti. La domanda che si è voluto porre Conte è stata: “che razza di Juve ho in mano?”.

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Le risposte le gradirei da voi lettori. Io, nel mio piccolo angolo di ragionamento che vuole essere questo blog, voglio proporvi le mie… di idee:

  1. alcune seconde linee stanno uscendo per forza di volontà e applicazione/dedizione tattica. Conte ha plasmato alcuni di loro, imponendo una corsa intelligente. Il gesto col quale si rivolge alla tribuna stampa dopo il gol di Giaccherini è forse la chiave di questo inizio di stagione bianconero: “non so se mi spiego”;
  2. Giaccherini ed Estigarribia, Marrone e lo stesso Pazienza garantiscono il giusto apporto di corsa e qualità. Giaccherini sta migliorando partita dopo partita e le sue accelerazioni possono davvero far male alla difesa avversaria, qualunque essa sia. Non può essere il nuovo Vucinic, figuriamoci, ma un ricambio molto utile sì. Il paraguiano sta ingranando: ieri è entrato solo per mettere peso sulla sinistra riuscendovi. Ha doti atletiche importanti (vedi la sgroppata di 60 metri), ha una buona tecnica e migliorerà ancora; ottimo Marrone: Conte se lo sta coccolando ormai da 2 anni e il motivo per cui lo tiene in naftalina è banale: “studia da campione accanto a Pirlo e imparerai!”. Pazienza mi sembra uno di quei tanti giocatori che piacciono a Lippi: zitti, lavorano sodo e quando vengono chiamati in causa danno il loro apporto, molto positivo. Mi ricorda, per interpretazione del ruolo di seconda linea, un certo Zalayeta;
  3. il ritorno di Quagliarella si avvicina: non può essere il terminale di attacco in stile Matri perché gli manca un po’ di peso e il suo istinto lo porta in tutte le zone d’attacco. Non può essere nemmeno il Vucinic della situazione perché non ha le sue sgroppate spacca partita e spalle alla porta è meno bravo del montenegrino. Certamente può essere una carta interessante, importante. Vorrei vederlo in coppia con Matri in un 4-2-4 che a questo punto è sempre più probabile qualora Pirlo non dovesse farcela per lunedì sera;
  4. il Capitano Alex Del Piero merita più di un applauso: a 37 anni arriva in fondo al match, dopo 120 minuti tiratissimi, ancora lucido. Prende botte e va a contrastare di testa, lui che in testa ha un dolore ancora forte e ben 8 punti di sutura. Ci teneva ad esserci e insegue il primo maledetto gol stagionale che ieri non è arrivato per questione di centimetri. La sua voglia e la sua professionalità sono un esempio inimitabile: lo guardo e capisco cosa vuol dire la parola “campione”. Grazie Capitano;
  5. la difesa regge, nonostante De Ceglie e Sorensen mostrano ampi limiti, soprattutto l’italiano e questa è una bocciatura per quanto mi riguarda. Attacca poco, difende male. Non a caso Marotta sta cercando due terzini: uno a destra capace di sostituire l’insostituibile Lichtsteiner e uno a sinistra in grado di dare il cambio a Chiellini;
  6. la manovra è ancora buona. Spaventoso ancora una volta il possesso palla, con Marrone e Pazienza chiamati a un ordine tattico perfettamente rispettato: ciò significa che Conte è un vero maestro nella didattica perché cambiano gli uomini, tutti da metà in campo in su, ma lo spartito resta identico.

E ora non so che tipo di parole usare. Ho usato fenomeno e campione, ho usato genio e talento, ma ora sono finiti gli aggettivi. Qualcuno mi suggerisce un complimento per Claudio Marchisio?

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Entra alla fine del primo tempo e si mette a disposizione di un centrocampo orfano della qualità di Pirlo e Vidal. Entra come un veterano e dà il cambio a Marrone. Il telecronista non si accorge però che la differenza di età fra i due è veramente minima, eppure Marchisio viene percepito come un vecchio saggio. Entra e domina. Domina dall’alto di una classe infinita e di tonnellate di personalità.

Non un pallone sprecato e poi il sigillo, l’ennesima perla. Si tratta di perla perchè il gol non è semplice da realizzare. Riceve da Elia (pimpante, ma ancora disordinato e troppo arrembante: impari da Pazienza, faccia le cose facili e vedrà che può essere davvero protagonista) e la tocca di destra, quindi il tacco a farsi passare la palla da dietro le gambe e via di sinistro sul palo più lontano. Lo stadio si illumina di un lampo abbagliante e lui corre verso la bandierina, mentre in curva la gente si stropicciava gli occhi. Qualcuno ha pure esclamato: “ancora lui? Non ci credo!”.

Credeteci invece. Di nome fa Claudio, di cognome fa Marchisio e oggi, voti e numeri alla mano, è il più forte centrocampista al mondo. Made in Juve!

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Juventus-Bologna Conte sorprende tutti e schiera…

Antonio Conte sorprende tutti. Le formazioni date per certe sono state completamente cancellate e buttate via. Dopo la rifinitura la Juve scenderà in campo con un vestito molto diverso da quello indossato in campionato.

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Vuoi per le defezioni (Pirlo e Vucinic), vuoi per un po’ di stanchezza a questo punto legittima (Matri e Pepe e Vidal), vuoi perché lunedì a Roma c’è l’occasione per dare un altro strappo alla classifica, vuoi tutto e vuoi soprattutto perché Conte deve cominciare a capire sul serio su chi può fidarsi e chi andrà a giocare lontano, lontanissimo da Torino.

Restano a casa in parecchi come detto ieri sera. Restano fuori Buffon, Vidal, Pirlo, Lichtsteiner e Matri. Ciò significa, automagicamente, spazio per Storari (ma lo si sapeva), Pazienza, Sorensen e Quagliarella.

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Recupero lampo di Del Piero: la voglia e l’esempio possono far bene a tutto l’ambiente. Campione e professionista inarrivabile: come Te nessuno al mondo! Difficile vederlo titolare, ma le previsioni con Del Piero è meglio non farle.

Conte si affiderà di certo a Marrone per la regia, con Pazienza che andrà a sostituire Vidal e Marchisio in panchina a rifiatare un po’. Accanto a Marchisio dovrebbe sedere Pepe: al suo posto il caschetto biondo di Krasic all’ultima chiamata utile per non evitare la bocciatura nel mercato di gennaio. O si sblocca, o rientra nei ranghi tattici del tecnico, o è fuori e pazienza per la sua corsa e il suo dinamismo che potevano tornarci utili. Chance importante per uno fra Giaccherini ed Estigarribia e qui il concetto è il seguente: molta fiducia sul paraguaiano quale sostituto di Vucinic, dunque dovrebbe partire titolare Giaccherini contro il Bologna. Davanti appunto Quagliarella, con una difesa praticamente obbligata: la solita.

E qui veniamo al punto interrogativo. Con la pettorina gialla ieri la Juve si è allenata dando vita a una sorta di 3-4-3. Fuori un difensore (Lichtsteiner) e dentro un centrocampista in più, con Del Piero, Quagliarella e Krasic là davanti. Indicazione che anche Conte aveva dato in conferenza stampa: “Anche Giaccherini può giocare da interno, così come Estigarribia”. Ma indovinare la formazione è davvero opera dura.

Resta da capire comunque che tipo di partita farà la Juve. Senza i tre tenori, senza il faro Pirlo, senza il genio Vucinic e la corsa di Pepe e Lichtsteiner, cioè i fattori che hanno fin qui hanno ammutolito il campionato. Uscire fuori equivale a una grande, immensa figuraccia. Anche perchè, come dice bene Conte, non ci resta che la Coppa Italia. E quando Lippi si insediò…

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Esuberi in casa Juve? La lista dei partenti

Troppi giorni senza calcio giocato e così l’attenzione è tutta rivolta verso il calciomercato.

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Ancora lontani dalla data fatidica di inizio gennaio, quando le operazioni avranno ufficialmente il via, ecco nomi e cognomi di obiettivi, acquisti papabili, addirittura colpi già conclusi.

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Per la maggiore si tratta di fumo negli occhi dei tifosi, notizie buone per riempire pagine dei giornali, ma nel caso dei bianconeri assume più interesse la possibile lista dei partenti.

Nella testa di Conte molti uomini non sono utili, altri non hanno la fiducia del tecnico. Sarebbe poco carino dividerli fra queste due categorie, per cui ci limitiamo a una lista unica. E facciamo notare come se Marotta riuscisse a piazzarli, per la Juve ciò si tradurrebbe in una boccata di ossigeno a livello numerico di rosa e a livello economico (fra ingaggi risparmiati e gli euro intascati).

Secondo i ben informati a poter lasciare la Juve a gennaio sono:

  1. Amauri, attaccante rilanciatosi a Parma dopo aver deluso tutti con la maglia della Juve, visti i numeri e le prestazioni negative. Il suo valore difficilmente potrà superare i 5 milioni di euro, a fronte pure di un ingaggio elevatissimo cui il giocatore non vuole rinunciare. Per il momento è fuori rosa, fuori dalla foto, fuori dagli allenamenti;
  2. Iaquinta, più presenze in infermeria che in campo. Anche per lui vale il concetto di ingaggio e soprattutto la discontinuità di rendimento. Sarà difficile piazzarlo al miglior offerente, ma per Conte risulta un peso;
  3. Toni, 33 anni, attaccante, partito ultimo nelle gerarchie di Conte e rimasto ultimo. Nessun tipo di utilizzo e sarebbe complicato mettere in panchina gente come Vucinic o Matri per fargli posto. L’impressione è che la Juve si sia voluta cautelare mantenendolo in rosa, ma adesso c’è forse spazio per una sua cessione;
  4. Marco Motta, il terzino destro rimpiazzato da Lichtsteiner. Voluto da Del Neri il giocatore non ha mai convinto, alternando cattive prestazioni con l’ex Grygera. Conte ha preteso lo svizzero e il cambio di marcia si vede, eccome se si vede. Bastano pochi euro per il giovane terzino, ma potrebbe rimanere per far panchina;
  5. Sorensen e Marrone, qui il discorso è nettamente diverso dagli altri in lista. Per loro vale un concetto di maturazione che difficilmente può avvenire agli ordini di Conte. Le gerarchie sono già stabilite e proprio i ruoli in cui potrebbero essere protagonisti vedono gente molto affidabile e di difficile scarso rendimento. Poche presenze e tanti allenamenti non bastano per maturare, per cui i due giovani bianconeri quasi sicuramente andranno in prestito in Serie A. Diverse squadre ne hanno già richiesto le prestazioni, vedremo cosa sceglieranno. Non sarà un addio;
  6. Elia e Krasic, i due punti interrogativi più grossi dell’attuale stagione. Il primo ha sulle gambe e sulla coscienza (volendo essere cattivi) i 45 minuti di Catania, dove però tutta la Juve non aveva brillato. Alla base delle sue assenze vi è forse un problema di regole non rispettate e di scarso impegno a imparare l’italiano e gli schemi di Conte. Verrà valutato. Così come verrà verificato il rendimento del serbo, elemento di indiscusso valore, ma la cui anarchia tattica stride con i dettami del tecnico leccese. Sono però i colpi in uscita che potrebbero produrre i maggiori introiti, questo verrà preso in considerazione solo in caso di obiettivi di mercato già a gennaio, altrimenti rimarranno in rosa nel tentativo di recuperarli pienamente.
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Il 4-2-4 della Juve di Conte (con immagini)

Ore 16:50. Spengo tutto, una lattina di Coca-Cola e divano. Prima uscita stagionale della Juve: I M P E R D I B I L E.

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Ore 15:00 della domenica successiva (ieri, nda): altra uscita della Juventus. Altra occasione per aprire una nuova lattina di Coca-Cola.

Per la prima volta l’uomo più atteso non ha giocato, almeno per quanto mi riguarda. Quando esordì a Bari mi divertivo a vedere lo speciale di RaiTre. Ora me lo posso godere dopo aver visto circa 300 sue partite con la maglia bianconera. Mi ero perso i primi due anni per motivi di non-esistenza-della-pay-tv. Sto parlando di Antonio Conte.

In questo articolo cercheremo di capire come ha sviluppato il suo 4-2-4 con gli uomini a disposizione. Al di là di battute facili o facili entusiasmi riguardo al mero risultato dei due match (per la cronaca, 12-1 e 6-1) è importante capire come i ragazzi hanno assimilato le idee offensive dell’ex capitano bianconero.

Il primo tempo con la Juve titolare?

Quando le formazioni entrano in campo… un tuffo al cuore. Quella maglia bianconera addosso ad Andrea Pirlo mi vien voglia di fare due abbonamenti televisivi, così sono sicuro di non perdermi nemmeno un minuto di questo straordinario calciatore. Poi finalmente Matri e Quagliarella insieme.

Conte sceglie il primo 11 così composto nella prima partitella:

  • Buffon in porta;
  • linea difensiva che vede, da destra a sinistra, Lichtsteiner, Sorensen, Chiellini e Grygera;
  • centrocampisti centrali Pirlo e Pazienza;
  • a destra Krasic, a sinistra Marchisio;
  • Quagliarella e prima punta Matri.

Nel secondo match l’unica novità è Ziegler a sinistra al posto di Grygera. Praticamente la formazione titolare a meno di stravolgimenti incredibili in attacco (Aguero o Pepito Rossi) e sulla fascia sinistra (un acquisto avverrà di certo).

Comincio subito a capire qual è lo schema di Conte dal centrocampo in su: una sorta di diamante per costringere i terzini avversari a rimanere sull’uomo, Marchisio e Krasic, i due di centrocampo che si muovono all’unisono formando quasi una linea orizzontale a stringere verso la porta avversaria e rinculare all’indietro in fase di non possesso per garantire una buona copertura del campo, infine i due attaccanti. Qui sotto una piccola schematizzazione dei 6 uomini d’attacco.

Una mia prima idea è stata sbugiardata già nei primi 10 minuti di gioco. Pirlo non si muove esattamente come nel Milan e nella Nazionale, cioè nella linea verticale fra i difensori centrali, ma si muove insieme a Pazienza. Piuttosto è la seconda punta, e cioè Quagliarella, che si muove fra i due centrocampisti centrali, sempre in linea verticale. In questo modo Conte dà la possibilità di giocare palla in almeno quattro direzioni che, nel primo tempo, sono state costantemente applicate: il difensore a supporto che non ha cominciato l’azione, il laterale difensivo, la seconda punta che viene all’incontro occupando il ruolo della trequarti o l’esterno di centrocampo che rimane largo e sempre molto alto. Nella prossima immagine ecco una tipica azione di manovra con il pallone nei piedi di Pirlo: rispetto allo scorso anno si evita il passaggio in orizzontale e in linea gialla tratteggiata vengono schematizzati i 4 passaggi che Conte impone al portatore di palla. L’idea è semplicemente quella di trovare il miglior spazio possibile per costruire l’azione.

In questo modo il gioco offensivo della Juve si sviluppa come mai avevo visto in questi 5 anni. Pochi tocchi, molte vericalizzazioni a palla bassa e massima profondità garantita dal movimento della prima punta (sempre ad attaccare la porta) e dai due esterni (uno pronto a ricevere palla sui piedi, l’altro che parte come un fulmine per ricevere eventualmente il lancio). Conte riesce così ad avere 3 uomini costantemente in attacco, la seconda punta a supporto di Matri e i due centrocampisti pronti a salire vicino l’area di rigore.

Matri e Quagliarella hanno dialogato a meraviglia e con Pirlo dietro a dispensare i suoi magici palloni la Juve ne ha beneficiato in termini di velocità, imprevedibilità e capacità di arrivare costantemente al tiro.

Quanto detto in precedenza lo vediamo schematizzato nella prossima grafica (in blu i movimenti richiesti da Conte):

Badiamo bene: si tratta certamente di Val di Susa e Lucento, ma i movimenti sono proprio questi qui e in appena 7 giorni l’impronta di Conte appare chiara, molto limpida.

Il 4-2-4 disegnato nel primo tempo delle due sfide è quello che io preferisco, cioè asimmetrico. Se a destra si spinge da paura, con Lichtsteiner che sta prendendo le misure a Krasic (bellissima la sua intervista dopo il primo tempo) e col serbo che pare non subire la fatica della preparazione, a sinistra Marchisio garantisce più manovra e meno velocità e profondità. Non è un caso se dalla destra sono arrivati i migliori contropiedi e a sinistra sono arrivati i palloni più ragionati. Lì Marchisio mi piace da matti: ha dribbling e la qualità necessaria per operare da esterno sinistro. E’ chiaro però che per supportare al meglio l’idea di calcio di Conte lì serve un clone di Krasic.
Bene Pazienza, ma come evidente si tratta solo di una possibile pezza nei momenti più brutti della stagione.

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A conferma che con Conte si ragiona di più ecco uno schema da calcio d’angolo, curiosamente tutti partiti dalla destra con Krasic sulla bandierina. Ecco l’immagine:

Come si può leggere dalla grafica è successo più volte che Pirlo andasse incontro a Krasic e se c’era lo spazio la palla arrivava al regista bianconero che poi provvedeva a scaricarla verso il centrocampista o verso l’area. Marchisio in tal caso andava verso la lunetta fuori area pronto a raccogliere la respinta della difesa e i due attaccanti occupavano lo spazio ai limiti dell’area piccola.

Il secondo tempo senza Pirlo

La differenza principale dei due modi di interpretare il match fra il primo e il secondo tempo è l’assenza di Pirlo. Giuro che non presterò più ascolto a chi ancora solleva dubbi su questo fuoriclasse, uno che non ha rivali in quella posizione, forse giusto Xavi.

Senza di lui, con Marrone timido e Felipe Melo (o Giandonato nella seconda partitella), la Juve perde un sacco di qualità nella manovra e cominciano di nuovo i lanci. Sono serviti parecchi insulti di Conte per costringere Bonucci e Barzagli a ragionare e cercare i compagni con palla raso-terra. E infatti, dopo i primi 10 minuti (nella prima partita) piuttosto confusi, per via anche dell’11 nuovo (a eccezione di Matri e Quagliarella), la Juve ha provato a giocare.

Sorprendente la prestazione di Elio De Silvestro. A me lì è piaciuto Pasquato nel Modena (e il Pasquato della seconda partitella), e io penso che ci sarà spazio per il giovane talento nella trasferta americana (cosa che pare confermata dalle convocazioni ufficiali da cui sono stati esclusi Melo e Amauri e Iaquinta e Sissoko. Bene pure Pepe che ci ha messo un po’ a carburare, anche perché servito male dai centrali di centrocampo.

Alessandro Matri ne ha infilati 3+3 e comunque la sua prestazione è stata molto pesante in entrambe le occasioni, nel senso che questo ragazzotto è cresciuto tanto, troppo. Sempre autoritario e sempre pericoloso. Buon gioco di prima e buon affiatamento con Quagliarella. E’ sempre pericolosissimo e se quest’anno verrà servito a dovere potrà certamente confermare quanto di buono fatto in appena 4 mesi di Juve.

Nel secondo tempo la Juve ha sofferto più che nel primo. Barzagli e Bonucci vanno registrati, mentre Motta ha ancora una volta confermato lacune difensive gravissime.

Al contrario del compagno-flop della scorsa stagione, Reto Ziegler è entrato subito nei meccanismi di Conte. Spinta a volontà e due ottimi tentativi di sinistro dalla distanza. Se De Ceglie non si dà una mossa lo svizzero gli soffia il posto.

Luca Toni ha fatto doppietta. A conferma che l’organizzazione del gioco è tutto, le sue sponde sono state preziose per Matri prima e Quagliarella dopo (rientrato nel secondo tempo). Se sarà tenuto in rosa, come vice Matri, potrà sicuramente risultare utile in certe partite in cui occorre peso specifico là davanti. Ottime alcune azioni che transitano per le sue sponde, non ultimo il gol di Pepe allo scadere del match, con un filtrante splendido di Quagliarella che si è distinto per la qualità che riesce a dispensare sulla trequarti.

Menzione speciale (ma, purtroppo per lui, inutile!) per Felipe Melo, ma Conte non si fida al 100% del brasiliano. In 45 minuti ha fatto tanto, corso tanto, recuperato abbastanza e costruito in modo soddisfacente, ma non bastevole per quanto mi riguarda. La volontà c’è, ma non è un regista. E nonostante il gol non è nemmeno un trequartista o un centrocampista d’attacco. La non-convocazione per la gita americana è un chiarissimo segnale di rottura.

Con le formazioni rimaneggiate nel secondo tempo c’è poco da segnalare, se non le buone prestazioni dei giovanotti bianconeri. Al punto che mi sorge un dubbio e pongo quindi la domanda: conveniva prendere Pazienza? O era meglio far crescere Giandonato all’ombra di Pirlo? E soprattutto, quel Pasquato o quel De Silvestro non potrebbero realmente fare il quarto esterno della Juve, cioè la riserva di Mister X a sinistra o di Krasic a destra? Nella tourné americana avremo altre conferme.

Nel frattempo appare chiaro che Conte ha già un’idea di gerarchia all’interno del suo 11 titolare. Banale segnalare Lichtsteiner e Chiellini e Krasic e Matri e Pirlo. Piuttosto va segnalata la presenza costante accanto a Chiellini di Sorensen che non sarà tenuto. La Juve sta cercando un difensore centrale? Pare di sì. Barzagli e Bonucci sono stati provati insieme e l’indicazione mi pare evidente. O si giocano un posto accanto a Giorgione o partono entrambi dalla panca.

Altra indicazione per la fascia sinistra. Marchisio può starci in caso di difficoltà e assenze, ma come detto occorre qualcuno specialista del ruolo (tipo Nani o Ribery, per intenderci).

Accanto a Pirlo serve a questo punto Vidal, uno in grado di costruire, dialogare, fare l’interdizione e andare al tiro da fuori area. Quindi resta da capire la seconda punta: Quagliarella appare motivatissimo e in una forma splendida (il gol nella seconda partita è da cineteca). Pepito Rossi mi piace, mi piace più Aguero, ma mettere in panca uno come Fabio è durissima!

Consigli e suggerimenti sugli schemi? Qualcuno ha notato qualche giocata tattica particolare?

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Vi racconto il primo giorno di allenamenti della Juve: le sorprese e le conferme!

Arriva il pullman, scendono tutti. Maglia bianca, a simboleggiare la reale purezza di un marchio che non potrà mai essere distrutto, né contaminato. Peggio, non può esserlo a forza di bugie e vaneggiamenti, ricatti e minacce, volgari allusioni e colpi di testa frutto di una incompetenza che ha sfiorato la pazzia di certi avversari.

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Scendono tutti: Chiellini e poi Buffon, Conte, quindi Marchisio e Bonucci, poi Del Piero.

La Juve comincia, comincia con tre biondi che dovrebbero rappresentare l’esempio più palese di cosa vuol dire correre in campo: Lichtsteiner che si nasconde dietro le cuffie alle orecchie, Ziegler e un Krasic quasi rabbioso e desideroso di cominciare già a correre.

Prime indicazioni sul campo, prime parole di Conte. Gli occhi di Conte contro gli occhi dei ragazzi: non accadeva dai tempi di Capello quando nessuno fiatava e nessuno, proprio nessuno, vagava con lo sguardo spento verso gli spalti. Nessuno in posa da foto, tutti rigidi, pronti a macinare sudore. E infatti si comincia già a correre. Ritmi blandi? Macché, si ha l’impressione che Conte spremerà all’inverosimile i suoi ragazzi.

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Gruppo omogeneo, nessun tipo di settorializzazione fra i giocatori: Amauri in mezzo a Del Piero e Quagliarella, Iaquinta fra Marchisio e Chiellini, poi Storari e Kirev e Buffon, quindi i nuovi mischiati ai vecchi.

A mio avviso ecco le sorprese e le conferme, sperando sia davvero un inizio nuovo e decisivo.

Fra le sorprese:

  1. Martinez è apparso clamorosamente in palla, schierato alto nel centrocampo e libero di andare all’1-contro-1, cioè la sua più grossa qualità espressa a Catania e che ne valsero i 12 milioni pagati da Marotta;
  2. Toni ha subito rispolverato il feeling con Pirlo e le fasce: si capisce perché Conte, prima di privarsene, vorrebbe capire come si comporrà l’attacco bianconero;
  3. l’autorevolezza di Sorensen in difesa e, per la prima volta, l’ho visto spingersi in attacco con una cattiveria che l’anno scorso non poteva avere. Sia chiaro: via in prestito, ma occhio alle sue prestazioni;
  4. l’ottima voglia di Pepe, unita a una forma già invidiabile: sgambate e cross, un paio di tiri e i movimenti che tanto piacciono a Conte. Troppe volte criticato ingiustamente, dalla panchina potrebbe essere un’arma importante nello scacchiere dell’ex-Capitano bianconero;
  5. un talento in porta come Kirev: parate su parate, questo gigante di 20 anni mi ha piacevolmente sorpreso. Non faccio fatica a dire che la Juve, per il futuro, può scegliere tranquillamente fra Pinsoglio, Costantino e questo Kirev.

Fra le conferme:

  1. Del Piero apre le marcature dell’anno: chi se non lui? La cosa che più impressiona è la sua voglia, la sua dedizione. Mai visto uno così, a quasi 37 anni è ancora uno dei più integri e dei più freschi. E la sua dimensione sul campo di gioco la noti tutta, come una di quelle leggende che sai che hanno qualcosa di più rispetto a tutti gli altri, qualcosa di magico, di supremo;
  2. le geometrie di Pirlo, alla faccia dei detrattori sol perché quella è la maglia della Juve! Andrea si è piazzato, qualunque fosse l’esercizio, al centro, a dettare le regole. Sarà vecchio, sarà logoro, sarà stato scaricato (e non è vero) dal Milan, ma le cose che fa Pirlo non le ho viste fare a nessun altro su questa Terra;
  3. la sensazione che Matri stia scaldando i motori. Un paio di tiri deboli, qualche ciccata. Struttura fisica imponente, qualche smorfia per dover smuovere i suoi chili, ma già buona agilità, nessun chilo di troppo. Al di là degli errori, Matri c’è sempre, là dove un attaccante dovrebbe stare. Sbaglierò, e sbaglio, ma quei maledetti movimenti incontro alla palla li ho visti fare a un solo attaccante del recente passato bianconero: David Trezeguet;
  4. il sorriso di Felipe Melo. Chi si aspettava un giocatore spento è rimasto deluso. Molto deluso. Scherzi coi compagni, serenità e poi, in quella partitella finale, la diga che serve a questa Juve accanto a Pirlo. Contrasti vinti, tanta fisicità, buona tecnica. Non è un regista, ma la Juve il regista ormai ce l’ha. Se solo riuscisse a placare il suo cervello…
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Juve: chi sarà ceduto?

Si attendono giustamente i colpi di Marotta, ma non bisogna dimenticare che la Juve deve prima, e forse soprattutto, vendere. Il che non è semplicissimo. Vediamo caso per caso quali grane deve risolvere Beppe Marotta.

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Partiamo dai portieri. Marco Storari ha giocato un campionato eccezionale: sminuirne il valore ha senso solo per chi ama il gusto di dare contro alla Juve, e lascia il tempo che trova. Gigi Buffon è ancora, teoricamente, il numero 1 al mondo fra i numeri 1. Sembrerebbe un reparto più che completo, ma ci sono problemi. Storari vuole giustamente giocare, anche perché sono gli ultimi anni di carriera. Su Buffon esistono, inutile nasconderlo, diversi dubbi sulla sua tenuta fisica e sulle sue reali motivazioni di voler ancora faticare in campo. Entrambi avrebbero mercato e la Juve dovrà decidere in fretta cosa fare. Antonio Conte pare abbia parlato con Buffon sentenziando che il portierone potrà ancora dare tanto alla Juve. Mi fido, quindi resta da piazzare Storari, se non accetterà il ruolo da comprimario. La sua partenza sarà legata presumibilmente a un acquisto di profilo basso.

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Difensori. Grygera e Motta e Grosso sono in partenza. Il primo non ha mai convinto e, anzi, è stato oggetto di durissime critiche. Pensare che l’abbiano tenuto rinunciando ai vari Balzaretti e Criscito… Il secondo verrà riscattato, ma Marotta lo utilizzerà in qualche scambio o lo venderà. A Grosso non verrà rinnovato il contratto e sarà libero di accasarsi dove meglio crede. Traoré tornerà all’Arsenal per fine prestito, mentre su Sorensen il dibattito è apertissimo: quarto centrale, dietro Chiellini-Bonucci-Barzagli, o in prestito a farsi le ossa? La situazione dei tre centrali invece appare chiara: impossibile (o quasi) rinunciare a Giorgione, Barzagli ha convinto e può tornare utilissimo, mentre su Bonucci, dovesse arrivare qualche succosa offerta dall’estero…

Centrocampo. Se Conte non metterà il veto, Sissoko sarà certamente ceduto. Il maliano ha mercato in Spagna e in Francia e bisognerà giocarsi bene questo cartellino. Felipe Melo rischia grossissimo: Conte non lo vede e l’arrivo eventuale di Inler significherebbe proprio la rinuncia al brasiliano. Costato 25 milioni di euro, oggi la Juve non potrà accaparrarsi più di 16 milioni. Anche lui potrà essere importante in qualche scambio di livello (Real? Liverpool? Arsenal?). Occhio anche a Pazienza, il cui eventuale ingaggio a me è incomprensibile: finirà come Marco Motta? Martinez è in uscita, ma chi su di lui?

Attacco. Iaquinta e Amauri hanno rappresentato il flop della scorsa dirigenza. Il primo condizionato dagli infortuni, il secondo condizionato da una incapacità di sopportare le pressioni. Entrambi sono però ostaggi di onerosi ingaggi, che ne precludono alcune trattative. Staremo a vedere. Per il resto il quartetto Del Piero-Matri-Quagliarella-Toni pare confermato, a meno che…

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Fiorentina-Juventus 0-0 Sospiro di sollievo per TV e giornali

C’era tanta paura. Dal “non meritano di andare in Champions” al “tanto inciamperanno da qui alla fine”. E’ arrivato il pari contro un’ottima Fiorentina, la squadra che aveva a lungo massacrato il Milan nello scorso turno, che pone fine alla rincorsa. Semmai tale rincorsa fosse mai stata reale.

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La Juve di Del Neri frena e arriva il punto numero 11 nelle ultime 5 gare. Roba non da Juve, ovvio, ma almeno l’emorragia è stata fermata.

Cominciamo subito dal piano tecnico-tattico. La formazione che è scesa in campo è quella che tutti avevano pronosticato. Solo che lo 0-0 dà modo agli esperti di calcio suddetti di ribadire l’esatto contrario e affermare che “io l’avevo detto”. La coerenza, si sa, non è di questo mondo.

Alla fine restano le parole molto lucide di Marchisio e Pepe, due che in questo anno ci hanno messo cuore e anima come pochi altri. Per fortuna questi pochi altri sono in numero sufficiente così da ripartire con una buona base il prossimo anno. Ma ancora mancano 5 partite da giocare.

Stupendo il commento di Del Neri che ha risposto all’ennesima volgare provocazione di qualche intervistatore telecomandato: “Sto lavorando per l’allenatore del prossimo anno!”. Io, sempre per essere chiari e precisi, sto col tecnico di Aquileia. Sto con Del Neri perché continuo a vedere un po’ di lavoro, nonostante i frutti non mi piacciano granché. E sono pure convinto che bisognava passare, inevitabilmente, da una stagione come queste.

Certo, se il tiro di Alex Del Piero nel finale fosse finito dentro o se Toni non avesse tolto il pallone d’oro a Marchisio o se Bonucci avesse azzeccato l’angolo giusto anziché spararla in bocca a Boruc o Krasic non l’avesse ciabattata… oggi staremmo a parlare della quarta vittoria e di un Del Neri che ha indovinato l’11 e di Marotta che deve investire in qualità. Insomma, i soliti discorsi da bar che non portano da nessuna parte.

Invece la Juve non subisce una rete e, visto che i numeri contano sia a favore sia contro, Buffon non ha dovuto eseguire nessun tipo di parata, mentre Barzagli e Bonucci non sono incappati in nessun tipo di errore. Piuttosto c’è da capire perché la fascia destra è la più vulnerabile in assoluto: né Motta né un Sorensen in versione luci-ed-ombre (rispettivamente le ottime chiusure e le tremende disattenzioni su Vargas, non certo il Modesto di turno tanto per essere chiari!) sono riusciti a tappare le falle difensive. Addirittura Motta è riuscito a proporsi decentemente in attacco, ma lì è mancato clamorosamente Krasic.

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Del Neri ha rimesso in campo il 4-1-4-1, ma due pedine hanno fallito: Krasic appunto e Aquilani apparso stanco e svagato. Che di lì a poche ore sarebbe nata una figlia mi fa venire in mente la non-presenza di Peruzzi contro il Borussia Dortmund e conteggio ciò come un errore imputabile a Del Neri. Per quanto importante e fondamentale forse sarebbe stato meglio inserirlo nella ripresa. In ogni caso la sua gara non è stata deficitaria, solo che sono mancate le sue giocate dalla trequarti in su. E con un Krasic scarico la Juve ha patito, appoggiandosi solo su Pepe e Marchisio e Matri.

A proposito: la media gol di Alejandro è stata compromessa, ho letto in giro. Basterebbe questo per capire quale sia la base per il giudizio di questa domenica, e intuire le conclusioni cui si vuole giungere. Sono 7 le reti in 11 gare. Ieri non è stato mai innescato eppure ha lasciato lo stesso il segno con due grandi azioni in solitaria e il solito sporco lavoro per i centrocampisti.

Toni e Del Piero sono risultati più dannosi che utili e qui torniamo a un punto molto interessante del nostro discorso. Bisogna decidere, in fretta, che farne dei vari senatori. Per esempio: ieri Del Piero è sembrato cercasse il numero in proprio e proprio nel finale ha sprecato un contropiede d’oro. Ora, non è in discussione la sua classe, come quella di Buffon peraltro, solo che continuo a vedere negli occhi dei vari Quagliarella, Matri, Marchisio, Felipe Melo e Storari una luce e un abbaglio di grinta che pare essersi leggermente spenta in questi senatori. Peccato perché ieri Del Piero poteva seriamente risolvere la partita in almeno 3 circostanze: la parata di Boruc a pochi secondi dal rientro in campo, l’uno-due fallito con Toni dopo un’eccezionale cavalcata e appunto il contropiede fallito nel finale. Troppo autoreferenziale e alla Juve non si ragiona in questo modo.

Diversamente oggi sui giornali dovremmo leggere più o meno le stesse cosette: Del Neri via, arrivano Spalletti, domani scriveranno che Conte ha già firmato, mentre a metà settimana sarà la volta dei protagonisti stranieri, tipo Villas Boas o Hiddink o Van Gaal!

Per finire desidero porgere i miei omaggi a un ragazzo che per poco, solo per poco, mi aveva fatto immaginare un futuro divertente nel panorama giornalistico italiano. Michele Criscitiello, direttore di TuttoMercatoWeb e conduttore in Sportitalia. Purtroppo Emilio Fede ha fatto scuola in questo nostro povero paese. Nel suo editoriale si rende protagonista di una serie di uscite a vuoto, alcune anche goffe. Per esempio esorta tutti (ma tutti chi???) a ringraziare Moratti, cioè la persona che più di tutti ha contribuito a rovinare il sistema calcio in Italia. Per esempio, e questa non so se definirla comica o volgare, forse entrambe le cose, si lancia in un consiglio talmente stupido che io, fossi in Andrea Agnelli, scriverei su pietra seguendolo come se fosse Vangelo:

Un consiglio, se possibile, al Presidente Agnelli: non ascolti più i suggerimenti di Marcello Lippi. Sarà stato anche un bravo allenatore ma come consigliere proprio non ci siamo.

Per snocciolare qualche dato a favore di questo presunto allenatore desidero ricordare:

  1. una brillante salvezza col Cesena di Lugaresi al primo anno di A come allenatore;
  2. qualificazione UEFA con un giovanissimo Napoli, non certo quello di Maradona;
  3. 5 scudetti, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe Italiane, 1 Champions, 1 Coppa UEFA, 1 Supercoppa Europea, 1 Intercontinentale, 2 panchine d’oro, 2 volte migliore allenatore del mondo, 1 volta miglior tecnico europeo, 1 Coppa del Mondo.

Sarà stato pure antipatico, ma definirlo bravo allenatore è come dire che Criscitiello sia diventato un giornalista libero: una stronzata colossale! I miei rispetti, Direttore!

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Juventus-Inter 1-0 L’analisi del match

Era complicato mettere fuori Del Piero. Era ancora più difficile tenerlo in panchina per tutta la partita. Del Neri si è fidato ancora una volta della sua idea di calcio e si è sbarazzato dell’Atalanta di Milano con una facilità logica. La logica è presto spiegata.

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Se Mister Del Neri ha gli uomini giusti può dettare legge. E può farlo anche meglio qui alla Juve, anche se questa Juve è ancora lontana dal top e da una Juve altamente competitiva. Lo sapevamo e a Torino ne hanno preso coscienza. E hanno pure martellato sul fatto che il progetto è appena iniziato. Le basi sono solidissime, le idee perfino giuste.

Inutile nascondere che Marotta ha operato alla grande. Stavolta parlerò solo delle scelte azzeccate, che sono tante.

Il recupero di Felipe Melo è stato prezioso. Recupero mentale, ma soprattutto tattico. Anche ieri una partita entusiasmante. Non è un caso che se la Juve ha perso il brasiliano in mezzo al campo è andata in tilt. Riesce a garantire un equilibrio perfetto e la sua fisicità è fondamentale per far giocar tranquillo Aquilani e il resto della squadra. Recupera palloni e li imposta con più ordine rispetto a un anno fa. E’ sempre diligente. Su questo ragazzo c’è pregiudizio inaccettabile: stiamo ai fatti. E’ il perno della Juve per la quantità di gioco che macina. Un colpo di testa all’anno gli si potrà pure perdonare (leggi Parma).

Se Aquilani, poi, risulta il giocatore in campo che ha recuperato più palloni, allora vuol dire che Del Neri ha in pugno la mente dei ragazzi. Lui, dai piedini fatati, che gioca come un Conte qualsiasi, come un mediano di razza. E ci mette pure tanta qualità quando varca la metà campo avversaria e da lì smista palloni per le punte e per la fasce.

Fasce che sono tornate a funzionare. Servirebbe ossigeno e un turno di riposo per Krasic che ieri, incredibile ma vero, si è sacrificato come poche volte in fase difensiva, consentendo il raddoppio costante su Eto’o, praticamente annullato da Sorensen, e sul centrocampista di turno che gravitava sulla destra (Cambiasso prima, Nagatomo poi). Si è spinto un paio di volte in avanti con il giudizio di chi sa di non avere molta benzina. E da una sua discesa è nato il gol di Matri. Appoggio indietro per il danesino e capocciata dell’attaccante che mancava. Sull’altra corsia Marchisio, reduce da 3 giorni di quasi inoperatività, ha semplicemente mostrato una grinta e un’intelligenza non banali. Ha chiuso fino a quando ha retto il fiato ed è ripartito come un’ala. Jolly preziosissimo. Si sta imponendo sempre di più e non importa ormai il ruolo che Del Neri gli assegna: imprescindibile nell’11 titolare.

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La soluzione dei 4 centrali di difesa comincia a prendere una forma sempre più definitiva. Se i vari Grosso e Motta e Traoré e Grygera, per un verso o per un altro, sono da cestinare e già cestinati, allora conviene a ricondursi al pensiero laterale: ti inventi nuove soluzioni e Del Neri l’ha fatto. Chiellini a sinistra dovrà re-imparare i movimenti da terzino, ma è mostro per agonismo e corsa. Il sinistro non è fatato, ma il suo numero 3 sta cominciando a diventare sempre più padrone di un ruolo da leader ampiamente meritato. Tiene a bada Maicon e in certe situazioni fa il Maicon. Concede qualche cross nel finale, ma è la vita a imporre queste situazioni. Sorensen invece riesce nell’impresa di non farsi saltare mai da Eto’o. Purtroppo i numeri hanno un senso. Lo ha sempre costretto a rientrare sul destro, cioè nelle zone sempre più lontane dalla porta. Non gli ha mai concesso la fascia. Ha solo 18 anni, ha fatto l’assist e guadagna 20 mila euro netti all’anno. Se qualcuno ha da ridire sul danese prenoti immediatamente una visita di igiene mentale. Se lo perde nell’azione di scarso fair-play degli Indossatori di Scudetti Altrui. Con Chiellini a terra l’Atalanta di Milano attacca, ma il destino stavolta stoppa l’ennesimo furto a tinte nerazzurre: quella traversa è anche più bella del gol di Matri. Barzagli e Bonucci completano il trio delle meraviglie tutto con la B: l’altro è Buffon che in una settimana particolare è tornato a giocare da Numero 1. Fatti, non pugnette: tutta la Juve pare aver dato retta al comico di Zelig.

Matri e Toni. L’indegno per molti, il pensionato per molti altri. Cioè i due giocatori voluti da Del Neri e presi a 0 euro da Marotta. Ripeto: voluti da Del Neri e presi a 0 euro da Marotta. Potrei ancora ripetere, perché a un certo punto la polemica dovrà pure finire.

Il lungo attaccante già del Genoa ha confermato che le sue caratteristiche sono fra le migliori per il modulo bianconero. A sportellate è ancora solido, di testa è imbattibile e sfodera pure 3 dribbling che hanno strappato applausi pure a chi sedeva comodamente sul divano. Il suo movimento e il suo lavoro sporco consente agli esterni e a Matri di trovare ampi spazi in cui infilarsi. Gli manca il gol, ma arriveranno anche quelli.

Troppi soldi, ma chi credono di aver preso? E’ stato accolto così Matri a Torino. Almeno dai soliti teppisti. Ragioniamo: 3 partite e 3 centri. Di quelli pesanti: 6 punti in classifica. Si muove da far paura. Deve migliorare l’uno contro uno e quando ci sarà riuscito potrà davvero essere devastante. Ormai maturo riesce a districarsi in area di rigore come un bomber di razza. Trova la rete, ancora lui, stavolta di testa. Ne sbaglia una clamorosa e un’altra per un gran recupero di Maicon. Ma c’è, c’è sempre. Bisognerà trovare ancora un po’ di intesta con Aquilani, che è l’uomo che potrà servirlo in verticale come meglio non si potrebbe. E’ la pedina che serviva alla Juve e mi chiedo: cosa potrà fare in coppia con quel pazzo di Quagliarella? Ed ecco che mi si illumina il volto al solo pensiero di vederli in coppia quando rientrerà il napoletano.

Vince la sfida a distanza con Pazzini e chiude il match da vero guerriero. Pochi hanno fatto notare che negli ultimi 20 minuti la Juve ha giocato in 10. Un brutto movimento gli ha procurato una fitta al costato. Ho paura di sapere cosa è, ma non lo scrivo. Certo la fortuna può darci una mano, mi pare che la Juve abbia già pagato abbastanza. Ma ho pure la sensazione che stavolta il gruppo è riuscito a recuperare così tante energie…

Le noti dolenti sono rappresentate da Iaquinta. Amauri è già andato via, Vincenzone lo farà quasi sicuramente a giugno. Immaginati la scena: entri, dopo un infortunio che è costato alla Juve punti e serenità, perché quando ha avuto bisogno di te non ti ha potuto schierare, e cosa fai? Litiga col pallone e non becca un rilancio. Non pressa e cammina in mezzo al campo con Matri che ha quasi pianto per il dolore. In più riesce pure a litigare con Sissoko e Bonucci che lo avevano rimproverato per lo scarso apporto. Vincenzo: quella è la porta, grazie, a mai più rivederci. E pensare che è stato preferito, per ragioni meramente tattiche, a Del Piero. Brutta prova, bruttissima prova. Marotta in tribuna ha visto tutto.

Sempre in tribuna era presente Topo Gigio Paolillo. Niente sorriso. Né lui né Bedi Moratti. Zero regali arbitrali, come già a Udine, e altra sconfitta. Non credo al caso, ma un brivido lunga la schiena corre. Considerando poi che i ricambi della Juve sono stati assenti per oltre un mese, la scusa delle troppe partite giocate proprio non regge. E’ bastato un po’ di Juve per far crollare tutto. Come accaduto, più o meno, negli ultimi 100 anni. Anche questo sarà un caso, ma un brivido lungo la schiena corre di nuovo.

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Un Del Neri sereno in vista del derby d’Italia

Stasera andrà in onda il Derby d’Italia: la squadra che non è mai andata in B contro quella organizzatrice del Nuovo Torneo Aziendale!

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In conferenza stampa si è presentato sabato pomeriggio un Del Neri sereno e tranquillo, conscio di quelle che sono le capacità e i limiti di una Juve che sta ritrovandosi piano piano e insieme sta ritrovando gli uomini che servono al progetto del tecnico friulano.

Ad esclusione di Quagliarella e dell’assente di lungo corso Paolo De Ceglie, Del Neri ha potuto riempire tutte le caselle delle convocazioni per la prima volta in questo anno. Recuperati Iaquinta (che avrà forse appena 45 minuti nelle gambe) e Marchisio (debilitato dall’infortunio rimediato contro il Cagliari) e Pepe (la cui condizione è sconosciuta ai più). Tutti convocati, con 4 attaccanti a disposizione. Ne partiranno titolari soltanto due però e i favoriti sembrano essere Toni e Matri. Le caratteristiche dei due si combinano bene col gioco arioso di Del Neri. Tocca ad Aquilani e Felipe Melo incendiare le fasce di Marchisio e Krasic per servire tanti palloni in mezzo.

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Nel reparto arretrato il nuovo schema prevede la soluzione dei 4 centrali: 1,89 centimetri di media, tanti chilogrammi, ma scarsa propensione a offendere, funzione delegata ai soli centrocampisti. Maicon se la vedrà con Giorgione Chiellini cui il tecnico chiede pazienza e un sacrificio per tornare su una fascia poco amata dal Prossimo Capitano Bianconero. Mentre a destra il vuoto enorme sarà colmato dal diciottenne danesino Sorensen. Quale migliore occasione per saggiarne, ancora una volta, le qualità difensive contro un avversario che, sulla carta, parte avvantaggiato e cioè Eto’o.

A differenza di tutte le altre settimane, sebbene questa sfida non arriva in un periodo brillante per i bianconeri, al contrario degli Indossatori di Scudetti Altrui, il viso di Del Neri ha mostrato un certo ottimismo. Che potrebbe anche non essere sinonimo di risultato in funzione dei punti in classifica, piuttosto di un atteggiamento e di una condizione psico-fisica oggettivamente in miglioramente almeno da Palermo in poi.

Ci sarà da valutare la nuova coppia d’attacco Toni-Matri. E ci sarà da capire quale sarà il ruolo di Alex Del Piero in questo match: è destinato a entrare nel secondo tempo come a Cagliari e vedremo se anche qui Del Neri avrà ragione.

L’unico dubbio rimane l’arbitraggio.

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