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Tag: spagna

Che Mondiali saranno?

Ma che Mondiali saranno? Neymar inaugura oggi l’apertura della Coppa del Mondo per Nazioni, fra qualche giorno toccherà all’Italia, intanto attenderemo gli esordi di Argentina, Spagna, Portogallo, Cile.

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64 partite in cui spettatori interessati saranno anche i direttori sportivi dei principali club europei, pronti a darsi battaglia per assicurarsi i big.

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Tante le stelle in vetrina, così come sono tante le stelle rimaste a casa. Ibra, certo, ma anche infortunati, acciaccati, i clamorosamente esclusi (tipo quei due che hanno guidato la Juve alla storica soglia dei 102 punti).

L’Italia dovrà difendersi. Troppo forte lo spirito di dignità dei ragazzi di Prandelli, ma tantissimi i dubbi. Fra formazione ed esperienza, fra uomini da scegliere e avversari da affrontare.

Ma è pur sempre un Mondiale. Ci aspettiamo spettacolo e attendiamo la sorpresa. In un nome, in una Nazione.

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Spagna-Italia: sono saltati gli schemi…

La mia analisi tattica sulla finale Italia-Spagna era partita da tre punti fondamentali: il possesso palla, la compattezza nella parte centrale del campo e attaccare gli spazi. Di queste tre cose nemmeno una.  Certo, ora è facile parlare col senno di poi, e come per tradizione, il giorno dopo la sconfitta in Italia ci sono 60 milioni di allenatori.

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Purtroppo la finale è nata male, e proseguita peggio. In primis per la condizione fisica, chiaramenet penalizzata dal fatto che abbiamo avuto poco tempo per recuperare, prima per la Germania, poi per la Spagna. In secondo luogo siamo stati molto sfortunati, perchè Chiellini si è subito fatto male, e poi Thiago Motta appena entrato si è stirato: li è finita la nostra gara. Ma tatticamente abbiamo fatto male veramente.

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Zero possesso palla, e qui perchè Pirlo veniva puntualmente braccato ogni volta che prendeva palla: non ha avuto la possibilità di giocare un pallone decente, ma questo anche perchè Abate (anche lui messo male fisicamente) ha attaccato poche volte. Il pressing spagnolo non ci ha dato tregua, e non siamo stati bravi a tenere palla: lo abbiamo fatto col centrocampo folto, alla prima gara. In secondo luogo, gli inserimenti tra le linee e gli scambi stretti ci hanno aperto in due: incapaci di fermarli, e qui il mister ha il dovere di spiegare. Lo avevo detto che con la difesa in linea i difensori, e in particolare i terzini, dovevano stare attenti agli inserimenti da dietro: vedi il primo gol.

Terzo punto: troppo prevedibili e statici davanti, ma lo sto dicendo dalla prima gare che Cassano non ha garantito la profondità che invece serviva, e che puntualmente abbiamo ritrovato quando è entrato Di Natale. Non si può vivere di rendita, e con Cassano così è successo: deludente a mio avviso, ma ha avuto la fiducia del mister non si sa per quale motivo. Il gol fortunoso all’Irlanda, l’assist contro la Germania gli hanno garantito il posto, ma cosa ha fatto di più? Non capisco perchè portare giocatori e non fargli fare nemmeno un minuto: Borini ad esempio avrebbe potuto dare una marcia in più all’attacco, e avrebbe dato anche più sbocchi tattici, magari un 4-3-3 poteva sfruttare meglio le fasce.

L’errore è stato anche quello di fossilizzarsi su certi giocatori fuori ruolo, come con Montolivo trequarti sta, oppure Thiago Motta: al di la dell’infortunio, quella sostituzione non ci stava proprio, perchè sotto di due gol non possiamo fare un cambio che non cambia niente! Detto questo, ai ragazzi vanno i meriti per aver raggiunto un traguardo impensabile alla vigilia. Vorrei chiudere sottolineando l’ipocrisia di Mazzola, che neldopo gara ha affermato che una delle ragioni della sconfitta sta nel fatto che il 52% dei giocatori che militano nel nostro campionato è straniero: lui, tifoso interista, dovrebbe veramente non aprire bocca su questo. Questi sono gli italiani.

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Spagna-Italia, sarà una gara tattica

La finale di Euro 2012 sarà una gara giocata tutta sulla tattica: si affrontano due squadre dello stesso girone (nella partita di apertura del girone C il risultato era stato di 1 a 1). Da un lato una conferma, e cioè la Spagna; dall’altro la sorpresa degli Europei, cioè l’Italia: nessuno avrebbe scommesso un centesimo sugli azzurri. Alla fine abbiamo conquistato la finale meritatamente, battendo gli inglesi e i tedeschi con pieno merito.

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Un’ Italia compatta e ordinata quella vista con gli inglesi e soprattutto contro la Germania: ai problemi iniziali è subentrata la maggiore consapevolezza dei propri mezzi, cosa che ha dato agli azzurri quella spinta necessaria per affrontare le gare senza timore. I problemi iniziali erano stati messi in evidenza proprio contro la Spagna: avevamo giocato col 3-5-2, con De Rossi centrale di difesa, come libero pronto a chiudere sugli inserimenti di Fabregas e compagni; con Giaccherini sulla sinistra, adattato e si è visto che non può fare quel ruolo; Balotelli e Cassano erano stati facili prede dei difensori avversari: troppo statici.

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A dir la verità anche contro la Spagna avevamo coperto abbastanza bene, ma le furie rosse avevano giocato senza un attaccante di ruolo: quando è entrato Torres abbiamo sofferto di più. Ora il modulo è cambiato, abbiamo una difesa a 4, e De Rossi gioca li in mezzo. Come si può attaccare questa Spagna? Innanzitutto è da dire che con la difesa in linea, a 4, dovremo stare molto attenti agli inserimenti da dietro dei centrocampisti: un conto è giocare col libero, dove hai sempre l’ultimo uomo davanti alla porta, e un altro conto è la difesa schierata in linea: l’attenzione va in primis agli inserimenti da dietro, e a quelli tra le linee: in questo la Spagna è formidabile.

In secondo luogo, anche se è molto difficile farlo, l’Italia deve giocare come fa la Spagna: col possesso palla. Abbiamo dimostrato di saperlo fare, e ora, rispetto alla partita iniziale, Pirlo può avere in De Rossi un valido aiuto: entrambi possono giostrare la palla al meglio. Come terzo punto, vorrei vedere di nuovo Di Natale, anche se non partirà sicuramente titolare, perchè Balotelli ora non si può togliere, Cassano ha garantito il suo apporto con l’assist vincente per SuperMario. Perchè Di Natale: semplicemente perchè fa quello che non fa Cassano: attacca lo spazio come solo lui sa fare, garantisce la profondità, facilità le vericalizzazioni che hanno spaccato in due la Germania.

E questo può essere utile contro una difesa un pò statica: basti riguardare il movimento che ha fatto quando ha segnato contro la Spagna. Penso che le chiavi tattiche siano queste: possesso palla, solidità nella parte centrale del campo, attaccare gli spazi. Difficile farlo contro la Spagna, per questo penso che sarà una gara abbastanza tattica e statica, da tutte e due le parti.

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Euro 2012, si parte!

Ci siamo: oggi alle 18 ci sarà la gara inaugurale di Euro 2012, e come tradizione insegna, sarà la Polonia, paese ospitante insieme all’Ucraina, a dare il calcio d’inizio alla manifestazione continentale, affrontando la Grecia del ct Santos. Siamo alla quattordicesima edizione della competizione europea, la terza organizzata in coabitazione da due paesi, dopo Belgio-Olanda del 2000, e Svizzera-Austria del 2008.

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Come al solito, da un punto di vista delle squadre favorite, i nomi sono i soliti: Spagna campione in carica, Germania che arriva sempre al piazzamento, Olanda che ha tanta qualità. Un gradino più in basso per Italia, Francia e Inghilterra. Gli azzurri, falcidiati da scommessopoli e infortuni a catena, i galletti senza tanti campioni e in fase di transizione, gli inglesi che hanno cambiato allenatore dopo la gestione Capello. In mezzo qualche outsider, come il Portogallo che si ritrova nel girone di ferro con Germania e Olanda.

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Polonia chiamata quest’oggi già a dare soddisfazioni al suo pubblico: il ct Smuda punta forte sul trio del Borussia Dortmund, Lewandowski-Blaszczykowski-Piszcek. I tre si sono distinti nella vittoria della Bundesliga: Piszcek è stato il miglior terzino destro della Bundes, insieme a Lahm del Bayern; Blaszczykowski si è distinto come ala, tanto da essere soprannominato il Beckham polacco; Lewandowski è il punto di forza, ha segnato con una certa regolarità dal 2010, anno in cui ha vinto la classifica cannonieri in Germania, con 18 reti.

Polonia che giocherà col 4-2-3-1, squadra votata all’attacco, tutta da vedere. Di fronte la Grecia, che per tradizione non è mai stata l’emblema del calcio spettacolo, anzi: se fa gol, difesa a oltranza. Intanto così ha vinto un europeo nel 2004, sbaragliando ogni pronostico e vincendo la finale contro i padroni di casa del Portogallo. Pronostico quindi tutto a favore dei polacchi. Appuntamento oggi, dalle 18!

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