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Tag: stellini

Conte, Bari, Calcioscommesse, Palazzi, Abete: il nostro punto di vista

Arrivano un po’ di mail e messaggi chiedendoci come mai IoJuventino non tratta i temi sul Calcioscommesse. Correggo: come mai non tratta i temi che stanno uscendo sulla nuova indagine a Bari. Ecco perché, sperando di non doverci più tornare. Nota bene: questa che segue è solo l’opinione personale, e non già concordata, del fondatore di IoJuventino. Il resto della redazione procederà a commentare liberamente questo articolo come meglio crede, nel pieno spirito che governa questo progetto. Buona lettura.

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Non tratterò i temi di Bari e Calcioscommesse perché non ho più intenzione di perdere del tempo a spiegare il nulla. Da Kutuzov a Stellini, passando per i calciatori di quel Bari che hanno fin qui già parlato, emerge in modo netto e chiaro come Conte non solo non c’entri più nulla col Calcioscommesse, ma di come addirittura minacciava punizioni, panchine e tribune per chiunque avesse tirato indietro la gamba. Ci basta questo per affermare, ancora una volta, la pulizia e la totale integrità morale di Antonio Conte.

Purtroppo le vittorie, specie se ottenute su certe panchine, da almeno un po’ di anni si pagano amaramente. E Conte ne sta collezionando parecchie di vittorie. Pur nelle difficoltà il lavoro di Conte è limpido e purtroppo non ampiamente e giustamente riconosciuto da tutti. Questo a noi poco ci frega perché la goduria nostra è poter ammirare la creatura di Conte che coincide con la nostra amata Juve. Questa non può essere una colpa.

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Il filone di Bari non ci interessa perché abbiamo già visto come si sono mosse le istituzioni del calcio contro la Juve scegliendo proprio Conte come obiettivo massimo. Nascondendo le varie situazioni riferite agli amici del Palazzo del Calcio e confermando la totale inesistenza di prove se non quelle che scagionano Antonio Conte.

Non sporcheremo più, se non in presenza di assoluta necessità, il nostro blog regalando spazio e tempo a gente come Palazzi e quei magistrati che come unico dovere hanno quello di servire… in un senso molto poco vicino a un Paese civile e con dignità.

Noi amiamo conversare di calcio, di calcio giocato e Conte ci offre parecchi argomenti su cui discutere. Perdonateci: amiamo il calcio, amiamo le questioni di campo, odiamo la politica, specialmente quella becera, falsa e sporca propria di questo Paese.

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Incredibile menzogna su Conte nelle motivazioni del Tnas

Ieri abbiamo commentato le motivazioni del Tnas relative alla squalifica per omessa denuncia di Conte e ci era rimasto un grosso dubbio.
Infatti, oltre alle varie e ormai solite amenità dei vari non poteva non sapere, Carobbio credibile, le condanne in base a probabilità soggettive e il “principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza oltre ogni più ragionevole dubbio”, le motivazioni si concludevano con un incomprensibile passaggio:

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come ammesso dalla stessa difesa di Conte, quest’ultimo avrebbe avuto conoscenza dell’illecito accaduto in data 08 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 08 marzo 2012.

In pratica le motivazioni si concludono con una sorta di certezza da parte del Tnas che si potrebbe parafrasare così: riteniamo che ci siano alte probabilità che Conte avesse saputo della combine ai tempi in cui allenava il Siena dato che Stellini era un suo collaboratore e lo condanniamo per questo pur non avendone la certezza, perché non è necessario essere certi della colpevolezza di un imputato di fronte alla giustizia sportiva. Tuttavia, anche ammettendo che Carobbio abbia mentito e Stellini non abbia davvero mai detto nulla a Conte ai tempi del Siena (cioè a fine campionato 2010/11) sulla combine, Conte è comunque da dichiararsi colpevole di omessa denuncia dal giorno 8 marzo 2012. Questo perché in quella data la sua difesa avrebbe ammesso che il tecnico bianconero avesse saputo da Stellini la verità sulla combine con l’Albinoleffe e dunque doveva andare a denunciarlo.

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Ieri sera siamo caduti giù dal pero di fronte a questa conclusione. Quando mai la difesa di Conte ha ammesso che Stellini a un certo punto ha raccontato a Conte certe cose? Mai, ma quel verbale secretato non si riusciva a trovare. Oggi, grazie a Guido Vaciago di Tuttosport, abbiamo potuto leggere la parte di quel verbale dell’interrogatorio di Conte dal quale il Tnas ha pensato di carpire una presunta ammissione da parte del tecnico bianconero. Ammissione che appunto non esiste e non è mai esistita:

Non mi accorsi di nulla in particolare in occasione di Siena-Albinoleffe dell’8 gennaio 2011, in quanto essendo molto arrabbiato per il gol subito nei minuti finali andai via velocemente: Stellini solo recentemente, a seguito delle notizie stampa che lo indicavano come coinvolto in presunti accordi presi dal Carobbio per la partita di ritorno, mi ha riferito che, al termine della gara in oggetto, vi era stata una rissa fra i calciatori delle due squadre alla quale il medesimo aveva partecipato e pertanto essendo preoccupato che potessero accadere incidenti nella gara di ritorno sollecitò Carobbio, quale ex dell’Albinoleffe, a parlare con i suoi ex compagni per cercare di stemperare gli animi. Lo scrupolo di Stellini derivava dal fatto di essere rimasto coinvolto in prima persone nella rissa e pertanto si sentiva ancora più responsabile.

Che sono poi le stesse parole usate da Conte per spiegare la situazione creatasi con Stellini durante la famosa conferenza stampa del 23 agosto che gli è costata 25 mila euro di multa per le sue considerazioni sul modus operandi dell’attuale (in)giustizia sportiva.
Direi che c’è una bella differenza tra scrivere nella motivazioni che Conte ha ammesso di aver saputo da Stellini della combine con l’Albinoleffe, quando in realtà lo stesso Conte aveva solo dichiarato che Stellini gli aveva detto che aveva incaricato Carobbio di dire ai suoi ex compagni dell’Albinoleffe di evitare una rissa come nella partita di andata anche nel match di ritorno (quello incriminato). Tra il sapere di una combine e il sapere (con quasi 1 anno di ritardo tra l’altro) che Stellini si era mosso per evitare il ripetersi di una rissa in campo intercorre un’enorme differenza. Che poi Stellini abbia mentito a Conte è assodato, ma qui si ragiona su cosa potesse sapere Conte. E appare un ennesimo mostro giuridico questo travisare le parole di un interrogatorio solo al fine di condannare un imputato senza prove.
Vedremo cosa succederà a questo punto, se ci saranno i margini per ricorrere in qualche sede per far emergere questa menzogna.

Quel che è certo è che nessuno darà mai indietro questi 4 mesi di squalifica a Conte, come è altrettanto certo che un sistema di diritto non può sottostare a simili aberrazioni in un paese che dovrebbe essere democratico.
Non si può andare avanti con una simile giustizia sportiva, che arriva a falsare le sue stesse motivazioni nel disperato tentativo di reggersi in piedi.

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Il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza”: le motivazioni del Tnas per Conte

Sono state pubblicate le motivazioni del Tnas relative alla conferma della condanna a Conte per omessa denuncia relativa ad Albinoleffe-Siena e la contemporanea riduzione della squalifica a 4 mesi. Idem per quanto riguarda Alessio.

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La frase che fa gelare il sangue e compare più volte all’interno delle motivazioni riassume da sola le ragioni per cui è giunto il momento di riformare un sistema marcio come quello dell’attuale (in)giustizia sportiva: “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio”.

Conte è stato condannato senza prove certe, ma solo in termini probabilistici (o soggettivi) è stato ritenuto colpevole. Questo perché con l’attuale giustizia sportiva non è necessario avere la certezza della colpa di una persona per condannarla. E fa niente se lo stesso Tnas qualche giorno fa nel prosciogliere l’ex giocatore del Novara Gheller dalla condanna di omessa denuncia (sempre basata sulle accuse di Carobbio), abbia deciso di venir meno giustamente a questo principio ignobile, assolvendo il giocatore dato che non esistevano prove contro di lui, ma solo la parola appunto di Carobbio, detto Pippo da chi ha svolto le indagini.

Con Conte no. Con Conte hanno anche voluto (e dovuto) scrivere dei motivi per la sua condanna.
Innanzitutto la squalifica viene ridotta perché il Tnas ha ritenuto vero che Mastronunzio fosse infortunato e non messo fuori rosa da Conte perché contrario alla combine, come invece era stato scritto nelle motivazioni precedenti.

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Per il resto ci si attacca ancora alla veridicità delle accuse di Carobbio. Lo stesso Tnas scrive che “pur prendendo atto di alcune contraddizioni in cui è incorso il teste (cioè Carobbio, ndr) nelle diverse deposizioni, non ritiene che le dichiarazioni rese da quest’ultimo siano il frutto di un accanimento perpetrato da questi a danno del Conte”. Quindi il Tnas ammette che spesso Carobbio si contraddice, ma nel caso di Albinoleffe-Siena avrebbe detto il vero. A favore di questa versione di Carobbio, che dunque lo rende attendibile ai giudici in questa occasione, c’è l’interrogatorio di Stellini datato 29 luglio 2012 in cui l’ex collaboratore di Conte ammette la combine della partita contro l’Albinoleffe. Ma Stellini, diversamente da Carobbio, non dice mai che Conte era a conoscenza del fatto. I giudici lo fanno notare, ma scrivono anche che sarebbe comunque superfluo chiederglielo. Questo perché ritengono improbabile che Conte non sapesse le azioni di uno dei suoi collaboratori (ecco l’intramontabile “non poteva non sapere” che vale solo per Conte e non, ad esempio, per Mondonico in una situazione identica), mentre è credibile che non potesse conoscere le azioni di tutti i suoi giocatori (quindi anche di Carobbio).
Stellini viene utilizzato come scusa per confermare Carobbio in pratica. Ma tutto in via probabilistica, qui vige il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio”. Ci dicono che “in via presuntiva […] tra le due ipotesi (cioè che Conte sapesse o meno, ndr) l’una appare più probabile e plausibile dell’altra”.

Ma è a questo punto che le motivazioni ci regalano il colpo di scena finale, uno spettacolo pirotecnico in onore delle probabilità, dell’aleatorio, e dell’assenza di ogni ragionevole dubbio.
Ricordano ancora che non è necessario chiedere a Stellini se Conte fosse o meno a conoscenza dell’illecito ai tempi del Siena, sarebbe “superfluo” anche se Stellini scagionasse Conte. Questo perché, secondo il Tnas, Conte sarebbe venuto a conoscenza delle azioni illecite di Stellini a Siena nel marzo 2012 e quindi sarebbe dovuto andare a denunciare il fatto:
“come ammesso dalla stessa difesa di Conte, quest’ultimo avrebbe avuto conoscenza dell’illeccito accaduto in data 08 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 08 marzo 2012”.
Quindi, secondo il Tnas, è inutile chiedere a Stellini se Conte sapesse o meno perché la sua confessione è avvenuta a luglio, mentre Conte aveva scoperto tutto da marzo e avrebbe dovuto denunciare. Ammettendo che questo possa essere vero, ma ve lo immaginate come sarebbe stato accolto Conte a denunciare nel pieno delle indagini a marzo? Sarebbe stato ritenuto lui stesso colpevole, semplicemente, e non solo di omessa denuncia ma anche di illecito. Sarebbe stato visto come un tentativo disperato e mal riuscito di tirarsi fuori dalle sabbie mobili una volta fiutata l’aria che tirava.
La confessione di Stellini a luglio serve solo a rafforzare l’attendibilità di Carobbio su quella partita sostanzialmente per il Tnas, quindi anche le sue accuse a Conte. E fa niente se in altre occasioni (ad esempio il caso Gheller o semplicemente la partita contro il Novara per la quale era stato accusato Conte per la famosa riunione tecnica) Carobbio sia stato ritenuto non credibile, o più semplicemente bugiardo, anzi calunniatore.

Per condannare Conte basta meno, basta basarsi su ciò che viene ritenuto soggettivamente più probabile perché vige il “Principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni più ragionevole dubbio” come ricorda più volte, quasi con orgoglio o forse per giustificarsi, anche il Tnas.

E poi non diteci che questo sistema non è marcio e non è da rifondare. Al di là delle fede calcistica che uno può avere, infatti, in casi come questo a perdere sono solo la Giustizia e la Verità.

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Poloni-Mondonico, Stellini-Conte: chi sapeva di non sapere?

Ha dell’incredibile la vicenda che riguarda il duo Stellini-Conte e per il quale Conte becca 10 mesi di squalifica a fronte dell’unico capo di imputazione (peraltro solo ipotizzato, senza alcun riscontro oggettivo). Perché incredibile? Perché la linea di Palazzi è piuttosto semplice: se Stellini ha confessato – Palazzi ovviamente ignora che lo stesso Stellini ha scagionato Conte – allora Conte non poteva non sapere dell’operato del suo assistente. Gli allenatori sanno sempre tutto.

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Ok, diamo fiducia a questa strampalata idea di Palazzi, certo non la prima in questi anni sudici. Solo che non capiamo, per coerenza, la posizione dell’altro duo. La partita in questione è Albinoleffe-Siena e l’altro duo è Poloni-Mondonico.

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Mirko Poloni è un collaboratore tecnico, all’epoca collaboratore di Mondonico allenatore dell’Albinoleffe. Ci sarebbe da discutere sulla denuncia di Poloni circa l’azione di Palazzi (che in pratica lo ha istigato a fare qualche nome grosso in cambio di generosi sconti di pena), ma lasciamo perdere e concentriamoci sui fatti.

Poloni è stato squalificato, Mondonico no: perché Conte sapeva dell’operato di Stellini e Mondonico non sapeva invece dell’operato di Poloni? O questa strana teoria vale sempre… o c’è ancora qualcosa che non va.

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L’incompetenza di Palazzi, il marcio della Federazione e un vergognoso mostro giuridico

Sapevamo di avere a che fare con un branco di ipocriti, di incompetenti nello svolgere il proprio mestiere, di gente frustrata e priva di dignità… persone che possono sguazzare liberamente e comportarsi da padroni solo perché vivono all’interno di un sistema marcio, malato e rancido nel quale a ognuno interessa mantenere la propria poltrona, i propri privilegi e guadagnare una montagna di soldi. Un sistema nel quale la Juve è sempre stata guardata con sospetto, maltrattata e umiliata benché sia in realtà il fiore all’occhiello calcistico, e non solo, da sempre di un paese nel quale tale sistema prospera senza trovare ostacoli.

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Sapevamo di essere da mesi nel mirino dei falsi moralisti, dei bigotti e degli pseudogiustizialisti. Di quelli che al mattino ti fanno la morale, al pomeriggio ti guardano compatendoti con fare superiore e la sera però vanno a trans, non pensando più alla propria cara famigliola. Siamo la Juve, un ingranaggio fondamentale e allo stesso tempo il bersaglio, nonché la ragion d’essere della macchina del fango azionata da omuncoli in maggioranza vestiti di rosa ma che trovano sempre numerosi alleati allergici al bianconero.

Sapevamo che la mancanza di prove contro qualcuno, se questo qualcuno è bianconero, non serve a niente. Che un sospetto ben indirizzato vale più di 23 testimonianze contrarie e diverse versioni contraddittorie.

Sapevamo che una “posizione marginale”, utilizzando una definizione del pm Di Martino, diventa l’architrave di un processo mediatico-sportivo-giacobino.

Sapevamo tutto perché abbiamo vissuto Farsopoli e siamo andati in Serie B senza prove, sacrificati, umiliati e sbeffeggiati dagli ignoranti all’interno di un mostruoso complotto. Abbiamo visto illeciti altrui derivanti da telefonate agghiaccianti tenute nascoste volutamente per anni cadere in prescrizione senza che nessuno facesse nulla. Senza che gli scudetti di cartone o degli “onesti” venissero quanto meno restituiti.

Sapevamo che la FIGC è una federazione che fa schifo e che ha paura di noi per i 444 milioni di euro che ci deve a causa di Farsopoli.

Sapevamo tutto, ma i deferimenti sono stati una mostruosità giuridica, dove il detto “due pesi e due misure” diventa persino un eufemismo.

Palazzi ha dimostrato che Carobbio è credibile solo quando fa comodo a lui e solo contro chi vuole lui. Riflettiamo: perché quando accusa Mezzaroma Carobbio non è credibile mentre lo è quando infanga Conte? Perché Mezzaroma ha in mano mezza Unicredit forse? Per questo lui non viene deferito? Perché ci pensa la banca a risolvere i problemi come quando Sensi regalava Rolex agli arbitri e falsificava fidejussioni?

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Carobbio non è una persona credibile… è un falso, un ladro, un truffatore, un calunniatore che merita di marcire in galera per aver contribuito a rovinare la vita di molte persone oltre che aver combinato partite per arricchirsi.

Per Palazzi è credibile solo quando accusa Conte. Una vergogna davvero. Incoerenza e incompetenza totale. Infatti se credi a Carobbio ritieni che Conte parlava delle partite combinate contro Novara e Albinoleffe durante le riunioni tecniche, davanti a tutti e con l’assicurazione che tutti gli avversari erano a conoscenza dell’accordo. Quindi ti aspetteresti circa 80 deferimenti, sommando giocatori e dirigenti delle tre squadre. E invece il procuratore senza palle ne sceglie solo alcuni, non si sa con quale criterio oltre a quello di colpire quelli che oggi sono campioni d’Italia alla Juve. Così Conte, Alessio e Stellini vengono deferiti ad honorem, per far contenti tutti quelli che non aspettavano altro per masturbarsi un po’ e trovare finalmente un po’ di piacere da una vita avara di soddisfazioni. A loro si aggiungono il preparatore dei portieri Savorani, il preparatore atletico D’Urbano e i giocatori Larrondo e Vitiello per la partita contro il Novara, Coppola, Terzi e il capo osservatore tecnico Faggiano per quella contro l’Albinoleffe.

Oltre a Carobbio vengono deferiti 4 giocatori del Siena, 3 del Novara e 4 dell’Albinoleffe… il concetto di “tutti sapevano” raccontato da Carobbio viene dunque interpretato in modo allucinante. E la cosa peggiora se si guarda agli staff tecnici: deferiti gli attuali juventini Conte, Alessio e Stellini più altri 3 componenti dello staff, mentre nessuno (!) di Novara e Albinoleffe. Di Mezzaroma, che considero innocente al pari di Conte, si è già detto.

Siamo di fronte a uno scandalo vergonoso, un mostro giuridico che diventa sempre più grottesco se guardiamo al caso di Bonucci e Pepe, con quest’ultimo deferito per omessa denuncia relativa alla partita Udinese-Bari per la quale Palazzi riscontra addirittura un illecito per il nostro Leo, nonostante fosse stato impegnato con la Nazionale durante quella settimana. Questa è stata una terribile sorpresa perché ci aspettavamo che almeno per loro sarebbe prevalsa la giustizia. Pepe viene considerato l’unico dell’Udinese a conoscenza dell’ipotetico accordo e Bonucci viene tirato in mezzo in modo così pesante senza motivi validi.

Casualmente intanto i deferimenti relativi al Napoli verranno diramati a settembre, chissà come mai proprio dopo la Supercoppa di Pechino. Altrettanto casualmente Mudingay, a differenza di altri compagni del Bologna, non viene deferito per omessa denuncia, avendo ormai cambiato maglia, quella con la scritta sotto il logo “Io sono Prescritto”.
Aspettiamo il processo e stiamo pronti a reagire compatti. Lottiamo insieme e diamo forza ai nostri compagni ingiustamente accusati che stanno soffrendo più di noi. Confidiamo nella società e nella grinta di Andrea Agnelli per uscire nel migliore dei modi di questa vergognosa imboscata. Saremo sempre al fianco di Conte, Bonucci e Pepe.

E ricordiamo a Palazzi e alla procura che se un pentito non viene creduto su un episodio perde totalmente la credibilità in un processo normale. Ma questo non è un processo normale, perché nei processi normali le prove sono l’elemento fondamentale di tutto, non un optional come in questo caso. Ricordiamo anche che è da incompetenti patentati pubblicare i deferimenti dimenticandone una parte e dovendo così fare una nota integrativa successiva. Ma sapevamo già che siete ridicoli, che fate pena.

Palazzi l’incompetente doppiogiochista, Abete il capo del marciume federale, Carobbio l’infame, Masiello il ladro dall’autogol facile, Zapelloni che ama “orientare l’opinione pubblica”, Travaglio il predicatore moralista…e non solo…prima o poi pagherete per tutto quello che avete fatto, statene certi. A fomentare l’odio prima o poi si raccolgono i frutti. Il popolo bianconero è un enorme cuore palpitante…è un popolo carico, compatto, incazzato, stretto al fianco del suo allenatore e dei suoi giocatori.

Siamo la Juve e abbiamo le spalle larghe, non ci avete ammazzato sei anni fa e non ci fate paura adesso. State attenti, prima che salta fuori che John Rambo è juventino e vuole anche lui finalmente un po’ di giustizia.

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