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Tag: storari (pagina 1 di 5)

Lazio-Juventus 1-1 Senza ritmo e senza voglia

Una settimana a dir poco nevrotica. Almeno per me. Almeno per me che vorrei vincere sempre e che, dal divano, grinta e rabbia non mi mancano. Solo che grinta e rabbia sono rimaste sul divano. Non in campo.

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Purtroppo non so vedere il lato positivo quando ho intravisto scarsa lotta e poca lucidità. Lotta e lucidità che sarebbe state sufficienti per portare a casa i 3 punti ieri.

I germi di Roma-Juve hanno continuato a imperversare nell’ambiente bianconero. Il pericolo di alzare il piede dall’acceleratore, come fatto martedì sera, non è tanto per la partita in sé, ma per le partite che vengono. Ed ecco la frittata.

Prima osservazione: non parliamo di grande Lazio, di eccezionale partita di Reja. Qualche cross, qualche tiro da fuori. Con due grandi occasioni, per carità: Klose di testa e miracolo di Storari, palo di Keita con un bellissimo tiro a giro. Poi il nulla.

La Juve ha deciso di fermarsi, di farsi male da sola. Manovra lenta e svogliata, pochi inserimenti dei centrocampisti, difesa molto poco concentrata. La rabbia e l’attenzione che hanno portato 12 vittorie consecutive sono svanite di colpo. E così siamo stati infilati facilmente dagli avversari. Gervinho prima, Klose ieri.

Con un Conte un po’ in confusione e su cui ho da dire qualcosa. Non si discute nemmeno il valore di conoscenze tattiche e didattiche del Mister, ma queste due ultime partite mi lasciano l’amaro in bocca. Il 3-5-2, a mio modestissimo avviso, è applicabile solo e soltanto quando ci sono gli 11 titolarissimi. Ne mancasse anche solo uno, allora bisognerà pensare a moduli alternativi. Inoltre, ieri sera ha dimostrato una volta di più come non si fida della panchina e piuttosto spreme i ragazzi in campo fino all’ultimo secondo rinunciando ai cambi. Inaccettabile in una stagione lunga e logorante e con l’Europe League alle porte.

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Ieri sera si è vista la confusione dopo l’uscita di Asamoah. Si è passati da un 4-4-1 a un 4-3-1-1 per terminare con un 4-3-2. Senza contare che il momento migliore nella ripresa si è avuto con il 3-4-2, con Lichtsteiner sulla linea dei difensori e i centrocampisti centrali a scambiarsi spesso la posizione.

Al netto dei numeri tattici, ciò che è mancata è stata comunque l’applicazione. Da parte di Conte e da parte della squadra. In 180 minuti di una Juve abulica, Roma e Lazio non ci hanno mai messo davvero in difficoltà, se non con qualche cross e qualche tiro da fuori. Spacciandole per imprese, ciò che ne è uscito fuori è che sconfitta e pareggio sono stati determinati solo dalla Juve e dal fatto che non ha giocato le due partite.

Un periodo di appannamento ci sta, può anche pesare il fatto che la squadra abbia svolto un duro lavoro di richiamo della preparazione. Ci sta tutto, ma una grande squadra vince anche quando il fisico è giù, quando la mente cala. Non possiamo pretendere di giocare a mille, di correre sempre più degli avversari e di praticare un gioco sempre spettacolare. Dobbiamo imparare a vincere anche quando giochiamo male e quando abbiamo poca benzina.

E ora l’Inter. Non sarà accettata una prestazione come quella di martedì o come quella di ieri sera. Non sarà accettata una Juve molle. Proprio contro l’Inter, proprio dopo il caso Vucinic-Guarin, proprio dopo adesso che dobbiamo divertirci. Ritroviamo la gioia di lottare.

P.S.

Cambi, questi sconosciuti. Io me la sarei giocata in modo diverso ieri. Visto che Bonucci ha lanciato più palloni ieri che in tutto il campionato, in sofferenza per un regista puro, avrei inserito Pirlo al posto di Marchisio per sfruttare i suoi assist e lanci illuminanti. E nell’ultimo quarto d’ora, vista la rabbia nel cercare solo e soltanto il gol, avrei tolto Tevez per Quagliarella (non sia mai, come a Parma, ti tira fuori il solito tiro pazzo).

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Roma-Juventus Conte si affida alle seconde linee

Io vorrei passare il turno. Lo voglio con tutto il cuore. Troppo importante puntare il traguardo della decima in Coppa. Ecco perché non mi trova d’accordo il pur gentile pensiero di affidarsi alle seconde linee. Che poi, intendiamoci, soltanto in alcuni ruoli.

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Nell’ordine, Storari sostituirà Buffon perchè la regola di coppa è questa. E fin non ci piove. Barzagli, Bonucci (al rientro) e Chiellini tenteranno di difendere la porta bianconera.

A centrocampo Pogba osserverà un turno di riposo. Andrea Pirlo riprende il suo posto in cabina di regia. Al suo fianco Marchisio e Vidal. Le fasce laterali vedranno Isla, a destra, e Peluso, a sinistra. Proprio Isla e Peluso sono una delle incognite di questa sera. Conservare la supremazia sulle fasce laterali è troppo importante per limitare gli attacchi della Roma.

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In attacco la fiducia andrà nelle magliette di Quagliarella e Giovinco. Poche chance, ma fondamentali per giocarsi la riconferma in maglia bianconera. In campionato sia Tevez sia Llorente fecero un grande lavoro. Ora tocca a Fabio e Sebastian.

Roma-Juventus Conte si affida alle seconde linee

Il coraggio e la fiducia di Conte o il desiderio di vendetta di Garcia?

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Storari alla Fiorentina: servono 10 milioni caro Della Valle!

Ok dai, è una provocazione bella e buona. Ma in linea col pensiero e l’atteggiamento dei Della Valle. Sparare alto è il loro mestiere, almeno si risponde a tono con una valutazione di questo tipo, no?!?

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La Fiorentina sta cercando un portiere valido. Montella ne ha bisogno se non vuole corrompere quanto di buono già costruito nei precedenti 12 mesi. Occorre un numero 1 serio e affidabile e uno dei nomi della rosa è proprio Marco Storari, il più forte secondo d’Italia.

Con Buffon davanti è durissima scalare le gerarchie, ma la Juve conosce bene il suo valore. Così come le avversarie. A quasi 36 anni Storari è uno dei migliori portieri in circolazione, prova di un settore giovanile, quello italiano, che per un po’ di anni si è leggermente trascurato.

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Se Jovetic ne vale 30, addirittura in contanti, allora Storari non ne può valere meno di 10. Sempre in contanti. Il rispetto è qualcosa di molto importante e, ripetiamo, conviene e converrà rispondere a tono.

La realtà è diversa: Storari non si muoverà da Torino. Per tutta una serie di ragioni. Primo: il cartellino non verrà regalato. Secondo: la Juve non ha in mano un possibile grande rimpiazzo. Terzo: non abbiamo bisogno di cederlo proprio alla Fiorentina.

Cari Della Valle: grazie, rifiuto e vado avanti!

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Calciomercato Juve: analisi della difesa

In attesa che il calciomercato bianconero entri nel vivo, cominciamo una analisi dei reparti bianconeri. Tre puntate, una per ogni reparto, allo scopo di capire cosa serve a Conte per rinforzare ancora di più la rosa. Cominciamo dalla difesa.

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Chi dietro Buffon?

In porta non si può star più tranquilli. Gigi Buffon è tornato Gigi Buffon dopo l’appannamento che lo aveva visto protagonista con Del Neri in panchina. Il numero 1 dei numeri 1 ha trovato nuovi stimoli e la fascia di capitano resterà salda sul suo braccio anche l’anno prossimo. Dubbi permangono su Storari. Non già sulle sue immense qualità, tanto da essere considerato un numero 1 bis, più che un numero 12, quanto proprio per la volontà del ragazzo di giocarsi le ultime carte in un’altra piazza. Merita qualcosa di più che la panchina e la Juve lo accontenterà. Pelizzoli come secondo è l’idea che gira a Torino da un po’ di giorni. Serve un portiere affidabile e pronto per subentrare in caso di necessità.

Se l’assetto dei difensori centrali è completo, in zona terzini la Juve rischia di trovarsi scoperta.

Alla ricerca del terzino sinistro perduto

Bonucci, Barzagli e Chiellini rappresentano il miglior terzetto italiano. Con la difesa a 3 la Juve ha garantito il muro che regge da due campionati. Marrone è il primo in lista per la sostituzione di Bonucci, mentre Caceres è duttile per dare il cambio a Barzagli o Chiellini.

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Proprio Chiellini permette a Conte di spostarlo con tranquillità anche sulla sinistra in caso di 4–4–2. Su quella fascia Paolo De Ceglie sembra aver perso la fiducia del tecnico, mentre salgono le quotazioni di Peluso che all’occorrenza va bene pure per il 3–5–2. A destra la zona è coperta ampiamente da Lichtsteiner.

In ogni caso la Juve sta cercando un altro centrale. Forse la Champions, forse la variazione di modulo spingono Marotta alla ricerca di un difensore affidabile in grado di sostituire efficacemente i tre moschettieri della difesa. Forse anche per il punto interrogativo sopra la testa di Marrone: rimarrà o verrà ceduto?

A sinistra, con la partenza di De Ceglie, si impone la ricerca di un terzino di spinta in grado di fornire le sgroppate tanto care a Conte. Lo ha fatto benissimo, però da quinto di centrocampo, Asamoah che quest’anno è chiamato brillare come nella prima parte di stagione.

Presente e futuro della difesa bianconera

In definitiva: il dubbio Marrone impone l’acquisto di un difensore centrale duttile ed esperto, sicura la conferma del terzetto Barzagli-Bonucci-Chiellini, confermati Peluso (appena riscattato a 4,5 milioni di euro) e Lichsteiner, in calo le quotazioni di De Ceglie. Serve un terzino sinistro di valore. Senza scomodare il sogno impossibile Bale, Kolarov sarebbe perfetto per gli automatismi di Conte, così come Coentrao del Real Madrid: il problema è il costo.

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Juventus-Cagliari 1-1 Tutti in vacanza

Vucinic, implacabile contro i rossoblu, fissa il punteggio sull’uno pari. Scappa via la decima vittoria, forse perché Conte concede un po’ di libertà ai suoi ragazzi. Sarebbe stato da dittatore sadico spronare a dare tutto anche stavolta.

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Dopo una stagione a dir poco esaltante, la Juve sembra essere andata in vacanza. Poco da dire, tanto da ricordare. Mancano ancora 90 minuti, ma già col Cagliari i bianconeri hanno messo da parte un po’ di quella ferocia che ha contribuito a quel solco pauroso fra la prima in classifica, la Juve, e la seconda e poi via via tutte le altre.

Va bene così, nonostante i record fossero a portata di Conte e dei suoi ragazzi.

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Quello di Ibarbo è il 21° gol stagionale subito, peraltro da Storari, un po’ troppo morbido. Preparatevi: abbiamo fatto peggio dello scorso anno. Godere di questo risultato la dice lunga sugli argomenti dei tifosi avversari.

Tanti ragazzi in mostra. Marrone non è Pirlo, ma non dispiace lì in mezzo. L’infortunio di Barzagli sarà valutato e spero vivamente che nessuno lo costringa a un recupero d’emergenza per la Nazionale di Prandelli. Matri nervoso per non aver trovato il gol sembra un spot per “voglio restare alla Juve”, mentre Vucinic a oggi sembra l’unico certo della permanenza. Nonostante Quagliarella e Giovinco non abbiano proprio toppato.

Si conferma invece il problema delle fasce laterali. Isla sta recuperando, ma è lontanissimo da quello che serve a Conte, mentre a sinistra Giaccherini ha fatto vedere cose molto interessanti: giocatore eclettico, come riserva Conte lo terrà.

Detto questo, spazio ai festeggiamenti. Sembra normale, o forse tutto è tornato normale: la Juve esulta, le altre arrancano paurosamente. Buon campionato a tutti!

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Juventus XXXI: il pagellone scudetto

Cavalcata trionfale per la squadra di Antonio Conte: scudetto con tre turni di anticipo, prima in classifica sin dalla prima giornata, vantaggi abissali (+8 prima della sosta natalizia), miglior attacco, miglior difesa. Insomma uno scudetto senza storia, a parte qualche periodo di appannamento dovuto alle fatiche della champions: ma anche quest’anno il mister ha tirato fuori il meglio, da ognuno. Davvero tanti complimenti, allo staff tecnico, alla dirigenza, alla squadra, ai tifosi. N.B.: premetto di non aver valutato Lucio, Rubinho, Bendtner e Anelka. Motivo semplice: hanno dato poco alla causa, se non in termini di gruppo ad eccezione del primo, che pure ha vinto un trofeo (la Supercoppa).

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Buffon: torna a dare sicurezza dopo stagioni non all’altezza, e si conferma saracinesca per il secondo anno consecutivo. Qualche leggera sbavatura, come contro la Sampdoria, ci metto anche il gol di Sansone a Parma, la parentesi Bayern all’andata, ma nel complesso grandi prestazioni e parate come al solito decisive. Il suo primo scudetto da capitano a 360°, dopo l’addio di Del Piero, e sicuramente l’ha sentito maggiormente. Un inizio di stagione tra fuochi e fiamme, con la famosa informativa, vecchia di un bel pò, ma ripresa dalla stampa antijuventina puntualmente con lo scoppio dello scandalo scommesse. Ha sempre parlato senza peli sulla lingua. VOTO 9

Storari: portiere di coppa, ma non solo. Gioca anche contro il Napoli all’andata. Grandi partite anche per lui che si è sempre fatto trovare pronto, e ha dato grandi sicurezze non facendo rimpiangere mai il capitano. VOTO 7

Bonucci: evita la scure di Palazzi a inizio stagione con uno dei suoi dribbling davanti all’area, poi inizia con alcuni errori, come quello in Supercoppa. E’ l’uomo delle deviazioni sciagurate: Oscar col Chelsea, Inler a Napoli. Ma quanto è migliorato? Davvero tanto, e nonostante alcuni inciampi, ha dimostrato di potere stare alla grande nella difesa della Juve. In gol con lo Shakthar, e che gol. Conte lo ha esaltato al meglio da libero, con i suoi lanci spesso va in aiuto di Pirlo, quando il numero 21 è braccato. Migliorata l’intesa anche con i compagni di reparto. VOTO 9

Barzagli: stagione davvero stratosferica la sua. L’ho visto una sola volta in difficoltà, a Roma, quando abbiamo perso. Poi è stato davvero perfetto, in tutto. Fisicamente inarrestabile, di testa le prende tutte. Anche lui esaltato dal modulo della difesa a tre. E poi la serietà di questo ragazzo, da sottolineare: mai una parola fuori posto, mai un fallo cattivo. VOTO 9,5

Chiellini: se c’è un top player della difesa, questo è Giorgio Chiellini. Una bestia. Non a caso il periodo no della Juve si è verificato quando Giorgio è stato fuori per quasi tre mesi: la difesa ballava vistosamente. La sua sicurezza, il senso di anticipo, la forza fisica, e anche qualche gol, come quello di Napoli, hanno decretato la leadership nella difesa bianconera. Imprescindibile, davvero un top di giocatore in difesa. VOTO 9,5

De Ceglie: non una stagione esaltante per Paolino, bisogna dirlo. Perchè nel 3-5-2 ha messo in evidenza alcuni limiti, di qualità innanzitutto. Poi alcuni errori, contro il Bologna, a Siena, contro la Lazio in coppa. Da rivedere, e Conte lo ha capito. Un ragazzo che può crescere, soprattutto deve crescere sul piano della personalità. Molte volte titolare, diverse volte in tribuna. VOTO 7

Peluso: perso a gennaio per colmare le assenze di Chiellini e Asamoah, la sua duttilità si è subito vista quando Conte lo ha prima schierato nei tre, poi nei 5 a centrocampo, dova ha fatto sicuramente meglio. Buonissime prestazioni a Glasgow, a Napoli, in coppa con la Lazio (fece gol) quando ha giocato nei 5. Uno di quei giocatori fatti di sacrificio, corsa, e uno che si è sempre messo a disposizione della squadra, migliorando giorno dopo giorno e arrivando addirittura ad essere preferito ad Asamoah. VOTO 7,5

Caceres: decisivo in tante occasioni, jolly che si è conquistato la stima dei tifosi con le sue grandi prestazioni: contro il Napoli entra e cambia la gara. E’ stato molto importante quando Chiellini si è fatto male, perchè ha preso confidenza col ruolo e ha avuto un netto miglioramento generale. Peccato per l’incidente che lo ha costretto a saltare l’ultima parte della stagione. Ma davvero un jolly importantissimo per Conte. VOTO 8

Lichtsteiner: Conte quest’anno lo ha sfiancato. Perchè è palese che lo svizzero non regge più di un’ora di gioco. In gol alla prima, in gol contro il Siena, a Palermo, a Verona anche, quando la Juve si ritrovò a pari punti col Napoli. Ormai i suoi movimenti sono collaudati, e con Pirlo si trova a meraviglia. Le sue migliori prestazioni si sono viste in coppa, evidentemente l’aria di Champions gli fa molto bene. A Donetsk, col Chelsea in casa, davvero grandi partite. La critica può essere rivolta al fatto che sia nel cross che nel tiro mostra delle incertezze, indecisioni che spesso gli fanno perdere l’attimo giusto. Ha tirato la carretta fino alla fine. VOTO 8,5

Pogba: prima stagione ma anche la stagione della consacrazione per questo ragazzone di soli 19 anni. Ferguson aveva visto bene, ancora una volta. Come con Vidal lo scorso anno, Conte si accorge di non poter fare a meno della sua qualità, unita a doti fisiche davvero imponenti. Regista, ma anche interno: piedi vellutati, personalità fuori dal comune, fisico impressionante. Gol spettacolari contro Napoli, Udinese, e gare superlative come quella contro il Bologna (in gol all’ultimo secondo), contro il Catania in casa: che giocatore ragazzi! Il futuro del centrocampo bianconero. VOTO 9,5

Marchisio: altra stagione da incorniciare, altra perla del vivaio bianconero. Una prima parte di campionato giocata a livelli eccellenti, una seconda un pò meno. Ma i suoi inserimenti, i suoi movimenti sono davvero fondamentali in questa Juventus. Doppietta a Glasgow, in gol contro il Bologna: solo alcuni dei momenti fondamentali della sua stagione. Molto più maturo rispetto alla scorsa stagione, soprattutto meno impulsivo in molte giocate. Con Vidal e Pirlo  forma una linea mediana che ci invidia tutta Europa. Il gol di Siena allo scadere, i gol nei derby: altre perle di un repertorio splendido. VOTO 9,5

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Vidal: l’uomo chiave a mio avviso del secondo successo consecutivo. A parte un brevissimo periodo di appannamento, è stato perfetto per tutta la stagione. Capocannoniere, migliore assist man della Juve: i numeri parlano da soli. Tanti i gol importanti, a partire dalla Supercoppa, fino ad arrivare al rigore contro il Palermo. A Londra gladiatore con un piede solo, poi una serie di prestazioni davvero impressionanti. Migliorato anche nei falli, prende meno gialli. Un giocatore a 360°, uno al quale non puoi mai rinunciare. Per me è stato perfetto. VOTO 10

Pirlo: il genio della lampada conquista il suo terzo scudetto consecutivo. Lo davano per finito. Lui è ancora lì, a dimostrare di essere il miglior centrocampista italiano. Piedi splendidi, comandano il pallone in maniera egregia. Quest’anno si è divertito molto con le punizioni: ha punito Parma (andata e ritorno), Roma, Atalanta, Siena. Il gioco passa tutto per i suoi piedi, e questo lo sapevamo già. VOTO 9,5

Asamoah: una prima parte di stagione davvero fuori dal comune. A sinistra non passa nessuno, anzi le squadre spesso sono costrette a raddoppiare la marcatura. Potenza nelle gambe, scatto da pantera. Duttilità ai massimi livelli, lui che nasce come interno di centrocampo ma viene spostato a sinistra, addirittura fa il terzino in alcune gare. Gol in Supercoppa, a Genova entra e cambia la gara. Poi il buoi dopo la coppa d’Africa. Vorrei vederlo come interno, farebbe ancora meglio. VOTO 8

Marrone: per Conte è il sostituto naturale di Bonucci. Ma quest’anno ha giocato davvero poco, e quando lo ha fatto però non ha sfigurato. Troppe poche partite per valutarlo al meglio: per lui poche occasioni di mettersi in mostra, anche se lo conosciamo. VOTO 7

Padoin: altro giocatore voluto da Conte lo scorso anno, e altro grande soldatino, uno che si mette a disposizione della squadra giocando ovunque. Prevalentemente a destra quest’anno, e forse è quello che si è migliorato maggiormente: infatti ha preso fiducia nei suoi mezzi e non ha mai rinunciato all’uno contro uno in fase di attacco, puntando sul suo spunto e sulla sua corsa. Spirito Juve ai massimi livelli. VOTO 7,5

Isla: non ha giocato molto, e quando lo ha fatto si è visto che la sua forma fisica era ancora condizionata dall’infortunio, tra l’altro bruttissimo. Non è stato il vero Isla, lo abbiamo criticato e lui ha accettato. Vorrei vederlo in condizioni normali, la prossima stagione. VOTO 6,5

Pepe: stagione praticamente saltata, maledetto il trofeo Tim. Gioco appena 10 minuti contro la Lazio, poi zero. S.V.

Giaccherini: altro uomo di Conte, altro pezzo decisivo di questa Juve. A Genova suona la carica col gol del pareggio, assist per Quaglia contro il Bologna, gol scudetto contro il Catania, a 30″ dal fischio finale. Ha giocato da interno con grandi risultati: i suoi inserimenti hanno sempre fatto male alle difese avverse. Affidabilità al servizio della squadra. L’uomo simbolo della filosofia di Conte. VOTO 8,5

Vucinic: il pantofolaio matto. Mi fa disperare quando gioca, sempre con quell’aria annoiata, svogliata. Poi ti fa il numero. Giocatore discontinuo, ma fondamentale per decretare la supremazia della Juventus in questo campionato: non tanti gol, ma tanto lavoro e bellissime giocate, soprattutto quando nelle stretto va a dialogare con i compagni, o quando gli altri si inseriscono da dietro. Devo dire che non amo particolarmente i giocatori come Vucinic, cioè quelli discontinui che non giocano tutte le gare con la solita grinta. Ma sicuramente è uno dei migliori del nostro campionato, come qualità, tasso tecnico, idee nelle giocate. Un centravanti vero davanti a lui, e vedrete come cambierà in meglio. VOTO 9

Giovinco: tante attese, poche conferme. Una stagione di alti e bassi, più bassi per la formica atomica: il 3-5-2 non è forse il modulo migliore per esaltarne le caratteristiche. Ma dà comunque il suo contributo, anzi: per Conte è titolare insieme a Vucinic. Ma la sua qualità si è vista poco, il peso della maglia sicuramente si sente. Attendo la stagione della conferma, soprattutto se Conte deciderà di cambiare modulo e adottare il 4-3-3: come esterno d’attacco dovrebbe sicuramente stare a suo agio. Bellissima la sua punizione contro il Milan, in coppa Italia. VOTO 8

Quagliarella: a un certo punto, dopo il gol di Londra e la doppietta al Chievo, sembrava lui la scelta di Conte, vicino a Vucinic. Anche lui molto discontinuo, ha alternato partite buone a prestazioni nelle quali si è visto pochissimo. Gol splendidi a Pescara, a Milano. Si è trovato molto di più con Matri che con gli altri. Apre la strada al successo contro il Chelsea, nel 3-0 del ritorno. VOTO 8

Matri: forse quello che ha pagato di più l’arrivo di Giovinco. Conte cercava qualità in avanti, Matri è la punta meno tecnica dei nostri. Ha comunque dato il suo fondamentale contributo: in gol contro la Fiorentina, contro l’Inter a Milano, in coppa, a Verona. Gol fondamentali. Paga però, come tutte le punte, il grande lavoro che deve svolgere per la squadra. VOTO 8

Conte: fino a dicembre la squadra è stata perfetta. Non ha sbagliato nulla, ma dovevamo immaginarlo: i pugni che fanno tremare le finestre del box allo Stadium ce li ricordiamo tutti. Era la prima di campionato. La Juve è stato un rullo compressore nella prima parte, nonostante la sua assenza. Poi i mesi di gennaio-febbraio, i più duri: poche vittorie, calo della forma fisica, addirittura anche Conte sembrava aver perso la bussola. Un vantaggio che si è assottigliato nel giro di quattro giornate: da +8 a +3, fino ad arrivare allo scontro col Chievo, a Verona, quando la Juve giocò avendo gli stessi punti del Napoli, ma con una gara in meno. Lì la svolta, perchè la Juve è tornata a macinare gioco, Chiellini ha ripreso il suo posto nella difesa, e Asamoah è tornato, anche se non in perfette condizioni. Conte ha saputo tirare fuori il meglio, da ognuno: quest’anno c’era la consapevolezza di poter vincere, forse fare il double, campionato e coppa. Il mister ha dato tutto, e ha fatto dare tutto: una squadra che gioca a memoria, meccanismi perfetti, che compensano quell’assenza di qualità fondamentale per vincere in Europa. La Juve di quest’anno ha perso quattro partite, a fronte dell’imbattibilità dell’anno scorso; ma ha anche pareggiato meno e vinto di più. Altro segno di maturità: senza fretta nello sbloccare le gare: spesso abbiamo regalato il primo tempo, ma la Juve ha giocato anche con ritmi più bassi, causa anche il modulo diverso. Bisogna fare davvero i complimenti a questo allenatore, perchè ha fatto un miracolo, ancora una volta. Ha vinto, giocando il miglior calcio. Ma nessuno lo dice. VOTO 10 e lode

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Juventus-Milan 2-1 Le pagelle

La Juve riscatta la brutta prestazione di domenica con una gara non bellissima ma combattuta, fino alla fine. Dopo i primi minuti un pò sottotono, e dopo essere passata in svantaggio, la Juve si riprende ed è fondamentale il gol su punizione: Giovinco scaccia i fantasmi.

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Storari: subito impegnato al 3′ da Ambrosini, mostra grande sicurezza. Nei supplementari due grandissime parate, nell’ultima azione rimane fermo e viene colpito in pieno. VOTO 6,5

Barzagli: come a Milano, limita El Shaarawy nel suo pezzo migliore, evitando che possa prendere spazio. VOTO 6,5

Bonucci: primo tempo normale,nel secondo si ricorda come si anticipa,e come si lancia. Splendido, migliore con Giaccherini. VOTO 7

Caceres: bravo,molto meglio rispetto alle ultime uscite, anche perché il Milan sulla destra non da particolari problemi. VOTO 6

Marrone: nel primo tempo fa fatica a trovare la posizione e sbaglia alcuni appoggi, esce alla distanza arrivando anche al tiro e mostrando maggiore personalità. VOTO 6

Vidal: non brillantissimo, ma utilissimo con almeno tre ottimi recuperi. Ma  ancora recuperare la forma migliore. VOTO 6,5

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Giaccherini: da interno da sfogo alle sue ripartenze spaccando la difesa rossonera, ma la sua furia non si placa nemmeno nei supplementari quando passa a destra. Si mangia un bel gol. VOTO 7

Isla: non bene,ancora una volta. E ancora insicuro. Ma che gol che ha sbagliato?!?! VOTO 5

Lichtsteiner: anche lui appare un pò appesantito, ma corre anche se male a volte. Impreciso nei cross. VOTO 6

Giovinco: bella punizione,non angolatissima. Si ripete ma Amelia non ci casca. Grande contributo davvero,ottime giocate e lotta più del solito. VOTO 6,5

Matri: ancora negativo, ormai appare irrecuperabile davvero. VOTO 5

Vucinic: entra e mette il marchio,come l’anno scorso. Ma ha portato,oltre al gol qualificazione, grande lucidità: mette Lichtsteiner in porta, apre a memoria sullo stesso. VOTO 7

De Ceglie: per l’impegno mi è piaciuto,non ha mai dato impressione di temere la gara quando è entrato. Entra nell’azione del gol. VOTO 6

Pirlo: rileva Marrone, fa il suo. VOTO 6

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Juventus-Napoli 2-0 Gli episodi che ti cambiano una gara PAGELLE

Lo scontro diretto, pompato all’ennesima potenza dai giornalisti, ha visto una gara molto tattica. Praticamente le due squadra non hanno rischiato quasi nulla: il tiro di Giovinco nel primo tempo, e il salvataggio di De Sanctis nel secondo tempo sono state gli unici interventi degli estremi difensori. La differenza l’hanno fatta gli episodi: i cambi sono stati perfetti, due riserve hanno segnato un gol ciascuno. Fortuna e bravura.

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Storari: praticamente inoperoso, grazie ad una grande difesa. Sulla punizione di Cavani non avrebbe potuto nulla. VOTO 6

Barzagli: grandissima prova, argina completamente Cavani e domina di testa. VOTO 7

Bonucci: bravo a impostare, resiste dopo una brutta botta, e resta in campo stoicamente. Nessun particolare compito di marcatura. VOTO 6,5

Chiellini: come Barzagli, vince il duello con Pandev: il macedone inesistente, a parte quando lo salta nel secondo tempo nell’unica azione pericolosa del Napoli. VOTO 6,5

Pirlo: bravo a smarcarsi, splendido il lancio che trova Matri nel secondo tempo. Molto positivo dopo il breve periodo no. VOTO 6

Vidal: l’unico sotto tono, da un pò di gare. Un’ammonizione sciocca, non trova mai la posizione giusta. Spesso perde palla quando si intestardisce per saltare l’uomo. VOTO 5

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Marchisio: forse l’unico del cantrocampo, insieme ad Asamoah, a fare qualcosa in più. A parte il bolide a fine primo tempo, quando trova un pò di libertà dimostra di poter affondare. Bella la finezza sulla linea di fondo, nel secondo tempo. VOTO 6,5

Asamoah: blocca Maggio, in un duello che continua a vincere anche dopo Pechino. Quando è in possesso è l’uomo più pericoloso della Juve. Prende un paio di botte, esce per precauzione. VOTO 7

Lichtsteiner: dalle sue parti si attacca non a pieno regime, complice Zuniga che lo tiene bene. La sua fascia è bloccata, niente da segnalare. VOTO 6

Quagliarella: viene incontro, e lo fa anche benino, prendendosi un paio di calcioni per proteggere palla. Ma per me non raggiunge la sufficienza. VOTO 5,5

Giovinco: vuole dimostrare di meritare, e gioca una buonissima partita. Nello stretto mette in crisi i difensori avversari, un tiro dopo due minuti, un’occasione sciupata, e poi mette lo zampino nel secondo gol: dal suo tiro deviato nasce il gol di Pogba. VOTO 6,5

Matri: rileva Quagliarella, ma non si fa notare. VOTO 5,5

Caceres: al posto di Asamoah, ha il merito di sbloccare il risultato nell’unico modo col quale si poteva fare. Dopo Milan e Inter, in gol col Napoli. VOTO 7

Pogba: oltre al gol stupendo, dimostra ancora una volta personalità addentrandosi nel centrocampo avverso. Se si porta così, diventerà un grande. VOTO 7

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Juve-Napoli: le probabili (in)formazioni di chi non piange

La Juve non piange, lotta. La Juve non si lamenta, tranne quando si oltrepassano limiti civili che in Italia vengono regolarmente superati quando di mezzo ci sono i bianconeri. Così, mentre un parto (a proposito Maggio: è maschio o femmina?) permette ai napoletani di riposare, una squalifica a Pandev di rientrare molto prima del previsto, a Zuniga di non giocare la seconda partita, alla Juve tocca la conta di chi non potrà esserci.

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Marchisio regolarmente in campo, ma non prendiamo in giro i tifosi dicendo che è al 100%: non può esserlo, a maggior ragione dopo la sublussazione alla spalla. Stessa posizione per Asamoah che dovrà vedersela proprio con Maggio. Vidal e Pirlo completeranno la mediana, con alla destra Lichtsteiner.

Non ci sarà Buffon: probabilmente ci tiene troppo a giocare a Catania e dunque Conte ha ricevuto il niet dal numero 1 più forte degli ultimi 30/40 anni. Al suo posto Storari che dovrà fare il possibile per non ripetere la partita di Coppa Italia. Non sarà la stessa cosa, ma abbiamo enorme fiducia in Marco.

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Davanti la ciliegina sulla torta… napoletana è l’assenza del genio Vucinic. Brutta botta questa perché Mirko è semplicemente insostituibile. Toccherà a Giovinco innescare le azioni d’attacco e speriamo prenda in mano la situazione come a Siena. Al suo fianco in netto vantaggio Quagliarella: per tutta una serie di ragioni è la spalla migliore. Nel secondo tempo io rischierei Bendtner: la sua fisicità potrà essere una delle chiavi di questa partita, indipendentemente da come si arriverà al momento del suo ingresso in campo.

La difesa non si tocca e quindi i soliti tre moschettieri.

Dello schieramento di Mazzarri, con gli occhi ormai rovinati dai pianti preventivi, francamente non ci interessa.

Juventus-Napoli: l'11 di Antonio Conte

Juventus-Napoli: l’11 di Antonio Conte

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Udinese-Juventus è già una verifica per entrambe

Udinese-Juve è l’anticipo pomeridiano domenicale della seconda giornata di SerieA. Dopo il bagnato(a causa del monsone prepartita, altro esame per il verde dello Stadium dopo la neve dello scorso anno proprio contro l’Udinese) e fortunato esordio contro il Parma, sconfitto per due reti a zero, c’è da affrontare subito una delle trasferte più insidiose, quella di Udine.

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Allo Juventus Stadium, sabato sera, è sembrato di rivedere lo stesso film dello scorso anno: Lichtsteiner che apre le marcature con un bell’inserimento da dietro frutto delle modifiche tattiche apportate dal mister a fine primo tempo, una Juve che fa tanto possesso, domina, “mangia l’erba”(cit.), non corre grossi rischi in difesa, ha nel centrocampo cuore e cervello di tutto il meccanismo ma che fa fatica a segnare(…). Anche al debutto, ci hanno pensato un terzino ed un centrocampista, tale Andrea Pirlo, a sigillare il 2-0 finale. Nel primo tempo, un rigore sciupato da Vidal autore comunque di una prova intelligente e importante ai fini della manovra di squadra. Proprio il gol su punizione di Pirlo e il rigore sbagliato di Vidal sono stati i primi episodi della stagione sottoposti all’occhio “ravvicinato” degli assistenti di porta Petrella e Ciampi.

Tuttavia, in questo esordio, la squadra è sembrata più ingolfata fisicamente e tatticamente rispetto ad altre apparizioni, con meccanismi non bel oleati nel primo tempo e manovra piuttosto compassata nonostante un Parma che, dalle parti di Storari, non si è quasi mai affacciato. Fuori dal campo, le telecamere erano tutte puntate verso il bunker ideato per Antonio Conte, situato su un palchetto sopra la tribuna Agnelli, a ridosso della gigantografia di Gaetano Scirea, bunker oscurato grazie all’installazione di vetri fumè e controllato a vista dalla security bianconera. Sugli spalti, uno striscione che recitava: “Accuse e falsità non cancellano la verità, siamo Con-Te”.

L’ultima partita giocata a Udine tra Juve e Udinese è stato il recupero della prima giornata di campionato rinviata al 21 dicembre 2011 e terminata 0-0. Gara “di cartello” che prometteva tanto dal punto di vista dello spettacolo e che invece si rivelò priva di emozioni, bloccata ed esasperatamente tattica dovuta agli schieramenti speculari che le due squadre adottarono. 352 e linee di passaggio bloccate sia internamente che esternamente per il gioco verticale di entrambe le formazioni. Alla fine ci si accontentò del punto a testa. Volendo trovare della analogie con la Juve di oggi, sicuramente più collaudata rispetto a quella dello scorso anno che, quando giocava col 352, lo faceva solo per contrastare l’ampiezza di squadre che giocavano con incursori e difesa a 3 (Udinese e Napoli, appunto), si può far di certo riferimento al baricentro basso e al gioco troppo “scontato” che un modulo come il 352 ti porta a fare.

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Problemi emersi soprattutto nel primo tempo giocato sottotono contro il Parma. L’Udinese viene dalla doppia sconfitta in campionato contro l’ottima e pimpante Fiorentina di Montella e in Champions, ai rigori, contro la squadra portoghese del Braga, apparsa tuttavia più pronta di questa Udinese, tecnicamente e tatticamente che, puntualmente, vende ogni anno i suoi pezzi più pregiati. Squadra, dunque apparsa spaesata in questo inizio di stagione nonostante schemi di gioco da anni collaudati.

Dal punto di vista atletico non si può non notare il calo che le squadre di Guidolin hanno sempre avuto nei secondi tempi disputati. Dopo il turnover attuato nella trasferta di Firenze, Guidolin contro la Juve dovrebbe schierare la formazione titolare a meno che non ci sia qualche giocatore uscito malconcio dalla partita col Braga. Recupera dunque Pinzi che avrà ai suoi fianchi Williams e Pereyra. Sulle fasce Basta e Armero. In difesa i soliti tre Benatia, Danilo e Domizzi. Di Natale tornerà ad agire come riferimento offensivo, ma è ballottaggio per chi dovrà sostenerlo: Fabbrini, Muriel o Maicosuel? Unico indisponibile Barreto.

Nella Juventus, Gigi Buffon è probabile che rimanga a riposo anche ad Udine nonostante abbia recuperato, porta bianconera dunque difesa ancora da Storari. In difesa dovrebbe rivedersi Chiellini(anche se non è certo neanche il suo utilizzo), mentre a centrocampo conferme per Asamoah esterno di sinistra. In avanti Vucinic dovrebbe essere affiancato da Matri complice l’infortunio alla caviglia per Sebastian Giovinco.

Qualche statistica.

Ci sono stati meno di 2 gol e mezzo segnati in 11 delle ultime 13 partite giocate in trasferta dalla Juventus che ha anche segnato almeno 2 gol in 10 delle ultime 12 partite in Serie A. L’ Udinese, invece, è imbattuta in 19 delle ultime 21 gare casalinghe di Serie A. Forza Juve.

@eldavidinho94

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