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Tag: strootman

Juventus-Roma Solo il campo dice la verità

Roma è la città più bella del mondo. Ma si gioca a Torino e non c’è spazio per bugie o giochetti vari. Solo il campo dice la verità. L’ha detto Conte, ma De Rossi e Totti non comprendono bene la lingua seguendo il folclore del popolo giallorosso.

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Dalla moviola falsa di Turone al gesto di Totti e poi a quello di Lichtsteiner. Juve-Roma è una partita al veleno comunque la si presenti, dipende chi la presenta. Le allusioni di Zeman, senza alcuna conseguenza sul campo, e le non risposte di Chiellini, Bonucci e Conte. Questione di stile.

Il rientro di Pirlo costringe Conte a scegliere uno fra Pogba e Marchisio, col francese in vantaggio sul Principino. Negli altri ruoli la scelta è fatta. Tevez e Llorente guideranno l’attacco, mentre Barzagli, Bonucci e Chiellini dovranno stare attenti a limitare le sgroppate dei giallorossi che hanno dimostrato di saper usare bene il contropiede.

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Il cuore della sfida sembra proprio a centrocampo, dove la regia di Pirlo viene contrapposta a quella di De Rossi. Pjanjic e Strootman dovranno invece arginare la prepotenza di Vidal e Pogba. Probabilmente si sfidano i centrocampi più forti di Italia.

Altro tassello importante è la difesa. La Roma ha subito davvero poco, la Juve ha placato l’agonia di inizio stagione ristabilendo equilibri e distanze nel pacchetto arretrato. Di converso, si sfidano pure gli attacchi migliori della Serie A. Con Tevez e Llorente che si confermano intoccabili là davanti.

Comunque vada, il campionato resta aperto e ancora lungo.

Juventus-Roma: l'11 di Antonio Conte

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Un applauso sincero a Garcia: quando le idee valgono più dei pianti

Un anno fa avevamo la matematica e logica certezza che il progetto Roma era solo mediatico. Con al comando un tizio che avrebbe portato solo entusiasmo parziale e risultati molto parziali. Zeman fu poi silurato, senza che Moggi potesse aver avuto un ruolo attivo nella vicenda, e Andreazzoli rischiò di fare il miracolo.

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Oggi sulla panchina giallorossa c’è un signore. Si chiama Garcia, con la pronuncia francese, mi raccomando.

Un allenatore che fin qui merita 10 e lode. Non già per i punti conquistati, ma per il grandioso lavoro svolto.

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In una panchina caldissima, in un contesto dove lavorare diventa, a tratti, impossibile, Garcia sta compiendo un miracolo sportivo. Mantenendo sangue freddo e insegnando calcio a una rosa che sul mercato sembrava essersi indebolita. Invece hanno saputo coniugare le scelte giuste e le entrate.

Strootman e Gervinho stanno stupendo per classe e impatto, rispettivamente. Il centrocampo è tornato molto cattivo e riesce a garantire a tutta la squadra un buonissimo equilibrio. Equilibrio che viene poi gestito da una difesa davvero rocciosa. Chi parla di calendario agevole sta volutamente mentendo o tentando di sminuire quanto fatto finora dalla Roma.

Con un Totti versione ragazzino, il modulo tattico di Garcia riesce a coniugare la fase di gestione della palla, con ottima propositività delle fasce e inserimenti dei centrocampisti (complimenti per la realtà Florenzi), e la fase di attacco, non disdegnando rapidissimi contropiede.

Sarà un avversario tosto fino alla fine, anche se il periodo critico sarà al giro di boa. Intanto, davvero sinceri complimenti sperando che tutti restino sul pezzo. Perché il campo dice sempre la verità. Sempre. Come in questo momento.

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